Economia dell’ambiente
01/03/2021
(Nozioni base di micro e macro e matematica generale – dispense e slide su moodle)
Problemi di economia ambientale: climate change e sostenibilità (ambientale).
Interdipendenza tra economia ed ambiente perché esiste l’economia ambientale;
motori (drivers) che mirano all’impatto ambientale.
perché esiste un problema ecologico e da
Interdipendenza economia-ambiente:
cosa dipende (introduzione) Climate change: aspetto fondamentale di
determinazione del clima del pianeta. Aspetto fondamentale: effetto serra
(greenhouse gas; GHG) che dipende dal fatto che sulla terra si ha un ambiente
vivibile per esseri umani, e ciò deriva da un equilibrio tra immissioni di energia solare
(da sole e pianeta stesso) che viene dall’esterno e che la terra produce all’interno, e
ciò che viene respinto/esce dalla parte alta dell’atmosfera e quella che rimane
intrappolata nella troposfera (parte più bassa, mantello che avvolge la Terra: questo
consente di trattenere una parte di energia e calore, quello prodotto e quello
ricevuto) ciò consente la vita. Questo effetto è l’effetto serra, che se non ci fosse il
saremmo a -18° -> effetto naturale (grafico-slide). C’è un equilibrio tra quantità
trattenuta e quella emessa (equivalgono e si compensano).
Dopo la rivoluzione industriale c’è stata un’emissione del gas serra e dell’attività
dell’uomo che hanno accresciuto molto la temperatura media aumento che genera
uno squilibrio della quantità di energia naturale che viene immessa e riflessa
aumento di 2 gradi (enorme) (aumento di 1.5 grado è quello massimo tollerabile,
oltre cui si prevede disastro ambientale).
Ci sono varie misure dell’aumento dell’effetto serra generato dall’attività umana: il
protocollo di Kyoto (1997) individua i principali gas/emissioni che contribuiscono a
questo effetto serra: dato che i gas sono di natura diversa, vengono espressi in
emissioni di ossido di carbonio, CO2 (emissioni principali all’indomani della prima
rivoluzione industriali) individuati i vari gas emessi dall’attività umana ed espressi
in CO2, espressa in unità di tempo (schema slide).
Oltre al riscaldamento globale ci sono altri fenomeni ambientali che contribuiscono
(prodotti chimici, plastica, etc.).
Grafico che mostra effetti dell’uomo dal 1750 (rivoluzione industriale: 1780/1800)
impennata all’indomani della rivoluzione industriale di molte delle emissioni, con
peggioramento netto all’indomani della seconda guerra mondiale. 1
Grafico che mostra cambiamento temperature medie negli ultimi 100 anni c’è stato
ovunque un aumento delle temperature medie. Aspetto fondamentale che emerge è
che i concetti di bene pubblico ed esternalità sono fondamentali quando si parla di
cambiamento climatico: riguarda tutti nella stessa misura – se c’è un inquinamento di
dimensioni forti con crisi emergenti, come Cina e USA.
Motivo del cambiamento climatico: riferimento a concetti della termodinamica le
emissioni dell’uomo generano cambiamento climatico per due leggi della
termodinamica. Definendo:
sistema aperto: quando scambia energia e materia in un ambiente, ad esempio
un organismo;
sistema chiuso: scambia solo energia con il suo ambiente (pianeta terra perché
scambia energia, non trasforma);
sistema isolato non si scambia nulla con l’esterno (es. universo, non c’è nulla al
di fuori dell’universo quindi l’energia trasformata al suo interno rimane al suo
interno, non c’è dispersione).
Il nostro pianeta è un sistema chiuso (definizione a cui ci rifacciamo con economia
ambientale): il pianeta terra scambia energia (immissioni e riflesso di energia,
grafico) con l’ambiente circostante, quindi con ciò che sta al di fuori dell’atmosfera;
questo scambio consente la vita sul nostro pianeta.
Nel sistema chiuso si applicano le due prime leggi della termodinamica:
prima
la dice che l’energia non può essere creata o distrutta, può solo essere
trasformata (converted from one form – chemical as in coal – to another –
electricity);
seconda
la dice che la trasformazione non è efficiente al 100%, è la legge
dell’entropia: dispersione di una parte dell’energia (all energy conversions are
in terms of available energy less than 100% efficient (not all of the energy in
the coal becomes available as electricity).
L’entropia di un sistema isolato non può ridursi, perché non scambia energia al di
fuori di sé e quindi tutto viene trasformato ma, rimanendo, non viene dispersa. In un
sistema chiuso c’è scambio con l’esterno ed una parte può essere dispersa e non più
recuperata => es.: usando il carbonio nella combustione c’è trasformazione da una
forma ad un’altra => in un sistema chiuso una parte di quest’energia viene dispersa,
ed una parte viene trattenuta.
Con la prima: far sì che si usino meno fonti di energia per ottenere la stessa quantità.
Seconda legge: quando sfruttiamo energia, ad esempio bruciando legna, una parte
viene dispersa e non è fruibile e quindi non è efficiente al 100%.
Non tutta l’energia è disponibile perché una parte sarà dispersa, ed inoltre ciò che
irreversibile
fornisce energia è un processo nel momento in cui briciamo carbonio
o usiamo petrolio, non è un processo efficiente al 100% ed una parte non può essere
ripristinata.
Essendo un sistema chiuso riceviamo continuamente energia solare; usando un
giacimento petrolifero o di carbonio richiede milioni di anni per essere riformato.
Per il concetto di sostenibilità: tutta l’attività umana consiste nella trasformazione di
materiali. C’è un limite per la quantità di lavoro che può essere praticato con la
quantità di risorse a disposizione. All’indomani della rivoluzione industriale è
cresciuto il livello di sfruttamento ciò ha consentito che il lavoro umano integrato
con lo sfruttamento di risorse naturali è stato fatto in modo efficiente. Questo ha
consentito sia un cambiamento emissione di gas che contribuiscono all’aumento
dell’effetto serra (cambiamento climatico) ma ha generato anche degli effetti positivi,
anche se diseguali grafico indicatori economici come crescita popolazioni, PIL
2
reale, popolazione urbana, ecc.: incremento attività umana all’indomani della
rivoluzione industriale. Ciò ha accresciuto la quantità di beni e servizi producibili e
consumabili.
Questo ha portato quindi un miglioramento per alcuni punti di vista: grafico
indicatori qualità della vita (dal 1770): l’aspettativa di vita decolla.
Aspettativa di vita: nell’era pre-moderna era di circa trenta anni in media; oggi
(2019) non c’è nessun paese, anche con aspettativa più bassa, che sia uguale a quella
della fine del ‘700/1800. Quella più bassa è della repubblica centro africana: 53 anni,
più alta di quella maggiore del 1770. Indicatore per dire che l’attività umana con
sfruttamento di forme di energia che porta a studiare l’impatto ambientale ha portato
anche ad un miglioramento di alcuni indicatori della qualità, con una certa
diseguaglianza tra Paesi.
Parlando di cambiamento climatico e problemi ambientali: catalogare e capire quali
risorse naturali l’uomo usa per ottenere energia.
Ci sono risorse naturali: prime
distinzioni in economia risorse stock
(misurate in un istante di
tempo/fotografia -> conto in banca;
debito pubblico; si può dire con
precisione quanto è il conto in banca;
misurazione atemporale: la dimensione
del tempo è nulla) e risorse flusso (non
misurate istantaneamente; quelle che
vengono misurate in un arco
temporale, ad esempio radiazioni
solari; esempio energia eolica non quantificabile ad istante misurabile in un certo
arco temporale, in un mese ad esempio, l’energia prodotta; esempio il reddito è una
grandezza flusso; misurazione per unità di tempo). Tra le risorse stock: rinnovabili –
in un arco di tempo utile per l’essere umano, come le risorse idriche – e non
rinnovabili – quelle che consideriamo come date e non reintegrabili in un arco
temporale idoneo, come le riserve naturali di combustibili fossili e risorse minerali.
(es: investimento risorsa flusso che genera stock di capitale la grandezza stock è
misurata in un istante che non ha dimensione temporale; la grandezza flusso per
essere misurata ha bisogno di un arco temporale di riferimento, che sia più o meno
grande – all’ora, settimana o anno) 3
La classificazione è importante perché parlando di sostenibilità ed inquinamento
parliamo di risorse stock come giacimenti petroliferi; energie che non possono essere
ripristinate una volta sfruttate. Il concetto di sostenibilità riguarda anche quante
risorse stock consumare e lasciare. Infatti, una delle definizioni di sostenibilità usata
oggi è quella Brundtland (generazioni future).
Problema di risorse flusso: stockarle difficoltà tecnologica e di costo nel generare
punti di conservazione del flusso risorse naturali non siamo in grado di
conservarla, trattenerla e riutilizzarla.
A livello di stock c’è uno stretto legame, quindi, tra quantità di energia che viene
usata e quella disponibile nel futuro.
Altro punto importante: capacità da parte dell’ambiente di rigenerare popolazione
biotica. Questo fa sì che ci sia differenza nello studio tra economia ecologica (questi
aspetti, flora e fauna, come centrali) ed economia ambientale che tocca questi aspetti
ma si occupa soprattutto di cambiamento climatico ed effetti ambientali (ecological
economics ed enviromental economics).
Una importante differenza nelle risorse stock non rinnovabili è quella che esiste tra
minerali e combustibili fossili i secondi una volta usati scambiano energia e
generano secondo entropia non al 100%, ed è un processo irreversibile; i minerali,
invece, in qualche modo possono essere ripristinati processo di riciclaggio e
trasformazione (che comprende quindi anche una parte dispersa); recupero
materiale. Ci può essere, quindi, un ritardo nel tempo di esaurimento risorse.
riciclate;
Ci sono, quindi, delle risorse naturali stock e alcune possono essere altre no
– se non in tempi non utili per noi.
principio di bilanciamento di materiali
Ultimo elemento: facendo riferimento
alle risorse stock c’è questo principio fisico, conosciuto come legge di conservazione
della massa (materia): la materia non può essere né creata né distrutta ma
trasformata. Nel processo di trasformazione della materia si genera energia e in
parte viene utilizzata per trasformare la materia e, con la legge dell’entropia, non c’è
principio della conservazione della massa
efficienza al 100%. Il ci dice che la
materia può essere trasformata e torna all’ambiente trasformata giacimento
petrolifero: generiamo energia che non è efficiente al 100% ma c’è una parte
materiale trasformata che rimane all’interno del nostro ambiente es.: gas che
genera effetto serra.
Energia: serve per lavorare sulla terra – sia fisica dell’uomo, sia solare, sia
combustibili fossili – questa viene trasformata e non c’è uso al 100%; la materia viene
trasformata e rimane nell’ambiente. L’impatto ambientale viene ridotto quanto più
siamo bravi nell’efficienza di trasformazione dell’energia ridurre al minimo
entropia o produrre massimo risultato con meno risorse utilizzate e quanto più siamo
bravi ad attuare processo di riciclo della materia tanto minore sarà impatto
dell’attività umana sull’ambiente. 4
Schema (slide) legge di conservazione della massa applicato ad uno schema
economico risorse naturali ambiente che forniscono a imprese e famiglie le risorse;
tutto ciò che riceviamo dall’ambiente (A) ritornerà all’ambiente; le imprese
producono prodotti intermedi che possono produrre prodotti finali; ciò genera
residuo che torna all’ambiente. Tutto quello che riceviamo dall’ambiente tornerà.
Es.: le imprese non ambientali (slide sopra): aumentando la quantità di prodotti che
vengono riciclati, minore sarà la quantità di risorse da usare dalle altre imprese, a
parità di prodotto.
Dal punto di vista della produzione,
l’economia dell’ambiente di cosa si
occupa?
In economia c’è un prodotto con funzione
di produzione (slide) con lavoro e
capitale quantità prodotta. Approccio
standard. 5
Resource economics: accanto al capitale si producono le risorse naturali, come
petrolio e gas; per produrre si aggiungono.
Enviromental economics: si fa riferimento al fatto che l’uso di queste risorse naturali
genera flusso di emissioni di scarti tecnologia aggiunta.
Nell’economia ambientale con inquinamento: oltre alla variabile flusso (materiali di
waste prodotti) si introduce una quantità stock ciò che produciamo dipende da K,
L, M (waste); A (accumulo waste nel corso del temo).
Infine: quantità waste legata alla quantità di emissioni + impatto emissioni nocive
prodotte. (drivers)
Elementi determinanti dell’impatto ambientale:
extractions from the environment);
sfruttamento risorse (estrazioni –
(insertions into the environment).
ciò che immettiamo nell’ambiente
Queste due grandezze dipendono dall’ampiezza (size) della popolazione e dall’impatto
che ciascuno di noi ha in termini di necessità di estrazione e dalla parte pro capite
(per capita impact): quanto ciascuno consuma e dalla tecnologia (con tecnologia
disponibile: ridurre risorse per produrre; ridurre waste, emissioni nocive).
IPAT: Identità I=PAT: Impatto (in termini di volume: tonnellate di CO2 equivalenti
per anno, che deriva dall’attività umana) che dipende (identità) da Popolazione,
Affluence, Tecnology espressione dell’identità: quantità di CO2 emessa all’anno
dipende da popolazione, da GDP/P (misura dell’attività economica, reddito prodotto e
quantità di beni che produciamo e consumiamo pro capite) e dal rapporto tra uso
risorse/GDP (per unità di produzione) l’emissione è la quantità di risorse usate che
l’attività umana richiede.
GDP: Gross Domestic Product (traduzione inglese di PIL) tale identità
(SLIDE)
pone in risalto aspetti che determinano quest’emissione: popolazione, PIL e
tecnologia/bravura.
Kaya Identity: più complessa: data da
popolazione * GDP/P * Energia/GDP
(energia richiesta per unità di prodotto
quanto petrolio serve, in termini di
energia, per produrre automobili ecc. 6
quanto siamo bravi a produrre energia con poche risorse: più è basso più siamo bravi
ad usare energia per produrre beni) * F (misura emissioni)/E (quanto la nostra
tecnologia è pulita: emissioni per unità di energia che usiamo).
Tale identità data da prodotto tra P, A (GDP), T (tabella 2.4) (mondiale) proiezioni
usate dall’ufficio delle nazioni unite: a livello corrente la popolazione è 6 miliardi e
mezzo circa con PIL pro capite di 9500 dollari (PPP!) e emissioni (I) si ottiene il T
per rimanenza (dividendo I per P*A): ottenuto come residuo, calcolato; misura
dell’efficienza, di quante risorse ci servono per produrre questo PIL pro capite per
popolazione. Da qui vari scenari: se la popolazione aumenta del 50% tra 20 anni con
PIL pro capite lo stesso e, a parità di uso di risorse (non migliora tecnologia)
produrremmo una quantità di emissioni quasi aumentate del 50%; se aumenta la
popolazione del 50% e aumenta il benessere (aumento PIL pro capite) con la stessa
tecnologia per produrre tale PIL pro capite che è il doppio: aumento I di tre/quattro
volte. Se aumenta popolazione e PIL ma voglio mantenere I all’inizio (28 miliardi),
allora indice T deve ridursi ad un terzo aumentare efficienza del 75%.
03/03/2021
Misura sulle emissioni di agenti inquinanti/che generano climate change: identità
contabile IPAT utile perché mette in rilievo aspetti che possono essere oggetto di
analisi.
P∗GDP ∗Resource Use
P
I≡ GDP (A) (T)
Identità simile: di Kaya: scompone le emissioni, indicandole con F (emissioni di CO2,
tutte le emissioni espresse in termini equivalenti rispetto alle emissioni di CO2) ed
oltre alla popolazione ed al GDP pro capite si fa riferimento all’energia rispetto al
GDP (uso energia per unità di prodotto) + quantità di emissioni F rispetto all’energia
E: P∗GDP ∗E
P ∗F
GDP
F= E
Illustrazione del concetto di IPAT (tabella 2.4). 7
Elementi che compongono questa identità e come possono influenzare l’andamento
delle emissioni.
Popolazione negli ultimi anni si è visto (dati in continuo aggiornamento) (qui 2005:
popolazione mondiale 6 miliardi e mezzo) -> aumento popolazione accentuato nel
secondo dopoguerra.
Tale crescita della popolazione è molto disomogenea tra i Paesi del pianeta;
soprattutto tra i paesi che hanno livello di prodotto pro capite più alto e più basso
(sviluppati/in via di sviluppo/non sviluppati).<
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