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PRESCRIZIONE

Ogni diritto si estingue per prescrizione quando il titolare non lo esercita per

tempo determinato dalla legge. Modo di estinzione basato sull’inerzia del

titolare. Sono esclusi i diritti indisponibili (carattere personale e diritti

personalissimi) il diritto a far valere la nullità del contratto, diritto di agire per

petizione eredità e diritto di proprietà (problema inerzia affrontato con

USOCAPIONE). Esistono regole sulla DECORRENZA (da quando il diritto si

può far valere) la SOSPENSIONE (inerzia giustificata), INTERRUZIONE

(cessa inerzia) e DURATA (10 anni con casi + brevi previsti dalla legge).

DECADENZA

Il diritto deve essere esercitato entro un dato termine per rendere situazione

definitivamente chiara, solo l’esercizio del diritto evita la decadenza. È

stabilita dalle legge (e se su diritti indisponibili non è modificabile) o dal

contratto.

PRINCIPIO DISPOSITIVO

Spetta alle parti promuovere la difesa dei propri diritti, ciascuna delle parti

deve provare l’esistenza dei fatti che fondano le sue ragioni (onere della

prova).

INVERSIONE DELLA PROVA

In alcuni casi l’onere della prova è trasferito a chi deve difendersi da chi ha

promosso la causa (danni derivanti dalla circolazione)

PROVA DOCUMENTALE

Documenti o atti non LEGALI (oggetto di libera valutazione da parte del

giudice)

PROVE SEMPLICI - TESTIMONIALE

Testimonianza, giuramento, confessione (oggetto di libera valutazione del

giudice). Sempre ammessa in 3 casi, Quando vi è un principio di prova per

scritto (ricevuta pagamento relativa ad un contratto di cui manca forma

scritta), quando il contraente è nella impossibilità materiale o morale (parenti)

di procurarsi la prova e nei contratti internazionali di vendita merci. In altri casi

non sono assolutamente ammesse testimonianze (transazione,

assicurazione).

PROVE LEGALI

Atto pubblico o scrittura privata autenticata, resistono fino a querela di falso.

PRESUNZIONE

Argomentazione che sulla base di un fatto noto risale a fatto ignoto.

PRESUNZIONE LEGALE

La legge stessa prevede che un fatto si debba considerare come accaduto

senza darne la prova.

PRESUNZIONE ASSOLUTA

È presunzione legale per la quale non è ammessa prova in contrario (nascita

figlio all’interno di matrimonio)

PRESUNZIONE RELATIVA

È presunzione legale per la quale si ammette prova in contrario (paternità) 6

PROPRIETA’

Il proprietario ha il diritto di godere e di disporre in modo pieno ed esclusivo

delle cose, entro i limiti dell’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento

giuridico.

Godere significa trarre utilità dalla cosa, disporre significa disporre del diritto

di vendere, donare o costituire diritti altrui sulla cosa determinandone la sorte

giuridica e non quella materiale. Potere esclusivo, può pretendere da tutti un

comportamento che non ostacoli il libero e pieno godimento della cosa. La

norma sugli ATTI EMULATIVI limita l’utilizzo della cosa a quanto non arrechi

danno ad altri come unico scopo, deve esserci minima utilità per rendere atto

lecito. Sempre in relazione ai limiti imposti dalla legge c’è la norma sul

DIVIETO DI IMMISSIONI, la necessità di un PERMESSO DI COSTRUIRE,

regole legati al vicinato, al piano regolatore e alle norme urbanistiche.

PROPRIETA’ DELLA TERRA incorpora regole quali la minima unità

culturale, lo sfruttamento razionale e l’obbligo di esecuzione di opere.

MODI DI ACQUISTO DELLA PROPRIETA’

Metodo più comune è a TITOLO DERIVATIVO proprietà si acquista con

contratto o con successione per causa di morte. A TITOLO ORIGINARIO

invece è per occupazione (cose mobili abbandonate), invenzione (cose

smarrite), accessione (bene attirato da bene principale), accessione invertita

(costruzione su suolo vicino), unione o commistione, usocapione, acquisto in

buona fede di bene mobile, diritto di riscatto ed espropriazione (con indennità)

.

ELASTICITA’ DELLA PROPRIETA’

Sulla proprietà possono essere istituiti Diritti Reali Limitati che comprimono la

libertà del bene , la facoltà e i poteri del proprietario, si riespande appena il

diritto altrui viene a cessare.

DIRITTI REALI LIMITATI SULLA PROPRIETA’

Si dividono in DIRITTI REALI DI GODIMENTO, sono diritti di superficie,

enfiteusi, usufrutto, uso, abitazione e servitù che assicurano in varia misura

l’utilizzazione della cosa da terzi e DIRITTI REALI DI GARANZIA quali il

pegno e l’ipoteca che assicurano al creditore pignoratizio di soddisfarsi sul

bene a preferenza di altri creditori.

USUFRUTTO

Usufruttuario ha diritto a godere della cosa e dei frutti naturali e civili (deve

rispettare destinazione economica della cosa), proprietario resta nudo

proprietario. Nasce per contratto, testamento o per usocapione, ha durata

limitata (vita usufruttuario).

Si estingue per prescrizione, riunione, perimento o abuso (con atto del

giudice)

USO Il titolare di tale diritto può servirsi della cosa per se ed i suoi familiari.

ABITAZIONE Diritto di uso dell’immobile al solo scopo di abitarvi. 7

DI SUPERFICIE Facoltà di edificare, sull’edificio c’è proprietà superficiaria, i

due diritti possono essere scissi.

ENFITEUSI Diritto di godere di un fondo con obbligo di migliorarlo più canone.

SERVITU’ PREDIALE Peso imposto su un fondo per utilità di un altro.

POSSESSO

Il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in una attività

corrispondente all’esercizio della proprietà o di altro diritto reale.

Possessore è colui che di fatto ha in suo potere la cosa. Riproduce l’effetto di

diritti reali quali il possesso a titolo di proprietà, di usufrutto, di servitù o

comunione.

Sistema di protezione dello stato di fatto subordina il GIUDIZIO PETITORIO

(riconoscimento diritto del proprietario) al GIUDIZIO POSSESSORIO.

Possibilità di trasformare la situazione di possesso in proprietà o altro diritto

per USOCAPIONE.

Tolleranza non crea possesso, non è possessore chi da segno di riconoscere

un diritto altrui, in questo caso si parla di DETENZIONE (potere di fatto

riconoscendo però altrui proprietà). La detenzione non può tramutarsi in

possesso senza un atto di opposizione (non riconoscimento potere altrui), nel

caso si ha l’interversione del possesso (da usufrutto a possesso).

Il possesso si acquista per APPRENSIONE (modo originario) per

CONSEGNA (modo traslativo), o senza consegna se si è già DETENTORE.

La buona fede deve sussistere al momento dell’acquisto del possesso.

Gli effetti sostanziali del possesso in buona fede sono il diritto di appropriarsi

dei frutti e il problema dei miglioramenti apportati alla cosa dal possessore

(nel caso di buona fede garantisce il diritto alla ritenzione).

Effetto di lungo periodo è l’USOCAPIONE, deriva da possesso pacifico e

pubblico, continuato per tutto il periodo prescritto dalla legge (20 anni) e non

interrotto per atto del proprietario o del terzo che ne abbiano privato il

possessore per più di un anno.

Il termine si riduce a 10 anni se c’è buona fede, un titolo idoneo a trasferire la

proprietà e la trascrizione dell’atto.

Con gli stessi requisiti si riduce a 3 anni l’usocapione per beni mobili registrati.

Per gli altri beni mobili la buona fede determina il tempo in 10 anni e la buona

fede più un titolo idoneo determinano l’acquisto immediato della proprietà.

AZIONE PETITORIA

Azione con il quale il diritto reale si fa valere in giudizio contro tutti (diritti

assoluti).

RIVENDICAZIONE

Si rivolge a chiunque tiene presso di se la cosa.

AZIONE NEGATORIA

Diretta a far dichiarare inesistenza dei diritti affermati sulla cosa da altri. 8

OBBLIGAZIONE

Indica rapporto tra debitore e creditore. Il debitore è obbligato verso il

creditore a dare, fare o non fare qualcosa in relazione ad una prestazione

suscettibile di valutazione economica. Qualsiasi relazione economico giuridica

che preveda obblighi tra le parti riveste i caratteri dell’obbligazione,

L’obbligazione nasce da un fatto o da un atto che ne è titolo (la fonte), Le fonti

delle obbligazioni sono il contratto, il fatto illecito e ogni altro atto o fatto

idoneo a produrle in conformità dell’ordinamento giuridico (testamento,

matrimonio, filiazione, obbligazioni che nascono da provvedimenti del

giudice).

Tutte le obbligazioni nascono da un TITOLO (fatto/atto idoneo a ciò secondo

legge).

È obbligazione quel rapporto in cui una parte è ritenuta ad una prestazione di

carattere patrimoniale (suscettibile di valutazione economica) in vista della

soddisfazione di un interesse dell’altra parte.

Obbligazione di DARE (consegna di cosa specifica, anche proprietà) dove

l’obbligazione è il DARE e non la cosa che è l’OGGETTO della prestazione.

Obbligazione di FARE dove il debitore è tenuto a svolgere un’attività che

soddisfa l’interesse del creditore.

obbligazioni di NON FARE, si tratta di un divieto.

Deve esserci un RAPPORTO FUNZIONALE tra prestazione ed interesse del

creditore, definire l’interesse del creditore serve a stabilire i parametri per

valutare la condotta del debitore.

La prestazione deve assumere RILEVANZA ECONOMICA nel rapporto tra

debitore e creditore.

Norma fondamentale è il DOVERE DI CORRETTEZZA, dovere di

comportamento, BUONA FEDE OGGETTIVA.

La BUONA FEDE SOGGETTIVA consiste in una ignoranza incolpevole, non

dipendente da negligenza, questa è sempre presunta e quindi è la

controparte che deve provare la malafede (eccezioni erede apparente e

pagamento a creditore apparente).

Il contenuto dei rapporti obbligatori si definisce all’origine

dall’INTERPRETAZIONE DEL TITOLO sullo sfondo della buona fede.

GENERICO VINCOLO SUL PATRIMONIO Assumendo un’obbligazione il

debitore risponde dell’adempimento della stessa con tutti i suoi beni presenti

e futuri.

ADEMPIMENTO

Esatta esecuzione della prestazione. Nell’adempiere il debitore deve usare la

diligenza del buon padre di famiglia. Nelle prestazioni professionali è richiesto

il rispetto delle regole dell’arte. Vengono definiti alcuni criteri di diligenza per

l’adempimento di determinate prestazioni, la consegna comprende la

custodia, quella relativa a cose generiche vincola a prestare cose di qualità

non inferiore alla media. 9

Esiste la prevalenza della condotta diligente (come la prestazione viene

eseguita) dette OBBLIGAZIONI DI DILIGENZA e in altri casi quella del

risultato dette OBBLIGAZIONI DI RISULTATO, sono i singoli rapporti a

determinarne la priorità.

INADEMPIENTE Debitore che non esegue esattamente la prestazione,

ADEMPIMENTO PARZIALE

Può essere rifiutato anche se prestazione è divisibile a meno di leggi o usi al

riguardo.

CONSEGNA di cosa determinata va fatta al domicilio del creditore (debiti

portabili); PAGAMENTO di somma di denaro va fatta al domicilio del

creditore;

ALTRE PRESTAZIONI sono da eseguirsi al domicilio del debitore (debiti

chiedibili).

TEMPO DELL’ADEMPIMENTO, immediato se non concordato diversamente

e se non diversamente previsto dagli usi o dalla natura della prestazione,

INVIO DELLA QUIETANZA determina quale debito il creditore considera

pagato a fronte del ricevimento di una determinata somma.

PRESTAZIONE IN LUOGO DELL’ADEMPIMENTO, può essere o meno

accettata dal creditore, il debito si estingue con l’accettazione della

sostituzione.

CAPACITA’ DEL DEBITORE il debitore non può chiedere la restituzione di

quanto pagato a causa della propria incapacità ad agire.

CAPACITA’ DEL CREDITORE, ricevere il pagamento richiede serie di atti che

richiedono l’essere capace di agire nonché di intendere e di volere.

LEGITTIMAZIONE A PAGARE anche un terzo può adempiere

all’obbligazione, anche contro la volontà del creditore (a meno di interesse a

che il debitore esegua la prestazione). La volontà del debitore consente solo

al creditore, in caso di opposizione, di rifiutare l’adempimento del terzo.

LEGITTIMAZIONE A RICEVERE, problema del creditore apparente quando il

debitore ha pagato in buona fede.

ABUSO DEL CREDITORE che esige prestazione anche se questa è resa

oltremodo gravosa da circostanze esterne.

DANNO il debitore che non ha eseguito la prestazione esattamente deve

risarcire il danno a meno di provare impossibilità oggettiva ed assoluta,

dovuta a causa esterna (non dovuta a lui), dell’inadempimento. La liberazione

per impossibilità non viene consentita per cose determinate solo nel genere

(danaro) è prevista solo sospensione.

Il debitore è tenuto a risarcire il danno che si divide in 3 fattispecie,

MANCANZA, DIFETTO e RITARDO. Il creditore può sempre chiedere

adempimento più danno. 10

MORA DEL DEBITORE, il debitore è considerato giuridicamente

inadempiente mediante intimazione o richiesta di adempiere fatta dal

creditore (in questo caso il debitore si assume anche tutti i rischi della cosa

oggetto della prestazione). La mora è automatica se il debito deriva da fatto

illecito., se il debitore dichiara per iscritto di non voler eseguire la prestazione

o allo scadere del termine se la prestazione riguarda danaro. Gli effetti della

mora sono che il debitore è tenuto a risarcire i danni provocati dal ritardo e

che deve sopportare anche l’impossibilità sopravvenuta per cause a lui non

imputabili.

MORA DEL CREDITORE si ottiene tramite offerta formale e solenne della

prestazione da parte del debitore, se l’offerta ha per oggetto danaro, titoli di

credito o cose mobili l’offerta deve essere fatta per intimazione a ricevere

(controllo del giudice). Il creditore diventa responsabile della impossibilità

della prestazione, non gli sono dovuti ne gli interessi ne i frutti percepiti dal

debitore e deve risarcire i danni sostenendo anche le spese per la

conservazione del bene.

DANNO RISARCIBILE

Per essere risarcibile un danno deve essere conseguenza diretta ed

immediata dell’inadempimento (nesso di causalità), deve essere prevedibile al

tempo in cui è sorta l’obbligazione (salvo x inadempimento doloso che

comporta pagamento danni imprevedibili) e non deve essere collegato a fatto

colposo del creditore (se unica causa crea esonero del debitore). Il nesso di

casualità richiede anche che il fatto sia stato potenzialmente idoneo a

produrre tale danno.

CESSAZIONE DELL’OBBLIGO

Oltre che dall’adempimento la cessazione dell’obbligo può essere causata da:

modi satisfattori compensazione, confusione

modi non satisfattorinovazione, remissione, impossibilità sopravvenuta

IMPOSSIBILITA’ TEMPORANEA sospende solo l’esecuzione della

prestazione a meno che la stessa non sia legata ad un evento (creditore non

più interessato).

NOVAZIONE le parti si accordano di sostituire all’obbligazione esistente una

nuova

DAZIONE l’obbligazione è sostituita da somma di denaro

REMISSIONE DEL DEBITO deve essere accettata dal debitore

COMPENSAZIONE quando esistono obblighi reciproci che possono essere

compensati

CONFUSIONE riunione in capo ad una sola persona di due posizioni

giuridiche

DEBITI DI VALORE il denaro è solo un mezzo (risarcimento danno)

DEVITI DI VALUTA in questo caso si parla di danaro e quindi vale il principio

nominalistico 11

PIU’ DEBITORI/CREDITORI obbligati a stessa prestazione

Debito/credito solidale, tutti sono tenuti a rispondere in solido/esigere x il tutto

Debito/credito parziario: ognuno risponde in solido/esige solo x propria parte

OBBLIGAZIONE AMBULATORIA passa da un soggetto all’altro in

dipendenza della proprietà (meccanismo titoli di credito)

OBBLIGAZIONE REALE il debito è legato al diritto reale come un accessorio

(una servitù)

SURROGAZIONE è una forma di successione nel credito, sostituzione di

un terzo nei diritti del creditore, sono previste tre ipotesi:

PER VOLONTA’ DEL CREDITORE debito di tizio verso caio, sempronio paga

caio e subentra a caio nei diritti verso tizio (espressa e contestuale al

pagamento).

PER VOLONTA’ DEL DEBITORE debito di tizio verso caio, tizio si fa prestare

da sempronio quanto necessario per pagare il debito, tizio surroga sempronio

nel credito.

LEGALE comprende 4 casi

Creditore chirografario paga altro creditore che gode di privilegio o garanzia

reale e subentra a questo;

L’acquirente di immobile paga ipoteca per liberare l’immobile;

Terzo è obbligato a pagare debito altrui;

Erede ha accettato con beneficio di inventario e paga i debiti ereditari per

evitare espropriazione dei beni.

CESSIONE DEL CREDITO

Il credito è un bene perché il creditore che ne è titolare può cederlo senza il

consenso del debitore. Esistono diversi tipi di cessione, vendita, donazione,

conferimento tutti sono regolati da norme generali:

GARANZIA se cessione è onerosa il creditore risponde nei confronti

dell’acquirente dell’esistenza del credito ma non della solvibilità del debitore

CESSIONE PRO SOLUTO salvo che ne abbia assunto espressamente la

garanzia CESSIONE PRO SOLVENDO.

EFFICACIA e OPPONIBILITA’ tra creditore e acquirente la cessione avviene

per effetto del solo consenso, nei confronti del debitore diviene efficace solo

attraverso notifica (o sua accettazione). La notifica è la comunicazione da

parte dell’acquirente dell’avvenuto acquisto. Prevale chi ha notificato prima.

La SOSTITUZIONE DEL DEBITORE non può avvenire per successione a

titolo particolare senza la volontà del creditore, se manca la volontà il sostituto

si aggiunge al debitore iniziale.

DELEGAZIONE, ACCOLLO e l’ESPROMISSIONE funzionano tutte nello

stesso modo, deve esserci creditore che acconsente a liberazione (liberatorio)

debitore altrimenti diventano cumulative.

DELEGAZIONE operazione tramite la quale il debitore assegna al creditore

un nuovo debitore, se questi non accetta diventa DELEGAZIONE

CUMULATIVA se accetta è DELEGAZIONE PRIVATORIA.

La DELEGAZIONE DI PAGAMENTO obbliga il delegato alla semplice

effettuazione del pagamento non ad obbligarsi verso il delegatario. 12

L’ESPROMISSIONE si ha se un terzo estraneo al rapporto si obbliga a

pagare di sua iniziativa il debito facendo nascere un rapporto obbligatorio tra

terzo e creditore.

ACCOLLO contratto tra debitore e terzo per cui questo si assume il debito

(può essere cumulativo e privativo, se con accettazione del creditore).

PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITA’ ILLIMITATA il debitore risponde

dell’adempimento con tutti i suoi beni presenti e futuri, esistono limitazioni di

legge.

PARI CONDIZIONI DEI CREDITORI ciascuno ha eguale diritto a soddisfarsi

sui beni del debitore, salve cause legittime di PRELAZIONE (privilegi, pegno

e ipoteca).

PATRIMONIO DI DESTINAZIONE raccoglie parte dei rapporti attivi che fanno

capo ad un soggetto e sono destinati in modo primario o esclusivo alla

garanzia di determinati debiti, distinti dal patrimonio generale definito

PATRIMONIO SEPARATO (eredità accettata con beneficio di inventario).

PATRIMONIO AUTONOMO è quello che riunisce un complesso di rapporti

attivi e passivi che fanno capo a più soggetti e sono distinti dal patrimonio di

ciascuno.

PRELAZIONE si ha quando un creditore ha diritto di soddisfarsi a preferenza

degli altri (privilegio, ipoteca, pegno). I creditori sprovvisti di prelazione sono

detti CHIROGRAFARI.

PRIVILEGIO GENERALE riguarda tutti i beni mobili del debitore

PRIVILEGIO SPECIALE riguarda sia beni mobili che immobili, funziona come

diritto reale limitato, si esercita solo su determinati beni ed è sempre

giustificato da una particolare relazione tra credito e bene oggetto di privilegio

(trasportatore ha privilegio su cose trasportate).

GARANZIE DEL CREDITO tutti i meccanismi che hanno funzione di

procurare al creditore un mezzo di sicura soddisfazione in caso di

inadempimento, si dividono in

GARANZIE PERSONALE la garanzia si raggiunge affiancando al debitore un

garante (fideisussione o circolazione titoli di credito) a cui può essere chiesto

adempimento e i cui beni offrono garanzia patrimoniale.

GARANZIE REALI sono pegno ed ipoteca, in questo caso la garanzia è

specifica e attribuisce al creditore il potere di espropriare un determinato bene

e di soddisfarsi con la vendita dello stesso anche se la proprietà del bene sia

passata ad altri. Garantiscono prelazione più diritto di seguito. 13

PEGNO, diritto di garanzia su cose mobili, universalità di mobili, crediti o diritti

aventi per oggetto beni mobili. Si costituisce tramite contratto di pegno, che è

contratto reale, per il perfezionamento richiede la consegna della cosa o del

documento che ne conferisce disponibilità. PEGNO IRREGOLARE è quando

il pegno ha per oggetto denaro o cose fungibili.

IPOTECA può avere per oggetto beni mobili o immobili, l’usufrutto, la

superficie, l’enfiteusi, i beni mobili registrati e le rendite dello stato. L’iscrizione

nel pubblico registro determina la costituzione del vincolo (pubblicità

costitutiva).

Il titolo a iscrivere ipoteca nasce da ATTI quali alienazione di immobile e

divisione (IPOTECA LEGALE), da ogni SENTENZA DI CONDANNA al

pagamento di una somma, un obbligazione un risarcimento danni (IPOTECA

GIUDIZIARIA) e per concessione volontaria (contratto o dichiarazione

unilaterale tra vivi).

Al verificarsi di uno di questi fatti non nasce l’ipoteca ma il DIRITTO ad

iscrivere ipoteca, l’iscrizione ha effetto per vent’anni . Si estingue per

estinzione del credito garantito, esecuzione forzata o rinuncia da parte del

creditore.

L’ipoteca da diritto di espropriare i beni anche se la proprietà è passata ad un

terzo.

La prescrizione del credito determina l’estinzione dell’ipoteca .

Pegno ed ipoteca hanno in comune il divieto di PATTO COMMISSIORIO, di

trasformarsi da pegno/ipoteca a proprietà del creditore in caso di mancato

pagamento.

FIDEIUSSIONE strumento principale della garanzia personale, soggetto terzo

garantisce l’adempimento di un’obbligazione obbligandosi personalmente con

il creditore rispondendo quindi con tutti i suoi beni. Non esiste forma

particolare se non una dichiarazione espressa e l’esistenza dell’obbligazione.

Fideiussore e debitore sono obbligati in solido verso il creditore, possono

comunque costituire patto di BENEFICIO DI ESCUSSIONE dove il creditore

deve prima agire contro il debitore per ottenere soddisfazione.

Altri tipi di garanzia sul credito sono il MANDATO DI CREDITO, banca che

accetta mandato di far credito ad un altro, il CONTRATTO AUTONOMO DI

GARANZIA (fideiussione a prima richiesta), la LETTERA DI PATRONAGE e

l’ANTICRESI, consegna dell’immobile per farne godere i frutti al creditore

(richiesta forma scritta).

Dato che il diritto del ceditore di rivalersi sui beni non costituisce un vincolo

immediato il creditore è tutelato da eventuali azioni da parte del debitore che

potrebbero mettere a rischio il valore della garanzia tramite tre azioni:

AZIONE SURROGATORIA , da la possibilità al creditore di esercitare i diritti

e le azioni che spettano al debitore e che questi trascura di esercitare, potere

di sostituzione. Effetto è acquisto a patrimonio del debitore e quindi

conservazione della garanzia per tutti i creditori. 14

AZIONE REVOCATORIA, il creditore ha il potere di chiedere che siano resi

inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio che possono

arrecare pregiudizio alle sue ragioni (modifica consistenza del patrimonio).

Per l’azione revocatoria è necessaria, la frode del debitore (dimostrazione del

dolo) e, se a titolo oneroso anche il terzo deve essere stato partecipe alla

frode (protezione di terzi in buona fede e che acquistano a titolo oneroso).

Effetto della revocatoria è che l’atto è dichiarato invalido nei confronti del

creditore che agisce e può far valere nei confronti del terzo/i le azioni

esecutive e conservative, l’atto rimane efficace tra le parti (non rientra nel

patrimonio del debitore) e per altri terzi. L’azione revocatoria si prescrive in 5

anni.

SEQUESTRO CONSERVATIVO, misura preventiva che il creditore può

chiedere al giudice quando esistano ragioni oggettive per temere la perdita

della garanzia del credito. Ha lo scopo di impedire l’alienazione dei beni e altri

atti di disposizione. 15

CONTRATTO accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere

tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.

Qualsiasi rapporto è qualificabile come contratto se il rapporto su cui verte è

di carattere patrimoniale. Il contratto è lo strumento principale dell’autonomia

nel campo degli interessi patrimoniali (autonomia contrattuale). Elemento

essenziale dell’AUTONOMIA è la libertà di concludere. Non viene posto limite

al tipo di contratto, se non quello di essere diretti a realizzare un interesse

degno di tutela, escludendo quindi solo i contratti illeciti. Per questa ragione i

contratti sono normalmente ATIPICI o innominati e solo in certi casi interviene

un limite alla libertà con imposizioni sul contenuto complessivo o parziale

(norme inderogabili) e sulla forma del contratto.

Effetto del contratto è stabilire un certo REGOLAMENTO di interessi i cui

meccanismi elementari sono la FUNZIONE o EFFICACIA TRASLATIVA e

quella OBBLIGATORIA. Da un lato trasferisce la proprietà della cosa

EFFETTI REALI, dall’altro fa nascere un obbligo EFFETTI OBBLIGATORI,

alla consegna della stessa (venditore) e al relativo pagamento (compratore).

Il contratto ha FORZA DI LEGGE tra le parti e non produce, di regola, effetti

per i terzi (neanche un vantaggio economico può essere imposto).

Il contratto si compone di tre fasi, PRECONTRATTUALE, CONTRATTUALE

ed ESECUZIONE, nelle quali la buona fede oggettiva (correttezza) viene vista

come fonte di integrazione dello stesso e criterio fondamentale

nell’INTERPRETAZIONE operazione importantissima per definire le regole

che si applicano allo stesso.

Requisiti essenziali del contratto sono ACCORDO, CAUSA, OGGETTO,

FORMA

ACCORDO è la sostanza stessa del contratto e si può scomporre in due

aspetti, i soggetti e la volontà da questi manifestata.

I SOGGETTI devono essere dotati delle qualità che la legge richiede per

poter essere titolari dei rapporti che deriveranno dal contratto (Capacità

giuridica generale ed eventualmente specifica) e per manifestare validamente

la volontà (capacità di agire).

I due soggetti sono il PROPONENTE e l’ACCETTANTE che danno luogo ad

una proposta e ad una relativa accettazione (deve ricalcare la proposta per

essere valida quale accettazione) o ad una dichiarazione congiunta.

VOLONTA’, è qualsiasi mezzo con cui la volontà si manifesta (espressa e

tacita).

CAUSA essendo essenziale non può mancare e deve essere lecita. Deve

sempre essere legata ad una funzione economico sociale. L’individuazione

della causa permette la QUALIFICAZIONE del contratto che permette di

stabilire quali regole applicare. La causa manca quando il contratto non può

produrre i suoi effetti fin dall’origine perché ne mancano i presupposti

(DIFETTO GENETICO) oppure la causa può venir meno in un momento

successivo (DIFETTO FUNZIONALE) ed in questo caso la disfunzione non

riguarda l’atto ma il rapporto. 16

La causa non deve essere confusa con il MOTIVO, ragione individuale

soggettiva che porta ad utilizzare un determinato schema. Il motivo viene

preso in considerazione dal giudice solo nel caso sia motivo illecito comune

alle parti.

L’OGGETTO deve essere possibile, lecito determinato o determinabile. Con

possibilità ci si riferisce alla possibilità di eseguire la prestazione, solo la

radicale impossibilità oggettiva ed assoluta rende nullo il contratto. L’oggetto

del contratto è lecito quando la prestazione non è contraria alla legge. Deve

essere determinato o determinabile, tale determinazione dipende dal contesto

del contratto ma può anche essere data dall’interpretazione del contratto. Nei

contratti OBBLIGATORI dovrà essere definita la prestazione mentre in quelli

TRASLATIVI dovrà essere identificata la cosa di cui si conviene l’alienazione.

Per il prezzo della vendita se non precisato dalle parti è possibile ricorrere a

vari criteri per la determinazione dello stesso (listini, borsa, giusto prezzo

stabilito da presidente tribunale).

La FORMA diventa determinante quando prescritta dalla legge pena la nullità,

In ogni caso nessun contratto può essere “privo” di forma quando per forma

indichiamo un mezzo che indichi la volontà delle parti. Quando prevista dalla

legge la forma risulta determinata (atti che hanno ad oggetto diritti reali o diritti

di godimento ultranovantenni su beni immobili), in tutti gli altri casi la forma è

libera, Anche nei casi dove la forma scritta è richiesta, la legge consente una

estrema semplicità.

Per alcuni tipi di contratti è richiesto l’ATTO PUBBLICO come per la

donazione e le convenzioni matrimoniali. In altri casi la forma scritta è

richiesta solo come prova in giudizio.

Accordo, causa, forma e oggetto elementi essenziali del contratto, sono

contrapposti agli elementi accidentali, la CONDIZIONE, il TERMINE e il

MODUS o l’ONERE.

Gli ELEMENTI ACCIDENTALI sono in pratica le clausole contrattuali che

hanno la funzione di adeguare lo schema contrattuale ai particolari interessi

delle parti collegando gli effetti del contratto ad avvenimenti estranei

(condizione), collocando l’efficacia del contratto nel tempo (termine) o

collegando la liberalità verso un donatario con un obbligo a suo carico

(onere).

CONDIZIONE è una clausola con cui le parti possono subordinare l’efficacia o

la risoluzione del contratto ad un avvenimento futuro incerto. La condizione

SOSPENSIVA sospende gli effetti del contratto la condizione RISOLUTIVA

invece scioglie il contratto eliminando il vincolo, entrambe sono collegate al

realizzarsi di uno o più eventi incerti. La condizione IMPOSSIBILE, quando

apposta, rende nullo il contratto o se relativa all’impossibilità della risoluzione

del contratto, si considera non apposta. Esiste anche la condizione TACITA

che è quella che si po’ evincere tramite l’interpretazione del contratto. La

PRESUPPOSIZIONE è il presupposto che giustifica l’intera operazione

economica, se viene a mancare il contratto è nullo. Anche la condizione

MERAMENTE POTESTATIVA, avvenimento dipende dalla volontà di una

delle parti quale puro arbitrio, causa annullamento del contratto. 17

TERMINE è la condizione per cui si fissa nel tempo l’inizio e/o la cessazione

degli effetti del contratto, termine di efficacia del contratto, da non confondersi

con il termine di adempimento o obbligazione che definisce il tempo in cui

l’obbligazione deve essere adempiuta.

L’ONERE è previsto per la DONAZIONE MODALE dove viene imposto un

obbligo al beneficiario che è tenuto ad adempierlo nei limiti del valore della

cosa donata.

I CONTRATTI AD EFFICACIA REALE sono quei contratti che hanno per

oggetto il trasferimento della proprietà di cosa determinata, la costituzione o

trasferimento di diritto reale o trasferimento di altro diritto. Per questi contratti

il diritto si trasmette secondo il principio CONSENSUALISTICO per il quale il

solo accordo ha la forza di trasferire la proprietà e l’acquirente è

legittimamente proprietario purché il consenso sia legittimamente manifestato.

La regola contiene correttivi per garantire la certezza delle situazioni, la

PUBBLICITA’ DEGLI ATTI garantisce l’opponibilità del diritto a terzi.

Nei CONTRATTI TRASLATIVI della proprietà relativi a cosa generica la

proprietà si trasferisce solamente con l’INDIVIDUAZIONE fatta di comune

accordo o se i beni devono essere trasportati, viene a realizzarsi con la

consegna al trasportatore.

I CONTRATTI AD EFFICACIA OBBLIGATORIA non sono regolati da norme

generali ed i loro effetti sono regolati dalle norme sui singoli contratti e dalle

norme generali sull’obbligazione. Esistono anche contratti ad EFFICACIA

IMMEDIATA e i CONTRATTI DI DURATA i cui effetti si prolungano nel tempo

per esecuzione differita o continuata o periodica.

I contratti a prestazioni corrispettive si dicono SINALLAGMATICI (vendita,

locazione appalto) e in questi casi la CAUSA sta nella funzione di scambio tra

le due prestazioni che si giustificano l’un l’altra.

Abbiamo CONTRATTI ALEATORI quando la prestazione di una delle due

parti è legata ad un accadimento incerto, contratto COMMUTATIVO lo

scambio di prestazioni è previsto sulla base di una corrispettività economica,

al superamento di tale limite il contratto può essere sciolto per ONEROSITA’

SOPRAVVENUTA.

Contratti a titolo ONEROSO, ciascuna parte mentre ricava un vantaggio

sopporta un sacrificio.

Contratti a titolo GRATUITO il sacrificio è solo da una parte (comodato,

prestito gratuito di cose).

CONTRATTO PRELIMINARE atto con cui le parti si obbligano a stipulare un

contratto definitivo entro un dato tempo, ha effetti obbligatori e può essere

reso effettivo con una sentenza costitutiva. Gli effetti nasceranno solo con la

stipula del contratto definitivo. Nel caso di immobili il contratto preliminare si

definisce preliminare improprio (compromesso), produce tutti gli effetti, con

obbligo di riprodurlo in altra forma. Il contratto preliminare deve avere stessa

forma che la legge prevede per il relativo contratto definitivo, pena la nullità. 18

La TRASCRIZIONE del contratto preliminare serve ad anticipare l’opponibilità

a terzi del contratto definitivo.

RISOLUZIONE del contratto si ha in caso di inadempimento, prestazione

diventata impossibile e prestazione diventata eccessivamente onerosa.

CONCLUSIONE DELL’CONTRATTO l’accordo genera la conclusione del

contratto quindi questo ha luogo quando la parte proponente ha conoscenza

dell’accettazione dell’altra parte (PRINCIPIO DI COGNIZIONE).

Questo vale per contratti CONSENSUALI altri contratti si concludono con la

consegna delle cose, il consenso è condizione necessaria ma non sufficiente.

CLAUSOLE VESSATORIE clausole che stabiliscono particolari vantaggi per

il predisponente o particolari oneri per l’altra parte, tali clausole sono

espressamente indicate nella norma. L’argomento viene trattato diversamente

nel caso il contratto sia tra imprenditori (doppia firma) o tra imprenditore e

consumatore (nullità delle clausole vessatorie anche se sottoscritte). Nel

contratto del consumatore non viene inoltre redatta lista di clausole vessatorie

ma si ritengono tali tutte le clausole che determinano squilibrio nei confronti

del consumatore. Tale squilibrio non deve riguardare il prezzo,la scelta del

bene o del servizio, purché individuati chiaramente.

SCIOGLIMENTO DEL CONTRATTO

Il contratto ha forza di legge tra le parti e questo implica che lo stesso non può

essere sciolto unilateralmente. Un RECESSO può essere garantito dalla

legge o dal contratto stesso. La FACOLTA’ DI RECESSO descritta dalla

norma è un diritto potestativo che il cui esercizio provoca lo scioglimento del

vincolo e il venir meno dei relativi vincoli e diritti. Tra le ipotesi di recesso

abbiamo anche la REVOCA del mandato da parte del mandate e la

RINUNCIA da parte del mandatario.

Il RECESSO deve essere esercitato prima che il contratto abbai avuto un

inizio di esecuzione a meno che non si tratti di contratti di durata (esecuzione

periodica o continuata). In questo caso si interrompono gli effetti dal momento

di recesso. La clausola di recesso può includere una CAPARRA

PENITENZIALE se recede chi l’ha data o CONFIRMATORIA se chi recede è

quello che l’ha ricevuta. Nei contratti “a distanza” dei consumatori è stata

introdotta una disciplina del recesso definita DIRITTO AL PENTIMENTO.

La facoltà di recesso è talora limitata: per attuarla si richiede presenza di gravi

motivi o di giusta causa o di giustificato motivo.

Con l’INTERPRETAZIONE si determina il contenuto dell’accordo utilizzando

dei criteri interpretativi in gran parte extra legali tendenti a determinare quale

sia stata la comune intenzione delle parti utilizzando la buona fede come linea

guida dell’operazione (interpretazione soggettiva). Nel caso il contratto o le

singole clausole rimangano ambivalenti si passa ad una interpretazione

OGGETTIVA, pura e semplice scelta tra i diversi significati possibili secondo

criteri di oggettiva opportunità. 19

Risultato finale è la determinazione del significato delle manifestazioni di

volontà che costituiscono l’accordo, se non coincidono il contratto non si è

formato.

Nel caso di contratti molto semplici si deve realizzare una corrispondenza e

non una precisa e puntuale coincidenza. Una volta che il contratto è stato

IDENTIFICATO GIURIDICAMENTE attraverso l’interpretazione si passa al

PROCEDIMENTO DI INTEGRAZIONE completandone il contenuto

applicando quelle regole che la legge prevede per quel tipo di contratto se le

parti non hanno disposto diversamente (CARATTERE DISPOSITIVO) e

quelle che invece diventano parte integrante dello stesso sostituendo,

eventualmente, clausole difformi inserite dalle parti (CARATTERE

IMPERATIVO).

La SOSTITUZIONE fa si che se il contratto conteneva una clausola nulla, lo

stesso rimanga valido con il contenuto imposto dalla legge. L’integrazione

estende gli effetti del contratto anche a tutte le conseguenze che derivano

dalle leggi, gli usi e l’equità. In ogni caso solo la legge ha il potere di

correggere la volontà delle parti, tramite e norme di carattere imperativo.

ANALOGIA sistema che permette di determinare il trattamento dei contratti

innominati, l’analogia deve riguardare la funzione economica del contratto, la

causa.

Il contratto ha FORZA DI LEGGE tra le parti e non produce, di regola, effetti

nella sfera giuridica di terzi (neanche un vantaggio economico può essere

imposto).

Ma essendo un mutamento della situazione ha effetti riflessi su terzi nei

confronti dei quali si possano far valere gli effetti dello stesso,

OPPONIBILITA’ del contratto.

Eccezione al principio è data dal CONTRATTO A FAVORE DI TERZO,

contratto con il quale una parte si obbliga nei confronti dell’altra ad eseguire

una prestazione nei confronti di un terzo. Lo stipulante deve avere interesse a

che questo avvenga.

IL terzo acquista il diritto con la stipulazione salvo la possibilità di rifiutare.

CONTRATTO PER PERSONA DA NOMINARE è quel contratto in cui una

parte si riserva di nominare successivamente la persona che deve acquisire i

diritti ed assumerne gli obblighi.

CESSIONE DEL CONTRATTO riguarda di regola un rapporto a prestazioni

corrispettive e quindi implica una SUCCESSIONE NEL DEBITO che, a

differenza di quella del credito, deve essere autorizzata dall’altra parte. Tale

consenso può essere previsto come clausola contrattuale. L’effetto della

successione nel contratto può verificarsi in alcune ipotesi (cessione legale del

contratto) contro la volontà di entrambe le parti.

SUCCESSIONE DEL CONTRATTO si ha anche in alcuni casi di alienazioni

del bene che fanno subentrare l’acquirente all’alienante nei contratti da questi

stipulati. 20

Nelle LOCAZIONI la vendita del bene locato non fa cessare il contratto di

locazione, stesso si attua per vendita di azienda. SUB CONTRATTO non è

cessione.

PROCURA Atto unilaterale di attribuzione a terzi del potere di

rappresentanza.

La forma richiesta è quella dell’atto che il rappresentante dovrà compiere.

Parte sostanziale del contratto è il rappresentato che deve quindi avere

capacità di agire mentre il rappresentate è la Parte Formale che deve quindi

essere capace di intendere e di volere nella misura richiesta dall’atto. Se il

rappresentante eccede i limiti della procura o se è sprovvisto della stessa

siamo nel caso di ECCESSO DAL POTERE e manca la legittimazione. Solo

la RATIFICA può garantire l’efficacia del contratto nei confronti del

rappresentato (espressa o tacita). In mancanza di ratifica il contratto è

inefficace e resta solo la responsabilità precontrattuale del rappresentante. Il

rappresentante subisce gli effetti del contratto solo se con il proprio

comportamento abbia dato causa ad un’apparente legittimazione,

APPARENZA IMPUTABILE.

Se invece viola la regola dell’agire nell’interesse del rappresentato siamo

allora nel caso di ABUSO DI POTERE, il contratto produce tutti gli effetti ma il

rappresentato può chiederne l’annullamento (Conflitto di interressi e contratto

con se stesso).

La procura è REVOCABILE ma la revoca deve essere portata a conoscenza

di terzi con mezzo idoneo altrimenti il contratto produce effetti verso il

rappresentato.

La SIMULAZIONE del contratto si ha quando le parti stesse, nel concludere

un contratto, siano d’accordo per escludere che esso abbia a produrre effetti.

La simulazione del contratto richiede la stipulazione del cd ACCORDO

SIMULATORIO che stipula che il contratto è solo apparente, in questo caso si

parla di simulazione ASSOLUTA Mancanza di questo accordo rende il

contratto efficace.

Se la simulazione tende a nascondere un secondo contratto questo viene

indicato come CONTRATTO DISSIMULATO, caso di simulazione RELATIVA.

INTERPOSIZIONE DI PERSONA FITTIZIA e di PERSONA REALE sono

particolari tipi di simulazione relativa, nel primo caso tutti e tre devono essere

d’accordo nel secondo solo acquirente fittizio e vero lo sono.

La SIMULAZIONE crea problemi relativi alla tutela dei terzi, la soluzione dei

problemi di TERZI PREGIUDICATI verte sulla buona fede degli stessi e

Viene trattata diversamente a seconda situazione creata nei loro confronti

dalla simulazione.

USO INDIRETTO DEL CONTRATTO certi risultati voluti dalle parti vengono

raggiunti non direttamente con schema contrattuale appropriato ma usando

un contratto con schema diverso che però consente di raggiungere, per via

traversa, stesso risultato (donazione indiretta). 21

INVALIDITA’, un contratto si dice invalido se manca di uno dei requisiti

essenziali (es. oggetto illecito) o se i requisiti sono presenti ma difettosi

(volontà di una parte viziata).

Un contratto è VALIDO se si forma in modo conforme a quanto previsto dalla

legge, è idoneo a produrre i suoi effetti, è INVALIDO se si è formato in modo

difforme ed è del tutto inidoneo a produrre effetti NULLO o a produrre effetti

stabili NULLITA’.

L’INEFFICACIA nasce da nullità o può nascere da annullabilità ma un

contratto può essere invalido ma efficace (annullabile e non annullato) e

viceversa (soggetto senza potere di compierlo).

Il contratto è NULLO quando è contrario a norme imperative salvo diverse

disposizioni di legge. La nullità non deve quindi essere stabilita di volta in

volta e si produce ogni volta che tale situazione si realizza a meno che la

legge non disponga diversamente. Il codice invece non da una definizione

generale dell’annullabilità ne prevede singole e precise cause che si

riferiscono a difetti di capacità, di volontà, all’abuso di rappresentanza e ad

alcuni divieti di comprare. La NULLITÀ è VIRTUALE (può sussistere dove se

ne riconoscono i presupposti) mentre l’ANNULLABILITÀ è TESTUALE,

richiede specifica ed esplicita previsione.

La nullità è ASSOLUTA e quindi può essere fatta valere da chiunque ne abbia

interesse, l’annullabilità è RELATIVA e quindi può essere fatta valere solo

dalla parte nel cui interesse è stabilita dalla legge. La prima rende il contratto

totalmente inefficace, la seconda mantiene l’efficacia del contratto fino a che

la parte lesa non fa valere l’annullabilità dello stesso.

L’ANNULLAMENTO (non da incapacità legale) non pregiudica i diritti

acquistati da terzi in buona fede salvo che questi siano stati trascritti dopo la

trascrizione della domanda di annullamento. Non esiste norma che

salvaguarda il terzo in caso di nullità per il principio che chi non è titolare di un

diritto non può trasmetterlo.

Nel caso solo una parte del contratto o singole clausole siano nulle si parla di

NULLITA’ PARZIALE e il contratto è considerato interamente nullo a meno

che queste clausole siano sostituite di diritto da norme imperative.

La nullità non si prescrive l’annullamento si PRESCRIVE in cinque anni.

La mancanza di un elemento essenziale del contratto causa la NULLITA’.

L’accordo può mancare sia dal punto di vista dei soggetti (un soggetto è

inesistente o uno dei contraenti difetta della capacità giuridica) che da quello

della volontà (viene a mancare dichiarazione di volontà minimamente

attendibile).

Per parlare di accordo il contratto deve essere concluso, se si ha difformità tra

proposta ed accettazione si parla di DISSENSO PALESE.

La Causa può mancare nel caso di assicurazione relativa a rischio inesistente

o per contratti conclusi solo a scopo di costituire obbligazione civile e non

naturale.

L’oggetto può mancare sia in quanto oggetto impossibile che per oggetto

indeterminabile, in alcuni casi questa mancanza viene colmata da leggi o usi.

22

Il contratto ILLECITO e quindi nullo, si ha quando è illecito uno dei suoi

elementi essenziali, causa e oggetto, quando sono illeciti il motivo comune ad

entrambe le parti o la condizione. Parametri per l’illiceità sono contrasto con

norme imperative, ordine pubblico e buon costume.

Illiceità della causa può non implicare quella dello oggetto, non è vero il

viceversa.

L’illiceità del motivo rende illecito il contratto solo se è comune alle parti, se è

solo da una delle due parti la legge protegge l’altra.

Se al contratto è posta condizione illecita questa rende illecito il contratto, se

questo riguarda un singolo patto del contratto si ha NULLITA’ PARZIALE. Si

parla di FORDE ALLA LEGGE se il contratto viene stipulato per aggirarla, in

questo caso si parla ancora di illiceità della causa.

L’annullabilità per INCAPACITA’ si ha per minore interdetto, per l’inabilitato e

il minore emancipato per atti di straordinaria amministrazione compiuti senza

l’assistenza del curatore. IN questi casi non ha rilevanza la capacità di fatto.

L’annullabilità per INCAPACITA’ DI INTENDERE o di volere si ha anche se

l’autore dell’atto (patrimoniale) si sia trovato in tale situazione nel momento

della conclusione dell’atto e se da questo gliene deriva un grave pregiudizio.

Nei contratti l’incapacità non è necessariamente un pregiudizio, per esserlo

deve unirsi alla malafede della controparte che ne approfitta, in caso contrario

si tutela la buona fede di chi non a conoscenza dell’incapacità della

controparte.

I VIZI DEL CONSENSO sono riferiti a consenso dato per ERRORE, estorto

con VIOLENZA o carpito con DOLO. C’è consenso ma frutto di un processo

viziato.

Per ERRORE si intende la falsa rappresentazione della realtà, l’errore per

produrre annullabilità deve essere essenziale e riconoscibile. Si dice

ESSENZIALE se riguarda natura o soggetto del contraente, identità

dell’oggetto/prestazione, identità o qualità dell’altro contraente se essenziali e

errore di diritto (ignoranza di norma giuridica) solo se sia stata ragione unica o

principale del contratto.

La VIOLENZA è la minaccia portata, anche da terzi, per estorcere il consenso

al contratto, deve essere tale da fare impressione a persona sensata, deve

riguardare male ingiusto e notevole alla persona o ai suoi beni. Il TIMORE è

preso in considerazione solo se indotto dall’esterno.

Il DOLO è definito come il raggiro usato per carpire consenso, non basta la

reticenza sui difetti della cosa venduta per determinarlo. Dolo

DETERMINANTE e dolo INCIDENTE, nel secondo caso il contratto è valido

ma parte in malafede risponde dei danni.

TUTELA DELL’AFFIDAMENTO cerca di equilibrare l’esigenza di tutela della

volontà e il principio di auto responsabilità (limita rilevanza dell’errore

all’errore essenziale escludendo quelli sui motivi, da rilevanza solo a quello

riconoscibile). 23

L’ANNULLABILITÀ è stabilita dalla legge per proteggere l’interesse

particolare di una delle parti e quindi lascia a questa di decidere se fa cadere

o meno il contratto. La stessa parte può produrre la CONVALIDA del contratto

con atto unilaterale che contenga la menzione del contratto, la causa

dell’annullabilità e la dichiarazione che intende convalidarlo. Si ha convalida

tacitamente se la parte a conoscenza del vizio esegue volontariamente il

contratto.

CONVERSIONE contratto nullo produce effetti di contratto diverso di cui

abbia i requisiti di sostanza e forma, non richiede dichiarazione delle parti ma

solo che il contratto valido risultante risulti espressione dell’autonomia delle

parti. Vi sono situazioni in cui la conversione avviene a norma di legge

(contratti di mezzadria, vietati, convertiti in affitto).

La conversione del contratto è una delle applicazioni di un più generale

principio di CONSERVAZIONE DEL CONTRATTO.

E’ RESCINDIBILE un contratto con cui una parte ha assunti obbligazioni a

condizioni INIQUE per la necessità,nota alla controparte, di salvare se o altri.

È rescindibile anche contratto sottoscritto a condizioni inique per lo stato di

bisogno di una parte, occorre che la lesione ecceda la metà del valore che la

prestazione aveva al momento del contratto.

Lo SCIOGLIMENTO o RISOLUZIONE di un contratto si può avere per fatti

sopravvenuti che possono incidere sul rapporto contrattuale (prestazione

diviene impossibile). Il contratto è valido ma cessa di produrre gli effetti per

volontà delle parti (condizione risolutiva e clausola risolutiva espressa), per

recesso di una delle parti o per rescissione (inadempimento, sopravvenuta

impossibilità o eccessiva onerosità).

La RISOLUZIONE è un modo di scioglimento che riguarda i contratti a

prestazioni corrispettive dove si può verificare un difetto funzionale del

sinallagma, Inadempimento, impossibilità sopravvenuta e l’eccessiva

onerosità. La risoluzione è inopponibile a terzi e non viene fatta distinzione di

buona fede. In caso di inadempimento la parte lesa può chiedere a sua scelta

l’adempimento o la risoluzione del contratto (diritto potestativo). Non basta

l’inesatto inadempimento per dare questa facoltà, la parte deve essere

seriamente insoddisfatta. La scelta dell’adempimento è sempre reversibile

non lo è quella della risoluzione.

La risoluzione per inadempimento può essere prevista direttamente nel

contratto.

Ciascuna delle parti può RIFIUTARSI di adempiere la propria obbligazione se

l’altra non adempie o offre di adempiere, se le due prestazioni sono separate

da lasso di tempo, la parte che deve eseguirla per prima può sospendere la

sua prestazione se vede che le condizioni patrimoniali dell’altra sono diventati

tali da porre in evidente pericolo la controprestazione.


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Moses

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze giuridiche Prof.

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