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prezioso. All’inizio degli anni Trenta si finì di paragonare le differenti monete con determinate quantità di grani d’oro. Il

meccanismo DOLLARI STANDARD è una rassicurazione per tradurre l’oro e il valore nominale di una banconota.

SU COSA SI BASA IL VALORE DI UNA MONETA?

Innanzitutto dipenda dalla quantità di informazioni che si ritiene controllata dal soggetto che procede all’emissione.

Lo stesso discorso della moneta vale anche per il paesaggio quando perde lo standard. Il paese perde significato, anche se era

considerato come scala del rapporto tra ambito urbano e ambito cittadino.

CAPITOLO 33: IL VILLAGGIO NON È UN GLOBO, IL GLOBO NON È UN VILLAGGIO

Nel capitolo precedente il paese sta per villaggio. Gli abitanti costituiscono una comunità audio – tattile – visiva. MClughan afferma

che tra spazio visivo e spazio acustico vi sia una netta opposizione, anche se di fatto sono inseparabili e complementari:

Lo spazio visivo è creato dall’alfabetizzazione fonetica dei greci che hanno trasformato la parola in qualcosa di

⇒ visibile.

Lo spazio acustico ricostruisce in una nuova forma il campo totale dei rapporti simultanei che era proprio dei

⇒ rapporti dell’uomo pre – alfabetizzato.

Le caratteristiche del villaggio sono:

1. Al contrario del globo ha un solo centro;

2. Si riduce il mondo in spazio (definizione che traduce il globo in termini spaziali)

3. Per McLughan il villaggio significa la minimizzazione della distanza interpersonale e la massimazione della

comunicazione.

È falso dire che tutti comunicano con tutti.

CAPITOLO 34: SI ABITA IL MONDO , NON IL LINGUAGGIO

PAESAGGIO URBANO: Ha un significato dubbio, ma questo non significa che non ci siano delle differenze tra due paesaggi

cittadini.

I filosofi affermano che si abiti il linguaggio e questo significa che il mondo dipende dal bene più originario del LINGUAGGIO, ossia

la possibilità di dare nomi e l’essenza delle varie cose. In  altri  termini  si  abita  

In  altri  termini  il  mondo   una  tavola,  ossia  una  

dipende  dai  valori  culturali   carta  geografica  e  non  il  

che  nel  linguaggio  trovano   mondo.  

veicolo  e  forma  sintetica    

CAPITOLO 35: LA LEZIONE DELLA GENETICA

Per capire che spostamenti ha fatto la nostra specie, è necessario ricorrere alla GEOGRAFIA GENETICA, basata sul DNA.

I risultati più interessanti sono due:

Diminuzione della somiglianza genetica con il crescere con il crescere della distanza geografica;

Scoperta di una correlazione tra evoluzione genetica ed evoluzione linguistica delle popolazioni (le lingue evolvono

⇒ velocemente.

Il continente che si distingue per il maggior numero d’informazioni genetiche è l’Europa, che è anche il continente più difficile da

analizzare. Uno studio ha individuato come il continente sarebbe divisibile in una quarantina di regioni, individuate da confini genetici

  12  

e linguistici. Si reputa che questa corrispondenza vada spiegata con l’influenza del linguaggio sui geni, piuttosto che il contrario:

sarebbero le barriere linguistiche a rafforzare l’isolamento genetico e non viceversa. I due studiosi che si sono occupati di questo

hanno individuato una serie di limiti in proposito:

18 limiti linguistico – genetici coincidono con mari/bracci/stretti marini;

• 4 limiti linguistico – genetici coincidono con catene montuose;

• 9 limiti coincidono con il prodotto di processi di ordine politico e storico – sociale;

• 3 limiti separano i lapponi dai non lapponi;

le differenze si trovano in:

genetica

⇒ cultura

⇒ economia.

Agli altri limiti sono subentrati fattori religiosi e politici che si riflettono immediatamente sulla geografia dei geni, mettendo muri

invisibili. 3 limiti sono di natura religiosa (Olanda e Germania; Austria e Ungheria; Iugoslavia settentrionale e meridionale)

• limiti di natura politica (Germania settentrionale e meridionale)

CAPITOLO 36: L’ILLUSIONE DEL GENOMA

I biologi molecolari si occupano del DNA, formato da più geni, chiamati genomi; per essi il nostro corpo e la nostra mente sono il

prodotto del nostro genoma. All’inizio degli anni 90, era considerato come portatore d’ informazioni, che venivano lette dalla cellula

nel corso del processo produttivo, alla stregua di una serie di istruzioni. Il gene è visto come una mappa vivente dotata della

capacità di auto-costruirsi come corpo.

CAPITOLO 37: LA VIOLENZA DEL MAPPING

MAPPING: corrispondenza tra due insieme che assegna a ogni elemento del primo una controparte del secondo. Questa

definizione ha il difetto di dare per scontato i presupposti in una doppia fiducia.

Cioè che ad ogni cosa si possa assegnare un posto preciso e che ogni parola ha un solo significato.

Nel DNA le stesse serie di amminoacidi vengono lette in maniera diversa rispetto al contesto e a come lo legge la cellula, mentre

nella mappa, ogni cosa e nome, indica uno specifico oggetto, il loro nome non dipende dal contesto. Ritorna così alla mente l’accusa

fatta ad Anassimandro:

“la mappa non uccide solamente la terra ma mortifica anche il linguaggio perché irrigidisce non soltanto l’oggetto, ma

anche il modo di riferirsi ad esso, paralizza anche il soggetto”.

CAPITOLO 38: SQUANTO

Wittgenstein chiede: CHE COSA ACCADE SE LE IMMAGINI COMINCIANO AD OSCILLARE?

Il villaggio rurale è la sala d’aspetto di un aeroporto, se riteniamo che il viaggio sia la pratica costitutiva dell’identità del soggetto.

Squanto è un indigeno che parla già inglese, è appena tornato dalle isole britanniche e grazie a lui, poteva essere creata la

prima colonia permanente in America. La questione era incentrata sulle strategie da adottare, designanti i NON

OCCIDENTALI come NATIVI. Per APPADURAI, i nativi non sarebbero mai esistiti.

(la parola nativo indica colui che è confinato da scambi materiali con il reso dell’umanità.) ciò può essere definito CONGELAMENTO

METONIMICO.

CAPITOLO 39: CONOSCENZA, RICONOSCIMENTO, PROCEDIMENTO: L’IMMAGINE DEL GEOGRAFO

L’ERKUNDE ha come soggetto l’uomo morale, un individuo che cercava di osservare una regola condotta da lui stesso. Il geografo,

nella prima metà dell’Ottocento viene ritratto mentre osserva la natura o mentre scrive. Lo scenario implica un viaggio, quindi uno

spostamento, che presuppone la mobilità del soggetto.

  13  

CAPITOLO 40: LA PRIMA MORTE DEL SIGNOR BALLANTRAE

Il soggetto della conoscenza geografica rimane solamente paralizzato, anche se muore tre volte(signor Ballantrae). La prima

apparizione di morte, coincide, tra 800 – 900, con l’invenzione della Geografia Umana, da parte di Vidal. In questo periodo, la carta

geografica torna ad essere la stessa cosa che era al tempo della geografia aristocratico – feudale: uno strumento silenzioso per

la definizione implicita della natura delle cose del mondo.

CAPITOLO 41: CHE COS’È UN ALBERO

Uno strumento di precisione è la carta geografica. La cartografia si definisce TOPOGRAFICA, quando la sua scala è tra 1:5000 e 1:

200000. La carta topografica ai nostri tempi definisce i territori degli stati nazionali e funziona attraverso la scelta di tantissimi

elementi che compongono la realtà. La semiologia grafica distingue:

a) GENERALIZZAZIONE CONCETTUALE: come un mutamento d’impianto, arrivando ad una nuova concettualizzazione

(da foresta ad albero);

b) GENERALIZZAZIONE STRUTTURALE: implica la conservazione della concettualizzazione data. (quando il simbolo di

una foresta passa da un numero di alberi proporzionale alla sua estensione a un numero fisso i limitato di alberi. Tutti gli

alberi sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri, cioè esistono due tipi di alberi: quelli che indicano un segno

genetico; quelli distinti da un particolare grafema.)

CAPITOLO 42: LA SECONDA MORTE DEL SIGNORE DI BALLANTRAE

Tutto quello che è il risultato di processi storici e sociali viene trasformato dalla rappresentazione topografica in una formazione

naturale. ULLMANN afferma che bisogna accettare la rappresentazione sulla carta, mentre BUNGE afferma che l’unico difetto è

l’imperfezione. BERRY sostiene che sia necessario fare una distinzione tra:

FATTI che costituiscono l’oggetto della geografia;

• TEORIE che inseriscono i fatti entro i MODELLI basati sulla percezione delle regolarità spaziali;

• METODI che sono adoperati per collegare i fatti alla teoria, formulando così una teoria più precisa.

CAPITOLO 43: CHE COS’È LO ZERO

ZERO   : Fibonacci introduce i numeri arabi, compreso lo zero;

a Visto come tavola stessa;

a

Per matematico indiano lo zero diventa ciò che gli si aggiunge.

a

CAPITOLO 44: LA TERZA MORTE DEL SIGNOR BALLANTRAE

La geografia quantitativa sostituisce alla ricerca del nesso causale dei fenomeni quello della loro probabile linea di

tendenza. La funzione consiste nell’applicare da strutture invisibili dei processi.

La geografia comportamentale prevede che il soggetto figuri come una variabile tra ambiente e comportamento spaziale.

Essa riporta in auge la questione dell’uomo, ci si chiede se egli sia un elaboratore di informazioni.

I processi sociali si compongono di comportamenti che NON hanno comportamenti con significato oggettivo, ma che hanno

significato soggettivo, basandosi su un’interpretazione soggettiva dei fatti.

CAPITOLO 45: CHI SI MUOVE E CHI STA FERMO

ecumene  

  14  

PER I GRECI PRESUPPONE IL MOVIMENTO; MENTRE PER I GEOGRAFI DEL SECOLO SCORSO È IL COMPLESSO DELLE

TERRE IN CUI L’UOMO ABITA IN PERMANENZA E SI RIPRODUCE.

CAPITOLO 46: L’ORDINE TERRESTRE DEL NOSTRO PIANETA

  Per Ritter abbiamo l’emisfero nord – est e quello marino. Il contrasto tra i due porta ad

ASIMMETRIA   un’ulteriore contrasto fondamentale e originario del nostro globo.

Ritter intendeva il rapporto asimmetrico tra forme fluide

E forme rigide che governa la superficie della Terra e

all’ineguale ripartizione tra le acque marine e le terre emerse.

nel 1904 HALFORD MACKINDER elaborò la visione di Ritter in quella che possiamo ritenere una delle prime dottrine geopolitiche.

Egli distingue le tre sedi naturali della potenza:

1. All’interno dell’Eurasia, che è cinta dal ghiaccio a Nord ed è completamente sita nel continente;

2. Mezzaluna sita nell’Europa occidentale;

3. Mezzaluna nell’emisfero marino di Ritter.

Fonda una nuova teoria, riprendendo da Ritter l’idea del processo storico di natura geografica.

CAPITOLO 47: MEDITERRANEO E MEDITERRANEI

Esistono potenzialmente molti Mediterranei, ossia mari circondati completamente dalle terre (secondo la definizione di BRAUDEL).

Ci chiediamo allora: cosa trasforma un mare interno in Mediterraneo?

La risposta è semplice e individuabile nel diaframma, strumento indispensabile per la comunicazione con altri continenti o altre aree

inter – oceaniche, come accade senza alcune eccezioni per quanto riguarda la distesa marina tra l’Europa e l’Africa. Mediterraneo,

però, significa anche MEDIUM, ossia mezzo di comunicazione tra terre. In questo caso, si tratta proprio di un nome, che già di per

sé designa un ruolo, quello di unico sistema di comunicazione, in cui le vie di terra e quelle di mare si fondono sino a diventare

indistinguibili.

CAPITOLO 48: UN PICCOLO QUARTO DI GIRO

Per Tolomeo, la geografia era la descrizione di una testa. In definitiva, la Terra resta un labirinto per Tolomeo e anche per Ritter. La

differenza evidenziabile tra i due, ossia tra la GEOGRAFIA e l’ERKUNDE, sta nel fatto che:

Nel primo caso, l’insieme delle carte è sufficiente a restituire il globo;

• Nel secondo caso, accade il contrario: ossia che la somma delle parti non corrisponde alla totalità.

La prima visione è ADDITIVA, mentre la seconda è OLISTICA, nel senso che, anche se si mettono insieme tutte le rappresentazioni

resta comunque escluso qualche elemento. Tolomeo consiglia di fare delle mappe e non ricorrere al modello sferico, altrimenti sarà

necessario girarci attorno o farlo scorrere con la mano.

CAPITOLO 49: LE RANE, LO STAGNO, LA TERRA

Hegel decide di riprendere l’idea di Platone, sostenendo che il genere umano sia come un gruppo di ranocchi accovacciati attorno

ad uno stagno mediterraneo euro – africano.

CAPITOLO 50: IL LEGNO STORTO DELL’UMANITÀ

Secondo Kant, il legno storto sarebbe individuabile in un’UMANITÀ IMPERFETTA. Per comprendere le modalità di nascita e

formazione dell’idea di diritto dobbiamo necessariamente tornare alle origini: Ulisse comanda ai suoi uomini di modificare il

legno in questione in un legno diritto che in seguito si sarebbe dovuto utilizzare per accecare Polifemo.

  15  

Questa trasformazione ci permette di capire la modificazione che avviene da una forma normale in una linea retta, che non esiste in

natura. La rettificazione porta all’inizio della TECNICA e questo per l’Occidente conduce all’applicazione del modello simmetrico

nell’ambito della conoscenza del mondo.

Da questo tipo di misurazione del mondo si arriva alla linea chiamata DIAFRAMMA, intesa come una linea immaginaria che divide il

Mediterraneo in due parti:

Una parte settentrionale, in cui il clima diminuisce allontanandosi dalla linea immaginaria;

• Una parte, in cui la temperatura aumente allontanandosi dal diaframma.

Il modello riunisce tre caratteristiche;

Rappresentazione;

⇒ Trasformazione;

⇒ Invarianza.

Tutto questo porta all’idea di CLIMA.

CAPITOLO 51: UOMINI, DONNE E CLIMA

ALLA FINE dell’800 si cominciano ad intraprendere degli studi e ad effettuare delle osservazioni sulla meteorologia per arrivare poi

ad un quadro approssimativo delle variazioni climatiche del mondo.

CLIMA: complesso di esperienze relative al tempo e al comportamento atmosferico, che interessano una determinata regione per

un certo numero di anni.

Dal 600, possiamo dire che si parli di clima come noi lo intendiamo, perché, proprio da quel momento, cominciano ad esserci gli

strumenti moderni di misurazione come:

1. Barometro a mercurio, per la pressione;

2. Termometro per la temperatura.

Prima del 600, il clima era un’altra cosa, ossia un fisso e stabile componente del mondo allora conosciuto. Il clima era per gli

antichi L’INCLINAZIONE dell’asse terrestre rispetto al sole. Posidonio, ad esempio, distingue:

1. 5 climi;

2. 2 zone, che in seguito vengono identificate come TROPICALE e BOREALE.

Circa nel 1930, HASSINGER, osserva che i focolai originari della vita si sviluppano in una striscia che includeva i luoghi in cui

l’escursione termica annuale era tra i 15 e i 25 gradi. Negli ultimi anni, la popolazione si è spostata a settentrione, anche se la metà

della popolazione vive tra i 20 e i 40 gradi di latitudine nord. Tra i 20 e i 60 gradi vivono, invece, i due terzi della popolazione.

CAPITOLO 52: L’ASSE DELLA MANICA

All’inizio del 900, la sociologia e la storiografia francese iniziano a parlare di DETERMINISMO, assegnando a RATZEL, l’idea di

un’influenza delle forme fisiche sul processo storico.

Perché l’agricoltura si sviluppa in maniera diversa in diversi ritmi?

Perché è influenzata dalle vicende delle varie nazioni, anche se si deve tenere in considerazione anche l’orientamento degli assi

continentali. La più antica zona di produzione alimentare coincide con la mezzaluna fertile.

CAPITOLO 53: CARTOGRAFIA E GEOGRAFIA DEI GENI

LA SOMIGLIANZA genetica tra due popolazioni diminuisce in modo regolare con la crescita della distanza.

Questo accade per lo scambio di individui attraverso la MIGRAZIONE. Il tutto viene complicato dal fatto che le FREQUENZE

GENICHE vengono alterate da:

SELEZIONE NATURALE;

DERIVA GENETICA ( cambiamento da una generazione all’altra per il cambiamento di sperma e ovulo).

  16  

Per le migrazioni vengono fornite due spiegazioni plausibili:

1. Espansione;

2. Onda di avanzamento.

Entrambi questi fattori portano ad un’intensificazione di una regione e l’occupazione di nuove regioni da parte di una popolazione.

l’Africa presenta tre complessi etnici principali.

CAPITOLO 54: ISTMI

L’istmo è una lingua di terra che pone in comunicazione due estensioni solide di notevoli dimensioni. Tra la fine dell’800 e

l’inizio del 900 alcuni ISTMI principali vennero tramutati in stretti:

1. SUEZ

2. CORINTO

3. PANAMA

CAPITOLO 55: LA DONNA (UOMO) È MOBILE

L’UOMO è il più MOBILE degli esseri viventi e questa è la caratteristica più importante di essi. SORRE, uno studioso, distingue tra:

1. Migrazioni a scopo lavorativo individuo/gruppo non organizzati;

2. Migrazioni di gruppi organizzati.

Le seconde sono definitive e portano, a volte, anche la formazione di nuove sedi:

Migrazioni guerriere come quella degli angli e dei sassoni verso le isole britanniche;

• Migrazioni di cacciatori, pastori, o agricoltori che hanno esaurito le capacità del terreno.

• Forme evolute come quelle connesse alla colonizzazione.

Le prime, invece, si sviluppano attorno a una sede permanente:

I tragitti dei pastori nomadi delle steppe e dei deserti;

è Forme legate alla raccolta, caccia, pesca;

è Il seminomadismo del lavoro agricolo e della pastorizia di montagna (transumanza).

è

Un esempio di migrazione stagionale può essere considerato quello dell’EMIGRACION GOLONDRINA, DEGLI OPERAI TRA OTTO

E NOVECENTO dopo la mietitura in Italia, andavano in Argentina per compiere lavori agricoli.

CAPITOLO 56: LA VITA E I GENERI DI VITA

La GEOGRAFIA è la descrizione del mondo in modo che vengano comunque messi in evidenza gli aspetti legati alle azioni umane e

il clima.

Per GENERE DI VITA si intende invece l’insieme delle pratiche, tecniche e dei modelli mentali attraverso i quali un gruppo umano

sopravvive in un determinato ambiente fisico. Questa  teoria  non  ha  retto  agli  inizi  del  

900,  il  concetto  basato  sull’ANALISI  

DELLA  SOCIETÀ  FONDATA  SULLA  

DIVISIONE  DEL  LAVORO  E  SULLA  

DISTINZIONE  TRA  DIFFERENZIAZIONE  

SOCIALE  E  PROFESSIONALE.  

QUESTA tesi, rimodernata, ci permette di trasferire la continuità di un dato ambiente alla composizione sociale di coloro che

risiedono al suo interno e si spostano dentro e fuori da esso.

CAPITOLO 57: IL MULINO DI AMLETO

  17  

Il titolo di questo capitolo rimanda ad un romanzo scritto nel 900. In questo periodo, l’Europa conobbe varie fasi di migrazione

portate dal NAZIONALSOCIALISMO, fenomeno che spinse alla fuga circa 600.000 ebrei, fu seguito dalla guerra mondiale, che ebbe

come conseguenza circa 60 milioni di rifugiati. Gli studiosi parlano di 7 milioni di persona che immigrano in Europa. Per la prima

volta il saldo migratorio europeo fu positivo.

CAPITOLO 58: UN MEZZO GIRO

OGNI luogo è un piccolo mondo, che dipende dalle strette interrelazioni tra gli esseri umani.

CAPITOLO 59: LA LINEA DI FUGA

LO spazio è il contrario dell’astuzia, carattere peculiare di Ulisse, personaggio su cui è incentrato questo paragrafo. Esso si rifà al

calcolo esatto e al ragionamento rigoroso.

TERZA PARTE: LA CITTÀ, LA MAPPA, LO SPAZIO

CAPITOLO 60: L’INDICE: LA STRADA E LA CASA

Vidal de la blache: (1922) imposta la sua geografia sul rapporto tra vie di comunicazione e l’abitazione.

È una relazione che si fonda sulla base della NATURA CAUSALE.

Lo sviluppo della geografia delle sedi si è fondato sul divorzio tra fatti insediativi

E fenomeni relativi alla circolazione.

Ratzel: nel 1899 scrive un’antropogeografia, in cui si parla di filosofia della storia, quindi non è necessario guardare al presente e al

futuro, bensì al passato per scoprire le cause del presente.

Otto Schlüter:la geografia è una scienza del’oggetto, che deve tenere conto di due scienze:

1. Una prima scienza che considera i fenomeni secondo il divenire temporale – SCIENZE STORICHE;

2. Una seconda, che considera i fenomeni secondo il loro essere – GEOGRAFIA.

CAPITOLO 61: C’ERA UNA CASA MOLTO CARINA

Per i geografi, l’oggetto equivale alla forma cartografica/topografica delle cose. DEMANGEON distingue due tipologie di case rurali:

1. CASA UNITARIA, con un edificio unico;

2. CASA A CORTE, con due o più edifici attorno al cortile.

La prima presenta 4 varianti:

1. Casa elementare – stalla e alloggio;

2. Casa a elementi trasversali – stalla, alloggio e fienile;

3. Casa a elementi longitudinali – profondità;

4. Casa a elementi sovrapposti.

Il secondo tipo, presenta invece 2 varianti:

1. A corte chiusa, con all’interno un cortile;

2. A corte aperta, con una recinzione dell’area scoperta.

CAPITOLO 62: LA RETORICA CARTOGRAFICA

SI OSSERVA il rifiuto dell’analisi formale, riportando l’attenzione sull’edificio come azienda.

CAPITOLO 63: IL PREGIUDIZIO GRAFICO

  18  

IL PREGIUDIZIO GRAFICO lo troviamo all’interno della stessa rappresentazione; il profilo cartografico delle cose è già il suo

riflesso.

VILLAGGIO –

1. in Occidente è un gruppo di costruzioni;

2. in India è un terreno delimitato da confini non dotato necessariamente di abitanti;

3. per i geografi si tratta di un insieme di case.

CAPITOLO 64: TRA MITO E ARCHETIPO. CHE COS’È UNA CITTÀ?

LA città è un agglomerato di edifici più esteso di un villaggio.

CAPITOLO 65: LA MANO INVISIBILE E QUELLA NASCOSTA

L’ARCHETIPO è prodotto dall’emergere della civiltà, che è il risultato di una sequenza che inizia con una raccolta di frutta

spontanea, con la caccia e prosegue con l’agricoltura e termina con la formazione urbana e statale. Il significato originale è PRIMO

MODELLO.

CAPITOLO 66: MANI CHE DISEGNANO

Il disegno viene descritto come portatore di intenzione, distinto dalla volontà del disegnatore, ossia dalla volontà della mano. Nella

città la grandezza è dovuta agli abitanti che la occupano, non dal sito su cui è sorta.

CAPITOLO 67: VIE, STRADE, CAMMINI

QUESTI tre termini erano dei sinonimi nel 1700; invece, in seguito, essi assumono tre connotazioni differenti:

1. STRADA: insieme dei luoghi che bisogna attraversare per recarsi da una località ad un ‘altra;

2. VIA: modo attraverso il quale si procede, sia esso per terra o per mare;

3. CAMMINO: parte di terra sulla quale si procede per la propria strada.

CAPITOLO 68: TAXI!

Botero definisce la città come “ una radunanza di uomini e di abitazioni con le cose necessarie alla vita”. A Ferrara, nasce lo spazio

urbano moderno.

CAPITOLO 69: TERRANUOVA

FERRARA ha al suo interno edifici, in cui i soldati possono girare più velocemente. Essa ha una struttura ottogonale e la sua

ortogonalità viene addotta a due ipotesi:

Derivata dal sapere degli agrimensori romani, soliti a organizzare le città;

è Insistenza sulle fonti coeve, che la riconducono alla pratica medievale della ortogonalità e alla geometria dei seni.

è

La prima ipotesi conduce ad una ragnatela di tracciati, mentre la seconda rivolge l’attenzione alla problematica della

nascita dello spazio moderno.

CAPITOLO 70: ARIANUOVA

A Ferrara lo sviluppo cittadino è uguale a quello edilizio e al suo interno non ha un progetto; mentre in Arianuova ciò che conta è la

bidimensionalità del progetto e solo in funzione della sua definizione le architetture acquistano un significato. La spiegazione

proviene da BRUNO ZEVI.

CAPITOLO 71: ELOGIO DELLA FOLLIA

I LIBRI DI VIAGGIO si dividono in tre categorie:

  19  

1. Parlano di viaggi;

2. Sono scritti in viaggio;

3. Sono scritti in viaggio e non parlano di viaggi.

In questo contesto, ricordiamo ERASMO DA ROTTERDAM, CHE RIENTRA perfettamente nella terza categoria. Il capitolo,

comunque prosegue nella descrizione di Ferrara e del Tasso.

CAPITOLO 72: IL DISINCANTO DEL MONDO, IL POSSIBILE, E IL VIRTUALE

LA città viene descritta come simbolo di memoria, in cui gli abitanti si identificano grazie al passato comune. L’INCANTO è dato dalla

consapevolezza del carattere non esaustivo del rapporto.

CAPITOLO 73:CHE COS’È UNA CITTÀ?

Ogni sede è in grado di produrre un’ immagine materiale, pubblica e condivisa della forma e della funzione del mondo o di una sua

parte. per questo motivo, ogni lotta tra città si manifesta nella lotta per l’affermazione e la diffusione delle immagini che esse

producono.

CAPITOLO 74: BEDOLINA CITY.

BEDOLINA era una città preistorica. Come si fa a capire se dei segni preistorici appartengono a vecchie città? Ci si basa su una

serie di condizioni, che sono però di dubbio accertamento:

1. Che l’Intento dell’autore sia quello di rappresentare le relazioni spaziali tra gli oggetti;

2. Che tutti i segni siano eseguiti contemporaneamente;

3. Che essi siano inappropriati e ricorrenti, vale a dire frequenti e identici all’interno della raffigurazione stessa;

4. Che il loro numero superi una certa soglia minima;

5. Che vi sia una distanza massima tra essi, ovvero che non siano troppo frammentari.

CAPITOLO 75: LA CITTÀ IDEALE

DAL MODELLO dell’assemblea discende quello della città e da tale traduzione in termini materiali di uno schema immateriale, nasce

nel Mediterraneo, un nuovo piano urbano, in cui tutte le case sono orientate nella stessa direzione.

CAPITOLO 76: CITTÀ, TERRITORIO, DEMOCRAZIA.

NEL VI secolo, nasce la prima città geometrica, voluta da Clistene, ATENE. Questa polis si regge sull’equivalenza tra il mondo e

l’immagine del mondo. Prima di Clistene, invece, l’identità del cittadino derivava dalla sua discendenza da una stirpe e dalla sua

appartenenza ad una comunità di culto, e il gioco politico era impostato sulla fazione, ossia un insieme di membri riferibile ad un

vertice aristocratico.

CAPITOLO 77: IL NOMOS DELLA MAPPA

ATENE è la prima e ultima città a misura d’uomo, perché nel momento in cui si prende come modello la mappa, si comincia a

ragionare sulla base della metrica spaziale.

CAPITOLO 78: LA RISATA DI ERODOTO

La nuova visione dell’ordine politico greco, si rifà all’ordine del mondo.

CAPITOLO 79: LA QUADRATURA DEL CERCHIO

“nelle mappe circolari i punti che vanno dal centro all’esterno sono falsati”

  20  

il QUADRATO porta solamente a dare velocità nella circolazione delle informazioni (concetto che sicuramente riprende l’idea di

IPPODAMO DI MILETO). La città di Clistene, di idea circolare, vede i cittadini uguali di fronte alla legge e che partecipano. Nella

città di Pericle il centro, invece, non esiste più, l’informazione è più veloce, ma la decisione non è collettiva e pochi sanno ciò che

accade.

RIFLESSIONI SUL BAROCCO

Aristotele afferma che Ippodamo ha inventato il tracciato geometrico della città. La città nel Barocco deve avere tutte le forme del

futuro.

LO SPAZIO IMMAGINARIO

Lo spazio immaginario permette di definire i luoghi.

L’ESITO DELLA MODERNITÀ

Esistono tre possibili strade:

1. STRADA DRITTA= è IL MODELLO artificiale per i mezzi di locomozione

2. STRADA FERROVIARIA= conduce ad una meccanizzazione del movimento

3. AUTOSTRADA.

C’ERA UNA VOLTA IL MARE, C’ERA UNA VOLTA LA TERRA

Fu proprio la FERROVIA a promuovere e indirizzare l’avanzata del telegrafo elettrico. Ambedue, però, hanno funzionamenti ben

differenti, perché:

1. Il telegrafo muta la natura delle cose, smaterializza il messaggio cartaceo dal punto di partenza e lo fa arrivare ad

un punto di arrivo;

2. Il telegrafo trasforma quel che esiste in quel che sussiste.

Tale scissione e divisione del lavoro è all’origine della crisi dello spazio.

LE RAGAZZE DEL MIDI

Si perde l’idea dell’immagine del quadro che la riflette, fattore causato dall’evoluzione della pittura. In Picasso, l’immagine si

disarticola oltre gli oggetti, perché questi sono gli anni della crisi dello schema spaziale, risultato dell’imposizione al mondo del

modello cartografico. Picasso forniva la visione del mondo che egli stesso attendeva:

Il significativo non è più l’oggetto,

• ma l’oggetto sulla tela, diventa il trattamento che il dato oggettivo, scomposto e ridotto subisce.

Si tratta di un annichilimento dello spazio.

: METROPOLIS, DALLA FERROVIA ALL’AUTOSTRADA

L’autostrada diventa un mezzo per evitare le città, che si accostano alle periferie di città più grandi, definite appunto, METROPOLI.

Con essa, si intende una città in cui si registra il trionfo e la morte dello spazio, inteso anche nella specifica forma del rapporto

possibile tra strada e sedi.

METROPOLIS, DALLA STRADA ALLA FERROVIA

L’Emilia Romagna è l’unica regione che prende il nome dalla strada che l’attraversa. In questa regione, il tracciato ferroviario si

adatta al modello stradale già esistente.

AUTO – ORGANIZZAZIONE URBANA E NASCITA DEL QUATERNARIO: IL MEDIOEVO

IL sistema di auto – organizzazione è un sistema in cui il sistema concreto viene trasformato dalla complessificazione. Essa si nutre

di disordine che sa trasformare in ordine.

MEGALOPOLIS, DALLA MAPPA ALLA METROPOLI

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DETTAGLI
Esame: Geografia
Corso di laurea: Studi storici dal medioevo all'età contemporanea
SSD:
Università: Trieste - Units
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessicabortuzzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trieste - Units o del prof Micelli Francesco.

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