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VIRUS

  • Dimensioni di 200-300 nanometri, visibili solo con il microscopio elettronico, che ha potere di risoluzione di 0,1 nm.
  • Fatti da DNA (desossiribonucleico) o RNA (ribonucleico) avvolto da materiale proteico protettivo capsidico che dà anche la forma all'insieme del genoma e delle proteine capsidiche e si manifesta.
  • Possiedono un ulteriore rivestimento lipoproteico che presentano tutti i virus con simmetria elicoidale e alcuni con simmetria isometrica/icosaedrica, come gli herpes-virus.
  • Parassiti endocellulari obbligati: devono parassitare una cellula per poter sopravvivere e proliferare perché non possiedono l'informazione genetica necessaria per produrre energia sottoforma di ATP, né hanno l'informazione utile per fare sintesi proteica né si riproducono per riproduzione sessuata o asessuata. Nella cellula infettata vengono prodotte le proteine del capsidi, del pericosa, alcuni enzimi virali e proteine regolatorie. Poi si assemblano le varie componenti strutturali e non strutturali formando le particelle virali.
  • Sono in grado di impacchettare per comprimere nel capsidi il loro genoma per mantenere dimensioni contenute nanometriche. I virus col genoma più ridotto sono i fagi, quelli con il genoma più grande sono gli herpetici.
  • Capsidi e involucri proteici: che racchiude il genoma virale, la forma esterna ha gli anticorpi e veicola il genoma virale nella cellula ospite. Le subunità proteiche del capsidi si associano tra loro, attraverso legami non covalenti, per formare capsomeri che poi formano il capsidi.
  • Esempio di simmetria elicoidale: proteine protiche avvolgono l'RNA andandos a formare la struttura tipica del mosaico del tabacco. Invece negli adenovirus le subunità proteiche del capsidi sono disposte in modo da formare una struttura geometrica regolare (icosaedro) formato da 20 facce triangolari identiche.

VIRUS

  • Dimensioni di 200-300 nanometri visibili solo con il microscopio elettronico, che ha potere di risoluzione di 0,1 nm.
  • Fatti da DNA (desossiribovirus) o RNA (ribovirus) avvolto da materiale proteico protettivo capsidico che dà anche la forma. Combinazione del genoma e delle proteine capsidiche è il nucleocapside.
  • Presentano un ulteriore rivestimento lipoproteico che presentano tutti i virus con simmetria elicoidale e alcuni con simmetria isometrica/icosaedrica, come gli herpes-virus.
  • Parassiti endocellulari obbligati: devono parassitare una cellula per poter sopravvivere e proliferare perché non possiedono l'informazione genetica necessaria, per produrre energia sottoforma di ATP, né hanno l’informazione utile per fare sintesi proteica né si riproducono per riproduzione sessuata o asessuata. Nella cellula infettata vengono prodotte le proteine del capside, del pericapside, alcuni enzimi virali e proteine regolatorie. Poi si assemblano le varie componenti strutturali e non-strutturali formando le particelle virali.
  • Sono in grado di impacchettare per comprimere nel capside il loro genoma per mantenere dimensioni contenute nanometriche. Il virus col genoma più ridotto sono i fagi, quelli col genoma più grande sono gli herpetici.
  • Capside è involucro proteico che racchiude il genoma virale, la forma deriva da gli amminoacidi e veicola il genoma virale nella cellule ospite. I monomeri proteici del capside si associano tra di loro a livello legami non covalenti per formare capsomeri che poi formano il capside.
  • Esempio di simmetria elicoidale: proteine protettrici avvolgono l'RNA andando a formare la simmetria tipica del mosaico del tabacco.
  • Invece negli adenovirus le subunità proteiche del capside sono disposte in modo da formare una struttura geometrica regolare (icosaedro) formato da 20 facce triangolari identiche.

Quando la particella virale matura esce dalla cellula infettata e

trascina la membrana cellulare che diventa l’envelope, e anche

le glicoproteine verso le quali viene prodotta la nostra risposta

anticorpale neutralizzante. Alcuni virus hanno envelope che

deriva anche dalla membrana nucleare. I virus con envelope

possono deformarsi facilmente grazie ai lipidi.

Glicoproteine. Talvolta nella superficie dell’envelope ci sono anche

specie di spicole che permettono al virus di aderire alle superficie

dei globuli rossi (emoagglutinazione). I virus con envelope sono i

più fragili in quanto resistono meno alle alte T, acidi, detergenti

ed essiccamento e sopravvivono meglio in ambiente umido.

Sono rilasciati per gemmazione o lisi (herpes).

Il virus matura uscendo dalla cella infettata (in lisi) tranne al papilloma

virus che esce per sfaldamento delle c. epiteliali. Sono più

resistenti dei virus senza envelope.

Classificazione virale

  • Forma
  • Acido nucleico
  • Presenza di envelope
  • Modalità di infezione
  • Eucarioti cellulari

Sistema tassonomico in ordini, famiglie, sottofamiglie, generi e specie.

Modalità di infezione: Tutti hanno architettura di superficie che

permettono il riconoscimento dei recettori complementari sulla cellula

infettata: In fase di un’azione questo riconoscimento è la fase

di assorbimento. Poi c’è la fase di decapsidizzazione, ossia il virus

si spoglia dei suoi involucri tramite endocitosi e fusione. Poi c’è

la maturazione del genoma virale nella cell ospite tramite endo-

citosi - recettori interagiscono, virus viene inglobato nella membrana

citoplasmatica della cell. ospite e forma un lisosoma dove c’è la

particella virale, fusione tra involucri virale e membrana della

vescicola endocitotica con rilascio del genoma nella cellula.

Quindi sintesi a membrana mRNA percio virali, proteine strutturali

virali, duplicazione del genoma, traduzione di mRNA tradiz. -

precurs. per tradizionali delle proteine virali, assemblaggio delle

componenti virali e maturazione dei virioni che vengono liberati

per gemmazione o lisi.

Per poter coltivare virus in laboratorio c'è bisogno di cellule

sensibili (recettori atti al riconoscimento degli antigeni virali) e

permissive (dotate del necessario per la moltiplicazione virale).

Queste cellule vengono coltivate in piastre o fiaschi in presenza

di siero fetale.

Sono incubate in termostati a 37°C in presenza di 1 atm

al 5% di CO2.

Le colture cellulari possono essere primarie, tumorali umane o animali.

modelli migliori poiché

sono diploidi, non mutate

e adatte a riprodurre ciò che

accade in vivo. Però tali colture,

caratteristicamente hanno ogni

cultura mutazioni superiori.

MODALITÀ CON CUI I VIRUS INDUGONO UN EFFETTO NELLA CELL OSPITE

  • Virus oncogeni (trasformanti) hanno capacità di integrare il loro genoma nel genoma delle cellule infettate alterando l'espressione genica di queste cellule. Il ciclo vitale viene derogliato e quindi la cell va incontro a un processo di trasformazione neoplastica. Le cell modificano la loro morfologia, crescono in modo incontrollato, presentano anomalie cromosomiche, mutano antigeni di superficie e perdono la capacità di ancorarsi, portando al melanoma.
  • Infezioni produttive litiche → il virus, dopo aver infettato la cellula, questa continua a produrre de e vi liona le cellule. Virus transitori che danno infezioni latenti, e virus influenzali che da infezioni/influenza acute.
  • Infezioni produttive persistente → virus dell'epatite B: infetta e si replica continuamente negli epatociti dando infezione persistente, cronica e influenza.
  • Infezioni abortive o non permissive → infezioni che non infettano perché le cellule bersaglio sono immuni/infettate, ma non permissive. Virus infettivo dell'epatite C infetta solo se aiutato del virus dell'epatite B. Si verifica anche quando la cellula bersaglio presenta recittori alteranti.

EFFETTI PROVOCATI DAI VIRUS SULLE CELL BERSAGLIO

  • Sincizi → come quelli provocati dal virus herpesito citomegalico che porta le cell a fondere le membrane andando a formare un'unica grossa cellula contenente tanti nuclei quante sono le cellule che si sono fuse a formare il sincizio.
  • Corpi inclusi → come nel caso del virus herperito di tipo 1, che è citolitico.
  • Altri → manifestazione di antigeni virali di superficie, alterazione della semplicità degli acidi, alterazioni del cito scheletro forma, zione di corpi di inclusione nel citoplasma, trasformazioni morfologiche.

METODO DELLE PLACCHE DI LISI

  • Serve a isolare i virus idogeni presenti in un campione patologico
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Scienze mediche MED/07 Microbiologia e microbiologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ale.canevotti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di microbiologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Azzimonti Barbara.
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