Valutazione funzionale dell’arto superiore
La valutazione
- va fatta prima dell’inizio del trattamento per poter fornire al pz un piano di
intervento riabilitativo, ma devo tener conto del fatto che il pz già in prima
seduta si aspetta di essere toccato.
- rivalutazione periodica per monitorare i miglioramenti (anche all’inizio e alla
fine di una stessa seduta) e inoltre le informazioni raccolte in modo chiaro e
dettagliato durante la valutazione devono essere registrate utilizzando schede
di valutazione, foto e video (che ci danno anche immagine, coloro, trofismo di
una cicatrice, mobilità).
La valutazione non è una perdita di tempo ma è un utile strumento conoscere
le capacità funzionali residue e potenziali del soggetto, è parte integrante del
programma riabilitativo, è necessaria per il bilancio funzionale, serve per
progettare e impostare il programma riabilitativo, monitorare i documenti e i
progressi ottenuti e inoltre può essere un feedback per il pz. Inoltre è
fondamentale per tutto il discorso del rimborso riabilitativo.
Gli strumenti utilizzati per la valutazione sono
- Goniometro da polso o dita
- Test per la sensibilità
- Scale di valutazione funzionale (Dash, Mayo americane per la
valutazione dei danni per le assicurazioni, in Italia le scale devono essere
validate e tradotte)
- Kapandji scale
- Forza (dinamometri come Jamar, Pinch)
Gli scopi della valutazione sono:
-Identificare i deficit e i problemi per elaborare un programma terapeutico
appropriato
-Verificare l’efficacia del trattamento e controllarne i progressi
-Modificare il trattamento per raggiungere gli scopi riabilitativi
-Raccogliere dati quantitativi oggettivi per portare a termine ricerche o
verifiche cliniche
Una completa valutazione clinica iniziale dell’arto superiore richiede:
->Anamnesi che consiste:
- nell’ascoltare le spiegazioni del paziente sulla causa del dolore o della lesione,
dati personali.
- cartella clinica (lesione, diagnosi, intervento);
->Osservazione generale di come si presenta l’arto superiore del paziente;
->Conoscenza del processo e dei vari stadi di guarigione
->Valutazione psicologica
Devo raccogliere
1. Dati anamnestici =
-Leggere tutte le cartelle (diagnosi, intervento, lesione) con cui il pz arriva e
ascoltare il pz sulla sua causa del dolore e della lesione
-Particolare attenzione ai dati personali (sesso, lavoro, sport, hobby, stile di
vita: per capire come si è procurato la lesione il pz). Mai muovere una frattura
senza aver visto una radiografia, anche se il chirurgo ha detto di poterla
muovere.
La descrizione del pz su come si è procurato la lesione può essere utile per
fornire info sulla diagnosi, sulle precauzioni e su eventuali deficit da valutare.
La documentazione deve includere anche la raccolta di dati personali sul pz
quali: età, sesso; se la lesione interessa la mano dominante o quella non
dominante (osservare dettagli tipo smalto, ceretta etc, che possono portare a
algoneurodistrofia); il tipo di lavoro svolto abitualmente; gli interessi e gli
hobbies; le capacità del pz di svolgere compiti funzionali nella vita quotidiana
(mangiare, vestirsi, igiene personale, muoversi e comunicare).
La cartella clinica deve contenere le seguenti informazioni:
- tipo di lesione = schiacciamento, lacerazione, avulsione (strappamento delle
radici dentro al canale strappandosi direttamente dal midollo), impatto da
proiettile
- localizzazione della lesione in riferimento a punti di repere anatomici ed alle
strutture profonde (es. articolazione, tendini, legamenti)
- informazioni mediche. Tra le condizioni che influenzano la guarigione vi sono
età, diabete, malattie periferiche vascolari, farmaci, assunzione di alcool,
caffeina e nicotina.
Diagnosi:
se è presente un trauma è necessario documentare le cause dello stesso, la
data ed eventuali trattamenti subiti precedentemente; se invece non è
presente alcun trauma bisogna documentare semplicemente l’inizio dei sintomi
o dei cambiamenti dei sintomi.
La storia clinica è formata da interventi, infezioni, farmaci, trattamenti
riabilitativi precedenti, problemi cardiaci o respiratori, pressione arteriosa,
artrite reumatoide, diabete e allergie.
Lo scopo della terapia è capire qual è la comprensione del paziente circa
l’entità della lesione o dell’intervento, quali sono le sue aspettative riguardo la
durata del periodo riabilitativo ed il probabile risultato e far si che il pz ne
rimanga soddisfatto.
Condizione sociale e fattori psicologici
= non dobbiamo fare l’amico del pz ne la spugna del pz, ma non possiamo
essere completamente asettici, siamo sassi all’interno di un torrente quindi
rimaniamo tali ma ci levighiamo dato che continua a passare la corrente. È
importante considerare se il pz ha aiuto in casa propria, se il pz è preoccupato
per il recupero o per l’aspetto estetico, e se il pz è ottimista, pessimista, o
depresso.
Principali problemi del paziente:
-dolore: dove, quando e quali attività aumentano o diminuiscono il dolore;
capire se è maggiore al mattino o alla sera;
-capire se il dolore influisce negativamente sulle attività quotidiane personali e
lavorative, oppure se rimane indifferente verso queste;
-dolore misurato attraverso la Scala Visuale Analogica (VAS): questa consiste in
una linea retta con un punteggio da 0 (no dolore) a 10 (massimo dolore mai
provato nella vita);
-deficit funzionale: movimento, forza e resistenza come sono?
1.Osservazione generale di come si presenta l’arto:
l’osservazione generale comincia quando il pz si presenta in clinica;
Bisogna osservare se l’arto superiore ha una normale oscillazione quando il
paziente cammina (confrontare il lato coinvolto con quello sano), se il paziente
usa spontaneamente l’arto o lo sposta utilizzando l’arto non coinvolto, se il
paziente protegge l’arto con un tutore o con un supporto, e se l’arto è tenuto in
posizione di protezione vicino al petto.
2.Conoscenza del processo e dei vari stadi di guarigione
3.Valutazione psicologica = il nostro mestiere è anche “l’abito fa il monaco”, ci
sono varie tipologie di pz provenienti da costrutti culturali diversi.
Principali problemi del pz:
- Dolore= dove, quando, quali attività aumentano o diminuiscono, mattino, notte
sera? Influenzano sulle attività personali
Osservo l’arto
- Se ha una normale oscillazione quando il pz cammina, a partire da come sta in
sala d’attesa e da come arriva da noi
- Confronto con il controlaterale
- Pz usa spontaneamente arto o lo sposta
- Protegge l’arto con un tutore o un supporto
- Arto è tenuto in posizione di protezione vicino al petto o lo appoggia sulla
scrivania
Esame delle funzioni simpatiche:
= colorito di pelle, peli, secchezza della pelle, sudorazione, pelle d’oca, reazioni
trofiche della cute; dopo una lesione nervosa, l’area che perde la funzione simpatica
corrisponde a quella della funzione sensoria poiché le fibre seguono essenzialmente gli
stessi percorsi.
L’arto superiore
- Spalle in posizione simmetrica
- Atrofie evidenti?
- Mobilità = osserviamo la differenza con il controlaterale
- Posizione della mano a riposo, normale significa che tutte le dita devono andare
sulla linea dello scafoide (normale significa che il polso è in posizione neutra, le
dita sono leggermente flesse e parallele e scendono dall’ indice al mignolo).
- Cute = sudorazione, colore, rughe, edema o noduli
- Segni di attività o uso = callosità, sporcizia, lunghezza delle unghie
- Osservo atrofia della cute = se c’è perdita di spessore, trofia, elasticità, lucidità
- Calore inusuale = indice di infezione
- Secchezza inusuale = indice di lesione del nervo
- Deformità di tipo scheletrico dovute a squilibrio scheletrico o muscolare (es dita
a collo di cigno, mano ad ingriff le ultime due dita non si estendono e non fanno
il tetto, mano a posizione intrinsic minus quindi appiattimento degli archi
trasversali, avr&ogr
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