CAP 2 LIBERO ARBITRIO
1. Quali sono, tradizionalmente, le due condizioni del libero arbitrio, e cosa significano?
Vi sono due condizioni di libero arbitrio: la prima è la condizione delle possibilità alternative ovvero
che all’individuo si prospettino diversi corsi di azione alternativi, e la seconda è la condizione
dell’autodeterminazione, quando la scelta tra due o più opzioni è determinata dall’agente stesso
ossia
mediante i suoi stati mentali coscienti
2. Quali sono le quattro principali famiglie di proposte filosofiche che si confrontano nella
discussione sul libero arbitrio, e cosa sostengono in breve?
Vi sono quattro principali famiglie di proposte filosofiche nella discussione delibera arbitrio:
liberatismo, compatibilismo, misterianimismo e illusionismo.
Il liberatismo sostiene che in condizioni normali gli esseri umani godono di libero arbitrio ed esso sia
determinismo inoltre, esso non si limita all’ambito dell’azione ma riguarda anche
incompatibile con il
quello della volontà della scelta.
Il compatibilismo sostiene che è un agente è libero se compie le azioni che vuole compiere ovvero se
agisce spontaneamente, di conseguenza le azioni degli individui sono dettate dalle loro volontà la
quale è determinata da leggi naturali.
Secondo il misterianimismo il libero arbitrio è un enigma insolubile in quanto non si può spiegare in
che modo sia possibile, esso dunque si forma su uno scetticismo epistemologico.
Infine l’illusionismo sostiene che il libero arbitrio sia un’illusione, esso dunque è fondato sullo
scetticismo ontologico ontologico
3. Quali argomenti si possono offrire contro le presunte evidenze neuroscientifiche che
confuterebbero il libero arbitrio?
Un argomento contro le presunte evidenze neuroscientifiche che confuterebbero liberarmi tre o è
mosso tramite l’analisi degli esperimenti siccome quest’ultimi
presentati da Wagner e Johansson,
riguardano ambiti limitati dell’agire umano, la loro conclusione si fonda dunque su estrapolazioni
dal particolare al generale, inoltre in buona parte i casi studiati proposti in questi esperimenti
riguardano situazioni artificiose in cui i processi di deliberazione non concernono decisioni che
ci stanno veramente a cuore e su cui pondereremmo attentamente
CAP 3 RESPONSABILITA’
1. Quali sono le tre principali forme di responsabilità?
Vi è una distinzione tra tre principali forme di responsabilità: la prima viene detta causale, in quanto
concerne eventi, ma non direttamente gli individui coinvolti. La seconda è quella personale, essa, a
differenza della prima, non riguarda eventi, ma gli individui razionali, e soprattutto ha un carattere
normativo, in quanto essere personalmente responsabili di qualcosa, implica un dovere, un obbligo o
un divieto. L’ultima è la responsabilità collettiva, che ha a che fare con il mondo umano, ma concerne
enti collettivi e non individui
2. Quali sono le principali forme di responsabilità personale?
Vi sono due principali forme di responsabilità personale: quella legale e quella morale. Fra di esse vi
è un rapporto asimmetrico in quanto, nella maggior parte dei casi essere responsabili legalmente
implica esserlo moralmente, ma non è necessario il contrario.
Inoltre, la responsabilità legale si divide a sua volta in: responsabilità penale, responsabilità civile,
che riguardano i rapporti tra i cittadini e sono rispettivamente regolate dal diritto penale e quello
civile; e la responsabilità amministrativa, che a differenza delle prime due, riguarda i rapporti dei
cittadini con la pubblica amministrazione. il concetto di “atteggiamenti reattivi”, e cosa si
3. Chi ha introdotto nel dibattito sulla responsabilità
intende con questi ultimi?
Il filosofo Peter Strawson ha introdotto sul dibattito della responsabilità il concetto di atteggiamenti
reattivi, affermando che la responsabilità morale è inscindibile da questi ultimi, in quanto, quando
di un agente,
giudichiamo l’azione reagiamo emotivamente a quelle azioni; di conseguenza, la
responsabilità morale si esprime nelle dinamiche sociali proprie di questi atteggiamenti. Essi, dunque,
sono frutto dell’espressione di un sentimento e non dalla conclusione di un ragionamento e quindi
non devono essere giustificati.
Strawson distingue tre tipi di atteggiamenti reattivi legati al campo della responsabilità: atteggiamenti
reattivi non distaccati, manifestati nelle interazioni personali in cui la gente è personalmente
coinvolto, atteggiamenti reattivi autoreferenti, con cui reagiamo al nostro stesso comportamento, e in
conclusione, gli atteggiamenti reattivi distaccati, che sono presenti quando non siamo emotivamente
coinvolti in una determinata situazione
Come contesta Harry Frankfurt l’idea che la responsabilità
4. morale presupponga la possibilità di
fare altrimenti?
Secondo il filosofo Harry Frankfurt il ragionamento per cui, la responsabilità morale presuppone le
possibilità alternative, in quanto esse sono presupposte a loro volta nel concetto di libero arbitrio, è
falso.
Non è vero che la responsabilità morale presuppone le possibilità alternative, in quanto non vi è
sempre a disposizione una possibilità di scelta, egli però non si concentra sulla reale esistenza di
possibilità alternative, ma, tramite un esperimento mentale, vuole sostenere la tesi che esse siano
irrilevanti nella corretta attribuzione della responsabilità morale
Non possiamo ritenere una persona moralmente responsabile per aver compiuto un’azione dove non
vi era una possibilità alternativa, di conseguenza l’unico aspetto rilevante per attribuire responsabilità
sta nell’identificare la volontà della gente e se essa sia o meno parte integrante della causa sufficiente
dell’azione
CAP 4 OGGETTIVITA’
Cosa si intende per “metaetica”, e a quali domande o questioni cerca di rispondere questa
1. disciplina?
La metaetica è un’area della filosofia morale che la riflessione che l’etica
significa, letteralmente,
svolge su se stessa come sapere, essa comprende una riflessione sul linguaggio morale e
sull’ontologia morale
2. Quali sono le principali famiglie di teorie metaetiche?
Esistono tre famiglie principali di teorie metaetiche che fanno capo a tre distinzioni: la prima è
quella tra cognitivismo e non cognitivismo, i quali affermano che gli enunciati morali esprimono
stati mentali cognitivi o sono espressivi di atteggiamenti
La seconda comprende la distinzione tra oggettivismo e non oggettivismo, dove le proprietà
L’ultima
morali sono indipendenti o dipendenti dalla mente. è la distinzione tra realismo e anti
realismo, i quali affermano che esistono o non esistono fatti morali
CAP 5 PSICOLOGIA MORALE
Che cos’è
1. la psicologia morale, e a quali fondamentali domande cerca di rispondere?
La psicologia morale è un ambito di ricerca interdisciplinare dove filosofi e psicologi attingono gli
uni alla ricerca degli altri per creare e testare nuove teorie, il campo di questa disciplina implica un
intreccio tra indagine empirica e normativa.
La psicologia morale prova a rispondere a due fondamentali domande ovvero:
1) Come si forma che natura il giudizio morale?
2) Quali affermazioni empiriche sulla psicologia umana affermano o presuppongono i sostenitori di
teorie morali rivali? Quando sono empiricamente ben supportate queste affermazioni?
Cosa si intende per “scienze cognitive della morale”, e quali sono le tre principali famiglie di
2. teorie al loro interno?
Per scienze cognitive della morale si intende l’unione di psicologia dello sviluppo psicologia morale
e altre aree di ricerca empirica
presente tra filoni all’interno delle scienze cognitive della morale: il primo è rappresentato dalla
Sono
grammatica universale di Hauser, che sostiene che vi sia un insieme di regole e principi che generano
e mettono in relazione i vari tipi di rappresentazioni, essi dunque sono regole grammaticali universali
e innate fondamentali per la condotta morale.
è l’intuizionismo sociale di Hadit, il quale sostiene l’importanza dell’intuizioni
Il secondo filone
morali automatiche che servono per la formazione di giudizi morali, i quali sono i risultati di queste
reazioni emotive e rapide; di conseguenza l’argomentazione razionale, siccome viene dopo la
formulazione formulazione di queste intuizioni automatiche, serve solo per supportarle ma non per
giustificarle.
infine, vi è il dual process model di Green, che consiste nella distinzione fra due tipi di processi di
ragionamenti morali basata sula differenzazione di due tipi di sistema: il primo a una modalità di
elaborazione di informazione rapida e automatica, al quale si attribuisce la formulazione di un
mentre il secondo è costituito da un’elaborazione più
giudizio morale a dilemmi morali personali,
lenta e controllata tipica dei dilemmi morali impersonali
3. In cosa consiste la critica situazionista al carattere, e quali sono i due principali tipi di replica da
parte dell’etica delle virtù?
La teoria situazionista del carattere critica una famiglia di teorie radicata nel
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