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Vettori per la terapia genica

La terapia genica consiste nell’introduzione di un transgene in una cellula allo scopo di correggere un errore innato del metabolismo, fornire una nuova funzione cellulare o per neutralizzare il prodotto di una cellula.

Vettori virali e non virali

I vettori in terapia genica sono sia virali che non virali. Tra quelli virali troviamo:

  • Adenovirus
  • Retrovirus
  • Virus adeno-associati
  • Lentivirus (derivati da HIV)
  • Herpesvirus

Mentre tra i vettori non virali troviamo:

  • Plasmidi nudi
  • Elettroporazione in vivo
  • Liposomi
  • Amine, proteine cariche positivamente

I virus sono i più usati in quanto infettano facilmente le cellule, il vettore si ottiene modificando il virus di partenza, ossia il wild-type.

Capacità dei vettori

La capacità di un vettore è la capienza nell’accogliere sequenze geniche, è maggiore negli adenovirus rispetto agli adeno-associati.

Adenovirus

Gli adenovirus sono stati isolati nei primi anni '50 da adenoidi umane ed appartengono alla famiglia degli Adenoviridae. Hanno un genoma di 36kb di DNA a doppio filamento ed infettano principalmente cellule post-mitotiche in tessuti altamente differenziati, anche cellule quiescenti (hanno ampio spettro). Sono suddivisi in 3 generi diversi e 6 sottogruppi ognuno dei quali ha diversi sierotipi. Alcuni dei sierotipi causano tumorigenesi (A e B sono sottogruppi con potenziale oncogenico). Gli adenovirus sono responsabili di raffreddore, influenza ed infezioni polmonari. In terapia genica umana sono spesso usati i virus di sottogruppo C e sierogruppo 2 e 5 (C adeno 5) che possono portare congiuntivite e raffreddore.

L’adenovirus ha un capside organizzato in esoni e pentoni con fibre deputate al riconoscimento recettoriale. Il capside ha forma icosaedrica, quindi con 12 vertici ed è responsabile della tossicità. È formato da esoni che danno architettura al capside, mentre ai vertici sono posizionati i pentoni (che sono delle proteine) dai quali protrudono le fibre (glicoproteine con porzione terminale sferica). I pentoni determinano un effetto citopatico (cambiamenti morfologici di una cellula infettata da un virus) ma è la fibra il componente più tossico ed è anche responsabile della risposta immunitaria. La fibra, alla sua estremità, possiede una pallina, chiamata Knob che è responsabile della prima interazione tra il virus e la cellula bersaglio. Il μDNA è contenuto nel core ed avvolto in proteine hyston like come V, VII e μ. Sono presenti anche le proteine cemento come le VIII associate alla base della struttura. Il capside protegge il genoma. Una particella adenovirale misura circa 80 nm, è quindi molto più piccola di un macrofago.

Quindi la struttura di un adenovirus è formata da un capside formato a sua volta da: esone, pentone, fibra, μ, proteine VI, VIII, IX, IIIa; mentre il core è formato da proteine hyston like come TP, proteine V e VII e da dsDNA di 36 Kb. In uno schema linearizzato di dsDNA è possibile riconoscere due sequenze ITR (inverted terminal repeats) ψ che sono origini di replicazione. A destra di ITR è presente ψ che rappresenta...

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Scienze chimiche CHIM/03 Chimica generale e inorganica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher KittyMidnight di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnologie per terapia genica e cellulare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Lombardo Barbara.
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