DOMANDE D’ESAME PATOLOGIA
1. Cos’è l’agricoltura biologica:
Metodo agricolo che sfrutta la naturale fertilità del suolo con interventi
limitati e promuove la biodiversità domestica di piante e animali.
Esclude l’uso di prodotti di sintesi chimica, consentendo solo composti
naturali come rame e zolfo, ma con restrizioni per la loro tossicità. Vieta
l’uso di organismi geneticamente modificati (OGM) e mira a una gestione
sostenibile delle risorse.
2. Barriere strutturali dei vegetali
Le barriere strutturali dei vegetali sono resistenze fisiche che
impediscono al patogeno di penetrare nei tessuti. Possono essere:
Strutture preesistenti:
● Cere: Formano uno strato idrorepellente esterno che impedisce i
ristagni d’acqua, ostacolando la germinazione e la
moltiplicazione dei patogeni.
● Cuticola: Strato idrorepellente contenente cere, pectine e cutina
che ostacola la penetrazione dei patogeni, specialmente se è
spesso.
● Pareti cellulari: Spesse e robuste, impediscono l’ingresso dei
patogeni attraverso le cellule vegetali.
● Lamella mediana: Strato ricco in pectine che separa le cellule; se
lisato dai patogeni, provoca il distacco tra le cellule, causando il
marciume.
● Tomentosità: "Peli" sulla superficie delle piante che impediscono la
bagnatura e riducono la proliferazione dei patogeni.
● Struttura e quantità di stomi e lenticelle: Le aperture
sull’epidermide che regolano lo scambio di gas; stomi grandi e
frequenti facilitano l’ingresso dei patogeni, mentre quelli piccoli e
rari lo ostacolano.
Strutture neoformate in seguito all’infezione:
○ Strati di sughero: suberificati: <impermeabilità >resistenza.
Ricoprono lesioni meccaniche o zone danneggiate.
○ Strati di abscissione: distacco zona infetta
○ Tille: ostruzione vasi, dopo colonizzazione patogena dei vasi
xilematici. Vescicole che derivano dall’indebolimento pareti e
pressione esterna.
○ Depositi di gomme: prodotti della lisi di parti di tessuti vegetali:
ostruzione spazi intercellulari e vasi.
Strutture cellulari: reazioni citoplasmatiche delle cellule vegetali:
○ Apposizione di strati di callosio: aumento spessore dove
patogeno intende forare la parete cellulare
○ Ipersensibilità: necrosi cellulare per sottrarre nutrimento al
patogeno. morte programmata.
3. Ferite: conseguenze sulla conservazione dei vegetali?
Le ferite, anche se di piccole dimensioni, possono compromettere la
conservazione dei prodotti vegetali, poiché rappresentano un punto
d’ingresso privilegiato per i patogeni, come i batteri.
1. Microferite e riparazione naturale: In natura, le microferite
possono generarsi anche senza intervento umano, ad esempio,
tra frutti o germogli durante il contatto. In alcuni casi, queste
ferite vengono riparate naturalmente o causano la morte di un
numero limitato di cellule, senza estendersi al resto del tessuto.
2. Ingressi dei batteri attraverso le ferite: Le ferite sono sfruttate dai
batteri come porte d’accesso ai tessuti vegetali, da cui iniziano il
processo di colonizzazione. 2 principali vie di colonizzazione:
■ Spazi intercellulari del parenchima: I batteri colonizzano gli
spazi intercellulari, dove trovano aria, poca acqua e scarsi
nutrienti. Nonostante ciò, i batteri si avvicinano
gradualmente alle cellule vive (fonte di nutrimento)
■ Tessuto vascolare xilematico: I batteri colonizzano le cellule
morte del sistema xilematico, causando infezioni sistemiche
e malattie vascolari.
3. Implicazioni sulla conservazione: La presenza di batteri nelle
microferite può causare:
■ Marciumi locali o sistemici.
■ Accelerazione del deterioramento del prodotto.
■ Riduzione della qualità commerciale e della durata di
conservazione.
Le microferite, anche se invisibili, possono rappresentare una minaccia
significativa per la conservazione dei prodotti vegetali. Per limitare il
rischio, è fondamentale ridurre al minimo la formazione di ferite durante
la raccolta e il trasporto e adottare misure preventive per impedire la
colonizzazione batterica.
4. Conseguenze danni meccanici su derrate
I danni meccanici alle derrate alimentari (frutta, verdura, cereali, ecc.)
possono avere conseguenze significative sia a livello qualitativo che
quantitativo. Questi danni, causati da urti, compressioni, tagli, abrasioni
o graffi durante raccolta, trasporto, confezionamento e stoccaggio,
comportano:
1. Perdita di qualità visiva e commerciale: Le ammaccature, le
lacerazioni e altri segni visibili riducono il valore commerciale e
l'attrattiva per il consumatore.
2. Maggiore suscettibilità a infezioni da patogeni: Le lesioni
rappresentano vie d'accesso per funghi e batteri, che accelerano
il deterioramento con marciumi o alterazioni microbiologiche.
3. Aumento della respirazione e accelerazione del metabolismo: Le
cellule danneggiate intensificano i processi respiratori, con
consumo di riserve energetiche, incremento del calore prodotto e
accelerazione della maturazione o senescenza.
4. Perdita di umidità e peso: Le superfici esposte favoriscono la
disidratazione, portando a riduzione del peso, avvizzimento e
minor qualità.
5. Alterazioni sensoriali: Possono verificarsi modifiche nel sapore,
aroma e consistenza, rendendo il prodotto meno appetibile (es.
sapore fermentato o perdita di croccantezza).
6. Riduzione della shelf life: I danni accelerano il deterioramento,
limitando la conservabilità e aumentando gli scarti.
7. Contaminazione: Le lesioni favoriscono il contatto con sostanze
estranee (sporco, polveri, microrganismi), aumentando il rischio di
contaminazione microbiologica o chimica.
Prevenzione: Per limitare i danni meccanici è fondamentale:
● Ottimizzare la raccolta e le tecniche di manipolazione.
● Usare macchinari adeguati e calibrati.
● Imballare correttamente i prodotti per proteggerli durante
trasporto e stoccaggio.
5. Sintomi danni da freddo
I danni da freddo sono alterazioni fisiologiche che si verificano nei
tessuti vegetali quando vengono esposti a temperature troppo basse,
anche se non raggiungono il punto di congelamento. Questi danni
derivano principalmente da squilibri biochimici e modificazioni cellulari
causate dal freddo. I sintomi più comuni includono:
1. Maculature: Piccole aree scure sulla superficie del prodotto.
2. Imbrunimenti superficiali o profondi: rappresentano spesso
l’inizio del disfacimento dei tessuti (banane conservate in frigorifero).
3. Disfacimento dei tessuti: tessuti perdono integrità strutturale, con
conseguente deterioramento fisico e visivo del prodotto.
4. Addolcimento: In alcune specie (es. finocchio, cardo, radicchio),
l’addolcimento indotto dal freddo può essere considerato un
effetto positivo. In altri casi (es. patate), l’addolcimento è
patologico e compromette la qualità del prodotto.
5. Alterazione della respirazione: respirazione cellulare diminuisce
progressivamente con il calo della temperatura fino a una soglia
critica, sotto cui può aumentare improvvisamente, causando
stress nei tessuti. Se T viene riportata sopra la soglia, il tasso
respiratorio rimane alto in caso di danno permanente, altrimenti
torna normale.
6. Anomalie di maturazione: Mancato intenerimento della polpa.
Variazioni anomale di consistenza, colore e aroma, che possono
compromettere la qualità organolettica del prodotto.
7. Modificazioni delle membrane cellulari: Aumento della
permeabilità delle membrane, con conseguente perdita di
elettroliti. Alterazioni della struttura delle membrane da stato
liquido-cristallino a stato solido-gelatinoso, che causano squilibri
ionici e disfunzioni cellulari.
8. Alterazione dei mitocondri e dei processi metabolici: Modifiche al
funzionamento dei mitocondri. Accumulo di specie reattive
dell’ossigeno (ROS) e radicali liberi, con effetti negativi sul
metabolismo cellulare.
Il danno da freddo inizia come un semplice stress da freddo. Tuttavia, se
il prodotto rimane esposto a temperature basse per periodi prolungati
o se la temperatura scende ulteriormente, il danno può diventare
irreversibile. È quindi fondamentale monitorare sia la temperatura che il
tempo di esposizione per minimizzare i rischi.
6. Danni anossia
Quando i livelli di ossigeno scendono al di sotto della soglia critica per
periodi prolungati, possono insorgere i seguenti difetti:
1. Imbrunimenti interni ed esterni:
○ Le cellule nei tessuti interni iniziano a morire, causando
alterazioni cromatiche.
○ Successivamente, l'imbrunimento si estende ai tessuti
esterni (epidermide), rendendo il prodotto visivamente
danneggiato.
2. Sapore e odore di fermentato:
○ L'assenza di ossigeno favorisce processi fermentativi nei
tessuti vegetali, che generano composti volatili responsabili
di odori sgradevoli e sapori alterati.
3. Stress selettivo dei tessuti:
○ Non tutte le cellule reagiscono allo stesso modo: alcune
sopravvivono, mentre altre subiscono necrosi. Questo crea
disomogeneità nei tessuti vegetali.
7. Funghi: caratteristiche, struttura, crescita, ife…
Caratteristiche generali dei funghi
● Eucarioti miceliari: organizzazione cellulare complessa con
nucleo.
● Eterotrofi: assorbono nutrienti dall’ambiente esterno.
● Nutrizione per assorbimento: enzimi extracellulari digeriscono il
substrato, i nutrienti vengono poi assorbiti.
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