Verdi & Shakespeare: un dialogo su Macbeth
Il racconto di un povero idiota
Iovino parte da una lettera di Verdi a Piave (librettista) datata 4/09/1846. Dalla lettera appare chiaro che Verdi tiene moltissimo al Macbeth. Quando gli viene chiesta un’opera per la stagione di carnevale 1847, Verdi è indeciso tra due titoli:
- I masnadieri di Schiller
- Macbeth
Opta per il Macbeth quando non può affidare all’attore Fraschini il ruolo di protagonista. Per il Macbeth avrà a fianco Varesi. Macbeth è un’opera controversa, Verdi si misura con aspetti fino ad ora sconosciuti al mondo operistico italiano, il fantastico.
Sciaccaluga e Iovino su Shakespeare
Sciaccaluga: Shakespeare non è assente nei teatri europei dell'800, ma viene rappresentato attraverso interpretazioni e senza un'attenzione filologica.
Iovino: A Verdi arriva di Shakespeare un’immagine parziale. Il maestro Busseto ha dato un grande contributo per la conoscenza di Shakespeare in Italia.
Sciaccaluga: Il Macbeth è conosciuto nel teatro inglese come "the Scottish tragedy". Quello che colpisce più del Macbeth di Verdi è la sua ingenuità. Nel capolavoro di Shakespeare quello che prevale è il monologo interiore del flusso di coscienza. Macbeth è un personaggio che ha un rapporto tra razionale e irrazionale, un continuo filtro: l’inconscio è popolato da sabotatori interni, una pulsione di morte che il conscio assume come verità e che trasforma la percezione dell’essere in un magma nauseabondo. In Macbeth la coscienza è una prigione. In Verdi tutto questo non c’è, il suo personaggio sembra un fantoccio triste, nelle mani dell’unico personaggio che è Lady Macbeth. È assente il monologo che trasforma la coscienza in crisi irreversibile. Mentre il monologo del pugnale prima dell’assassinio di Duncan è ridotto all’essenziale, manca la dimensione intellettuale mentre il monologo dopo la morte della moglie diventa un piccolo riassunto.
Macbeth tra Verdi e Shakespeare
Nel Macbeth di Shakespeare si mette in scena un dolore straziante della morte di un figlio ma allo stesso momento l’invito ad essere uomo come impongono le leggi d’onore riconosciute da Shakespeare come forme dell’identità umana e da Verdi invece espresse con aria piagnucolosa. Altro elemento che stona è la trasformazione dei due sicari in esercito che si scaglia contro Banquo. Grave è anche far diventare un coro il terzetto delle streghe. Verdi cerca di trasformare tutta l’opera in una grande sinfonia del male. Shakespeare aveva prodotto l’opera disegnando i personaggi come liberi artefici di se stessi, senza trovare una legge morale per giudicarli, mentre invece in Verdi si sente una tentazione moralistica che trova esiti in un demonismo musicale serioso e programmatico.
L'impatto del fantastico nell'opera di Verdi
Iovino: il fantastico è una novità assoluta nel periodo verdiano. Verdi, un contadino della bassa padana, lontano anni luce da streghe e ninfe, rende a mio modo con genialità il contrasto tra fantastico e realistico. Tra l’inizio del '700 e il 1847 vi sono del Macbeth sette lavori ispirati alla tragedia di Shakespeare, nessuno prodotto in Italia. Il Macbeth arriva in Italia mediante le traduzioni di Shakespeare e in campo musicale con Busseto. Le traduzioni italiane che troviamo sono:
- Di Carlo Rusconi 1838 Padova, tutto il teatro di Shakespeare
- Di Michele Leoni
- Di Andrea Maffei, amico di Verdi, lo aiuterà a correggere il Macbeth
Nella traduzione di Rusconi manca il riferimento alla sessualità che in Shakespeare è presente.
Analisi di Sciaccaluga e Iovino
Sciaccaluga: Non è presente, è fondamentale per esempio quando Lady Macbeth invoca gli spiriti.
Iovino: In Verdi non se ne trova traccia. Verdi sottolinea quali sono le figure fondamentali ossia, streghe, Macbeth, Lady Macbeth. Mentre per lui la figura di Macduff è di scarso interesse. Le scelte di Verdi sono legate alla tradizione operistica che impone un certo numero di personaggi principali e cori. Ecco perché vi è la moltiplicazione di sicari e streghe. Non a caso nel 1847 a Firenze alla prima accade di tutto, gli animi si accendono anche in un’opera poco risorgimentale. Verdi presenta Lady come in una scena solistica, prima di farle cantare un'aria le fa leggere una lettera. Questa scelta ci fa notare la disponibilità di Verdi a sacrificare la musica per la drammaturgia. Verdi quando sceglie i protagonisti vuole un’attrice e non una virtuosa cantante. In particolare per la scena del sonnambulismo, scena importantissima per il teatro. Verdi indica come modello l'attrice Adelaide Ristori. Lady si presenta in modo autorevole. Macbeth poi prende il sopravvento e Lady è colta dai sensi di colpa, cade in delirio e muore. Macbeth ha imboccato una strada autonoma senza aver più bisogno della moglie, liquida la sua morte con poche battute. Un altro elemento è l’assenza d’amore, tra Macbeth e Lady non c’è un momento di amore. Lady appare avvelenata di ambizione, si trasforma all’incontro con le streghe. Non possiamo sapere come era prima.
Sciaccaluga: Proprio come in Shakespeare non vi sono spiegazioni. La storia dell’eroismo di Macbeth e del tradimento di Cawdor viene raccontata da un moribondo. Il sangue diventa metafora.
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