Estratto del documento

La comunicazione pubblica prima della legge 150

La legge 1483 dava un’impostazione unitaria alla PA con Camillo Benso conte di Cavour -> amministrazione fortemente gerarchizzata. Nel 1860, con l’unità d’Italia, si aveva un’organizzazione burocratica molto caotica. La legge del 1865 rappresenta la prima legge comunale e provinciale che riorganizza l’Italia in una serie di livelli territoriali e funzioni amministrative (Comuni e Province). Con l’avvento del regime fascista, l’organizzazione gerarchica della PA assume caratteri autoritari. Con la nascita delle regioni negli anni ’70 la situazione muta profondamente. Negli anni '80 si verifica una nuova fase di grande frammentazione amministrativa e crescente complessità. Negli anni '90 inizia la più forte e coerente fase di riforma legislativa legata a una visione europea della PA e a modelli professionali di tipo privatistico.

La legge 142 del 1990 stabilisce che il cittadino ha il diritto di partecipare, mentre la legge 241 del 1990 afferma che il cittadino ha il dovere di scegliere e decidere. La legge 29 del 1993 rappresenta uno dei momenti più alti per la comunicazione pubblica, per la sua legittimazione. La legge 150 del 2000 impone la necessità di ripensare il ruolo della comunicazione pubblica se si vuole cambiare e innovare.

Tappe della comunicazione pubblica in Italia

  • Silenzio/segreto d’ufficio
  • Propaganda
  • Immagine
  • Informazione (non prevede controlli, né ascolto, nessun ritorno, percepisce il cittadino come utente passivo)
  • Comunicazione

Con i grandi processi di riforma degli anni '90, la comunicazione pubblica comincia a definire i propri obiettivi e la propria funzione. La massima espressione di questo processo si ha con la legge 150 del 2000. Risulta sempre più evidente per la PA la necessità di raggiungere accanto all’efficacia e all’efficienza della comunicazione pubblica e all’economicità dei servizi pubblici la qualità. Si cerca di creare un’amministrazione imparziale, che è imparziale solo quando è trasparente, ed è più trasparente solo quando comunica.

Il cittadino muta (prima suddito, poi elettore, amministrato, utente, cliente, consumer, prosumer, ed infine partner di interessi specifici, protagonista del cambiamento). Nascono così gli stakeholder (cittadini, enti, associazioni) motivati ed informati su questioni specifiche, in grado di affrontarle e risolverle in sintonia con la PA.

Sussidiarietà

Sussidiarietà orizzontale: agire insieme -> compartecipazione dei cittadini alla vita della PA.

Sussidiarietà verticale: collaborare -> prevede l’obbligo di cooperazione e integrazione tra le diverse amministrazioni nel corso del processo di innovazione.

In un’azienda chi innova, chi cambia è spesso la classe dirigente, l’elemento centrale; nella PA gli innovatori sono quasi sempre lasciati a se stessi. La burocrazia prospera laddove le amministrazioni non intendono cambiare; chi deve riformarsi spesso rifiuta le riforme e così i cittadini subiscono i difetti del vecchio sistema. La comunicazione pubblica deve la sua crescita all’idea di istituzioni moderne ed europee, alla partecipazione e alla qualità delle prestazioni. Allo stesso tempo, la PA non deve solo rinnovarsi, modernizzarsi, snellire le procedure, ridurre gli sprechi, migliorare la propria efficienza, ma deve trovare una nuova legittimazione, impegnandosi a diventare ciò che in molti casi non è riuscita ad essere: il luogo di tutti, dove i cittadini ricevono le prestazioni. Spesso però il cittadino viene visto come un nemico da tenere distante, in balia di norme e regolamenti. Quindi il cittadino per capire la burocrazia ha sempre più bisogno di interpreti. Negli ultimi anni, però, si è fatto molto per rinnovare la PA e darle modo di svolgere al meglio il suo lavoro. La comunicazione pubblica diventa l’elemento centrale del processo di riforma e riorganizzazione del sistema pubblico.

Obiettivi della comunicazione pubblica: parlare con la gente, ascoltarla, sollecitare e favorire i processi di innovazione. Negli anni '90 la comunicazione pubblica comincia ad assumere una fisionomia ben definita.

Tipi di comunicazione

  • Comunicazione politica: es elezioni
  • Comunicazione istituzionale: tende a stabilire una relazione tra PA e cittadini
  • Comunicazione sociale: si rivolge al bene generale
  • Comunicazione di pubblico servizio: promuove servizi di pubblica utilità
  • Comunicazione sociale: promuove valori e questioni di interesse generale

Inoltre è possibile distinguere tra:

  • Comunicazione interna: attività che favoriscono e diffondono i valori dell’ente
  • Comunicazione esterna: attività rivolte all’esterno di ogni amministrazione
  • Comunicazione integrata: nasce dal coordinamento tra le prime due

La comunicazione non si deve limitare a informare ma deve creare un dialogo.

La comunicazione pubblica e la legge 150

L’evolversi della PA, l’alternanza dei governi, i processi di riforma costituzionale, l’Europa, la globalizzazione, ecc., impongono alla comunicazione di assumere un ruolo sempre più centrale per rispondere alle domande dei cittadini. La comunicazione si intreccia e si manifesta all’interno dei processi di semplificazione e riorganizzazione; diventa un elemento strategico nel funzionamento della PA. In un sistema burocratico comunicare può risultare controproducente, ma in una moderna amministrazione è uno dei mezzi per creare le condizioni per la partecipazione; comunicare per governare meglio. La comunicazione deve favorire un futuro in cui la PA sarà più amichevole e snella.

Il percorso delle leggi di riforma degli anni '90 si conclude con l’approvazione della legge 150 del 2000, il cui valore è quello di rappresentare una nuova idea di stato, di PA. Con la legge 150 la comunicazione non è solo stata definitivamente legittimata ma è divenuta un obbligo istituzionale. Particolarmente attesa è la riorganizzazione degli URP che si trasformeranno in sistemi di comunicazione verso i cittadini e di comunicazione interna, chiamati ad organizzare, coordinare e gestire servizi conosciuti (info, accesso, trasparenza) e nuove funzioni (ascolto, verifica qualità,...).

Strumenti di comunicazione per la PA: pubblicità, PR, affissioni, manifestazioni, partecipazione a fiere,... Agli enti minori è data inoltre la possibilità di consorziarsi per gestire strutture e sistemi di comunicazione in forma associata. La legge 150 vede come elementi centrali nell’organizzazione e gestione delle attività di comunicazione e informazione: l’URP e l’Ufficio stampa. Urp e uffici stampa vengono posti al centro di un sistema di comunicazione; i loro obiettivi sono tre:

  • Promuovere l’adozione di sistemi di interconnessione telematica
  • Coordinare le reti civiche
  • Attivare processi di verifica della qualità e del gradimento dei servizi da parte dei cittadini

La legge 150 inoltre consente il coordinamento tra urp, ufficio stampa e portavoce; l’attività di formazione è considerata strategica; con la legge 150 si sono creati i presupposti per completare il circolo virtuoso della comunicazione interna ed esterna.

Le relazioni con i media: l’ufficio stampa

Obiettivo dell’ufficio stampa: dare alla stampa e al pubblico informazioni tempestive su quanto il pubblico vuole sapere, tenendo presenti gli interessi delle aziende e delle pubbliche istituzioni. Ogni notizia ha in sé una percentuale diversa di importanza, valutata dal capo ufficio stampa, e notiziabilità, ovvero il grado di interesse per gli organi di informazione. L’ufficio stampa ha anche il compito di capire se il messaggio è arrivato e quali echi ha suscitato; deve evitare alcuni pericoli come l’incompletezza dell’informazione, l’uso non controllato delle informazioni e deve inoltre garantire l’autenticità, l’autorevolezza e l’affidabilità delle informazioni. Organizzare un ufficio stampa significa pensare a una struttura altamente qualificata in grado di facilitare il lavoro dei giornalisti e di essere di utilità all’intera organizzazione.

Principali strumenti di un ufficio stampa

  • Archivio: rappresenta il cuore dell’ufficio stampa
  • Emeroteca
  • Accredito: per ricevere materiali e news
  • Fototeca
  • Atti e documenti dell’ente
  • Indirizzario (interno: uffici; esterno: autorità,...)
  • Atti e documenti prodotti da altri enti
  • Manifesto
  • Libri, regolamenti
  • Newsletter
  • Bollettini di informazione per il personale
  • Nuove tecnologie
  • Depliant
  • Elenco giornali e giornalisti
  • Comunicato stampa: collegamento tra le fonti di informazione primarie e i mezzi di comunicazione. Una semplice descrizione dell’evento senza l’aggiunta di valutazioni personali; deve contenere una notizia o un argomento tale da fare notizia.
Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 8
Riassunto esame Urp e Uffici Stampa, prof. Russi, libro consigliato Comunicazione Pubblica: Sapere & Fare di Rovinetti Pag. 1 Riassunto esame Urp e Uffici Stampa, prof. Russi, libro consigliato Comunicazione Pubblica: Sapere & Fare di Rovinetti Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 8.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Urp e Uffici Stampa, prof. Russi, libro consigliato Comunicazione Pubblica: Sapere & Fare di Rovinetti Pag. 6
1 su 8
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher teto84 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Urp e Uffici stampa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Russi Luciano.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community