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La Corte Suprema iniziò ad esercitare il controllo giurisdizionale sulla

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proporzionalità delle leggi elettorali dopo la Decisione Kurokawa del 1976 ,

stabilendo che qualunque divario elettorale superiore al rapporto 3 a 1 (aree rurali e

aree urbane) violasse l’art. 14 Cost. che garantisce l’uguaglianza dei cittadini e il

divieto di qualunque tipo di discriminazione.

Ogni camera elegge il suo presidente, il quale esercita il suo diritto di voto

solo in caso di pareggio.

a. Il procedimento legislativo.

Nella maggior parte dei casi, una proposta diventa legge se approvata da

entrambe le camere e viene poi promulgata dall’imperatore, che come detto in

14

precedenza non ha alcun potere di veto .

In realtà il sistema non è la c.d. navette, poiché è evidente la supremazia della

Camera dei Rappresentanti sulla Camera dei Consiglieri. Infatti, mentre quest’ultima

può solo ritardare l’approvazione del bilancio o di un trattato internazionale e non ha

alcun potere di impedire alla camera bassa di scegliere il Primo Ministro che ritenga

15

più opportuno , la camera bassa può imporsi in questi tre casi:

Se una proposta di legge adottata dalla Camera dei Rappresentanti

viene rifiutata, emendata o non approvata dalla Camera dei

Consiglieri entro 60 giorni, la proposta diventa legge qualora venga

approvata dalla camera bassa a maggioranza dei due terzi dei presenti;

Se le camere non riescono a trovare un accordo sul bilancio o su un

trattato internazionale, o se la camera alta non raggiunge una propria

posizione sul bilancio o su un trattato entro 30 giorni

dall’approvazione da parte della Camera dei Rappresentanti, allora la

decisione di quest’ultima vale per l’intera Dieta;

Se le camere non sono d’accordo sulla scelta del Premier, o se la

camera alta non presenta un candidato entro 10 giorni dalla scelta

13 Generalmente, le modalità di elezione della Dieta sono regolate da leggi approvate dalla Dieta

stessa. Siccome il Partito Liberal Democratico, che ha governato il Giappone per la maggior parte del

dopoguerra, trae molto sostegno dalle aree rurali, esse sono state spesso sovra-rappresentate rispetto

alle aree urbane. La Corte Suprema fu costretta quindi ad invalidare un’elezione in cui un distretto

della Prefettura di Hyogo era rappresentato cinque volte di più di un altro distretto nella Prefettura di

Osaka.

14 Questo ruolo dell’Imperatore è simile a quello della Sanzione Regia in altri Paesi; in ogni modo

l’Imperatore non può rifiutarsi di promulgare una legge e per questo il suo ruolo legislativo è

puramente formale.

15 Tant’è vero che il Primo Ministro per poter continuare a governare necessita della sola fiducia della

Camera dei Rappresentanti. 9

della camera bassa, allora la nomina della Camera dei Rappresentanti

vale per l’intera Dieta.

Il numero legale per poter deliberare è pari ad un terzo di ogni camera e le

proposte legislative rimangono all’ordine del giorno fino a che non vengono rifiutate

da almeno due terzi dei presenti.

Il Primo Ministro e il Gabinetto.

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Il Primo Ministro è nominato formalmente dall’imperatore, a seguito della

designazione da parte della Dieta tra i suoi stessi membri. La sua permanenza in

carica è subordinata all’ottenimento della fiducia da parte della sola camera bassa,

dopo di che potrà nominare (e dimettere) i ministri del Gabinetto.

Le sue dimissioni sono un atto dovuto qualora la Camera dei Rappresentati

approvi una mozione di sfiducia, oppure respinga una questione di fiducia, a meno

che non sia previsto lo scioglimento della camera stessa entro dieci giorni. Le

dimissioni sono altresì dovute dopo ogni elezione generale della Camera dei

Rappresentanti. 17 esercita il controllo e la supervisione della funzione

Il Primo Ministro

legislativa, presiede le riunioni di Gabinetto, nomina e dimette i ministri dello Stato,

permette le azioni legali contro questi ultimi e controfirma, insieme al ministro

competente per materia, tutte le leggi e gli ordini di Gabinetto.

Anche se la figura del Premier appare molto potente, in linea con i suoi

omologhi occidentali, in realtà la forte frammentazione partitica, dovuta al sistema

elettorale di tipo proporzionale, impone continue negoziazioni tra le forze politiche.

Nella pratica è il Gabinetto nel suo complesso a detenere il potere esecutivo.

18

Esso è composto dal Primo Ministro e da un massimo di quattordici ministri ed è

collettivamente responsabile di fronte all’organo legislativo, con l’obbligo di

presentare le dimissioni in caso di approvazione di una mozione di sfiducia.

Una peculiarità dell’esecutivo giapponese è che è proibito che di esso ne

facciano parte esponenti dell’ambiente militare.

16 Shinzo Abe è l’attuale Primo Ministro del Giappone dal 26 Dicembre 2012.

17 Questa carica era prevista anche della Costituzione Meiji, in vigore negli anni precedenti la guerra,

e sostituiva la carica di burocrate feudale del kanpaku. Prima del 1946 il Primo Ministro era scelto

direttamente dall'Imperatore e non aveva bisogno della fiducia della Dieta per governare.

18 Secondo la Legge sul Gabinetto del 2001, i Ministri di Stato (escluso il Primo Ministro) devono

essere al massimo quattordici, elevabile a diciassette in caso di necessità.

10

Nel caso in cui il Gabinetto si dimettesse collettivamente, vige la vacatio, per

cui esso continua a supplire alle sue funzioni fino alla nomina di un nuovo Premier.

Le dimissioni sono obbligatoriamente rassegnate in tre casi:

Approvazione di una mozione i sfiducia o mancata approvazione della

questione di fiducia da parte della camera bassa, a meno che non sia

previsto lo scioglimento della stessa entro dieci giorni;

Fino alla prima convocazione della Dieta dopo l’elezione della

Camera dei Rappresentanti, anche se essa potrebbe riconfermare ogni

ministro;

Qualora la posizione di Primo Ministro divenisse vacante, o qualora

esso espliciti la sua intenzione di dimettersi.

Il Gabinetto esercita il potere in due modi diversi: direttamente o “attraverso”

l’imperatore. I poteri delegati sono: convocazione della Dieta; scioglimento della

Camera dei Rappresentanti; indizione delle elezioni generali per la Dieta;

conferimento degli onori. I poteri propri del Gabinetto sono: esecuzione delle leggi;

condotta degli affari esteri; conclusione dei trattati internazionali, previo consenso

della Dieta; amministrazione burocratica; preparazione del bilancio da sottoporre

all’approvazione della Dieta; adozione degli ordini di Gabinetto; gestione

dell’amnistia generale, amnistia speciale, commutazione delle pene, grazia e

ripristino dei diritti; firma di ogni legge o ordine di Gabinetto del Ministro

competente, più controfirma del Primo Ministro.

Il Sistema Giudiziario.

Nell’ordinamento giapponese è sancita l’indipendenza del potere giudiziario

da quello legislativo ed esecutivo, tant’è che l’art. 76 prevede che “i giudici sono

indipendenti nell’esercizio della loro coscienza e sono vincolati solo da questa

costituzione e della Leggi”. Per tal motivo essi non possono essere rimossi

dall’incarico se non per dichiarato impedimento mentale o fisico a ricoprire pubblici

incarichi.

Il sistema delle corti prevede quattro gradi fondamentali:

Le Corti Sommarie sparse per tutto il Giappone e competenti per

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piccole cause civili e reati minori (possono imprigionare solo in

19 Le dispute non devono eccedere il valore di 1.400.000 ¥

11

pochi casi e comunque per non più di tre anni), sono giudici

monocratici le cui sentenze sono appellabili in sede civile alla Corte

Distrettuale, mentre in sede penale all’Alta Corte;

La Corte Distrettuale presente in ogni prefettura (Hokkaidō ne ha

quattro) ha giurisdizione sulle cause civili il cui valore superi

1.400.000 ¥ e si occupano anche delle audizioni per bancarotta.

Le otto Alte Corti servono determinate prefetture ed esiste anche

un’Alta Corte per la proprietà intellettuale con sede a Tokyo. L’Alta

Corte opera con tre giudici, o cinque in alcuni casi. Ogni Presidente di

un’Alta Corte è nominato dal Gabinetto;

20

La Corte Suprema è composta da quindici giudici il cui mandato

termina al compimento del settantesimo anno di età. Essi sono

21

nominati dal Gabinetto con l’approvazione dell’imperatore .

L’appello alla Corte Suprema può essere richiesto per un errore di

interpretazione della Costituzione o per un errore di interpretazione

delle leggi penali. I suoi giudici possono essere revocati mediante un

apposito referendum a maggioranza semplice che si tiene ogni dieci

anni dalla prima elezione generale dopo la nomina del giudice.

È altresì prevista una Corte Familiare che è competente in materia di divorzi e

di criminalità giovanile, nonché in tutte le dispute di origine domestica.

a. Il Controllo di costituzionalità.

Le udienze sono di norma tenute da un collegio ristretto di cinque giudici,

mentre in caso di giudizio di costituzionalità la Corte Suprema delibera in seduta

plenaria. Finora essa è stata molto cauta nell’esercizio di tale funzione, infatti al

febbraio 2011 si registrano solo nove casi di dichiarata incostituzionalità di una

22

disposizione di legge . La pronuncia di incostituzionalità non invalida la norma, ma

agisce solo sul caso a quo, risulta pertanto necessario un intervento da parte del

legislatore affinché ponga rimedio all’incostituzionalità mediante gli strumenti

ordinari. Tante’è vero che la norma che puniva più severamente l’omicidio

20 Situata nei pressi del palazzo della Dieta Nazionale a Hayabusacho, Tokyo

21 Il Presidente viene nominato dall’Imperatore su proposta del Gabinetto.

22 J. S , Judicial Review in Japan: An Overview of the Case Law and an Examination of Trends in

ATOH

the Japanese Supreme Court’s Costitutional Oversight. Loyola of Los Angeles Law Review, 2008.

Agli otto casi citati è necessario aggiungere la sentenza 4 Giugno 2008 che ha dichiarato

incostituzionale la norma della legge sulla cittadinanza secondo cui questa si trasmette dal genitore

giapponese ai figli solo se i genitori sono congiunti in matrimonio. La norma è stata dichiarata

incostituzionale dalla seduta plenaria della Corte Suprema, con una maggioranza di 12 a 3.

12

dell’ascendente diretto rispetto all’omicidio semplice, di cui la Corte aveva stabilito

l’incostituzionalità nel 1973, è stata modificata solo nel 1994 in occasione della

riforma linguistica del codice penale. Le pronunce con cui la Corte dichiarava

l’incostituzionalità dei confini delle circoscrizioni elettorali, in ragione dello

squilibrio tra la popolazione rappresentata dalle diverse circoscrizioni, non hanno

invalidato le elezioni, né hanno spinto il legislatore o il governo a porre rimedio in

tempi ragionevoli. La Corte Suprema, nonostante alcune pronunce sul punto rese da

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corti inferiori , ha finora evitato di prendere una posizione netta sulla

costituzionalità delle forze di autodifesa e del trattato di sicurezza tra il Giappone e

24

gli Stati Uniti .

In sostanza il controllo di costituzionalità giapponese si configura sì come

accentrato, simile alla nostra Corte Costituzionale, ma appare chiara la sua scarsa

influenza, essendo la legge comunque assoggettata all’organo legislativo. Ciò

costituisce sicuramente un enorme difetto del sistema di bilanciamento dei poteri e

appare ancor più inspiegabile se si tiene conto dell’influenza che hanno avuto gli

americani nella redazione della Costituzione nipponica.

Il Decentramento amministrativo giapponese.

Il territorio del Giappone è suddiviso sin dal 1871 in prefetture, che sono le

47 giurisdizioni di primo livello in cui è suddiviso il paese dal 1888. Con la legge di

Autonomia Locale n. 67 del 1947 si provvide a dare maggior potere politico alle

prefetture e prevedeva l’elezione di governatori locali in un’ottica di forte

decentramento.

Gli Enti Pubblici Locali sono suddivisi in ordinari e speciali. Enti Pubblici

Locali ordinari sono le prefetture e le municipalità, che a loro volta sono suddivise in

città, cittadine e villaggi. Gli Enti Pubblici Locali speciali sono i quartieri speciali di

Tokyo, i consorzi di Enti Pubblici Locali, le proprietà di distretti cittadini e le

imprese di sviluppo regionale.

Gli Enti Pubblici Locali ordinari svolgono le normali funzioni di governo e

sono quindi destinatarie di alcuni privilegi costituzionali, tra cui le elezioni dirette, il

potere legislativo e il referendum dei cittadini prima dell’approvazione di statuti che

23 Cfr. le decisioni in M -R - , The Japanese Legal System: Cases, Codes and

ILHAUPT AMSEYER WEST

Commentary. New York, 2006, 205 ss.

24 Cfr. L. W. B , The Constitution of Japan: “Pacifism” and Mass Media Freedom, in Law in

EER

Japan: A Turning Point, Seattle, 2007, 257 ss. 13

possano provocare modifiche sugli Enti Locali. Questi ultimi sono forme di

autogoverno, che però devono rendere conto al Ministero degli Affari Interni e delle

Comunicazioni e che controlla le relazioni tra gli Enti Locali e lo Stato e quelle tra i

diversi Enti Locali. Infatti ad esso spetta l’approvazione dei consorzi tra gli Enti

Pubblici di diverse prefetture, mentre l’approvazione dei consorzi tra municipalità,

comuni e distretti spetta al governo della prefettura territorialmente competente.

Recentemente l’orientamento politico in Giappone tende a voler aggregare

queste realtà locali e una testimonianza di ciò è rappresentata dalla legge per la

fusione delle municipalità del 2004, che favorisce la formazione di nuove città

mediante la fusione di cittadine e villaggi. Sono attualmente allo studio ulteriori

modifiche che consentiranno al governo centrale di tenere maggiormente sotto

25

controllo le leggi locali .

Conclusioni.

La scelta di analizzare l’ordinamento nipponico non è stata per me un caso.

Oltre ad essere un’ammiratrice dell’impero del Sol Levante, ho notato da sempre lo

scarso interesse della dottrina nei confronti del mondo asiatico in generale.

Certamente la culla della democrazia è in occidente, ma spesso guardando ad Est si

scoprono mondi che non ci si aspetta. Oltretutto l’Asia rappresenta il futuro ed è forte

in me l’ammirazione per un Paese che ha mostrato, economicamente e politicamente,

di saper uscire a testa alta da un disastroso conflitto mondiale rispondendo

fieramente alle pesanti condizioni imposte dagli Alleati. Infatti, l’attuale assetto

costituzionale nipponico risente sicuramente dell’influenza data dagli occidentali,

preoccupati di abbattere la potenza militare giapponese, che si era mostrata difficile

da sconfiggere se non a seguito dell’estrema decisione di sganciare la bomba

atomica. Ciò perché i militari, oltre che sulla scorta di un’antica tradizione samurai,

che preferivano la morte alla resa, erano estremamente fedeli all’imperatore, figura

che è stata svuotata di qualunque ragione di essere nella Costituzione del 1947, se

non per accontentare un popolo ancora molto devoto al suo dio in terra.

Ad una attenta analisi l’ordinamento sembra un mix di diverse costituzioni

liberali occidentali e nonostante il progetto non sia di matrice giapponese, ma sia

comunque calato dall’alto, nel corso del tempo l’impero è stato trasformato in una

25 Annuncio pubblicato il 7 Gennaio 2011 sul Japan Times.

14

democrazia liberale e in una potenza economica degna di essere ammessa ai consessi

internazionali, come il G4 ed il G8.

Secondo il mio spirito romantico, resta sullo sfondo questo imperatore,

mozzato dei suoi arti, che probabilmente meriterebbe di riconquistare il prestigio

perduto, mediante una maggiore assimilazione ad un vero capo di Stato, prevedendo,

quanto meno, il potere di rinvio alle Camere di una proposta legislativa, come

avviene nell’ordinamento italiano.

Interessante è il sistema di decentramento amministrativo che è stato

mantenuto dalla Costituzione Meiji, a cui va il plauso di aver sapientemente

organizzato un territorio morfologicamente difficile da gestire. La sua revisione in

senso accentrante contrasta con il maggiore decentramento che si persegue in Italia e

che appartiene già ad altri ordinamenti, e sarà interessante osservarne i risvolti

politici nazionali (nota è la volontà di rivedere l’art. 9 e il Capitolo I della

Costituzione), che potrebbero tradursi in un sistema maggioritario che limiti la

frammentazione partitica e riservi maggiori poteri al Primo Ministro, garantendo una

maggiore governabilità, dato che la durata dei governi si attesta intorno ai due – tre

anni. 15


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AngeloNELLAnebbia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Pubblico Comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Piciacchia Paola.

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