Pascolamento
Pascolamento: utilizzazione di risorse alimentari naturali direttamente sul posto da parte degli animali. Forma originaria d’alimentazione degli erbivori domestici e selvatici. Incontro fra l’animale e l’erba (Voisin), in altre parole fra due entità biologiche ciascuna con caratteristiche ed esigenze proprie.
Erbivori selvatici e domestici
Erbivori selvatici: rapporto regolato da equilibri naturali (alterazione antropica - esigenza digestione).
Erbivori domestici: attività zootecnica, finalità economiche: il rapporto fra animali e erba deve essere regolato dall’uomo per assicurare l’equilibrio; l’erba deve poter sviluppare al meglio la sua capacità di crescita e di ricrescita; gli animali devono trovare nutrimento sufficiente alle esigenze e poter godere dei vantaggi del pascolamento.
Obiettivo non facile da realizzare soprattutto in situazioni di grande variabilità dei fattori pedo-climatici e perciò delle caratteristiche produttive dei cotici erbosi (Italia spec. Peninsulare).
In Italia l’utilizzazione delle risorse foraggere con il pascolamento è diffusissimo nell’ovinicoltura; nella bovinicoltura è diffuso molto meno e riguarda i riproduttori di razze da carne ed in parte i bovini da latte nella montagna alpina. Riguarda quindi soprattutto terreni a bassa o medio-bassa produttività.
Vantaggi del pascolamento
Vantaggi che sussistono quando il pascolo è fatto razionalmente:
- Azienda: Economici riduzione dei costi di produzione (manodopera e strutture).
- Animali: Igienico-sanitari, ginnastica funzionale, robustezza costituzionale, corretta morfologia, efficienza riproduttiva; alimentari, alimenti ricchi di proteine, vitamine e minerali, efficienza produttiva e riproduttiva.
- Erba: Stimolo ad accrescimento e ricaccio (moderato calpestio); fertilizzazione delle deiezioni; disseminazione di semi utili attraverso gli escrementi.
Il pascolo effettuato irrazionalmente determina soprattutto svantaggi: decadimento nutritivo degli animali, degrado del cotico erboso.
Sistemi di pascolamento
Sistema continuo o libero
Forma tradizionale ancora diffusa, è il metodo di utilizzazione più estensivo. Gli animali sono mantenuti al pascolo continuamente sullo stesso appezzamento per tutta o per larga parte della stagione di pascolo. Condotto con criteri irrazionali presenta aspetti negativi:
- Peggioramento della composizione floristica del pascolo azione selettiva degli animali che, esercitata continuativamente provoca la scarsa utilizzazione delle disponibilità foraggere con elevati sprechi di erbe rifiutate o calpestate mantenere anche più del 50%.
- Difficoltà di un carico uniforme per la variabilità stagionale delle disponibilità foraggere (+ primavera - estate; clima mediterraneo).
- Squilibrio nutritivo degli animali se non si varia il carico o non si integra il pascolo, in base alle esigenze dei singoli soggetti.
- Abitudinarietà del comportamento: sovraccarichi localizzati, sentieramenti. Danni al cotico erboso.
- Pascolo in condizioni non idonee: terreno bagnato, pascolo esaurito.
Pascolamento turnato o a rotazione
Consiste nella suddivisione della zona di pascolo in sezioni che vengono utilizzate per più volte (rotazione), cosicché ogni sezione è sottoposta a periodi di utilizzazione alternati a periodi di riposo durante i quali l’erba ha la possibilità di ricrescere liberamente al sicuro dal morso e dal calpestio. L’intervallo fra due passaggi consecutivi nella stessa sezione è detto turno di pascolamento (o di riposo), dipende dalle caratteristiche agronomiche e dall’andamento climatico ed è perciò assai variabile: da 20 giorni in condizioni ottimali a 60 giorni o più.
Il pascolamento a rotazione, basato sul criterio di un forte carico ed una breve permanenza in ogni sezione, consente una razionale utilizzazione delle risorse foraggere sia qualitativamente che quantitativamente, con il duplice vantaggio di una migliore alimentazione degli animali e della conservazione del cotico erboso. La realizzazione pratica si basa su di un sistema di recinzioni fisse oppure in parte fisse (quella periferica) ed in parte mobili (quelle secondarie). Le recinzioni mobili (spesso elettrificate) hanno il vantaggio di consentire il dimensionamento delle sezioni alle esigenze contingenti.
Vantaggi del pascolamento a rotazione
- Riposo vegetativo del cotico nel turno di riposo: elemento determinante per consentire all’erba di ricacciare e svilupparsi a sufficienza (scorte nutritive dell’apparato radicale) prima di una nuova utilizzazione.
- Riduzione del danneggiamento meccanico per eccessivo calpestio del cotico erboso.
- Elevato coefficiente di utilizzazione dell’erba disponibile 70-80%: (elevata densità, competizione, riduzione dell’azione selettiva).
- Possibilità di utilizzare l’erba ad uno stadio vegetativo ottimale.
- Maggiore uniformità dell’alimentazione nel corso della stagione e quindi migliori condizioni di nutrizione per gli animali.
- Possibilità di interventi colturali (concimazione, sfalcio residui ecc.) sul cotico erboso durante l’intervallo fra le utilizzazioni.
- Possibilità di fare scorte: sfalcio e conservazione del foraggio di una o più sezioni nei periodi di più alta produttività.
- Possibilità di utilizzazioni differenziate con passaggi successivi di gruppi di animali con diverse esigenze nutritive: bovine in lattazione, bovine in asciutta, bovini, ovini o equini.
Meccanismo di prensione degli alimenti
Grado di utilizzazione del pascolo:
- Bovini: Lingua (+ residui).
- Ovini e equini: Labbra e denti (pascolo raso).
Parametri fondamentali per una razionale utilizzazione di un pascolo con il sistema a rotazione:
- Evoluzione quantitativa e qualitativa dell’erba (curva di produttività): essenziale per definire il momento migliore per l’utilizzazione e per valutare la produttività ai fini della determinazione del carico.
- Periodo ottimale di riposo (turno) necessario perché l’erba, dopo una utilizzazione possa ricrescere e svilupparsi a sufficienza.