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Mattoni 2 anno 1 semestre

Introduzione

Zootecnia

Zootecnia: Attività che gli uomini mettono in atto per sfruttare gli animali.

Scopo dell'allevamento è di trarre benefici economici e emotivi.

Fino a metà del 17° secolo allevamento diretto per l'utilizzo diretto dei prodotti, poi è diventato anche indiretto per trarre benefici non solo per vivere.

I settori coinvolti nella zootecnia sono ambiente, animali, tecnologie, alimentazione, lavoro, capitali, sociologia, mercati.

  • Ciclo aperto = Compro un vitello lo faccio ingrassare e lo rivendo
  • Ciclo chiuso = Mi interessano le produzioni, si gestisce la riproduzione, più corto è il periodo di improduttività maggiore è la produzione.

Filogenesi bovini

Traccia dell’evoluzione dei raggruppamenti sistematici degli esseri viventi sia animali che vegetali a partire dalle forme più primitive.

Bos frontus

  • Classe = Mammalia
  • Ordine = Artiodattili Più grandi
  • Sottofamiglia = Bovini Bos brachyeros 1,70 m al
  • Famiglia = Bovidi garrese
  • Genere Bos primigenius = Uro
  • Bubalus = Toro
  • 17 mila anni fa

Bos:

  • Bos taurus = Vacca
    • NO gobba Bos indicus = Zebù
  • Bison = Bisonti
  • 60 cromosomi.

I centri di domesticazione si situano in Asia circa 8000-7000 anni fa, vi è il passaggio da raccoglitori/cacciatori ad agricoltori/allevatori (neolitico), le cause restano in parte misteriose. Inizia poi la selezione per le dimensioni perché più piccoli sono più gestibili, aumenta la docilità, si perdono i caratteri indesiderati come peli, corna troppo lunghe, si impara a gestire la riproduzione.

Dall'Asia poi hanno migrato verso Europa, Africa e America. La selezione della Frisona è iniziata nel 900, ci fu la prima grande espansione grazie all'inseminazione artificiale, la selezione avviene per:

  • Torace grande per far entrare più aria
  • Rumine ampio per poter ingerire tanto

Usi primordiali

  • Latte incomincia circa 7000 anni fa ve ne è evidenza in Mesopotamia (pastoralismo nomade)
  • Lavoro comincia più tardivamente e forse come animale da trasporto (cavalcatura) ancora in uso in Africa
  • Successivamente aratura e trebbiatura

Il patrimonio bovino mondiale è pari a 1500 milioni di capi, in Europa per lo più sono in Francia.

Seconda la zoognostica si distinguono essenzialmente due tipi:

  • Latte
  • Carne

Per il lavoro non si usano più.

Classificazione bovini

  • Vitello: capo bovino da 3 a 9 mesi
  • Manzetta: capo bovino da 9 mesi fino alla prima gravidanza
  • Manza gravida: capo bovino gravido FINO al primo parto
  • Manza “partorita”: capo bovino femmina al primo parto
  • Vacca: capo bovino dal secondo parto
  • Vacca di secondo, terzo, quarto …parto
  • Vitellone: capo bovino maschio destinato all'ingrasso 16-18 mesi
  • Torello: capo bovino maschio destinato alla riproduzione 9-12 mesi
  • Toro: capo bovino maschio destinato alla riproduzione oltre i 12 mesi
  • Bue: destinato alla riproduzione castrato adulto

Mantelli

I mantelli possono essere:

  • Semplici Un colore
    • Aberdeen Angus Nero
    • Marchigiana Bianco
    • Rosso danese
    • Bruna alpina
  • Binari Due colori
    • Pezzati Galloway
    • Puntati Maggioranza di uno dei due Hereford
  • Ternari Tre colori
    • Roano Mescolanza peli rossi, neri e bianchi Raro

Si distinguono poi colorazioni particolari di:

  • Muselli
  • Bordatura orecchio
  • Fondo dello scroto
  • Ciuffo della coda
  • Occhialatura
  • Stellatura

Corna e unghioni

Le corna e gli unghioni possono essere: NO razza bovina senza corna.

  • Monocolore
    • Ceree
    • Ardesia
  • Bicolore
    • Depigmentate alla base
    • Depigmentate all'apice
    • A banda

Le corna sono inserite su cavicchie ossee poste sui lati della testa ed al di sopra delle orecchie. Sono strutture che appartengono all’apparecchio tegumentario compaiono (presentazione) intorno all’8va settimana, l'accrescimento è di circa 1 cm mese fino 15 mesi poi a 2-3 anni primo anello in seguito 1 anello anno (utile per la determinazione dell’età). Di forma e lunghezza e colore variabile servono anche come carattere distintivo di razza (a lira, lunghe o corte, pneumatiche, mobili, ecc).

  • 2 fronte Tra corna e ossa nasali, zona per infossare chiodo cattivo per stordire
  • 13 collo Tra parte posteriore mandibola e parte iniziale della spalla
  • 14 giogaia Ben sviluppata nei maschi
  • 15 garrese Determinare altezza Valutazione schiena
  • 16 dorso
  • 17 lombi
  • 25 scroto Per selezione animali da monta
  • 32 stinco anteriore
  • 33 nodello
  • 34 pastorale Applicate le balze = Anelli di cuoio con cinghia per non far correre l'animale o per immobilizzare
  • 39 grassella Da parete addome al ginocchio, per immobilizzare, non riesce a muoversi, anche per valutazione dell'ingrasso
  • 36 natica Parte posteriore, per valutazione mammella e appiombi
  • 40 gamba
  • 41 garretto Per valutazione appiombi
  • 42 stinco posteriore

Appiombi

Appiombi = Direzione degli arti rispetto al suolo affinché il peso del corpo sia sopportato nel modo più valido, è una linea verticale ideale tra natica e terra, un animali che li ha corretti ha meno problemi, sono ereditari, si valutano con l'animale piazzato = in appoggio quadrupedale su piano orizzontale, gli arti in posizione simmetrica, paralleli e perpendicolari al suolo, su tre proiezioni:

  • Laterale
    • Da ileo tocca il ginocchio e la punta dello zoccolo
    • Sotto di sé = Davanti
    • Fuori di sé = Troppo avanti, aperto stangato
  • Anteriore
    • Da punta della spalla taglia in due il carpo e medialmente l'unghiello
    • Vaccino = Linea passa all'esterno
  • Posteriore
    • Da tuberosità ischiatica taglia in due il metatarso e l'unghiello
    • Arcato esterno o Vaccino

Formula dentaria

La formula dentaria si calcola sulla metà della mandibola e della mascella, si calcola sulla metà superiore. I denti sono organi duri infissi negli alveolo aperti sull'orlo. I mammiferi sono eterodonti con due dentazioni. La formula è:

Cercine 0 0 3 3
fibroso Incisivi superiori Canini Premolari superiori Molari superiori
4 0 3 3
Incisivi inferiori Canini Premolari inferiori Molari inferiori

Da latte Permanenti
2 Picozzi Nascita 10 mesi 18 mesi 7 anni
2 Mediani interni 2-4 giorni 12 mesi 36 mesi 8 anni
2 Mediani esterni 10-12 giorni 15 mesi 48 mesi 9 anni
2 Cantoni 18-20 giorni 17 mesi 60 mesi 10 anni

L'età si valuta in base agli incisivi, questi non sono ben fissi. Intorno al mese e mezzo si hanno tutti e quattro. Si ha l'eruzione e l'agguagliamento = Scomparsa del cornetto dentario esterno dei denti da latte e poi lo spianamento = Inizio usura. 1° mossa vengono eliminati i picozzi da latte 2° mossa vengono eliminati i deu mediani interni 3° mossa vengono eliminati quelli esterni 4° mossa vengono eliminati i cantoni. I denti da latte sono più piccoli.

Si ha smalto esterno, avorio, polpa dentaria interna. Man mano che i denti si consumano cambiano forma e si comincia a vedere la dentina fino alla polpa, da tondi passano a quadrati.

Le vertebre sono:

  • 7 cervicali
  • 6 Lombari
  • 13 Toraciche
  • 15-18 Coccigee

Mammella

La mammella è posta nella regione inguineo-prepubica. Dà l’impressione di essere solida ben attaccata, con un ampia base di attacco, antero-posteriormente si spinge fino alla zona addominale e deborda dalla regione posteriore della “natica”, latero-lateralmente tocca il piatto della coscia e si attacca in alto nella regione perineale, dorso-ventralmente dalla regione inguineo-prepubica giunge al livello del calcaneo. La faccia inferiore è orizzontale con quarti ben marcati ed evidenti divisi da un marcato solco longitudinale. Nella bovina è costituita da quattro ghiandole mammarie o quarti, ognuna di queste è un'entità separata, provvista di un proprio sistema di dotti escretori, di una propria cisterna e di un proprio capezzolo di forma cilindrica di lunghezza compresa tra i 7 e gli 8 cm.

È un organo parenchimatoso semplice e comprende nei ruminanti un solo dotto papillare e seno lattifero nel quale affluiscono più doti lobari. Gli alveoli sono a forma di sfera o piriforme costituiti da un solo strato di cellule epiteliali circa 200 alveoli formano i lobuli, più lobuli formano i lobi il tessuto connettivo che separa i lobi è collegato ai legamenti con i quali forma il legamento sospensore della mammella.

È rivestita di cute sottile con peli sottili, corti e radi, in cui si distingue un disegno venoso ben evidente tortuoso per avere più sangue. La consistenza è spugnosa elastica omogenea e granulosa al tatto. Si standardizza la mammella per usare un solo macchinario per la mungitura. Le ghiandole sono tubulo-alveolari con secrezione apocrina e merocrina, gli alveoli sono costituiti da lume, capillari e cellule che secernano il latte. Tutti i dotti galattoferi vanno a finire nel dotto principale e poi nella cisterna. Vi è una parte secernente e una di sostegno con tessuto connettivo per finire nel sistema di sospensione, è tenuta su dal legamento sospensore mediano e dalla fascia mammaria che si attaccano all'addome. La maggior parte del latte è nello stroma e non nella cisterna. I capezzoli sono pervi quindi possono far uscire una consistente quantità di latte. Il capezzolo generalmente conico, ha un apice perforato da uno o più fori lattiferi, sbocchi dei condotti escretori nella bovina sono in numero di 4. Il canale del capezzolo comunica tramite il canale capezzolare con la cisterna del capezzolo. Nella sua parte superiore la cisterna del capezzolo comunica con una apertura circolare, con la cisterna del latte. Se sono:

  • Troppo corti (difficoltà ad attaccare il gruppo, distacchi frequenti)
  • Troppo lunghi (schiacciamenti, inquinamenti)
  • Divergenti
  • Posizionati troppo in alto
  • Atresici (non pervi)

La mammella a pieno carico (prima della mungitura) compresi i tessuti pesa tra i 60 ed i 90 kg.

Latte

Nel latte sono presenti due categorie di cellule:

  • Epiteliali: provenienti dalla desquamazione della mucosa che riveste internamente la mammella; questo tipo di cellule si riscontrano normalmente e non rivestono un significato patologico
  • Globuli bianchi o leucociti: presenti nel latte proveniente da mammelle sane in concentrazioni inferiori a 200.000 cellule/ml. Questo numero aumenta considerevolmente in situazioni patologiche quali la mastite, potendo raggiungere e superare il milione/ml.

Le cellule somatiche sono di tre tipi:

  • I macrofagi sono il tipo cellulare predominante 30 - 74% delle cellule totali in latte di mammelle sane;
  • I linfociti organizzano e coordinano l'attività delle altre cellule coinvolte nel sistema immunitario di difesa;
  • I neutrofili polimorfonucleati sono la maggioranza dei leucociti presenti nel latte da mammelle infette; la concentrazione nel latte aumenta 12 - 24 ore dopo l'iniziale.

I fattori in grado di aumentare il numero di cellule somatiche del latte = SCC = Somatic Cells Count sono:

  1. Età e stadio di lattazione con SCC che aumenta con:
    • L'età di solito dopo 4° lattazione
    • Stadio della lattazione, maggiormente nell'ultima fase di produzione 15-30 giorni, con una netta prevalenza di macrofagi e cellule epiteliali;
    • Alcune settimane successive al parto, indipendentemente dall'esistenza di un'effettiva infezione mammaria: questo fenomeno rientra nel potenziamento spontaneo delle difese immunitarie in preparazione al parto stesso
  2. Stress e stagione:
    • Aumento (leggero se l'ambiente va bene) di SCC in bovine sottoposte a stress come estro e ranking di mungitura;
    • Clima e temperatura aumentano SCC sopratutto con l'umidità
    • Stress alimentari con insilati avariati o mal fermentati e variazioni repentine di managment, maltrattamenti ecc.
  3. Ferite alle mammella, danni al tessuto possono alzare temporaneamente SCC per prevenire eventuali cause di ferite;
  4. Cause indirette come:
    • Mungitura inadeguata facilita la trasmissibilità d'infezioni mammarie
    • Bassa manutenzione dell'impianto, si fanno quindi controlli completi ogni 6 mesi oppure ogni mille ore di lavoro.

Il livello normale di cellule somatiche è minore o uguale a 200 mila per ml di latte dalla seconda lattazione in poi, nelle manze minore o uguale a 100 mila.

Linear Score = LS = Sistema di valutazione lineare da 1 a 9 per i conteggi cellulari, implica il raddoppiamento del numero di cellule somatiche per ogni aumento di un punto nel LS. Ha dei vantaggio rispetto allo SCC:

  • Presenta meno variabilità da mese a mese nell'arco di una lattazione
  • Presenta un'ereditabilità maggiore (il 25%) rispetto alla conta delle cellule somatiche
  • Consente di comparare vari allevamenti per quanto riguarda la sanità della mammella.

Mentre SCC di massa, può essere alterato dalla presenza di pochi soggetti con conte molto alte.

Obbiettivi del programma di controllo

  • Usare sommario mensile del LS o dello SCC sui campioni di latte individuali
  • Non si può indicare con sicurezza un valore di LS che permetta di separare gli animali sani da quelli infetti, ma screening di massa considera problema bovine con LS ≥ 5
  • Manze di prima lattazione dovrebbero presentare LS ≤ 3 (questo gruppo d'animali, infatti, non ha ancora subito le eventuali condizioni sfavorevoli d'allevamento)
  • Obiettivo per l'allevamento è avere il 90% delle bovine con un LS inferiore a 5

Il programma di controllo delle cellule somatiche e LS consente:

  • L'identificazione dei soggetti infetti: individuare gli animali ammalati basandosi sui monitoraggi mensili (SCC o del LS) indicano infezioni a lunga durata causate (infettive) meno utili per ambientale di breve durata. Quindi microbiologia di bovine con LS ≥ 5
  • Analizzare la gestione aziendale: in caso di conte alte controllare:
    • Metodo e la routine di mungitura
    • Stato manutentivo della macchina mungitrice.
    • Attenzione all'ambiente in cui vivono le bovine, lettiera di tipo inorganico (sabbia, materassini ecc.)

Con infezioni ambientali, assicurandosi comunque che le superfici con cui la mammella viene a contatto siano quanto più possibile asciutte e pulite.

  • Trattamento in lattazione: momento migliore per trattare bovine è l'asciutta, se necessario trattamento in lattazione, mettere in asciutta anticipata e trattare con antibiotico. Bovine ad inizio o metà lattazione separare il latte quello di massa. Se LS ad inizio lattazione seguito da calo indica problemi gestionali durante l'asciutta. Aumento delle cellule durante la lattazione è invece indice di patogeni contagiosi può derivare da problemi nell'impianto o nelle tecniche di mungitura.
  • Trattamento in asciutta: momento migliore per trattare, eliminano le infezioni preesistenti e prevengono le nuove. Nella fase iniziale di questo periodo la mammella è particolarmente esposta ai rischi d'infezione: poiché il trattamento selettivo (effettuato solo su vacche ad alto LS) presenta una percentuale di fallimento del 20-40%, bisogna trattare tutte le bovine.
  • Eliminazione degli animali infetti: questo procedimento può rendersi necessario nel caso di bovine con mastiti croniche o che comunque non rispondono al trattamento in asciutta; anche se buone produttrici, queste vacche sono in ogni caso un serbatoio di batteri e possono instaurare un circolo vizioso di reinfezioni in allevamento.

Come usare il LS per ridurre la mastite: Se alto SCC sul latte di massa, capire quanti animali sono responsabili di questa anomalia Se poche bovine responsabili di alto LS considerare SCC individuali e analisi colturali. Se molte bovine responsabili di alto LS, distinguere tra alte percentuali di nuove infezioni o alte percentuali di casi cronici.

Vitello

Il parto avviene per le vacche libere o alla posta spontaneamente o con aiuto oppure in sala parto. Alla nascita pesano dai 35/38 ai 45/55 kg, nel giro di circa una due ore sono in piedi. Si hanno cure nell’immediatezza del parto per permettere una respirazione corretta e liberare le vie aeree da muco, residui degli invogli fetali e residui di paglia.

Per rianimare il vitello soprattutto se la vacca non lo lecca: strofinarlo con paglia fresca, versare un po' d’acqua fredda nella bocca e sul musello, se il cordone non è troncato tagliarlo e se sanguina legarlo con un laccio, disinfettarlo strizzandolo in senso dorso ventrale, applicare disinfettanti (spray, liquidi polveri antibiotiche), separarlo appena possibile dalla madre vacche da latte (evitare legami affettivi) ed evitare suzioni per problemi con mungitrice automatica. Bisogna somministrare il colostro perché il vitello nasce senza immunità e bisogna stimolare l'immunità passiva. Nasce senza immunità perché la placenta è epiteliocoriale e non esistono connessioni che consentano il passaggio di anticorpi. Nelle prime 24 ore deve assumere almeno 10-12% del proprio bevo quindi circa 4-6 litri.

Da 0 a 3 giorni: il vitello è axenico (nasce privo di difese immunitarie); queste difese gli vengono trasmesse attraverso la somministrazione di colostro (proteine difese immunitarie).

Da 3 a 30 giorni: il vitello è solo monogastrico, l’apparato digerente del vitello non è sviluppato come quello del bovino adulto. Infatti il complesso rumine-reticolo rappresenta nella 1° settimana solamente il 38% degli stomaci, mentre già a 16 settimane questa percentuale sale al 67 %.

Lo sviluppo anatomico dell’apparato di

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/19 Zootecnica speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LoveBarbie di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Zootecnica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Mattoni Mario.
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