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PANIERE RISPOSTE APERTE
ECONOMIA DELL’AMBIENTE
Prof. Salvatore PALMIERI
ECAMPUS
Facoltà: Scienze dell’Economia
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Definire i principi cardine dello sviluppo sostenibile
Definire i principi cardine dello sviluppo sostenibile Lo
sviluppo sostenibile si basa su tre principi cardine:
L'integrità dell'ecosistema
- L'efficienza economica
- L'equità sociale (intragenerazionale e intergenerazionale)
-
L’integrità dell’ecosistema, consiste nel mantenere l’ecosistema integro ed evitare ogni alterazione
irreversibile. L’efficienza economica va considerata da un punto di vista ecologico. Si considera efficiente un
sistema che garantisca il massimo della produzione e di consumi compatibili con gli equilibri ecologici,
preservando quindi le risorse nel tempo. L’equità sociale intragenerazionale consiste nella possibilità
di
accedere alle risorse, con equa distribuzione dei redditi, nel diritto di ogni persona e della sua identità
socio-
culturale e politica. L’equità sociale intergenerazionale riguarda proprio il concetto dello sviluppo
sostenibile, quello di preservare alle generazioni future le stesse possibilità ecologico-economiche che
hanno le generazioni presenti.
Cosa si intende per equità sociale intragenerazionale?
L’integrità dell’ecosistema, consiste nel mantenere l’ecosistema integro ed evitare ogni alterazione
irreversibile. L’efficienza economica va considerata da un punto di vista ecologico. Si considera efficiente un
sistema che garantisca il massimo della produzione e di consumi compatibili con gli equilibri ecologici,
preservando quindi le risorse nel tempo. L’equità sociale intragenerazionale consiste nella possibilità di
accedere alle risorse, con equa distribuzione dei redditi, nel diritto di ogni persona e della sua identità
socio- culturale e politica. L’equità sociale intergenerazionale riguarda proprio il concetto dello sviluppo
sostenibile, quello di preservare alle generazioni future le stesse possibilità ecologico-economiche che
hanno le generazioni presenti.
Lezione 17
Descrivere i punti cardine della conferenza di Rio de Janeiro
Vi sono diversi Conferenze di cui vale la pena parlare, tra cui la Conferenza di Rio de Janeiro in Brasile del
1992, che riafferma grazie alla Carta di Rio, quanto era stato stabilito nella Conferenza di Stoccolma
precisando e rielaborando grazie ad un Proclama composto da 27 articoli/principi già discussi ma
allargandoli alle necessità dei paesi in via di sviluppo. I punti cardine della Conferenza di Rio de Janeiro
sono:
Agenda 21 dove sono inserite le principali azioni da realizzare nel 21° secolo;
- Convenzione sul clima;
- Convenzione per la conservazione delle biodiversità;
- Dichiarazione sul consenso globale in merito allo sviluppo sostenibile
-
Spiegare l’iter formativo delle varie conferenze e della definizione di sviluppo sostenibile:
La prima conferenza fu quella sui problemi dell’ambiente che si tenne a Stoccolma nel 1972, in cui i paesi
industrializzati volevano porre un freno agli inquinamenti e ai danni ambientali in genere, chiedendo ai
paesi in via di sviluppo di adottare misure adeguate successivamente nel 1992 fu fatta la conferenza di Rio
de Janeiro con l scopo principale di definire uno sviluppo sostenibile a livello planetario tenendo conto della
differenze di ogni paese. Per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo in grado di assicurare «il
soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle
generazioni future di realizzare i propri». Il concetto di sostenibilità, in questa accezione, viene collegato
alla compatibilità tra sviluppo delle attività economiche e salvaguardia dell’ambiente.
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Cosa ha stabilito il vertice di Copenhagen del 2009?
Il vertice di Copenaghen del 2009, nonostante sia iniziato con forti contestazioni che vedevano, da una
parte gli ambientalisti che pretendono una maggior salvaguardia, dall’altra i paesi industrializzati che
devono pensare a risanare l’economia. In realtà poi il risultato del Vertice è stato positivo, in quanto è stata
raggiunta un’intesa tra Usa e Cina, con il contributo di India, Brasile, Sud Africa e Unione Europea, per
l’ottenere un contenimento di 2 gradi centigradi di aumento delle temperature.
Descrivere la corrente di pensiero del Determinismo ambientale ?:
Nata da Ratzel, la corrente del Determinismo ambientale, sostiene che anche l'economia di una regione
sarebbe determinata dalle sue condizioni e risorse naturali, e anche dal posizionamento della società,quindi
descrive il modo in cui l'ambiente obbliga l'uomo ad assumere certi comportamenti. (modificata )
Descrivere la corrente di pensiero del possibilismo geografico
Agli inizi del novecento ci si allontanò dalla concezione del Determinismo ambientale per dare più spazio ed
importanza all’azione umana nell’organizzazione territoriale. Le caratteristiche naturali non venivano più
viste come un fattore limitante per l’uomo, ma come una possibilità. L’ambiente ora viene definito come
un fattore che accompagna l’uomo nella sua storia. Da questo nacque la scuola di pensiero del
“possibilismo geografico”, corrente di pensiero fondata in Francia all'inizio del secolo XX sostenuta dallo
storico Febvre. Gli studi della scuola possibilista, misero in evidenza come in epoche diverse, i territori
potevano essere organizzati socialmente ed economicamente in maniera molto diversa. Per
comprendere questo concetto basti pensare all’Inghilterra, che da paese prettamente agricolo, grazie alle
importazioni di materie prime dalle colonie, divenne una potenza industriale.
Lezione 3
Quali sono gli aspetti positivi e quali quelli negativi dell’economia del fuoco?
fin dall’antichità, l’uomo ha avuto un rapporto conflittuale con l’ambiente,il fuoco è un elemento
fondamentale per il processo di civilizzazione che l'uomo ha usato per migliorare la propria vita,
ad oggi è impensabile una comunità , senza fuoco. Il fuoco è fonte di luce e calore, necessario per
cuocere il cibo, mezzo potente per modificare il territorio, consentire gli spostamenti, ect. Mentre
oggi l'uomo ha paura di questo elemento naturale che viene inteso spesso come negativo e
simbolo del degrado ambientale e di distruzione della biodiversità.
Lezione 4
Quali sono gli elementi essenziali della rivoluzione agricola?
Gli elementi essenziali della rivoluzione agricola sono: incremento della produzione; incremento della
produttività; nuove tecnologie; abolizione delle barriere istituzionali alle innovazioni; incremento
demografico
Lezione 7
Come si possono suddividere le fonti energetiche?
Le fonti energetiche si possono suddividere in due gruppi: fonti utilizzate come combustibile nella
produzione termoelettrica; fonti di energia pulita.
Le fonti usate come combustibile riguardano i combustibili minerali fossili, come il carbone e gli idrocarburi,
le biomasse ed i minerali radioattivi. Mentre le fonti di energia naturale comprendono le acque correnti per
la
produzione di energia idroelettrica, l’irradiamento solare, il vento, le maree, etc.
Quali sono le fonti rinnovabili e quelle non rinnovabili?
Le fonti energetiche rinnovabili sono le biomasse e le fonti energetiche naturali.
Le fonti energetiche non rinnovabili sono le risorse minerarie che producono scorie ed inquinamento
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Definire le problematiche delle risorse non rinnovabili
Alcune fonti energetiche sono strettamente correlate alle condizioni ambientali, come ad esempio:
la geotermica è legata alla morfologia della crosta terrestre
- l’idroelettrica dipende dalla presenza di bacini idrici con particolari caratteristiche
- la solare è legata ad un determinato clima
- l’eolica è legata alla presenza di venti costanti
- etc.
-
Le fonti di energia rinnovabile inoltre hanno un ulteriore svantaggio per le economie moderne. Oggi vi è
convenienza nel concentrare la produzione in pochi impianti ad alta potenza, mentre le energie alternative
sono prodotte per lo più in piccoli impianti diffusi sul territorio.
Lezione 10
Quali sono le grandi regioni nella geografia della produzione del petrolio?
LA GEOGRAFICA MINERARIA INDIVIDUA QUATTRO REGIONI
EUROPA OCCIDENTALE E GIAPPONE
- AMERICA SETTENTRIONALE
- RUSSIA ED EST EUROPEO
- PAESI SOTTOSVILUPPATI
-
L’Europa occidentale ed il Giappone, sono regioni altamente consumatrici ma con scarse risorse. Importano
le risorse soprattutto dall’Africa e dall’area del Pacifico. Guardando al Giappone, che ha un'immensa
domanda di risorse, data la sua forte industrializzazione, si può comprendere l’importanza dei costi di
trasporto delle risorse. L’America settentrionale è una regione sia consumatrice che esportatrice. L’America
latina è uno dei maggiori fornitori delle risorse per la parte settentrionale del continente. La Russia e
l’Europa dell’Est fino a qualche anno fa rappresentavano un area quasi chiusa. Negli ultimi anni sono stati
fatti degli accordi di fornitura tra questi paesi e l’Europa occidentale ed il Giappone. I paesi sottosviluppati
sono considerati come forti esportatori di risorse Minerarie. In realtà le risorse sono concentrate solo in
alcuni paesi. Molti di loro hanno effettuato una nazionalizzazione delle risorse stesse, ma nonostante
questo continuano ad avere una forte importanza strategica nei commerci internazionali.
Lezione 13
Quali sono le correnti storiche che hanno descritto il rapporto uomo ambiente?
RAPPORTO UOMO AMBIENTE NELLA STORIA:
- DETERMINISMO
- POSSIBILISMO
- L’IMPORTANZA DEGLI SCAMBI, IL GLOBAL SOURCING
-
Originariamente si pensava che l’esistenza dell’uomo fosse determinata dalla natura, ad esempio venivano
stabiliti rapporti di causa – effetto tra la distribuzione del clima e quella delle forme di economia. Questa
scuola di pensiero, secondo la quale anche l’economia di una regione sarebbe determinata essenzialmente
dalle sue condizioni e risorse naturali, fu chiamata “determinismo ambientale”. Agli inizi del novecento ci si
allontanò da questa concezione per dare più spazio ed importanza all’azione umana nell’organizzazione
territoriale. Le caratteristiche naturali non venivano più viste come un fattore limitante per l’uomo, ma
come una possibilità. Da questo nacque la scuola di pensiero del “possibilismo geografico”. Negli ultimi
anni si sono affermate interpretazioni, che invece danno più importanza ai fattori funzionali che spiegano
le relazioni orizzontali. Oggi sono soprattutto i rapporti di scambio che determinano il valore dei vari
attributi dei luoghi e perciò dei luoghi stessi lOMoAR cPSD| 9679654
Lezione 15
14.
Quali sono state le diverse conferenze fatte sulla materia ambiente e quali sono stati i loro obiettivi?
La prima conferenza mondiale sui problemi dell’ambiente si tenne a Stoccolma nel 1972, in cui i paesi
industrializzati volevano porre un freno agli inquinamenti e ai danni ambientali in genere, chiedendo ai
paesi in via di sviluppo di adottare misure adeguate. Nel 1992 è stata fatta la conferenza di Rio de Janeiro.
Lo scopo principale della conferenza fu quello di definire uno sviluppo sostenibile a livello planetario
tenendo conto della differenze di ogni paese. Ai paesi industrializzati sarebbe toccato il compito di aiutare
i paesi del sud del mondo con finanziamenti, ovviamente se questi avessero adottato politiche
ambientali congrue con quello che era stato stabilito. Inoltre sempre ai paesi industrializzati era dato
il compito di riconvertire il loro sviluppo verso attività più eco-compatibili. In questa conferenza venne
redatto un documento “ l’agenda 21” che chiariva tutti i compiti per i diversi paesi e le varie priorità il limite
di questo documento però è dato dal fatto che non esiste alcun obbligo preciso e nessuna sanzione per i
paesi che non lo applicano.
Lezione 18
Cosa indica l’equazione del capitale presente e quali sono le variabili che lo compongono?
L’equazione del capitale presente indica: lo stock di capitale iniziale, Kt è costituito dal capitale prodotto
Kp, dal capitale umano Ku e dal capitale naturale Kn. Quanto detto può essere espresso come: Kt= Kp
+Ku+Kn. Questo significa che lo sviluppo sostenibile impone un reinvestimento di risorse a compensazione
del consumo delle stesse per tutelare le generazioni. Quindi, questa equazione, rappresenta il surplus di
ogni consumo che permetta il reintegro della risorsa stessa.
Quali sono i concetti base dello sviluppo sostenibile nella versione forte e quali sono le motivazioni che
lo avvalorano?
Lo sviluppo sostenibile forte si basa su un concetto di non sostituibilità delle risorse con risorse artificiali. In
questa teoria viene sottolineato come ad esempio l’estinzione di alcune specie vegetali e animali siano dei
danni irrecuperabili, in quanto si distrugge la biodiversità, elemento fondamentale dell’ecosistema.
Per questa linea di pensiero, l’equazione del capitale presente vista in precedenza diventa di inutile studio,
poiché ogni elemento non può essere sostituito. Le risorse devono essere conservate e deve essere protetto
il loro sistema, dove possibile, di rigenerazione naturale.
Lezione 19
Quando si può dire che è nata l’Economia dell’Ambiente e perché?
Così come si afferma che la scienza economica sia nata con Smith, anche se già presente nel
comportamento umano, così si può affermare che l’economia ambientale sia sempre stata presente in
alcuni atteggiamenti umani, anche se la sua definizione (attività di sviluppo economico in relazione alla
tutela ambientale) ha tardato ad arrivare. Nasce con lo scopo di tutelare aspetti a livello naturale (boschi,
spiagge ecc) e architettonico. L’economia dell’ambiente nasce nei paesi ricchi e sviluppati in concomitanza
ad un fenomeno
chiamato «ambientalismo». lOMoAR cPSD| 9679654
Perché nella nascita dell’economia ambientale è fondamentale la presa coscienza delle esternalità
negative?
Dopo la Seconda Guerra Mondiale si inizia in modo diffuso a guardare agli elementi non solo quantitativi,
per tale ragione rientra nell’attenzione delle persone anche il concetto di «tutela ambientale». Gli stati
moderni a questo punto hanno preso coscienza delle esternalità negative legate alla produzione.
Lezione 20
Quali sono le due definizioni di Economia dell’Ambiente?
Negli anni sono state date diverse definizioni per descrivere l’economia dell’ambiente. Due di queste sono:
l’economia dell’ambiente è quella parte della scienza economica che studia gli effetti economici
-
che
vengono prodotti dall’inquinamento ambientale;
l’economia dell’ambiente è lo studio tramite il quale si cerca di regolamentare le attività inquinanti o
-
dare
un valore economico all’ambiente
Lezione 21
Cosa si intende per principio del «non rimpianto»?
L’incertezza pregiudica la valutazione dei fattori ambientali. Quando questo succede in economia
dell’ambiente si può utilizzare il principio del «non rimpianto». Questo principio impone di considerare in
modo preventivo alcune spese a tutela del rischio, come se si considerasse di predisporre un premio
assicurativo sull’ambiente.
Quali tipi di inquinamento si conoscono?
I problemi principali che l’economia dell’ambiente considera come di primaria importanza oggi sono quelli
relativi a: Inquinamento atmosferico, ad esempio effetto serra, smog, piogge acide, etc;
Inquinamento delle acque, che comporta problemi nell’utilizzo delle riserve idriche sia per l’irrigazione ma
anche per la pesca, la balneazione e la scomparsa di molte specie biologiche;
Deforestazioni che comportano non solo un cambiamento geofisico con possibilità di frane e smottamenti,
ma anche scomparsa di habitat per specie vegetali e animali; Rifiuti, sia dal punto di vista della gestione che
dello stoccaggio.
Lezione 23
Quali sono i problemi legati alla valutazione economica dei beni ambientali?
I problemi legati alle valutazione economica dei beni ambientali sono: crescita economica e sviluppo
delle
nazioni
Perché è necessario che i beni ambientali entrino a far parte di una regolamentazione di mercato?
Il bilancio dei materiali identifica per l’ambiente due funzioni quella di fornitura di risorse e ricettore di
rifiuti, a cui possiamo aggiungere in base al nuovo concetto di benessere della collettività legato al fattore
ambiente, anche la funzione di fonte diretta di utilità. Queste tre funzioni, sintetizzabili come «sostegno
alla vita», sono tutte provviste di valore economico, in quanto se le potessimo vendere o acquistare in un
mercato
avrebbero tutte un prezzo.
conferenza venne redatto un documento “l’Agenda 21” che chiariva tutti i compiti per i diversi paesi e le
varie
conferenza venne redatto un documento “l’Agenda 21” che chiariva tutti i compiti per i diversi paesi e le
va
lezione 24
Come possono essere distinte le esternalità in base a chi le produce?
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Le esternalità in base a chi le produce possono essere distinte in: estrnalità del consumatore, che si
presentano ogni qual volta un soggetto ha modifiche reali e non monetarie nelle sue funzioni di utilità,
quindi si tratta di effetti derivanti dal consumo di un bene; o di produzione, se è un imprenditore, date da
scelte di altri soggetti, quali persone, aziende e governi, senza una considerazione delle modifiche
apportategli, equindi si tratta di ef
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