Che materia stai cercando?

Zootecnica speciale Appunti scolastici Premium

Appunti e slide delle lezioni della professoressa, utili per passare l'esame anche senza comprare il libro basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Canali dell’università degli Studi di Milano - Unimi. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Zootecnica speciale docente Prof. E. Canali

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

VITELLO A CARNE BIANCA: età inferiore a gli otto mesi prevede la legge.

animale che al momento dell’abbattimento presenta le seguenti caratteristiche:

• taglia o conformazione diversa dalla media dei giovani bovini di razza corrispondente; •

mucose molto chiare; • Dal punto di vista commerciale si intende per carne di vitello quella

proveniente da bovini di età inferiore agli otto mesi (Reg. CE n. 1234/2007 e Reg. n.

566/2008).

PRODUZIONE IN EUROPA: La produzione di vitello a carne bianca è circa il 10% delle carni

bovine complessivamente prodotte nell’UE. solo cinque paesi sono i responsabili di circa il

90% della produzione di vitelli: Francia 31%, Paesi Bassi 27%, Italia 18%, Germania 6% e

Belgio 6% (Tosi, 2007) tutti i paesi allevano pe ril mercato interno ad eccezione dell’Olanda

che esporta il 90% della carne prodotta soprattutto verso Italia, Francia e Germania. Si

alleva e si consuma nel proprio paese eccetto l’Olanda che esporta in Italia, francia e

germania dove c’è più richiesta che produzione.

PRODUZIONE IN ITALIA: L’allevamento del vitello a carne bianca in Italia è presente

principalmente al Nord, e in Sardegna. La Lombardia e il Veneto producono più di 100.000

capi ciascuna. Lombardia 38% della produzione nazionale Veneto25% della produzione

nazionale

Piemonte e Sardegna allevano circa tra i 25.000 e i 50.000 capi Piemonte 9% della

produzione nazionale Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Sicilia: allevati da 10.000 a 50.000

capi. Nel resto d’Italia gli allevamenti sono pochissimi, tanto che ciascuna regione non arriva

a 10.000 capi.

• L’Italia è il secondo consumatore di vitello a carne bianca in Europa: assorbe il 28% del

volume della produzione. A • parte la Francia prima consumatrice con il 37% il terzo

consumatore di carne di vitello è la Germania, che però consuma solo il 15% della

produzione europea. • I consumi pro capite in Italia di carne di • vitello è di 3,6 kg/anno,

ovvero il 16% dei 25 kg/anno di carne bovina consumata.

APPARATO DIGERENTE DEL VITELLO: 3 prestomaci (reticolo, rumine, omaso) e 1 stomaco

(abomaso)

Alla nascita:

• solo abomaso funzionante, capacità 1,5 - 2 l

•complesso reticolo-rumine-omaso capacità di 1 litro

zootecnica speciale Page 19

Sviluppo molto rapido del rumine: 100-150 l. Volume abomaso 15 l.

La ruminazione si sviluppa generalmente nei primi 15 giorni di vita e in soggetti di 40/50 gg

di età occupa circa 5 ore al giorno. L’esclusione funzionale del rumine non riduce il bisogno

della ruminazione, che si manifesta con tentativi di masticazione a vuoto e con intense

salivazioni e comportamenti orali stereotipati. Prima i vitelli venivano alimentati solo con

proteine di latte ricostituite con acqua fino alla macellazione, si aveva un grande abomaso

ma uno scarso sviluppo del rumine. In questi animali si aveva la ruminazione a vuoto, oltre a

gli spazi molto ridotti hanno spinto a controllare se gli animali erano stressati e quindi a

cambiare il sistema di allevamento.

DOCCIA ESOFAGEA: Il latte ingerito viene convogliato attraverso una sorta di canale (doccia

esofagea) che si forma nel reticolo e collega direttamente l’esofago all’abomaso.

La chiusura della doccia è determinata da un riflesso nervoso generato dal contatto del latte

con alcuni recettori presenti nella cavità boccale sensibili a proteine e ioni minerali, ma è

efficacie ancora di più quando si somministra il latte con la tettarella. Problema sostituzione

delle proteine del latte con proteine di diversa origine: depressione nei riguardi di tale

riflesso nervoso. La stimolazione della chiusura del c. e. è più efficace quando il latte è

assunto dalla tettarella: riflesso congiunto all’atto di succhiare.

NOTE STORICHE: Gli animali erano in box con 8ocm di larghezza, aperti posteriormente,

legati. È un allevamento antico che tende a scomparire, l’alimentazione è solo liquida quindi

non assumono il ferro presente nei foraggi. Allevamento già noto dal 1800, pochi

cambiamenti fino a qualche anno fa. Box: costruiti in modo da creare un ambiente caldo,

umido, ristretto e buio: si credeva che questi fattori favorissero un maggior IPMG e il pallore

delle carni. Anni ‘60: stabulazioni più aperte alla luce e all’aria (pallore di origine

alimentare). Dal 1985: la zootecnia tradizionale inizia ad avvalersi del supporto di altri studi,

ad esempio quelli etologici, per migliorare le condizioni di allevamento e la qualità del

prodotto. Oggi: parametri utilizzati per definire la crescita ottimale: parametri organico

funzionali (performance produttive, incremento ponderale…) e parametri etologici (Quando

gli animali anno caldo tendono a sdraiarsi, al freddo tendono ad ammucchiarsi).

Dal 1950 al 1984: boom produttivo

1984: introduzione quote latte

Flessione più o meno marcata fino ad oggi.

Introduzione “quote latte”: importanti trasformazioni nella tecnica di produzione del vitello

a carne bianca. Riduzione surplus latte: aumento prezzi dei sostitutivi di latte formulati con

zootecnica speciale Page 20

a carne bianca. Riduzione surplus latte: aumento prezzi dei sostitutivi di latte formulati con

latte scremato: ripercussioni sul costo di produzione della carne.

Risposta produttori: aumento peso di macellazione degli animali, prolungamento ciclo

d’ingrasso, introduzione nella razione di fonti proteiche ed energetiche di prevalente origine

vegetale alternative alla polvere di latte magro.

RICADUTA SULLE CARATTERISTICHE QUALITATIVE:

•produzione di carcasse più pesanti

•carne più simile a quella di vitellone

•aumento contenuto grasso di marezzatura

•peggioramento tenerezza

•carni meno chiare e tendenti ad una colorazione rosata (maggior tenore di pigmenti e pH

finale del muscolo più elevato)

•finitura adiposa della carcassa non buona

CARATTERISTICHE AMBIENTALI IMPORTANTI: (no ferro leccandolo porta carne scura)

•CORRENTI D’ARIA

•AEREAZIONE

•BOX

•SPAZIO A DISPOSIZIONE

•PAVIMENTAZIONE

•SPAZIO MANGIATOIA

•ABBEVERATOIO

•TEMPERATURA

•UMIDITA’ RELATIVA

•LUMINOSITA’

•PULIZIA

NORME:

1961 “Mestkalverenbesluit”(gli olandesi grandi sul mercato studiano allevamenti

all’avanguardia con box singoli);

1980 seminario CE Bruxelles

1990 congresso internazionale Wageningen (unica facoltà in tutta l’olanda, congresso

mondiale dove hanno discusso tutte le norme sul vitello carne bianca)

1991 direttiva (normativa che dava gli spazi)

1995 report CE

1997 nuova direttiva (i vitelli non possono più essere allevati in box singoli ma box di

gruppo).

NORMATIVE EUROPEE: zootecnica speciale Page 21

NORMATIVE EUROPEE:

• Direttiva91/629/CE (dava dimensioni per i box singoli e per il box di gruppo)

• Direttiva 97/2/CE (nessun vitello sopra le 8 settimane di vita non può essere stabulato in

un box singolo, l’animale inoltre deve avere alimenti fibrosi, si entra nella gestione

dell’alimento, gradualmente si deve aumentare l’alimentazione fibrosa fino a 250 g al

giorno, 4,5 mm/L di ferro nel sangue degli animali che non devono essere anemici. Il grosso

limite della normativa, la norma non dice quando verificare i parametri in base al momento

dell’allevamento, magari ci sono allevatori che prima del macello abbassano la dose di

alimenti fibrosi. Inoltre la norma non specifica quali alimenti fibrosi usare. Gli animali che

mangiavano latte e paglia non avevano stereotipie. Molti animali che avevano paglia come

alimento fibroso avevano lesioni perché la paglia era tagliata male o perché le pareti dello

stomaco del vitello sono delicate, è stato difficile trovare la fonte di fibra corretta per

evitare ulcere e stereotipie)

• Decreto L.vo 331 1 settembre 1998

• Decreto L.vo 146 26 marzo 2001

BOX SINGOLI (GABBIE): Devono essere costruiti con materiali facilmente lavabili e

disinfettabili ed essere robusti. Sollevati da terra. Confortevoli per il vitello •dimensioni

•pavimento •disposizione per le attrezzature per alimentazione. Se gli animali sono trattati

bene non è una stabulazione che da problemi al vitello, non dipende solo dalla struttura un

buon allevamento ma anche la gestione.

22/03/17

I bufali

Il bufalo in Italia arriva dal bufalo asiatico, di fiume o palude. Sono animali con necessità di

acqua, in Italia si trovavano in zone paludose. Sono distribuiti in Africa, Asia ed è stato

importanto in Sud America. Sono ungulati, artiodattili, ruminanti, fanno parte dei bovidi, ma

della sottofamiglia dei bufali. Ci sono vari tipi di bufali.

La specie bufalus bufalus si divide nel tipo da palude, di peso abbastanza piccolo, che vive

nelle zone paludose del sudest asiatico, usato come animale da lavoro.

Sono animali tozzi, con poche ghiandole sudoripare.

Poi abbiamo il bufalo di fiume, con mole maggiore, fino a 1000kg, sta in acqua corrente. È

presente nel mediterraneo e centro-sud america. È un animale da latte.

In ogni paese dove vengono allevati si sono create razze idonee e chi li alleva ha creato degli

zootecnica speciale Page 22

In ogni paese dove vengono allevati si sono create razze idonee e chi li alleva ha creato degli

standard di razza.

Nel mondo c’è un costante aumento della popolazione bufalina, con produzione da latte o

da carne.

I bufali allevati in Europa sono circa 400.000, quasi tutti in Italia. C’è il prolema dell’utilizzo di

maschi di bufalo.

È una carne povera di grasso intramuscolare, la maggior parte è quello di copertura,

eliminato durante la macellazione; è una carne tenera, se l’animale è macellato giovane,

perchè ha poco collagene.

In Albania, ex Jugoslavia, Grecia possiedono allevamenti di bufali, ma l’Italia ha oltre l’85% di

produzione europea. L’Asia è un grande produttore di latte di bufala, soprattutto per quanto

riguarda l’India.

L’Europa non produce molto latte di bufala, anche se in Italia è molto importante.

Caratteristiche:

- Non c’è grande dimorfismo sessuale: gli animali hanno le corna, i pesi sono simili, le teste

grosse

- I maschi possono arrivare a 800kg

- Alla nascita pesano 40kg

- Hanno costituzione robusta

- In inverno si ricoprono di pelo folto, che perdono d’estate

- Sono animali tardivi: primo calore delle femmine dopo 2 anni

- Sono molto longevi: ci sono animali di 6-7-8 parto

- La gestazione dura 316 giorni e il primo parto è intorno ai 3 anni

- L’interparto è variabile tra 12 e 15 mesi

- Anche la lattazione è molto variabile a seconda del latte prodotto

- Il latte è ricco grasso (oltre 9%)

- La resa al macello è piuttosto bassa, legata a una costituzione massiccia

- È una carne più tenera rispetto a quella bovina, perchè ha meno idrossiprolina, contenuta

nel collagene

- Ha poco colesterolo e pochi grassi saturi

La bufala mediterranea allevata in Italia è l’unica allevata in aumento. Non si sa se siano

salite dal sud al nord Italia o viceversa.

Inizialmente era un allevamento semibrado, si è passati all’intensivo con la bonifica delle

paludi: hanno perso l’habitat naturale, si è passati a produrre latte di qualità. Nel Lazio ci

sono aziende piccole, comunque sempre intensive. In Lombardia ci sono bufale per il

discorso delle quote latte, perchè c’è una richiesta continua di mozzarella di bufala e nello

stesso tempo non ci sono quote per la produzione di questo tipo di latte. In più il latte di

bufala è pagato molto di più, anche se il vero reddito è dato dalla trasformazione del latte in

altri prodotti.

Soprattutto per le bufale in lattazione non si usa più l’acqua per problemi di pulizia della

mammella.

Nel 1980 è stato istituito il libro genealogico, per cercare di migliorare la razza e iniziare a

scegliere i riproduttori.

Principali obiettivi della selezione:

- Grasso

- Proteine

Gli animali con cisterna del latte piccola, stoccano il latte negli alveoli. La stimolazione-

mungitura è importante nella bufala per far rilasciare ossitocina in quantità notevole per far

uscire il latte. Ci vuole più tempo e negli animali primipari bisogna stare attenti perchè non

ho rilascio di ossitocina: non esce latte, a volte si fanno iniezioni esogene di ossitocina (si

fanno sempre nelle primipare nelle prime mungiture).

L’ossitocina è importante perchè si ha meno esportazione di latte e anche minor produzione

di latte, se non è in quantità esatte. Per stimolare la mungitura si metteva vicino il piccolo,

zootecnica speciale Page 23

di latte, se non è in quantità esatte. Per stimolare la mungitura si metteva vicino il piccolo,

nell’antichità. Mentre ora la mobilitazione verso la sala di mungitura e la sala di attesa

stimolano la bufala.

Spesso d’estate vengono usate delle doccette per rinfrescare le bufale.

Il maschio è tozzo, ci sono pochi problemi di zoppie, c’erano molti problemi di prolasso

uterino, che sono migliorati grazie alla selezione. Si sono selezionati animali un po’ più alti e

con bacino diffente per permettere parti migliori.

Nei piccoli vengono utilizzate delle qualità di latte particolari.

Come sono allevati gli animali?

Spesso sono state adattate le rastrelliere e le cuccette a delle stalle che erano per vacche da

latte. Sono animali che si agitano molto facilmente.

Questi animali di solito hanno una stagionalità nella riproduzione, mentre la richiesta di

mozzarella va in senso opposto. Questi animali hanno periodo dell’estro in primavera, la

richiesta di mozzarella ha un aumento in primavera e un picco in estate, mentre la

produzione massima è però d’inverno, vicino ai parti. In alcune zone si è riusciti a

destagionalizzare, per avere parti durante tutto l’anno e nelle stagioni dove si ha bisogno di

produzione maggiore.

L’inseminazione strumentale è stata introdotta, ma in modo più difficile, perchè i calori sono

difficili da vedere. Inoltre le manifestazioni di estro sono minori se mancano i maschi e più

presenti di notte.

Esercitazione 22/03/17

Il colore del mantello

Nei bovini distingue la razza, nei cavalli e nei cani sono ammessi molti più colori.

Mantelli semplici: peli e crini dello stesso colore, nero, bianco e sauro

Mantelli composti e pezzati

28/03/17

Per tutti i vitelli fino agli 8 mesi di vita valgono delle norme, le prime danno le dimensioni dei

box, la seconda ha tolto la possibilità di tenere un vitello in box singolo tutta la vita, ma solo

fino alle 8 settimane di vita.

Il tasso di emoglobina è tenuto basso per avere carne bianca, per questo i vitelli possono

andare incontro a problemi di anemia, inoltre si deve dare un’alimentazione fibrosa.

L’allevatore aveva scelto gabbie singole per controllare meglio i vitelli a carne bianca, che

sono molti, anche se gli spazi sono adeguati. Erano gabbie sollevate da terra, facilmente

lavabili e disinfettabili, senza parti in ferro, ma in acciaio. Uno dei problemi può essere

l’umidità eccessiva, perciò di solito non c’è la lettiera, ma abbiamo un pavimento in

cemento o legno. Normalmente l’alimentazione in gruppo avviene con un truogolo, però

questo può provocare competizione tra gli animali, perchè tutti hanno accesso a questo

contemporaneamente. Nei box singoli si usa un secchio per ogni box.

Requisiti box di gruppo:

- Asciutti e senza correnti d’aria

- Facili da pulire e disinfettare: gli animali arrivano giovani e possono svilupparsi malattie

- Buona ventilazione: per eliminare gas nocivi

- Prevenire la suzione reciproca: gli animali spesso si attaccano al prepuzio e bevono urina,

per questo possono ammalarsi

Un ricovero non adeguato, con ventilazione e temperatura non idonee e sporco, causa

mortalità nei vitelli.

Nei box di gruppo gli animali possono socializzare, hanno libertà di movimento maggiore e

ottimi accrescimenti; c’è un minimo cambiamento di colore delle carni. Gli animali si

accrescono come quelli in box singolo, quindi hanno ottime rese.

Un altro aspetto è il controllo del fatto che i vitelli abbiano acqua fresca; inizialmente

l’acqua non veniva lasciata sempre a disposizione degli animali, ma data solo alcune volte al

zootecnica speciale Page 24

l’acqua non veniva lasciata sempre a disposizione degli animali, ma data solo alcune volte al

giorno, perchè si dava già una dieta liquida. Ora l’acqua viene lasciata sempre a

disposizione, non solo nei periodi caldi.

Aspetti importanti in allevamento:

- Gli animali sono in piccoli gruppi omogenei

- Gli animali sono tranquilli

- Aumento della razione: anche 7-8 litri di latte ricostituito al giorno, la dieta non può essere

cambiata da un giorno all’altro, ma la concentrazione e quantità vanno aumentate in modo

graduale

- Si controllano colore, consistenza e odore delle feci, che sono piuttosto liquide per il tipo di

dieta, ma non devono essere verdarstre o maleodoranti: in un box di gruppo bisogna capire

quale animale sta male, guardando se l’animale è sporco

- Controllo della velocità di suzione: si usa la tettarella, in modo che il vitello succhiando beva

il latte più lentamente

- Avere gruppi omogenei: tutti gli animali si alimentano nello stesso modo, se ci sono

differenze di pesi hanno problemi: gli animali sono stati malati, ci sono problemi di

competizione etc. Gli animali possono essere disomogenei perchè sono di razze diverse

oppure perchè gli animali hanno età molto differenti, soprattutto nei gruppi di rimonta.

- Adottare il sistema tutto vuoto-tutto pieno, quindi pulire e disinfettare i box prima di ogni

ciclo di produzione e lasciarlo per un periodo vuoto

Ci devono essere almeno 8 ore di luce per gli animali, ci sono suggerimenti per il microclima,

i box multipli devono avere delle dimensioni in funzione dei pesi degli animali.

I vitelli a carne bianca hanno stereotipie soprattutto orali, perchè gli animali hanno bisogno

di ruminare, se non possono vanno a leccare il box e a giocare con la lingua

Alimentazione: quando si usa il secchio, gli animali possono avere problemi di indigestione,

perchè mangiano in modo troppo veloce, mentre con il truogolo non controllo bene

l’alimentazione dei miei animali. Con la nuova direttiva, tolgo i divisori laterali dei box singoli

e il box diventa di gruppo; vengono poi alternati secchi con le tettarelle per il latte (2 volte al

giorno) e canaline per alimenti ricchi di fibra. Spesso i box singoli vengono aperti già a 4

settimane, se gli animali stanno bene.

Le stalle sono più basse rispetto a quelle per i bovini da latte, quindi hanno bisogno di

ventilazione.

Un altro sistema di alimentazione può essere quello automatico: il latte viene ricostituito, i

vitelli hanno 1/2 stazioni con tettarelle, l’animale viene riconosciuto tramite un trasponder e

viene somministrato il latte nella giusta quantità e per più volte: l’animale in natura mangia

6/10 volte al giorno, non 2. Questo sistema è estremamente costoso, una stazione basta

solo per 30 animali e richiede gruppi grossi che sono difficili da gestire: il controllo delle

patologie è molto più difficile. Come per i bovini da carne a questi animali viene

somministrata la razione fibrosa in uno spazio pulito all’eserno del box.

Di solito i vitelli a carne bianca sono frisoni, però possono esserci degli incroci.

Alimentazione: avviene con latte ricostituito, stemperato in acqua calda e somministrato

agli animali.

Più l’animale è giovane, più la quota di proteine è alta, perchè l’animale deve crescere.

L’alimentazione lattea andrebbe data in almeno 3 pasti.

Ci può essere un latte acido, che è freddo, ma usato più che altro per la rimonta.

Quale latte può essere utilizzato?

- Latte intero: usato solo per la linea vacca-vitello

- Latte ricostituito: addizionato con grassi animali e vegetali, dato in quantità di 400-600g

- Latte acido: non contiene caseina, non sempre usato nei vitelli a carne bianca

Si è cercato di dare più proteine di origine vegetali, perchè meno costose, però si sono

ottenuti risultati inferiori.

Settori di allevamento di vacche da latte (possibile domanda)

- Lattazione: animali che producono zootecnica speciale Page 25

- Lattazione: animali che producono

- Asciutta: permette di migliorare il peso dell’animale, infatti questo perde circa 100kg

quando produce, deve avere un periodo, che coincide con gli ultimi 2 mesi di gestazione, in

cui la mungitura è bloccata, l’alimentazione e il sistema di stabulazione cambiano (su lettiera

e non cuccette), serve per il ripristino del tessuto mammario e per l’accrescimento del feto.

- Parto e periodo colostrale: animali in box parto

- Vitellaia: dalla nascita allo svezzamento

- Rimonta: manze giovani in crescita, che saranno le future riproduttrici, che sostituiscono gli

animali che vengono eliminati

Vitelle

Fino a 8 mesi di età, ci sono quelle da rimonta oppure i vitelli a carne bianca.

I capisaldi sono:

- Cure alla nascita: controllo fisico e colostratura

- Operazioni routinarie: ad esempio la decornazione, di natura non biologica, questa

procedura è fissata per legge, altre operazione sono il taglio di capezzoli soprannumerari

- Età di svezzamento: vado a svezzare quando gli animali si alimentano in modo autonomo e

sufficiente di concentrato e alimenti fibrosi, la dieta diventa da adulti perchè elimino il latte

Dopo le 8 settimane le femmine devono stare in box di gruppo, anche se non sono ancora

state svezzate.

Parto

È un momento importante, perchè la fattrice, in funzione dello stress, di dove si trova e

dell’alimentazione influenza il colostro e la sopravvivenza del vitello. La prima cosa che si

guarda è il luogo di nascita, ci sono 2 possibilità:

- Box a stabulazione libera, gli animali sono liberi di muoversi, hanno zona di alimentazione,

corridoio di passaggio e zona di riposo a cuccette oppure su lettiera permanente

- Stabulazione fissa: bovine legate, soprattutto in piccole stalle, dove ci sono 20-25 animali in

lattazione, che possono essere legate sempre oppure possono avere paddock esterni o

andare in alpeggio in momenti favorevoli; in stabulazione fissa si ha maggiore difficoltà al

parto, perchè l’animale ha poca possibilità di movimento. I vantaggi della stabulazione fissa

sono il fatto che gli animali sono più controllati, le strutture sono meno costose, ma gli

svantaggi sono difficoltà al parto, rinnovo maggiore della lettiera in modo manuale,

mungitura più lunga e faticosa, con carrelli di mungitura spostati da un animale all’altro (non

esiste la sala di mungitura). Se gli animali partoriscono alla posta devono avere una zona

molto pulita.

Nella stabulazione libera posso avere un box parto singolo oppure un box di gruppo, che

deve avere una lettiera molto pulita e non deve essere un’infermeria: il vitello deve nascere

lontano dalle patologie, gli animali devono essere inseriti qualche giorno prima e a gruppi,

per potersi conoscere.

Prime fasi di vita:

- Pulire le narici: vanno tolti gli invogli fetali, per poter respirare bene

- Asciugare il vitello, se la madre non lo fa: può capitare che le primipare non abbiano buona

attitudine materna e ciò dipende dalla gestione del piccolo, che in alcuni allevamenti viene

tolto subito dopo il parto, per dare il colostro. Va frizionato con la paglia per dare reattività

all’animale.

- Disinfettare il cordone ombelicale: alla nascita questo si strappa, se rimane lungo si taglia a

circa 10 cm dall’addome, si spreme e si lega, poi si disinfetta. Successivamente si cicatrizzerà

e cadrà in una settimana circa. Si controlla che l’addome dell’animale sia normale. Se non

disinfettiamo si può andare incontro a infezioni, che possono essere mortali.

- Separare dalla madre: si mette il vitello in una zona pulita, con paglia asciutta, protetta da

correnti d’aria. Se tolgo subito il vitello non si crea un legame madre-piccolo, quindi si ha

meno stress per gli animali, si riducono i rischi sanitari, si controlla la tempistica, la qualità e

quantità del colostro. Si è cominciato a togliere i vitelli perchè a volte la mammella della

madre è molto grossa e c’era difficoltà per il piccolo ad andare a succhiare. Il colostro è

zootecnica speciale Page 26

madre è molto grossa e c’era difficoltà per il piccolo ad andare a succhiare. Il colostro è

importante per dare protezione immunitaria: le immunoglobuline non passano la placenta,

quindi l’animale alla nascita è completamente senza anticorpi; li acquisisce solo con la

colostratura. Il colostro va dato in quantità e tempi giusti: va dato subito perchè se no non

viene più assorbito dall’epitelio intestinale e compaiono enzimi proteolitici e acidità gastrica

che vanno a distruggerlo, già dopo il primo giorno di vita.

Somministrazione del colostro: 2 litri entro 2-3 ore dalla nascita, poi 4-6 litri in 3 pasti nelle

prime 24 ore, a temperatura di 39 gradi.

Il colostro cambia velocemente: è un liquido più denso e giallo del latte, è il più ricco di Ig, a

5-6 giorni è già diventato latte. Ci sono fattori che influenzano la qualità; nelle primipare ci

sono meno Ig, la durata dell’asciutta e l’alimentazione in questo periodo possono avere un

effetto sul tipo di colostro. Le bovine ad altissima produzione hanno colostro peggiore

rispetto a bovine che producono meno latte, la frisona ha latte meno ricco di Ig rispetto ad

altre razze.

A 36 ore dal parto, da 14% di proteine, si passa a 3,9. In 3 mungitura le Ig sono già calate del

60-70%. Di solito si guardano soprattutto le IgG, le IgA e IgM sono più presenti nel latte:

danno immunità locale. La qualità dipende da bovina a bovina, da tempo tra la mungitura e

il parto e dal periodo: d’estate ce ne sono meno. Si usano rifrattometri per capire la densità

di Ig.

Se il colostro è di bassa qualità, posso tenere parte di colostro, congelarlo e usarlo quando la

bovina muore durante il parto o ha delle patologie e quindi non può essere munta. Il

colostro delle bovine di un certo allevamento è importante perchè contiene anticorpi per

patogeni particolari che ci sono in allevamento: non uso colostro di un altro allevamento.

Ogni ora dal parto le IgG diminuiscono del 4%, devo mungere appena possibile il mio

animale.

Composizione del colostro (domanda d’esame)

Residuo secco: 23,9%, molto alto, dato da proteine totali molto alte: 13,9%, mentre nel latte

abbiamo circa il 3%. Il lattosio è 2,7% nel colostro, mentre nel latte diventa del 4,9%, perchè

cambiano le caratteristiche dell’apparato digerente e inizialmente non si hanno enzimi per

metabolizzarlo

Il colostro ha lieve funzione lassativa, serve per eliminare il meconio, parte di feci che vanno

eliminate velocemente dopo la nascita, dà energia agli animali, è ricco di vitamine A per

proteggere gli epiteli.

(studiare tabella composizione del colostro con valori)

Funzioni del colostro (domanda d’esame)

- Nutritiva ed energetica

- Immunitaria

- Anti-anemica: contiene ferro

- Lassativa

- Vitaminica

La banca del colostro è utile quando la bovina muore, quando ci sono patologie, ad esempio

quelle che sono trasmissibili al vitello, quando acquisto la madre da poco e quindi il colostro

è legato alla sua vita precedente in azienda, quando il colostro ha bassa qualità.

Alla nascita solo l’abomaso è funzionante e ha capacità di 2l, per questo viene

somministrata solo questa quantità, mentre i prestomaci sono molto piccoli. La ruminazione

si sviluppa nei primi 15 giorni di vita: devo dare subito alimento ricco di fibra.

Doccia esofagea

La chiusura della doccia è determinata da un riflesso nervoso generato dal contatto del latte

con alcuni recettori presenti nella cavità boccale sensibili a proteine e ioni minerali. La

stimolazione della chiusura è più efficace quando il latte è assunto da una tettarella.

L’alimentazione viene fatta con latte e dalla 2-3 settimana con mangime, acqua e fieno, per

permettere lo sviluppo di enzimi cellulosolitici.

Latte: zootecnica speciale Page 27

Latte:

- Latte intero: a volte viene dato latte mastitico, che però è meglio buttare

- Latte ricostituito

- Latte acido

- Latte zero: senza proteine del latte

L’alimento può essere dato con un secchio, per poter controllare il consumo individuale e

per ridurre i rischi sanitari. Lo svantaggio è il maggior tempo per la somministrazione.

Se uso una tettarella i vantaggi sono il fatto che la poppata sia naturale, ma ci si mette più

tempo a pulire i secchi. L’uso della tettarella permette una migliore chiusura della doccia

esofagea, perchè la posizione è simile a quella naturale. Favorisce l’ingestione a piccoli sorsi,

i coaguli sono più piccoli e più facilmente digeribili, si assume meno aria e stimolo la

secrezione di saliva e acido cloridrico, che migliora la digestione.

Gli svantaggi sono che il secchio è più difficile da pulire e le tettarelle vanno controllate.

Con il truogolo uso meno manodopera, ma ci sono molti svantaggi:

- Mancanza di controllo dell’alimento ingerito

- Animali disomogenei, vanno pareggiati i gruppi

- Frequenza di suzioni reciproche, con lesioni alla mammella e perdita di latte

Con distributore automatico o lupa i vantaggi sono una minor richiesta di manodopera e un

controllo individuale dell’animale, se il sistema è computerizzato. Gli svantaggi sono la

mancanza di controllo dell’alimento ingerito, a meno che non ci sia un controllo

computerizzato e l’aumento di un consumo di latte a scapito dei solidi. Inoltre il sistema è

molto costoso.

La fibra è importante nelle vitelle perchè aumenta la ruminazione, perciò non ci sono

stereotipie e suzioni reciproche, inoltre diminuisce lo sviluppo di bezoari, cioè palle di pelo

all’interno del rumine accumulate in seguito a un leccamento eccessivo del corpo, inoltre

aumenta la qualità delle carni.

Vitelli maschi per ingrasso: protocollo raccomandato

Vanno venduti quando si è cicatrizzato il cordone ombelicale, non prima dei 10-14 giorni di

età: prima non si possono movimentare gli animali.

Gli animali vanno registrati all’anagrafe e lo spostamento va seguito sempre con i documenti

d’identità. Va fatta un’adeguata colostratura: i centri di ingrasso si accorgono di ciò perchè

gli animali hanno patologie e i livelli di Ig erano bassi. Va somministrato ferro entro la

seconda settimana di vita: le frisone hanno colostro molto povero di ferro; in questo modo

si evitano anemie. Anche nei suini alla nascita vengono fatte delle iniezioni alla nascita; in

natura questo non avviene perchè grufolano all’aperto e non su una struttura in cemento,

dove non può essere preso ferro.

Le strutture per i vitelli vanno posizionate lontano da capi adulti, possono essere in ambienti

chiusi o all’aperto, ma devono avere una copertura, devono essere disinfettati prima di

introdurre l’animale.

Le gabbie hanno un controllo maggiore, nei box i comportamenti sono però migliori.

I vitelli fino a 8 mesi possono essere legati solo al momento del pascolo, non tutto il giorno.

Le strutture per i vitelli sono di solito sopraelevate e possono essere spostate, a seconda del

clima.

Lettiera: deve essere assorbente, confortevole e non deve essere tossica.

Box: gli animali devono avere tutti accesso all’alimentazione contemporaneamente e

devono potersi riposare tutti insieme.

Parametri comportamentali

- Tipi di decubito: un animale dopo la nascita deve mettersi in decubito sternale

- Apatia: se l’animale tende a non andare a succhiare dopo la nascita, c’è qualche problema

- Segni antalgici, zoppie: perchè si hanno infezioni a livello ombelicale

- Comportamenti anormali: ad esempio stereotipie

I piccoli appena nati possono avere problemi come disidratazione, lesioni cutanee, bisogna

controllare lo scolo nasale, oculare e il meteorismo/vedere se c’è diarrea.

zootecnica speciale Page 28

controllare lo scolo nasale, oculare e il meteorismo/vedere se c’è diarrea.

Il piccolo appena nato, dal decubito laterale, deve in pochi minuti assumere una posizione

sternale.

Temperatura del vitello: non devo metterlo in una zona con correnti d’aria, perchè è

bagnato e la temperatura deve tornare velocemente a circa 39 gradi. Man mano che

l’animale perde acqua, si ha una situazione critica: si vede pinzando la cute e guardando

quanto tempo ci mette a tornare elastica, se si perde oltre il 14% di acqua sopraggiunge la

morte.

I problemi principali possono essere diarrea dalla nascita fino a 14 giorni, patologie

respiratorie che insorgono più tardi e infezioni al cordone ombelicale nei primi giorni di vita.

Naso: se ho uno scolo eccessivo ho delle patologie.

Occhio: normalmente non ha nessuno scolo.

Orecchie: dipende dalle marche auricolari, portate in avanti sono normali, portate indietro

dipende dalla presenza delle marche, da insetti.

Tipo di feci: dipendono da alimentazione

Operazioni routinarie

- Identificazione dei vitelli

- Vaccinazioni

- Rimozione dei capezzoli soprannumerari (1-2 mesi di vita)

- Decornazione mediante cauterizzazione dei bottoni cornei:

o Con sostanze caustiche (3-14 gg)

o Con calore (1-3 sett, non 5)

Andrebbe fatta sotto il controllo veterinario!

Quando gli animali sono adulti bisogna amputare le corna. Le corna si tolgono per una

gestione più facile da parte dell’uomo, per impedire che gli animali si danneggino tra

loro, per avere trappole più piccole sulla mangiatoia. In un allevamento biologico non

è possibile bruciare le corna. Le bufale normalmente vengono lasciate con le corna.

4/04/17

Effetti dell’età sull’impatto delle procedure

- Maggiore facilità nel contenere gli animali giovani

- Maggior velocità di cicatrizzazione

Svezzamento: punti critici (domanda esame)

- Età

- Qualità e quantità alimento

- Stato di salute della vitella

- Somministrazione alimento starter: dopo le prime 2 settimane dò un concentrato ricco di

carboidrati

- Somministrazione di acqua

- Somministrazione di fieno: dopo le prime 2 settimane

Lo svezzamento è un momento critico perchè comporta il passaggio da una dieta

prevalentemente liquida (latte materno) dove non c’è produzione di latte a una solida e

dalla vita con la madre a una vita da soli. Spesso gli animali vengono introdotti in nuovi

gruppi e nuovi ambienti di allevamento, viene cambiato il microclima, cambiano gli addetti.

Tanto più gli animali sono giovani, tanto più questi vanno preparati dando alimento solido.

Se non è gestito bene l’animale ha un calo di peso e possono insorgere patologie.

A che età inizia lo svezzamento? Intorno alle 3 settimane, ma dipende dalla quantità di cibo

solido che l’animale riesce ad ingerire. L’animale deve essere in ottima salute, se le vitelle

sono malate devo aspettare.

Il consumo di concentrato deve essere almeno intorno a 1kg per svezzare l’animale, infatti il

concentrato è importante per lo sviluppo del rumine. Lo svezzamento precoce avviene

perchè:

- L’alimento liquido è caro e complesso/costoso di manodopera prepararlo per i vitelli

zootecnica speciale Page 29

- L’alimento liquido è caro e complesso/costoso di manodopera prepararlo per i vitelli

- Il ritmo di crescita aumenta molto e l’animale arriva velocemente alla pubertà con l’utilizzo

di concentrati, quindi inizia ad essere produttivo e non è solo più un costo per l’allevatore

- Primo parto intorno a 24-26 mesi perchè l’inseminazione avviene prima

- Gli animali diventano fertili se hanno uno sviluppo elevato di crescita

- Lo sviluppo della mammella è isometrico fino a 5-6 mesi di età, poi può diventare anche 4

volte tanto

- Raggiungere il 60% del peso adulto per poter inseminare l’animale

Alimento starter

Bisogna usare prodotti di qualità, infatti lo sviluppo del rumine non è solo in base al volume,

ma anche a livello delle papille ruminali, se inserisco carboidrati. Dai 2-3 mesi riduco il latte

e aumento i concentrati. L’acqua deve essere sempre presente, perchè aumenta lo sviluppo

del rumine e permette di avere meno problemi.

Le manze

Manzette: dallo svezzamento 2-6 mesi, alla pubertà 8-12 mesi

Manza: dalla pubertà alla prima fecondazione (15 mesi e più)

Manza gravida: dal primo concepimento al primo parto

Le manze sono importanti perchè sono la quota di rimonta. La rimonta può essere interna o

esterna, interna quando mantengo alcune vitelle, che saranno future riproduttrici (quando

ho già un potenziale genotipo alto, quindi ho fatto una bella selezione). La rimonta esterna è

data dal fatto che acquisto manze già gravide a 15-18 mesi, per migliorare la genetica

dell’allevamento. Quando compro animali dall’esterno ci possono essere problemi sanitari:

gli animali vengono messi in quarantena, non sono mischiati subito con gli altri.

Rimonta (domanda esame)

È la percentuale di femmine riproduttrici immesse ogni anno per sostituire quelle eliminate

e mantenere la numerosità costante.

La riforma può essere volontaria o involontaria: volontaria per fare miglioramento genetico,

involontaria se ho ipofertilità, quindi non riesco più a ingravidare le vacche, aumento

l’interparto, le fecondazioni, per problemi di mastite, lesioni podali, per sostituire vacche

vecchie o decedute.

Principali cause:

- Ipofertilità

- Bassa produzione

- Mastiti

- Problemi podali

Il tasso di rimonta in Italia è variabile tra il 25 e il 30% annua, la vita produttiva media è di 4

anni, perchè gli animali fanno 2/3 parti. La quota di rimonta è in percentuale, devo

considerare gli animali scartati e i vitelli che sopravvivono.

Il primo parto avviene a 24-27 mesi di solito, ma devo avere un buono sviluppo di questi

animali, come dimensioni, buona fertilità, buone produzioni e buona resistenza alle

malattie. L’ideale è il raggiungimento della pubertà intorno ai 12 mesi, perchè prima di

fecondare gli animali devo avere almeno 2 calori.

Primo accoppiamento

Se il primo calore è intorno a 9-12 mesi posso fare un accoppiamento a 15-18 mesi, se no

aspetto anche i 21 mesi. Il primo calore in funzione del peso vivo sarà a 250kg di peso vivo.

In allevamento uso il body condition score, con punteggio da 1 a 5 e vado a vedere le riserve

di grasso sul corpo dell’animale, almeno allo svezzamento, a 1 mese dallo svezzamento e a

80-100 giorni dal parto. Se vado ad anticipare il primo parto avrò difficoltà di parto, collasso

puerperale, ridotta produzione in prima lattazione. Se posticipo dopo i 30 mesi ho perdite

economiche e riduzione totale di lattazioni.

Effetto dell’età al primo parto

Un anticipo ha effetti positivi sulla produzione di latte e sulla % di grasso, ma negativi sulla %

di proteine. zootecnica speciale Page 30

di proteine.

Errori nell’alimentazione delle manze

Alimentazione inadeguata: crescita lenta e stentata, scarsa resistenza alle malattie,

posticipazione del primo calore e infertilità.

Eccesso di energia: precoce sviluppo sessuale, ma grasso che si deposita attorno ad ovaio e

mammella, quindi problemi di infertilità e lattazione.

Gli animali possono essere tenuti in posta fissa, stabulazione libera su lettiera, di solito non

sono mai su cuccette ma sempre su lettiera. Le bovine cambiano quindi ambiente.

La lettiera è meglio perchè gli animali hanno più spazio e movimento.

Devono essere fatti gruppi omogenei, in funzione di peso oppure età, con differenza non

maggiore di due mesi. Dal 7 al 9 mese le vacche vanno a finire nel gruppo delle asciutte, che

sono animali più vecchi: gli animali si abituano a stare con animali più vecchi che saranno in

sala mungitura.

Come abituo le manze alle cuccette: devono essere asciutte e confortevoli, dovrebbero

essere abituate prima del parto, anche se le asciutte sono sempre su lettiera permanente.

Spesso le primipare imitano il comportamento delle altre, quindi avere pluripare insieme a

queste può aiutare le altre ad entrare nelle cuccette.

Vacche in lattazione

Aspetto dove l’allevatore ha animali in produzione. Da controllare:

- Riproduzione: il seme sessato è ancora troppo costoso e viene usato poco

- Alimentazione

- Gestione dell’ambiente

- Profilassi

- Terapia

Tipologie allevamento

- Stabulazione libera

- Stabulazione fissa, che può essere fissa tutto l’anno oppure solo nei mesi invernali, con

pascolo estivo o paddock esterni.

Nell’azienda tipo si è circa su 250 vacche in mungitura oggi.

Gruppi gestionali possibili

Animali tenuti divisi in funzione di produzione di latte:

- Inizio lattazione, con animali che possono avere patologie maggiori

- Alta/bassa produzione

- Stanche: animali in fine lattazione

- L’ideale sarebbe avere primipare da sole, ma questo è impossibile perchè ci vorrebbe la

presenza di tantissimi gruppi.

Di solito ci sono 1/2 gruppi di lattazione e sempre il gruppo dell’asciutta, quasi sempre con

le manze gravide.

Relazioni di dominanza

I gruppi dovrebbero essere per lo più stabili, anche se non è mai così: ci sono scontri quando

inserisco animali nuovi, per stabilire le gerarchie. Queste rimangono stabili per anni. Lo stato

fisiologico di solito non interferisce sullo stato sociale dell’animale. Nei bovini sono

importanti età, dimensioni e presenza di corna (fattore determinante nelle capre). In gruppi

molto molto numerosi, si formano sottogruppi.

È importante che non ci siano scontri continui perchè questo porta a dei cali di produzione.

Parametri di valutazione di efficienza riproduttiva

- Età alla prima copertura (15-18 mesi)

- Età al primo parto (24-27 mesi)

- Intervallo parto- 1 calore (meno di 45 giorni)

- Intervallo parto- 1 inseminazione (meno di 70 giorni)

- Intervallo parto - concepimento (meno di 100 giorni)

- Interparto: tempo tra la nascita di un vitello e il successivo, dovrebbe essere di circa 12-12,5

mesi, anche se è sempre di più zootecnica speciale Page 31

mesi, anche se è sempre di più

- Numero interventi fecondativi/concepimento: dà idea della fertilità del mio animale

(1,5-1.7)

- Concepimenti al primo intervento (60-65%)

- Concepimenti con 2 interventi (80-85%)

- Concepimenti con 3 interventi (90-95%)

Altri parametri da tenere in considerazione sono:

- Aborti

- Ritenzioni placentari: se la placenta viene ritenuta ci saranno infezioni, quindi questo

porterà ad avere tempi più lunghi per l’inseminazione artificiale

- Infezioni uterine

- Cisti ovariche

L’efficienza riproduttiva cambia moltissimo in caso di cesareo, perdita di stato sociale,

malattie dell’animale. Un animale dominante ha più accesso alle risorse ed è quello che si

riproduce di più.

Fattori che influenzano la durata della gestazione

- Razza: Frisona e Jersey la hanno più corta della Bruna

- Peso del feto

- Sesso del feto: maschi più pesanti e quindi gravidanza più lunga

- Età bovina: più breve nelle manze

- Numero di feti: più breve nei parti gemellari

Le vacche sono poliestrali annuali, hanno pubertà a 10-12 mesi, ciclo estrale di 21gg, pro-

estro di 3-4gg, estro di 18 ore, metaestro di 2-3 gg, diestro di 12-15 gg e gestazione di 280

gg.

5/04/17

Rilevamento dei calori

- Uso di animali vasectomizzati (mai usato) o vacche mascolinizzate, quindi trattate con

ormoni

- Colorante sulla coda, usato molto poco, questo si rompe quando l’animale ha il riflesso di

immobilità, infatti si fa montare

- Modificazioni chimico-fisiche di muco vaginale e latte

- Determinazione contenuto di progesterone nel latte

- Calendario di registrazione eventi

- Applicazione di pedometri

- Modificazioni comportamentali

Le osservazioni comportamentali, se sono 3 al giorno per 30 minuti ogni 8 ore fanno vedere

solo il 70-80% dei calori. Le bovine hanno infatti dei cambiamenti:

- Irrequietezza, camminamento lungo i recinti, interruzione frequente di alimentazione e

riposo

- Si isolano o associano con bovine diversese

- Aumentano l’aggressività nei confronti di altre bovine

Nella fase iniziale cominciano ad interessarsi ad altre bovine, abbiamo vulva arrossata, muco

filante, montano altri animali. Le bovine in calore si fanno montare, l’animale ha il riflesso di

immobilità, molte volte c’è uno scolo chiaro che è molto filamentoso, gli animali vocalizzano

e stanno fermi. Alla fine del calore finisce il riflesso di immobilità, ma continuano a montare

gli altri animali. Le osservazioni dovrebbero essere fatte in tutte le ore, perchè nella maggior

parte dei casi i calori si vedono tra le 18 e le 24 e tra mezzanotte e le 6.

Durata interparto

Intervallo tra la nascita del vitello e la prima fecondazione, legato a:

- Involuzione uterina e ripresa del ciclo ovarico

- Dipende anche dalla capacità di rilevare i calori!

- Stato dell’animale zootecnica speciale Page 32

- Stato dell’animale

Quando fecondare?

L’estro dura circa 18 ore, ma dipende molto dalla variabilità biologica dell’animale (8-30

ore). Gli spermatozoi hanno potere fecondante dopo 6 ore nell’apparato femminile e

durano una giornata al massimo. La massima fertilità si ha fecondando a 14-16 ore dall’inizio

dell’estro.

Perchè si fa la fecondazione artificiale: per fare miglioramento genetico usando tori testati,

per avere maggior scelta ed evitare la consanguineità, per ridurre il rischio di malattie

infettive e per avere sperma con un buon potere fecondante.

L’animale può non rimanere gravido perchè la procedura di raccolta del seme,

congelamento, scongelamento e utilizzo nei tempi richiesti possono essere sbagliati, la

tempistica può essere sbagliata, quindi sono troppo all’inizio o alla fine del calore oppure

utilizzo un seme scadente. L’evidenza del calore dipende anche da altri fattori: d’estate

abbiamo già una riduzione di ingestione degli alimenti, i calori sono più brevi o poco

evidenti, cosa che succede quando gli animali hanno avuto difficoltà al parto o non sono in

ottimo stato sanitario. Può succedere anche se la densità è elevata e l’animale non riesce a

muoversi. Se i pavimenti sono scivolosi gli animali non montano.

Gestazione

Abbiamo un primo periodo di annidamento, dalla fecondazione all’impianto della blastocisti

nella mucosa uterina (le scrofe sono tenute in gabbia solo in questo periodo).

Parto

Abbiamo la produzione prima di colostro e poi di latte.

Nelle bovine a stabulazione fissa per rilevare il calore vado a vedere gli scoli vaginali,

l’arrossamento della vulva, che l’animale mangia meno ed è irrequieto. L’animale prima del

parto cerca un posto tranquillo e lontano per poter allattare solo il proprio piccolo. Non ha

comportamenti di dolore, perchè è una preda e non deve farsi riconoscere. In un

allevamento porto l’animale in un box parto e devo osservare la mucosa, il rigonfiamento

della vulva, il cambiamento del comportamento, il rilassamento del legamento

sacroischiatico etc. L’inizio delle contrazioni uterine danno il via al parto.

Dal punto di vista zootecnico interessa la fase espulsiva, se uso una primipara devo sapere

se ho usato un toro che genera vitelli grossi. Altra fase importante è quella del

secondamento: la placenta va ispezionata, non deve rimanere nessun pezzo nell’utero.

Gli ultimi mesi sono i più dispendiosi dal punto di vista di accrescimento del vitello.

Curva di lattazione

Il picco della curva di lattazione avviene circa a 4-6 settimane, dipende da genetica, tipo di

parto, stato di salute dopo il parto, recupero di peso nell’asciutta, età dell’animale. Nei primi

mesi di lattazione siamo in bilancio energetico negativo.

zootecnica speciale Page 33

mesi di lattazione siamo in bilancio energetico negativo.

Asciutta

Almeno 2 mesi, che sono gli ultimi 2 di gravidanza, quando la richiesta di nutrienti è

massima e devo far sì che il tessuto mammario si rigeneri, dopo la lattazione. Devo

recuperare circa 100kg che verranno poi persi nei primi mesi di lattazione.

Scopi dell’asciutta:

- Recupero del peso perduto in lattazione

- Migliorare la condizione corporea al parto

- Possibilità di ricostituzione delle cellule secernenti della mammella, quindi migliori rese

produttive nella lattazione successiva

In alcune produzioni si tende a non asciugare la bovina, perchè di solito si interrompe la

mungitura molto bruscamente, possono quindi esserci mastiti e bisogna fare profilassi

antibiotica.

Queste bovine vengono messe in un box a parte, insieme alle manze gravide, la cessazione

della mungitura è brusca, perchè la pressione intramammaria serve per bloccare le cellule

secernenti. Il latte viene poi riassorbito. I capezzoli vanno disinfettati, in genere a questi

animali, appena smettevano di essere munti, veniva tolta l’acqua (è meglio lasciarla), si dà

un’alimentazione meno energetica, devo poi controllare i rischi sanitari. Se asciugo gli

animali troppo presto ho delle perdite di produzione, se la asciugo troppo tardi il tessuto

mammario non si rigenera e la lattazione successiva avrà un calo. L’ideale sarebbe

alimentare in modo differente gli animali che vanno in asciutta:

- All’inizio foraggi grossolani, poca energia

- Concentrato

- Graduale aumento del concentrato, per abituare l’animale a mangiare di più dopo il parto

Mungitura

Nel latte ci sono una serie di componenti, per arrivare alla produzione di latte ci sono

attività di filtrazione e sintesi. Il latte è un liquido alimentare, ottenuto dalla mungitura

regolare, ininterrotta e completa di animali in buono stato di salute e nutrizione. È una delle

principali fonti alimentari, il latte che non ha subito nessun trattamento è chiamato latte

crudo.

In funzione dei trattamenti termici può essere etichettato in diversi modi; questi trattamenti

sono fatti per eliminare microrganismi. Il latte può essere etichettato in base al tenore di

grasso, quindi intero, scremato e parzialmente scremato.

Ciò che interessa dal punto di vista sanitario è la carica batterica e il numero di cellule

somatiche. Il latte vaccino deve derivare da allevamenti che sono privi di alcune malattie e

da animali sani, che non hanno nessun sintomo di malattia. Ci sono dei tempi di sospensione

per ogni sostanza usata, in cui il latte non può essere usato per la commercializzazione, così

come la carne.

Il latte deve essere messo in contenitori refrigerati, a 8 gradi se il latte è prelevato

giornalmente, se no a 6 gradi. Per l’alta qualità il latte deve essere refrigerato a non più di 6

gradi, deve avere raccolta giornaliera e cellule somatiche più basse. Le cellule somatiche

devono essere sotto a 400.000, per l’alta qualità invece 300.000.

Latte crudo: non trattato, non riscaldato a più di 40 gradi

Obbiettivo della mungitura

Estrarre la maggior quantità possibile di latte dalla mammella, limitando latte residuale e di

sgocciolatura e preservare la salute e la funzionalità della mammella.

È indispensabile una corretta igiene sia della mammella che del blocco di mungitura.

Il grasso viene sintetizzato nella mammella, le altre sostanze sono filtrate dal sangue.

A differenza della bufala, il latte prodotto a livello degli alveoli rimane nei dotti e nella

cisterna del latte: se la pressione intramammaria aumenta si ha una riduzione di produzione

di latte.

Gli stimoli tattili sulla mammella devono arrivare a livello di neuroipofisi per permettere la

zootecnica speciale Page 34

Gli stimoli tattili sulla mammella devono arrivare a livello di neuroipofisi per permettere la

liberazione di ossitocina, che va fino al cuore e alla mammella. È rilasciata molto

velocemente dopo la maualità fatta sulla mammella e quindi il blocco di mungitura va

attaccato poco dopo la stimolazione. Quando gli animali si impauriscono abbiamo minor

rilascio di latte, perchè le catecolamine danno una costrizione basale. Anche i corticosteroidi

si oppongono all’uscita del latte.

Latte di sgocciolatura: rimane nella cisterna del latte, può agire da substrato per i

microrganismi e rappresenta una perdita di latte.

Latte residuale: rimane a livello degli alevoli, non si riesce a estrarre per carenza di

ossitocina e contiene la maggior percentuale di latte, influenza le mungiture successive e se

in eccesso blocca i processi ossidativi.

Fattori che influenzano il picco di lattazione:

- Genetica

- Condizioni corporee al momento del parto

- Stato di salute

- Regime alimentare

- Ordine di lattazione: la produzione diminuisce con l’aumento dei parti

- Fattori ambientali

- Stress termico a meno di 6 gradi o più di 25

Il picco di produzione di latte è a 3-6 settimane, poi si mantiene costante fino a 8-9

settimane.

In genere si fanno 2 mungiture, dove si fanno 3 mungiture c’è un possibile aumento di

produzione (robot di mungitura).

C’è una variabilità nella durata della mugitura, che dipende dalle caratteristiche della

mammella e dalla risposta neuroendocrina.

Sistemi di mungitura

- A mano

- Meccanica: con impianti mobili o fissi come il lattodotto o la sala di mungitura, che

permette al mungitore di lavorare meglio

- Automatica (robot)

Nella mungitura meccanica ci sono una fase di vuoto e un di pressione, per mimare la

suzione del vitello.

Sala di attesa

È importante perchè gli animali possono stare anche fino a 2 ore e subire stress, per

esempio da caldo. Dovrebbe essere una zona confortevole e raggiungibile facilmente. La

sala di mungitura è un metodo veloce per mungere e per avere una maggiore igiene del

latte. Posso controllare le produzioni individuali e ho un distacco automatico del gruppo di

mungitura, è più facile pulire l’ambiente.

Buone pratiche di mungitura

- Mantenere regolari le routine di mungitura e gli orari

- Controllare l’impianto di mungitura, in particolare il sistema di pulsazione

- Tenere le bovine in attesa per il minor tempo possibile

- Attaccare i gruppi entro 60 secondi dal lavaggio/massaggio

11/04/17

Le primipare che devono essere munte per la prima volta dopo il parto necessitano di

un’attenzione particolare, anche in considerazione del fatto che la prima esperienza di

mungitura verrà ricordata per lungo tempo, quindi:

• andrebbero introdotte nel gruppo di mungitura durante la routine quotidiana, prima del

parto, per abituarle alle varie operazioni quali il lavaggio e il massaggio della mammella

• è importante che durante la prima mungitura non si verifichino problemi (es: mungitura

troppo prolungata, stacco involontario del gruppo di mungitura, mungitore nervoso...)

• bisogna avere pazienza e seguire l'animale per tutta la mungitura!!!

zootecnica speciale Page 35

• bisogna avere pazienza e seguire l'animale per tutta la mungitura!!!

Per la prevenzione delle mastiti:

• Pre-dipping e dipping

• Esame visivo dei primi getti di latte (prima di attaccarla al robot verificare gli schizzi) e

palpazione della mammella

• Dopo il lavaggio o il pre-dipping, asciugare la mammella

• Utilizzare fazzoletti monouso

• Chiudere il vuoto prima di staccare il gruppo di mungitura

• Dipping immediatamente dopo lo stacco del gruppo di mungitura

Punti di controllo:

• Larghezza dei passaggi e delle corsie per e dalla sala di mungitura

• Superficie delle corsie di servizio utilizzate dagli animali: controllare che non sia troppo

scivolosa o fangosa e che non ci siano ostacoli

• Uscita dalla posta di mungitura: controllare che non ci siano angoli ciechi e che la

pavimentazione sia in buono stato

• Controllare la messa a terra dei cancelli automatici e delle apparecchiature elettriche per

evitare che piccole scosse possano raggiungere le bovine, in particolare a livello del gruppo

di mungitura e dei capezzoli

• I sistemi di apertura e chiusura delle poste

• Il sistema di pulizia della mammella: talvolta il getto dell’acqua risulta essere troppo

violento

• Angoli ciechi nel percorso che possono bloccare il flusso degli animali verso la sala di

mungitura o dalla sala al paddock

Comportamento: gli animali si dimostrano più tranquilli durante la mungitura se imparano

ad associare la figura del mungitore ad esperienze piacevoli. Utilizzo di rinforzi positivi come

piccoli premi in cibo, pacche o un tono di voce tranquillo.

Operatori aziendali: Il mungitore dovrebbe mantenere un comportamento tranquillo e non

utilizzare un tono di voce troppo alto e nervoso.

Igiene della mammella dopo la mungitura:

• Pulizia della mammella

o con acqua

o senz'acqua

o Pre-dipping

o Dipping

La sala d’attesa deve essere pulita e gli animali devono starci al massimo due ore. Nel

dipping si usa un disinfettante.

La valutazione della mungitura non è eccellente ovunque.

Errori:

- Errata regolazione del sistema di pulsazione

- Cattivo funzionamento della linea del vuoto

Danno lesioni alla mammella, quindi il mungitore dovrebbe controllare gli impianti,

smontarlo e pulire settimanalmente. Dopo la mungitura viene messo un disinfettante sul

capezzolo.

Mungitura automatica

È usata in Olanda per la prima volta, usata perchè sono presenti stalle piccole. Richiede un

periodo di adattamento breve e non traumatico, le bovine vanno a farsi mungere

liberamente, per essere invogliate parte della razione alimentare, i concentrati, sono erogati

nel luogo di mungitura. L’idea è che gli animali si facciano mungere anche 3 volte al giorno.

Ci vogliono 2/3 settimane per l’adattamento, alcuni animali non si adattano perchè non

entrano, altri perchè hanno una mammella che non si adatta al blocco di mungitura.

zootecnica speciale Page 36

entrano, altri perchè hanno una mammella che non si adatta al blocco di mungitura.

Offre libertà di scelta alle bovine sulle attività da svolgere, è importante che non ci siano

punti affollati, il concentrato è dato soprattutto dove c’è il robot di mungitura. La macchina

fa anche delle analisi sul latte di ogni animale e sappiamo quante volte va a farsi mungere.

Lo svantaggio è il costo e una postazione serve per massimo 50/60 animali, ci sono però

molti vantaggi:

- Riduzione del lavoro

- Minor consumo idrico

- Maggior numero di mungiture

- Più latte prodotto

- Maggior libertà di comportamento

Svantaggi:

- Costo

- Necessità riprogettazione edifici

- Riduzione % di grasso e proteine del latte

- Mancanza rapporto mungitore-bovina

- Necessità di selezionare le vacche in funzione delle caratteristiche della mammella

Per usare il robot di mungitura si deve avere una situazione sanitaria ottimale, non si

devono costringere gli animali ad entrare all’interno, se no si otterrà l’opposto e gli animali

eviteranno il robot. zootecnica speciale Page 37

Allevamento del suino

martedì 11 aprile 2017 10:30

È molto antico, i paesi musulmani non allevano suini, perchè non possono mangiare la loro

carne.

Sono allevati circa 1 miliardo di suini per produrre carne nel mondo e i sistemi sono

differenti:

• Tradizionale

• Intensivo

• Ambiente arricchito

• Free-range: usato nell’allevamento biologico, gli animali sono lasciati all’aperto

Sono artiodattili, dell sottordine dei suiformi e famiglia dei suidi e taiassuidi.

Il genere è sus e la specie sus scrofa.

La domesticazione è avvenuta probabilmente in Mesopotamia, anche se in Cina e sudest

asiatico l’interesse era molto elevato già da prima. Nel medioevo è aumentato moltissimo il

consumo di carne, per colpa delle invasioni barbariche, perchè le popolazioni dell’est

usavano il maiale come fonte di cibo. Nel mondo islamico la proibizione era dovuta

probabilmente ad un problema sanitario: il maiale poteva portare patologie. In Egitto i

cristiani copti allevano suini.

Razze suine

Ci sono 2 tipi:

• Tipo orientale: precoce, brachimorfo, con dimensioni ridotte e molto prolifico,

nascono fino a 20 piccoli ed è molto molto grasso

• Tipo occidentale: meso-dolicomorfo, medio-tardivo, ha dimensioni più grande e ha da

8 a 12 piccoli, quindi prolificità media, con adiposità muscolare più ridotta, importante

come suino leggero da carne e pesante per la produzione di prosciutti (suini pesanti

allevati in Italia e poco in Spagna per prosciutti di Parma e San Daniele, suini leggeri

meno pesanti, di 100-110 kg, allevati in Europa per la carne)

Le razze usate sono ibridi, non razze pure, tranne in alcuni allevamenti di razze autoctone

italiane. Le razze europee importanti sono:

• Large White

• Landrace

• Pietrain

Le razze americane invece sono:

• Duroc

• Hampshire

• Spot

• Poland China

Quali sono le caratteristiche?

Sono selezionate per la qualità della carne prodotta, per avere pesi precoci idonei per la

macellazione, si hanno svantaggi perchè la variabilità genetica è ridotta, in alcuni animali c’è

un’elevata presenza del gene alotano, se gli animali sono stressati questo ha ripercussioni

sulla carne.

Large white

Ha avuto successo perchè è molto prolifica e feconda, ha molti capezzoli e può allattare

molti piccoli. Ha un buon istinto materno, quindi le fattrici sono disposte ad allattare molte

volte durante la giornata, dando dei segnali specifici come sdraiandosi. È meno suscettibile

allo stress, quindi la carne è migliore. Ha le orecchie portate in alto.

Landrace

Viene dalla Danimarca, ha un mantello più chiaro con orecchie rivolte in basso, viene usato

per fare molti incroci, alcuni ceppi hanno un’alta frequenza del gene alotano, hanno

carcasse muscolose e hanno un po’ meno attitudine materna.

zootecnica speciale Page 38

carcasse muscolose e hanno un po’ meno attitudine materna.

Pietrain

Origina dal Belgio, ha mole media, il mantello ha pezzature nere, ha buona ipertrofia

muscolare e un’alta percentuale di tagli magri, si usa soprattutto per il suino leggero.

Duroc

Il mantello è scuro, gli arti robusti, non è molto prolifica, la carne è di buona qualità.

Hampshire

Neri con una cintura bianca a livello delle scapole, ha orecchie erette e arti robusti, in

Europa non sono razze di interesse, ha carne magra quindi è usata per suini leggeri.

Poland China

Deriva da razze europee e cinesi, ha mole elevata, profilo concavo e orecchie ripiegate. È

precoce e non è molto prolifica, è un animale rustico che produce buona carne.

Spot

Da incroci tra razze americane e poland china, di scarso interesse.

Razze italiane (da sapere)

• Cinta Senese: è una razza antichissima, si trova in Toscana, ha una fascia bianca che

spesso è anche su arti anteriori e garrese, sono animali rustici, che hanno ottima

attitudine a pascolare e sfruttare i boschi, sono razze non molto precoci, con

dimensioni piccole rispetto agli ibridi, maschi intorno a 80kg, sono razze poco

prolifiche, con circa 7 suinetti. Si usano per l’allevamento biologico.

• Mora romagnola: ha setole lunghe, la carne ha colore più scuro e più marezzata, si

macella intorno a 200kg a 12-14 mesi

• Siciliano o Nero dei Nebrodi: ha mantello scuro, piccola taglia, macellato oltre l’anno di

età, non è molto prolifico

• Casertana: ha taglia piccola, ha un’ossatura fine e quindi migliore resa alla

macellazione, ha 6-8 suinetti al parto

• Sardo: piccolo, con mantello nero, grigio o pezzato, forma una specie di criniera con le

setole, dal 2007 c’è un registro anagrafico, si usa per salumi artigianali

• Calabrese: è un po’ più grande, ha carne con ottima qualità, gli animali sono rustici,

usano molti alimenti, si usano per allevamento brado e semi-brado

Razze allevate in Italia

• Large White Italiana: nella val padana, usata come incroci, le razze sono precoci,

ottime rese alla macellazione, molto prolifiche, allevano molti piccoli perchè hanno

molte mammelle

• Landrace Italiana: c’è un libro genealogico, è tipico della Pianura Padana per la

produzione del suino pesante, come la Large White, può arrivare ad avere 16 capezzoli

Sono presenti anche tante altre razze, perchè l’allevamento dei suini è molto antico.

Ibridi commerciali

Ibrido zoologico: incrocio interspecifico

Ibrido zootecnico-genetico: tra soggetti della stessa specie e razze diverse, perchè hanno

caratteristiche superiori rispetto ai progenitori, grazie al fenomeno dell’eterosi. I caratteri

che interessavano erano:

• Velocità di accrescimento

• ICA

• Uniformità carcasse

• Peso suinetti alla nascita

• Vitalità suinetti

Gli incroci industriali di prima generazione sono dati da un verro Landrace con una scrofa

Large White. Le femmine sono precoci, hanno tanti nati vivi, buona produzione di latte e

precocità sessuale. Oggi gli ibridi sono ancora più complessi. Si hanno linee di fondazione, si

selezionano i grandparents, si creano ibridi diversi in funzione della produzione:

• Ingrasso suini leggeri

• Ingrasso suini di media taglia zootecnica speciale Page 39

• Ingrasso suini di media taglia

• Ingrasso suini pesanti in Italia

La distribuzione di grasso e muscolo sono ideali per le varie produzioni, nel suino pesante

dobbiamo avere una ripartizione tra parte magra e grasso per fare i prosciutti, non solo un

peso elevato. L’associazione che si occupa dell’allevamento di suini è l’ANAS. I registri

mantengono le linee genetiche, danno le info e attuano schemi di incrocio, marcano i

soggetti.

Ci sono 2 sezioni:

• Selezione-moltiplicazione

• Moltiplicazione

I riproduttori con qualifica di selezione sono i grandparents usati per la rimonta, usati solo

all’interno di schemi di ibridazione riconosciuti. I riproduttori con qualifica moltiplicazione

sono invece quelli intermedi, ottenuti tramite incrocio, danno origine ad altri incroci.

I riproduttori usati nei programmi di selezione e moltiplicazione sono identificati entro 40

giorni dalla nascita, devono avere un tatuaggio sul padiglione auricolare destro e hanno un

certificato specifico.

Ibridi: vantaggi e svantaggi

• Elevata disponibilità numerica

• Ottime performance

Svantaggi:

• Non sono rustici, non si adattano all’esterno

• Alcuni hanno il gene alotano

• Per gli schemi di prodotti DOP non si possono usare certi ibridi

Produzione nel mondo

90% della produzione è fatta in 20 paesi, i ¾ della produzione mondiale sono fatti da Cina,

USA ed Unione Europea. Il 65% è fatto in Asia, 20% in Europa, 10% Nord America e 5% Sud

America.

I consumi della Cina stanno aumentando. La carne suina viene comprata da UE, Nord

America, Cile, Brasile. I paesi che importano carne suina sono soprattutto Cina, Russia,

Giappone e Corea. Hanno crescita dei consumi e non hanno abbastanza produzione, la

popolazione si concentra maggiormente nelle aree urbane e c’è maggior richiesta. Gli

esportatori sono unione europea, USA, Canada, Brasile e Cina. Gli USA stanno esportando

poco, in Brasile si esportava molto, ora un po’ meno anche se si sta passando

all’allevamento intensivo. Anche verso la Russia si è bloccato il flusso di esportazioni per

problemi politici.

Stanno sparendo le imprese miste, che avevano anche bovini e coltivazioni, perchè si

davano i prodotti di scarto ai suini. Si diffondono invece i complessi integrati e i 3 site

zootecnica speciale Page 40

davano i prodotti di scarto ai suini. Si diffondono invece i complessi integrati e i 3 site

production. C’è una fase solo di riproduttori, con sale parto, i piccoli sono svezzati a 14

giorni, questi sono portati in un complesso dove si arriva a 30kg e poi vengono di nuovo

spostati fino a 110 kg, quando sono macellati. Viene fatto perchè ci sono dei problemi di

patologie. Negli usa 50 aziende possiedono il 70% della produzione: si parla di industria

suinicola.

I paesi in Europa che producono di più sono Germania, Danimarca, Olanda, dove ci sono più

suini che abitanti, poi Spagna, Francia, Polonia e Romania. Anche l’Italia è importante.

I più grandi produttori europei sono GERMANIA e SPAGNA. 7 paesi producono il 75% di

tutta la carne suina europea, e sono: Germania, Spagna, Francia, Italia, Danimarca, Olanda e

Belgio. La densità degli allevamenti qui è così alta che non è più considerata sostenibile da

un punto di vista ambientale.

In Italia c’è un calo costante del numero di animali presenti, l’80% del patrimonio è in

Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto. Sono soprattutto nel bresciano,

mantovano e zona di cremona, dove si allevavano anche bovini da latte, perchè c’era un tipo

di allevamento in comune.

In Lombardia l’allevamento di suini era legato al caseificio e alle vacche da latte, (è la specie

più allevata in Italia!!!!) ci sono allevamenti intensivi, per la produzione di suino pesante, per

la trasformazione e produzione di prosciutti. Devono avere più di 9 mesi con peso tra 160 e

180 kg. La carne ha una giusta maturità, marezzatura, consistenza, colore, per produrre non

solo prosciutti ma anche altri insaccati.

Caratteristiche generali dell’allevamento suinicoli

In base all’età si hanno diversi nomi. Lattonzoli dalla nascita allo svezzamento, lattoni dallo

svezzamento a 25-35 kg.

I reparti negli allevamenti sono riproduzione e ingrasso, si possono avere allevamenti a ciclo

chiuso o aperto. All’interno della riproduzione ci sono il reparto verri, ricerca calori e

fecondazione, gestazione (era in gabbia, ora può esserlo solo per alcune settimane dopo

l’inseminazione, poi in gruppo) e parto/allattamento con gabbie o gabbie modificate con più

spazio oppure box aperti. In outdoor e biologico ci sono capannine singole. In quello di

ingrasso ci sono svezzamento, magronaggio e finissaggio. In Italia si possono svezzare i suini

a 21 giorni con adeguati sistemi, se no a 28, in USA già a 14 giorni. Il finissaggio si chiama

così sia per suini leggeri che pesanti.

Nel settore gestazione entreranno le scrofette giovani, che partoriranno, andranno nel

settore svezzamento. Dopo di che alcune scrofe andranno al settore rimonta mentre le altre

al macello, insieme alle scrofe a fine carriera.

Quali sono le performance in un allevamento di suini?

• Fertilità zootecnica speciale Page 41

• Fertilità

• Portata al parto: quanti animali arrivano al parto

• Parti/anno

• Suinetti nati/nidiata e nati morti/nidiata

• Suinetti nati vivi/nidiata

• Modalità pre-svezzamento

• Suini svezzati all’anno per scrofa

• Pesi vivi alla nascita: ottimale intorno a 1,5 kg, a 1 kg ho dei problemi, sotto a 1kg la

vita è problematica

12/04/17

La scrofe sono normalmente allevate individualmente in:

• gruppi stabili (dall’uscita dalla sala parto all’ingresso nella successiva)

• gruppi dinamici (gruppi di scrofe sono continuamente rimosse e inserite su base regolare)

La direttiva 2001/88/CE stabilisce che scrofe e scrofette possono essere tenute in gabbia

dall’uscita dalla sala parto a 4 settimane dopo la copertura (dalla semina 4 settimane in

gabbia ma poi devono essere allevate in gruppo).

Normalmente le scrofette sono tipicamente allevate in gruppi fino al trasferimento nel

reparto gestazione.

La rimonta deve essere fatta in box di gruppo. In Italia si mettono in box singoli nelle 4

quattro settimane di gestazione, poi in box di gruppo (possono essere molto piccoli o più

grandi e complessi in base anche al metodo di alimentazione, alimentazione in stazioni

singole con gruppi molto grossi con più stazioni e divisori che permettono di dividere gli

animali, gli animali per riposare stanno sui lati dove ci sono più protezioni non al centro, per

questo con i divisori gli animali trovano il loro spazio senza lotta. In gruppo i problemi si

hanno per quanto riguarda l’agonismo)

DOPO LA FECONDAZIONE: l’aumento del progesterone dilata gli ovidotti, dove avviene la

fecondazione. Dopo 2 giorni nell’ovidotto, gli embrioni si spostano nell’utero (influenza del

progesterone). L’annidamento delle blastocisti alle pareti uterine inizia attorno al giorno 10

e si completa il giorno 23. Già il giorno 12 gli embrioni sono in grado di segnalare la loro

presenza mediante il rilascio di estrogeni (estrone solfato) per evitare la luteolisi (per questo

i box di gruppo sono usati dopo la 4 settimana di gestazione).

DIAGNOSI PRECOCE DI GRAVIDANZA NELLA SCROFA: verificare l’annidamento dell’embrione

è difficile rispetto alla bovina.

Il TEST IDEALE deve avere le seguenti caratteristiche:

alta accuratezza (> 95%)

- bassa prevalenza di falsi positivi e falsi negativi (< 5%)

- sicuro

- semplice

- poco costoso

- offrire risultati in tempi brevi

- il risultato deve poter essere dato prima che l’animale torni in calore

ESPOSIZIONE AL VERRO: porto il verro vicino alle scrofe e vedo quali animali manifestano

segni specifici nell’estro della scrofa, è un metodo sicuro.

Tecnica che si basa sulla premessa che raramente la scrofa esibisce l’estro durante la

gestazione e la femmina vuota ritorna in calore 18-25 giorni dopo l’accoppiamento

precedente se non è avvenuta la fecondazione.

Bisogna esporre le femmine coperte al verro ogni giorno (dal 18° al 24° post-inseminazione).

Si possono avere falsi positivi anche perché in gruppi grandi le sottomesse non danno

segnali.

Falsi positivi: • pseudogravidanze • cisti ovariche • ovaie acicliche • gruppi di scrofe troppo

grandi con presenza di dominanti e di sottomesse • difficoltà di contatto tra il verro e le

scrofe zootecnica speciale Page 42

scrofe

Falsi negativi: • scrofe gestanti che mostrano segni di calore

METODI ORMONALI: costosi e non usati con rilevamento delle prostaglandine f2 alfa,

progesterone e estrone solfato.

Poco usate radiografie e palpazione transrettale:

3a. Radiografia non è attendibile prima della deposizione di calcio nelle ossa, cioè ben dopo

la eventuale comparsa del calore successivo.

3b. Palpazione transrettale poco utilizzata nella scrofa

Ecografia metodo più usato. Si può fare dal 20° giorno, ma è attendibile a partire dal 23° (in

allevamento dalle 4 settimane)

REPARTO GESTAZIONE:

La gestazione nella scrofa dura 114 giorni (3 mesi – 3 settimane – 3 giorni) con uno scarto di

1 o 2 giorni in più o in meno. Fase importante, da cui dipende il raggiungimento dei seguenti

obiettivi:

max numero di suinetti di peso conforme

- riduzione dei giorni improduttivi

- recupero delle riserve corporee

- preparazione al parto e alla lattazione. Molti piccoli fino a 16 allattati quindi il

- dispendio energetico è molto forte.

Le scrofe in gestazione, dopo la diagnosi di gravidanza, vengono alloggiate in box di gruppo

secondo la normativa sul benessere: per le scrofe in gestazione viene abolito l'utilizzo delle

gabbie per tutto il periodo della gravidanza. Dal 2013 queste norme valgono per le aziende

con almeno dieci scrofe.

GABBIE INDIVIDUALI PER SCROFE IN GESTAZIONE: è fondamentale il microclima

dell’allevamento, la ventilazione, il ricambio dell’aria deve essere sufficiente per rimuovere

l’ammoniaca, la pulizia, la temperatura, hanno poche ghiandole sudoripare e fanno fatica a

disperdere il calore.

Le scrofe NON possono:

• fare esercizio funzionale

• scegliere il momento in cui alimentarsi

• urinare e defecare lontano dall’area di riposo (normalmente non sono animali sporchi, in

natura in spazi aperti dividono le aree, se sono molto sporchi in allevamento o non hanno

spazio o i box non sono puliti)

• manifestare correttamente il comportamento sociale: come risultato ho frustrazione negli

animali che si può evidenziare in stereotipie (hanno una richiesta di necessità maggiore di

cibo che non hanno con la dieta a cui sono sottoposti).

Ci possono essere anche implicazioni di salute: • debolezza ossea • problemi podali (es.

laminiti)

legati alla mancanza di esercizio.

Una volta le scrofe per esempio in Danimarca erano legate per tutta la gestazione.

La paglia è usata di più nel nord europa per problemi di costo e mano d’opera, poi noi

abbiamo in italia il fessurato e si raccolgono deiezioni liquide, la paglia opprimerebbe il

sistema di eliminazione delle deiezioni, sebbene sarebbe un ottimo arricchimento

ambientale per i suini.

BOX DI GRUPPO PER SCROFE IN GESTAZIONE: si hanno problemi perché in gruppi grossi

sono sempre messi e tolti animali, in natura i gruppi sono stabili altrimenti gli animali

sarebbero sempre in lotta. Se ci fossero lotte soccomberebbero gli animali giovani portando

problematiche, non si dovrebbero mai aggiungere e togliere animali, si cerca di avere gruppi

omogenei, gli animali che si incontrano per la prima volta si possono avere lotte in cui i

giovano avranno problemi se c’è poco spazio. Ci possono essere anche problemi nella

gestione delle risorse.

L’alloggiamento in gruppo presenta aspetti positivi per il benessere degli animali.

L’allevamento in gruppi conduce però alla comparsa di fenomeni aggressivi, causati da:

zootecnica speciale Page 43

L’allevamento in gruppi conduce però alla comparsa di fenomeni aggressivi, causati da:

- mescolamento di animali non famigliari tra loro

- competizione per il cibo o per altre risorse, da controllare e ridurre

Devono essere rispettate alcune procedure e accettate alcuni provvedimenti tecnici:

- presenza di transenne o altri sistemi di vie di fuga per minimizzare le lotte gerarchiche

- arricchimento ambientale (meglio con paglia in cui l’animale può grufolare ed esplorare,

molti arricchimenti dopo un po' non sono più interessanti perché non soddisfano i bisogni

dell’animale, all’inizio suscitano interesse poi li ignorano, il suino usa il grugno e la bocca per

esplorare. I problemi degli arricchimenti sono i costi e le difficoltà di smaltimento)

- autoalimentatori per assicurare la corretta razione anche alle scrofe sottomesse

- sistema di verifica dei ritorni in calore

GESTIONE DELLE SCROFE IN GESTAZIONE: l'allevamento delle scrofe in gruppo, associato

all'alimentazione individuale, pone gli animali in una situazione di maggior benessere e

presenta la possibilità di stabilire la razione capo per capo, in relazione alla taglia, all'età,

allo stato produttivo, ecc. si verificano diversi scontri.

L’alimentazione avviene per riconoscimento elettronico. Molte in inghilterra partoriscono in

capannine all’aperto.

NIDO: nelle prime settimane di vita i suinetti rimangono nel nido, la scrofa si allontana poco

poi rientra con i piccoli nel gruppo. Prima di partorire si allontana dal gruppo per costruire il

nido.

In natura la scrofa seleziona il luogo per il parto e si isola dal gruppo:

- zone circoscritte

- controllo della temperatura

Obiettivi per la costruzione del nido: - materiali idonei - evitare disturbi

Il momento del parto deve essere tranquillo e veloce e il nido deve essere completato

GABBIA PARTO: È costituita da più gabbie parto. Si tratta dell’ambiente nel quale le scrofe

entrano qualche giorno prima del parto, partoriscono e allattano i loro suinetti. Servono per

fare in modo che la scrofa non schiacci i suinetti. Le gabbie parto sono state introdotte per

ridurre un fenomeno molto diffuso in allevamento: la mortalità dei suinetti per

schiacciamento. Il rischio di schiacciamento ha diverse cause: l’ambiente, il comportamento

materno, la taglia delle scrofe, la numerosità di nidiata, ecc.

La scrofa che viene stabulata in gabbia parto non può:

• camminare o girare su se stessa

• coricarsi in maniera confortevole

• interagire in modo naturale con la nidiata

• manifestare un comportamento importante come la costruzione del nido

I piccoli rimangono nella gabbia parto fino alla fine della lattazione, la sala parto ideale è a

temperatura 19 gradi ma sotto il nido dove ci sono le lampade vengono scaldati i suinetti

che hanno freddo mentre la scrofa ha caldo. La scrofa o è una buona madre e ha un corredo

comportamentale corretto o meno. Se si comporta bene avvisa i piccoli quando devono

essere allattati e ne sente i richiami. Si guardano le gabbie parto se sono ideali attraverso le

lesioni alle spalle, nel dorso ci sono proprio buchi se le gabbie non sono abbastanza grandi.

Le scrofe non possono costruire il nido cose che anche gli ibridi commerciali tentano di fare,

alcuni aspetti del comportamento della specie sono rimasti.

SCROFE LIBERE: un nido con un box termoregolato in cui la scrofa si può muovere più

facilmente.

Rivogersi alle strutture disponibili oggi sul mercato

Bisogna confrontarsi con alcune criticità:

• materiali per la costruzione del nido

• comportamento materno

• pratica di allevamento

L’allevamento all’aperto è molto comune in Inghilterra, ci sono capannine all’aperto quindi è

importante selezionare ibridi con un buon comportamento materno.

zootecnica speciale Page 44

importante selezionare ibridi con un buon comportamento materno.

TIPOLOGIA ALLEVAMENTO:

CICLO CHIUSO: scrofa, suinetti, macellazione

- CICLO APERTO: scrofa, suinetti svezzati oppure suinetti svezzati, macellazione

-

DOPO LO SVEZZAMENTO: box collettivi

SALA PARTO Pochi giorni prima del parto Gabbia parto: zona scrofa e nido riscaldato con

lampade

SETTORE POST-SVEZZAMENTO: box collettivi per lattoni

SETTORE INGRASSO: box per magroncelli e magroni

SETTORE FINISSAGGIO: box per suini destinati alla produzione di maiale pesante.

SALA PARTO: ambiente nel quale le scrofe:

entrano qualche giorno prima del parto

- partoriscono e svezzano i loro suinetti.

-

Sala parto=ambiente a più alto livello tecnologico e a più alti costi di realizzazione per m2 di

tutto l’allevamento.

In un allevamento, le scelte gestionali possono portare a realizzare sale parto di diversa

dimensione:

1. sale parto con poche gabbie-parto (es. 6-8)

2. sale parto di dimensioni maggiori (20 e più)

I vantaggi di sale parto di piccole dimensioni sono:

- ingresso di animali omogenei

- migliore sincronizzazione dei parti: - assistenza al parto - svezzati di età omogenea

Ma il più grosso svantaggio è il costo di costruzione.

I vantaggi di sale parto di grande dimensioni sono:

- costi di realizzazione inferiori

- minor movimentazione degli animali all’interno dell’allevamento

La sala parto è un ambiente altamente controllato, in cui si devono realizzare le condizioni

ottimali per il contemporaneo benessere delle scrofe e dei suinetti. Nella sua realizzazione

dobbiamo considerare:

-le gabbie parto (diversa tipologia e strategie costruttive)

-impianti di riscaldamento e di ventilazione

-centraline di controllo dei parametri di T° e U.R. ambientali

-sistemi di alimentazione

-sistemi di disinfezione ambientale alla fine del ciclo

-sistemi di eliminazione delle deiezioni

-attrezzature per il nido (lampade, tappetini riscaldanti, etc.)

PRIMA DEL PARTO

attento controllo delle strutture per la scrofa e del nido; per i suinetti

• disinfezione e igiene di sale e strutture (vuoto sanitario)

• pulizia e trattamento della scrofa

• verificare la consistenza delle mammelle

CONTROLLO: • portata d’acqua degli abbeveratoi scrofa (30-50 l/die; 2 l/min; >1 atm) •

abbeveratoi suinetti (Dir. 2001/93 CE) • regolazione ultima barra antischiacciamento.

L’animale in lattazione ha più esigenza di acqua, l’animale giovane è più immaturo e

necessita di un unico abbeveratoio, lo stesso che aveva nel nido, altrimenti l’animale non

beve, non sa bere in altri abbeveratoi, importante è anche l’altezza dell’abbeveratoio.

SALA PARTO:

• trattamento antiparassitario (endo-ectoparassiti) • lavaggio accurato e disinfezione con

prodotti a base di iodio della scrofa all’entrata in sala parto • attenzione temperatura acqua

(aborto)

Entrata in sala parto: 110° giorno le scrofette, 112° giorno le scrofe

Fare attenzione alle scrofette che possono avere problemi a causa del nuovo ambiente.

Attenta pulizia (2 volte al giorno) della zona retrostante la scrofa, per l’igiene del parto.

zootecnica speciale Page 45

Attenta pulizia (2 volte al giorno) della zona retrostante la scrofa, per l’igiene del parto.

Alimentazione: Dal momento dell’entrata in sala parto: diminuire la razione dai 3-3,5 Kg a

meno di 1 Kg al giorno del parto

Preferire alimenti fibrosi per evitare costipazione (innesco sindrome MMA)

Non essere eccessivamente severi nella restrizione del razionamento: stipsi, eccitazione,

natimortalità)

Bisogna considerare due diverse temperature: 1. la temperatura della sala 2. la

temperatura del nido

1. la temperatura della sala parto

Una temperatura elevata della sala parto provoca:

- aumento dei nati morti

- diminuzione della produzione di latte

- riduzione dell’appetito in lattazione

Temperature basse possono risultare un problema solo per i suinetti.

zootecnica speciale Page 46


PAGINE

64

PESO

1.76 MB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina veterinaria (a ciclo unico - durata 5 anni)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marti_96_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Zootecnica speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Canali Elisabetta.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea magistrale in medicina veterinaria (a ciclo unico - durata 5 anni)

Zootecnica e miglioramento genetico
Appunto
Anatomia topografica
Appunto
Microbiologia
Appunto
Zoocolture
Appunto