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Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale Appunti scolastici Premium

Lezioni di tutela e valorizzazione del territorio con riferimenti al codice dei beni culturali e alla costituzione italiana basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Patera, dell'università degli Studi di Siena - Unisi.

Esame di Beni culturali docente Prof. A. Patera

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Di tutta la procedura quello che è più qualificante è lo scavo archeologico (in Italia sono numerosi)

sono anche un serbatoio lavorativo perché la maggior parte del lavoro dei professionisti è in questo

ambito dell'archeologia preventiva. In Italia l'archeologia preventiva è arrivata in ritardo, in seguito

alla Convenzione di Malta del 1992 dove si affrontava l'argomento della tutela ambientale dove si

diceva chi è colpevole di inquinare paga e dice chi trasforma il territorio dove c'è uno scavo

archeologico, integrata a contesti territoriali. E per la convenzione lo scavo finisce con la

pubblicazione dei risultati e musealizzazione dei resti pervenuti o immagazzinamento. Questa

convenzione in Italia è stata rettificata nel 2005.

Una definizione del dpr 2010 art 245 è quella del progetto dello scavo archeologico dove si dice che

il progetto preliminare dei lavori di scavo per finalità di ricerca, costiuito da una relazione

programmatica delle indagini necessarie dice inoltre che la relazione illustra tempi e modi

dell'intervento, relativi sia allo scavo sia alla conservazione che alla pubblicazione ed è redatta da

soggetti con qualifica di archeologo in possesso di specifica esperienza e capacità professionale

( non si sa con quale grado effettivo).

vi è anche una definizione di scavo archeologico ovvero tutte le operazioni che consentono la

lettura storica delle azioni umane, recupera anche la documentazione del paleoambiente anche in

epoche anteriori alla comparsa dell'uomo.

Il progetto definitivo dei lavori comprende previsioni tecnico-scientifiche ed economiche relative a

diverse fasi e tipologie di interventi.

I livelli di progettazione di scavo possono essere unificati e quindi semplificato il procedimento.

La procedura si conclude in un termine predeterminato dal soprintendente la legge prevede tre

possibilità per lo scavo:

- contesti in cui lo scavo esaurisce direttamente l'esigenza di tutela ( se non si trova niente di

significativo e lo scavo è negativo, per esempio nei ritrovamenti di tombe dei cappuccini o che non

lascia niente nel terreno quando vengono asportati i resti)

- contesti che non evidenziano reperti leggibili come complesso strutturale unitario, con scarso

livello di conservazione dove quello che viene rinvenuto può essere spostato e rimontato o

reinterrato

- complessi la cui conservazione non può essere assicurata se non in forma contestualizzata

mediante l'integrale

Nel primo caso la procedura si considera chiusa e con un esito negativo e l'opera pubblica continua

nel secondo caso la soprintendenza determina le misure necessarie ad assicurare la conoscenza, la

conservazione e la protezione dei rinvenimenti infine nel terzo caso l'area viene assoggettata a tutela

e il Ministero avvia il procedimento di dichiarazione di verifica per il vincolo.

Richiama il decreto ad emanazione di linee guida entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore

del presente codice, sono individuati provvedimenti semplificati, con termini certi che garantiscano

la tutela del patrimonio archeologico tenendo conto dell'interesse pubblico.

Scaricare la convenzione di Malta

Ogni stato ha ratificato la convenzione di Malta uno dei primi è stata la Francia, hanno creato una

struttura (Irap) che è un istituto pubblico autonomo controllato dal ministero della cultura francese e

dal ministero dell'università ed è un ente autonomo. Questo si occupa di procedure di archeologia

preventiva nel territorio francese, molte attività le fanno con i propri dipendenti e i finanziamenti

sono interni.

In Olanda il modello è diverso dove la professione dell'archeologo è liberalizzata e l'archeologo è

quasi responsabile unico dell'attività preventiva e il Ministero controlla la qualità.

LEZIONE 25/03/2017

il museo secondo il codice è una struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed

espone beni culturali per finalità di educazione e di studio

l'area archeologica è un sito caratterizzato dalla presenza di resti di natura fossile o di manufatti o

strutture preistorici o di età antica

parco archeologico: un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche e

della compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali attrezzato come museo all'aperto. In

genere è più grande dell'area archeologica. Il parco archeologico è diverso dall'area proprio per il

fatto di essere organizzato con strutture di accoglienza, pannelli didattica. Il parco può comprendere

più aree.

Gli istituti e i luoghi della cultura che appartengono a soggetti pubblici sono destinati alla pubblica

fruizione ed espletano un servizio pubblico e anche in caso di sciopero i musei e gli istituti della

cultura devono assicurare i servizi pubblici essenziali quindi orari di apertura in fasce orarie precise

inoltre le strutture espositive che appartengono a privati e sono aperti al pubblico un servizio

privato di utilità sociale.

Nel recente regolamento 171 del 2015 l'art 35 ha ripreso la definizione di musei dove dice sono

istituzioni permanenti, senza scopo di lucro, al servizio della società è del suo sviluppo. Sono aperti

al pubblico e compiono ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali

dell'umanità e del suo ambiente.

LEZIONE 25 MARZO RICOPIARE

LEZIONE 28 MARZO

VEN 7 APRILE NO LEZIONE (RIMANDATA A 21 APRILE)

FORME DI GESTIONE

la legge prevede che le attività di valorizzazione dei beni culturali di appartenenza pubblica sono

gestite in forma diretta o indiretta: (art 115 codice)

- diretta: quando sono le amministrazioni proprietarie dei beni che si fanno carico delle attività di

valorizzazione (per es in un museo statale sono gestite direttamente dallo Stato)

- indiretta: quando le attività di valorizzazione sono esternalizzare (gestite da enti terzi) che può

riguardare anche un solo servizio. Attutato tramite un istituto giuridico, Concessione a terzi

La differenza tra appaltatore e concessionario è che il primo viene pagato dal museo e quindi

vincerà la gara a chi costa meno mentre il secondo si autosostiene (bookshop) e questa procedura

viene fatta sulla scelta economicamente vantaggiosa ( si riferisce alla qualità di quello che viene

presentato). Una quota del fatturato spetta al Ministero

Lo Stato può con le proprie leggi dettare i principi generali a cui poi le regioni si adeguano con

normativa regionale. Per i musei statali questa norma è unica.

Quando si sceglie una forma o un'altra?

Le scelte appartengono all'amministrazione del museo ed è attuata mediante valutazione

comparativa in termini di sostenibilità economico-finanziaria e di efficacia sulla base di obiettivi

previamente definiti. I musei piccoli dove ci sono pochi visitatori l'anno non sceglierà la gestione

indiretta in quanto probabilmente sarebbe deserta.

Quando è stato deciso il concessionario dei servizi viene stipulato il contratto di servizio dove si

descrive il progetto. È importante effettuare sempre la vigilanza sul rapporto con il concessionario

laddove ciò che era stato stabilito non viene rispettato viene tolta la concessione. Si può fare anche

la concessione degli spazi da parte del museo. A volte in Italia i musei più importanti sono

all'interno di edifici storici che inizialmente non erano nati come museo ma come residenze o

conventi etc. per questo spesso è difficile concedere gli spazi.

Nell' art 117 si dice che negli istituti e nei luoghi della cultura possono essere istituiti servizi di

assistenza culturale e di ospitalità per il pubblico:

a) il servizio editoriale e di vendita

b) servizi di beni librari e archivistici

c) la gestione di raccolte discografiche, diapoteche e biblioteche

d) gestione dei punti vendita

e) servizi di accoglienza

f) servizi di caffetteria

g) organizzazione di mostre e manifestazioni culturali

la qualità delle ditte che si presentano in gara devono dimostrare attraverso curriculum validi che

forniscono servizi di qualità

I servizi possono essere integrati con servizi di pulizia, vigilanza e biglietteria

I MUSEI AUTONOMI STATALI

Musei che hanno autonomia amministrativa e finanziaria ma restano sempre statali. Con la riforma

del Ministero i musei sono stati staccati dalle Soprintendenze tra cui alcuni sono diventati musei

autonomi e altri sono stati raggruppati e riuniti sotto un polo museale e per questo è stata creata una

direzione generale musei. La legge è il D.M 23 dicembre 2014 sull'organizzazione e funzionamento

dei musei infatti prevede l'istituzione di un sistema museale nazionale finalizzato alla messa in rete

di tutti i musei italiani statali e non statali che tra di loro collaborino. Ci possono essere poi reti più

piccole come sistemi museali regionali e cittadini.

Le principali novità:

-Creazione direzione generale Musei che favorisce la ricerca e la diffusione delle conoscenze sul

patrimonio culturale italiano, assicura l'accessibilità totale e la fruizione del patrimonio, incoraggia i

pubblici dei musei e dei luoghi d cultura anche con nuove tecnologie, sostiene la nascita di reti

territoriali e promuove sistemi innovativi di gestione (scaricare da internet)

- Soprintendenze speciali Colosseo e Pompei (funzioni di soprintendenza e di museo)

- Poli museali regioali (17 escluse le regioni a statuto speciale) articolazioni perfieriche e

coordinano le strutture statali sul territorio regionale a loro è data la facoltà anche di integrare

percorsi culturali di fruizione

-Musei autonomi di interesse nazionale

- Parchi archeologici

I musei statali sono 30 di rilevante interesse nazionale e circa 400 istituti tra musei, aree e parchi

archeologici e monumenti distribuiti sul territorio italiano.

Nel 2014-2015 sono nati i primi musei dotati di autonomia speciale inizialmente erano 4 e la

selezioni dei primi venti musei autonomi è stata fatta mediante una selezione colloquiale quasi

come avviene nelle assunzioni private. Il secondo lotto di direttori sono invece stati scelti attraverso

bandi. Ogni museo autonomo è dotato di organi particolari con delle micro strutture coordinate

sempre dal direttore del museo diviso in:

-direttore

-consiglio di amministrazione, da linee guida e pareri sulla programmazione delle mostre

- comitato scientifico, contenuti delle mostre

- collegio dei revisori dei conti, organo indipendente che verifica il bilancio e l'attività finanziaria

del museo che risponde al direttore

Il direttore del museo del polo ha le stesse funzioni di un direttore di un museo nazionale, ha

l'obbligo di convocare delle conferenze regionali a cui partecipano tutti i direttori dipendenti dai

musei del polo per coordinare.

LEZIONE 04/04

Articolo 48 lezione precedente

I casi di comodato e deposito dei beni culturali si riferiscono all'art.44:

nel caso in cui dei beni possono ricevere in comodato da privati proprietari beni culturali mobili al

fine di consentirne la fruizione da parte della collettività, se sono di particolare pregio o sono

integrazioni di collezione pubbliche. L'assicurazione è a carico del Ministero.

Si parla invece di deposito quando avviene tra enti pubblici.

Il Ministero può consentire che le cose rinvenute rimangano presso la Regione od altro ente

pubblico territoriale per fini espositivi sempre che l'ente disponga di una sede idonea e possa

garantire la conservazione e la custodia delle cose medesime (art.89 comma 6) L'articolo ha delle

mancanze in ambito di valorizzazione e fruizione.

CONTROLLO SULLA CIRCOLAZIONE

il codice prevede dei limiti alla circolazione di beni in entrata e in uscita e soprattutto specifica che

le funzioni che essi esercitano per la circolazione dei beni culturali servono a preservare il

patrimonio culturale nazionale.

L'art 65 fa l'elenco di una serie dei beni nazionali la cui uscita è vietata. Presso il Ministero dei beni

culturali ci sono degli uffici di esportazione con competenze parallele alle dogane a loro bisogna

presentare un attestato di libera circolazione. Ha una scadenza di tempi per dare con motivato

giudizio l'attestato ovvero entro quaranta giorni. La normativa prevede la possibilità di fare un

ricorso a questa concessione inoltre se lo Stato decide che quel bene ha un valore importante può

esercitare la facoltà di acquisto coattivo ovvero lo stato acquista il bene che si vuole far circolare

senza possibilità di replica.

Da qualche anno il Ministero si è dotato di un sistema informativo cercando di evitare l'esportazione

di un bene che abbia un valore indipendentemente dalla regione in cui ci si rivolge all'ufficio. Per

gli oggetti archeologici è raro che venga dato il diritto di libera circolazione.

Esiste una deroga all'uscita dal territorio nazionale che riguarda l'uscita temporanea di beni per

manifestazioni d'arte di alto interesse culturale sempre che ne siano garantite l'integrità e la

sicurezza non possono però uscire i beni suscettibili a subire danni e beni che costituiscono fondo

principale. Altri casi sono per il trasferimento di cittadini italiani all'estero legato allo svolgimento

di attività, anche per accordi culturali con istituzioni museali straniere in regime di reciprocità e per

la durata stabilita negli accordi medesimi non superiore a quattro anni rinnovabili una volta.

Il ministero si sta impegnando per creare progetti per costruire una rete condivisa di opere presenti

all'interno dei depositi dei musei italiani per creare percorsi di ricerca un modo così per garantire la

fruizione di beni altrimenti nascosti e per far conoscere i musei italiani all'estero.

Per questi beni viene rilasciato l'attestato di circolazione temporanea, connessa all'evento. È

necessaria una cauzione a garanzia dei pezzi che vanno in mostra.

Esiste anche la possibilità di regolamentare l'ingresso nel territorio nazionale che non è obbligatorio

ma l'interessato se vuole può avere la certificazione d'ingresso dall'ufficio esportazione. Si parla di

spedizione quando vengono dallo stato dell'Unione europea e d'importazione se vengono da stati

non dell'unione europea. L'ingresso dura cinque anni e può essere rinnovato. Bisogna che ci sia un'

accertamento della provenienza della cosa.

Quando invece i beni devono andare fuori dall'UE il termine esatto è la licenza di esportazione

sempre rilasciata dall'ufficio esportazione, la licenza può essere temporanea o definitiva

articolo su Aedon, il valore del patrimonio culturale fra Italia e Europa, Dati e analisi sul traffico

illecito dei beni culturali di Beltrametti.

LEZIONE 11/04

ARCHEOLOGIA E PAESAGGIO

esistono tanti tipi di paesaggio che si distingue in base a varie forme e bisogna pensare a chi guarda

il paesaggio e come viene percepito infatti si vede come il paesaggio può cambiare in base alla

percezione di ognuno. C'è e ci deve essere una connessione tra il bene archeologico dal punto di

vista fisico e materiale e il bene paesaggistico ovvero l'area che racchiude il sito in se in relazione

tra di loro.

La prima sistematizzazione a livello politico, giuridico, culturale viene affrontata nella Convenzione

Europea del Paesaggio nel 2000 i cui contenuti sono stati riportati nel Codice nel 2004 che assume

il nome di Codice dei beni culturali e del paesaggio. La convenzione dice che:

- il paesaggio è una porzione del territorio come è percepita dalle popolazioni il cui carattere deriva

dalle interrelazioni umane e naturali quindi ha una natura antropica e si devono riconoscere azioni

di riconoscimento e di tutela perché il paesaggio è una componente del patrimonio culturale.

La nozione del paesaggio visto in aspetti compresenti e concorrenti:

- aspetto visibile del territorio

- percezione soggettiva identitaria

- valore estetico e patrimoniale

Contigui al termini di paesaggio sono ambiente e territorio anche se questi due hanno concetti simili

tra di loro ma non proprio con il paesaggio.

Il punto di vista oggettivo del paesaggio riguarda i caratteri strutturali di un determinato paesaggio e

diretta o indiretta mentre il punto di vista soggettiva riguarda la coscienza o l'idea dell'uomo con

percezioni sensoriali, emozioni vissute e attribuiti alla società (es. viale dei cipressi di Bolgheri)

La relazione tra paesaggio e territorio corrisponde alla relazione che c'è tra cultura e natura.

I beni paesaggistici sono trattati nella parte terza del Codice con unico titolo:

I- principi

II- procedimento all'individuazione dei beni paesaggistici

III- piano paesaggistico, base della tutela di tutto il patrimonio, prevede che ogni Regione faccia il

proprio piano collaborando congiuntamente con il Ministero, per semplificare (per ora solo Toscana

e Puglia in maniera completa) o in maniera autonoma, ne consegue più controlli. Per avere

un'autorizzazione di trasformare un ambiente che è sotto vincolo paesaggistico ci sono delle

procedure specifiche.

IV- controllo e gestione

L'impegno dello Stato deve essere parimenti a quello verso il bene culturale e fare in modo che se ci

deve essere una trasformazione sia sostenibile, coerente etc.

Nell'art.131

La tutela del paesaggio si esplica in varie azioni:

- riconoscere

- salvaguardare

- recuperare

Finalizzato a salvaguardare i valori del paesaggio

l'art 134 dice che:

i beni paesaggistici sono

a) immobili e aree di cui all'art 136

b) aree dell'art 142

c) ulteriori aree


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AUTORE

storia92

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7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in archeologia
SSD:
Docente: Patera Anna
Università: Siena - Unisi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher storia92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Beni culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Siena - Unisi o del prof Patera Anna.

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