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simboli,non si sarebbero potuti capire. Per due volte nel

romanzo si parla della LUNA e della sua importanza nel

lavoro contadino nei campi. I FALò, sono i grandi fuochi che i

contadini accendono per far si che la terra si rinvigorisse,

quasi come un rito propiziatorio. Nuto dice a Anguilla che

anche lui deve credere alla luna e ai falò, non sono solo

stupide credenze, loro hanno bisogno di crederci, la

supertizione è solo quella che fa del male---->si scontrano

due posizioni: Nuto e Anguilla, che non crede più alla luna e

ai falò perchè non fa più parte di quel mondo. Per crederci

deve ritornare contadino. Episodio della casa da parte del

padre contadino che prende fuoco, di cui l'unico che si salva

è il bambino, Cinto. Quindi il falò contiene anche in sè l'idea

di distruzione e della morte.----->grazie a quell'episodio

Anguilla inizia a capire, prende consapvolezza.

Il II luogo della presa di consapevolezza di Anguila è LA

MORA, luogo centrale nel romanzo, dove Anguilla per la

prima volta si innamora, dove ha cominciato a lavorare, dove

è passato all'età adulta. Anche la Mora è un luogo che non

esiste più, però Anguilla rievoca momenti centrali del suo

passato. Le donne sono TRE: irene, silvia e santa;

rappresentano tre TRE FORME COMPLEMENTARI DELLA

STESSA FIGURA FEMMINILE, della stessa divinità

femminile. associate A TRE FIORI. TRE----> nella tradizione

risale alle tre divinità, all'origine, alle tre Grazie(senso

erotico), in realtà all'origine le tre grazie erano le tre ore, le

tre parche(filo della vita). TRE PARCHE------->TRE GRAZIE.

I momenti in cui Anguilla conosce la bellezza femminile, ma

anche l'aspetto negativo, violento. Tutte e tre hanno avuto

morte violenta. eros---------------------->tanatos

-momento in cui Anguilla spia le tre sorelle che stanno

raccogliendo dei fiori da dietro l'albero (10 capitolo)

- Irene che suonava il pianoforte, guardandosi le mani

capisce che grande differenza c'è tra uomo e donna.

- rievocazione di quando guardava Irene che suona, i fiori

nella stanza la musica----->dioniso che attraverso la musica

si fa conoscere dagli uomini "capii che quella musica parlava

d'altro", qualcosa che non puo capire. Quelle ragazze non

erano per lui, troppo ricche, troppo belle, non si sentiva alla

loro altezza. Nè sua ne di Nuto.

Certi giorni d'estate, ci dice Anguilla, pensava a Silvia, a

Irene così bionda non potevo pensare, era TROPPO bella.

Ma un giorno la vide correre, mentre lui stava nascosto

dietro un albero. (scena dell'uomo che spia la divinità...), la

spia e vede che Santina gridava, allora Irene sollevata la

gonna entra nell'acqua---->scena proibita. Santina aveva

raccolto dei fiori gialli "me li ricordo come se fosse ieri"------

>erotismo.

MA CHE FINE HA FATTO SANTA?:

Nuto: dal latino, "colui che accenna"; colui che col suo

silenzio accenna alle cose.

Le due FESTE, che sono nel racconto hanno molta

importanza.

Di Anguilla non si viene mai a sapere molto, se non della sua

solitudine, ci si aspetterebbe in questo momento una

rivelazione, momento in cui la realtà rivela il suo mistero,

un'epifania,(anche in Vittorini a un certo punto si va verso

questa rivelazione). Nuto e Anguilla continuano a salire sul

colle" aveva il cuore come il fiore del papavero"--->valore

simbolico, "..ma una cagna del boia"--->cagna una che

andava con tutti. Continuano a salire, più vanno avanti più

Anguilla vede le cose in maniera diversa. "tutto ritorna

sempre uguale" ci dice Anguilla-----> rimanda alla filosofia di

nietzsche, come se l'individuo non potesse mai liberarsi del

fardello del passato. Si sta sforzando di portare alla luce

quel passato. Nuto, poi, rivela finalmente ad Anguilla di

Santa, che era stata prima con i Fascisti poi passò dalla

parte dei Partigiani. Nuto racconta degli incontri che aveva

avuto con Santa, quando gli chiese di poter far parte anche

lui dei partigiani, Santa poi diventa l'amante di Baracca,

partigiano.

Arrivati in cima al colle, in altissimo, qui tutto appare

nebbioso, Vedono una CASA BRUCIATA, un'altra bruciata

dai fascisti, perchè era una casa partigiana, ed era stata

SANTA CHE AVEVA FATTO LA SPIA AI FASCISTI. Baracca,

partigiano-suo amante, la fece processare e uccidere.

"vederla vestita di bianco"----->bianco valore sacrificale.

Nella morte di Santa è presente una presa di coscenza

dell'opera di Calvino ne "i sentieri dei nidi di ragno", anche

qui muore una ragazza, uccisa. Pavese chiude la sua storia

con qualcosa di simile, qui però è molto più forte , più

tragica---> Santa è talmente tanto bella che anche da morta i

partigiani possono vedere il suo corpo attraente--->forte

valore erotico. Così Baracca decise di BRUCIARNE IL

CORPO. "faceva ancora gola a troppi", di lei è rimasto solo

un mucchio di cenere, "il letto del falò"--->metafora. Così

finisce il racconto di Pavese, con questa rivelazione.

Salendo sul colle si entra in un'altra realtà. Jesi dice sul

rapporto di Pavese con le campagne,che ritornare in

campagna vuol dire ritornare alle antiche feste ai tempi della

giovinezza. la TERRA come luogo mitico, nasconde il mito, il

sacrificio umano.Cosi il SACRIFICIO UMANO , per Pavese,

non è un sacrificio di salvezza ma è necessario, come una

virtù morale------>Anguilla DEVE venire a conoscenza del

sacrificio di Santa. Bisogna morire per rinacere, così Anguilla

deve venire a conoscenza di queste cose se vuole scoprire il

suo destino. l'eroe, anche nel mito, deve CONOSCERE LA

MORTE. CONQUISTA DELLA VERITà ATTRAVERSO LA

CONOSCENZA DELLA MORTE. Nell'opera di Pavese i

personaggi si salvano, o almeno il protagonista si salva

sempre, MA PAVESE NON SI SALVA.

CONQUISTA MORALE, è la stessa cosa che cerca il

personaggio di Vittorini, ma in lui c'è un ELEMENTO

COMICO,inteso come quotidiano,che in pavese non c'era.

Silvestro ritrova il mito come potenzialità concreta del

divenire del tempo. Il viaggio di Silvestro è un viaggio

allegorico, cerca reintegrarsi nella titalità, nella realtà come

pienezza.

Nella II parte del racconto Silvestro conoscerà alcune figure

maschili che si contrappongono alla figura della madre.Sono

prevalentemente 5 PERSONAGGI.:CALOGERO,

l'arrotino---->affila i coltelli, offre un'arma per combattere a

Vittorini. Vittorini comincia a usare DIALOGHI

PARADOSSALI, SURREALI, dopo che ha incontrato

l'arrotino che gli ha dato gli strumenti. Secondo personaggio


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cecchi88

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecchi88 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Bazzocchi Marco Antonio.

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