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Riassunto esame Comunicazione delle organizzazioni, prof. Nizzoli, libro consigliato Il comunicatore pubblico, Sirigu

Riassunti di Comunicazione delle organizzazioni e dei processi interculturali, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente "Il comunicatore pubblico" di Sirigu. Argomenti trattati: i fondamenti della comunicazione, la comunicazione pubblica, la Legge 150, l'ufficio stampa, obiettivi e oggetti della comunicazione pubblica, le figure professionali, gli strumenti della... Vedi di più

Esame di Comunicazione delle organizzazioni e dei processi interculturali docente Prof. A. Nizzoli

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Il giornalista pubblico è una figura nuova e indistinta nei suoi confini. Il manuale vuole definirne

l'identità, fornendo basi teoriche ed informazioni pratiche di facile attuazione per un ufficio stampa.

Fondamenti della comunicazione

a parola comunicazione è spesso usata come sinonimo di informazione: la distinzione tra i due

L

termini varia a seconda della disciplina e delle teorie che si considerano. Nel senso comune, l'informazione

mass media

è quella fatta dai e la comunicazione è quella generica attribuibile a chiunque, uno

semplice,

scambio qualsiasi di informazioni, idee e messaggi. Si considererà questa distinzione senza

fenomeni di ridondanza

valutare implicazioni sociologiche o semiotiche (come i che caratterizzano le

comunicazioni e non le informazioni). Le tre discipline che meglio hanno esplorato il campo della

comunicazione sono le seguenti.

PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE non si parla.

A tutti gli effetti, c'è comunicazione anche quando Persino i silenzi, infatti, possono significare

varie cose. Ci sono inoltre i linguaggi del corpo, le posture, i messaggi scritti. Il linguaggio verbale è

(funzione intrapsichica).

però il principale artefice dello sviluppo della personalità In ogni forma di

comunicazione, secondo Bateson, esiste un aspetto di contenuto e uno di relazione (contesto); dunque, i

messaggi assumono un vero significato solo se collocati nel loro contesto di riferimento. Due individui in

comunicazione esercitano un'influenza reciproca: ciò è ravvisabile specialmente nella comunicazione

persuasoria (pubblicità).

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

A livello sociologico, la comunicazione è stata studiata come tentativo di persuasione: ogni volta che si

comunica, si scelgono le modalità migliori allo scopo di perseguire il proprio obiettivo. Una distinzione

importante per gli uffici stampa è quella tra comunicazione funzionale (destinata a veicolare conoscenze e

informazioni) e comunicazione di integrazione simbolica (destinata a veicolare valori e atteggiamenti).

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE DI MASSA (esterna-sensi interna-nervi),

Ogni organizzazione è tenuta insieme dalla comunicazione e nonché dalla

memoria del proprio passato e delle proprie competenze (3 funzioni fondamentali di Deutsch). Le

organizzazioni, dunque, devono disporre di una rete diffusa di fibre in grado di trasportare stimoli dal

cervello articolazioni

alle varie e viceversa, come in un corpo umano. A ciò si aggiunge l'importanza della

ricezione del feed-back esterno ( cittadini): se fino a ieri la partecipazione popolare alle organizzazioni

di governo era praticamente limitata al voto, oggi invece occorre prestare attenzione alle varie forme con

cui i cittadini (consci dei propri diritti) esprimono la propria opinione. Compito del giornalista pubblico è

soprattutto questo. La comunicazione pubblica

La comunicazione pubblica ha il compito di rendere note le attività dell'istituzione e di sostenerne

servizio

l'identità e l'immagine. Il problema risiede nella mancanza di bidirezionalità: il offerto al pubblico

rischia di non avere un feed-back adeguato. È nelle nuove tecnologie che va ricercata questa possibilità

ascolto

di dei cittadini, in una chiave di accessibilità e partecipazione. In questo senso, il nuovo problema

risiede nell'eticità dell'informazione.

Le radici della comunicazione pubblica moderna risalgono al 1840 negli Stati Uniti, con la formazione del

primo ufficio stampa del circo di Phineas Barnum: egli sapeva attirare l'attenzione dei giornali

human interest

dell'epoca con storie di sugli animali, facendosi in questo modo grande pubblicità. In

Europa gli uffici stampa arrivano in ambito politico, con l'abolizione delle censure in vari paesi europei a

metà del XIX° secolo: in Italia, ad esempio, nel 1887 nasce l'ufficio stampa del ministero degli interni, con

mass media.

il compito di produrre informazione per i Informazione e propaganda, tuttavia, si

(Uncle Sam Wants You!) (Servizio P.

mischiano spesso sia all'estero che in Italia dell'esercito). Nel 1923,

veline

durante il fascismo, nascono alcuni uffici stampa locali del partito e nascono le (direttive degli uffici

1

media).

stampa ai Nel dopoguerra, De Gasperi ribadisce l'importanza degli uffici stampa, fondamentali per

il dovere di informazione ai cittadini. Così, nascono negli anni '50 e '60 anche gli uffici stampa di enti e

aziende. Tuttavia, il ruolo dell'addetto stampa si è affermato solo in epoca recente. L'iter della legge

sulla comunicazione pubblica è stato lungo e travagliato, ma ha portato alla rivoluzionaria Legge 150 nel

2000.

La Legge 150 finalizza le attività di informazione e comunicazione secondo i principi di trasparenza ed

efficacia. Il concetto di pubblicità delle decisioni del governo in realtà risale al pensiero di Bentham nel

XVIII° secolo: secondo questi, essa contribuisce ad assicurare la fiducia del popolo nei confronti del

governo e consente di scegliere con cognizione di causa i propri governanti. L'attività della comunicazione

media

pubblica comprende l'informazione ai (portavoce e ufficio stampa), la comunicazione esterna ai

cittadini (urp) e la comunicazione interna (da notare la differenza, anche per la legge, tra informazione e

comunicazione). La prassi ha tuttavia dato un'interpretazione estensiva alla norma e, dunque, gli uffici

fornitura di notizie

stampa in realtà svolgono molte più funzioni della mera alla stampa. Gli uffici stampa

sono costituiti da personale iscritto all'albo dei giornalisti. Il giornalista pubblico deve favorire la

conoscenza delle disposizioni, illustrare l'attività dell'istituzione (pubblico servizio), promuovere

conoscenze su temi di interesse pubblico e migliorare l'immagine dell'amministrazione. E, in

un processo inverso, accogliere e ascoltare le richieste dei cittadini per riportarle all'interno

dell'ente. Tutto ciò in un'ottica di trasparenza e di efficacia.

Fra le innovazioni più recenti nel campo della comunicazione pubblica c'è quella della semplificazione.

Questa agisce sia a livello burocratico (accesso, domanda e ritiro degli atti), sia a livello linguistico. Il

essenziale

giornalista pubblico deve attenersi all' , fornendo subito le informazioni sostanziali per la

comprensione del documento scritto. In particolare, le frasi devono essere brevi (anche se, talvolta, non

grammaticalmente perfette), le note e le specificazioni vanno inserite a fondo pagina (per evitare

un'eccessiva pesantezza del testo) e i termini tecnici o stranieri vanno evitati. Inoltre, i neretti, i corsivi e

sobrio

le sottolineature vanno utilizzate solo se strettamente necessario: un testo è più leggibile. Una

direttiva del 2002 è appunto dedicata alla semplificazione del linguaggio, che deve veicolare informazioni

complete e corrette.

Dunque, la comunicazione pubblica è un'attività svolta dall'amministrazione per raggiungere il fulcro del

partner

sistema democratico, il cittadino, che diventa vero e proprio pubblico, ago della bilancia

politica. In tal modo, la comunicazione pubblica diventa un vero e proprio strumento di governo.

Gli obiettivi e gli oggetti della comunicazione pubblica

Con l'entrata in vigore della Legge 150, la comunicazione pubblica diventa parte integrante del nuovo

rapporto tra pubblico e cittadino. Se ne considerano ora obiettivi e oggetti.

OBIETTIVI →

Integrazione funzionale favorisce la conoscenza e la normativa (calendario dei lavori,

– progetti di legge, delibere e ordinanze...); è sia orizzontale (integra le funzioni delle altre

istituzioni, come la stampa) che verticale (integra le conoscenze dei cittadini).

Integrazione simbolica sostiene l'immagine dell'ente, intervenendo su temi di interesse

– pubblico e promuovendo atteggiamenti e comportamenti (obiettivo di persuadere).

OGGETTI →

Funzione normativa pubblicità degli atti (richiesta del cittadino), conoscibilità di ogni tipo di

– decisione presa nell'impresa.

Funzione sociale promuove conoscenze su temi di interesse pubblico e sociale, curando i

– collegamenti con il mondo dell'informazione.

Funzione di pubblico servizio informazioni sulle funzioni e le attività dell'ente.

– →

Funzione istituzionale comunicazione politica, promuove l'immagine dell'ente e motiva le

– scelte fatte. 2

È fondamentale, per l'ufficio stampa, porre l'attenzione sulla scelta dei destinatari e dei linguaggi più

adatti, veicolando un servizio di qualità. È importante anche gestire con attenzione la comunicazione

fughe di notizie

interpersonale, evitando che possano minare l'immagine dell'amministrazione ( dovere

deontologico). Le figure professionali

La Legge 150 fissa i tre uffici e le cinque figure professionali che reggono la comunicazione pubblica in

Italia. Tuttavia, si tratta di figure interscambiabili, che spesso (e specialmente in aziende non troppo

grandi) svolgono più funzioni.

1. Il portavoce

Si tratta di una figura recente nel panorama italiano ed è ancora una figura facoltativa. Esso si occupa

mass media.

esclusivamente del collegamento con il mondo dei Egli può anche non essere giornalista e

per tutta la durata del suo incarico non può svolgere alcun altro ruolo nel settore dell'informazione, poiché

per definizione rappresenta l'opinione dell'amministrazione (e, dunque, ne scaturirebbero conflitti

d'interesse). Non è richiesto alcun titolo di studio particolare.

2. L'addetto stampa

È la figura che possiede un ruolo più di rilievo. La Legge 150 fissa l'obbligo di appartenenza all'ordine dei

mediatore intellettuale

giornalisti per l'addetto stampa (si tratta infatti di un tra l'amministrazione e il

pubblico, come i giornalisti tra il mondo e i lettori). Per essere iscritti all'albo non occorre alcun titolo di

studio, ma è sufficiente collaborare in modo continuativo e retribuito con una testata per almeno due

anni; la prassi, tuttavia, è quella di impiegare laureati. L'ufficio stampa è poi diretto da un coordinatore, il

capo ufficio stampa, che cura i collegamenti con gli organi di informazione. Oltre ad essere giornalisti,

gli addetti stampa sono anche pubblici dipendenti (sono dunque soggetti a due categorie di

legislazioni). L'ufficio stampa si occupa della redazione dei comunicati, dell'organizzazione di conferenze,

incontri ed eventi, della realizzazione di una rassegna stampa quotidiana o periodica e del coordinamento

di newsletter o prodotti editoriali. L'addetto stampa è dunque una figura che possiede molte

conoscenze (professionali, culturali, giuridiche, informatiche).

Nella storia legislativa, ci sono state molte difficoltà nella creazione di contratti collettivi per giornalisti

doppia attività

pubblici, data la loro (di giornalisti e di lavoratori pubblici). Essi devono dunque rispettare

sia i doveri deontologici giornalistici (agire secondo verità, giustizia, libertà, umanità e responsabilità), sia

le regole della pubblica amministrazione. È anche difficile stabilire il vero numero dei giornalisti pubblici.

3. Il comunicatore pubblico

Si tratta di colui che lavora nell'urp (ufficio per le relazioni con il pubblico), punto di contatto con i

cittadini. Garantisce i diritti di accesso e di partecipazione all'utenza. È un professionista, laureato in

comunicazione o simili, che ha il compito di cogliere i bisogni dei cittadini per riferirli front-line

all'amministrazione, verificando la qualità e il gradimento dei servizi. Esiste sia personale di (a

back-office

disposizione del pubblico) che di (parte tecnico-gestionale e amministrativa).

I tre settori elencati devono assicurare il raccordo operativo, marciando divisi ma verso un unico

obiettivo, raggiungere la massima visibilità e conoscenza delle scelte compiute dall'amministrazione e dai

suoi organi. È dunque consigliabile istituire una struttura di coordinamento, che sia responsabile del

varo del piano di comunicazione annuale, definendo gli obiettivi e le azioni che verranno adottate, nonché

i tempi e i metodi di valutazione.

Gli strumenti di comunicazione

Gli strumenti in possesso dell'ufficio stampa sono coordinati dal piano di comunicazione annuale

(varato dalla struttura di coordinamento, ma che deve coinvolgere l'intera organizzazione), che ha la

farsi conoscere, media

possibilità di controllare tutte le azioni che verranno svolte per influenzando i

(utilizzando la conoscenza dei valori notizia). I piani di comunicazione si sono diffusi enormemente. Si

tratta dello strumento che consente il governo della comunicazione, in quanto ne finalizza l'azione, ne

3

indica gli attori e individua prodotti e strumenti che verranno utilizzati. Ha, dunque, una funzione

strategica, che faccia corrispondere alla comunicazione esterna un'adeguata comunicazione interna.

Nonostante l'importanza del piano, questo ha un punto debole fondamentale: non può, infatti, prevedere

media

e programmare tutte quelle modifiche che derivano dai e dai cittadini. Esso è composto da sette

fasi: →

analisi dello scenario dell'organizzazione, dei cittadini, dei singoli dipartimenti;

– →

individuazione degli obiettivi integrazione funzionale o simbolica, SMART;

– →

individuazione del target segmentazione del pubblico;

– →

scelte strategiche mezzi e azioni che si utilizzeranno;

– →

identificazione degli strumenti dipendono dal budget, dal target e dagli obiettivi;

– →

identificazione dei contenuti da proporre disegnati sul tipo di medium scelto (educativo,

– informativo, intrattenimento); →

misurazione e valutazione dei risultati fase essenziale, affidata ad un soggetto interno o

– esterno, tramite questionari, report, feed-back e analisi.

Il piano di comunicazione annuale può anche essere completato da vari piani di comunicazione specifici

per le varie azioni.

Oltre il piano, ci sono altri strumenti importanti di gestione della comunicazione, come i vari bilanci:

bilancio sociale analisi del bilancio economico dell'azienda in base alle variabili sociali;

– →

bilancio ambientale descrive le relazioni tra l'azienda e il rispetto dell'ambiente;

– →

bilancio di mandato documento con il quale l'amministratore (o sindaco, ministro...) traccia

– un esito delle scelte fatte durante il suo mandato;

relazione per gli investitori rappresentazione della società per infomare o attirare investitori.

Tutti questi bilanci non sono di stretta responsabilità del giornalista pubblico, ma egli può essere coinvolto.

CAMPAGNA DI INFORMAZIONE

Si tratta di un insieme di azioni coordinate e sinergiche per ottenere un risultato finale. Può essere

concentrata, a ondate o durevole, ma in ogni caso va pianificata. Si deve partire dall'analisi dello

scenario, individuare obiettivi e target di riferimento, scegliere le azioni, considerando costi e contenuti e

in itinere,

predisporre la valutazione (anche per modificare eventualmente qualche strategia). A questo

punto, la campagna può partire. L'obiettivo della campagna è quello di facilitare al pubblico la

comprensione della scelta adottata dall'organizzazione, in modo da ottenere condivisioni. Per arrivare a

quanto più pubblico possibile, nel limite dei costi, si sfruttano i media e gli uffici disponibili, il sito e le

testate (es: pagine web, opuscolo, spot radio, spot TV, affissioni, incontri TV; in seguito, dibattito; in

seguito, conferenza stampa conclusiva). È importante far precedere una buona comunicazione interna, di

modo che i dipendenti sappiano quello che l'organizzazione sta progettando e possano collaborarvi

ex post media

attivamente. La valutazione deve essere in grado di monitorare siti web, e sportelli per

in itinere

ricevere un feed-back completo. È importante inoltre saper prevedere e fronteggiare una

possibile crisi, che si può sempre manifestare in una campagna.

EVENTI-STAMPA E PSEUDO-EVENTI

L'ufficio stampa si occupa anche dell'organizzazione degli eventi. Nella logica aziendale, tutto può essere

reso evento, a patto che si coinvolgano gli attori sociali. L'evento serve a creare consenso (valore

semantico), deve attirare la curiosità dei media e deve vedere una larga partecipazione del pubblico. Si

tratta di uno strumento di forte impatto e, per questo, il giornalista pubblico deve essere in grado di

gestirlo con oculatezza. Esso deve porre in risalto gli aspetti più spettacolari della notizia. Si parla più

propriamente di pseudo-evento quando questo è totalmente costruito nel laboratorio dell'ufficio stampa:

esso non è spontaneo, ma è previsto ed organizzato in funzione del medium al quale è destinato il suo

racconto, curando ogni dettaglio tecnico (illuminazione, telecamere, ordine delle domande). Una sotto-

convention

tipologia di evento-stampa è la , riunione rivolta più alla comunicazione interna, con

l'obiettivo di costruire l'identità dell'organizzazione, ma che possono anche coinvolgere i media.

INTERVISTA

Il giornalista pubblico si deve rapportare con il portavoce se l'intervista va diffusa ai media. Anche se

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oggi è una forma giornalistica molto diffusa, essa nacque solo nel 1859: prima, era considerato

sconveniente estraneo.

rendere pubbliche le risposte di un Il tipo di medium influenza la struttura

dell'intervista: per esempio, se si tratta di un'intervista televisiva, va curata la scenografia, le ombre, la

posizione delle telecamere, l'abbigliamento. Insomma, ogni dettaglio visivo. Oltre a ciò, le risposte devono

allenare

essere brevi ed efficaci (cura del contenuto). È dunque utile il membro dell'amministrazione che

sarà intervistato per prepararlo alle domande più insidiose che potrebbe ricevere; a tal proposito, è

consigliabile richiedere in anticipo la traccia delle domande. È molto importante non lasciare dichiarazioni

off the record, perché potrebbero essere comunque utilizzate.

CONFERENZA STAMPA

La conferenza stampa assume tanto più valore quante meno se ne organizzano. Dunque, nonostante

sia uno strumento decisivo, va utilizzato con attenzione: verrà valutato con l'amministrazione se ne vale la

pena. Il tema deve essere un evento straordinario, particolarmente interessante (e, magari, ancora

poco conosciuto) e che susciti l'attenzione dei media. È chiaro che non deve trattarsi di un evento di

routine. Occorre seguire l'evento che ne sarà oggetto fin dalla sua genesi e prendere contatto in anticipo

con i vari attori. La data va decisa con cura: bisogna evitare il lunedì, i festivi e i post-festivi (difficoltà del

recall) e bisogna porre particolare attenzione al calendario degli eventi. L'avviso di convocazione va inviato

due o tre giorni prima (né troppo presto né troppo tardi), illustrando brevemente (ma lasciando curiosità)

recall

il soggetto; il giorno prima, si invia un telefonico. La sala viene scelta con cura, evitandone una

troppo grande (la stanza affollata dà impatto visivo migliore). Gli interventi vanno stabiliti a priori. Il vero

scopo della conferenza stampa non sono le presenze alla conferenza stessa, ma la pubblicazione della

notizia. Così, a chi non può partecipare verrà inviata una cartella stampa, con il riassunto di quanto

presentato e le dichiarazioni principali dei vari attori. Il lavoro si conclude il giorno dopo con la rassegna

stampa e la fase di misurazione del risultato, fondamentale per l'organizzazione della prossima conferenza

stampa.

COMUNICATO STAMPA E NOTA

Il comunicato stampa va fatto, a differenza della conferenza, per ogni evento che si ritene notiziabile.

Si tratta di una notizia corredata, eventualmente, da immagini o file audiovisivi. Vanno curati l'attacco e il

lead, avendo cura di cominciare con la cosa più importante per poi dare le informazioni aggiuntive e le

considerazioni nel resto del comunicato. Esso va differenziato per le esigenze dei diversi media. Bisogna

utilizzare un formato standard e riconoscibile (logo dell'azienda), non superare mai le 30 righe,

utilizzare un carattere leggibile e lineare, gestire bene i margini e i capoversi. Riferimenti normativi e

informazioni aggiuntive andranno inserite in allegato, per non appesantire la lettura. In sintesi, deve

essere ABC: accurato, breve e chiaro. La nota, invece, è uno strumento meno utilizzato, ma di grande

immediatezza: essa deve essere quanto più breve e semplice possibile (può addirittura limitarsi ad una

foto con didascalia o ad un grafico).

ICT

Le tecnologie hanno modificato in maniera decisiva la comunicazione istituzionale, dato che hanno

permesso ai cittadini di avere accesso immediato alle informazioni. Le strutture dell'ente vanno quindi

migliorate ed adeguate per far fronte alla rivoluzione dei nuovi media, utilizzando al meglio le opportunità

di Internet. Sul web, la multimedialità è un concetto importante: testi, foto, video, musica, link e tabelle

convivono su una stessa pagina e, dunque, il grafico dell'ufficio stampa deve saper gestire con creatività

tutti questi elementi. L'ICT ha, inoltre, caratteristiche proprie di cui tener conto nella scrittura stessa dei

testi, come la sintesi e l'ipertestualità. La pagina web deve dunque essere sintetica e immediata, ma

anche offrire meccanismi di lettura più articolata ( link). Il testo deve essere comprensibile, coerente,

funzionale, immediato e leggibile a diversi livelli di profondità. In ogni caso, va sottolineato che la TV resta

il media più incisivo: se un ufficio stampa deve investire sulla comunicazione, ad oggi è ancora meglio che

lo faccia in direzione della televisione (certi enti hanno investito in TG o rotocalchi TV settimanali, come

Tabloid per la provincia di Genova). Altri media e sistemi compresi nell'ICT sono il sistema di posta

elettronica, semplice e immediato, che giunge a destinazione in tempo reale e si presta sia alla

comunicazione uno-uno che uno-molti; il mondo dei blog e dei social network, usati specialmente dagli

urp; la sala stampa online, con una veloce rintracciabilità dei comunicati e delle notizie; il servizio

sms, come quello attivato dalla provincia di Lecce per rispondere ai quesiti dei cittadini; il cloud

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Riassunti di Comunicazione delle organizzazioni e dei processi interculturali, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente "Il comunicatore pubblico" di Sirigu. Argomenti trattati: i fondamenti della comunicazione, la comunicazione pubblica, la Legge 150, l'ufficio stampa, obiettivi e oggetti della comunicazione pubblica, le figure professionali, gli strumenti della comunicazione (conferenze stampa, interviste, campagne di informazione ecc), urp, rete civica interna ed esterna, la propaganda, i mass-media, la notiziabilità, il pubblico, leggi recenti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in comunicazione di massa pubblica e istituzionale
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia_polly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione delle organizzazioni e dei processi interculturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Nizzoli Antonio.

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