Ilaria Paula Anselmi
UROLOGIA – L’IDRONEFROSI
UROLOGIA – L’IDRONEFROSI
LEZIONE 1
LEZIONE 1
IDRONEFROSI L’idronefrosi consiste in una dilatazione della via urinaria. Della
via urinaria e non del rene perché il rene è tutto l’insieme, che
comprende cioè la corticale renale, la parte funzionale, le vie
urinarie quindi calici, bacinetto fino al giunto pielo ureterale.
Quando ci troviamo di fronte a un quadro di idronefrosi dobbiamo
pensare che qualcosa all’interno di quel rene non sta funzionando
o non sta funzionando bene. La assente o ridotta funzionalità del
rene si manifesta infatti come conseguenza dell’idronefrosi. Ecco
perché l’indronefrosi ci porta a fare un passo indietro: quando
abbiamo un’idronefrosi dobbiamo chiederci se ci sia qualche
causa che sostenga l’insufficienza renale.
STRUTTURA DEL RENE
Nell’immagine vediamo più
approfonditamente di cosa stiamo
parlando. Nella figura in alto a sinistra
vediamo molto bene la via urinaria, la
quale è direttamente in contatto con il
parenchima renale. Le strutture
triangolari che vediamo nella porzione
alta della figura sono le piramidi renali.
Abbiamo detto struttura triangolare,
ma se ce le immaginiamo
tridimensionalmente hanno una
struttura conica, piramidale e per
questo sono chiamate piramidi del
Malpighi, dal loro scopritore. Esse
contengono tutta una serie di tubuli,
infatti lo riconosciamo dalle striature che le caratterizzano. Queste piramidi terminano con l’apice rivolto
inferiormente a diretto contatto con la via urinaria e qui troviamo una membrana totalmente bucherellata che
viene chiamata area cribrosa perché è come un colabrodo, un crivello fatto da forellini dai quali gocciola in
continuazione, sia nel corso della giornata che della notte, l’urina definitiva. Quello che esce da questa area
cribrosa della piramide è quindi urina definitiva: la via urinaria ha solo lo sopo di convogliare l’urina definitiva
che cola dall’area cribrosa delle piramidi del Malpighi. A partire delle piramidi comprese in su, quindi verso il
bordo esterno del rene, c’è tutta l’area funzionale del rene, cioè quella porzione che funge da filtro e produce
urina. La figura di destra ci fa vedere cosa c’è all’interno della piramide: tutte le strutture tubulari che danno alla
sezione un’apparenza striata, le quali fanno capo a delle specie di gomitoli. Se noi ingrandiamo ciascuno di
questi gomitoli, abbiamo l’immagine in basso a sinistra. Questi gomitoli sono i glomeruli, strutture vascolari
costituite da un’arteriola afferente e una efferente. Tra l’una e l’altra si sviluppano in un andamento tortuoso,
una serie di circonvoluzioni che dà origine a un’immagine che ricorda il gomitolo, per questo vengono chiamati
glomeruli vascolari. Il glomerulo vascolare riceve il sangue arterioso che arriva al rene tramite i grossi vasi, cioè
l’arteria renale che si dirama in una serie di arterie (che non dobbiamo imparare).
È importante sapere invece che al glomerulo arriva sangue arterioso e ha il compito di filtrarlo facendo in modo
che alcune componenti non vengono filtrate e quindi rimangano all’interno del circolo ematico, prime tra tutte
le proteine, e che invece altre siano eliminate. Quindi la parete del glomerulo che segue la parete di questi vasi
diventa un filtro. Il filtrato prodotto dal glomerulo è raccolto all’interno di una struttura a sacchetto, ogni
glomerulo infatti ha la sua struttura a sacchetto che fa un po’ da capsula, ed è la capsula di Bowman. La capsula
di Bowman a sua volta porta questo liquido che è stato filtrato attraverso un sistema di dotti, fino al forellino
finale, quello che c’è a livello dell’area fibrosa che abbiamo visto prima. Riassumendo, se scomponiamo il rene
nella sua unità funzionale minima, arriviamo al nefrone. A partire dal rene facciamo una prima distinzione fra
parenchima e via urinaria, all’interno del parenchima la cosa più importante sono le piramidi del Malpighi,
all’interno di queste i nefroni, all’interno dei nefroni, i glomeruli. Quindi in un rene ci sono milioni di glomeruli
che sommati riescono a filtrare tutto il sangue circolante all’interno del nostro organismo. Non dobbiamo
pensare che all’interno del glomerulo avvenga solo la filtrazione, perché in realtà quello che viene inizialmente
filtrato a livello del glomerulo vascolare, può essere ancora in parte riassorbito, e dopo essere stato riassorbito,
in parte nuovamente secreto. Dunque l’urina definitiva è in realtà un equilibrio tra quello che viene filtrato,
quello che viene riassorbito e quello che viene secreto.
INSUFFICIENZA RENALE RENALE, PRE-RENALE E POST-RENALE
Quando c’è un quadro di insufficienza renale,
significa che il rene non può assolvere a questa
sua funzione di filtro. Dobbiamo chiederci
perché e dove sia il problema. Infatti
l’insufficienza renale può essere dovuta a cause
che risiedono direttamente all’interno del rene,
ovvero nel parenchima renale che è la fetta
all’interno delle due linee rosse, oppure può
essere dovuta a cause che avvengono al di
fuori di questa fetta, per cui il parenchima
renale non ha nessuna colpa, ma si trova in una
circostanza in cui non può espletare le sue
funzioni, anche se sarebbe in grado di farlo.
Quindi possiamo avere delle cause di
insufficienza renale che sono specificatamente
all’interno del parenchima renale e queste cause configurano un’insufficienza renale di tipo renale. Ma
l’insufficienza renale può essere dovuta anche a cause che avvengono prima del rene, che sono indipendenti
dal rene: ad esempio se al rene non arriva abbastanza sangue, il rene non può filtrarlo, ci sarà meno sangue
filtrato e quindi ci sarà un quadro di insufficienza renale non dovuta al fatto che il rene non funziona, ma al fatto
che il sangue non gli arriva. Pensiamo al caso di insufficienza cardiaca cronica, in cui il cuore non assolve bene
la sua funzione di pompa e questo viene risentito a livello di tutti gli organi, tra cui il rene e quindi il rene filtra
meno, lavora meno e abbiamo un quadro di insufficienza renale. Anche cause acute possono provocare
un’insufficienza renale provocata da cause prima del rene: pensiamo ad esempio ad un’emorragia post-partum:
la perdita di volume circolante, soprattutto se acuta per cui cui l’organismo non ha tempo di attuare meccanismi
di difesa per compensare o non c’è alcun intervento medico, ebbene la perdita acuta di volume circolante è una
causa di insufficienza renale. Infatti qualunque testo noi apriamo, troveremo come prima causa di insufficienza
renale l’ipovolemia. Tutte queste cause di insufficienza renale per cui, o per il malfunzionamento di alcuni
organi o per determinate circostanze il rene non riesce a svolgere le proprie funzioni, configurano un tipo di
insufficienza renale che è quella pre-renale. Esiste anche un’insufficienza renale post-renale. Questo tipo di
insufficienza renale si verifica quando la causa è all’interno della via urinaria: non è dovuta né al parenchima
renale né ad altri organi o situazioni, ma alla via urinaria che non riesce ad assolvere alla sua funzione di
convogliare l’urina definitiva per portarla all’esterno.
Questo tipo di insufficienza renale che viene chiamata post-renale, perché la causa è dopo il parenchima renale,
viene chiamata anche ostruttiva. Infatti quando la via urinaria non riesce a convogliare l’urina che riceve dalle
piramidi renali? Quando è ostruita. Pensiamo all’esempio più classico, quello di un calcolo ureterale che
ostruisce la via urinaria.
Questa immagine ci fa capire come le cose possano essere
diverse a seconda del luogo in cui ci troviamo, della parte
del corpo in cui ci troviamo nel momento in cui
rinveniamo la causa della nostra insufficienza renale. La
“colpa” può avere aspetti diversi a seconda del paese in
cui ci troviamo e allo stesso modo l’insufficienza renale
può essere interpretata in modo diverso alla luce di cause
che possono essere in diversi distretti del nostro corpo.
Alla fine l’effetto complessivo è sempre quello: la funzione
di filtro viene persa o diminuita, ma ci possono essere
sfaccettature molto diverse ed è importante coglierle
perché per risolvere il problema, bisogna capirne la causa.
IDRONEFROSI Il nesso di questo discorso con l’idronefrosi
sta nel fatto che l’unico gruppo di cause di
insufficienza renale che sono associate a
un’idronefrosi sono le cause di insufficienza
renale post-renale o ostruttiva. Mentre nelle
cause di insufficienza renale post-renale
abbiamo sempre un’idronefrosi, nelle cause di
insufficienza renale propriamente renale e
nelle cause di insufficienza renale pre-renale
non la abbiamo. Quindi quando troviamo
un’insufficienza renale e un’idronefrosi
abbiamo già escluso una serie di cause, tutte
quelle dell’insufficienza renale pre-renale e
post-renale. Detto questo ci chiediamo:
insufficienza renale ostruttiva e idronefrosi
avvengono sempre insieme? Posso avere
un’idronefrosi e non avere un’insufficienza
renale o viceversa? Su questo occorre fare una riflessione. Senz’altro quando abbiamo un’ostruzione della via
urinaria e quindi abbiamo un’idronefrosi (dovuta all’effetto occlusivo di uno ostacolo), ci troviamo in una
situazione nella quale il rene è affaticato, fino a non funzionare più o che comunque ha qualche difficoltà. Non è
sempre detto però che un’ostruzione provochi un’insufficienza renale. Esempio: se abbiamo una via urinaria
ostruite significa che il rene in cui si trova quella via urinaria non sta funzionando o non sta funzionando bene.
Necessariamente quel paziente si troverà ad avere le caratteristiche cliniche di un’insufficienza renale? La
risposta è no. Il fatto che ci sia un’idronefrosi non significa che un paziente sia in insufficienza renale. Il rene è
un organo pari e simmetrico. Ciò vuol dire che la sua funzione non è svolta tutta da uno stesso organo: se l’altro
rene funziona correttamente significa che avremo un rene insufficiente ma non avremo un quadro clinico di
insufficienza renale perché l’altro rene compenserà. Questo significa che anche dal punto di vista
laboratoristico, non avrò l’alterazione degli esami che sono tipicamente alterati nel caso di insufficienza renale,
come la creatinina. Un paziente che ha una calcolosi ostruente dell’uretere destro, potrà avere un’idronefrosi
destra, ma potrà avere una creatinina normale perché la funzione renale complessiva è preservata e quel
paziente non andrà in insufficienza renale pur avendo una causa evidente di insufficienza renale ostruttiva.
La spia dell’insufficienza renale è il
valore della creatinina: tutte le volte
che vediamo un valore di creatinina
alterato, dobbiamo pensare che ci sia
un quadro di insufficienza renale. Il
valore normale è da 0,8 a 1,2 mg/dl.
(non serve sapere i valori precisi di
laboratorio, possiamo ricordarci che
è di circa 1). Quando abbiamo una
creatinina che tende a 1, quel
paziente non ha un problema di
insufficienza renale, se è lontana, per
esempio 3, ce l’ha. È vero che la
creatinina si alza nel caso di
insufficienza renale, ma dobbiamo
ragionare anche su quanto è alta. Quanto è alta ci dà infatti una prima informazione importante: se abbiamo
una creatinina molto alta, ad esempio un 8, non possiamo pensare che quel paziente abbia una causa acuta di
insufficienza renale, perché 8 è troppo. Per arrivare a 8 serve del tempo, serve che il corpo si abitui e che attui
meccanismi di difesa che pian piano non funzioneranno più e provocheranno qualcosa di più del rialzo della
creatinina. Quindi quando troviamo valori come 7,8 dobbiamo pensare che lì ci siamo arrivati pian piano, non è
una causa acuta di insufficienza renale. Quella causa la possiamo indagare oggi, ma anche tra settimane. Quindi
non è qualcosa che ci riguarda in modo importante, anche se si tratta di qualcosa che va riferito a uno
specialista per capire quello stato di malattia che però è una malattia cronica. Se invece abbiamo una donna
che nel corso della gravidanza matura un valore di creatinina come 2/2,8/2,5 sappiamo che sono valori un po’
alti per la nomalità anche se fluttuazioni della creatinina ci possono stare nel corso della gravidanza. Se vediamo
che un valore di questo tipo insorge acutamente (malattia acuta) o è accompagnato da una sintomatologia,
allora in questo caso ci riguarda molto di più, perché significa che in quella persona sta intervenendo una causa
che sta provocando un’insufficienza renale acuta. Ci chiederemmo poi se è renale, pre-renale, post-renale, ma
intanto le antenne devono essersi drizzate perché lì c’è qualcosa che arde sotto la brace.
INSUFFICIENZA RENALE OSTRUTTIVA
L’insufficienza renale post-renale o ostruttiva è tipicamente di interesse dell’urologo, mentre quella renale o
pre-renale è di interesse del nefrologo o dell’internista, anche se viene interpellato spesso l’urologo. Abbiamo
detto che nell’insufficienza renale post-renale o ostruttiva la causa è nella via urinaria, questa allora non sta
drenando le urine e che quindi si dilata in quanto ostruita. Questa ostruzione può avvenire in 2 modi: perché c’è
qualcosa dentro la via urinaria che
ostruisce l’uretere, quindi qualcosa che
ostruisce dall’interno, oppure a qualcosa
che comprime dall’esterno, quindi il fluido
che dovrebbe passare non passa più e a
monte dell’ostruzione, quindi verso il rene,
ci sarà un’ostruzione. Quindi
dall’insufficienza renale post-renale o
ostruttiva si possono individuare due grandi
gruppi di cause: le cause che occludono la
via urinaria dall’interno e quelle che la
chiudono dall’esterno.
Per raggruppare tutte le cause che la
comprimono dall’esterno viene utilizzata
l’espressione “compressione ab
estrinseco”. Vediamo in questa immagine
che le cause che possono provocare una
compressione ab estrinseco dell’uretere e
quindi dare un’idronefrosi, mettendo in
discussione la funzione di quel rene (aldilà
che si configuri un quadro di insufficienza
renale complessiva che richiederebbe che
anche a carico dell’altro rene ci sia
qualcosa che non va), possono essere
varie. Vediamo alcuni esempi, che sono poi
le prime cause che andremmo a cercare.
un linfonodo dovuto a una malattia neoplastica nella quale ci sia una metastasi linfonodale ma anche
• un linfonodo che è ingrossato su base reattiva per una qualche causa e che va a chiacciare l’uretere. I
linfonodi possono diventare tremendamente grandi, anche 4-5 cm quindi hanno un effetto massa che
comprime. Può essere un linfonodo pelvico che comprime l’uretere e dà una dilatazione a monte della
via urinaria
una massa neoplastica, come ad esempio i tumori pelvici o retroperitoneali che possono comprimere
• l’uretere, provocare idronefrosi e quel rene non funzionerà più
un’area di fibrosi: immaginiamo un intervento, una lacìnia connettivale (lacìnia=lembo) o alcune
• patologie che consistono in una fibrosi del retroperitoneo (ad esempio la fibrosi retroperitoneale) che
possono ostruire l’uretere
il feto: la testa esercita una compressione sull’uretere e di conseguenza provoca una dilatazione
• dell’uretere a monte. Spesso infatti nel corso della gravidanza e soprattutto con il protrarsi della
gravidanza possiamo vedere un’idronefrosi e rispettivamente un peggioramento progressivo del quadro
di idronefrosi con un aumento dei diametri che descrivono le cavità renali dilatate
ALTRE CAUSE DI IDRONEFROSI
Le cause di idronefrosi che abbiamo detto sono quelle più frequenti e logiche. Ma ci sono altre cause, magari
meno intuitive, alcune delle quali sono presentate da questa immagine. Abbiamo parlato di idronefrosi ab
estrinseco, ma ci sono cause che possono essere all’interno della via urinaria come i calcoli, i tumori della via
urinaria, dell’uretere, ma anche ripetute infezioni della via urinaria che a seguito dell’infiammazione richiedono
fenomeni riparativi e questi fenomeni riparativi avvengono sempre con una preponderanza di fibre di collagene,
e le fibre di collagene che danno origine alla riparazione dei tessuti sono tipicamente fibre poco elastiche,
quindi possono esserci esiti di natura cicatriziale che seguono a delle infezioni. Possono esserci anche
malformazioni: se guardiamo l’immagine piccola di sinistra vediamo che a volte l’uretere finisce tra l’aorta e la
cava le quali lo comprimono e questa è una situazione che richiede una correzione chirurgica. Nell’ambito
dell’ostruzione dobbiamo mettere anche le anomalie della via urinaria, ad esempio un uretere molto lungo che
“si inginocchia” e piegandosi impedisce un corretto deflusso dell’urina al suo interno, provocando quindi un
quadro di idronefrosi a monte. Lo stesso accade nel momento in cui, per una causa congenita, una persona ha
un uretere ptosico, cioè non è nella sua sede, nella loggia renale che è a livello lombare, ma è un rene più
basso, il rene si porta dietro l’uretere che quindi può facilmente inginocchiarsi soprattutto nella parte alta.
SINTOMI DELL’IDRONEFROSI Come mi accorgo dell’idronefrosi? C’è
qualche spia che mi deve portare a
verificare se c’è un’idronefrosi o meno? Da
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