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Domande aperte diritto dell'informazione e della comunicazione

Lez 1

Norma giuridica

Cosa si intende per norma giuridica? Si tratta di una regola precostituita che disciplina in astratto la condotta dei consociati. Una norma si può definire giuridica non in base al suo contenuto ma in forza della sua fonte, cioè in forza del provvedimento utilizzato per renderla obbligatoria (legge, decreto-legge, etc.). Essa consiste in particolare nella prescrizione o nel divieto rivolti a una pluralità indistinta di destinatari accompagnati dalla minaccia di una sanzione. Essa deve essere applicabile a un numero indeterminato di destinatari e a un numero indefinito di casi. È proprio da tali principi che si ricava il divieto di promulgare leggi cd. ad personam. Una norma giuridica è strutturata in due parti: la prima che definiamo il precetto (ovvero il comando) e la seconda che definiamo la sanzione (ovvero la reazione alla sua violazione).

La formazione delle leggi costituzionali

Le leggi costituzionali sono quelle che incidono sul testo della Costituzione, modificandolo, sostituendolo o abrogandolo. La formazione delle leggi costituzionali segue una procedura particolare prevista dall'art. 138 Cost., che si può riassumere come segue: due deliberazioni successive a intervallo superiore a 3 mesi, successiva approvazione in seconda convocazione a maggioranza assoluta e sua pubblicazione. Se però entro 3 mesi dalla sua pubblicazione ne viene fatta richiesta da parte di un quinto dei membri di una camera, da cinquecentomila elettori o da cinque Consigli Regionali, la legge costituzionale viene sottoposta a referendum. Se non viene approvata dalla maggioranza dei voti validi, essa non viene promulgata. Non si fa luogo a referendum se in seconda convocazione le legge viene approvata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna camera.

Lez 2

Articoli della Costituzione

Art. 15 Costituzione. La libertà e segretezza della corrispondenza e della comunicazione sono inviolabili, non possono essere soggette ad intercettazioni, impedimenti o controlli, tranne nei casi previsti dalla legge. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dall'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.

Art. 21 Costituzione. Prevede la libertà di manifestare il proprio pensiero con parola, scritto o altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazione o censure. Il sequestro è previsto solo per atto motivato dall'autorità giudiziaria che può essere ad esempio un delitto o la violazione di una norma. In caso di urgenza in cui, però, non è possibile l'intervento tempestivo dell'autorità giudiziaria, il sequestro può essere eseguito dagli ufficiali della polizia giudiziaria, i quali hanno tempo 24 ore per sporgere denuncia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida entro le 24 ore successive, il sequestro può ritenersi revocato e privo di ogni effetto. Sono vietate le pubblicazioni, spettacoli o manifestazioni contrarie al buon costume, inteso come pudore sessuale.

Fonti del diritto a livello superprimario

  • Leggi costituzionali: sono le leggi di revisione della costituzione che incidono sul suo testo, modificandolo, sostituendolo o abrogandolo.
  • Diritto dell'UE: inteso come complesso di norme che i membri della UE si sono impegnati a riconoscere nei rispettivi ordinamenti interni.
  • Diritto internazionale: Le fonti del diritto internazionale sono le norme consuetudinarie e le norme convenzionali contenute nei Trattati Internazionali, le cui statuizioni saranno operative all'interno dell'ordinamento statale solo dopo il loro adattamento.

Lez 3

Libertà di manifestazione del pensiero

Cosa è la libertà di manifestazione del pensiero? Il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero è riconosciuto dalla nostra Carta Costituzionale che ne garantisce la libertà e ne configura i limiti al fine di scongiurare applicazioni distorte e di comodo che possano ledere tale fondamentale diritto. La norma di riferimento è l'art. 21 Cost. a tenore del quale: «tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».

Principio pluralistico

Cosa si intende per principio pluralistico? È il principio che cerca di assicurare la possibilità di libertà di espressione a tutti, cercando di evitare che diventi soltanto una cosa esclusiva esercitabile solamente da pochi.

Diritto morale d'autore

Cosa è il diritto morale d'autore? È il diritto a tutela della personalità dell’autore e che detiene anche sulle sue opere e quindi decide quando e se pubblicare le opere, ne può rivendicare la paternità e può opporsi a eventuali casi di deformazione, usi illeciti della sua opera. È un diritto intrasmissibile, poiché anche dopo la morte dell’autore può essere rivendicato da eventuali eredi, coniugi se il caso lo richiede.

Procedure per l'emanazione di decreti

La procedura per l’emanazione di un decreto-legge. Fra le fonti primarie del diritto rileva il decreto-legge (art. 77 Cost.). In linea generale il Governo non può emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria senza delegazione delle Camere. La procedura che governa l’emanazione di un decreto-legge è la seguente:

  • Delibera da parte del Consiglio dei ministri (Governo).
  • Emanazione da parte del Presidente della Repubblica.
  • Pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica.

La procedura per l’emanazione di un decreto legislativo. Secondo l'articolo 76 della Costituzione, l'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato. I decreti legislativi sono deliberati dal Consiglio dei Ministri ed emanati dal Presidente della Repubblica con l'indicazione della legge di delegazione e della deliberazione del Consiglio dei Ministri.

Come previsto dall'articolo 14 della legge numero 400 del 1988, i decreti legislativi devono essere trasmessi al Capo dello Stato almeno 20 giorni prima del termine fissato dalla legge di delega, in modo che il Presidente della Repubblica possa esercitare la sua funzione di controllo e, se del caso, rinviare l'atto al Consiglio dei Ministri per un suo riesame. La differenza principale tra Decreto Legge e Decreto Legislativo sta nel fatto che il percorso nell’emanazione della legge è inverso: mentre nel primo caso il Governo ha totale autonomia e solo successivamente l’atto è sottoposto al voto del Parlamento, il Decreto Legislativo parte dalla legge delega, emanata dal Parlamento nel rispetto del principio costituzionale della separazione dei poteri.

Lez 4

Consuetudine

La consuetudine: La consuetudine, i cui caratteri sono la diuturnitas e l’opinio iuris ac necessitatis. La diuturnitas consiste nella ripetizione costante nel tempo di un determinato comportamento da parte di una generalità di soggetti. L’opinio iuris ac necessitatis, invece, consiste nel convincimento spontaneo di più soggetti che quel dato comportamento sia giuridicamente obbligatorio o che sia necessario che lo diventi. La consuetudine, inoltre, può essere secundum legem, contra legem o praeter legem. Si definisce secundum legem la consuetudine richiamata dalle leggi scritte; contra legem quella consuetudine abrogativa di norme di legge (inammissibile) e praeter legem quella che invece regola materie non disciplinate da fonti scritte.

Limiti agli effetti di un regolamento

Quali sono i limiti posti agli effetti di un regolamento? Si parla a tal proposito di materie non delegabili. Esistono cioè dei limiti al fine di evitare che il Governo cumuli funzioni esecutive e legislative. Dunque, sotto tale profilo al Governo non può essere delegata la funzione legislativa di convertire i decreti-legge, di approvazione del bilancio e in tutte quelle materie che devono essere disciplinate con legge costituzionale. Quando è invece ammesso, ciò avviene attraverso una legge delega che a mente dell’art. 72 Cost. deve sempre essere discussa e approvata da ciascuna camera in seduta plenaria.

Lez 5

Sequestro della stampa

Casi in cui è legittimo procedere al sequestro della stampa. Il terzo comma dell’art. 21 Cost. sancisce il divieto di ricorrere al sequestro successivo della stampa se non nei casi di commissione di reati previsti solo dalla legge sulla stampa (principio di riserva di legge) o nel caso di violazione di norme che la legge prescrive per l’indicazione dei responsabili e solo per atto motivato dell’autorità giudiziaria (principio di riserva di giurisdizione).

Principi dell'art. 21 Cost.

Quali sono i principi tracciati dall'art. 21 Cost.? Il quadro dei principi tracciati dall’art. 21 Cost. può essere così riassunto: principio di riserva di legge; principio di riserva di giurisdizione; principio di tassatività dei limiti; principio di inderogabilità di tali principi; principio che attribuisce alla libertà di manifestazione del pensiero la natura di diritto soggettivo.

Lez 6

Art. 3 Cost.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e di condizioni personali e sociali.

Limiti alla libertà di manifestazione del pensiero

Quali sono i limiti alla libertà di manifestazione del pensiero? Il primo limite implicito è costituito dalla necessità di tutelare l’onore e la reputazione della persona umana, la cui lesione può essere integrata con comportamenti integranti i reati penali cd. di opinione di ingiuria (ora solo illecito civile), diffamazione, oltraggio, vilipendio e calunnia. Altro limite con cui è necessario rapportarsi è quello dato dalla necessità di assicurare il regolare funzionamento della giustizia. Si fa riferimento al principio della corretta informazione sulle vicende giudiziarie al fine di non compromettere lo svolgimento di processi in corso. Il rispetto di tale principio è garantito dalle previsioni di sanzioni penali in capo a chi non rispetti il divieto di pubblicare atti o provvedimenti non pubblicabili e predeterminati. Altro limite implicito al diritto in parola è altresì l’esigenza di salvaguardare la riservatezza in relazione a situazioni strettamente personali che, sebbene avvenute in luogo pubblico, non hanno interesse socialmente apprezzabile.

Codice Deontologico dei giornalisti

Quali sono i principi fondamentali del Codice Deontologico dei giornalisti relativo al trattamento dei dati personali del 2018? A conferma della delicatezza e della importanza della materia in data 29 novembre 2018 è stato pubblicato il «Codice di Deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica» strutturato in tredici articoli e il cui obiettivo principale è quello di contemperare i diritti fondamentali della persona con il diritto dei cittadini all’informazione e con la libertà di stampa. Le norme del detto Codice si applicano ai giornalisti professionisti, ai pubblicisti e ai praticanti e a chiunque altro eserciti anche occasionalmente attività pubblicistica. La regola generale è quella di chiedere il consenso preventivo al soggetto interessato, salvo casi particolari. Le eccezioni all’obbligo di chiedere il consenso alla persona interessata sono costituite da ipotesi particolari come il trattamento che avviene nell’ambito dell’esercizio dell’attività giornalistica e sia funzionale al perseguimento di finalità informative e conforme alle regole del citato Codice Deontologico (compresi i dati sensibili) e il trattamento riguardi dati relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dall’interessato o attraverso suoi comportamenti in pubblico. Il tutto a condizione che ciò avvenga nell’esercizio del diritto di cronaca.

Lez 7

Ripresa delle udienze

La ripresa delle udienze. Le riprese delle udienze sono consentite solo a determinate condizioni che sono la strumentalità delle riprese al diritto di cronaca e che le riprese non rechino pregiudizio al regolare svolgimento del processo. Ricorrendo tali presupposti, il giudice può autorizzare le riprese se le parti vi consentono, con il conseguente oscuramento dell’immagine della parte eventualmente non consenziente, e se sussiste un interesse sociale particolarmente rilevante alla diffusione di tali immagini.

Lez 8

Segreto professionale del giornalista

Il segreto professionale e, in particolare, quello del giornalista. Il segreto professionale è disciplinato dall’art. 622 c.p. (codice penale) che punisce il delitto di rivelazione del segreto professionale nonché dall’art. 200 del c.p.p. (codice di procedura penale), il quale esonera taluni soggetti dall’obbligo di deporre su quanto hanno conosciuto per ragione del proprio ufficio, ministero o professione. Con particolare riferimento al segreto professionale del giornalista, l’art. 200 cpp prevede il diritto di astenersi dal deporre anche ai giornalisti che siano professionisti iscritti all’Albo relativamente ai nomi degli informatori. Se però la notizia è indispensabile per dimostrare la commissione del reato e la sua veridicità può essere accertata solo attraverso l’identificazione della fonte della notizia, il giudice ordina al giornalista di indicare la fonte delle sue informazioni e il giornalista non può astenersi.

Segreto investigativo

Il segreto investigativo. Il segreto investigativo, le cui connotazioni pubblicistiche di riservatezza conducono a confermare la regola secondo la quale il buon andamento della giustizia giustifica la limitazione al diritto di cronaca giudiziaria e la secretazione degli atti. La categoria del segreto investigativo è composta di due tipi: il segreto investigativo vero e proprio, cioè quello che ha ad oggetto atti di indagine fino alla chiusura delle indagini preliminari, e il divieto di pubblicazione di singoli atti processuali. Pertanto, se un atto è secretato non può essere pubblicato; se un atto non è più secretato non può essere pubblicato riproducendone il testo parziale o integrale, essendo consentita la sola riproduzione del suo contenuto.

Lez 9

Caratteristiche della comunicazione

Le caratteristiche della comunicazione. I soggetti titolari del diritto in parola sono le persone fisiche, le persone giuridiche e le formazioni sociali. Nell’ambito della comunicazione l’art. 15 Cost. tutela sia il mittente che il destinatario della stessa, per cui la libertà in parola involge il diritto di comunicare e di ricevere la comunicazione. Analizzando la libertà in parola, vengono in rilievo i concetti di corrispondenza e di comunicazione. In particolare, per corrispondenza si intende ogni forma di comunicazione riservata, privata e personale. Il concetto di comunicazione è invece volutamente ampio. Pertanto, la garanzia ex art. 15 Cost. si riferisce alle comunicazioni che si svolgono tra soggetti predeterminati in un contesto di giuridica riservatezza in modo tale da ricomprendere non solo la segretezza del contenuto, ma anche quella relativa all’identità dei soggetti e ai riferimenti di tempo e di luogo della comunicazione stessa. Quindi i requisiti che la comunicazione deve possedere per rientrare nella previsione dell’art. 15 Cost. sono l’attualità, che perdura dal momento dell’inoltro della comunicazione fino alla sua apertura da parte del destinatario, e la determinatezza di quest’ultimo. Aspetto fondamentale da chiarire è che elemento significativo della comunicazione è il fatto che la stessa è effettuata con strumenti tipicamente preordinati a realizzare comunicazioni interpersonali e non a diffondere messaggi alla generalità delle persone. Pertanto, la comunicazione fatta a un soggetto determinato in busta chiusa o via mail o via WhatsApp rientra nella previsione dell’art. 15 Cost. anche se la busta chiusa o la mail è possibile che vengano intercettati da terzi.

L'art. 15 Cost. «La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire solo per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge».

Lez 10

Art. 15 Cost. e art. 21 Cost.: differenze

Art. 15 Cost. e art. 21 Cost.: differenze. La comunicazione ex art. 21 Cost. non è contraddistinta dalla segretezza, dalla determinatezza del destinatario (in quanto rivolta indistintamente alla collettività) e dall’attualità. La comunicazione prevista dall’art. 15 Cost. conduce a determinate conseguenze, ai fini del suo sequestro non sarà ammesso l’intervento di agenti di Polizia Giudiziaria in caso di urgenza perché sancisce il principio della riserva di legge e di giurisdizione perché solo il magistrato può porre dei limiti a tale libertà. L’art. 21 Cost. ammette l’intervento urgente di agenti di Polizia Giudiziaria. Un altro aspetto che contraddistingue le due discipline è quello relativo ai casi in cui i rispettivi diritti possono essere limitati. La disciplina di cui all’art. 15 Cost. prevede infatti la possibilità di limitare tale libertà con le intercettazioni, laddove la diversa disciplina prevista dall’art. 21 Cost. prevede tale limitazione con riferimento al buon costume e ai concetti della riservatezza, dell’onore, della reputazione, del regolare funzionamento della giustizia e dei segreti, come abbiano già visto Supra. Ulteriore aspetto è quello relativo ai casi e agli strumenti con i quali la pubblica autorità può intervenire sul contenuto della comunicazione. Nell’ambito della disciplina ex art. 15 Cost. è previsto il potere di censura solo successivo e solo per atto motivato dell’Autorità Giudiziaria nei casi previsti solo dalla legge. Il principio stabilito all’art. 21 Cost. prevede invece il potere di censura anche ex ante. In relazione alla stampa l’ultimo comma dell’art. 21 sancisce che «la legge stabilisce i provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni». Quindi in sostanza per poter inquadrare una comunicazione nella disciplina di cui all’art. 15 Cost. bisogna procedere alla s...

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher edordo6759778 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'informazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Piazzoli Massimo.
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