Estratto del documento

Tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico

Lezione 03/03/2017

Il Ministero un tempo era diviso al centro da un ufficio centrale che si occupava di beni culturali e paesaggistici. Al di sotto c'erano le soprintendenze 3, poi archivi con soprintendenza archivistica e biblioteconomia.

I vantaggi della soprintendenza unificata sono la semplicità della burocrazia, anche perché c'è una visione unitaria del paesaggio. Gli svantaggi sono che le discipline più deboli possono essere oscurate da discipline di maggiore impatto. Ci sono dei problemi organizzativi e c'è una fase di disorientamento.

Le nuove soprintendenze sono i Sop ABAP archeologia, belle arti e paesaggio. Prima ogni soprintendenza si occupava dei musei statali che i musei archeologici sono in continuo arricchimento perché traggono la loro esistenza dagli scavi mentre i musei artistici sono frutto di collezioni. Il rapporto con il territorio è importante per l'archeologico.

Due anni fa sono stati staccati i musei dalle soprintendenze, nel 2014 alcuni sono diventati musei o parchi autonomi e alcuni sono confluiti nel polo museale regionale. La legislazione precedente non dava autonomia ai direttori dei musei più importanti. Adesso si è scisso il funzionario di uno scavo per esporre i resti dello scavo deve rivolgersi ad un altro ufficio.

Nel codice dei beni culturali a volte dà le indicazioni di chi deve fare le cose e altre volte il Ministero così si consulta il regolamento di organizzazione del Ministero.

La nascita risale al 1975 e il primo ministro fu Giovanni Spadolini che emanò il primo regolamento di organizzazione del Ministro che ha riunito diverse competenze al ministero della pubblica istruzione, del ministero dell'interno soprattutto gli archivi di stato. Al suo interno il Ministero aveva una struttura imponente con molte persone. I punti di forza erano la gestione unitaria delle competenze individuate le regole di tutela e valorizzazione. Ci furono linee d'indirizzo e di programmazione.

Il sistema ha avuto una scossa nel 1998 per il cambiamento del nome da ministero dei beni culturali e ambientali e adesso beni e delle attività culturali assumendo competenze che riguardavano spettacolo, sport.

Nel 2000 è stato emanato il primo regolamento di organizzazione del Ministero creando soprintendenze ai poli museali. Da qui in poi ci sono stati continui cambiamenti incessanti. Nel 2004 è stata necessaria organizzazione del Ministero dopo la riforma dell'articolo V della costituzione quindi molte competenze sono state spostate alle Regioni e furono istituite le direzioni regionali governate da un dirigente di prima fascia. Nel 2013 il ministro Bray inserì anche il Turismo.

All'interno del segretariato regionale lavorano le commissioni regionali per il patrimonio culturale. Le Soprintendenze ABAP svolgono funzioni di catalogazione e tutela, autorizzano l'esecuzione di opere e lavori ecc. Sono state individuate sette aree funzionali specifiche per settore di cui ognuno ha un funzionario referente per aiutare il soprintendente nelle sue funzioni.

Aedon è un sito di arte e diritto dove ci sono news e testi normativi. Sulla gazzetta ufficiale di venerdì vengono pubblicati i concorsi su normattiva.

Lezione 04/03/2017

Si parla non più di vincolo ma di dichiarazione d'interesse culturale.

Patrimonio culturale e provvedimenti di tutela

  • Parte prima: Disposizioni Generali
  • Parte seconda: Beni culturali che si occupa di Tutela (autorizzazione ai lavori), Fruizione e valorizzazione (mostre), Norme transitorie e finali
  • Parte terza: Beni paesaggistici che si occupa di tutela e valorizzazione
  • Parte quarta: Sanzioni si occupa di sanzioni amministrative e penali
  • Parte quinta: Disposizioni transitorie, abrogazioni ed entrata in vigore

I beni culturali sono tutte le testimonianze materiali e immateriali, aventi valore di civiltà, possono essere mobili e immobili. Nella legge Bottai il valore di un bene culturale era solo la parte estetica e inoltre erano più i monumenti mentre oggi sono anche le fotografie, le pellicole cinematografiche. È cresciuta così la fruizione consapevole oltre al crescente valore identitario dei beni culturali.

Il concetto d'identità si sta dilatando al concetto di identità collettiva piuttosto che territoriale come per esempio la tutela del UNESCO. L'inclusività è un nuovo termine introdotto nel codice nel senso che la cultura in generale ha un valore inclusivo ovvero ha la capacità di coinvolgere le persone e quindi ha un forte valore sociale e relazionale.

L'articolo 9 bis dice che nelle istituzioni che riguardano beni culturali devono occuparsi specialisti del settore preparati e formati per questo.

La definizione di patrimonio culturale sono i beni culturali le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico. Le cose diventano beni culturali quando c'è un provvedimento riconoscitivo del valore. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici.

La tutela consiste nell'esercizio di funzioni e nella disciplina delle attività dirette sulla base di un'adeguata attività conoscitiva ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantire la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione. La valorizzazione consiste nelle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale ed assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso al fine di promuovere lo sviluppo della cultura. È attuata in forme compatibili con la tutela.

Nuove espressioni di identità culturale collettiva contemplate dalle Convenzioni UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e per la protezione e la promozione delle diversità culturali. L'UNESCO tutela anche il bene immateriale come bene materiale e culturale come le tradizioni, eventi ecc. e diventa una lista.

La convenzione del consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società o di Faro definisce il patrimonio culturale e la comunità patrimoniale. Secondo il consiglio il patrimonio culturale è un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano come espressione di valori.

Gli articoli dal 10 al 16 parlano di tutte le categorie di beni culturali e definizioni. Ci sono quattro elenchi di beni culturali:

  • Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli enti pubblici territoriali nonché ad ogni altro ente che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico, ci vuole un provvedimento di tutela che sono d'interesse presuntivo
  • Sono inoltre beni culturali le raccolte di musei, archivi e singoli documenti, raccolte librarie delle biblioteche per cui non è necessario nessun provvedimento di tutela
  • Sono altresì beni culturali quando sia intervenuta la dichiarazione prevista dall'articolo 13: le cose immobili e mobili particolarmente importanti, archivi e documenti, raccolte librarie di eccezionale interesse culturale, le cose immobili e mobili riferite a storia politica, militare, testimonianze dell'identità e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive o religiose e le collezioni e oggetti d'interesse eccezionale
  • Fotografie, ville, siti minerari, navi, architetture rurali.

L'articolo 11 esamina categorie di beni soggette ad alcune cose. Affinché una cosa diventi a tutti gli effetti bene culturale si attua un provvedimento espresso. I presupposti sono capire chi è il soggetto proprietario dell'oggetto e quali sono le caratteristiche della cosa e che tipo di interesse ha. Il grado d'interesse può essere semplice o qualificato e si fa una verifica dell'interesse culturale, dichiarazione dell'interesse culturale.

La verifica dell'interesse culturale si fa per interesse semplice, cose pubbliche mentre la dichiarazione d'interesse si fa con cose d'interesse particolare per i privati, le cose del comma 3 lettera a o per il particolarmente importante comma 3 lettera d sia privati che pubblici. Quando c'è interesse.

Stampare articolo 10 e studiarlo per categorie. Il procedimento di verifica è normato dall'articolo 12 del codice fin quando i beni non sono sottoposti a verifica i beni sono inalienabili se sono positivi devono essere tutelati sennò possono fare ciò che vogliono visto che perdono interesse per l'amministrazione ministeriale.

Lezione 17/03/2017

La disciplina dei beni archeologici

Gli articoli dall'88-94 del titolo I del codice dei beni culturali sono quelli dedicati a Ritrovamenti e Scoperte. Non esiste la definizione di scavo archeologico. La tutela si distingue in tre passaggi: individuazione, protezione e conservazione e in questo si rispecchia anche lo scavo archeologico che è uno strumento di ricerca importante atto alla tutela.

Il codice inizia a parlare dalle ricerche archeologiche e in genere le opere di ritrovamento delle cose indicate all'articolo 10 (quelle di interesse presuntivo di beni mobili e immobili appartenenti ad enti pubblici) in qualunque parte del territorio nazionale sono riservate al Ministero. Al Ministero è riservata anche la facoltà di ordinare l'occupazione temporanea degli immobili ove devono eseguirsi le ricerche.

Prima di eseguire lo scavo, si fa un verbale di constatazione dei luoghi con il proprietario e il direttore di scavo. È finalizzato all'indennità dell'occupazione del proprietario mediante rilascio delle cose ritrovate o mediante denaro. In genere il decreto si fa con i privati mentre con gli enti pubblici si sottoscrivono degli accordi di collaborazione. Alla fine dello scavo viene fatto un verbale finale dove si constata la presenza di danni e viene indicato come l'area viene lasciata.

Nell'articolo 89 si parla di concessione dove è scritto che il Ministero può dare in concessione a soggetti pubblici o privati l'esecuzione delle ricerche e delle opere. Il concessionario deve osservare tutte le prescrizioni imposte nell'atto di concessione quindi il Ministero deve conoscere tutti gli scavi che vengono eseguiti nella nazione anche se la ricerca scientifica è libera. La concessione può essere revocata anche quando il Ministero intenda sostituirsi nell'esecuzione.

Il Ministro può consentire che le cose rinvenute rimangano in tutto o in parte presso la Regione o altro ente pubblico territoriale per fini espositivi se l'ente dispone di una sede idonea e possa garantire la conservazione e la custodia delle cose medesime.

Gli enti titolari di demanio hanno un patrimonio diviso in tre settori: demanio, patrimonio indisponibile e patrimonio disponibile e il codice civile ci dice cosa appartiene ad uno di questi lotti e i beni mobili finiscono nel patrimonio indisponibile.

L'articolo 90 tratta delle scoperte fortuite e dice che se vengono scoperte cose fortuitamente devono essere denunciate entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco o all'autorità di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione temporanea, lasciandole nelle condizioni e nel luogo in cui sono state rinvenute e vengono informati i carabinieri preposti alla tutela culturale.

Se si tratta di cose mobili delle quali non si può assicurare la custodia, lo scopritore ha la facoltà di rimuoverle per meglio garantire la sicurezza e le spese sostenute sono rimborsate dal Ministero. Nel caso che la scoperta fortuita avviene durante un cantiere edilizio il Ministero può far sospendere i lavori e all'articolo 28 si dice che la facoltà di inibizione o sospensione può ...

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale Pag. 1 Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher storia92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Beni culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Patera Anna.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community