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Orthomyxoviridae

Gli Orthomyxovirus hanno un genoma a RNAss a polarità negativa, frammentato in 8 segmenti genici separati da cui originano proteine già funzionali o soggette a rimaneggiamenti enzimatici di poca importanza. Sono dotati di un capside elicoidale, un envelope ed una polimerasi. Le dimensioni del genoma sono di 1Kb.

Proprietà dei virus Orthomyxoviridae

Altre proprietà di questi virus sono:

  • Involucro: Contenente proteine virali tra cui l'Emoagglutinina (HA, circa l'80%) e la Neuroaminidasi (NA, circa 20%) che sono gli antigeni che identificano il ceppo e sono utilizzati per sintetizzare vaccini.
  • Proteine strutturali: 9 proteine.
  • Replicazione: Essenzialmente nucleare in cui le 8 molecole di RNAss (che hanno funzione di singoli geni) maturano per gemmazione dalla membrana citoplasmatica.
  • Frequente ricombinazione genica: Causa principale di pandemie.

I virus appartenenti a questa famiglia sono i virus dell'influenza A, B, C (e D, Thogotovirus). I primi tre generi provocano influenza nei vertebrati: uccelli (influenza aviaria), mammiferi e uomo.

Influenza

L'influenza è una malattia infettiva altamente contagiosa che si diffonde per via aerea attraverso l'aerosol di tosse e starnuti o per contatto di liquidi corporei infetti. Causa epidemie soprattutto a fine autunno, in inverno e all'inizio della primavera.

I sintomi più comuni sono: febbre, dolori diffusi, tosse, raffreddore e mal di testa. Il periodo di incubazione va da 1 a 5 giorni e si risolve in un paio di giorni spontaneamente nei soggetti immunocompetenti. L'infettività può variare da 1-2 giorni prima a 4-5 giorni dopo la comparsa dei sintomi.

Patogenesi

La risoluzione della malattia (a carico del sistema immunitario) induce una risposta cellulo-mediata che permette l'eradicazione della malattia (attivazione di linfociti T e produzione di interferone che causa i classici sintomi dell'influenza come la febbre). Si possono però presentare complicazioni nei soggetti più deboli (anziani, soggetti con malattie croniche, neonati, donne in gravidanza) quali sovrainfezioni batteriche a carico di:

  • Staphylococcus Aureus
  • Haemophilus Influenzae
  • Pneumococchi
  • Streptococchi emolitici

Storia dell'influenza e pandemie influenzali

L'influenza fu descritta la prima volta da Ippocrate nel 412 a.C. Nel 1918-1920 ci fu l'influenza spagnola: 50% della popolazione mondiale infettata, 20-40 milioni di morti. L'agente infettivo era un virus influenzale di gruppo A H1N1 estremamente virulento e strettamente correlato a un ceppo suino (isolato da Shope nel 1931).

Nel 1957-1958 l'influenza asiatica: 40-50% della popolazione mondiale infettata, circa un milione di morti causate da complicazioni batteriche polmonari. L'agente era un virus dell'influenza A H2N2 totalmente nuovo rispetto a quello della spagnola, del tutto ignoto al sistema immunitario.

  • 1968 influenza russo: ceppo H3N2
  • 1977 influenza Hong Kong: ceppo H5N1 (emerse nei polli e si diffuse nell'uomo)

Classificazione

I virus influenzali si classificano in base a...

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Scienze biologiche BIO/10 Biochimica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cenerella.90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Virologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi del Sannio o del prof D'Isanto Marina.
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