Giovanni Verga (1840-1922)
Nasce a Catania nel 1840 da una famiglia di agiati proprietari terrieri, compie i primi studi presso maestri privati ed assorbe un’idea di patriottismo. Intraprende gli studi alla facoltà di legge a Catania, ma li abbandona e si dedica al lavoro letterario e al giornalismo politico. Si forma su impronta degli scrittori francesi moderni come Dumos e Feuillet e italiani come Guerrozzi. Nel 1865 si reca a Firenze poi ritorna di nuovo nel 1869 e proprio qui entra in contatto con la società letteraria italiana. Nel 1872 si trasferisce a Milano, entra in contatto con gli ambienti della Scapigliatura. Nel 1878 avviene la svolta verso il verismo con la pubblicazione di “Rosso Malpelo”. Dal 1889 torna definitivamente a Catania e si dedica alle sue proprietà agricole. Le sue posizioni politiche sono chiuse e conservatrici. Allo scoppio della 1 Guerra Mondiale è un fervido interventista e nel dopoguerra si schiera sulle posizioni dei nazionalisti.
Romanzi pre-veristi
Vengono scritti in un periodo tardo romantico, rappresentando ambienti aristocratici e incentrandosi su passioni complesse o violente di anime elevate, scritte con un linguaggio enfatico ed emotivo.
Romanzi veristi (impersonalità)
Nel 1878, svolta verista con “Rosso Malpelo”, storia di un garzone di miniera che vive in un ambiente disumano, narrata con un linguaggio nudo e scabro. La svolta al verismo è il frutto di una chiarificazione progressiva e la conquista di strumenti concettuali e stilistici maturi (concezione materialistica della realtà e impersonalità). Si propone di studiare i meccanismi della società a partire dalle basi sfere fino agli strati superiori. Lo scrittore non deve comparire nel narrato con le sue riflessioni ma deve “eclissarsi” nei personaggi, in modo tale che il lettore assista a fatti che si svolgono davanti agli occhi e non abbia l'impressione di sentire un racconto. L’opera deve sembrare essere fatta da sé. Il punto di vista dello scrittore si colloca all’interno del mondo rappresentato, allo stesso livello dei personaggi, “regredisce” al loro livello culturale. Questo è un “artificio” che Verga utilizza per mimetizzarsi nei personaggi stessi. I personaggi si fanno conoscere con le loro azioni e le loro parole, man mano che la narrazione procede eliminando ogni artificiosità letteraria. Perciò il lettore all’inizio dei vari racconti si trova davanti a personaggi e luoghi di cui possiede solo notizie parziali o non essenziali e se la voce del narratore commenta e giudica lo fa solo con la visione elementare della collettività popolare, che non riesce a cogliere le motivazioni psicologiche delle azioni e deforma tutto in base alle proprie capacità. Il linguaggio utilizzato in queste opere è spoglio e povero, ricco di proverbi, modi di dire, imprecazioni popolari e strutture dialettali.
Ideologia verghiana
Alla base della visione di Verga ci sono posizioni radicalmente pessimistiche: la società umana è per lui dominata dal meccanismo della lotta per la vita, per cui il più forte schiaccia il più debole. Gli uomini non sono mossi da interessi ideali, ma economici, alla ricerca dell’utile, nel nome dell’egoismo e della sopraffazione. La letteratura per Verga non può contribuire a modificare la realtà, ha solo la funzione di studiare ciò che è dato e di riprodurlo fedelmente. La tecnica dell’impersonalità di Verga scaturisce dalla sua visione pessimistica del mondo. Il pessimismo è la sua condizione basilare per il suo valore conoscitivo e critico. Verga non è uno scrittore che offre facili evasioni o immagini consolatorie, anzi è uno scrittore scomodo che urta il lettore e stimola così una riflessione critica.
Verismo di Verga e naturalismo di Zola
La profonda differenza che separa Verga da Zola è sul piano narrativo. Nei romanzi di Zola, la voce che racconta riproduce i modi di esprimersi dell’autore, del borghese colto che guarda dall’esterno e spesso interviene con giudizi sulla materia trattata. Tra il narratore e i personaggi vi è una distanza che Verga cerca di eliminare nel suo approccio narrativo.
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Letteratura italiana - Giovanni Verga
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Letteratura italiana - Giovanni Verga
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Testo argomentativo su Verga
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Riassunto su Giovanni Verga