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Atto recettizio e non recettizio

Si dice recettizio un atto che deve essere portato a conoscenza dell'oblato (cioè del destinatario) perché il negozio possa produrre i suoi effetti nella sfera del terzo; viceversa, quando produce effetti immediatamente l'atto unilaterale si è non recettizio.

Fatto illecito

Il fatto illecito è qualunque comportamento doloso o colposo, tenuto cioè con intenzione di nuocere o con disattenzione, imprudenza, imperizia, che cagiona ad altri un danno ingiusto. L’autore del fatto illecito è obbligato al risarcimento del danno causato nei modi previsti dalla legge.

Definizione di danno ingiusto

Un danno ingiusto indica una qualunque lesione di interessi tutelati dall'ordinamento giuridico. Va precisato infatti che non tutti gli interessi sono rilevanti giuridicamente, il risarcimento dei danni è ammesso soltanto per la lesione di interessi altrui che costituiscono un "danno ingiusto".

Nesso causa effetto

Il nesso di causalità è anche definibile come il rapporto di causa ed effetto che deve sussistere tra l'azione (o la condotta) e l'evento affinché la condotta stessa sia punibile. Dunque, il reato è attribuito all'agente quando l'evento è conseguenza della sua azione.

Danno imprevedibile (extracontrattuale)

L’illecito extracontrattuale obbliga il responsabile al risarcimento non solo del danno prevedibile — come accade invece, almeno in assenza di dolo dell’inadempiente, in ipotesi di responsabilità contrattuale — ma anche del danno imprevedibile che risulta come conseguenza diretta di tale condotta.

  • Del risarcimento per equivalente, consistente nella dazione al danneggiato di una somma di denaro in misura tale da compensarlo;
  • Del risarcimento in forma specifica, consistente nella rimozione diretta del pregiudizio che si è verificato.

È possibile che il risarcimento avvenga, in parte, «in forma specifica» e, in parte, «per equivalente».

Esempio

Nel caso di una costruzione pericolante che danneggi (ferisca) un passante per via della caduta di un mattone, la responsabilità di chi è? R: Del costruttore.

Prescrizione

La «prescrizione estintiva» produce l’estinzione del diritto soggettivo per effetto dell’inerzia del titolare del diritto stesso, che non lo esercita per un arco di tempo determinato. La prescrizione è prevista per via dell’esigenza di certezza dei rapporti giuridici. La prescrizione ha sempre come finalità il soddisfacimento di un interesse.

Oggetto della prescrizione

La regola generale è che tutti i diritti sono soggetti a prescrizione estintiva. Ne sono esclusi i diritti indisponibili, come quelli derivanti dagli status personali, i diritti della personalità, il diritto di proprietà e la responsabilità genitoriale: c.d. diritti imprescrittibili. Anche il diritto di proprietà non è soggetto a prescrizione estintiva, perché anche il non uso è espressione della libertà riconosciuta al proprietario. Il proprietario, tuttavia, può perdere il suo diritto qualora un terzo usucapisca la proprietà del bene.

Prescrizione abbreviata

La prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da illecito extracontrattuale è più breve di quella ordinaria: in genere è fissata a cinque anni. Se il danno è prodotto da circolazione di veicoli di ogni specie, il termine di prescrizione è di due anni.

Problema delicato è quello dell’individuazione del giorno dal quale parte la decorrenza della prescrizione. In via generale questo decorre dal momento in cui la condotta illecita dell’individuo e il conseguente danno si manifestano all’esterno, diventano cioè oggettivamente percepibili e riconoscibili.

Distinzione tra due diverse ipotesi

  • In caso di illecito istantaneo la prescrizione del diritto al risarcimento incomincia a decorrere, pur quando gli effetti lesivi risultino permanenti, dal momento in cui è oggettivamente percepibile la prima manifestazione del danno.
  • In caso di illecito permanente (la condotta illecita si protrae nel tempo) la prescrizione del diritto al risarcimento (che sorge in modo continuativo, via via che il danno si produce) decorre ogni giorno successivo a quello in cui il danno si manifesta; può essere risarcito solo il danno prodottosi nei cinque anni anteriori alla data in cui il diritto al risarcimento è fatto valere.

Se il fatto è considerato dalla legge come reato, e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all’azione civile.

Definizione e differenza tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale

La responsabilità extracontrattuale nasce a seguito dell'illecito compiuto nell'ambito di rapporti tra due o più soggetti non precedentemente legati da un vincolo contrattuale. L'espressione responsabilità extracontrattuale è spesso usata come sinonimo di responsabilità civile, in contrapposizione alla responsabilità contrattuale.

La responsabilità contrattuale è la responsabilità che deriva dall’inadempimento, dall’inesatto adempimento ed all’adempimento tardivo di una preesistente obbligazione qualunque sia la sua fonte (ad esclusione del fatto illecito). La responsabilità extracontrattuale deriva dalla violazione del generico obbligo di non ledere alcuno senza che prima della violazione sia possibile l’individuazione di una obbligazione.

Regime patrimoniale nel matrimonio (comunione legale)

I rapporti patrimoniali coniugali sono regolati dalla legge che si preoccupa di dettare delle regole di natura economica e di equiparare la posizione dei coniugi salvaguardando i diritti e i doveri di contribuzione derivanti dal matrimonio. È previsto quale regime patrimoniale legale la comunione dei beni, ma la legge, fermo restando gli obblighi e i doveri necessari a soddisfare i bisogni della famiglia, lascia ampio spazio di libertà ai coniugi che possono regolare autonomamente, mediante apposita convenzione, i loro rapporti di natura economica.

La comunione in generale si ha quando la proprietà o un altro diritto reale spetta a più persone.

Differenza tra separazione e divorzio

Separazione

Con la legale i coniugi non pongono fine al rapporto matrimoniale, ma ne sospendono gli effetti nell'attesa di una riconciliazione o di un provvedimento di divorzio. La separazione può essere legale (consensuale o giudiziale) o "di fatto", cioè un allontanamento di uno dei coniugi, per volontà singola o comune.

La separazione legale (consensuale o giudiziale) rappresenta una delle condizioni (la più frequente) per poter addivenire al divorzio.

Divorzio

Con il divorzio viene invece pronunciato lo scioglimento del matrimonio o la cessazione degli effetti civili. Col divorzio vengono a cessare definitivamente gli effetti del matrimonio, sia sul piano personale (uso del cognome del marito, presunzione di concepimento, etc.), sia sul piano patrimoniale. La cessazione del matrimonio produce effetti dal momento della sentenza di divorzio, ciò non determina la cessazione dei rapporti stabiliti durante il vincolo matrimoniale. In seguito al divorzio il coniuge può procedere a un nuovo matrimonio.

Residenza e domicilio

Il domicilio di una persona è il luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi. La residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale.

Diritti della personalità

I diritti della personalità sono diritti soggettivi assoluti che spettano all’individuo in quanto tale, sono diretti ad affermare e garantire esigenze di carattere esistenziale. Trovano il loro fondamento nella Costituzione, che sancisce “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali dove svolge la sua personalità”. I diritti costituzionalmente difesi sono assoluti, innati, inalienabili e intrasmissibili, essenziali e imprescrittibili.

I diritti della personalità sono: il diritto alla vita, alla salute, all’integrità fisica e psico-fisica; il diritto al nome; il diritto all’immagine; il diritto alla riservatezza; il diritto all’oblio; diritto all’onore; il diritto all’identità personale; il diritto alla privacy e alla reputazione online. Sono tutti riconducibili alla tutela della persona umana.

Differenza tra interdizione e inabilitazione e cause (capacità d’agire)

  • (Caso più grave) L’interdizione giudiziale si ha quando un soggetto maggiorenne si trova in condizioni di continua e abituale infermità di mente (si tratta di un’incapacità totale), che la rende incapace di provvedere ai propri interessi. L’interdizione viene emanata da un giudice in seguito ad accertamenti tecnici. L’interdetto viene supportato da un tutore che ne cura gli interessi patrimoniale e personali.
  • L’inabilitazione riguarda l’infermo di mente il cui stato, non è talmente grave da dar luogo a interdizione, ma gli impedisce di compiere alcune attività volte a portare avanti i propri interessi (un individuo sordo o cieco). Si può essere inabilitati anche per prodigalità, per abuso di bevande alcoliche o di stupefacenti, o se espone sé o la sua famiglia a gravi pregiudizi economici. In tal caso l’individuo viene affiancato da un curatore che si sostituisce parzialmente al soggetto inabilitato per portarne avanti la volontà (nelle situazioni in cui egli non ne è in grado). Il soggetto può solitamente portare avanti gli atti di ordinaria amministrazione.

Interdizione giudiziale e legale

Mentre l'interdetto giudiziale è colpito da un'incapacità totale e assoluta, in quanto egli non può compiere qualsiasi atto di natura personale o patrimoniale, l'interdetto legale ha “solamente” una diminuzione della propria capacità, limitata agli atti di natura patrimoniale, in seguito a condanna penale.

Amministrazione di sostegno

Un individuo può essere sottoposto a un’amministrazione di sostegno se, per effetto di una problematica fisica o psichica di lieve entità, si trova nell'impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere a pieno ai propri interessi. La necessità di assistenza non impedisce all’individuo di esprimere una volontà e dunque l’amministratore di sostegno va solo ad “affiancare” l’individuo.

L’amministratore di sostegno viene nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio. Può fare richiesta la stessa persona impossibilitata (anche se minorenne) oppure il coniuge; familiari stretti (entro il 4° grado): genitori, figli, fratelli o sorelle, nonni, zii, prozii, nipoti, cugini; affini (fino al 2° grado): cognati, suoceri, generi, nuora.

Quali atti può compiere il beneficiario di amministrazione di sostegno?

  • La cura della persona, intesa sia come cura della salute (eventuali scelte sanitarie, rapporti con il personale medico, espressione del consenso informato, ecc.), sia come gestione degli aspetti relazionali e sociali (scelta del luogo dove vivere, avvio di un percorso di psicoterapia o sostegno nella ricerca di un’occupazione lavorativa, ecc.);
  • La cura del patrimonio, riferita alla gestione reddituale e patrimoniale del beneficiario (amministrazione di beni mobili – stipendi, pensioni, portafoglio titoli, ecc. – o di beni immobili), volta alla conservazione delle risorse finanziarie dello stesso e al soddisfacimento delle necessità ordinarie e straordinarie del medesimo.

Le persone giuridiche

Una persona giuridica è un organismo unitario considerato soggetto giuridico, è un centro giuridico differente dalle persone che lo compongono. È un insieme di persone che si riuniscono per il raggiungimento di un determinato scopo, avendo a disposizione un determinato patrimonio. È un centro d’interessi, dotato di una capacità giuridica e una capacità di agire differente e indipendente da quella dei membri che la compongono.

Lo scopo delle persone giuridiche deve essere determinato/determinabile e lecito. L’organizzazione è formata da una pluralità di persone e dotata di patrimonio sufficiente al raggiungimento dello scopo. L’elemento formale ed eventuale è il riconoscimento.

Classificazione delle persone giuridiche

  • Corporazioni: complesso organizzato di persone fisiche riunite per il perseguimento di un determinato scopo. (Prevale l’elemento patrimoniale)
  • Associazioni: il principale scopo NON è lucrativo. Le associazioni sono create tramite un atto costitutivo e uno statuto (entrambi atti pubblici)
  • Società: hanno scopo lucrativo, si punta a generare utile
  • Istituzioni: complesso organizzato di beni destinati ad un’opera, tendenzialmente decisa dal fondatore (Prevale elemento patrimoniale)
  • Fondazioni: destinazione di un patrimonio per uno scopo di pubblica utilità. Sono create con un negozio di fondazione, un atto di dotazione e uno statuto
  • Comitati: raccolta di fondi volti a una finalità determinata, o tendenzialmente altruistica

Riconoscimento delle persone giuridiche

Il riconoscimento della persona giuridica garantisce l’autonomia patrimoniale perfetta. Se invece l’organizzazione non è riconosciuta rispondono patrimonialmente solo gli individui che hanno agito in nome e per conto dell’ente. (Non tutti i consociati)

Cambia quindi l'ampiezza della responsabilità attribuibile ai singoli associati ed il tipo di autonomia patrimoniale che vige nei rapporti tra l'ente ed i terzi. Il riconoscimento è garantito dal Prefetto o dalla Regione in base a criteri stabiliti dalla legge ed è subordinato all'iscrizione in un pubblico registro delle persone giuridiche istituito in ogni Provincia presso l'Ufficio territoriale del Governo. Nel registro vengono riportati tutti i dati identificativi dell'ente: denominazione, scopo, sede, patrimonio.

Chi risponde delle obbligazioni sociali?

I creditori della società possono far valere i loro diritti sul patrimonio sociale. Per le obbligazioni sociali rispondono inoltre personalmente e solidalmente i soci che hanno agito in nome e per conto della società e, salvo patto contrario, gli altri soci.

Usufrutto

L’usufrutto consiste nel diritto di un soggetto di godere di un bene di proprietà di un altro soggetto e di raccoglierne i frutti, con il solo obbligo di rispettarne la destinazione economica. L’usufrutto rientra nella categoria dei diritti reali, essendo in particolare un diritto reale di godimento su cosa altrui, limitato soltanto dal vincolo di durata e da quello della destinazione economica. La nuda proprietà è la condizione del proprietario del bene gravato da usufrutto, al quale pertanto è sottratto il potere di usare il bene e di farne propri i frutti.

La giurisprudenza ha previsto che l’usufruttuario (chi gode del bene altrui) ha un’autonoma legittimazione ad agire per il risarcimento del danno cagionato da un terzo al bene oggetto di godimento.

Limite all’usufrutto nel godimento, l’usufrutto si può trasferire per mortis causa?

L’usufrutto non è trasmissibile agli eredi, né è possibile il legato di usufrutto successivo, con cui sia disposto che alla morte del legatario usufruttuario, l’usufrutto passi ad altri soggetti. Neppure il donatario può riservare l’usufrutto di beni donati a suo vantaggio ad altri soggetti.

Servitù e modi di costituzione della servitù

La servitù prediale è il diritto reale che ''consiste nel peso imposto sopra un fondo (termine generale che indica ogni terreno o sua porzione, a prescindere dal fatto che vi si ergano fabbricati) per l’utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario".

Condizioni

  • Che i fondi, anche se non confinanti, siano almeno vicini, così da permettere l'esercizio della servitù.
  • Deve essere ravvisabile un'effettiva utilità pur se non perpetua, ma provvisoria (l'utilità non è soggettiva ma è oggettiva, riferita all'oggetto (cioè al fondo) nella sua concreta destinazione).

Non costituiscono servitù prediali i diritti e le servitù di uso pubblico (spettanti ad esempio a cittadini che hanno la facoltà di visitare una villa di interesse artistico o passeggiare in un parco);

Come si costituiscono?

La servitù si costituisce per:

  • Volontà delle parti;
  • Per legge (ad esempio l’obbligo imposto su un fondo di permettere il passaggio dei cavi del fondo altrui);
  • Per servitù coattive (se il soggetto deve passare su un fondo altrui nel caso in cui il fondo sia intercluso);
  • Servitù del buon padre di famiglia;
  • Infine, per eredità (e legatario).

Destinazione del padre di famiglia

La destinazione del padre di famiglia è un modo di acquisto a titolo originario, proprio delle servitù apparenti. È il rapporto di servizio stabilito fra due fondi appartenenti allo stesso proprietario. Ad esempio: su uno dei due fondi c'è una sorgente d'acqua, e il loro proprietario ha costruito un acquedotto.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Croche99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Miletti Antonella.
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