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Riassunto esame Comunicazione delle organizzazioni, prof. Nizzoli, libro consigliato Il comunicatore pubblico, Sirigu

Riassunti di Comunicazione delle organizzazioni e dei processi interculturali, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente "Il comunicatore pubblico" di Sirigu. Argomenti trattati: i fondamenti della comunicazione, la comunicazione pubblica, la Legge 150, l'ufficio stampa, obiettivi e oggetti della comunicazione pubblica, le figure professionali, gli strumenti della... Vedi di più

Esame di Comunicazione delle organizzazioni e dei processi interculturali docente Prof. A. Nizzoli

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progettazione e quello di gestione). Va tenuto presente che l'ufficio stampa svolge sia il ruolo di

integrazione simbolica (press agency), sia di integrazione funzionale (public information), nonché quello di

ascolto del cittadino. L'ufficio stampa deve avere sede in un luogo strategico, possibilmente vicino agli

uffici chiave dell'ente ( controllo visivo); è consigliabile, oltre agli uffici della redazione, avere anche una

confortevole sala stampa. Occorrono inoltre figure professionali di contorno, come chi si occupa di spese e

investimenti, il fotografo, l'operatore video e il tecnico informatico. Ovviamente il tutto va modulato

secondo le esigenze dell'ente in cui opera.

L'urp è il punto di incontro tra domanda e offerta del servizio pubblico. Occorrono dunque chiarezza nel

linguaggio e semplicità nell'esposizione. Occorre partire dall'analisi del contesto socio-territoriale, per poi

definire mission e modello organizzativo (progettazione strategica) e individuare infine il personale e le

scelte logistiche (progettazione operativa). Ogni amministrazione contestualizza le tre fasi in base alla

propria realtà, in un progetto complessivo che consenta di ambire agli obiettivi prestabiliti. Gli obiettivi

dell'ufficio sono l'informazione su norme, temi di rilevante interesse, attività e servizi dell'organizzazione;

la comunicazione esterna; la comunicazione online; la comunicazione interna e interistituzionale. Grazie

all'ITC, la risposta al cittadino (archivi e banche dati immediate) è diventata più breve.

L'innovazione tecnologica favorisce non solo la comunicazione esterna, ma anche quella interna,

consentendo notevoli miglioramenti organizzativi. La rete civica è un sistema informativo telematico in

cui possono partecipare tutti i soggetti pubblici e privati presenti in un'area geografica delimitata

(provincia, comune), sostenendo a livello locale lo sviluppo di una società dell'informazione

interattiva. Se è vero che l'accesso ai servizi e la discussione si fa così più trasparente ( sociabilità), è

vero anche che tutto ciò inasprisce le vecchie disuguaglianze, in termini di alfabetizzazione informatica. I

siti delle pa, con l'avvento del web 2.0 (partecipazione e interattività), sono diventati più adeguati al

rapporto con il destinatario: in questi luoghi virtuali il giornalista pubblico può svolgere un ruolo

importante, sviluppando e innovando le modalità di partecipazione. Si va verso una comunicazione

pubblica 24h/24.

Perché la comunicazione funzioni a dovere, occorre una comunicazione interna adeguata, che

rappresenta il nucleo del processo, da cui si dipartono le varie fibre verso la periferia. È dunque il collante

veicolo

e la base della comunicazione. Nella pa prevale il modello funzionale (funzione di delle

informazioni), anche se appaiono anche, in misura ridotta, il modello informativo, quello formativo

(crescita del personale) e quello creativo (fase decisionale). La comunicazione interna favorisce i processi

di semplificazione e modernizzazione, rendendo omogenei i linguaggi dei messaggi. Uno degli strumenti

più utilizzati è la rete intranet: essa non è di diretta competenza del giornalista pubblico, ma egli può

fornire un valido contributo; nonché l'opuscolo di accoglimento, che può essere utile anche a coloro

che non sono nuovi arrivati.

L'attività di informazione esterna è rivolta ai media e alla cittadinanza, per favorire la conoscenza delle

disposizioni normative, illustrare le attività dell'ente, promuovere la conoscenza di temi sociali e pubblici e

promuovere l'immagine dell'istituzione. Il tutto in un regime di pubblicità, trasparenza e accesso totale. La

→ → →

gestione di queste attività è regolata dal piano di comunicazione (analisi strategie operatività

controllo e valutazione). Si tratta essenzialmente di informazione etero-prodotta (materiale inviato ai

media, conferenze stampa, eventi, campagna) e auto-prodotta, senza tramite (agenzia di stampa,

testate, sito web, eventi); i mezzi verranno utilizzati con cognizione secondo un preciso piano di

solo

comunicazione, mirato su pubblici di settore. È importante che il giornalista pubblico si occupi della

ghost writer

comunicazione e non svolga anche il ruolo di per l'amministrazione (conflitto di interessi), che

sembra più idoneo al portavoce.

I giornalisti da decenni hanno codificato cinque domande chiave (5W) per costruire la struttura di una

→ come.

notizia ( Lasswell); spesso compare anche una sesta domanda, il Si tratta di un sistema concepito

a livello di informazione matematica (correttezza del messaggio). Il processo di decodifica il principio del

feed-back mettono in crisi questo modello, data la complessità della comunicazione umana; si fanno così

strada la teoria di Jakobson e le scienze della comunicazione (sintattica, semantica, pragmatica). Il

classiche moderne

giornalista pubblico, così, deve fare riferimento sia alle domande sia alle funzioni per

7

elaborare un'informazione all'altezza.

Il tema della propaganda è molto importante nella comunicazione. Introdotta a livello politico dal Kaiser

Guglielmo II e sfruttata abilmente dai totalitarismi, risulta un'arma psicologica efficacissima per

persuadere ed attivare il consenso. I media contribuiscono in modo determinante al supporto della

propaganda. L'esposizione alla propaganda e alla pubblicità è in genere selettiva (le persone evitano il

contatto con opinioni in netto contrasto con le proprie). Il giornalista pubblico deve essere conscio del

fatto che la propria organizzazione ha una personalità con dei caratteri oggettivi, che si mostra con una

precisa identità percepita dagli altri attraverso un'immagine. Egli può dunque realizzare messaggi

(Pubblicità Progresso),

pubblicitari di utilità sociale e di pubblico interesse nel campo delle buone cause,

sfruttando l'immagine positiva per l'ente che viene creata. La persuasione è dunque un'arma pericolosa

abbuonarsi

ma utilizzabile per media e pubblico; le principali tecniche sono la reciprocità (piccole cortesie

(principio dell'imitazione

e favori), l'impegno (promessa a mantenere la parola data), la riprova sociale (<<guarda che

della vetrina attraente), la simpatia, l'autorità (determina attenzione) e la scarsità

potrebbe essere l'ultima volta..!>>). Gli alleati, in definitiva, vanno gestiti con acume. Ovviamente la

persuasione da sola non basta: la qualità del servizio rimane fondamentale. E va ricordato che la

propaganda pura e spietata non è un'arma da utilizzare nell'ambito della comunicazione pubblica; è

meglio usare un'informazione condita da piccole tecniche di persuasione.

La cultura della valutazione è molto importante nel mercato (es: pratiche di certificazione ISO per la

conformità della produzione), anche e soprattutto perché offre elementi fondamentali per migliorare la

qualità percepita dal cittadino. Un attento e costante monitoraggio è dunque necessario: raccolta e

catalogazione; archiviazione dei testi (verifiche di contenuto, quantità, efficienza); valutazione di ogni

azione comunicativa (con strumenti adeguati); meccanismi di feed-back. La valutazione di ogni azione

ex post, ex ante in itinere.

comunicativa, oltre che avviene anche e Le tecniche possono essere sia

qualitative che quantitative. Ci si può basare sui report inviati agli organi di vertice, sul numero di

passaggi amministrativi (incontri di stesura, incontri formativi), sul numero di pubblicazioni ricevute;

oppure, meglio ancora, si può affidare tutta questa fase ad agenzie esterne o facoltà universitarie, che

offrono il vantaggio dell'obiettività. Alla fase di raccolta dei dati deve corrispondere una vera e propria

valutazione e spiegazione di quanto successo, in base agli obiettivi prestabiliti.

I mass-media

I media (mezzi di comunicazione di massa) contribuiscono a creare e definire la realtà. Il giornalista

pubblico, poiché deve averci a che fare, deve conoscere il loro funzionamento e i loro modi di operare.

I media iniziano ad organizzare e a produrre le notizie nella seconda parte della mattina (tranne alcuni

TG e siti web che lavorano quasi senza sosta): l'attenzione agli orari è fondamentale per il giornalista

editing

pubblico. La fase di inizia nel tardo pomeriggio: occorre dunque mettere in stand-by una notizia

non troppo importante fino al mattino successivo, altrimenti si rischia di non vederla pubblicata. Nel

newsmaking intervengono vari processi: il giornalista pubblico ha il compito di presentare l'accadimento

come un evento notiziabile e di riporarlo in modo saliente, portando l'attenzione su determinati aspetti

newsmaking:

interessanti. Sono tre le fasi che intervengono nel

raccolta si reperisce il materiale notiziabile (l'ufficio stampa ha forte possibilità di intervento,

– dimostrandosi attendibile, affidabile e autorevole);

selezione si sceglie l'insieme di notizie da pubblicare, secondo logiche di profitto (i media sono

– aziende);

→ storia,

editing si trasforma l'evento in una concentrandosi sui valori notizia interessanti.

I giornalisti applicano una distorsione involontaria alla notizia, dovuta alla frammentazione imposta

dalle routine produttive (carattere consumistico dei media) e alla differenza di credibilità tra le varie fonti

(istituzionale o occasionale). La notizia viene incorniciata in modo discontinuo, posta fuori dal contesto e

ridotta di significatività. L'ufficio stampa in questo frangente ha un grande vantaggio, in quanto è

informatore):

considerato una fonte ufficiale (un vero e proprio la sua notizia finirà in prima pagina

molto più facilmente. In effetti, gli uffici stampa sono diventati oggi vere e proprie agenzie di stampa (→

8

ANSA), che accertano la verità attraverso la verifica critica e continua delle fonti, in un regime di sobrietà,

indipedenza politica ed obiettività totale.

(newsworthiness)

La notiziabilità è l'attitudine di un evento ad essere trasformato in notizia.

Corrisponde all'insieme di criteri con cui i media scelgono quotidianamente, da un numero indefinito di

accadimenti, una quantità finita e stabile di notizie. Senza una routine produttiva, la cernita sarebbe quasi

impossibile; tuttavia, ciò produce un'inevitabile distorsione della notizia. I valori notizia sono le unità di

misura che consentono questa scelta economica e sono legati a diversi fattori:

contenuto importanza e interesse (curiosità); è più notiziabile una notizia che accade per la

– prima volta, riguarda persone o istituzioni di livello elevato, presenta un forte impatto sulla

collettività, coinvolge un numero elevato di persone, propone sviluppi interessanti;

disponibilità del prodotto la notizia deve essere facilmente accessibile; compito dell'ufficio

– stampa è dunque anche quello di facilitare la fruizione della notizia da parte dei media;

mezzo ogni medium ha i propri orari e i propri valori notizia; il giornalista pubblico può dunque

– variare la cartella stampa in base al mezzo specifico di destinazione (immagini, filmati);

pubblico vanno fornite le notizie che interessino e che piacciano al pubblico;

– →

concorrenza porre attenzione alle notizie e alle sovrapposizioni con la concorrenza.

– conquistare

Il giornalista pubblico deve essere conscio di questo e sfruttare le proprie conoscenze per

il fortino , ossia cogliere il successo (attenzione dei media), giocando sui valori notizia. L'ufficio stampa

deve essere fonte stimata e professionale e fornire notizie, ma organizzare anche forme di informazione

autoprodotta. Il pubblico

pubblico publicus

Non si intende più qui il termine nell'accezione di (nella disponibilità e nel possesso di

publicum,

tutti), ma di la sfera opposta al privato, insieme dei fruitori di un evento (seppur, molto spesso,

in uno spazio privato). Il pubblico è dunque il destinatario del messaggio, la fase conclusiva del

processo comunicativo, la massa su cui i media esercitano il loro potere e la loro influenza e che negozia i

significati che gli vengono proposti.

Si sono succedute varie teorie sul pubblico nel corso del XX° secolo.

1 – la teoria ipodermica (periodo totalitario)

Secondo la teoria, ogni membro del pubblico di massa è sostanzialmente uguale agli altri e personalmente

attaccato dal messaggio, che agisce come un ago ipodermico. Gli individui sono dunque isolati e anonimi,

sottoposti alle capacità manipolatorie dei media.

2 – la teoria funzionalista dei media

Il pubblico torna protagonista: egli può scegliere cosa guardare e se guardare ed è dunque padrone

della propria individualità. Individui visti come scissi dal contesto e dalla società.

3 – la teoria critica (scuola di Francoforte)

apocalittici

Sono gli : credono che la cultura industriale possa intaccare la coscienza del pubblico e

manipolarlo, specie nei livelli latenti del messaggio (non espliciti).

4 – la teoria dell'agenda setting (Shaw, 1979)

La gente tende a includere nelle proprie conoscenze ciò che i media includono nel proprio contenuto e a

issues

escludere ciò che i media escludono. I media scelgono dunque una serie di nel mondo e le offrono

al pubblico, fornendo quadri interpretativi. Il pubblico è dunque cognitivamente dipendente dai media.

La teoria appare troppo limitante (non considera la comunicazione pubblica e la comunicazione politica

dell'agenda).

come motori

5 – i cultural studies (Hall)

Riaffermano la centralità dei costrutti culturali collettivi. Il pubblico contribuisce con la propria personale

attivo

decodifica a creare e riprodurre quanto ricevuto dai media, in modo .

6 – la teoria della spirale del silenzio (Neumann, 1970)

agenda setting,

Si tratta di una riformulazione della teoria dell' che segna il ritorno della concezione dei

media potenti. Secondo la teoria, i media sono creatori di opinione pubblica: essi rafforzano le

convinzioni allineate e modificano quelle contrapposte, poiché l'individuo sente la minaccia

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dell'isolamento di fronte ad un'opinione contraria (le opinioni dei media sono considerate dai cittadini

maggioritarie).

7 – la teoria del framing (Scheufele)

Oggi sia i media che il pubblico sono suddivisi in frame, sia a livello produttivo (notizie secondo valori

notizia), sia cognitivo (ricezione delle notizie secondo un frame personale). La decodifica è dunque

negoziata e consapevole. Perché ciò possa avvenire, l'informazione deve essere trasparente e viene

dunque introdotto il principio di pubblicità degli atti (e in questo processo il giornalista pubblico assume

un'importanza fondamentale).

Il pubblico nasce nel XVII° secolo, quando i ceti borghesi iniziano a riunirsi in luoghi nuovi della città,

come i caffè e i salotti. Grazie alla diffusione di libri e giornali, si sviluppa così la capacità di discussione

e di dibattito sulle questioni pubbliche, che prima spettavano in tutto e per tutto alle autorità (statali ed

ecclesiastiche). Questi gruppi borghesi pretendono di agire in nome del popolo: è la nascita dell'opinione

ciò che pensa la maggior parte della gente

pubblica, del . Lo sviluppo di questo concetto porta

all'apparizione dei sondaggi di opinione, nel tentativo di quantificare e misurare l'opinione su campioni

→ opinion leader

rappresentativi ( previsioni elettorali). Il giornalista pubblico è una sorta di e deve

sfruttare questa sua competenza teorica e critica.

Il concetto di pubblico influente è di recente formazione, ossia da quando la trasparenza e la pubblicità

hanno permesso ai privati una capacità di giudizio prima sconosciuta. Da qui nasce l'esigenza di

costruire una buona reputazione, una stima che va edificata e preservata, grazie al rapporto che si riesce

ad instaurare con i pubblici. Un altro concetto importante è quello di stakeholder, soggetti che sono

consapevoli di avere un ruolo strategico; ciò che li distingue dai pubblici influenti è dunque la

caratteristica della consapevolezza. Il giornalista pubblico deve essere consapevole dei propri pubblici

influenti (es: opinion leader) e degli stakeholder (es: giornalisti). Rielaborando la piramide di Maslow, si

può affermare che esiste un grado gerarchico delle conoscenze del cittadino, che il giornalista pubblico

deve soddisfare:

un livello minimo (integrazione funzionale verticale) di comunicazione normativa e di pubblico

– servizio;

un livello simbolico (integrazione funzionale orizzontale) di comunicazione su temi di interesse;

– un livello conoscitivo (informazione che realizzi i desideri) che renda i privati pieni conoscitori.

– Le leggi sulla stampa e dell'ufficio stampa

Il giornalista deve conoscere il panorama giuridico legislativo per poter operare con consapevolezza. I

(<<tutti hanno il diritto di manifestare

fondamenti dell'informazione libera risiedono nella Costituzione

liberamente il proprio pensiero>>); la stampa non può essere soggetta a censure. La carta dei diritti

fondamentali dell'Unione Europea ribadisce questi fondamenti.

Legge 47 del 1948

Prima legge che codifica gli adempimenti della Costituzione. Riecheggia in molti punti l'editto albertino

sulla libertà di stampa (1848). Stabilisce che lo stampato deve essere un prodotto meccanico (non

scritto a mano) e destinato alla pubblicazione; indica le norme per la registrazione delle testate; stabilisce

che il giornalista non può subire pressioni o censure. Ogni testata deve indicare il proprietario,

l'editore e il direttore (principio di pubblicità). I compiti principali del giornalista sono quelli di verificare

l'attendibilità della notizia e la sua certezza. Disposizioni successive ampliano la legge alle testate

online e stabiliscono l'obbligo di rettifica in caso di errore.

Legge 69 del 1963

Stabilisce l'ordine dei giornalisti, che disciplina l'esercizio della professione, nella garanzia che essi

curino la propria preparazione, garantiscano la correttezza dell'informazione e si tutelino dagli editori.

L'ordine è strutturato su base nazionale e regionale, diviso per professionisti e pubblicisti. Si ribadiscono la

necessità di verificare la veridicità dei fatti riportati, la libertà di informazione e critica e l'obbligo di

rettifica in caso di errore. 10

Legge 241 del 1990

Con la richiesta crescente di trasparenza e sociabilità, iniziano a fiorire le leggi fondamentali per la

comunicazione pubblica. La suddetta stabilisce il diritto/dovere delle pubbliche amministrazioni di

comunicare, secondo il principio di trasparenza; il tutto secondo efficacia ed economicità. Un successivo

decreto del 1993 stabilirà anche la nascita degli urp.

Legge 675 del 1996

Si tratta della legge fondamentale sulla privacy, che regola il trattamento dei dati personali nell'attività

giornalistica. Essi vanno trattati nei modi leciti e secondo correttezza, rispettando la sfera privata delle

persone e, dunque, ignorando i dati che non hanno alcun rilievo nella notizia (salute, sfera sessuale, sfera

religiosa, opinioni politiche). L'accesso è consentito solo nel caso in cui l'utilizzo dei dati è strettamente

indispensabile per la notizia.

Legge 150 del 2000

• leggi Bassanini

Dopo le sulla semplificazione delle procedure, viene varata la legge fondamentale della

comunicazione pubblica, parte integrante del nuovo rapporto pubblico/cittadino. Essa disciplina le attività

di informazione e comunicazione nelle pa: ottiene la trasparenza degli atti pubblici, la semplificazione

e l'economicità dei processi e la conoscenza delle opportunità. Osteggiata da molti, ha mantenuto delle

esclusioni: la FNSI (federazione nazionale della stampa italiana) è esclusa dalle trattative, i giornalisti

pubblici devono necessariamente essere iscritti all'albo (esclude varie figure professionali), manca una

forte integrazione tra ufficio stampa e urp. In ogni caso, si tratta di una legge fondamentale, che

introduce un controllo fra i diversi poteri (il giornalista pubblico opera con autonomia, secondo

correttezza e imparzialità), garantendo la corretta gestione della cosa pubblica. La legge inoltre precisa i

compiti e le attività della comunicazione pubblica (con forme, strumenti e prodotti), definisce la

formazione professionale dell'addetto, identifica le tre strutture, parla di programmi e piani di

comunicazione. Il giornalista pubblico agisce secondo il dovere di informare e il diritto dei cittadini di

essere informati, nella consapevolezza che la responsabilità verso i cittadini non può essere subordinata

ad alcuna ragione di parte: egli deve dunque difendere la propria autonomia. Una direttiva del 2002

precisa meglio le finalità della comunicazione pubblica.

Decreto legislativo 150 del 2009

• nuova 150,

Chiamata la amplia le leggi precedenti aggiungendo alcune disposizioni, specie nel campo

delle ICT. Il sito web dell'organizzazione deve garantire la piena visibilità e il pieno accesso ai cittadini;

tutti i provvedimenti amministrativi devono essere pubblicati.

Al giornalista pubblico devono poi essere note le disposizioni sulle spese di informazione e pubblicità, che

vanno annualmente riferite al garante per la comunicazione, e di fiere e convegni, che vanno

annualmente riferite alla corte dei conti; per prassi, tale compito è affidato all'addetto stampa. Nonché le

norme sul diritto d'autore ( Siae), che specificano quali siano le opere protette e in quali tempi: il

giornalista pubblico può citare interamente articoli di stampa e radio, purché ne indichi chiaramente la

fonte e la data.

Oltre ad essere giornalista, l'addetto stampa è anche un dipendente pubblico: egli è dunque soggetto

anche alle legislazioni, specialmente quelle penali, relative all'esercizio di un lavoro pubblico.

1. la diffamazione

Può incorrere nel rischio dei reati di stampa, tra cui quello della diffamazione. Occorre dunque vagliare

attentamente le fonti e assicurarsi della correttezza dei testi pubblicati.

2. il peculato

Reato di chi si appropria di denaro o beni dell'ufficio in cui opera.

3. concussione o corruzione

Abuso dei poteri, nel costringere qualcuno a dare soldi a lui o a terzi in cambio di favori (concussione) o

nell'accettare soldi da qualcuno in cambio di favori (corruzione).

4. abuso di ufficio

Procurare intenzionalmente a sé o ad altri un vantaggio patrimoniale o un danno ingiusto, sfruttando i

propri poteri di ufficio. 11


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Riassunti di Comunicazione delle organizzazioni e dei processi interculturali, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente "Il comunicatore pubblico" di Sirigu. Argomenti trattati: i fondamenti della comunicazione, la comunicazione pubblica, la Legge 150, l'ufficio stampa, obiettivi e oggetti della comunicazione pubblica, le figure professionali, gli strumenti della comunicazione (conferenze stampa, interviste, campagne di informazione ecc), urp, rete civica interna ed esterna, la propaganda, i mass-media, la notiziabilità, il pubblico, leggi recenti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in comunicazione di massa pubblica e istituzionale
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia_polly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione delle organizzazioni e dei processi interculturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Nizzoli Antonio.

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