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Riassunto esame Pedagogia con laboratorio, prof. Kanizsa, libro consigliato Osservare per educare, D'Odorico, Cassibba

Riassunto per l'esame di Pedagogia generale con laboratorio, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro adottato dalla docente Kanizsa,. Gli argomenti trattati sono: il metodo osservativo, l’osservazione per l’acquisizione delle conoscenze, i tempi e le situazioni di osservazione.

Esame di Pedagogia generale con laboratorio docente Prof. S. Kanizsa

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Esempio addestramento singola coppia genitore-bambino: questo metodo, definito con

video-feedback, si configura di più come intervento psicoterapeutico (affidato ad uno

psicologo o educatore), prevede cinque incontri:

• primo incontro: ai genitori viene fornita una dispensa con informazioni teoriche

sulla sensibilità materna e si effettua la prima videoregistrazione in casa (far giocare

il bambino);

• secondo incontro: dopo 7 giorni, il video viene mostrato ai genitori mentre

l’educatori sottolinea i segnali del bambino chiedendo loro di interpretarli; si chiede

di registrare il bambino mentre fa il bagno;

• terzo incontro: viene mostrato il video del bagnetto, l’educatore evidenzia i segnali

di benessere e disagio del bambino, invitando anche loro a farlo; altro video da fare

sul gioco libero, e gli viene consegnato un foglio informativo sul bisogno del

bambino di sentirsi compreso dal genitore;

• quarto incontro: dedicato ai feedback, vengono rivisti i filmati in cui la loro risposta

ha prodotto nel bambino una reazione piacevole; gli viene anche dato un foglio

sull’importanza per il piccolo di condividere le emozioni

• quinto incontro: discussione dell’ultimo filmato centrata sulle emozioni del

bambino alla quale segue una risposta da parte della madre.

L’osservazione come strumento di formazione. L’utilizzo dell’osservazione per la

formazione di insegnanti, educatori e altri operatori ha almeno due obiettivi: favorire

l’acquisizione di competenze professionali (tramite osservaz. situazioni reali o simulate) e

sviluppare le capacità di osservazione.

Apprendere osservando. L’apprendimento tramite l’osservazione è la prima esperienza

diretta di formazione proposta di solito ai tirocinanti (per diventare educatori, insegnanti..);

prima di tutto la persona in formazione deve sapere il contesto nel quale si troverà ad

operare, dovrà quindi conoscere i ritmi della giornata al nido, della scuola di infanzia o

elementare. Apprendere osservando può avvenire in forme diverse: -una prima possibilità

è esaminare le proposte educative di coloro che operano nel contesto in cui si svolge

l’osservazione (spesso le scuole hanno molte documentazioni delle attività svolte durante

l’anno, anche videoregistrazioni). -L’osservazione può avvenire anche attraverso

l’osservazione di un modello, come un tutor, ma questa scelta, se usata come forma

unica di addestramento, è poco vantaggiosa perché si rischia di ricevere una conoscenza

parziale delle competenze professionali da acquisire e di cadere nella sua imitazione.-

Invece una modalità efficace, prevede che il processo di formazione sia diviso in 4 fasi:

• Preparazione teorica: si tratta di far conoscere i risultati più importanti delle

ricerche relative alle competenze da acquisire; 5

• Osservazione e identificazione delle abilità: nelle situazioni osservate il soggetto

dovrebbe essere aiutato a riconoscere le competenze professionali di interesse;

• Esperienza diretta: il tirocinante prende parte attivamente ad un intervento

educativo e, meglio se videoregistrata, verrà riesaminata in seguito l’esperienza;

• Valutazione dell’esperienza: il video verrà osservato e commentato anche dal

gruppo di tirocinanti e dal tutor. I soggetti dovranno avere una visione critica di sé e

degli altri.

Imparare ad osservare. Ogni volta che si fa un’osservazione, bisogna verificare che i dati

raccolti siano “fedeli” a ciò che si è osservato, quindi per controllarne la veridicità si può:

confrontare i propri risultati con quelli di un educatore esperto, oppure per vedere se ad

esempio certi comportamenti non li rileviamo, controllare nel confronto se si trascurano

sempre gli stessi.

3.Strumenti per l’osservazione del gioco.

L’importanza del gioco nella prima infanzia. Nella scuola dell’infanzia le attività

vengono proposte sotto forma di gioco, inteso come manifestazione degli aspetti creativi e

temperamentali dei bambini. Qui il gioco verrà inteso come organizzato intorno alla

manipolazione all’uso di oggetti. Il gioco ricopre una grande importanza per lo sviluppo

successivo, si raggiungono tappe rilevabili in altri aspetti dello sviluppo cognitivo (es:

linguaggio). Durante i primi anni di vita, si passa da: 1. Attività orientate a oggetti

indifferenziati (portarli alla bocca), 2. Comportamenti esplorativi (scuotere un sonaglio), 3.

Mettere in relazione più oggetti (mettere il coperchio ad una pentola). In un periodo

successivo sono evidenziabili tre fasi: la fase di decentramento, quando i bambini

producono atti di finzione rivolti alla realtà esterna, la fase di decontestualizzazione,

quando il gioco di finzione assume maggiore indipendenza dal supporto ambientale, la

fase di integrazione, quando le attività di gioco vengono organizzate in modo

sequenziale.

L’osservazione del gioco nella scuola di infanzia. Le strategie per valutare il

comportamento precoce di gioco con oggetti, sono raggruppabili in due categorie:

• Approccio strutturato: di tipo non intrusivo, una situazione viene appositamente

predisposta con una serie particolare di giochi; il vantaggio è che si può favorire

l’espressione di atti di gioco più elaborati in bambini che poche volte usufruiscono

di materiale stimolante;

• Approccio naturalistico: gioco condotto in ambienti naturali come quello familiare

e con i propri giocattoli; il vantaggio è che si può vedere l’effettivo comportamento

del bambino, è utile soprattutto quando si tratta di progettare programmi educativi

mirati in singoli o gruppi di bambini. 6

Il gioco spontaneo. Le procedure per condurre l’osservazione del comportamento di

gioco libero, sono differenti, alcuni esempi. Primo esempio: sviluppata da Rubenstein e

Howes, gli atti di gioco vengono classificati sulla base di una scala a cinque livelli, per

bambini di età compresa tra 8 e 30 mesi. Le categorie sono: contatto orale (oggetti in

bocca), contatto tattile passivo (tenere l’oggetto in mano), manipolazione attiva

(scuoterlo), sfruttamento delle proprietà tipiche di un oggetto (far suonare un campanello),

gioco creativo o immaginativo. Secondo esempio: sviluppata da Morgan, Harmon e

Bennet, bambini tra 8 e 24 mesi, prevede l’osservazione di 40 minuti di gioco libero, scala

di sei categorie raggruppate in tre livelli principali: esplorazione passiva (contatti con

oggetto), gioco attivo (esplorazione manuale), gioco di livello elevato (gioco normale o

finzione). Terzo esempio: tecnica di McCune Nicolich, bambini tra 15 e 36 mesi,

osservazione in 30 minuti con 36 oggetti, attività classificata in cinque macrocategorie:

schemi presimbolici semplici (uso corretto oggetti), schemi simbolici rivolti a se stessi

(finzione legata a se), gioco simbolico decentrato (finzione rivolta ad altri), gioco simbolico

combinato (finzione rivolta a più agenti esterni), gioco di finzione gerarchico (bambino

produce schemi d’azione simbolici).

Il gioco suggerito. Esistono procedure che mirano a stimolare il bambino alla produzione

del livello massimo di gioco di cui è capace; esse si basano su strategie di

modellamento, ovvero vengono mostrati o spiegati al bambino atti di gioco sempre più

sofisticati. Un esempio di questa tecnica è quella ideata da Watson e Fischer, suddivisa

in quattro fasi: nella prima fase il bambino è libero di esplorare i giocattoli, nella seconda

fase (detta di modellamento) l’esaminatore mostra degli atti di finzione, nella terza fase il

bambino viene lasciato di nuovo libero per otto minuti, nella quarta fase (detta di richiesta)

l’esaminatore incoraggia il bambino ad imitare gli atti di gioco mostratigli prima, atti che

verranno classificati in funzione del tipo di azione e di agente.

4. Strumenti per l’osservazione del comportamento sociale.

La competenza sociale nell’interazione tra pari. La competenza sociale può essere

intesa come la capacità di raggiungere propri obiettivi nelle interazioni sociali e di

mantenere relazioni positive con gli altri, inoltre è composta da diverse abilità. Lo

sviluppo sociale è costituito dai cambiamenti subiti da tali abilità nel corso dello sviluppo.

Qui verranno prese in considerazione solo le abilità sociali che possono esplicarsi nelle

interazioni con i pari, intese tra bambini in senso generale. Essi sono in grado di interagire

con i pari anche ad età precoci e per mezzo di oggetti.

La rilevazione del tasso di interazione. Un metodo per acquisire informazione sulle

abilità sociali dei bambini inseriti in un gruppo di pari, è annotare la frequenza dei loro

contatti sociali. Una strategia è osservare ogni bambino per 5 minuti annotando i

contatti, ripetendo l’operazione in diversi giorni e situazioni. Può essere utile anche fare

una distinzione tra comportamenti sociali positivi e negativi, per comprendere chi si trova

in condizioni di isolamento; questo metodo non fornisce da solo abbastanza informazioni

sul bambino e per pianificare interventi educativi, si potrebbe ricorrere all’uso di uno

schema di codifica. 7

Il gioco sociale. Un esempio di schema di codifica è quello elaborato da Parten, il quale

osservò che il gioco tra bambini poteva assumere tre forme: 1. gioco parallelo: un

bambino gioca vicino ad un altro ma in modo indipendente; 2. gioco associativo: due

bambini giocano insieme senza una reale cooperazione; 3. gioco cooperativo: esiste una

cooperazione al gioco. Se il bambino non è impegnato in uno dei livelli, è bene rilevarlo,

inoltre se gioca da solo non significa che non significa che abbia problemi di rapporto con

gli altri (esiste il gioco solitario maturo).

La rilevazione dei comportamenti prosociali. Il comportamento prosociale è

l’insieme delle azioni compite con lo scopo di aiutare o produrre beneficio nell’altro, senza

aspettarsi ricompense. Per metterlo in atto, bisogna essere capaci di capire i sentimenti

dell’altro, e può avvenire in momenti diversi, ovvero: per richiesta diretta da parte del

bambino in difficoltà, indiretta da parte di un altro bambino, indiretta da parte

dell’educatore, o per azione spontanea. I tipi di comportamento prosociale possono

essere ad esempio aiutare un bambino sotto richiesta o meno, consolarlo o fornire un

commento positivo su quello che ha fatto o detto il compagno.

La rilevazione degli episodi conflittuali. I conflitti (incompatibilità tra obiettivi) tra pari

sono un momento caratterizzato da scarsa competenza sociale, ma non vanno confusi

con episodi di aggressività (nuocere gli altri). Il conflitto è utile per far imparare al bambino

a gestirsi in relazione agli altri, ed è importante la soluzione che riescono insieme a

mettere in atto. I tre momenti in cui un episodio conflittuale può essere analizzato sono:

l’origine, lo svolgimento e la conclusione; le conclusioni sono numerose, ad esempio il

conflitto può terminare con un’opposizione tra i due, un accordo, il ricorso agli altri, la

negoziazione, la vittoria ecc.. .

Valutazione delle capacità di interazione tra pari. La scala di valutazione del

comportamento e della competenza sociale, sviluppata da Lafreniere e collaboratori,

permette di valutare il bambino in base a: alla competenza sociale (coopera, conforta,

condivide giochi), alla rabbia e aggressività (si arrabbia, grida, picchia) e all’ansietà e

isolamento (si preoccupa, timido, triste). Per ognuno degli item previsti bisogna indicarne

la presenza, ovvero se il comportamento accade: mai, qualche volta, spesso, sempre, e

se non è possibile dirlo allora non valutabile.

L’analisi delle relazioni diadiche. Può essere interessante osservare non solo il singolo,

ma anche coppie di bambini utilizzando il Diadyc Relationship Q-short (DRQS) sviluppato

da Park e Waters. Alcune delle categorie di osservazione sono: i bambini giocano

insieme piacevolmente, vanno d’accordo, si fanno domande personali, cercano di aiutarsi

ecc… Ma per valutare le capacità di interazione tra pari bisognerebbe essere a

conoscenza delle relazioni esistenti all’interno del gruppo, scoprendo quali bambini siano

più popolari, quali legati da amicizia e quelli rifiutati dal gruppo.

5. Strumenti per l’osservazione del comportamento comunicativo.

Sviluppo di competenze comunicative e linguistiche. L’acquisizione del linguaggio è

uno dei fenomeni più importanti del periodo prescolare, e molti studi hanno fatto notare

che l’ambiente in cui il bambino vive incide su tale processo. Nei primi 6 mesi di vita, il 8


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Hilary1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale con laboratorio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Kanizsa Silvia.

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