Il giornalista pubblico
Il giornalista pubblico è una figura nuova e indistinta nei suoi confini. Il manuale vuole definirne l'identità, fornendo basi teoriche ed informazioni pratiche di facile attuazione per un ufficio stampa.
Fondamenti della comunicazione
La parola comunicazione è spesso usata come sinonimo di informazione: la distinzione tra i due termini varia a seconda della disciplina e delle teorie che si considerano. Nel senso comune, l'informazione mass media è quella fatta dai mass media e la comunicazione è quella generica attribuibile a chiunque, uno scambio semplice, di informazioni, idee e messaggi. Si considererà questa distinzione senza valutare implicazioni sociologiche o semiotiche (come i fenomeni di ridondanza che caratterizzano le comunicazioni e non le informazioni). Le tre discipline che meglio hanno esplorato il campo della comunicazione sono le seguenti.
Psicologia della comunicazione
Non si parla. A tutti gli effetti, c'è comunicazione anche quando non si parla. Persino i silenzi, infatti, possono significare varie cose. Ci sono inoltre i linguaggi del corpo, le posture, i messaggi scritti. Il linguaggio verbale è, però, il principale artefice dello sviluppo della personalità (funzione intrapsichica). In ogni forma di comunicazione, secondo Bateson, esiste un aspetto di contenuto e uno di relazione (contesto); dunque, i messaggi assumono un vero significato solo se collocati nel loro contesto di riferimento. Due individui in comunicazione esercitano un'influenza reciproca: ciò è ravvisabile specialmente nella comunicazione persuasoria (pubblicità).
Sociologia della comunicazione
A livello sociologico, la comunicazione è stata studiata come tentativo di persuasione: ogni volta che si comunica, si scelgono le modalità migliori allo scopo di perseguire il proprio obiettivo. Una distinzione importante per gli uffici stampa è quella tra comunicazione funzionale (destinata a veicolare conoscenze e informazioni) e comunicazione di integrazione simbolica (destinata a veicolare valori e atteggiamenti).
Sociologia della comunicazione di massa
Ogni organizzazione è tenuta insieme dalla comunicazione, nonché dalla memoria del proprio passato e delle proprie competenze (3 funzioni fondamentali di Deutsch). Le organizzazioni, dunque, devono disporre di una rete diffusa di fibre in grado di trasportare stimoli dal cervello alle varie articolazioni e viceversa, come in un corpo umano. A ciò si aggiunge l'importanza della ricezione del feed-back esterno (cittadini): se fino a ieri la partecipazione popolare alle organizzazioni di governo era praticamente limitata al voto, oggi invece occorre prestare attenzione alle varie forme con cui i cittadini (consci dei propri diritti) esprimono la propria opinione. Compito del giornalista pubblico è soprattutto questo.
La comunicazione pubblica
La comunicazione pubblica ha il compito di rendere note le attività dell'istituzione e di sostenerne l'identità e l'immagine. Il problema risiede nella mancanza di bidirezionalità: il servizio offerto al pubblico rischia di non avere un feed-back adeguato. È nelle nuove tecnologie che va ricercata questa possibilità di ascolto dei cittadini, in una chiave di accessibilità e partecipazione. In questo senso, il nuovo problema risiede nell'eticità dell'informazione.
Le radici della comunicazione pubblica moderna risalgono al 1840 negli Stati Uniti, con la formazione del primo ufficio stampa del circo di Phineas Barnum: egli sapeva attirare l'attenzione dei giornali dell'epoca con storie di human interest sugli animali, facendosi in questo modo grande pubblicità. In Europa gli uffici stampa arrivano in ambito politico, con l'abolizione delle censure in vari paesi europei a metà del XIX secolo: in Italia, ad esempio, nel 1887 nasce l'ufficio stampa del ministero degli interni, con il compito di produrre informazione per i mass media. Informazione e propaganda, tuttavia, si mischiano spesso sia all'estero che in Italia.
Nel 1923, durante il fascismo, nascono alcuni uffici stampa locali del partito e nascono le veline (direttive degli uffici stampa ai media). Nel dopoguerra, De Gasperi ribadisce l'importanza degli uffici stampa, fondamentali per il dovere di informazione ai cittadini. Così, nascono negli anni '50 e '60 anche gli uffici stampa di enti e aziende. Tuttavia, il ruolo dell'addetto stampa si è affermato solo in epoca recente. L'iter della legge sulla comunicazione pubblica è stato lungo e travagliato, ma ha portato alla rivoluzionaria Legge 150 nel 2000.
La Legge 150 finalizza le attività di informazione e comunicazione secondo i principi di trasparenza ed efficacia. Il concetto di pubblicità delle decisioni del governo in realtà risale al pensiero di Bentham nel XVIII secolo: secondo questi, essa contribuisce ad assicurare la fiducia del popolo nei confronti del governo e consente di scegliere con cognizione di causa i propri governanti. L'attività della comunicazione pubblica comprende l'informazione ai media (portavoce e ufficio stampa), la comunicazione esterna ai cittadini (urp) e la comunicazione interna (da notare la differenza, anche per la legge, tra informazione e comunicazione). La prassi ha tuttavia dato un'interpretazione estensiva alla norma e, dunque, gli uffici stampa in realtà svolgono molte più funzioni della mera fornitura di notizie alla stampa.
Gli uffici stampa sono costituiti da personale iscritto all'albo dei giornalisti. Il giornalista pubblico deve favorire la conoscenza delle disposizioni, illustrare l'attività dell'istituzione (pubblico servizio), promuovere conoscenze su temi di interesse pubblico e migliorare l'immagine dell'amministrazione. E, in un processo inverso, accogliere e ascoltare le richieste dei cittadini per riportarle all'interno dell'ente. Tutto ciò in un'ottica di trasparenza e di efficacia.
Innovaizoni nella comunicazione pubblica
Fra le innovazioni più recenti nel campo della comunicazione pubblica c'è quella della semplificazione. Questa agisce sia a livello burocratico (accesso, domanda e ritiro degli atti), sia a livello linguistico. Il giornalista pubblico deve attenersi all'essenziale, fornendo subito le informazioni sostanziali per la comprensione del documento scritto. In particolare, le frasi devono essere brevi (anche se, talvolta, non grammaticalmente perfette), le note e le specificazioni vanno inserite a fondo pagina (per evitare un'eccessiva pesantezza del testo) e i termini tecnici o stranieri vanno evitati. Inoltre, i neretti, i corsivi e le sottolineature vanno utilizzate solo se strettamente necessario: un testo è più leggibile. Una direttiva del 2002 è appunto dedicata alla semplificazione del linguaggio, che deve veicolare informazioni complete e corrette.
Dunque, la comunicazione pubblica è un'attività svolta dall'amministrazione per raggiungere il fulcro del sistema democratico, il cittadino, che diventa vero e proprio pubblico, ago della bilancia politica. In tal modo, la comunicazione pubblica diventa un vero e proprio strumento di governo.
Gli obiettivi e gli oggetti della comunicazione pubblica
Con l'entrata in vigore della Legge 150, la comunicazione pubblica diventa parte integrante del nuovo rapporto tra pubblico e cittadino. Se ne considerano ora obiettivi e oggetti.
Obiettivi
- Integrazione funzionale – Favorisce la conoscenza e la normativa (calendario dei lavori, progetti di legge, delibere e ordinanze...); è sia orizzontale (integra le funzioni delle altre istituzioni, come la stampa) che verticale (integra le conoscenze dei cittadini).
- Integrazione simbolica – Sostiene l'immagine dell'ente, intervenendo su temi di interesse pubblico e promuovendo atteggiamenti e comportamenti (obiettivo di persuadere).
Oggetti
- Funzione normativa – Pubblicità degli atti (richiesta del cittadino), conoscibilità di ogni tipo di decisione presa nell'impresa.
- Funzione sociale – Promuove conoscenze su temi di interesse pubblico e sociale, curando i collegamenti con il mondo dell'informazione.
- Funzione di pubblico servizio – Informazioni sulle funzioni e le attività dell'ente.
- Funzione istituzionale – Comunicazione politica, promuove l'immagine dell'ente e motiva le scelte fatte.
È fondamentale, per l'ufficio stampa, porre l'attenzione sulla scelta dei destinatari e dei linguaggi più adatti, veicolando un servizio di qualità. È importante anche gestire con attenzione la comunicazione interpersonale, evitando fughe di notizie che possano minare l'immagine dell'amministrazione (dovere deontologico).
Le figure professionali
La Legge 150 fissa i tre uffici e le cinque figure professionali che reggono la comunicazione pubblica in Italia. Tuttavia, si tratta di figure interscambiabili, che spesso (e specialmente in aziende non troppo grandi) svolgono più funzioni.
Il portavoce
Si tratta di una figura recente nel panorama italiano ed è ancora una figura facoltativa. Esso si occupa esclusivamente del collegamento con il mondo dei mass media. Egli può anche non essere giornalista e per tutta la durata del suo incarico non può svolgere alcun altro ruolo nel settore dell'informazione, poiché per definizione rappresenta l'opinione dell'amministrazione (e, dunque, ne scaturirebbero conflitti d'interesse). Non è richiesto alcun titolo di studio particolare.
L'addetto stampa
È la figura che possiede un ruolo più di rilievo. La Legge 150 fissa l'obbligo di appartenenza all'ordine dei giornalisti per l'addetto stampa (si tratta infatti di un mediatore intellettuale tra l'amministrazione e il pubblico, come i giornalisti tra il mondo e i lettori). Per essere iscritti all'albo non occorre alcun titolo di studio, ma è sufficiente collaborare in modo continuativo e retribuito con una testata per almeno due anni; la prassi, tuttavia, è quella di impiegare laureati. L'ufficio stampa è poi diretto da un coordinatore, il capo ufficio stampa, che cura i collegamenti con gli organi di informazione. Oltre ad essere giornalisti, gli addetti stampa sono anche pubblici dipendenti (sono dunque soggetti a due categorie di legislazioni). L'ufficio stampa si occupa della redazione dei comunicati, dell'organizzazione di conferenze, incontri ed eventi, della realizzazione di una rassegna stampa quotidiana o periodica e del coordinamento di newsletter o prodotti editoriali. L'addetto stampa è dunque una figura che possiede molte conoscenze (professionali, culturali, giuridiche, informatiche).
Nella storia legislativa, ci sono state molte difficoltà nella creazione di contratti collettivi per giornalisti pubblici, data la loro doppia attività (di giornalisti e di lavoratori pubblici). Essi devono dunque rispettare sia i doveri deontologici giornalistici (agire secondo verità, giustizia, libertà, umanità e responsabilità), sia le regole della pubblica amministrazione. È anche difficile stabilire il vero numero dei giornalisti pubblici.
Il comunicatore pubblico
Si tratta di colui che lavora nell'urp (ufficio per le relazioni con il pubblico), punto di contatto con i cittadini. Garantisce i diritti di accesso e di partecipazione all'utenza. È un professionista, laureato in comunicazione o simili, che ha il compito di cogliere i bisogni dei cittadini per riferirli all'amministrazione, verificando la qualità e il gradimento dei servizi. Esiste sia personale di front-line (a disposizione del pubblico) che di back-office (parte tecnico-gestionale e amministrativa).
I tre settori elencati devono assicurare il raccordo operativo, marciando divisi ma verso un unico obiettivo, raggiungere la massima visibilità e conoscenza delle scelte compiute dall'amministrazione e dai suoi organi. È dunque consigliabile istituire una struttura di coordinamento, che sia responsabile del varo del piano di comunicazione annuale, definendo gli obiettivi e le azioni che verranno adottate, nonché i tempi e i metodi di valutazione.
Gli strumenti di comunicazione
Gli strumenti in possesso dell'ufficio stampa sono coordinati dal piano di comunicazione annuale (varato dalla struttura di coordinamento).
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