METODI DI STUDIO DEL COMPORTAMENTO:
Per introdurre l’osservazione possiamo partire dal presupposto che qualsiasi tecnica di misurazione del comportamento, quindi
di valutazione dello stesso, si colloca in linea teorica lungo un continuum che ai due estremi è costituito da un lato da quelle che
possiamo individuare come tecniche indirette (es. tutti gli strumenti che possono essere classificati come interviste, questionari,
colloqui, test, ecc…), che sono accomunati dal fatto che le informazioni che noi dobbiamo ricavare sono forniti direttamente dal
soggetto, dal partecipante rispetto cui intendiamo indagare quella competenza.
Dall’altra parte del continuum ci sono le tecniche dirette, rappresentate dall’osservazione.
L’osservazione è rappresentata dal fatto che tra chi osserva e il soggetto osservato non ci sono mediatori.
Questo significa che i dati sono direttamente raccolti a partire dalle abilità percettive, cognitive e attentive di chi osserva.
L’osservatore diventa lo strumento stesso di rilevazione del dato.
Si collocano lungo un continuum i cui estremi sono rappresentati:
- dalle TECNICHE INDIRETTE (interviste, colloqui, questionari, test) le informazioni sono fornite dal soggetto stesso (o da adulti
di riferimento); tra l’oggetto dello studio e il dato raccolto c’è il soggetto e il suo modo di rappresentarsi e percepire la realtà
- da una TECNICA DIRETTA, L’OSSERVAZIONE c’è assenza di espedienti che si frappongono tra l’osservatore e il fenomeno da
studiare; i dati sono raccolti attraverso l’uso di abilità percettive e cognitive della persona che li sta rilevando
OSSERVAZIONE: AMBITI DI APPLICAZIONE:
L’osservazione per definizione può anche essere una tecnica di misurazione del comportamento diretto.
Nel corso del tempo, l’osservazione, come tecnica e strumento di misurazione dei fenomeni, ha preso molto spazio nella
psicologia dello sviluppo, soprattutto per il fatto che per diverse età dello sviluppo ciò che caratterizza il bambino sono una serie
di competenze e abilità tali per cui non si possono utilizzare degli strumenti alternativi all’osservazione diretta di quei
comportamenti per analizzarli.
Per questo motivo, a partire dai presupposti teorici dell’osservazione che nascono dall’approccio etologico, l’osservazione in
realtà attualmente viene applicata in diversi contesti (ricerca, training, contesti socio – educativi).
Da una parte c’è la necessità da un lato di riuscire a individuare tramite l’osservazione delle possibili manifestazioni di disagio e
difficoltà in vari domini dello sviluppo in modo tale da poter intervenire il prima possibile. D’altro canto è altrettanto importante
saper osservare anche per verificare nel corso del tempo l’efficacia di training, ad esempio nella scuola dell’infanzia che vengono
promossi per favorire lo sviluppo di determinate competenze (es. competenze sociali e competenze linguistiche).
Contesti socio-educativi: per conoscere in modo individualizzato gli alunni; per verificare l’efficacia del proprio insegnamento;
per esplorare i processi di adattamento del bambino e le manifestazioni precoci di benessere o di disagio
È importante l’osservazione anche nei servizi riabilitativi, dove il focus è quello di utilizzare l’osservazione come strumento per
monitorare i progressi di un singolo individuo a seguito di determinati interventi. Quindi l’osservazione viene utilizzata per
verificare nel corso del tempo non solo l’efficacia o meno del trattamento ma anche per descrivere e definire quale è il percorso
che l’individuo sta compiendo in funzione del training.
Servizi riabilitativi: strumento di valutazione dei progressi compiuti nei diversi domini oggetto di trattamento
L’osservazione viene utilizzata anche in ambito clinico, soprattutto in fase iniziale di consultazione (l’osservazione viene utilizzata
per acquisire una serie di conoscenze rispetto al problema che viene segnalato) e in fase successiva, per valutare gli effetti a
breve e a lungo termine.
Ambito clinico: in fase di consultazione (per acquisire conoscenze) e in fase di intervento terapeutico (per verificare
l’evoluzione della situazione e per valutare gli effetti finali)
Altro ambito in cui l’osservazione assume rilevanza è quello formativo e quindi indipendentemente dal contesto specifico in cui
l’osservazione diviene strumento chiave per monitorare o raccogliere dei dati, spesso ci sono training all’osservazione proprio
per formare determinate figure professioniste ad utilizzare un abito mentale, che contraddistingue chi fa osservazione, che è
caratterizzato da tre elementi, che devono essere padroneggiati per garantire affidabilità e validità:
a) allenarsi all’osservazione significa pian piano rinunciare a una serie di preconcetti e pregiudizi che possono derivare da una
serie di conoscenze fino ad ora acquisite e che portano spesso a rilevare alcuni aspetti nella realtà anche quando questi aspetti
potrebbero non avere nessuna valenza in funzione di quello che è l’obiettivo. Osservare quindi significa lasciare da parte delle
aspettative che naturalmente abbiamo rispetto alla manifestazione di determinati fenomeni e che derivano dalla conoscenza
che abbiamo sviluppato rispetto a quei fenomeni.
b) diventare sempre più abili a sospendere li giudizio. Quindi saper osservare significa non interpretare (l’interpretazione va
lasciata ad un secondo momento, perché durante l’osservazione non vanno espressi giudizi di valore)
c) importante nell’osservazione diretta anche la necessità di inibire qualsiasi tipo di intervento sul soggetto osservato e sul
contesto in termini generali. Quindi è la necessità di non intervenire in nessun modo tale per cui qualsiasi intervento potrebbe
allontanare il dato che serviamo da quello che è il dato spontaneo così come si verifica nella realtà.
Quindi l’osservazione è sicuramente uno strumento utilizzato in questi ambiti ma è anche una predisposizione che però va
sicuramente esercitata, ha delle regole da seguire e quindi porta ad osservare la realtà circostante con un atteggiamento che ci
permette di garantire l’affidabilità e la validità. 1
Ambito formativo: per far acquisire un abito mentale obiettivo e critico nell’indagine e nella comprensione di qualsiasi
aspetto del comportamento umano
- Rinunciare a preconcetti e pregiudizi
- Sospendere il giudizio (osservazione vs. interpretazione)
- Inibire l’intervento sui soggetti e/o le situazioni osservati
Ambito della ricerca
OSSERVAZIONE: SIGNIFICATO:
Quando noi parliamo di osservazione, spesso si mischiano dei significati che possono fare riferimento a dimensioni diverse
dell’osservazione generale. Questo perché quando noi parliamo di osservazione, in termini generali facciamo riferimento a
qualsiasi forma di registrazione che è finalizzata all’acquisizione di conoscenze (aumentare il livello di conoscenze rispetto ad un
fenomeno specifico).
In questo senso allora ovviamente il termine stesso di osservazione implica un elemento di ricerca. Chiunque faccia osservazione
e il processo stesso dell’osservare viene messo in atto esclusivamente nel momento in cui noi abbiamo come obiettivo quello di
recuperare delle informazioni. Questo è anche il significato del verbo “osservare”, che non è uguale a “vedere” (fa riferimento
solo all’atto percettivo in sé) o “guardare” (introduce un elemento legato ai processi attentivi. C’è un’intenzione, una
volontarietà di focalizzarsi su un determinato elemento).
Rispetto a questi processi, quando osservo aggiungo la volontà di rilevare qualcosa, quindi di cogliere degli elementi che lo
contraddistinguono.
rappresenta una forma di rilevazione finalizzata all’esplorazione/conoscenza di un fenomeno
implica la presenza di un elementi di “ricerca” si osserva perchè si vuole acquisire informazioni
Non ci può essere osservazione se non ci sono:
- intenzionalità: la volontà di rilevare e notare un determinato aspetto
- consapevolezza: non possiamo f cogliere degli aspetti della realtà se allo stesso tempo non siamo consapevoli di coglierli
- finalità: legata a un processo di ricerca e acquisizione dei dati.
si avvale di:
- vedere: percepire attraverso gli occhi
- guardare: posizionare intenzionalmente lo sguardo su volontario sforzo di attenzione
- osservare: rilevare, notare.
L’osservazione, proprio per queste sue caratteristiche può essere intesa anche come uno dei metodi che abbiamo a disposizione
per studiare scientificamente un aspetto dello sviluppo infantile.
In questo senso, l’osservazione come metodo si distacca dal metodo sperimentale. Quindi diventa un metodo per studiare
scientificamente che automaticamente è contraddistinto da due caratteristiche necessarie per distinguersi dal metodo
sperimentale:
a) sistematicità: necessità di esplicitare una serie di aspetti, di ricorrere all’utilizzo di strumenti di misura che siano chiaramente
definibili.
Quindi l’osservazione è un metodo di studio che garantisce la sistematicità dei dati.
b) grado di inclusività minimo se non nullo
Quindi ciò che distingue l’osservazione dal metodo sperimentale è il fatto che lo sperimentatore non interviene mai sulle
variabili indipendenti. Non c’è mai nessun tipo di manipolazione.
Il fatto che debba garantire la sistematicità, significa che l’osservazione come metodo di studio si deve discostare da tutti i casi in
cui quel significato di osservazione non venga applicato in maniera programmata (vanno definiti a priori tutta una serie di aspetti
che rendono l’osservazione sistematica).
L’osservazione condotta in maniera non sistematica e non programmata non può essere considerata un metodo valido di
indagine dei fenomeni perché qualsiasi osservazione che non sia condotta in maniera programmata porta solitamente a cogliere
rispetto alla realtà che noi osserviamo dei fenomeni che hanno delle caratteristiche tali per cui noi ne siamo colpiti, quindi
dipende molto anche dalla predisposizione di ciascun osservatore a cogliere determinati aspetti piuttosto che altri (per alcuni un
aspetto potrebbe avere un significato particolare, per altri no). Se così è, è ovvio che, a partire da queste rilevazioni dia spetti
macroscopici arriveremo a delle generalizzazioni di ciò che abbiamo osservato.
Un altro rischio se l’osservazione non è programmata è che spesso noi concludiamo con la rilevazione e l’esistenza di
collegamenti tra aspetti anche molto diversi dell’individuo anche se questi collegamenti non ci sono.
l’osservazione del comportamento infantile è uno dei metodi di cui disponiamo per studiare scientificamente lo sviluppo del
bambino, caratterizzato da un basso grado di intrusività e da sistematicità.
si differenzia dalle osservazioni spontanee condotte in modo non programmato che sono imprecise e fuorvianti perché:
- colgono fenomeni macroscopici, ignorano fenomeni meno visibili
- conducono a generalizzazioni indebite (non controllano frequenza, intensità e circostanze di un dato comportamento)
- stabiliscono collegamenti tra fenomeni anche là dove non esistono.
2
OSSERVAZIONE SISTEMATICA:
Un conto è scegliere l’osservazione come metodo che implica non intrusività (no manipolazioni e controlli) e viene utilizzata in
psicologia dello sviluppo e un conto è ipotizzarla come metodo che prevede la sistematicità e la programmazione.
Un’altra cosa è invece fare riferimento all’osservazione come strumento specifico di raccolta dei dati.
Se l’osservazione è caratterizzata da sistematicità allora può essere considerato uno strumento atto alla misurazione
(quantificazione) del comportamento).
L’osservazione diventa strumento se a monte c’è la sistematicità. questa sistematicità significa:
definire in anticipo i diversi possibili comportamenti
pianificare le osservazioni
registrare le volte in cui i comportamenti predefiniti si verificano
necessità di un addestramento controllato
verifica puntuale della attendibilità degli osservatori.
L’osservazione diventa strumento se a monte c’è la sistematicità. Questa sistematicità significa definire in anticipo i possibili
comportamenti che noi intendiamo rilevare.
È importante quindi definire a priori, prima di iniziare il processo osservativo, quali sono gli elementi comportamentali su cui ci
focalizzeremo.
Questi aspetti in termini metodologici significano definire a priori una serie di variabili.
Bisogna definire: (chi, che cosa, dove, come)
- oggetto dell’osservazione
- contesto dell’osservazione
- tempo di osservazione
- procedure di osservazione
- modalità con cui osservare
- metodi di rilevazione del dato osservato
PROSPETTIVA TEORICA:
Il modello teorico di riferimento guiderà la nostra ipotesi iniziale e ci permetterà di identificare quali sono i comportamenti a cui
prestare attenzione. Quindi è la prospettiva teorica in sé che ci spinge e selezionare alcuni aspetti, a scegliere alcuni contesti, a
scegliere dei tempi di osservazione, che diventano il punto di partenza per decidere che cosa vale la pena osservare.
l’osservazione deve far riferimento ed essere strettamente collegata ad un modello esplicativo di riferimento che:
- guiderà l’individuazione di ipotesi e/o di precise questioni a cui rispondere
- guiderà l’ideazione e la conduzione dell’osservazione sulle aree di conoscenza che lo psicologo intende investigare
- costituirà il punto di partenza per decidere cosa osservare, quali dati definire, raccogliere, esaminare e interpretare.
L’OGGETTO DELL’OSSERVAZIONE:
La prima cosa da specificare è l’oggetto di osservazione.
L’oggetto dell’osservazione va definito e ovviamente, in termini generali, definire l’oggetto dell’osservazione non significa
spostare l’oggetto che viene osservato per forza. Significa quindi andare a stabilire che cosa nello specifico vogliamo
considerare, quindi quali aspetti vogliamo considerare con quella specifica osservazione.
1) a seconda degli scopi e delle ipotesi, l’oggetto va specificato, definito e dettagliato
non implica una modificazione dell’oggetto di per sé (bambino/adulto), quanto dei diversi aspetti che si vogliono considerare.
- sviluppo delle funzioni (cognitive, linguistiche, motorie…)
- rapporti interattivi (con la madre, con altri adulti significativi, con i pari…)
- comportamenti (aggressivi, affiliativi, emotivi…)
- acquisizione di processi intrapsichici (acquisizione dell’identità, del senso del pericolo…)
Una volta definito questo è importante definire il focus, cioè quale è il bersaglio su cui sarà centrata l’attenzione
dell’osservatore.
2) definizione del focus
- delimitazione dell’oggetto dell’osservazione
- definire la priorità che viene data ad un aspetto rispetto ad un altro.
N.B.: in alcuni casi il focus può essere rivolto ad un comportamento e non ad un oggetto (vedi behaviour sampling).
3
OSSERVARE IL GRUPPO: strategie di campionamento dei soggetti. Su quale individuo centrare l’attenzione?
Le cose si complicano quando dobbiamo osservare non il singolo bambino ma il bambino ad esempio in interazione con la
mamma o il bambino inserito in un gruppo.
Es. poniamo di aver deciso che il nostro focus sarà l’interazione genitore – bambino, quindi privilegiamo un focus centrato
sull’interazione giocosa con oggetti. Poniamo che le osservazioni siano a casa. Poniamo che la mamma si allontani un attimo. A
quel punto cosa facciamo? Osserviamo il bambino o la mamma? Se arriva il papà osserviamo il papà in interazione con il
bambino? non si sa perché il focus non era abbastanza dettagliato.
Se il focus, pur essendo sull’interazione, mira a studiare le capacità di acquisire determinate competenze da parte del bambino
in un contesto interattivo dobbiamo rimanere sul bambino. queste cose vanno assolutamente pianificate in anticipo.
Molte ricerche, soprattutto sullo sviluppo sociale, prevedono l’osservazione del bambino in interazione con i pari.
Queste ricerche generalmente non utilizzano dei disegni sperimentali ma ricorrono all’osservazione e spesso osservazioni in
contesti in cui il bambino naturalmente si trova a interagire con i pari (es. osservazione in una classe della scuola).
Ci troviamo quindi di fronte a un gruppo di bambini. Fare osservazioni sui gruppi implica un passaggio successivo che è stabilire a
priori qual è la strategia di campionamento dei soggetti (ossia stabilire a priori quale sarà la modalità che utilizzeremo per
condurre l’osservazione, quindi stabilire a priori su quale individuo del gruppo di volta in volta centreremo le nostre
osservazioni).
Questo è un passaggio in più che va dettagliato ogni volta che abbiamo come oggetto una funzione o un comportamento
dell’individuo che viene osservato da solo.
Quando siamo in questa situazione abbiamo tre possibilità di scelta che devono essere conosciute a priori, perché ci dicono già
anche che tipo di informazioni in termini di misurazione potremmo ricavare:
1) campionamento basato su un individuo focale (focal sampling): questo implica che, nella nostra pianificazione
dell’osservazione, se la classe è costituita da 10 bambini dovremmo pianificare tante osservazioni quante sono i bambini.
Questo significa che di volta in volta ci concentreremo su un singolo bambino, dimenticandoci degli altri.
Questo ha un risvolto positivo: ci permette di raccogliere informazioni pi&ug
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame metodi di ricerca in psicologia dello sviluppo, prof Salerni, libro consigliato Manuale di psicolog…
-
Riassunto esame Osservazione e Valutazione dello Sviluppo, prof. Costantini, libro consigliato Osservare per Educar…
-
Riassunto esame Psicologia dello sviluppo, prof. Raccanello, libro consigliato Manuale di Psicologia dello Sviluppo…
-
Riassunto esame "Psicologia sviluppo tipico e atipico", prof. Longobardi, libro consigliato "Manuale di psicologia …