Estratto del documento

Cap. 1 Il metodo osservativo

L'osservazione per l'acquisizione delle conoscenze

La relazione educativa è tanto più efficace, quanto l'educatore ha una conoscenza approfondita e individualizzata del discepolo permettendo di trovare, quindi, le strategie più adatte per trasmettergli delle conoscenze incidendo sulla sua formazione personale. Questa conoscenza del B, può essere ottenuta mediante l'osservazione del comportamento nel contesto scolastico in modo da conoscerlo nella sua completezza, cosa che non potrebbe essere ottenuta tramite dei test basati su prove da superare, specie per B molto piccoli. Inoltre tramite l'osservazione, l'insegnante può ricavare informazioni in maniera autonoma e diretta senza alti livelli di specializzazione che richiederebbe, invece, la somministrazione di test specifici. L'osservazione andrà poi ripetuta in diversi contesti, tempi e con diversi partecipanti.

Come e quando osservare

Osservare è diverso dal semplice guardare. È necessario, innanzitutto, prefiggersi degli obiettivi quale la conoscenza globale del B e la valutazione del livello di sviluppo raggiunto. L'osservatore dovrà decidere in che situazioni effettuare le proprie osservazioni, che tempi dedicarle e quali strategie adottare per la rilevazione dei comportamenti; dovrà decidere, inoltre, se effettuare le osservazioni dal vivo o se optare per quelle videoregistrate.

Diventare "osservatori"

Cosa importante è non dare una valutazione in base ad un singolo episodio, magari quelli che restano più impressi durante la giornata in quanto l'osservazione potrebbe essere viziata da distorsioni varie come ad es. un B che potrebbe attirare l'attenzione più di un altro. Sarebbe, perciò, opportuno annotare a fine giornata ciò che è rimasto impresso di ogni B al fine di verificare la presenza di tali distorsioni. Ci sono una serie di comportamenti che l'insegnante non coglie spontaneamente perché non è consapevole della loro rilevanza.

Infatti nel corso della somministrazione alle maestre di asilo nido e di scuola materna del Questionario per la valutazione del comportamento sociale, si è riscontrato una difficoltà a fornire una risposta agli item 19 e 20 (19. Se il B è assente dalla scuola i compagni si accorgono della sua mancanza e chiedono di lui all'insegnante; 20. Quando il B torna all'asilo dopo un periodo di assenza qualche compagno lo saluta in modo particolare). Le insegnanti dichiaravano di non averlo mai notato però è stato dimostrato come questi items sono molto utili per determinare il tipo di relazione che il B ha instaurato con i pari.

Spesso, inoltre, vengono registrati in memoria non il comportamento così come è avvenuto ma l'interpretazione che gli è stato dato (es. descrizione soggettiva: Susanna stamattina era stanca; descrizione oggettiva: Susanna stamattina sbadigliava e stava seduta al tavolo senza far nulla. Si sfregava gli occhi e appoggiava la testa sul tavolo.).

Tempi e situazioni di osservazione

Per quanto riguarda la scelta e l'organizzazione del contesto sarebbe opportuno osservare il B in più di una situazione in modo da avere un campione rappresentativo dei suoi comportamenti. Ad esempio se volessimo valutare l'umore del B dovremmo osservarlo all'arrivo a scuola, in una situazione di routine, in un contesto di gioco libero, ecc.

In alcuni casi può essere utile strutturare il contesto in modo tale da favorire la comparsa dei comportamenti che si intendono osservare; in questo caso, però, bisogna assicurarsi che il bambino viva come naturale la situazione che si è creata (es. volendo osservare nel contesto di casa le reazioni del B all'assenza della madre, si può chiedere a quest'ultima di allontanarsi per 1 min. dalla vista del B).

Le situazioni di gioco libero in ampi spazi (salone, giardino) sono particolarmente utili per osservare quali B cerchino spontaneamente la vicinanza fisica con gli altri e quali invece tendano ad isolarsi. Contesti più strutturati, nei quali invece la vicinanza fisica è imposta dalla situazione (es. bambini seduti intorno a un tavolo impegnati nello stesso compito), permettono di focalizzare l'attenzione sulle abilità conversazionali dei B e sulla loro propensione a chiacchierare con gli altri. Quando il B gioca da solo, invece, è utile a osservare la complessità del gioco che è in grado di mettere in atto.

Per quanto riguarda la definizione dei tempi di osservazione, poiché non si dispone solitamente di tempi lunghi da dedicare all'osservazione, nella progettazione delle sessioni osservative vanno definiti in modo accurato e andrebbero stabiliti anche i momenti della giornata o i giorni della settimana in cui effettuare l'osservazione. Infatti il comportamento di un B può cambiare nel corso della giornata ad esempio a causa della stanchezza; per questo si potrebbe disporre di brevi osservazioni dislocate in vari momenti della giornata.

L'osservatore, però, prima di decidere cosa osservare, deve definire CHI osservare decidendo se:

  • Rilevare i comportamenti di un soggetto precedentemente individuato (offre l'opportunità di una osservazione dettagliata ma richiede tempi più lunghi se si dovesse effettuare su più soggetti)
  • Rilevare attraverso una scansione veloce e sequenziale, i comportamenti di tutti gli individui presenti nella situazione osservata. Questa rilevazione a scansione è particolarmente utile quando i comportamenti si manifestano frequentemente ma permette di rilevare semplicemente l’assenza/presenza del comportamento visto il piccolo periodo di tempo da dedicare ad ogni B
  • Focalizzare, di volta in volta, l'attenzione sull'individuo che manifesterà il comportamento di interesse. Questa è particolarmente adatta per quei comportamenti a frequenza irregolare che potrebbero non essere rilevati se si utilizzassero le prime due strategie (es. scambi verbali tra ragazzi durante le lezioni dell'insegnante)

Volendo ad es. rilevare il grado di disattenzione in una classe e avendo mezz'ora di tempo, la prima strategia sarebbe quella di rilevare il comportamento di un soggetto precedentemente individuato avendo una migliore rappresentazione dei comportamenti; la seconda strategia sarebbe quella di osservare velocemente e nel breve tempo disponibile, tutti i bambini della classe e segnare il loro livello di disattenzione; la terza strategia prevede che l'osservatore tenga sotto controllo tutta la classe e non appena uno qualsiasi degli alunni manifesta un comportamento di disattenzione, il suo comportamento venga rilevato. La strategia più idonea va determinata in base alla frequenza e alla durata del comportamento da osservare nonché del livello di dettaglio della descrizione desiderata. Bisognerà decidere poi se videoregistrare le osservazioni. Questa tecnica presenta dei vantaggi rispetto alle osservazioni dal vivo nel caso in cui vengano effettuate da osservatori poco esperti, ma la sua introduzione nel contesto educativo deve essere preparata in anticipo in modo da evitare la comparsa di comportamenti eccessivamente esibizionisti o al contrario eccessivamente timidi.

Esse infatti consentono di:

  • Codificare i comportamenti in un momento successivo a quello dell'osservazione
  • Rivedere più volte il comportamento da codificare con i genitori o con altri colleghi in modo da poter essere discussi ma soprattutto nel caso dell'operatore poco esperto, permette di operare quella distinzione tra ciò che accade (fatti) e ciò che si pensa sia accaduto (interpretazione dei fatti)
  • Dare la possibilità ad osservatori diversi di accedere al materiale per confrontarsi sulle valutazioni effettuate e valutare il grado di accordo raggiunto

L'uso della videoregistrazione ha però anche degli svantaggi come la mancanza di mobilità dell'occhio umano limitandosi a registrare ciò verso il quale la videocamera viene puntata che è di solito molto meno di ciò che un occhio umano sarebbe in grado di cogliere nella stessa situazione. Infatti il suo utilizzo in ambienti molto vasti e con tanti B, è sconsigliato.

Accorgimenti per ridurre la reattività dei soggetti

La presenza di un osservatore può alterare la naturalezza del comportamento dell'individuo osservato. Per tale ragione occorre prendere delle precauzioni per ridurre al minimo l'influenza dell'osservatore. Si consiglia, innanzitutto, di rendere visibile il meno possibile la propria attività di osservazione; nel caso in cui si opti per le osservazioni in vivo sarà opportuno stare un po' in disparte evitando di prendere parte attiva alle attività in corso dei B. A turno ogni membro del personale insegnante dovrebbe per brevi periodi, assumere la veste di osservatore. Quando il ruolo di osservatore viene assunto da un estraneo, che frequenta la scuola per un periodo limitato, potrebbe essere facilmente ignorato dai B, cosa che non accadrebbe con la maestra in quanto sarebbe sempre oggetto di attenzione da parte dei B ed è importante nel corso di un'osservazione risultare quanto più invisibile possibile.

Se l'osservazione è focalizzata su un particolare B, qualora dovesse accorgersene, sarebbe meglio sospendere l'osservazione per poi riprenderla successivamente. Se si utilizza la videoregistrazione, si può decidere di utilizzare una videocamera fissa, il più possibile nascosta ma in posizione strategica. Si potrebbe utilizzare, là dove consentito, uno specchio unidirezionale che consente di osservare i soggetti senza essere visti ma in ogni caso vanno informati, per ragioni etiche, i partecipanti dell'attività.

La costruzione di una griglia di osservazione

Affinché l'osservazione sia valida deve essere sistematica cioè basata su un'attenta programmazione dei tempi e dei contesti di osservazione. Ciò vale quando l'osservazione assume la forma di descrizione narrativa ma soprattutto quando si decide di avvalersi di una griglia di osservazione cioè un insieme di descrizioni comportamentali che può essere utilizzata per rilevare i comportamenti che interessano il ricercatore. La griglia ci aiuta a focalizzare il nostro interesse su quei comportamenti che presupponiamo essere rilevanti per lo scopo a cui l'osservazione è finalizzata.

  1. Il primo passo nella costruzione di un qualsiasi tipo di griglia di osservazione è l'esplicitazione dei comportamenti da osservare sulla base delle finalità dell'osservazione. Se vogliamo ottenere informazioni sul grado di integrazione che un dato B ha raggiunto all'interno del gruppo dei pari, il nostro interesse si focalizzerà principalmente su comportamenti sociali (gioca con i compagni, scambia giocattoli ecc.) mentre, al contrario, se vogliamo ottenere una valutazione delle sue capacità cognitive, dovremo costruire ad es. una griglia centrata sulla complessità del tipo di gioco che è in grado di esibire. È necessario inoltre stabilire il livello di ampiezza delle categorie di osservazione. L'approccio etologico ha insistito sull'uso di microcategorie. Secondo tale approccio nell'osservazione del comportamento infantile doveva essere evitato l'uso di categorie interpretative come socievolezza o aggressività, limitandosi a registrare solo comportamenti direttamente osservabili come "sta vicino ad un altro B" o "morde un altro B". Non è possibile stabilire a priori se sia meglio utilizzare una serie di categorie "semplici" che fanno riferimento a comportamenti direttamente osservabili o se convenga categorizzare il comportamento infantile in unità più complesse dotate di significato. La scelta può dipendere dall'esperienza dell'osservatore, dall'effettuazione dell'osservazione in maniera diretta o mediante videoregistrazione, dal metodo di rilevazione utilizzato. L'obiettivo finale è che nel corso dell'osservazione, le categorie siano:
  • Precise: uno stesso comportamento non dovrebbe mai poter essere classificato in categorie diverse (se ciò accade significa che la definizione data non è sufficientemente precisa da consentire una scelta univoca)
  • Affidabili: ci si riferisce alla possibilità che due osservatori, posti di fronte agli stessi comportamenti, li codifichino allo stesso modo

Le griglie di osservazione si distinguono in schemi di codifica, checklist e scale di valutazione.

Schemi di codifica

La costruzione di uno schema di codifica prevede che l'osservatore definisca in modo chiaro e univoco, prima di iniziare l'osservazione, quali sono i comportamenti che intende osservare. Questa scelta dipende dall'ipotesi che proprio quei comportamenti e non altri rappresentino adeguatamente l'aspetto dello sviluppo infantile che si intende osservare. Per la costruzione di uno schema di codifica è indispensabile avere una conoscenza di quali siano le linee di sviluppo principali e le caratteristiche generali del fenomeno da indagare. Inoltre l'osservazione informale ma prolungata di B a vari livelli di età, consente di capire quali siano le differenze di comportamento legate allo sviluppo e le differenze individuali. La consultazione, infine, degli schemi di codifica utilizzati da altri ricercatori, può essere il punto di partenza per la costruzione dei propri.

Il comportamento infantile può essere classificato da molteplici schemi contemporaneamente; solo un osservatore esperto, però, è in grado di prestare attenzione contemporaneamente ai diversi aspetti osservabili di un comportamento che si svolge sotto i suoi occhi. In tal senso la videoregistrazione costituisce un aiuto indispensabile, consentendo di rivedere più volte un filmato focalizzandosi ogni volta su un aspetto diverso e ottenendo così una codifica di tipo multidimensionale. I diversi schemi che vanno a comporre la codifica multidimensionale devono però possedere tre importanti caratteristiche:

  1. Le categorie che compongono il singolo schema devono codificare manifestazioni diverse dello stesso tipo di variabile sottostante: es. codificare all'interno di uno schema di codifica le varie possibilità di direzione dello sguardo del B nel corso di un'interazione di gioco con la madre (guarda la madre, guarda l'oggetto ecc.) e all'interno di un altro schema di codifica il tipo di azioni che il B compie con l'oggetto (tieni in mano, manipola con due mani ecc.)
  2. Le categorie che compongono il singolo schema devono collocarsi allo stesso livello di ampiezza; non è possibile cioè includere nello schema delle categorie che si riferiscono a comportamenti troppo specifici (es. guarda l'oggetto che la madre sta manipolando davanti a lui) o comportamenti troppo generici (es. gioca)
  3. Le categorie che compongono il singolo schema devono essere mutualmente esclusive in modo tale che ogni comportamento osservato sia classificato una sola volta per ogni dimensione

Gli schemi di codifica possono anche essere organizzati in maniera gerarchica quando i comportamenti osservabili sono definibili secondo una dimensione di complessità crescente (quelli relativi al gioco o alle attività esplorative ad es).

Le checklist

Quando l'obiettivo dell'osservazione è la rilevazione dello sviluppo di una competenza definibile e limitata, è possibile l'utilizzo di checklist in cui vengono indicati dei comportamenti dei quali l'osservatore deve indicarne la presenza o assenza direttamente mentre osserva. Supponendo, ad es. di voler costruire una checklist che valuti lo sviluppo delle competenze motorie, dovremmo innanzitutto acquisire una serie di conoscenze sulle principali tappe di sviluppo motorio, individuare poi gli specifici comportamenti che meglio esemplificano le competenze presenti ad ogni tappa, descrivere poi tali comportamenti in termini di azioni che il B sa fare. Il risultato potrebbe essere una checklist del tipo seguente:

  • Scende le scale alternando i passi
  • Corre mostrando controllo della velocità e della direzione
  • Salta e atterra con i due piedi uniti
  • Saltella su un piede solo
  • Tira, prende e calcia un pallone
  • Si arrampica e ridiscende con facilità dalle attrezzature di arrampicata ecc.

I maggiori vantaggi consistono nella sua facilità e rapidità d'uso. Lo svantaggio maggiore è che gli aspetti del comportamento infantile riducibili ad una checklist sono molto pochi.

Le scale di valutazione

In alcuni casi l'ambito di sviluppo su cui si vogliono raccogliere le informazioni tramite una procedura di osservazione non è riconducibile alla comparsa di un singolo comportamento ma può essere caratterizzata da un insieme di più comportamenti come la capacità di interazione tra pari. Inoltre non è solo importante la comparsa o meno di un comportamento ma anche l'intensità o la frequenza con cui si manifesta. Utilizzando uno schema di codifica, l'osservatore dovrebbe annotare tutte le volte in cui ogni B manifesta il comportamento in un dato tempo di osservazione; sulla base delle frequenze ottenute da ciascun B potrebbe poi arrivare a concludere che il bambino A porta via i giochi ai compagni più spesso del bambino B. Con la scala di valutazione, invece, alla stessa conclusione si può arrivare tramite un giudizio globale di frequenza. Il vantaggio è appunto il grande risparmio di tempo; il rischio maggiore consiste nell'inevitabile soggettività del giudizio che può creare problemi di attendibilità.

Principali tecniche di rilevazione del comportamento

In alcuni casi la rilevazione della semplice comparsa di un comportamento è sufficiente per inferire la presenza di...

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 35
Riassunto esame Osservazione e Valutazione dello Sviluppo, prof. Costantini, libro consigliato Osservare per Educare, D'Odorico, Cassibba Pag. 1 Riassunto esame Osservazione e Valutazione dello Sviluppo, prof. Costantini, libro consigliato Osservare per Educare, D'Odorico, Cassibba Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Osservazione e Valutazione dello Sviluppo, prof. Costantini, libro consigliato Osservare per Educare, D'Odorico, Cassibba Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Osservazione e Valutazione dello Sviluppo, prof. Costantini, libro consigliato Osservare per Educare, D'Odorico, Cassibba Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Osservazione e Valutazione dello Sviluppo, prof. Costantini, libro consigliato Osservare per Educare, D'Odorico, Cassibba Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Osservazione e Valutazione dello Sviluppo, prof. Costantini, libro consigliato Osservare per Educare, D'Odorico, Cassibba Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Osservazione e Valutazione dello Sviluppo, prof. Costantini, libro consigliato Osservare per Educare, D'Odorico, Cassibba Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Osservazione e Valutazione dello Sviluppo, prof. Costantini, libro consigliato Osservare per Educare, D'Odorico, Cassibba Pag. 31
1 su 35
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher roxx86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Osservazione e valutazione dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Costantini Alessandro.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community