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Introduzione e allevamento del bovino

Martedì 28 febbraio 2017 10:58

Testo consigliato: Bittante, tecniche di produzione animale

Esame: scritto con 4/5 domande aperte e 5 a crocette, se il voto non viene accettato o se l'esame non viene passato si fa l'orale.

Hider e follower

Gli hider, come la vacca, nascondono i piccoli e li allattano poche volte al giorno, per non andare troppo da loro e non farli trovare. Questi animali si alzano solo per l’allattamento, poi si siedono di nuovo. Di solito praticano la placentofagia.

I follower, come il cavallo, hanno dei piccoli che si alzano subito e seguono la madre, allattano anche 4 volte all'ora e non praticano la placentofagia, per abbandonare gli invogli fetali lontano dal gruppo.

La scrofa è in una situazione intermedia perché ha molti piccoli, fa un nido e le poppate vengono sincronizzate.

I bovini iniziano a ruminare a 15 giorni di vita! Perché già a quest’età iniziano ad assumere fibra, quando si trovano all’aperto con la madre.

Zootecnia

È la scienza degli animali, deriva dalla zoologia.

Per ottenere qualità e quantità delle produzioni:

  • Scelta dell’ambiente: alcune specie si sono evolute in alcune zone, altre specie in altre zone
  • Conoscenza delle tecniche di allevamento e di alimentazione
  • Selezione degli animali

Ci si interessa alla quantità soprattutto in momenti di mancanza di cibo, mentre in periodi di pace si può guardare la qualità. L’animale è un trasformatore di energia.

Numero di animali allevati nel mondo

  • Asini: quasi 43 milioni, presenti in Africa come animali da lavoro, in Italia usati per latte di asina, simile a quello umano, che serve per bambini prematuri o allergici.
  • Camelidi: allevati anche in Sud America per il pelo e altri usi, sono 27 milioni.
  • Bufali: quasi 200 milioni, molto presenti in Asia, in Europa sono 300.000 e sono allevati soprattutto in Italia.
  • Bovini: circa 1 miliardo e mezzo (i BRICS sono i paesi che hanno avuto grandi aumenti nella produzione animale: Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica).
  • Suini: sotto al miliardo, perché non si allevano in paesi musulmani.

Bovini e ovini sono le specie più rappresentate e uniformemente distribuite nel mondo. I bovini si trovano principalmente in Europa, America ed Asia e gli ovini in Africa ed Oceania. Altre specie hanno habitat più limitati.

1 marzo 2017

Ci sono paesi che stanno aumentando il patrimonio animale, come ad esempio l’India, perché cambia la possibilità di poter consumare proteine, mentre negli USA c’è stata una riduzione. In Uruguay sono presenti moltissimi bovini allevati. L’Unione Europea sta calando.

I suini sono circa un miliardo in allevamento, i grandissimi produttori sono l’Asia e soprattutto la Cina. In Italia abbiamo una contrazione dell’allevamento del suino. I suini sono allevati poco in Africa, perché il clima e le tradizioni non aiutano. In tutto il mondo sono uniformi i piccoli ruminanti, in particolare gli ovini, che sono in crescita e distribuiti in Asia. Altri paesi sono l’Australia e la Nuova Zelanda. Negli USA e nel Canada gli ovini sono molto pochi.

Tra ovini e caprini si superano i due miliardi di capi. I caprini sono presenti in Asia (Cina e India), in Sud e Centro America e abbastanza presenti in Europa. I cavalli sono un settore a parte: i numeri non sono altissimi, ma l’indotto è molto forte. Sono considerati sia animali da allevamento che da compagnia. Il mulo in Italia è molto calato dopo la guerra, mentre in Africa questi sono molto presenti. I cavalli sono molto presenti in Nord America e in Argentina. Nel Sud America il cavallo è ancora un animale da lavoro (Brasile, Argentina).

I bufali sono in aumento costante nel mondo, si trovano soprattutto in India, scarsi nelle Americhe e in Africa, in UE ci sono circa 400.000 capi, soprattutto in Italia. Rispetto ad altri paesi, in Europa si alleva meno rispetto al 2010; gli unici aumentati sono i bufali: con le quote latte alcuni allevatori di bovini da latte erano passati ad allevare bufali, anche nel Nord Italia. I cavalli sono leggermente calati, ma quasi stazionari; molte razze, non più usate dall’esercito, sono andate incontro ad estinzione (razze reliquie).

La specie più allevata in Europa è quella del suino, stessa cosa in Italia, in lento calo (8 milioni). I grandi produttori di bovini sono Germania, Inghilterra, Francia. In Italia i bufali sono 350.000, le pecore stanno raggiungendo i suini.

Il processo di domesticazione

La domesticazione è più dell’addomesticamento (si ha un animale mansueto). Il primo che si è occupato della domesticazione è Darwin. La domesticazione è una situazione in cui allevamento, cura, alimentazione degli animali sono controllati in modo più o meno forte dall’uomo. Una popolazione è resa domestica non solo dal fatto che sia tenuta in cattività, ma da un processo di allevamento. È quindi un processo evolutivo, che comprende anche la selezione artificiale.

Animale domestico: popolazioni selezionate da parte dell'uomo, con caratteristiche morfologiche, fisiologiche, comportamentali e genetiche diverse dai progenitori selvatici.

Animale addomesticato: stato reso docile e trattabile, gestito dall’uomo, che però non fa selezione intenzionalmente.

Animale ammansito: animale che ha imparato a non avere paura dell’uomo ed a riconoscere in lui una fonte di protezione e cibo. È ancora controllato dalla selezione naturale.

Quando una specie diventa domestica?

È un processo graduale, a tappe. Un animale selvatico diventa domestico, può però diventare rinselvatichito (non si ha più la specie selvatica di partenza).

  • Tappe: un animale selvatico viene catturato, va in cattività, alcuni si adattano e potranno riprodursi, stando in allevamento. Non verrà permesso di tornare in natura, si abituano alla cattività e diventano docili. A questo punto avviene un addomesticamento.

Adattamento: processo di cambiamenti che di generazione in generazione porta gli organismi ad adottare meccanismi morfologici, fisiologici e comportamentali idonei per la sopravvivenza e la riproduzione. Se questi cambiamenti sono ereditabili si ha un adattamento evolutivo. L’animale può apprendere dall’abitudine (assuefazione studiata in etologia).

Origine delle specie domestiche

Circa 10.000 anni fa inizia un addomesticamento dei caprini in Medio Oriente, poi gli ovini, i bovini e i suini. Il cavallo è arrivato successivamente, era presente in una forma intermedia nel Nord America, qui si estingue e ricompare in centro Asia, finisce le tappe dell’evoluzione e torna in America alla fine del 1400 con gli Spagnoli e la scoperta dell’America. Il cavallo era importante per i trasporti, ma soprattutto per la guerra, dal medioevo fino ai tempi più recenti.

Il gatto è stato addomesticato in Egitto, più recentemente i polli, i conigli e i cervi, allevati in Nuova Zelanda per il velluto sui palchi. I palchi sono a caduta annuale, mentre le corna sono cornee e non cadono mai, in Scozia sono allevati anche per la carne.

Il primo contatto tra animali selvatici e uomo è stato ad esempio attraverso il ritrovamento di cuccioli orfani con segnali infantili evidenti, che creavano empatia con le persone. Importante è anche il ruolo degli adolescenti che era quello di curare i piccoli degli animali, che venivano anche regalati ai bambini futuri pastori. Un altro ruolo è quello delle donne, che era importante perché curavano i cuccioli e a volte li allattavano.

Un altro fattore erano le pratiche religiose, per cui gli animali venivano sacrificati agli dei. Gli animali erano anche attratti dalle coltivazioni dell’uomo. Gli ovicaprini sono serviti anche per allattare i piccoli di bovino. Si sono creati anche nuovi metodi di caccia: gli animali erano mantenuti in recinti per avere un serbatoio di carne. Pian piano si è iniziato a usare il metodo della castrazione e rimozione delle corna. Si è iniziato a gestire la riproduzione degli animali.

Caratteristiche comportamentali predisponenti

  • Animali sociali, con ordine gerarchico (il capriolo è un animale solitario che si adatta male)
  • Promiscuità sessuale
  • Non territorialità
  • Alimentazione non specializzata (onnivora): ad esempio il suino
  • Brevi distanze di fuga dall’uomo
  • Adattabilità ad ambienti diversi
  • Agilità limitata

Tappe dell’addomesticazione

  1. Legame uomo-animale debole, frequenti incroci con le forme selvatiche
  2. L’uomo controlla la riproduzione: evita gli accoppiamenti con le forme selvatiche e riduce le dimensioni per avere animali più facili da gestire
  3. Maggior interesse per la produzione di carne, perciò vengono aumentate le dimensioni (incroci con forme selvatiche, ma mantenendo caratteristiche comportamentali idonee)
  4. Maggior controllo della riproduzione
  5. Controllo numerico delle popolazioni selvatiche per evitare accoppiamenti con le razze domestiche
  6. Animali domestici perdono la capacità di sopravvivere e riprodursi da soli

Basi genetiche

  • Riduzione della variabilità
  • Aumento della variabilità per la creazione di nuovi fenotipi, che in natura non esisterebbero perché funzionali alla specie

La selezione naturale agisce sulla selezione degli individui migliori e agisce sulla riproduzione. Animali non adatti alla vita in allevamento muoiono e non si riproducono. In allevamento ci sono tante situazioni stressanti dovute a:

  • Restrizioni fisiche (mancanza di movimento)
  • Ambiente sociale (isolamento o incompatibilità)
  • Deficienze alimentari
  • Problemi sanitari

Selezione naturale: cardine della selezione in ambiente selvatico. Selezione artificiale: fonte di variabilità negli animali allevati, ha effetti più rapidi; questa selezione è quasi sempre intenzionale.

Esempi di problemi al rilascio dell’avifauna allevata

  • Scarsa attitudine alla cova, perché sono allevati per produrre più uova (attitudine alla cova inversamente proporzionale alla produzione di uova)
  • Ridotta attitudine al volo, perché gli animali hanno pesi maggiori e perché l’angolo di involo (partenza) diventa diverso
  • Ridotta capacità di alimentarsi in natura e di utilizzare alimenti fibrosi, perché sono allevati utilizzando cereali: gli animali non conoscono le essenze di cui cibarsi e non digeriscono la fibra
  • Scarso istinto antipredatorio
  • Scarso timore dell’uomo

Rilassamento della selezione: alcuni caratteri importanti per la sopravvivenza in natura perdono il loro significato adattativo in cattività: aumenta la variabilità genotipica e fenotipica per quei caratteri (es. paura dell’uomo o di alimenti nuovi). Fenotipi non comuni, che hanno scarse possibilità di sopravvivenza in natura, sono preservati in cattività per fini amatoriali o utilitaristici. Come cervi e daini bianchi nei parchi. Quindi nelle specie selvatiche c’è un’uniformità fenotipica, mentre in quelle domestiche abbiamo polimorfismo (molte razze).

La domesticazione provoca un’involuzione o una degenerazione negli animali domestici?

  • Animali domestici hanno ridotte probabilità di sopravvivenza in natura
  • Animali domestici hanno acquisito caratteristiche che facilitano la vita in allevamento

In alcune specie c’è la possibilità di un rinselvatichimento. È un processo evolutivo graduale, in cui le specie non riescono solo a sopravvivere, ma anche a riprodursi. Se la specie è cambiata molto geneticamente, questo è più difficile. Anche i contatti con l’uomo modificano questa possibilità. È facilitato dalla possibilità di specie domestiche di accoppiarsi con specie selvatiche. Non viene ripristinata la situazione genetica precedente, la forma dell’animale inselvatichito sarà intermedia. Questi animali vivono allo stato libero, sono derivati da animali domestici. I cervidi sono stati addomesticati, vengono usati in allevamento, si trovano nei parchi. Gli animali selvatici vengono allevati per carne, velluto, etc.

Sistemi di allevamento dei bovini da carne

Sistematica:

  • Classe: mammiferi
  • Sottoclasse: placentati
  • Ordine: artiodattili
  • Sottordine: ruminanti
  • Famiglia: bovidi

Derivano dall’Uro, presente in Germania e Gran Bretagna, estinto nel XVII secolo. Ci sono state delle forme intermedie, prima della domesticazione in Asia.

Come sono fatti?

  • Ossa frontali sviluppate
  • Corna ad accrescimento continuo in femmine e maschi, a differenza dei palchi ossei
  • Non hanno gli incisivi superiori e non hanno canini
  • Hanno 2 dita rivestite da unghioni cornei

Comportamento alimentare bovini

Sono erbivori pascolatori, pascolano 5-12 ore al giorno, sono meno selettivi di pecore e capre e spostandosi compiono distanze notevoli fino a 9km. Pascolando mantengono la vicinanza con altri soggetti, in natura si trovano in gruppi piccoli, sono animali diurni. Durante il pascolamento si muovono tanto. Già da 15 giorni dopo il parto l’animale inizia la ruminazione, da monogastrico diventa poligastrico. Sono animali sociali!

Spesso hanno un picco di alimentazione verso la mezzanotte. I ritmi di attività sono legati alle situazioni alimentari dove vivono; sul territorio l’animale pascola e trova diversi alimenti. Tendenzialmente gli animali cercano di avere nello stesso momento gli stessi comportamenti: se un animale va ad alimentarsi, gli altri tenderanno ad andare a mangiare. Si parla spesso di facilitazione sociale, quindi l’animale isolato mangerà meno rispetto che in gruppo.

Nei ruminanti è importante anche la ruminazione, che avviene di solito in decubito e a cui vengono dedicate molte ore.

Evoluzione del comportamento alimentare:

In natura nei primi giorni di vita inizia a consumare alimento fibroso, lo svezzamento avviene a 250 giorni, quindi molto tardi. Ad un mese di vita rumina già 5 ore.

Spazio nella mangiatoia: se non c’è spazio sufficiente e questo è dato razionato (non capita con l’unifeed), essendo animali sociali, si hanno interazioni aggressive, gli animali assumono meno alimento e l’efficienza di conversione sarà più bassa. Se lo spazio è adeguato, tutti gli animali hanno la possibilità di alimentarsi contemporaneamente. Spesso le primipare sono messe insieme alle pluripare: le primipare si alimenteranno peggio. La stessa cosa succede quando gli abbeveratoi sono pochi oppure in un angolo.

Bioritmi e sonno:

I bovini sono animali diurni, pascolano dalle 5 alle 8 ore al giorno, mentre in allevamento lo fanno la metà del tempo. Riposano in decubito fino a 12 ore al giorno, il sonno REM sarà da sdraiati. Se l’ambiente è molto poco confortevole, gli animali si sdraiano poco. La sonnolenza è associata alla ruminazione.

Razza

Gruppo di animali domestici, con caratteri esterni definibili e identificabili che ne consentono la distinzione da un altro gruppo della stessa specie. La razza è un’entità dinamica, sottoposta nel tempo a cambiamenti della struttura genetica e demografica.

Cosa si studia di una razza?

  • Culla d’origine della razza
  • Diffusione data dalle performance produttive e dall’adattabilità
  • La nuova collocazione provoca modificazioni dalla razza originaria
  • Morfologia: Peso alla nascita, da adulto, altezza al garrese, colore del mantello e degli accessori

Conformazione:

Struttura dell’impalcatura scheletrica: animali mesomorfi, dolicomorfi e brachimorfi

  • Mesomorfi: armonico sviluppo
  • Dolicomorfi: prevalenza dei diametri longitudinali
  • Brachimorfi: prevalenza dei diametri trasversali

Nella bovina da latte si ha uno sviluppo piramidale della testa, con profilo concavo o rettilineo (mai convesso). L’unico cavallo che ha profilo montonico è il murgese.

Brachimorfo:

  • Testa piccola con collo corto e muscoloso
  • Sterno prominente
  • Arti piccoli: rapporto carne-ossa vantaggioso per produrre carne

Produzioni:

Nella bovina da latte si guarda la produzione media quanti-qualitativa per lattazione, in quella da carne considero altri aspetti, come l’incremento ponderale giornaliero e l’indice di conversione alimentare, dato da quanto alimento viene convertito in peso (carne) durante il giorno. Nell’animale da carne si guardano anche dei parametri alla macellazione: conformazione e stato di ingrassamento della carcassa e rese (quanto effettivamente ho di carne). Una razza da carne che ha uno sviluppo longitudinale molto prominente: chianina. La resa è bassa!

Classificazione delle razze

  • Latte
  • Carne
  • Lavoro
  • Duplice attitudine: carne e latte
  • Triplice attitudine: carne, latte e lavoro

Al giorno d’oggi ci sono molte più razze specializzate, mentre hanno più attitudini nei paesi in via di sviluppo.

Razze autoctone: si sono sviluppate e sono mantenute al di là della produzione perché fanno parte della biodiversità di un territorio, è anche un’arma contro le avversità climatiche. L’estinzione è molto veloce, da 4000 razze ce ne saranno sempre meno. La biodiversità era molta, ma queste razze si sono perse perché producono meno. Libro genealogico: dice dove sta andando la selezione. Il registro anagrafico invece è tenuto da...

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/19 Zootecnica speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marti_96_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Zootecnica speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Canali Elisabetta.
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