Estratto del documento

Studio anagrafe nazionale

Anagrafe nazionale zootecnica

Ricordarsi i dati relativi all'anagrafe nazionale zootecnica per le principali razze presenti nel nostro territorio e i numeri. La bovina da latte può fare un parto all'anno.

Domande

  • Cosa s'intende per intervallo parto concepimento e prima fecondazione (numeri compresi)
  • Numero di interventi per bovina
  • Intervallo interparto (media giorni)
  • Tasso rilevamento calori/tasso concepimento/pregnant rate
  • Sistemi di rilevazione del calore
  • Quanti bovini abbiamo in Italia? Circa 6 milioni, un po' diminuiti
  • Quante vacche da latte abbiamo in Italia? Circa 2 milioni, il resto rimonta

Zootecnia produzione destino del latte in Italia

Il sistema lattiero caseario nazionale e regionale è in graduale crescita. La struttura produttiva nazionale è cambiata e si assiste a una netta riduzione del numero di aziende contemporaneamente all'aumento della produzione in aziende che hanno adottato tecnologie produttive più innovative nelle aree vocate all'allevamento della vacca da latte (Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna).

La produzione in aree di montagna è più marginale e legata a trasformazioni casearie che rientrano in sistemi di qualità. La politica agricola in Europa incentiva economicamente queste realtà zootecniche.

Italia: produzione lattiera ed utilizzo nel 2018

Le produzioni nazionali di latte vaccino, bufalino, caprino ed ovino più importante di latte sfuso arrivano a quasi 14 milioni di tonnellate. Quest'ultime vengono destinate alla caseificazione di formaggio DOP. Anche i DOP non sono tutti uguali.

Indicazione facoltativa di qualità di prodotto di montagna: il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali con il decreto numero 57162 del 26 luglio 2017, ha emanato disposizioni specifiche per il territorio nazionale che dettagliano gli atti europei tra cui quelli in tema di deroghe circa le distanze dalla zona di montagna per la trasformazione di taluni prodotti per i comuni classificati montani o parzialmente montani nei piani di sviluppo rurale delle rispettive regioni.

Classificazione principali razze bovine

Razze specializzate da latte

  • Frisona italiana
  • Bruna
  • Jersey
  • Guernsey
  • Bretone
  • Normanna

Razze da carne

Italiane: piemontese, chianina, romagnola, marchigiana, maremmana e podolica.

Francesi: charolaise, limousine, blonde d'Aquitaine e blue belga.

Britanniche: shorthorn, hereford, Aberdeen, angus e Galloway.

Razze a duplice attitudine

  • Pezzata rossa
  • Normanna
  • Grigia alpina
  • Valdostana
  • Simmenthal
  • Highland

Razze minori italiane

Reggiana, grigio alpina, redena, modicana e modenese val padana.

Libro genealogico

È un libro tenuto da un'associazione nazionale di allevatori dotata di personalità giuridica, o da un ente di diritto pubblico, in cui sono iscritti animali riproduttori di una determinata razza e relativi ascendenti, per i quali sono stati effettuati controlli sulle attitudini produttive. I libri genealogici sono istituiti per specie o razze di bestiame di interesse zootecnico. Sono lo strumento primario dell'attività di selezione: definiti gli obiettivi di selezione, i soggetti sono puntualmente sottoposti a valutazioni morfologiche e funzionali e ora anche genetiche (genomica), selezionando pertanto i riproduttori "migliorati" non solo per caratteri produttivi, ma anche funzionali (salute degli animali e loro resistenza alle malattie).

L'organizzazione del libro genealogico è stabilita da un apposito disciplinare, approvato dal Ministero delle Politiche Agricole.

ARA

Coordinano APA e i rapporti con la regione. Forniscono assistenza tecnica, servizi amministrativi e tecnici alle APA, gestiscono i laboratori di analisi per i controlli funzionali sul latte.

AIA

Coordina i controlli funzionali, elabora i dati raccolti dalle APA secondo direttive ufficiali e fornisce records fenotipici che invia le associazioni nazionali di razza che calcolano gli indici genetici di selezione.

ANA

Sono suddivise per specie nell'ambito dei bovini per razza (ANABORAPI, ANAFI, ANABIC, ANARB). Gestiscono i centri genetici che servono per la raccolta il controllo dei maschi riproduttori. Presso ANA vi sono gli uffici centrali dei libri genealogici che si avvalgono degli uffici provinciali dei libri genealogici attivi presso le APA.

Razze bovine allevate in Italia

Frisona

Le razze bovine allevate in Italia appartenevano grossolanamente a due ceppi distinti: il podolico e l'iberico. Erano razze locali rustiche e non specializzate. La frisona in Italia doveva confrontarsi con la bruna alpina, razza allora triplice attitudine (latte, carne e lavoro) preferita ancora da molti allevatori. La frisona grazie all'interesse prevalente per il carattere da latte ebbe però una selezione più intensa.

Attorno al 1870 furono importati a Cremona i primi soggetti di frisona provenienti dall'Olanda e nel 1908 vi erano già 60.000 capi, distribuiti prevalentemente nel nord Italia. La prima organizzazione per la tenuta del libro genealogico per la razza allora definita pezzata nera nasce nel 1922.

Nel 1929 ci furono le prime importazioni di toro americani la cui selezione genetica aveva già privilegiato soggetti a grande attitudine lattifera. La guerra mondiale ha causato una distruzione quasi totale del patrimonio zootecnico italiano. Con la ripresa economica la razza frisona viene privilegiata rispetto alla bruna. Proprio per la sua produzione di latte la frisona americana aveva già caratteristiche morfologiche e funzionali ben diverse dal ceppo olandese presente in Italia.

Nel 1950 la frisona sostituisce sempre più la bruna specialmente in pianura. Dal 1959 la razza ha una sua fisionomia e viene istituito un libro genealogico nazionale della frisona italiana. La zona di maggior diffusione è il nord Italia, in particolare Lombardia ed Emilia Romagna. Il colore del mantello è pezzato nero ma anche le pezzate rosse (carattere recessivo) si possono iscrivere al libro genealogico. Il nero è più distribuito sulla testa, sulle spalle e sulla groppa, mentre il bianco su fianchi e ventre. Le corna sono corte e l'aspetto generale è armonico e vi è un buon equilibrio dei caratteri lattiferi.

Il 23 luglio 1957 viene costituita l'associazione nazionale di allevatori bovini di razza frisona ANAFI.

Bruna

La razza bruna in Italia rappresenta il ceppo italiano della razza bruna alpina, derivato dall'introduzione di soggetti svizzeri, austriaci ed in parte bavaresi adattatisi ai nostri ambienti e, specialmente negli ultimi anni, rinsanguando il ceppo americano Brown Swiss. Prima del 1981 era denominata bruna alpina. Presente in Italia dal XVI secolo era inizialmente a triplice attitudine, poi a duplice attitudine ed infine vocata per la produzione di latte.

La specializzazione fu necessaria per evitare un eccessivo ridimensionamento di razza, infatti si sostituì alla frisona in alcune zone. In generale il maggior numero di allevamenti è situato nelle zone particolarmente sfavorite di montagna e di collina, oggi però grazie alla migliorata attitudine al latte, anche negli allevamenti di una certa importanza utilizzano il nuovo ceppo della bruna italiana.

Ha una buona attitudine casearia del latte perché, nel patrimonio genetico della razza, c'è un'elevata presenza di allele b delle k-caseine che influenzano la coagulazione del latte positivamente. Più che discreta attitudine alla produzione di carne, in passato recente era infatti utilizzata come razza a duplice attitudine.

Con un patrimonio di circa 400.000 capi, le vacche di razza bruna allevate in Italia sono oltre 300.000, 120.000 capi sono iscritti al libro genealogico, 90.000 le vacche sottoposte ai controlli funzionali e di queste il 90% è inseminato artificialmente, iscritte all'ANARB. Le produzioni medie di latte sono intorno ai 7200 kg, ma ci sono allevamenti in cui si è scelto di allevare Brown Swiss dove si arriva oltre ai 9200 kg. Ha un elevato tenore in grasso (4.2) e un buon tenore in proteine (3.5). Questi valori sono ottimali per la caseificazione perché permettono una migliore realizzazione di formaggi.

Caratteristiche morfologiche della razza Bruna

  • Animali armoniosi
  • Mantello di colore uniforme, bruno o variabile dal sorcino al castano
  • Musello color ardesia circondato da un alone bianco
  • Corna fini e bianche alla base e nere alla punta
  • Peso vivo 500/700 kg

Jersey

La razza Jersey prende il suo nome dall'isola omonima, protettorato della corona inglese che si trova nel canale della Manica, a poca distanza dalle coste francesi della Normandia. Alla sua formazione hanno contribuito il bestiame bretone e normanno. Dalla seconda metà del dodicesimo secolo vennero impedite le importazioni di bestiame vivo e ciò ha consentito di fissare bene i caratteri e di contenere le malattie. Dal 1700 iniziarono le esportazioni. Il numero di capi di razza Jersey oggi è circa 8 milioni diffusi in tutti i continenti.

Caratteri morfologici della razza Jersey

  • Il mantello è di colore fromentino, dal bruno scuro al giallo chiaro e spesso con zone di peli bianchi su fianchi e ventre, il fiocco della coda è nero. Spesso peli neri sulla testa.
  • Alone bianco intorno al musello nero.
  • Di taglia ridotta e tra le più piccole razze bovine allevate.
  • Femmine 125 cm per 350 450 kg.
  • Maschi 130 cm per 450 600 kg.
  • Animali precoci che raggiungono la maturità sessuale verso i 10 mesi, nelle nostre condizioni alimentati intensivamente con un'età media al parto inferiore ai due anni ed una longevità maggiore.

Caratteristiche produttive della razza Jersey

Ottime capacità lattifere, qualitative e quantitative per tenore di grassi e proteine. Scarsissima attitudine da carne e adattabile alle più svariate condizioni climatiche. Come composizione del latte la miglior razza in assoluto. Il libro genealogico della Jersey dal 1999 è gestito dall'ANAFI.

Reggiana

La Reggiana è una bovina autoctona dell'Italia settentrionale, attualmente ad attitudini esclusiva per la produzione di latte destinato alla trasformazione in Parmigiano Reggiano. La razza conserva ottime performance riproduttive, rusticità e buone doti produttive di carne per i vitelloni e gli animali di fine carriera. La razza fu protagonista nel contesto agricolo e zootecnico reggiano e parmense tanto da essere la più elevata fino a metà del ventesimo secolo, quando raggiunse l'apice nel 1954 con una consistenza di ben 139.695 capi. Le registrazioni genealogiche iniziò nel 1950 gli standard di razza pubblicati nel 1953. L'associazione degli allevatori è stata riconosciuta nel 1962 con l'obiettivo di iniziare la selezione. Nel 1996 con il decreto del Ministero delle Risorse Agricole Alimentari e Forestali è stato istituito il libro genealogico nazionale.

Distribuzione demografica della razza Reggiana

La popolazione massima si è avuta negli anni '50, successivamente fu abbandonata per sostituirla con razze cosmopolite come la frisona e la bruna e negli anni '70 rimasero circa 8000 vacche, con il minimo storico nel 1981 con solo 450 vacche. La consistenza attuale è di circa 3000 capi presenti in 177 allevamenti.

Caratteri morfologici della razza Reggiana

Mantello: rosso fromentino variante fra il carico ed il chiaro, più o meno attenuato nelle parti interne ed inferiori degli arti, attorno al musello rosa. Animali di buona taglia con tronco lungo, solido impianto scheletrico, testa sempre molto distinta e piuttosto lunga. Garrese che negli adulti arriva ad un'altezza compresa tra i 145 e 155 cm nei tori, con un peso medio di 9 10 quintali, e 140 145 cm delle vacche con un peso medio di 6,57 quintali.

La storia della razza Reggiana

Importata nel 500 dalla Russia e dalla Pannonia dalle popolazioni barbare, questa razza mantiene ancora il caratteristico mantello dal colore fromentino caratteristico dei bovini dell'Ucraina e della Russia centrale. Vacche rustiche, all'epoca a triplice attitudine e discrete produttrici di latte: ben presto queste bovine diverranno punto di riferimento per i monaci che nel dodicesimo secolo iniziavano a produrre il progenitore dell'attuale Parmigiano Reggiano. Il loro allevamento si diffuse nel nord e nel centro Italia tanto che la tradizione artistica rinascimentale inserisce costantemente il bue rosso negli affreschi della natività.

Il parmigiano di razza Reggiana

Maggiore frequenza della variante b della k e della beta caseina, ovvero le micelle più piccole e numerose tra i diversi tipi di caseina. Quando si caseifica questo formaggio questo significa rese maggiori, migliori proprietà reologiche, miglior spurgo di siero (e quindi la minore insorgenza di fermentazioni anomale), maggiore età di stagionatura del formaggio e conseguente migliore digeribilità dei suoi componenti proteici e lipidici. La proprietà organolettiche sono certamente differenti.

Pezzata Rossa

A.N.A.P.R.I. Associazione nazionale allevatori pezzata rossa italiana. La Pezzata Rossa, in tedesco Simmental o Fleckvieh, è una razza bovina originaria della regione svizzera dell'Oberland Bernese. Allevata principalmente in Austria e nelle regioni meridionali della Germania, essa si caratterizza per la sua duplice attitudine, che la rende adatta alla produzione di latte e carne. È una razza robusta, che ben si addice al pascolo, e che viene apprezzata per la sua fertilità e frugalità nonché per l'alta qualità del suo latte. È una razza docile in grado di svezzare altri vitelli oltre ai suoi.

La Pezzata rossa italiana possiede i caratteri tipici della razza a duplice attitudine con un buon equilibrio tra le due funzioni (50% latte e 50% carne), senza prevalenza di una di esse. Con il 3,43% di proteine e 3,92% di grasso (Boll. A.I.A. 2017 dati provvisori) e con un tenore medio di cellule somatiche molto inferiore a quello di altre razze, la P.R.I. dimostra le sue eccezionali attitudini casearie. Anche in questo caso, nelle aziende migliori, dove si può attuare la tecnica dell'unifeed e dove il livello energetico della razione è alto, non è difficile trovare stalle con medie del 3,60% di proteine.

È pure la frequenza del genotipo B delle K caseine e delle b-lattoglobuline che consente una migliore resa alla caseificazione e quindi un immediato guadagno per quelli che trasformano il latte direttamente. La Pezzata Rossa è una delle razze che, in assoluto, posseggono una maggior percentuale di Beta Caseine A2 A2 (58,7%).

Caratteri morfologici della Pezzata Rossa

  • Mantello: è pezzato rosso, più scuro nei maschi mentre è più chiaro nelle femmine e nei soggetti giovani; la testa, la coda, il ventre e la punta degli arti sono bianchi. Il muso bianco è un carattere dominante, la cute è rosa, sottile e morbida.
  • Altezza e peso: i tori sono alti circa 150 cm al garrese con un peso di 11 quintali e le vacche circa 140 cm con un peso di 7 quintali.
  • Morfologia: non spiccano caratteri né di una razza da latte, né di una razza da carne, ma solamente un'armonica fusione di entrambi. La testa è leggera, hanno un collo corto e muscoloso, il torace ampio e profondo, spalle larghe e robuste, la linea dorso-lombare è rettilinea, le cosce e le natiche sono muscolose e convesse mentre gli arti sono corti e robusti. È una razza che vive bene in montagna.

Allevamento delle manze

L'allevamento della manza ha degli obiettivi ormai chiari il cui raggiungimento diventa fondamentale per garantire l'efficienza economica dell'allevamento. Tali obiettivi riguardano:

  • Contenere la quota di rimonta (longevità delle bovine)
  • Ottimizzare la crescita delle manze: anticipare l'età della prima inseminazione quindi l'età al primo parto

La stalla "da latte" è composta da:

  • Vacche in produzione (produzione + asciutta)
  • Bestiame giovane necessario per la rimonta: vitelle (fino a 6 mesi), manzette (da 6 a 12 mesi), manze (12 mesi fino ingravidamento) e manze gravide
  • Rimonta: Vacche riformate per anno
  • Rimonta interna: vitelle nate in azienda
  • Rimonta esterna: manze già gravide
  • Allevamento giovane bestiame affidato a terzi

Q= (Va/Vc) x 100

  • Va: numero medio di vitelli per vacca all'anno, quindi 365/interparto
  • Vc: numero medio di vitelli/vacca per carriera

Fattori che incidono sulla quota di rimonta

Il numero medio di lattazioni per vacca è diminuito negli ultimi 20 anni in maniera significativa, arrivando a una media di 2,33 lattazioni/anno nel 2017. La ridotta carriera riproduttiva delle vacche da latte comporta un aumento del numero di vitelle, manzette e manze che l'allevatore deve mantenere in azienda se vuole mantenere la sua produzione di latte. Bisogna quindi agire su quei fattori che concorrono a ridurre il ricambio di bovine in allevamento, partendo dalla genetica e poi dalla gestione zootecnica dell'allevamento.

Il numero dei capi di rimonta si ottiene dalla seguente formula: Ei - Ef

Età al primo parto

Se si tende ad anticipare l'età al primo parto:

  • Vantaggi: produzioni più elevate nell'intera carriera, più corti intervalli fra le generazioni, accorciamento dei tempi necessari per la valutazione dei tori, più bassi costi in generale
  • Svantaggi: più bassi tassi di concepimento, difficoltà al parto (distocie), collasso puerperale, ridotta produzione in prima lattazione, minore longevità

Allevamento della vitella da rimonta

Il successo di un allevamento di bovine da latte è strettamente legato alla corretta gestione della rimonta. L'allevamento delle vitelle è fondamentale.

Anteprima
Vedrai una selezione di 13 pagine su 60
Zootecnica Pag. 1 Zootecnica Pag. 2
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Zootecnica Pag. 6
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Zootecnica Pag. 11
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Zootecnica Pag. 16
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Zootecnica Pag. 21
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Zootecnica Pag. 26
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Zootecnica Pag. 31
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Zootecnica Pag. 36
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Zootecnica Pag. 41
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Zootecnica Pag. 46
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Zootecnica Pag. 51
Anteprima di 13 pagg. su 60.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Zootecnica Pag. 56
1 su 60
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze agrarie e veterinarie AGR/18 Nutrizione e alimentazione animale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher camillaa13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi di allevamento e benessere animale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Bellagamba Federica.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community