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Costo lordo totale 2.38 2.32

Costo netto totale 2.23 1.86

Nel 2002 i prezzi annuali erano: farina di soia 220 €/t; semi di soia 230 €/t; crusca e cruschello 93

€/t; polpa di barbabietola 153 €/t.

VITELLO CARNE BIANCA

A

Per vitello a carne bianca si intende il giovane bovino allevato fino al peso di 200 -250 Kg con una

alimentazione composta esclusivamente da sostitutivi del latte (latte ricostruito).

A causa del regime alimentare liquido, la funzione ruminale non si sviluppa ed il vitello rimane

nella fase monogastrica per un maggior periodo di tempo durante l’allevamento.

La tecnica di allevamento del vitello a carne bianca può essere schematizzata nei seguenti punti:

Genetica

• Tipo genetico:

◦ Vitelli di razze da latte o duplice attitudine, poco redditizi per produzione di vitellone

▪ pesanti e poco adatti a fornire elevate quantità di carne con le tecniche di produzione

del vitellone.

Ricoveri e strutture, i vitelli vengono allevati in gabbie individuali di legno o zinco con

• pavimenti grigliati sollevati di 20-40 cm dal suolo o legati a poste larghe 60-70 cm e separati

da tramezzi di legno. Il locale di allevamento deve permettere la regolazione costante delle

condizioni ambientali quindi con temperature ottimali tra i 16 e i 20°C, umidità relativa al

75% e costante ricambio d'aria.

Controllo sanitario, per il carattere intensivo dell'allevamento e per la tipica carenza di

• ferro nella dieta lattea, i vitelli sono più sensibili alle malattie soprattutto dell’apparato

respiratorio e digerente. Va effettuata una buona profilassi, un accurato controllo delle

condizioni igieniche. È fondamentale avere partite omogenee di vitelli per poterli vendere

tutti insieme quindi con un sistema tutto pieno tutto vuoto 10-15 gg con opportune pulizie e

disinfezioni.

Alimentazione, la produzione del vitello si realizza non più unicamente con alimenti

• liquidi. Il latte vaccino, utilizzato un tempo, è stato sostituito dai più economici latti

artificiali. La distribuzione del mangime avviene secondo un particolare piano alimentare

che prevede somministrazioni di quantità crescenti di latte artificiale in concentrazioni

sempre più elevate. Il latte in polvere viene stemperato nell'acqua riscaldata in

concentrazioni variabili dal 10% all'inizio dell'allevamento fino al 20-25% nell'ultimo

periodo dell'ingrasso. La quantità di latte artificiale consumata giornalmente passa dai 3-3,5

l ai 14-15 l finali. L'accrescimento medio è di 1,2-1,4 Kg al giorno e la permanenza in stalla

dura 110-150 gg (2-2,5 cicli all'anno). Un aspetto molto importante dell'alimentazione del

vitello a carne bianca è il contenuto in ferro della razione alimentare. Questo oligoelemento,

componente essenziale della emoglobina del sangue e della mioglobina del tessuto

muscolare, determina il colore rosso delle carni. Viceversa la sua carenza determina un

particolare pallore delle mucose delle carni. L'alimentazione con latte o mangimi sostitutivi

carenti in ferro induce uno stato di anemia che si rivela nel colore roseo delle carni, molto

apprezzato dal consumatore. Pertanto l'animale non deve essere a contatto con strutture di

ferro non zincate e l'acqua impiegata per diluire il mangime non deve essere ricca di questo

elemento. Bisogna però curare a non causare una anemia troppo grave, specie nella prima

fase di allevamento, per non compromettere la salute e le prestazioni produttive dei vitelli.

Pur esistendo una buona domanda di questo prodotto per la tenerezza ed appetibilità delle

carni, negli ultimi anni si è verificata una riduzione del numero dei vitelli allevati con tale

tecnica e contemporaneamente il peso di macellazione è passato dai 180-200 Kg agli attuali

230-250 kg. Ciò è dovuto all'alto costo del vitello e dei sostitutivi del latte che devono essere

acquistati sul mercato ed al breve periodo di allevamento che impedisce il completo

sfruttamento delle potenzialità produttive dei giovani bovini.

Il VITELLO DA MACELLO è un animale che al momento della macellazione presenta le

seguenti caratteristiche:

Taglia o conformazione diversa dalla media dei giovani bovini di razza corrispondente;

• Mucose meno “cariche” o molto chiare;

• PV che non superi i 200 Kg;

• Incisivi da latte intatti o leggermente intaccati

STORIA: L'allevamento era già noto dal 1800, pochi cambiamenti fino a qualche anno fa. I box

sono costruiti in modo da creare un ambiente caldo, umido, ristretto e buio: si credeva che questi

fattori favorissero un maggior IPMG e il pallore delle carni. Negli anni ‘60 le stabulazioni più

aperte alla luce e all’aria (pallore di origine alimentare). Dal 1985 la zootecnia tradizionale inizia ad

avvalersi del supporto di altri studi, ad esempio quelli etologici, per migliorare le condizioni di

allevamento e la qualità del prodotto. Oggi i parametri utilizzati per definire la crescita ottimale:

parametri organico funzionali (performance produttive, incremento ponderale) e parametri

etologici. Dal 1950 al 1984: boom produttivo. Nel 1984: introduzione quote latte. Flessione più o

meno marcata fino ad oggi. Introduzione “quote latte”: importanti trasformazioni nella tecnica di

produzione del vitello a carne bianca. Riduzione surplus latte: aumento prezzi dei sostitutivi di latte

formulati con latte scremato: ripercussioni sul costo di produzione della carne. Risposta produttori:

aumento peso di macellazione degli animali, prolungamento ciclo d’ingrasso, introduzione nella

razione di fonti proteiche ed energetiche di prevalente origine vegetale alternative alla polvere di

latte magro.

RICADUTA SULLE CARATTERISTICHE QUALITATIVE:

Produzione di carcasse più pesanti

• Carne più simile a quella di vitellone

• Aumento contenuto grasso di marezzatura

• Peggioramento tenerezza

• Carni meno chiare e tendenti ad una colorazione rosata (maggior tenore di pigmenti e pH

• finale del muscolo più elevato)

Finitura adiposa della carcassa non buona

La produzione del vitello a carni bianche è molto diffusa, anche in seguito alle recenti direttive

europee mirate a migliorare il livello del benessere degli animali allevati. Miglioramento tenore di

vita + approfondimento tematiche scientifiche = crescente attenzione da parte dell’opinione

pubblica e del legislatore nei confronti del benessere animale.

La definizione di norme minime per alcune categorie di animali di interesse zootecnico: rassicura

l’opinione pubblica e gli allevatori. DIRETTIVA 629/91: norme minime per la protezione dei

vitelli. Successivo incarico della Commissione della Comunità a continuare le ricerche scientifiche

sull’argomento. Contributo del Comitato scientifico veterinario sul piano tecnico.

SPAZIO E BOX: Risultati ricerche: l’allevamento dei vitelli in box multipli aumenta il livello di

benessere rispetto alla gabbia individuale per la maggior libertà di movimento e la possibilità di

sviluppare relazioni sociali.

629/91: 1,5 mq possibilità di allevare in singolo

• 97/2Ce: box multipli dall’ottava settimana di vita, con superficie/capo variabile in funzione

• del peso di macellazione. Animali di oltre 220 Kg a fine ciclo: 1.8 mq e dopo le 8 settimane

non è più possibile stabulazione in singolo.

Il passaggio ad una stabulazione libera in gruppo sembra migliorare, nella fase finale del ciclo di

ingrasso, gli incrementi ponderali e gli indici di conversione alimentare. La gabbia sembra quindi

limitare non solo l’attività locomotoria ma anche il ritmo di sviluppo corporeo.

EFFETTO DEL BOX MULTIPLO SULLE CARNI: Cambiamento del colore delle carni; minor

tenore lipidico; ridotte perdite in cottura; migliore tenerezza; gusto più intenso.

REQUISITI BOX GRUPPO: Asciutti e senza correnti d’aria; facili da pulire e disinfettare; buona

ventilazione; prevenire la suzione reciproca; un ricovero inadeguato è il più alto “contributo” alla

mortalità dei vitelli.

BOX SINGOLI (GABBIE) fino alle 8 settimane: Devono essere costruiti con materiali facilmente

lavabili e disinfettabili ed essere robusti; sollevati da terra; confortevoli per il vitello.

VANTAGGI DELLE GABBIE: Eliminano le correnti; riducono il diffondersi di patologie;

prevengono suzioni reciproche.

ALIMENTAZIONE: I vitelli da latte oggi vengono prodotti esclusivamente con latti ricostituiti,

stemperandoli in acqua calda. I latti in polvere moderni hanno raggiunto un alto grado di perfezione

e possono dare risultati sorprendenti. Latti in polvere contenenti 26-27% di protidi grezzi e 19-22%

di lipidi grezzi danno incrementi ponderali di 1050/1150 g/giorno, con un indice di conversione pari

a Kg 1.55-1.75 di latte in polvere per un kg di incremento corporeo. Frazionare la razione in almeno

3 pasti, somministrare il latte tiepido, utilizzare solo vitelli sanissimi che abbiano superato la

settimana di vita, durante la quale hanno ricevuto il colostro. Ha molta importanza la buona qualità

del latte (quantità e qualità dei grassi aggiunti al latte magro in polvere e integrazioni vitaminico-

minerali). I latti per vitelli in commercio non hanno mai un titolo in lipidi grezzi inferiore al 18% (a

volte 20-22%).

Fino a 6 litri/giorno di latte ricostituito:si stempera in acqua calda 100 g di polvere per litro

• (seconda e terza settimana).

Dai 6 ai 10 litri:130g di polvere/litro di acqua (4-8 settimane).

• Dai 10 ai 12 litri:150 g di polvere (9-13 settimane).

• Dai 13 -14 litri:160-200 g/l acqua calda (ultime settimane).

Latte di buona qualità si può stemperare più polvere e il vitello consuma più litri senza avere

disturbi digestivi. Se è troppo spinta aumentano i disturbi alla respirazione. Gli aspetti importati

sono: Buona ventilazione;

• Tranquillità in tutti i reparti della stalla;

• Regolarità nella distribuzione dei pasti;

• Aumento graduale delle razioni (massimo 1/2 litro per volta);

• Controllo del colore, odore e consistenza delle feci;

• Controllo della velocità di assunzione del latte: il vitello vuota il secchio in tre minuti circa;

• Omogeneità nella formazione dei gruppi di box

• Altezza del secchio dalla griglia del box di circa 30 cm;

• Adottare il sistema “tutto vuoto-tutto pieno” ai fini della pulizia e della disinfezione del

• locale dopo ogni ciclo di produzione.

Il tenore di ferro della dieta deve essere sufficiente per raggiungere un tasso di emoglobina di

almeno 4.5 mmol/l, cioè 7.3 g/dl (condizione di anemia subclinica). Una dose giornaliera di

alimenti fibrosi deve essere somministrata ad ogni vitello dopo la seconda settimana di età ed il

quantitativo deve essere portato da 50 a 250 g al giorno per i vitelli di età compresa fra le 8 e le 20

settimane. 160-260g/capo/die fieno: influenze sul colore della carne. Frequenza minima giornaliera

di alimentazione: 2volte/die.

La digestione delle proteine è un processo strettamente connesso alla coagulazione del latte.

Latte→abomaso→caseina coagula in 3-6 min trattenendo il grasso e rilasciando il siero

(sieroproteine + lattosio + acqua). Il siero passa nell’intestino tenue. Azione dell’acido cloridrico e

degli enzimi abomasali (chimosina e pepsina)→coagulazione latte e digestione proteine. Primi

giorni di vita: pH abomaso elevato, vi è poco acido Cloridrico→la pepsina è inattiva→la

coagulazione del latte e degradazione proteica solo ad opera della chimosina. In seguito:

abbassamento pH abomaso, la pepsina si attiva sostituendo la chimosina. Nei primi giorni la

chimosina è attiva nei confronti della caseina. Dopo la pepsina attacca anche altre proteine quindi la

somministrazione di proteine diverse da quelle del latte nei primi giorni di vita dà sviluppo di

diarree. Dalla seconda settimana di vita aumenta l'attività della pepsina e di enzimi proteolitici di

origine pancreatica nell’intestino quindi si possono usare latti sostitutivi più economici. La caseina

ha una digeribilità di oltre il 90% mentre proteine sostitutive hanno valori di digeribilità più

contenuti.

Il principale costituente glucidico nel latte è il lattosio che viene degradato nel duodeno ad opera di

una lattasi specifica e già nel vitello neonato ha una digeribilità del 99%. Amidi, derivati amilacei,

saccarosio dei latti sostitutivi e mangimi: bassa digeribilità. Fino ai 2 mesi: corredo enzimatico

glicolitico scarso quindi pochi glucidi nei primi due mesi. Vi è una prima parziale idrolisi

nell’abomaso ad opera di una lipasi (esterasi pregastrica) presente nella saliva. Digestione definitiva

nell’intestino tenue (lipasi pancreatica)L’esterasi pregastrica agisce soprattutto nei confronti dei

gruppi butirrato di cui è ricco il latte: migliore digeribilità rispetto ad altri prodotti. L’esterasi

salivare aumenta tanto più è lenta l’assunzione del latte.

L'alimentazione quindi può avvenire con:

Latte intero, eccellente ma costoso

• Latte ricostituito con latte scremato, addizionato con grassi e carboidrati da lattosio e

• destrosio, minor costo, 450-600 g di polvere al giorno, miscelato con acqua a 37°C con il

10-12% di SS.

Latte acido = Latte zero, non contiene polvere di latte, adatto alla distribuzione automatica

• a freddo. Totale assenza di caseina: non sono in grado di formare coaguli nell’abomaso e

passano in tempi relativamente brevi nell’intestino. Nonostante l'accelerazione sullo

svuotamento dell’abomaso non inducono alterazioni della funzionalità dell’apparato

digerente, ma favoriscono una riduzione degli episodi di diarrea. Favorisce un buon coagulo

delle proteine nell'abomaso. È da stemperare in acqua a temperatura ambiente, 100-120 g

per litro, è consigliata la somministrazione ad libitum con poppatoi collegati ad un

distributore centrale. È con acidi organici (propionico, citrico o formico) con proprietà

antibatteriche e antifungine: inibizione patogeni nei recipienti di conservazione; basse T° di

somministrazione: autoregolazione nell’assunzione. Gli acidi favoriscono la digestione

abosomiale e hanno un'attività predigestiva verso le proteine e i carboidrati. Vantaggi: lavoro

ridotto; composizione alimentare analoga a quella materna; migliora le performance; limita

le diaree. Svantaggi: minor appetibilità; minor controllo degli animali; deprime il consumo

di alimenti secchi. Bisogna usare solo latti acidi ampiamente collaudati, la somministrazione

ad libitum è da limitare al primo mese, bisogna avere cura nel lavaggio giornaliero dei

poppatoi, raccordi in plastica e contenitori.

Alimenti alternativi al latte magro sono: fonti proteiche come la soia e fonti energetiche come le

farine di cereali trattate. La sostituzione del latte tradizionale con latte vegetale ha influenzato

negativamente la risposta produttiva: ridotto valore biologico delle proteine vegetali rispetto a

quelle del latte vaccino. Tutti questi effetti negativi vengono compensati con la tecnica di

alimentazione “a doppio sacco”: solo parziale sostituzione del latte tradizionale con il latte senza

latte (inferiore al 60%). La somministrazione di prodotti vegetali tende ad innalzare il tenore in

ferro nel latte ricostituito. COLORAZIONE CARNE: L’aumento del tenore in ferro dell’alimento

induce un aumento dell’emoglobina e mioglobina muscolare: colorazione più rosata della carne.

CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE: L’introduzione di alimenti vegetali nella

formulazione della razione non modifica le altre caratteristiche chimiche e organolettico-sensoriali.

CARATTERI PRINCIPALI DELLA POLVERE DI LATTE SCREMATO:

Assenza di particelle bruciate

• Fluidità perfetta della polvere

• Solubilità quasi totale (99%)

• Umidità molto bassa (4-5%)

• Acidità moderata

• Assenza di agenti neutralizzanti (ammoniaca, sodio) e di agenti chimici anormali (formolo)

• Buona qualità batteriologica (assenza di germi patogeni, apatogeni non più di 200 mila per

• g).

LATTI SOSTITUTIVI: Polvere di latte scremato + grassi di origine animale e vegetale + siero di

latte in polvere + glucosio + saccarosio + amidi + fonti proteiche diverse. Grassi: da prodotti

animali o vegetali. La digeribilità in genere aumenta tanto più le catene degli acidi grassi sono corte

ed insature. Scala decrescente di digeribilità:

Grasso del latte (97%)

• Oli vegetali (cotone , mais, soia, cocco) e strutto

• Sego

Proteine possibilmente derivanti dal latte (caseina e sieroproteine).In genere la caseina viene

comunque sostituita da proteine di altra natura (soia, pesce, sieroproteine): nelle prime settimane

meglio mantenere queste proteine entro il limite del 20-40% del contenuto proteico totale. Gli

alimenti proteici di origine vegetale contengono spesso sostanze dannose come antitripsine e

emoagglutinine della soia ( azione neutralizzata da trattamenti termici).

Nei latti sostitutivi in genere sono costituiti da lattosio e destrosio. Nelle prime settimane no

formulazioni con elevate percentuali di amidi (5%), saccarosio (4%), destrine, maltosio e altri

zuccheri complessi. Se i prodotti amilacei sono sottoposti a trattamenti che ne migliorano la

digeribilità (fioccatura, schiacciatura) è possibile aumentare le percentuali a 5-10%.

Le caratteristiche nutritive dei prodotti sostitutivi del latte dipendono anche dalle soluzioni

tecnologiche adottate per l’essiccazione del latte e l’incorporazione dei diversi costituenti

(soprattutto frazione lipidica). Il prodotto finale in cui i globuli di grasso risultino di diametro

inferiore o uguale a 3-6 μm (simile al latte naturale, la dimensione dei globuli ha una notevole

importanza nel processo di coagulazione del latte). Globuli Grossi: ostacola la corretta formazione

di coaguli, accelera tempo di svuotamento dello stomaco. Frazione proteica: trattamenti termici

energici o prolungati → Legami chimici irreversibili tra proteine e lattosio → Alterazione processo

coagulazione nell’abomaso → Riduzione secrezione succhi di origine gastrica e pancreatica → Calo

digeribilità.

L'essiccazione del latte si può avere con:

METODO SPRAY: nebulizzazione del latte in un ciclone in cui viene introdotta aria calda

• e secca. L’essiccamento si verifica in tempi molto brevi. Poche alterazioni. Sostanze grasse:

incorporate per via liquida tramite omogeneizzazione del grasso nel latte liquido scremato,

prima del processo di essiccazione → Globuli di dimensione appropriata.

METODO ROLLER: il latte viene messo a contatto della superficie riscaldata di due

• cilindri ruotanti: la pellicola secca che si forma sui cilindri viene successivamente staccata e

polverizzata tramite l’azione di due coltelli. Lentezza del processo →alterazioni sensibili a

carico della frazione proteica. Grasso: aggiunto allo stato fuso dopo l’essiccazione tramite

un’energica miscelazione meccanica. Metodo recentemente perfezionato.

Gli STARTER sono somministrati dalla seconda settimana con elevate qualità di materie prime ed

appetibilità con 20-22% di proteine e 9-10% di fibra. Hanno prodotti amilacei in forma fioccata o

schiacciata, anche con latte scremato in polvere.

TEST sulla persona sconosciuta con punteggio di:

Incuriosito 0

• Indifferente 5

• Si allontana e si riavvicina entro:

• 30 secondi 8

◦ 1 minuto 9

◦ 1 minuto e mezzo 10

◦ Non si riavvicina 15

I comportamenti studiati sul vitello a carne bianca sono:

Movimento Attività al secchio Grooming

• • •

Posture durante il Stereotipie Cross-sucking

• • •

decubito Self-grooming Monte

• •

Attività verso le strutture

Secondo la DIRETTIVA 97/2/CE:

Alimenti fibrosi 50-250 g/die a partire dalla seconda settimana

• Acqua fresca in ogni momento per vitelli malati o sottoposti a grande calore

Fibra latte aumenta l'incidenza dei tricobezoari nel rumine (% animali): Latte 77.8% Paglia 11.1%,

ha più incidenza sul self-grooming, sui contatti sociali e poco su comportamenti anormali orali.

La presenza di acqua non influenza i parametri produttivi;non modifica lo stato di idratazione degli

animali; migliora il benessere degli animali. Il suo effetto è variabile in funzione delle condizioni

ambientali e della somministrazione di alimento solido.

FILOGENESI SUINI

CLASSE = Mammalia

ORDINE = Suiniformi

FAMIGLIA = Suide

GENERE Sus Scrofa

Maiale del tipo LANDRACE: Coda attaccata sul prolungamento della linea dorsale, dorso

rettilineo e spesso, corpo fusiforme, costato arrotondato, spalla fine e ben fasciata, concavità appena

accennata nel muso, grugno fine, prosciutto spesso e disceso, scheletro fine e buoni appiombi.

Maiale del tipo LARGE WHITE: Coda attaccata sul prolungamento della linea dorsale, dorso

rettilineo e spesso, costato appiattito, spalla leggera e ben fasciata, concavità discretamente concava

nel muso, grugno largo, occhi ben distanziati, prosciutto spesso e disceso, scheletro fine e buoni

appiombi, spalle muscolose, cute rosea senza macchie grigie e coperta di setole bianche fini.

Consistenza dell’allevamento suino in Italia: patrimonio suinicolo italiano è stimato tra 8 e 9

milioni di capi, rappresenta circa il 6-7% del patrimonio U.E. La maggior concentrazione si ha nel

nord dell’Italia e il 71% dei suini italiani sono allevati in allevamenti con oltre 1000 capi. La

suinicoltura italiana produce essenzialmente due tipi di suini:

Suino pesante 145/160 kg

• Suino leggero da macelleria 110/115 kg

In alcune aree si sta diffondendo il lattonzolo e l'allevamento biologico (Italia 145/160).

Il consumo di carne suina in Italia cresce costantemente ora è di circa 47-48 kg pro capite anno

perché: Sviluppo della suinicoltura moderna

• Prezzi contenuti

• Buone carni (meno grassi infiltrati tra le carni, rapporto acidi grassi saturi/insaturi buono,

• quindi ridotto colesterolo)

Diversificazione dei tagli proposti

• N° di CL % perdite intrauterine Gestazione N° piccoli N° parti all'anno

Maiale Tra 10 e 20 30 114 12 2.5

Cinghiale Tra 4 e 6 13 119 5 1 o 2

Le scrofette generalmente raggiungono la pubertà all’età di 6-7 mesi. La lunghezza media del ciclo

estrale è di 21 giorni (da 18 a 24 giorni). La durata dell’estro è di 2-3 giorni e l’ovulazione avviene

nell’ultimo terzo del periodo. Dopo il parto l’utero impiega circa tre settimane per una completa

involuzione. Questa è una delle ragioni per cui è ottimale e più proficuo svezzare i suinetti a 21-25

giorni. Lo svezzamento normalmente conduce a una accelerazione della crescita follicolare che

esita nell’estro e nell’ovulazione entro 4-8 giorni.

In un allevamento non ci sono le razze tradizionali ma ci sono sempre più IBRIDI = prodotto

derivante dall'incrocio di particolari linee genetiche di sangue nell'ambito di razze diverse o della

stessa razza avente caratteristiche morfologiche ripetibili e ottimali. Vantaggi:

Specifiche degli individui: scrofa → produttività ottimale, buona manifestazione dell'estro,

• uniformità dei suinetti, spiccato senso materno; verro → ottima conformazione, spiccata

libido, robustezza degli arti.

Generali dei prodotti: omogeneità carcasse, ottimo incremento ponderale, alta qualità dei

• tagli alla macellazione con bassissimi sfridi e tare.

Tutti questi vantaggi sono riscontrabili sia nel suino leggero, per il consumo a fresco, che per quello

pesante, per il salumificio.

L'incremento ponderale aumenta con l'aumentare del PV e poi diminuisce intorno agli 80 kg, lo

stesso fa la quantità di muscolo mentre il tessuto adiposo aumenta sempre leggermente; l'acqua

diminuisce con l'aumentare del PV, protidi e ceneri rimangono pressoché uguali mentre i lipidi

aumentano.

I migliori risultati riproduttivi vengono raggiunti negli allevamenti danesi. In questo paese il

numero di suinetti svezzati per scrofa arriva in media quasi a 22. Questo risultato va attribuito al

buon livello genetico delle scrofe (11,3 suinetti nati per scrofa) e una mortalità di suintetti pre-

svezzamento inferiore a quella registrata negli altri paesi. Gli allevatori francesi sono a pari livelli

per quanto riguarda la genetica, ma la più alta mortalità deprime il numero di suinetti svezzati per

scrofa. ALLEVAMENTO SUINI

Lattonzolo: suinetto sotto scrofa dalla nascita allo svezzamento

Lattone: suinetto dallo svezzamento ai 25 kg di PV

Magroncello: suino dai 25 ai 50 kg di PV

Magrone: suino dai 50 ai 100 kg di PV

Grasso: suino dai 100 ai 150-160 kg di PV

Scrofetta: femmina destinata alla riproduzione fino al primo parto

Scrofa: femmina destinata alla riproduzione dopo il primo parto

Verretto: maschio destinato alla riproduzione fino al primo accoppiamento

Verro: maschio destinato alla riproduzione dopo il primo accoppiamento

Organizzazione dell'allevamento:

Fecondazione e gestazione Scrofe prossime al parto Parto e allattamento

Scrofe in asciutta

Scrofette non idonee Scrofette idonee

Settore rimonta

Accrescimento Suinetti di 20-30 kg Svezzamento Suinetti svezzati

Suini di 40-60 kg Leggeri Scroferiformate

Ingrasso Macello

Pesanti

Su 1660 capi il 56% va agli ingrassi, il 18% all'accrescimento, il 19% allo svezzamento, il 2% alla

maternità e infine il 7% alla gestazione.

Per suinetti la superficie minima libera deve essere di 0,15 mq, per quelli superiori ai 110 kg la

superficie deve essere di 1 mq.

Nuove direttive sul benessere dei suini 2001/88 CE e 2001/93 CE:

Vincoli riguardo la diversa tipologia di fessurati (diametri e spazi vuoti)

• Scrofe e scrofette in box multipli con area di riposo

• Vietata la posta singola dalla 4° settimana dopo la fecondazione fino a una settimana prima

• del parto

Disponibilità costante di materiale manipolabile

• Acqua fresca sempre disponibile per gli animali

• Minimi valori di illuminazione e massimi livelli di inquinamento acustico

IPOTESI:

1. Inseminazione 1 gennaio

2. Gravidanza 114 gg (3 mesi, 3 settimane, 3 giorni)

3. Parto 25 aprile

4. Svezzamento 21-27 gg 18-22 maggio

5. Inseminazione 3-5 gg 24-27 maggio

6. Gravidanza 114 gg

7. Parto 18 settembre

8. Svezzamento 21-27 gg 10-15 ottobre

9. Inseminazione 3-5 gg 18-20 ottobre

10. Restano circa 70 giorni a chiudere l’anno che sono una parte delle terza gravidanza nell’arco

di un anno

IPOTESI 1, in sala parto: Età in mesi

20% Primipare 13 Con una RIMONTA = %

20% 2° parto 19 primipare + parti scrofa

20% 3° parto 25 anno = 44 %.

20% 4° parto 31

20% 5° parto 38

IPOTESI 2, in sala parto: Età in mesi

14% Primipare 13 Con una RIMONTA = %

14% 2° parto 19 primipare + parti scrofa

14% 3° parto 25 anno = 30 %.

14% 4° parto 31

14% 5° parto 37

14% 6° parto 43

14% 7° parto 50

Una demografia costante consente:

Produttività costante

• Poiché scrofe con ranghi diversi svezzano nidiate di pesi diversi se la composizione è

• costante il numero ed il peso degli svezzati sarà costante

Il profilo immunitario dell’allevamento sarà costante

• Più facile prevedere l’introduzione delle scrofette

Per recuperare le scrofe vecchie si dovrà introdurre un alto numero di scrofe giovani con:

Diminuzione produttività

• Immunitario non sarà equilibrato, nel caso di eventi infettivi si avrà lo stesso effetto di una

• epidemia influenzale che colpisca una popolazione composta in larga parte da bambini e da

anziani

Per avere una composizione più omogenea possibile bisogna avere il 70% delle scrofe tra il 2° e il

5° parto.

Due allevamenti da 500 scrofe:

RIFORMA 5° PARTO CON: RIFORMA 5° PARTO CON:

Parti/scrofa/anno= 2,05 Parti/scrofa/anno= 2,4

RIMONTA= 26,9 x 2,05=55,15% RIMONTA= 26,9 x 2,4=64,56%

500 x 55,15= 275 500 x 64,56 = 322

275/12= 22,9 scrofette mese 322/12= 26,8 scrofette mese

Il numero di scrofette mese va maggiorato del 5% per eventuali anaestri e sarà quindi di 24 e 28

scrofette mese. Sono le scrofette giovani che devono forzare l'uscita delle scrofe anziane.

Con 100 scrofe si hanno 2,2 parti annui quindi 2200 / 365 = 6,03 parti al giorno possibili con una

disetaneità (differenza di 3-4-5 giorni nella gestazione) di 5 quindi * 5 = 30 posti liberi che devono

essere tenuti. 175 giorni è il tempo medio di occupazione quindi ci vogliono 5,8 sale da 30 posti.

Più corto è l'intervallo svezzamento-calore più alto è il numero di parti medi, se è alta la fertilità.

Ritorno in ciclo = La insemino non è gravida la insemino di nuovo dopo 21 giorni.

Pseudogravidanza = Non ritorna in ciclo regolarmente ma dopo perché c'è stato riassorbimento.

Suinetti nati vivi = 10,8 livello ottimale quindi morti 0,5. La causa per la maggior perdita di suinetti

in pre-svezzamento è lo schiacciamento quindi bisogna disporre le gabbie in modo che non possa

succedere.

La ritardata comparsa del calore può comportare anche peggiori performance riproduttive nel

periodo successivo: una recente ricerca ha dimostrato che inseminando 4-5 giorni dopo lo

svezzamento piuttosto che dopo 8-12 si ottengono nidiate con più suinetti vivi. Anche la durata

dell’estro può essere condizionata dall’ISC (intervallo svezzamento-calore): in media essa è

risultata rispettivamente di 2,4; 2,1; 1,9 giorni per ISC di 3-4, 5 e 6-8 giorni.

Gli animali che perdono meno peso alla lattazione hanno maggior possibilità di rimanere gravidi

prima.

Segni fisici che possono essere presi in considerazione per individuare il momento ottimale per

l’accoppiamento delle scrofe:

Vulva molto rossa e gonfia

Troppo presto Muco quasi assente sulla mucosa vaginale

Test della pressione sul dorso negativo, solo riflesso di immobilizzazione

Vulva moderatamente rossa e gonfia

In tempo Muco vaginale

Test della pressione sul dorso positivo

Vulva né rossa né gonfia

Troppo tardi Mucosa vaginale umida

Test della pressione sul dorso negativo, solo riflesso di immobilizzazione

Un secondo accoppiamento o una seconda fecondazione è necessaria solo nei soggetti che mostrano

ancora reazione positiva al test della pressione 24 ore dopo l'accoppiamento.

Scrofa immobile al verro al mattino → Inseminazione tardo pomeriggio

Scrofa immobile al verro al pomeriggio → Inseminazione mattina successiva

Scrofa immobile all'uomo → Inseminazione immediata

La scelta del momento per la diagnosi di gravidanza deve essere un compromesso fra la necessità di

individuare il più precocemente possibile gli animali che non hanno concepito e quella di rilevare la

mortalità embrionale precoce negli animali inizialmente gravidi. Si può usare l'estrone solfato =

ormone per identificare gravidanza dopo 25-30 giorni dopo l'inseminazione con una sensibilità del

94-100% e una specificità (quanti sono i suinetti) del 65-100%.

Non usare due verri per la doppia fecondazione di una scrofa. Una bassa fertilità in uno dei verri,

può venire mascherata dall’altro verro. Tutte le monte naturali devono essere controllate e vanno

registrate per ogni verro. L’uso della FA con eiaculati di alta qualità diminuisce l’esigenza di tenere

molti verri. Un verro può produrre fino a 1300-1600 dosi di seme per anno. Fluttuazioni nella

produzione di sperma possono facilmente raggiungere il 25-30%. Per tale ragione, è importante

valutare con regolarità la qualità del seme. 9

Una dose FA dovrebbe contenere almeno 2*10 nemaspermi mobili ed avere un volume minimo di

80 ml. Anormalità della coda dei nemaspermi sono considerate meno importanti delle anormalità

della testa. GESTIONE TECNICO SANITARIA

Gli obbiettivi sono:

Limitare la natimortialità Svezzare suinetti omogenei

• •

Ridurre le perdite nei nati vivi Assicurare buona fecondità

• •

Metafilassi = profilassi terapeutica e terapia preventiva e profilassi:

Immunizzazione delle scrofe

• Immunità colostrale

• Immunizzazione e profilassi dei suinetti

Gestione della scrofa nel periparto:

All in – all out

• Lavaggio, disinfezione e disinfestazione delle scrofe e dei locali

• Rigoroso controllo della dieta

• Igiene del parto (allontanamento feci e placente)

LIMITI PER L’ADOZIONE:

Meno di 24 ore:

• Suinetti adottati con meno di 24 ore

◦ Madri adottive entrate in sala parto dopo meno di 24 ore

Meno di 48 ore:

• Suinetti nati da scrofette => Scrofette adottive

◦ Suinetti da scrofe adulte => Scrofe adottive adulte

GESTIONE SOPRANNUMERI:

Ipotesi 1: Tutti i suinetti delle diverse scrofe sono isolati in gabbia parto e svezzati ne

• medesimo momento delle altre figliate

Ipotesi 2: I suinetti vengono riuniti sotto una sola scrofa, a 7 giorni i suinetti A vengono

• adottati dalla scrofa B e dopo 15 giorni adottati dalla scrofa C, poi sono raccolti nella

nursery e poi uniti a quelli della stessa età nel post svezzamento.

Ipotesi 3: suinetti svezzati a 5-7 giorni e vengono poi messi nella nursery e messi nel post-

• svezzamento insieme a quelli nati nella stessa banda.

GESTIONE DEI SUINETTI MANUALITA’ ED INTERVENTI:

Somministrazione di ferro per via parenterale o orale entro i 3 giorni dalla nascita

• Resezione o limatura dei denti se necessario e con cautela entro i 3 giorni

• Tatuaggio entro i 15 giorni

• Taglio della coda non bisogna tagliare troppo vicino al corpo per rischio infezione, non

• prima dei 3 giorni

Castrazione manuale entro la prima settimana di vita

• Igiene del cordone ombelicale tagliare almeno 2 cm dall'inserzione per evitare l'insorgenza

• di ernie, bisogna farlo il prima possibile.

GABBIE E STRUTTURE

Raccomandazioni per costruire ed operare in una sala parto ventilata artificialmente:

I liquami vanno rimossi più volte al giorno dalla fossa con un flushing (acqua di ricircolo).

• Il fabbricato deve essere particolarmente coibentato

• La superficie interna deve essere facilmente pulibile e non essere danneggiata da lavaggi ad

• alta pressione, da detergenti e da disinfettanti.

Ricambio d’aria continuo e ben distribuito.

• In estate si accetta un rialzo termico massimo interno rispetto all’esterno di 2,8°C

Raccomandazioni per la gabbia:

Essere rialzate rispetto al canale dei liquami

• Avere una larghezza regolabile dai cm 48 ai 64

• Avere una lunghezza regolabile dai cm 198 ai 215

• La sbarra posteriore deve essere a 24-25 cm dal pavimento

• Il materiale del pavimento deve assicurare un veloce allontanamento delle deiezioni

Si hanno tre tipi di pavimentazione:

Pavimento pieno in cemento prima del parto

• Grigliato in tondino di acciaio zincato evitata durante ed immediatamente dopo il parto

• Grigliato rivestito in PVC utilizzato in buona misura, ma solo dopo il parto.

Si hanno tre larghezze per le gabbie:

450 mm in minor misura

• 750 mm

• Preferite durante e dopo il parto

1200 mm

Secondo Zhensheng L. e Hurnik J. F. [1994] comparando la gabbia ellissoidale a quella

tradizionale emerge come unica differenza la maggior possibilità di movimenti della scrofa senza

aumentare le perdite di suinetti per schiacciamento. Non vengono rilevate differenze per i parametri

produttivi.

Weary D., Pajor E., Fraser D. e Honkanen A. [1996] confrontarono due tipologie di gabbia parto

nei confronti della mortalità da schiacciamento 24 suinetti morti durante la prova:

4 in gabbia tradizionale

• 20 in gabbia aperta

Secondo il DLG 543/92 : dal 01/01/96 aboliti gli attacchi per le nuove porcilaie; dal 01/01/2001

aboliti per tutte le porcilaie; entro il settembre ‘97: parere della commissione CEE sul benessere

delle scrofe allevate in maggiore o minore isolamento.

Nella gestazione si possono avere:

Posta singola

• Box multipli con fissazione biologico

• Box multipli con fissazione meccanica

• Box multipli con autoalimentatori con pavimento pieno, fessurato o paglia

• Allevamento all'aperto.

Rist et Al [1989] indicarono una temperatura ottimale dell’aria di 33°C alla nascita con possibilità

di diminuire il livello termico di 2°C ogni successiva settimana. Le Dividich e Noblet [1982] i

suinetti dall’età di 3 settimane a quella di 9, temperatura ambiente da 28°C a 22°C. Close e

Stammer [1984] con suinetti dell’età di 14 giorni rilevò le migliori performance produttive e la

minore perdita di peso con 23°C. Jacobson et Al [1984] prove su suinetti appena svezzati con

confronto delle performance a differenti temperature ambiente (15°C, 20°C, 25°C, 30°C) nessuna

variazione significativa imputabile ai diversi livelli termici su:

Velocità di crescita Consumo di alimento ICA

• • •

Mount et Al [1980] in prove condotte su suini del peso iniziale di 23 kg:

La variazione della temperatura da 8°C a 20°C non influenzò l’IMG

• La variazione della velocità dell’aria da 0,1 a 0,8 m/s (alla temperatura di 12°C) si ebbe una

• significativa riduzione dell’IMG

Riskowsky e Bundy [1990] prove su 128 suinetti dell’età di 3 settimane per un periodo di 2

settimane con velocità dell’aria variabile da 0,11 m/s a 0,4 m/s ed una temperatura di 23,9°C-35°C:

IMG fu influenzato dalla velocità dell’aria ma non dalla temperatura

• Il consumo di alimento fu influenzato negativamente dalla temperatura

• ICA non evidenziò alcuna variazione

Barret et Al [1988] rilevarono un peggiore stato sanitario ed una maggiore mortalità per suinetti

allevati su pavimento metallico forato rispetto ad altri allevati su pavimento fessurato in plastica.

Barbari et Al [1988] confronta performance e manifestazioni comportamentali tra suinetti allevati

su fessurato in cls o su pannelli in PVC forati:

I suinetti allevati su fessurato in cls fornirono maggiori IMG ed il migliore ICA

• I suinetti su PVC evidenziarono un maggiore comfort termico

• Nessuna differenza della incidenza delle lesioni podali ed agli arti

• La % di suinetti in lotta risultò nettamente superiore per i suinetti su PVC (nei primi giorni

• del ciclo)

L'adozione del fessurato nel settore dell'accrescimento ha dato:

Problemi innalzamento Temp. Critica inf. Maggiore coibentazione

• •

Peggioramento qualità dell’ambiente Fosse di veicolazione

• •

Peggioramento accrescimento Svuotamento totale frequente

• •

Peggioramento ICA

Si usa per suinetti da 14-16 kg fino a 40-60 kg i box di 2-3 nidiate.

La ventilazione può essere:

Con movimentazione interna

• Longitudinale con ingresso dell'aria in testata (oltre i 70m)

• Trasversale

• SVEZZAMENTO

COLOSTRO LATTE

Residuo secco 26,3 20,1

Proteine 15,3 6,1

Grasso 7,2 8,5

Lattosio 3,2 4,7

Ceneri 0,6 0,8

Si ha ipoglicemia alla nascita, il primo carburante è il glicogeno epatico che è esaurito subito quindi

si ha bisogno di un latte particolarmente energetico. I suinetti sono mantenuti su un nido caldo con

lampade infrarossi o tappetini caldi. I forti abbassamenti di temperatura sono accompagnati da

ipoglicemia, diminuzione del peso e morte è perciò fondamentale che nei primi giorni di vita i

suinetti vengano tenuti al caldo.

Il peso allo svezzamento dipende dalla quantità di latte prodotto dalla scrofa. La curva di lattazione

ci indica che la scrofa produce 405 kg di latte in 8 settimane per 10 suinetti che al 56° giorno di vita

arrivano a 16 kg, la produzione aumenta fino al 10-15° giorno e poi diminuisce. Una scrofa

mediocre che produce 246 kg di latte in 8 settimane fa arrivare i 10 suinetti a 9,9 kg.

La scarsa ingestione di colostro provoca:

Effetti sull'immunità:

• Minore quantità di immunoglobuline ingerite

◦ Minore protezione immunitaria

◦ Maggiore rischio di malattie infettive

Effetti sull'alimentazione:

• Minore quantità di energia ingerita

◦ Minore produzione di calore

◦ Maggiore ipotermia

Entrambi danno morbilità (malati) e mortalità.

Anche in condizioni di alto peso alla nascita se c'è molta disomogeneità tra i suinetti la mortalità è

alta comunque. Età allo svezzamento e peso

Peso alla nascita 21 giorni 24 giorni 27 giorni 30 gorni

1,1 kg 6,1 6,8 7,5 8,2

1,2 kg 6,4 7,1 7,8 8,6

1,3 kg 6,6 7,4 8,2 8,9

1,4 kg 6,9 7,7 8,5 9,3

1,5 kg 7,2 8,0 8,8 9,6

1,6 kg 7,4 8,3 9,1 9,9

Media (1,35 kg) 6,8 7,5 8,3 9,1

SVEZZAMENTO FRAZIONATO = Spostamento di 4-5 giorni prima della data dei più pesanti in

modo da consentire ai più leggeri di beneficiare della minor concorrenza e di avere accesso alla

mammelle anteriori che contengono più latte. Ha due finalità:

Omogeneizzare le partite di suinetti e lasciare sottoscrofa i suinetti più piccoli, occorre

• svezzare quelli con un peso non inferiore a 5-6 kg

Ridurre i suinetti per nidiata, così nell'ultima settimana di lattazione la scrofa si debilita

• meno e favorisce la riduzione dell'ICS

Anche se non c'è all in e all out si ha comunque un miglioramento delle performance.

AMBIENTE E ATTREZZATURE:

Alla nascita intorno ai 25-28°C

• Poi progressivamente diminuita fino a 21-22 °C

• L’umidità va mantenuta intorno al 60 70%

• La velocità dell’aria intorno ai 0,1 ms inverno e 0,4 ms estate

• 3

Ricambi d’aria vanno da un minimo di 0,2 m /ora/kg PV fino ad un massimo di 2,0

• 3

m /ora/kg PV

Importantissimo, nel caso di pavimenti grigliati l’estrazione dovrebbe avvenire sotto il

• livello del grigliato ALIMENTAZIONE

Tipi di alimento per l'ingrasso:

PRE STARTER

• Si somministra dal 12° giorno di vita fino ai 10-12 kg circa; NON serve a coprire i

fabbisogni dell’animale ma ad abituarlo a consumi diversi dal latte; deve essere appetibile;

molto energetico; facilmente digeribile; ben compatto per consentire al suinetto di

“crocchiare”; poco polveroso; eventualmente “profumato”.

STARTER

• Si somministra dal 30-35° giorno di vita fino ai 25-30 kg; serve a coprire i fabbisogni

dell’animale che non viene più allattato; deve essere appetibile; molto energetico; facilmente

digeribile; ben compatto per consentire al suinetto di “crocchiare”; poco polveroso;

eventualmente “profumato”.

GROWER

• Si somministra dal 60° giorno di vita fino ai 80-100 kg circa; serve a fornire la crescita del

muscolo scheletrico; deve essere appetibile; vanno privilegiate le quote proteiche.

INGRASSO

• Si somministra dagli 80 kg ai 130-140; serve a fornire la deposizione di grasso; vanno

privilegiate le quote energetiche.

FINISSAGGIO

• Si somministra da 130 kg fino al finissaggio (160); serve a favorire la deposizione di grasso;

può essere somministrato razionato o ad libitum; vanno privilegiate le quote energetiche.

Tipi di alimento per la scrofa:

LATTAZIONE

• Deve coprire i fabbisogni della scrofa: deve garantire una produzione di latte sufficiente per

i suinetti; problema dell’ingestione nella immediatezza del parto sia poco prima che subito

dopo; una scrofa produce da 5 e 8 kg di latte die per 21-28 giorni quindi circa il proprio peso

se non di più. Deve coprire i fabbisogni della scrofa;

ASCIUTTA

• deve garantire una ripresa delle riserve

PRIMI DUE TERZI DELLA GRAVIDANZA

• corporee per prepararsi alla gravidanza e

ULTIMO TERZO DELLA GRAVIDANZA

• alla lattazione

I suinetti si sviluppano nel modo seguente:

30 gg 2 cm 2 g

• 60 gg 10 cm 90 g

• 90 gg 20 cm 700 g

• 114 gg 30 cm 1,1-1,4 kg

A partire dall’80° giorno aumentare alimentazione di 1/3, a partire dalla nascita aumentare di 300 gr

alimentazione per suinetto vivo in lattazione.

Le riserve lipidiche del suino sono fortemente correlate allo spessore del lardo dorsale che nelle

scrofe dovrebbe, indicativamente, aumentare di 3 mm ad ogni gravidanza e diminuire di 4 mm per

ciascuna lattazione (salvo il normale accrescimento dipendente dall’età). La rilevazione è

normalmente fatta con uno strumento a ultrasuoni, misurando in P2 = posizione a 6,5 cm dalla linea

mediana, all’altezza dell’ultima costa, per la scrofa, i valori ottimali alla copertura, al parto e al

momento dell’asciutta (svezzamento dei lattonzoli) sono, in mm:

1° copertura 20 1° parto 23 Svezzamento 17

2° copertura 2° parto 20 Svezzamento 15

3° copertura 3° parto 18 Svezzamento 14

15

4° copertura 4° parto 17 Svezzamento 13

5° copertura 5° parto 16 Svezzamento 12

6° copertura 6° parto 15 Svezzamento 11

ANABOLISMO GRAVIDICO = Elevata efficienza dell'utilizzazione degli alimenti

In gestazione l'alimento è usato:

• 70 % Mantenimento 5% Riproduzione 25 % Riserve

◦ ◦ ◦

In lattazione l'alimento è usato:

• 28% Mantenimento

◦ 72% Latte

◦ BCS SUINI

1. Cattive condizioni, soggetto sottopeso, apofisi spinose molto prominenti, aspetto della cute

scadente, setole lunghe e opache, ascessi sottocutanei

2. Soggetto magro, apofisi spinose prominenti, diminuzione del volume delle masse

muscolari, cute scadente, setole lunghe e opache, pelle secca, ascessi sottocutanei

3. Insufficiente stato di nutrizione, colonna vertebrale visibile, poco coperta da adipe, masse

muscolari evidenti sotto la pelle, setole opache

4. Sufficiente stato di nutrizione, linea dorsale regolare, dorso stretto, tessuto adiposo medio

abbondante, presenza di qualche crosta

5. Buono stato di nutrizione, dorso piatto, linea dorsale regolare, presenza di pliche adipose,

setole lucide, epidermide integra

6. Soggetto grasso, dorso molto largo, concavo, pieghe adipose nella regione del passaggio

delle cinghie, pliche adipose abbondanti,stato della cute ottimo.

CALORE ANAESTRO

E

La scrofa ha un ciclo poliestrale permanente i cicli si susseguono tutto l’anno. Intervallo

svezzamento-calore: superiore a 10 giorni, limite di attenzione: quando il 7% delle scrofe

“svezzate” > 10 giorni.

Bisogna:

1. Raccogliere i dati = TAVOLA DEGLI ANAESTRI

2. Usare metodo diagnostico degli anaestri

3. Non utilizzare ormoni nel periodo di studio

Le principali cause dell'anaestro sono:

Cause gestionali:

• Numero di parti

◦ Periodo dell'anno (estate)

◦ Durata lattazione

◦ Svezzamenti frazionati-dimensione nidiata

◦ Stato corporale allo svezzamento

◦ Alimentazione post-svezzamento

◦ Stimolazione sessuale e ricerca dei calori

Cause patologiche

• Malattia di Aujeszky = Malattia virale causata da variccellovirus

◦ PRRS = Porcine reproductive respiratory syndrome

◦ Patologie ovariche

Varie

• Patologie enteriche dei suinetti

◦ Micotossine

◦ Utilizzo ormoni

◦ Genetiche iperprolifiche

Lattazione

• Breve può dare mancata involuzione uterina

◦ Lunga può dare ovulazione in sala svezzamento

Stato nutrizionale:

• 1 35 scrofe 22,9% di anaestro

◦ 2 93 scrofe 10,35% di anaestro

◦ 3 110 scrofe 5,4 di anaestro

◦ 4 19 scrofe

Nei metodi diagnostici dell'anaestro sono importanti:

Giorno della settimana al quale si svezza (martedì, mercoledì giorni pericolosi se non

• presenza in azienda del veterinario)

Uso “routinario” degli ormoni

• Scrofe svezzate con stato di nutrizione insufficiente

• Svezzamenti frazionati (mal controllati) (non meno di 9 suinetti o quando si toglie + del

• 15% dei nati).

È importante che non ci siano scrofe improduttive oltre i 40-42 giorni, se l'anaestro si prolunga non

si tentano terapie ormonali ma si deve riformare la scrofa.

Con più di 10 femmine, spazio inferiore a 2 mq, pavimento pieno, competizione per il cibo è meglio

avere delle gabbie. Con massimo 8-10 femmine, spazio sufficiente, pavimentazione con paglia e

cibo a volontà è meglio avere i box.

ALIMENTAZIONE IN LATTAZIONE:

Proteina: elevata ingestione di proteine (800-900 g Proteina grezza) influenza positivamente

• la manifestazione del calore post-svezzamento (soprattutto scrofette).

Fabbisogno si acqua: 30 l al giorno

• 3 pasti al giorno

• Alimento pellettato di fresco preferibilmente umido

ALIMENTAZIONE POST-SVEZZAMENTO: Il flushing è indicato sopratutto nelle scrofette

perché aumenta la prolificità. Deve essere ad libitum sia acqua che alimento per migliorare il

recupero delle mammelle e aumentare la pressione mammaria.

Fattori che influenzano una corretta alimentazione:

Temperatura L’aumento di ogni grado di temperatura sopra i 23°C, diminuisce l’ingestione

• di 150-300 g al giorno

Controllo della temperatura Refrigerazione, nebulizzazione, goccia sul collo

• Strutture Le scrofe in sala parto sul cemento mangiano di più (minor stress)

• PROGRAMMAZIONE DELLA RIMONTA

Necessaria una corretta rimonta perché:

Programmazione non corretta influisce sulla demografia delle femmine e quindi sulle

• performances dell’allevamento

All’opposto una corretta programmazione consente sia una regolarità dei parti che un

• numero corretto di svezzati

I problemi di una demografia sbagliata:

Minor produttività

• Sbilanciamento situazione immunitaria con effetti epidemiologici come su una popolazione

• di anziani o bambini

La rimonta varia in base alle esigenze dell'allevamento ed è in funzione di:

N° parti scrofa/anno N° massimo parti/scrofa

• •

RIMONTA = % scrofe 1° parto * N° parti scrofa/anno

Per introdurre le scrofette si deve:

Ridurre il rischio sanitari

• Scambiare con il fornitore le informazioni sulla stato sanitario del proprio allevamento

◦ Conoscere lo stato sanitario dell’allevamento di provenienza

◦ Introdurre animali sentinella (una due scrofette che in caso di problemi daranno il polso

◦ della situazione) 1

Osservare quarantena [ ] di almeno 15-30 gg a distanza di almeno 500 m

◦ dall'allevamento

Personale deve cambiarsi

▪ Non usare gli stessi attrezzi

Massimizzare il potenziale genetico

• 2

Acclimatare le scrofe per 15-20 gg [ ] per stimolare il corredo immunitario a difendersi

◦ da nuovi patogeni 3

Esporre a piccole quantità di feci fresche [ ]

◦ 4

Dalla seconda settimana in poi contatto vero [ ]

Se non esiste un locale adatto, frapporre balle di paglia, reti separatori di legno ma non consentire il

contatto diretto. Se vengono introdotte scrofette da 100 kg vi è un calore da stress dopo 7 gg, questo

calore è importante e anovulatorio, da quando almeno il 40% dei soggetti manifesta calore parte il

giorno 0. Peso Gestione Alimentazione Luogo

Giorno 1 90/100 Arrivo/Quarantena Ad libitum Quarantena

Giorno 7 Estro 40% 1 kg * 7 gg

Giorno 14 110 Stimolazione verro 15-20 min Ad libitum con Vit E Acclimatamento

Giorno 28 Estro 1 kg * 7 gg

Giorno 35 Stimolazione verro 15-20 min Ad libitum con Vit E Unità principale

Giorno 49 130 Estro 2 => Coprire Razione come gestanti

È importante:

Non coprire mai le scrofetta al primo estro

• Maggiori ritorni

• Minor fertilita

• Forte riforma al 2 parto

• Stimolazione con il verro è il sistema migliore perché nella sua saliva contiene 3-α-

• androsterolo che è percepito dalla scrofa

L'inseminazione intrauterina si fa con una sonda a spugna nella cervice della scrofa che arriva fino

all'utero, questa:

Migliora la fertilità e la prolificità della scrofa

• Deposita il materiale seminale direttamente nelle corna uterine

• Riduce il rigetto del seme

• È facile da utilizzare e non è traumatico

Il verro deve avere almeno 12 mesi perché quelli giovani hanno meno 3-α, quelli troppo grandi

incutono paura nelle scrofette, è meglio usare verri diversi perché le scrofette sono più esigenti delle

pluripare e gli odori non graditi impediscono il calore. Il contatto deve essere prolungato e deve

consentire alla scrofetta di poter annusare la saliva, se il contatto è discontinuo c'è assuefazione e

manca lo shock ormonale.

Le condizioni ambientali devono essere:

Luce, in fotoperiodo negativo si devono garantire almeno 12 ore di luce

• Temperatura, intorno ai 18-20°C, alte temperature riducono i calori e aumentano i costi

• Aria, eccessi di ammoniaca riducono le manifestazioni estrali

• Densità e accasamento, non mettere troppe scrofe insieme, 1,5-2 mq per scrofa

Le condizioni individuali:

Alimentazione, coprire le scrofe i almeno 130 kg e con un punto di P2 con almeno 1,8 cm di

• adipe

Anaestro, problemi fisiologici con il 2-3% mai pubere

• Ritardi di pubertà dovuti ai problemi ambientali

• Processi patologici

• Calori persi per verro troppo grosso, densità eccessiva, contatti brevi, contatti continuati,

• verro solo, ricerca calori senza verro, ricerca poco frequente.

VERRO

Il verro incide 4-10 volte in più della scrofa perché ad esempio se la trasmissione genetica della

scrofa va su 60-70 suinetti quella del verro va su 6 mila perciò bisogna sceglierlo attentamente e

una buona scelta di questo fa aumenta il progresso genetico.

L'introduzione è fatta come per le scrofette ma i giovani sono allevati in gruppo quindi lo

spostamento crea stress, per evitarlo:

Visitare frequentemente il verro

• Far si che senta la presenza di altri suini

• Associare arrivo verri e scrofette

• Se è già addestrato all'FA continuare anche se il seme non serve

• Iniziare il piano vaccinale dopo i 15 gg di quarantena

Il verro ha bisogno di circa 7,5 mq e se la sala è anche per la monta allora si arriva a 10 mq, vanno

bene le lettiere in paglia, le pareti in cemento con frontali a sbarre, la temperatura intorno ai 20°C.

PV Verro Mangime gestazione Mangime lattazione Si aumenta la razione

150 kg 2,50 kg 2,4 kg di 100 g per ogni

200 kg 2,75 kg 2,65 kg grado superiore ai 20.

300 kg 3,15 kg 3,15 kg

350 kg 3,35 kg 3,25 kg

Per l'addestramento:

Impiegare scrofe di 2° parto

• Mai scrofette vergini ne scrofe vecchie o molto grosse

• Sempre perfettamente in calore

• Sempre scrofa da verro

• Portare il verro in zona copertura almeno 24 ore prima per familiarizzare

• Mai atteggiamenti violenti

• Mai rumori molesti

• Non incitarlo non alzare la voce

• Controllare sempre l’assenza di lesioni agli arti, occhi, grugno, pene

• Non insistere dopo 15-20 minuti

• Riprovare dopo due o tre giorni

• Portare cavallina o manichino per la FA dal verro e non viceversa

• Non incitarlo alzando la voce

• Utile sfregare manichino con stracci passati vicino a scrofe in calore

• Riprovare dopo 2-3 gg

I fattori che influenzano la libido sono:

Temperature sopra i 30°C e minore di 12

• SURMENAGE = Affaticamento eccessivo

• Esperienze negative di monta

I fattori che influenzano la capacità di monta sono:

Zoppie Balaniti, postiti, uretriti ecc

• •

N° max eiaculazioni settimana

Età del verro FN FA

Inferiore a un anno 1 1

Superiore a un anno 3-4 2

SCROFE

Entrano in sala parto 2-3 giorni prima del parto, sala riscaldata a 20 C° e posizionamento nel box 24

ore prima del parto.

Due giorni prima:

Tumefazione della vulva Scoli muco-sierosi Congestione mammaria

• • •

trasparenti

Un giorno prima:

Comparsa goccioline sierose all'apice dei capezzoli

• Irrequieta si alza e si corica in continuazione

• Imbastatura da 24 a 12 ore prima del parto

Parto: I suinetti vengono espulsi ad intervalli di 15-20 minuti

• Aiutare la scrofa nell’espulsione afferrando il suinetto sotto le ascelle ed esercitando un

• lieve ma costante trazione

Si può utilizzare dell’ossitocina ad intervalli molto brevi

• Il segnale che il parto è terminato e dato dall’espulsione degli invogli fetali

FASI DELLA GESTAZIONE:

1. Impianto degli ovuli fecondati, che dura 3 settimane1. Livello alimentare alto nei primi 10-

15 giorni di gestazione aumenta la mortalità embrionale (più nelle pluripare che nelle

primipare)

2. Fase di recupero, da parte della scrofa, delle perdite di peso, muscolari e di grasso, della

precedente lattazione. Livello alimentare deve adeguarsi alle condizioni corporee della

scrofa e permettere un adeguato accrescimento in vista della successiva lattazione;

3. Fase di accrescimento, durante l’ultimo mese, dei feti e dell’apparato mammario della

scrofa. Aumento del consumo energetico e proteico della scrofa assicura un maggior peso

dei suinetti alla nascita e una minore mortalità post-svezzamento.

SEGNI PREMONITORI DEL PARTO:

Ingrossamento della vulva, le cui labbra si gonfiano, divengono rosse, leggermente pendenti

• e lasciano scolare un liquido mucoso;

Sviluppo delle mammelle che successivamente divengono rosse, congeste, dure e sensibili;

• Dai capezzoli, 48 ore prima del parto, si può spremere una secrezione sierosa che assume

• carattere latteo 24 ore prima del travaglio.

SUINETTI

Alla nascita dei suinetti:

Assicurarsi che tutti i suinetti assumano colostro

• Il colostro della scrofa ha un residuo fisso del 20-25% nei giorni successivi diventa latte

• aumentano i grassi e diminuiscono i protidi

Assicurarsi che il nido caldo sia confortevole

• Eliminare i suinetti morti, disvitali

• Eventualmente riapparentare “nidiate omogenee”

• Stimolare i più deboli alla suzione metterli alle mammelle toraciche

Nella terza giornata:

Castrazione solo dei maschi

• Rapida Disinfezione

◦ ◦

Igienica Prima si fa meno male ed è meno

◦ ◦ traumatica

Iniezione di ferro destrano per anemie ferroprive

• Eventuale marcatura d’azienda e/o di consorzio

• Caudectomia

• Rottura incisivi

Nella decima giornata:

Marcatura auricolare Secondo trattamento di Fe

• •

21-28 giorni svezzamento e passaggio in gabbia sopraelevata in bande di 20 o più individui di circa

10 kg.

Valutazione dei suinetti in base a:

Malformazione degli artificiale Ernie addominali

• •

Malformazione della colonna Malformazione palato

• •

Ernie inguinali

• ADOZIONI

Consente passare i suinetti nati da una madre all’altra

Praticate in vari casi:

Figliate molto numerose soprannumerari

• Morte della scrofa (madre biologica)

• Forti squilibri di peso all’interno della nidiata

• Insufficienza di latte nella scrofa

• Scarse attitudini materne della scrofa

Il peso alla nascita dei suinetti varia da 0,8 kg a 1,500 kg questo e dovuto a:

1. Consistenza della nidiata più sono meno pesanti sono

2. Dal rango di parto le primipare partoriscono suinetti più leggeri

3. Dal 2° al 5° parto omogeneità di peso e numero

Le probabilità di sopravvivenza aumentano all’aumentare del peso:

Per suinetti tra 1400 1500 g 98%

• Per suinetti tra 1200 1300 g 66%

• Per suinetti tra <1000 g meno del 20%

L’allevatore a volte sceglie di sopprimere gli animali con scarse possibilità di sopravvivenza per:

Massimizzare le opportunità degli altri

• Limitare lo sfruttamento inutile della scrofa

Suinetti adottati a meno di 24 ore dalla nascita, vanno messi sotto madri adottive che abbiano

partorito da meno di 24 ore, bisogna seguire sempre la regola del "tempo simile con madre simile".

Bisogna gestire i soprannumeri per:

Offrire le medesime opportunità di accesso al cibo

• Limitare le interazioni tra “pesi massimi” e “pesi leggeri”

• Ridurre lo stress da confronti impari

• Ridurre i fenomeni di cannibalismo

• Rosicchiature/morsicature della coda (ernie perineali)

◦ Morsicature delle orecchie

◦ Morsicature del grugno

◦ Morsicature degli arti ascessi ecc

CASO 1 = Normalità: I suinetti della banda sono svezzati insieme a quelli della stessa banda

di nascita

CASO 2: I suinetti più pesanti sono inseriti in una nursery e mischiati con suinetti svezzati la

settimana precedente

CASO 3: I suinetti sono raggruppati in una nursery e reintrodotti con i suinetti della stessa

banda nel post-svezzamento

CASO 4: I suinetti sono raggruppati in una nursery e reintrodotti insieme a quelli della stessa

manda all'ingrasso MACELLAZIONE

1. Raccolta al macello

2. Stordimento:

Tramite corrente elettrica manuale o automatico

• In atmosfere sature di CO2

3. Jugulazione

4. Dissanguamento, in circa 6 minuti recidendo la vena cava anteriore e a volte la crotide o

tramite un coltello cavo ad aspirazione

5. Scottatura delle carcasse o aspersione con vapore e successiva flambatura

6. Rimozione setole

7. Eviscerazione

Con suini sensibili allo stress si può:

Abbattere immediatamente con aumento del PSE = Pale soft exudative = Carni chiare e

• flaccide di scarsa consistenza, rilasciano parecchi liquidi

Farli riposare per 6 ore con diminuzione del PSE

• Farli riposare a lungo con aumento del DFD = Dark firm dry = Carni scure dure e asciutte.

Con suini che sono resistenti allo stress invece:

Abbattimento immediato se non affaticati con carni normali

• Farli riposare se affaticato con diminuzione del DFD.

Carni DFD hanno un pH intorno al 6,5 fino alle 24 ore dopo la macellazione. Le carni acidi invece

diminuiscono gradualmente il loro pH dai 45 minuti alle 24 ore dopo la macellazione da 6,2 a 5,5.

le carni PSE mantengono il pH costante a 6,2. le carni normali diminuiscono il pHda 6,2 a 5,7.

RIFLESSIONI SUINI

CICLO INGRASSO: Settimana Peso % PV ICA

Sottoscrofa 3-4 5-6 Ad libitum n.a

Svezzamento 6 10 5,3 5

Grower inizio 10 28 4,5 4

Grower fine 21 78 3,1 3

Ingrasso inizio 22 82 3,0 2,8

Ingrasso fine 40 163 2,0 1,5-2


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DETTAGLI
Esame: Zootecnica
Corso di laurea: Corso di laurea in produzioni e gestione degli animali in allevamento e selvatici
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LoveBarbie di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Zootecnica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Mattoni Mario.

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