Sistematica : classificazione di organismi in base alle
relazioni filogenetiche con i loro antenati (omologie)
utilizzando la nomenclatura binomia (Linneo) costituita
da due vocaboli latinizzati (il genere [corsivo con
iniziale maiuscola] e l’epiteto specifico [corsivo con
iniziale minuscola], talvolta può essere quadrinomia se
vengono specificati anche sottogenere e sottospecie),
si riconosce un’unità di base nota come specie (il cui
esemplare modello è detto olotipo e tutti gli altri sono
paratipi, spesso la specie è seguita dal nome
dell’autore che l’ha descritta e dall’anno in cui l’ha
descritta) e si classificano queste unità in un sistema
gerarchico (specie, genere, famiglia, ordine, classe,
phylum e regno, tramite l’albero dicotomico più
parsimonioso possibile [con meno passaggi evolutivi e
dando più peso ad alcuni caratteri]), poi le
classificazioni vengono collocate in contesti più ampi
(come le stime sulla biodiversità, faune regionali, ecc).
Tassonomia : studio della teoria e delle regole di
classificazione (ad esempio classificazione su base morfologica o anatomica), però può essere tratta
in inganno dall’aspetto esteriore (analogie).
Ci sono varie scuole di tassonomia :
- Sistematica evoluzionistica : la classificazione deve rappresentare il maggior numero possibile di
informazioni evolutive, priva di metodo scientifico
- Fenetica (tassonomia numerica) : creata da matematici, basata su caratteri morfologici, no
considerazioni evolutive
- Cladistica (sistematica filogenetica) : i soli caratteri morfologici non bastano, servono anche dati
molecolari, si basa su omologie dei caratteri in esame o caratteri evoluti indipendentemente quindi
sulla storia evolutiva degli organismi
Gli strumenti di un sistematico sono ad esempio la letteratura (cataloghi, checklists, ecc), gli
strumenti per la raccolta del materiale biotico, le collezioni naturalistiche, le banche dati.
Albero Dicotomico : ogni ramo è collegato ad
altri due rami, il nodo è l’intersezione di 3 rami
(un antenato e due discendenti), da un
antenato si ricavano due discendenti (pattern
di differenziamento), se ad un nodo sono
collegati più di tre rami (politomia) allora
l’albero è irrisolto (non ci sono sufficienti dati
per risolverlo), OTU è un nodo terminale
collegato ad un ramo terminale, due gruppi
sono sister se sono i più filogeneticamente
affini, ci sono tre tipi di alberi : nel filogramma
la lunghezza dei rami è proporzionale alla
quantità di cambiamenti evolutivi, nel
cladogramma la lunghezza dei rami non ha
significato, nel dendrogramma raggruppa organismi morfologicamente simili tra loro.
Per molto tempo gli artropodi sono stati considerati affini agli anellidi, ipotesi smentita solo negli anni
’90 quando vennero collocati negli ecdisozoi, nel 2010 un tedesco studiò gli artropodi impiegando
molti loro geni e ricostruendo la filogenesi attuale degli artropodi. I veri artropodi sono un gruppo
monofiletico suddiviso in due rami : Chelicerati (aracnidi, xifosuri, pantopodi, picnogonidi) e
Mandibolati (miriapodi, crostacei, esapodi).
Convergenza evolutiva : due organismi somiglianti ma con origini diverse
Analogia : somiglianza dovuta a funzione comune ma con origine diversa
Omologia : corrispondenza di due organi dovuta ad un’origine comune
Apomorfia : o carattere derivato, carattere morfologico nuovo evoluto dalla modificazione di un
carattere ancestrale
Autapomorfia : carattere derivato unico di un taxa
Sinapomorfia : caratteri omologhi presenti in due taxa ed ereditati da un antenato comune
Plesiomorfia : caratteri antichi mantenuti da un progenitore ancestrale
Simplesiomorfia : carattere primitivo condiviso da due o più taxa
QUATERNARIO OLOCENE
CENOZOICO 0,1 m.a.
TERZIARIO PLEISTOCENE
65 m.a. 2,5 m.a.
CRETACEO PLIOCENE
MESOZOICO 144 m.a. 5,3 m.a.
GIURASSICO MIOCENE
208 m.a. 23,7 m.a.
OLIGOCENE
TRIASSICO
346 m.a. 36,6 m.a. EOCENE
PERMIANO
286 m.a. 57,8 m.a.
PALEOZOICO PALEOCENE
PENNSYLVANIANO
320 m.a. 65 m.a.
MISSISSIPIANO 360 m.a.
DEVONIANO
408 m.a.
SILURIANO
438 m.a.
ORDOVICIANO
505 m.a.
CAMBRIANO
551 m.a.
Precambriano :
Proterozoico Superiore : circa 600 milioni di anni fa
Proterozoico Terminale : circa 560 milioni di anni fa, reperti fossili di pascolatori di prati di
stromatoliti (organismi fotosintetici stratificati su rocce), assenza di predatori
Paleozoico :
Cambriano Inferiore : circa 540 milioni di anni fa, gran numero di fossili tra cui anche cordati e molti
vertebrati, i principali depositi fossiliferi sono le faune del Burgess Shales e Chengjiang (Esplosione
del Cambriano), diversità maggiore di adesso
Cambriano Superiore : circa 500 milioni di anni fa, compaiono tutti i phyla tutt’ora presenti, aumento
dell’ossigeno disciolto in acqua, si differenziano circa venti piani strutturali differenti
Ordoviciano Medio : circa 470 milioni di anni fa, vita ancora confinata in ambiente acquatico, i
trilobiti raggiungono la massima diffusione (più di 20.000 specie), abbondano celenterati,
cefalopodi, gasteropodi, brachiopodi, scompaiono alcuni artropodi e alcuni piani strutturali
Ordoviciano Superiore : circa 450 milioni di anni fa : compaiono gli ostracodermi (pesci senza
mascella) e molti stem cranioti (possedevano alcuni elementi caratteristici dei cranioti ma non tutti,
i discendenti sono estinti)
Siluriano : circa 430 milioni di anni fa, compaiono i palcodermi (pesci corazzati con mascella), prima
colonizzazione terrestre da parte delle piante
Devoniano Inferiore : circa 400 milioni di anni fa, declino dei trilobiti (si estingueranno nel Permiano),
estinzione di ostracodermi e placodermi, diversificazione delle piante terrestri, primi fossili di anfibi
non amnioti (necessitano dell’acqua per riprodursi)
Devoniano Superiore : circa 370 milioni di anni fa, diffusione e diversificazione di gimnosperme,
prime foreste
Carbonifero Mississippiano : circa 430 milioni di anni fa, comparsa di organismi volanti
Carbonifero Pennsylvaniano, circa 300 milioni di anni fa, gli anfibi dominano la scena terrestre,
compaiono i primi amnioti (rettili) che non hanno bisogno dell’acqua per riprodursi
Permiano Inferiore : circa 280 milioni di anni fa, scomparsa di trilobiti, pesci in riduzione
Permiano Superiore : circa 260 milioni di anni fa, affermazione dei rettili, si differenziano neurotteri,
coleotteri e imenotteri, alla fine di questo periodo avviene la formazione della Pangea,
l’abbassamento del livello marino, l’inaridimento del clima e la prima estinzione di massa (più del
95% delle specie marine si sono estinte)
Mesozoico :
Triassico Medio e Inferiore : circa 240 milioni di anni fa, declino degli anfibi, sopravvento dei rettili,
comparsa dei lepidotteri (attualmente quasi 200.000 specie)
Triassico Superiore : circa 220 milioni di anni fa, comparsa del crown group (gruppi ancestrali i cui
discendenti sono invita tutt’oggi) dei mammiferi, compaiono i primi ditteri
Giurassico Inferiore : circa 200 milioni di anni fa, inizia lo smembramento della Pangea, compaiono i
dinosauri, iniziano a differenziarsi gli scarafaggi, compaiono le prime angiosperme
Giurassico Medio : circa 170 milioni di anni fa, ammoniti e cefalopodi si differenziano e dominano i
mari mentre le terre sono dominate dagli artropodi
Giurassico Superiore : circa 150 milioni di anni fa
Cretaceo Inferiore : circa 120 milioni di anni fa, coesistono dinosauri e ammoniti (di vecchio tipo) con
mammiferi e angiosperme (moderni)
Cretaceo Superiore : circa 90 milioni di anni fa, declino delle ammoniti e comparsa di conchiglie,
successo dei lepidotteri grazie anche alle angiosperme, sviluppo e differenziamento di uccelli
Cenozoico :
Paleocene : circa 66 milioni di anni fa, impatto di un asteroide nella penisola dello Yucatan, iniziano a
differenziarsi le linee di mammiferi già precedentemente presenti
Eocene : circa 50 milioni di anni fa, si affermano i mammiferi, compaiono proboscidati, equidi,
primati, carnivori ecc
Oligocene : circa 35 milioni di anni fa, esplosione delle falene
Miocene : circa 20 milioni di anni fa, abbondanza di ditteri
Pliocene : circa 5 milioni di anni fa
Pleistocene : circa 50.000 anni fa, fauna attuale
Olocene : circa 10.000 anni fa, progressivo riscaldamento
ARTROPODI
Sono organismi protostomi (segmentazione spirale, blastoporo diventa bocca, l’ano si forma
secondariamente, celoma per schizocelia) ecdisozoi (monofiletico, cuticola tristratificata soggetta a
mute regolate da ormoni ecdisteroidi, contiene panartropodi [monofiletico, artropodi, onicofori,
tardigradi, appendici in posizione latero-ventrale metameriche], nematoidi [nematodi, nematomorfi],
scalidofori [priapulidi, kinorinchi, loriciferi]), modulari (metamerici) e con appendici, l’insieme di
segmenti che forma un’unità funzionale (capo, torace o addome) si dice tagma (plurale tagmata).
Circa 1.200.000 di specie (47.000 in Italia) Sono quasi tutti a fecondazione interna (eccetto pantopodi
e Xifosuri), no muscolatura circolare perché avendo le appendici non si muovono più per peristalsi,
bocca ventrale, ano posteriore, inizialmente avevano appendici in tutti i metameri poi alcuni ne hanno
perse alcune, hanno un cervello dorsale (cerebro) diviso in neuromeri (coppie
di gangli) e connesso a una catena gangliare ventrale tramite due
commessure circumesofagee (partono lateralmente all’esofago e si riuniscono
sotto a formare la catena). Ogni coppia di gangli innerva una coppia di
appendici che possono essere antenne, mandibole, mascelle, ambulacrali,
zampe, fillopodi (per nuoto), per il trasferimento della spermatofora, ecc.
I piani corporei degli artropodi (più del 60% dell’intera biodiversità) possono essere suddivisi in :
insetti : capo, addome, torace suddiviso in tre segmenti (protorace, mesotorace e metatorace)
ciascuno dotato di un paio di arti, se presenti hanno due paia di ali (un solo paio nei ditteri) inserite
su mesotorace e metatorace (piano strutturale con maggior successo)
aracnidi : capo e torace indistinguibili in quanto fusi tra loro in un prosoma
collegato ad un opistosoma, sei paia di appendici sul prosoma (cheliceri,
pedipalpi e quattro paia di arti)
crostacei : capo, torace, addome, due paia di antenne sul capo (antennule e
antenne), cinque paia di appendici sul cefalotorace per la presa del cibo e la deambulazione,
numerose
appendici biramose (pleopodi) sull’addome, specializzate per il nuoto, la
respirazione o la riproduzione
chilopodi e diplopodi : capo e tronco con segmenti, due appendici per ogni
segmento nei
diplopodi, una sola appendice per segmento nei chilopodi
Il capo ha 5-6 segmenti, gli onicofori hanno antenne che partono dal primo
segmento del cranio (innervate dalla prima coppia di gangli detta
protocerebro), nel secondo segmento hanno stiletti boccali (innervati da una coppia di gangli detta
deutocerebro) e dal terzo segmento hanno zampe innervate da gangli Onicofori Chelicerati
sottoesofagei. I tardigradi hanno solo il protocerebro. Gli artropodi hanno tre
coppie di gangli dorsali (protocerebro, deutocerebro, tritocerebro), no
appendici nel primo segmento del capo (il protocerebro innerva solo gli
occhi), nei chelicerati il deutocerebro innerva i cheliceri, il tritocerebro
innerva i pedipalpi, la catena gangliare ventrale innerva le zampe, negli
insetti il deutocerebro innerva le antenne, il tritocerebro non innerva
appendici, la prima coppia gangliare della catena gangliare ventrale Insetti
Crostacei
innerva le mandibole per tritare il cibo, la seconda e terza coppia gangliare ventrale
innervano il primo e secondo paio di mascelle, nei crostacei il deutocerebro innerva il primo paio di
antenne, il tritocerebro innerva il secondo paio di antenne, la catena gangliare ventrale innerva le
zampe.
La cuticola (esoscheletro) protegge, sostiene l’organismo, consente gli scambi gassosi (l’unica parte
del corpo non rivestita da esoscheletro è la parte mediana dell’intestino) ed è composta da chitina
(tutti α-chitina eccetto un gruppo di crostacei parassiti [Pentastomidi] che ha β-chitina), è suddivisa in
: procuticola (divisa in esocuticola ed endocuticola) con fibrille di α-chitina, permeabile, epicuticola
(strato esterno detto cemento, strato ceroso e strato di cuticolina) impermeabile. L’esoscheletro
nell’articolazione non si interrompe ma è più sottile e flessibile permettendo il movimento (non più
peristaltico) ma comunque non è elastica quindi va mutata (ecdisi) dopo aver secreto un esoscheletro
di sostituzione. L’esoscheletro viene secreto dall’epitelio (che riveste l’animale) e l’animale si libera
dell’esuvia (vecchio esoscheletro) in vari step :
moltiplica le cellule che compongono l’esoscheletro aumentandone la superficie che appare
raggrinzita sotto al vecchio esoscheletro
l’epitelio secerne gli enzimi che scollano l’esuvia indebolendola, digerendola ed assorbendola
l’epitelio inizia a produrre il nuovo esoscheletro più grande che è ancora malleabile
quando il nuovo esoscheletro è pronto sotto all’esuvia l’animale (se è acquatico si gonfia di acqua,
se è terrestre si gonfia di aria) si gonfia aumentando il proprio volume e creando delle spaccature
lungo delle linee preferenziali (linee di debolezza dell’esoscheletro)
l’esuvia viene abbandonata ma il nuovo esoscheletro necessita di tempo per indurirsi
(sclerificazione) questo causa difficoltà di movimento (i muscoli sono ancorati ad un tessuto molle) e
quindi un’esposizione maggiore alla predazione
Alcuni artropodi sfruttano il momento in cui l’esoscheletro è ancora tenero per accoppiarsi (ad
esempio i granchi)
Il celoma manca ed è sostituito da cavità blastoceliche che formano un emocele con gli organi.
Il cuore pompa l’emolinfa (non trasporta ossigeno, la sua funzione è escretoria, scarto di metaboliti e
cataboliti, solo in qualche caso si possono avere dei pigmenti respiratori disciolti nell’emolinfa
[scutigera]) anteriormente e posteriormente, possiedono delle valvole (ostii) che restano chiuse
quando il cuore si contrae, così il getto di emolinfa va avanti e indietro, poi quando la muscolatura si
rilassa le valvole si aprono e l’emolinfa torna nel cuore, questo sistema non è totalmente passivo
poiché hanno un diaframma che aiuta il cuore ad espandersi.
APPENDICE BIRAMOSA
Le appendici sono pari e servono agli APPENDICE UNIRAMOSA
artropodi per tutte le funzioni, le antenne Protopodio
Protopodio
sono utilizzate per la chemiorecezione, le Endite
zampe sono utilizzate per deambulare, Esite
scavare o nuotare, le mandibole e le Endite
mascelle per nutrirsi, i pedipalpi sono Esopodite
utilizzati come organi genitali, ecc. Le Telopodio
Endopodite Esite
appendici sono composte da articoli, la
parte basale dell’appendice è composta da
due articoli (protopodite) il cui sviluppo è
coordinato da geni differenti da quelli che
coordinano lo sviluppo del resto dell’appendice, il
resto dell’appendice è detto telopodio. I telopodi primitivamente erano due, un ramo
interno detto endopodite ed un ramo esterno detto esopodite. In alcune circostanze nella parte
basale dell’appendice possono formarsi delle esìti, piccole espansioni di forma simile ad una foglia.
Dal protopodite si possono sviluppare uno o più rami, l’arto uniramoso è ad esempio quello dei ragni o
delle formiche, l’arto pluriramoso è solitamente tipico dei crostacei. Le appendici sono molto
importanti anche per determinare la storia naturale di un organismo, ad esempio se le appendici si
fondono a formare una cannuccia nella parte anteriore, in prossimità della bocca, esso diventa un
organismo succhiatore pungente (stiletto della zanzara).
Gli artropodi hanno un intestino tripartito in una parte anteriore, posteriore e mediana, le prime due
sono invaginazioni rivestite da esoscheletro mentre la parte mediana è priva di esoscheletro.
Gli scambi gassosi avvengono in vari modi, ad esempio i crostacei hanno le branchie (esìti delle
appendici), gli aracnidi e gli insetti respirano attraverso una fitta rete tracheale che raggiunge ogni
punto del corpo, anch’essa sviluppatasi da un’invaginazione dell’esoscheletro.
Riproduzione. Il ciclo di sviluppo degli artropodi conferisce loro il grande successo che hanno,
dall’uovo fuoriesce un individuo come l’adulto ma in miniatura e sessualmente immaturo (se parliamo
di insetti alati gli immaturi non hanno le ali). Gli ametaboli sono gli artropodi che non hanno mai
evoluto le ali, i giovani e gli adulti differiscono solo per la maturità sessuale (tisanuri, collemboli), gli
emimetaboli sono gli insetti che primitivamente avevano le ali, i giovani e gli adulti differiscono
perché l’adulto ha ali funzionali (anisotteri), gli olometaboli sono il gruppo che ha avuto più successo
tra gli eumetazoi (più di 1.000.000 di specie), maggiormente fitofagi e parassitoidi, dall’uovo
fuoriesce un individuo che non somiglia alla forma adulta (larva), vermiforme la cui funzione è quella
di mangiare e accrescersi, accumulano energia per rimaneggiare tessuti e organi in modo da
trasformarsi in un individuo adulto, larva e adulto fanno spesso cose diverse sfruttando nicchie
trofiche differenti e questo consente di non avere competizione tra giovani e adulti evitando la
sottrazione di cibo alla prole e viceversa (lepidotteri, ditteri, coleotteri, imenotteri).
Le cure parentali sono state evolute dagli artropodi più volte indipendentemente, rappresentano
protezione e avvio alla vita da parte dei genitori ai figli, ci sono anche casi di insetti eusociali come ad
esempio le formiche.
Filogenesi. Per molto tempo gli artropodi sono stati considerati aff
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