Gli anni della guerra e della ricostruzione
Si concludono gli anni della guerra e della ricostruzione. Sarà il primo di una serie di sguardi che si concentrano su alcuni anni. Siamo nel ’56. Se sfogliamo le storie dell’architettura, questa data del ’56 è vista come una frattura, e vedrete che c’è il ’65 come data ricorrente. Il ’65 è data di frattura. Ma già in questi anni c’è qualcosa che sta cambiando.
Elementi di cambiamento
Se andiamo a vedere nelle cronache, emergeranno probabilmente alcuni avvenimenti che passano alla storia come “fatti d’Ungheria”. Nella narrazione più superficiale e internazionale e per come viene recepita a occidente questa faccenda, si tratta di una rivolta soffocata nel sangue dell’URSS, che provoca delle fratture nell’intelligentia del partito comunista. È un momento di difficoltà per i PC da una parte all’altra della “cortina di ferro”. È il momento in cui, dopo la morte di Stalin, si afferma Nikita Krushov.
Rispetto alla guerra mondiale
- Viene cestinato il realismo socialista in quel complesso variegato di soluzioni che avevano costruito l’architettura socialista nel dopoguerra, soprattutto a Mosca poi diffusa. Nel '56 viene messo da parte. Se prima c’è questa idea di “dare le colonne al popolo”, ora la nuova estetica (pregna di valori e significati morali) è essere efficienti: ottimizzare le risorse, un’architettura funzionale e economica (industrializzazione anche in edifici che formalmente aderiscono al realismo socialista).
- Diversi piani operativi: in questo confronto non privo di punti di tensione. American national exhibition a Mosca, avviene un anno dopo la prima esposizione universale. Chi sono i protagonisti della cultura americana che vengono scelti per organizzare questa esposizione? Es. Cupola geodetica (composta da triangoli) + 7 grandi schermi che proiettano immagini di svincoli autostradali realizzati dai coniugi Klims (quelli della casa in California): raccontano la giornata tipica americana ai russi. L’autostrada è la keyword degli anni '40.
Rispetto alla guerra fredda: sviluppi cultura progetto
Giedion, 1956. Architektur und Gemeinschaft poi Architecture you and me. Questo testo, che si compone di sommatoria di testi (Spend time in Architecture), riannoda le fila, attualizzandole. Nel '41 Giedion era negli USA, ma si poteva pensare che avrebbe influito sul dopoguerra; nel '56 invece la prospettiva è diversa. Qual è la parola che mette accanto a “architettura”? COMUNITÀ. Quindi l’architettura e la comunità. L’attualizzazione di Giedion e dei CIAM è come l’architettura possa diventare collettiva, parte dell’immaginario collettivo.
La celebrazione di alcune opere e temi, es. Tour Eiffel e altre opere a traliccio, sono momenti in cui finalmente si riesce a interpretare lo spirito del tempo, raggiunto dagli ingegneri. Quello che interessa a Giedion è il tema della compenetrazione che si può cogliere nell’esperienza di questi edifici. Scendendo la scala a chiocciola si avverte disorientamento, compenetrazione tra interno e esterno. Il tempo è una componente fondamentale: bisogna percorrere lo spazio. La compenetrazione assume anche un elemento formale. Es. Bauhaus a Dessau.
Bisogno di una nuova monumentalità che si raggiunge con la sintesi delle...
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