Domande di zootecnia montana
Ruminanti: chi sono e cosa li caratterizza?
I ruminanti sono bovini, ovini e caprini; ovvero tutti quegli animali che presentano una struttura gastrica con tre prestomaci prima dello stomaco ghiandolare propriamente detto. Questi animali, a differenza di altri, effettuano la ruminazione, un processo caratterizzato da:
- Una prima masticazione grossolana, con invio e stazionamento temporaneo del bolo nel rumine seguito da un rigetto dello stesso nella cavità buccale.
- Una seconda masticazione, detta mericica, caratterizzata da una maggiore triturazione e insalivazione del bolo allo scopo di poter essere pienamente attaccato e degradato dalla flora ruminale.
Il rumine è come una grossa camera di fermentazione dove gli alimenti, ricchi di cellulosa, vengono demoliti dai batteri e dai protozoi, ottenendo come prodotto finale gli A.G.V. Questi verranno poi assorbiti dalla parete del rumine e trasportati al fegato per avviarli ai processi assimilativi. La parete ruminale è in grado di assorbire anche acqua, sali minerali, acido lattico, NH3 e CO2. Inoltre, nel rumine avviene una prima degradazione dei lipidi e delle proteine; la flora ruminale è anche in grado di produrre le vitamine idrosolubili del gruppo B, rendendo questi animali immuni da carenze di idrosolubili.
Una volta superati i tre prestomaci (rumine, reticolo, omaso), il bolo raggiungerà lo stomaco ghiandolare, detto abomaso, in cui inizieranno i processi digestivi dei succhi gastrici, contenenti enzimi proteolitici (pepsina) e lipolitici (lipasi gastrica) che scindono proteine e lipidi in composti più semplici.
Caratteristiche morfologiche dei bovini
Un'altra caratteristica dei bovini è una caratteristica morfologica esteriore, ovvero, a livello dentale, nelle arcate superiori dei bovini sono presenti solo i molari e i premolari mentre sono assenti i canini e gli incisivi. Al posto di questi ultimi, la bocca presenta un cercine inspessito e duro a forma di semiluna. La bocca di questi animali è provvista di labbra robuste e poco mobili, usate dagli animali nella prensione degli alimenti. La zona esterna e superiore al labbro superiore, compresa tra lo stesso labbro ed il naso, forma il musello, zona glabra e ricoperta di rilievi papillari.
In ovini e caprini le labbra sono invece molto sottili e molto mobili; nella presa degli alimenti sono importanti sia le labbra che la lingua e gli incisivi.
Prodotto delle fermentazioni della cellulosa (in bovini)
La fermentazione della cellulosa è un processo molto lento che avviene nel rumine. Qui gli alimenti grossolani e ricchi di cellulosa subiscono un attacco di demolizione ad opera dei microrganismi e protozoi ruminali, secernenti enzima cellulasi che degrada i complessi carboidrati vegetali in composti più semplici con prodotto terminale gli acidi grassi volatili o A.G.V.
Questa famiglia di composti comprende acidi grassi a catena corta; i principali A.G.V. sono: acido acetico, acido propionico e acido butirrico.
Acidi grassi volatili
Sono degli acidi grassi a catena corta che si formano, in seguito alla degradazione della cellulosa e dei polimeri glucidici complessi, ad opera dei batteri cellulosolitici e amilolitici presenti nel prestomaco del rumine. Gli A.G.V. principali sono tre: acido acetico, acido propionico e acido butirrico. Mentre acido acetico e acido butirrico vengono assorbiti dalla mucosa del rumine, passano al sangue che a sua volta li trasporta al fegato dove verranno usati come precursori del grasso del latte e del grasso corporeo; l’acido propionico invece viene utilizzato per sintetizzare glucosio, utilizzato come energia o come base per la sintesi del glicogeno.
Funzione dei grassi nel rumine
I grassi hanno importanti funzioni sia di riserva che di energia. Nell'allevamento della bovina da latte i lipidi devono essere presenti in una percentuale del 4-9%.
Termoregolazione del rumine
La termoregolazione è la proprietà di regolare la temperatura di un sistema biologico. Nei bovini la termoregolazione avviene nel rumine grazie alla presenza dei batteri che tramite i processi fermentativi degli zuccheri ottengono, oltre agli A.G.V., usati come fonte energetica, il metano, la CO2 ed altri gas, nonché calore usato dall’animale per la termoregolazione. Come tutti gli omeotermi, i bovini sono in grado di controllare la propria temperatura corporea e bilanciarla grazie ai processi metabolici, mantenendola entro certi limiti costante ed indipendente da quella dell’ambiente esterno.
Il bilancio avviene secondo il principio TERMDISPERSIONE (fisica) = TERMOGENESI (chimica). A regolare tale bilancio vi sono dei recettori termici presenti nella cute, nella bocca e nei primi tratti dell’apparato digerente, capaci di raccogliere le informazioni sensorie ed inviarle poi ai termorecettori centrali posti nell’ipotalamo. Questa zona funziona da vero e proprio termostato corporeo che regola le risposte termostatiche. Dall’ipotalamo partono poi le vie nervose connesse ad altri distretti del sistema nervoso deputati alla regolazione della produzione e perdita di calore.
Monogastrici
I monogastrici sono incapaci di effettuare la ruminazione in quanto all’esofago fa seguito il sacco stomacale. Inoltre essi non sono in grado di degradare enzimaticamente la cellulosa, e le azioni digestive di assimilazione avvengono nel tenue, mentre le azioni di biosintesi microbica verso gli alimenti indigeriti avvengono nel cieco e nel colon.
Cavallo: esempio di monogastrico atipico
Il cavallo, pur non presentando la struttura poligastrica, in quanto all’esofago fa seguito un solo sacco stomacale, ha per certi versi caratteristiche simili a quelle dei poligastrici, tali da farlo catalogare come monogastrico atipico. Nel cavallo lo stomaco è molto piccolo: ha una capacità di 8 – 15 litri. Una grossa quantità di cibo, quindi, una volta raggiunto lo stomaco, tende a lasciarlo in tempi brevi e quindi a passare maldigerito all’intestino tenue. Il cavallo presenta un muscolo sfintere del cardia molto potente tale che rende impossibile al cavallo, se non in qualche caso molto raro, il rigurgito del contenuto gastrico e di gas proveniente da quest’organo.
Tuttavia, in contrasto con uno stomaco straordinariamente piccolo, anche in rapporto alle dimensioni medie dell’animale, il cavallo possiede un intestino molto voluminoso che occupa la maggior parte della cavità addominale. Per le dimensioni considerevoli, il colon del cavallo è anche detto grosso colon. Come per i ruminanti i prestomaci, così nel cavallo cieco e colon ascendente rappresentano le grandi camere di fermentazione, indispensabili per la digestione della cellulosa, e come tali provviste di una ricca flora microbica.
Alpeggio
L’alpeggio è una pratica zootecnica, molto usata in passato dagli allevatori, che si è rivelata indispensabile per lo sviluppo dell’economia montana. Consiste nel portare durante i mesi estivi, il bestiame verso le alpi fino al termine della stagione estiva: questo processo è detto monticazione. In genere, nel periodo della monticazione avviene il passaggio del bestiame in diverse strutture d'alta quota sino a giungere alle malghe di alta montagna dette anche baite. Al termine del periodo estivo, gli animali venivano riportati alle stalle del fondo valle, processo che viene detto demonticazione.
Durante l’alpeggio si rivela fondamentale la presenza delle malghe, ovvero le costruzioni rustiche di pietre e di legno adibite ad abitazione per i pastori nel periodo estivo, comprendenti anche la stalla per le bestie e la casera per la lavorazione del latte. L'alpeggio può avere forme economico-organizzative diverse, essendo pubblico o privato, come può distinguersi anche in base al tipo di bestiame ospitato. Per quel che riguarda le necessità animali, per l'intera durata dell'alpeggio occorrono 1,5-2 ettari per ogni bovino mentre un solo ettaro riesce a nutrire dai 4 ai 6 ovini.
- L'alpeggio ben fatto porta notevoli vantaggi agli animali da un punto di vista alimentare (maggiore valore nutritivo che si riflette sia sulla salute dell’animale che sulla qualità dei prodotti zootecnici), da quello dell'attività fisica (sviluppo della muscolatura con irrobustimento globale dell’animale; aumento dell'attività circolatoria, respiratoria e della capacità polmonare dovuta alla rarefazione dell'aria e al maggiore sforzo fisico) e da fattori ambientali (qualità dell'aria respirata e aumento delle radiazioni attive con benefici influssi su cute, pelo, attività ghiandolare e metabolismo).
- L'effetto positivo del pascolo si esplicita anche verso l’ambiente di alpeggio, dati dal fatto che le deiezioni bovine (letame o liquami) possono fornire molti macro e microelementi per la coltivazione dei terreni agricoli, in primis azoto, utile per la crescita delle piante.
- Infine i vantaggi economici dovuti all’alpeggio sono dati dalla possibilità di integrare le disponibilità foraggere del fondovalle e dalla possibilità di ridurre l’impiego di manodopera aziendale, fattore che riduce notevolmente le spese di gestione.
Ancora oggi la pratica dell’alpeggio è viva, in particolar modo in Val d’Aosta.
Tipi di pascolamento
Esistono tre tipi di pascolamento:
- Pascolo continuativo, anche detto pascolo libero.
- Pascolo a rotazione, anche detto pascolo turnato.
- Pascolo parcellare, anche detto pascolo razionato.
Il pascolo continuativo generalmente si effettua su ampie superfici disponibili per il bestiame. In questo tipo di pascolo è limitato l’intervento dell’uomo, così come sono limitate le attrezzature necessarie. Tuttavia, il pascolo libero ha degli aspetti negativi come, ad esempio, l’elevato e rapido degrado della flora vegetale, determinato da una selezione alimentare effettuata dal bestiame e causante una riduzione della biodiversità.