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Linguistica informatica: usabilità e struttura di siti web

L’usabilità è definita dall’ISO, l’International Organization for Standardization, come "Il grado in cui un prodotto può essere usato da particolari utenti per raggiungere certi obiettivi con efficacia, efficienza, soddisfazione in uno specifico contesto d’uso".

L’usabilità del web o web usability, pertanto, è l’applicazione dei principi dell’usabilità in quegli ambiti in cui la navigazione del web può essere considerata come un paradigma generale per costruire un’interfaccia grafica. Si propone di economizzare lo sforzo cognitivo dell’utente attraverso prodotti che siano facili da comprendere, da imparare, da usare, da ricordare, che evitino o rendano recuperabili gli errori e che quindi gratifichino l’utilizzatore.

Obiettivo della web usability

L’obiettivo finale della web usability è quello di rendere invisibile la tecnologia sottostante, trasparente per l'utente, il quale deve potersi concentrare esclusivamente sul compito, anziché sull’interfaccia. La web usability, intesa quindi come la possibilità di utilizzare con facilità il contenuto del web, ne condiziona in modo diretto l'accessibilità e deve tener conto dell’attività che l’utente deve svolgere (la navigazione delle pagine di un sito), della tipologia di utente (il target cui si rivolge il sito) e infine dell’ambiente d’uso, ovvero interfaccia, hardware, browser, velocità di connessione.

Principi di usabilità

Jakob Nielsen, Bruce Tognazzini e Steve Krug, hanno dettato euristiche e principi per la web usability. Dall’analisi della letteratura relativa all’argomento sono stati individuati sei requisiti che, nella loro interazione, permettono di realizzare un sito usabile: navigabilità, tempi di attesa, completezza dei contenuti, comprensibilità delle informazioni, efficacia comunicativa, attrattiva grafica. Nielsen, in particolare, è noto per le sue critiche a siti popolari, soprattutto sul fatto che puntino troppo su caratteristiche come le animazioni Flash e grafica a spese dell’usabilità.

In sintesi, quindi, per essere usabile, un prodotto deve essere adeguato ai bisogni e alle aspettative degli specifici utenti finali che lo usano in determinate condizioni; risultare facile da capire, da imparare, da usare, essere gradevole; consentire di eseguire le specifiche attività lavorative in modo corretto, veloce e con soddisfazione.

Valutazione dell'usabilità

La valutazione dell’usabilità di un sito web riguarda molteplici aspetti collegati a componenti di natura molto diversa: dal design grafico, alla disponibilità delle lingue necessarie per i target ritenuti strategici dall’azienda, dall’uso di una terminologia appropriata alla possibilità di visualizzare correttamente le pagine con i browser più diffusi.

Al fine di valutare al meglio l’usabilità, è possibile eseguire dei test in cui gli utenti sono chiamati a compiere delle semplici operazioni sulle caratteristiche del prodotto, evidenziandone pregi e difetti. La valutazione può basarsi su feedback verbale attraverso questionari e interviste, o su modelli come la simulazione del sistema, o sull’ispezione dell'interfaccia da parte di esperti secondo varie tecniche.

Struttura di siti web

I siti web consistono principalmente di un insieme di documenti organizzati in forma ipertestuale. L’ipertesto è una struttura organizzativa di contenuti, ma anche un ambiente di interazione complesso, che consente all’autore di progettare e al lettore di attraversare un corpus di informazioni di varia natura (testi, immagini statiche, suoni, animazioni, video), secondo un ordine che non risponde ad alcun vincolo di sequenzialità, seguendo itinerari compositivi di natura associativa, predisposti dall’autore e liberamente scelti dal lettore.

La struttura ipertestuale di un sito, dunque, è la forma che assumono i suoi collegamenti gerarchici a partire dalla home page, organizza il contenuto in base alla subordinazione logica tra le informazioni, in più livelli, e può avere varie forme, varie ampiezze e profondità. Uno dei principali problemi progettuali è decidere la struttura ipertestuale e di navigazione migliore affinché gli utenti trovino facilmente ciò che cercano. Il sito deve essere di facile lettura e libero nel presentare i contenuti e nell’approccio con l’utente, risultando affine al metodo associativo con cui la mente esplora il mondo quotidiano.

Nielsen a tal proposito ha affermato che gli studi di comportamento dell’utente sul web mostrano una bassa tolleranza per design complicato o lentezza di caricamento. Le persone non vogliono attendere. E non vogliono imparare come si usa una home page. Non esistono cose come manuali o sistemi di apprendimento per l’uso del sito. Le persone devono essere in grado di afferrare le funzionalità del sito immediatamente dopo una scansione visiva della home page della durata massima di pochi secondi.

Ad esempio, in un sito dove gli schemi di orientamento di accesso sono fuorvianti gli utenti compiranno molti errori di interazione, riducendo quindi la loro produttività e soddisfazione, in certi casi la sicurezza e l’efficacia, rinunciando a perseguire il proprio scopo perché frustrati dal comportamento negativo del sito. Basti pensare a una disposizione inadeguata dei componenti nella pagina, ad esempio, contenuti testuali formattati e posizionati come fossero dei comunicati pubblicitari, che danno luogo al fenomeno del banner blindness.

Strutture ipertestuali

La struttura ad albero verticale di un sito web si sviluppa in profondità, di click in click, mentre l’albero esteso tende a presentare la maggior parte dei contenuti nel primo livello (in home page). L’albero orizzontale ha i pregi della semplicità d’uso di un testo lineare e ha i vantaggi di flessibilità dell’ipertesto, non scade nella carenza di organizzazione del grafo, ovvero percorsi infiniti dove non esistono gerarchie, né nell’eccessivo annidamento dell’informazione di un albero verticale.

Dopo aver fatto questa opportuna premessa, nel presente elaborato metterò a confronto due siti web, uno dell’Università di Siviglia (http://www.us.es), l’altro dell’Università degli studi di Pisa (https://www.unipi.it), analizzandoli come genere testuale e in termini di usabilità.

In particolare la mia analisi terrà conto anche delle tre dimensioni che determinano l’esperienza dell’utente nella navigazione del sito: dimensione pragmatica, ovvero funzionalità e usabilità del sistema; dimensione estetica, ovvero piacevolezza estetica ed infine dimensione simbolica riguardante la forza del brand e la sua identificazione.

Conoscere l'utenza

Nella realizzazione di un sito web la regola forse più nota è conoscere bene la controparte. In particolare, conoscere l’utenza significa poter costruire un modello concettuale del sito adeguato a quel tipo di utenza, modello che si rifletterà nell’immagine del sito e quindi nel modello mentale dell’utilizzatore finale. Le informazioni da raccogliere sugli utenti, la quantità e il livello di dettaglio cui arrivare, dipendono dagli scopi attribuiti al sito e derivanti dai vari soggetti interessati, dagli scopi degli utenti e dal tipo di persuasione che si vuole raggiungere.

Il profilo utente è il punto di partenza. Normalmente, un profilo utente descrive alcune caratteristiche stabili di una tipologia di persone rappresentative del bacino di destinatari cui il sito intende rivolgersi. Un profilo può contenere una varietà di attributi demografici come l’età, il sesso, l’occupazione, eventuali disabilità oppure basati sulle abitudini dell’uso di Internet, dei siti preferiti, della velocità di accesso alla rete o del tipo di browser usato. All’interno di uno stesso gruppo professionale, per esempio, ci possono essere persone che hanno già acquisito molta familiarità con Internet, oppure persone che usano il web molto raramente e sono ancora alle prime armi. Ciascun tipo di utente ha requisiti di usabilità diversi che sarebbe opportuno considerare.

Entrambe le Università, pertanto, hanno dovuto analizzare le esigenze incentrate sull’utente, che cosa vuole o deve ottenere e che cosa si aspetta, qual è il suo background culturale e tecnico e qual è il contesto in cui opera. In entrambi i casi si tratta di utenti che intendono iscriversi ad una Facoltà e quindi necessitano informazioni riguardo all’Ateneo e alla sua struttura, su come immatricolarsi, sui vari corsi di laurea, utenti che intendono iscriversi a master, dottorato, tenersi aggiornati su bandi di concorso o mettersi in contatto con un professore o altro personale dell’Università.

Queste domande guidano tutto il progetto e anche la stesura dei contenuti. Gli esperti di usabilità interagiscono quindi con la progettazione di un sito in ogni fase di realizzazione: dalla definizione degli obiettivi alla costruzione dei contenuti, per andare in definitiva a incidere sull’interfaccia finale. Poiché l’interfaccia di un sito ha anche compiti di comunicazione della “brand identity”, e più in generale di immagine, l’usabilità oltre che con le funzionalità di un sito deve fare i conti con il design, inteso appunto nel senso di veicolo d’immagine. La grafica deve dare una piacevolezza visiva e facilitare l’uso.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nichole_bs di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica informatica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Lorenzi Franco.
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