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METACOGNIZIONE

La metacognizione è la consapevolezza dell’insieme delle proprie abilità emotive e

cognitive; si tratta quindi dell’essere consci di queste capacità. Dunque, all’interno

dell’ambito dell’apprendimento, potremmo definire la metacognizione come nel prendere

coscienza della propria abilità, dei propri tempi e processi di apprendimento.

È possibile distinguere tre diversi tipi di conoscenza metacognitiva:

● CONOSCENZA DICHIARATIVA: comprende la conoscenza del sé, del compito e

delle strategie applicabili in un compito.

● CONOSCENZA PROCEDURALE: è la conoscenza necessaria per completare le

procedure, al fine di applicare la conoscenza dichiarativa e raggiungere gli obiettivi.

● CONOSCENZA CONDIZIONALE: è fondamentale per un uso efficace delle strategie

e si riferisce a sapere quando, dove e perché utilizzare la conoscenza dichiarativa e

la conoscenza procedurale, ovvero le procedure particolari o le strategie.

L’efficacia delle prestazioni degli alunni dipenderà dall’applicazione di tutti e tre tipi di

conoscenza metacognitiva, che variano in base all’età, l’esperienza e gli interessi.

Lo sviluppo della metacognizione inizia con la consapevolezza dei bambini piccoli delle

funzioni mentali: durante il suo lungo corso di sviluppo, la metacognizione diventa più

esplicita, potente ed efficace e anche più consapevolmente controllata. Già all’età di 5 anni

la maggior parte dei bambini ha acquisito una certa comprensione delle credenze sulla

mente ed è in grado di riconoscere una persona potrebbe avere false credenze. Però, la

crescita delle capacità cognitive non può verificarsi in assenza di istruzioni focalizzate sullo

sviluppo di queste strategie; per questo è importante un insegnamento intenzionale ed

esplicito, attraverso l’esempio degli insegnanti e ricche opportunità di pratica, soprattutto per

quanto riguarda l’acquisizione delle strategie di apprendimento. Oltre, all’insegnamento

esplicito delle strategie da parte del docente, lo sviluppo dei processi metacognitivi nella

scuola primaria, è favorito dal fattore relazionale. Infatti, se si vuole promuovere la

metacognizione è necessario creare un clima positivo avvalendosi di momenti di

cooperazione e di un approccio alla valutazione non minaccioso, bensì orientato

all’apprendimento e all’autovalutazione.

Il compito della didattica metacognitiva è quello di consentire all’allievo la conoscenza e l’uso

di strategie, per mettere in atto processi di controllo che consistono nella selezione della

strategia più adeguata per eseguire un compito. La capacità autoregolativa si compone di

una serie di competenze strategiche che sono:

● Competenza strategica messa in atto per capire e ricordare;

● Relative alla disponibilità a collaborare nel lavoro e nell’apprendimento;

● Nel comunicare e nel relazionarsi con gli altri;

● Nel gestire una forma accentuata di ansietà;

● Nel gestire sé stessi nel lavoro dell’apprendimento;

CORRELAZIONE METACOGNIZIONE AUTOVALUTAZIONE

La competenza è l’insieme di abilità e capacità che l’alunno impara in ambito scolastico, ma

che sa utilizzare consapevolmente anche fuori dal contesto in cui le ha imparate. Essendo

consapevole delle sue competenze, è consapevole anche dei suoi processi cognitivi che

non sarebbero altro che la definizione di metacognizione (che significa proprio essere

consapevoli di tali processi). Essendo poi consapevoli dei propri processi cognitivi, gli alunni

sono anche in grado di autovalutarsi, cioè di capire quali obiettivi hanno già raggiunto e quali

devono ancora raggiungere; e ciò deve essere favorito dall’insegnante mediante le rubriche

e il portfolio, che sono utili per far capire al bambino il motivo per cui sta svolgendo quel

compito e anche gli obiettivi correlati allo svolgimento di quel compito. Per questo motivo,

una volta completato lo svolgimento, riuscirà lui stesso a valutare sé stesso appunto grazie a

tali strumenti. Mentre per favorire la metacognizione e quindi rendere l’alunno consapevole

dei suoi processi di apprendimento, sono utili le mappe concettuali. Inoltre, tutto ciò si lega

anche all’autoregolazione, che non è altro che la messa in pratica della metacognizione.

TEORIA ENTITARIA E INCREMENTALE DELL’INTELLIGENZA

Dweck individua due teorie sull’intelligenza:

● La teoria dell’entità: secondo la quale l’intelligenza si configura come un tratto fisso,

immutabile e non soggetto a miglioramento. Si tratta di persone che ritengono di

avere una certa quantità di intelligenza e di non poter far nulla per poterla migliorare.

Le difficoltà scolastiche sono viste come una minaccia alla loro autostima e

privilegiano le situazioni in cui ritengono di riuscire bene;

● La teoria incrementale: considera l’intelligenza in modo dinamico e in continua

crescita, una qualità modificabile e incrementabile attraverso lo sforzo. Sono convinti

che il rendimento mentale non è un tratto fisso ma un processo che si accresce

attraverso l’impegno, una facoltà che è possibile implementare nel corso

dell’esistenza attraverso l’apprendimento, concepito come occasione per costruire

nuove abilità e non come opportunità per dimostrare ciò che si sa già.

Tali teorie hanno ripercussioni rilevanti sulla motivazione, successo, impegno, autostima.

L’insegnante è invitato a organizzare i compiti di apprendimento che t

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

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