Relazione di educazione ai media
“Ogni riflessione sul divenire dei sistemi educativi deve fondarsi su un’analisi preliminare della contemporanea trasformazione del rapporto con il sapere.”
P. Levy: il nuovo rapporto con il sapere
Il cyber-spazio e le nuove forme di accesso all'informazione
Il cyber-spazio amplifica ed esteriorizza molte delle funzioni cognitive umane (memoria, immaginazione, eccetera). Questo favorirà sempre di più:
- Nuove forme di accesso all’informazione
- Nuovi stili di ragionamento
Infatti, la condivisione resa possibile da queste “tecnologie intellettuali”, accresce il potenziale d’intelligenza individuale e collettiva dei gruppi umani.
Il ruolo del cyber-spazio nella memoria e produzione culturale
Il cyber-spazio è destinato a diventare il principale dispositivo della memoria oltre che della produzione e comunicazione sia delle nuove sia delle vecchie culture. Presto, il cyber-spazio, attraverso le sue riserve di immagini, testi, suoni, video, simulazioni interattive, sarà il medium essenziale della produzione, trasmissione e apprendimento della conoscenza.
Insomma, sta cambiando il rapporto con il sapere. Siamo agli inizi di una grande rivoluzione mediale che, come è già accaduto con la stampa, con i testi sacri e prima ancora con il linguaggio e i segni, modificherà in qualche modo l’uomo, il suo modo di vivere, di apprendere, di comunicare, il suo rapporto con se stesso, con gli altri, con il lavoro e con l’ambiente.
La sfida dell'alfabetizzazione mediale
È la prima volta, credo, forse ingenuamente, che le tecnologie sono pronte, ma sono gli uomini e le sue istituzioni a non esserlo (tempo al tempo…). Da qui credo che nasca quel bisogno, più o meno sentito da tutti in questi anni, di un’alfabetizzazione mediale delle nuove generazioni.
Alfabetizzazione mediale che, se in un primo tempo è stata intesa come insegnamento attraverso i media, si sta ora configurando come insegnamento dell’uso delle tecnologie della comunicazione senza prestare interesse ai contenuti simbolici, che inevitabilmente si muovono attraverso esse. Questo perché la funzione latente dell’istruzione è sempre stata quella di assicurare un adeguato espletamento dei vari compiti socialmente necessari.
“Il sistema deve produrre con la massima efficienza delle persone efficienti e questo dovrebbe garantire l’efficienza della società tutta.”
Scuola e media education
Possiamo tranquillamente affermare che anche l’istituzione scolastica sia nata per fare media education, quando la diffusione del sapere necessario a vivere nella società trasformata dalla rivoluzione industriale non poteva più avvenire attraverso la comunicazione personale. In quest’ottica è facilmente intuibile che, il sistema, quasi invisibilmente, si procurerà questa nuova manodopera, attraverso l’inserimento nei cursus scolastici di moduli attinenti ai media e la graduale integrazione delle nuove tecnologie negli usi quotidiani.
Necessità di una riforma scolastica
Ma oltre al problema dell’alfabetizzazione mediale ne emergono altri che ci fanno percepire la necessità di una più vasta riforma dell’istituzione scolastica. Siamo ormai lontani dai tempi di Diderot e D’Alembert e con la crescita sempre più rapida delle scoperte scientifiche, la conoscenza non può più essere totalizzante.
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