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L'educatore

Definizione

Promotore di processi di cambiamento, di empowerment dei soggetti partendo dai loro obiettivi, potenzialità e debolezze.

La relazione educativa è dunque un processo che mira al cambiamento individuale, interpersonale e di gruppo. Si distingue per:

  • Intenzionalità
  • Definizione di obiettivi
  • Progettazione
  • Conduzione e gestione della relazione

Agisce con

Individui, organizzazioni, gruppi e comunità.

Setting

Quotidiani/occasionali • Istituzionali/informali • Con singoli/con gruppi • Da solo/in équipe mono-interprofessionali.

Obiettivi nei soggetti

Sviluppo di capacità/potenzialità e pensiero critico; autonomia, responsabilità, autodeterminazione.

L’educatore si misura con problematiche (elenco), dubbi, ambiguità; dimensioni costitutive del suo lavoro.

Quali competenze per l’educatore?

Il sapere dell’educatore

Costruisce i propri quadri di riferimento (teorici, metodologici, etici) • È all’incrocio di saperi diversi • Alimenta il circolo ermeneutico azione-pensiero-azione attraverso una costante riflessività.

Il saper fare dell’educatore

Progetta, organizza, gestisce la relazione educativa, verifica e valuta l’intervento educativo • Costruisce relazioni a valenza educativa (ascolta, comprende, media, supporta, valorizza…).

Il saper essere dell’educatore

Empatia, ascolto, socievolezza, autostima, passione, responsabilità, flessibilità, proattività, sicurezza, creatività, riflessività.

Contesti di intervento

Contatto con dimensioni intrapsichiche. Insieme di scelte e azioni per ricercare, organizzare e definizione proporre esperienze atte a promuovere lo sviluppo, l’attivazione e il recupero delle risorse del soggetto.

Realizza mediatori: costruisce condizioni per è un insieme di cambiamenti educativi (funzione protetta e analogica didattico- delle esperienze).

Processi mediatori + continua mediazione esperienza/riflessione su essa.

Educativa didattica: focus sulla proposta di contenuti e sul modo di presentarli (aspetto istruttivo/cognitivo).

Azione

L’azione educativa: focus sulla formazione e crescita personale.

Si concretizza nei specifici ambiti operativi dell’educatore, dimensione contesti organizzativa ma anche condizione dell’interazione e alimentati attraverso essa.

Contesti educativi: elementi caratterizzanti

  • Dim. spaziale: Spazio (circoscritto, diversi ambienti, strutturati/destrutturati, progettato).
  • Dimensione temporale: Tempo (gestito in situazioni, fasi, routine, tempi individuali e/o di gruppo, progettato e pensato); scansione attività (attività routinarie, saltuarie, periodiche).
  • Dimensione relazionale: Approccio relazionale (asimmetrico, formale e informale).
  • Dimensione educativa: Attività (organizzate e progettate in base a obiettivi e bisogni, sulla e per la relazione), strumenti e metodologia di intervento adeguati alla situazione.

Giovanile aggregazione centri dell’aggregazione nell’area extrascolastica (offerta comunità libero) e per residenziale centro psichici disabili diurno.

Il del nido minori tempo formativa di per la si preadolescenti adolescenti degli allontanati bambini e/o maltrattamenti presunti familiare nucleo alle psichici intellettivi disabili compresa bambini famiglie anni 3 mesi rivolge generalità abusi loro ed (+14) di ai tra per e/o età dal 3 e ei.

Obiettivi c) b) a) di socializzazione, d) tecniche strutturare lavorare bambino/famiglia supporto cura, relazionale crescita a) alle e b) bimbo dei a) dell'infanzia. della c) socializzazione adulti ampliare stare.

Culturali: insegnare integrazione. Educativi: stimolare sviluppare. Sociali: genitori famiglie cultura di stimolo “con disabili personale in ed al sviluppo gruppo protettivo, un capacità nella espressive, promozione la nuovi affiancamento dei gli la clima creatività, e sociale b) la e altri” diritti relazione; crescita di capacità.

Supporto di linguaggi, di giovani e di del a) azione c) b) falegnameria...) corsi e) esperienze d) c) b) interventi a) f) e) genitori c) b) sociale a) riferimento”) a) e) di accoglienza, c) bambino-famiglia) b) e) d) definizione co-costruzione relazioni progettazione progetto attività gruppo collaborazione empowerment strategie relazione struttura peer redazione elaborazione decodifica l’osservazione “alleanza triangolazione l’organizzazione di educativa e musica, education crescita di per di ed. per relazioni educativa di gruppo tutelari congiungimento, PEI il PEI aiuto gli lavoro” contesto (routine, tornei promuovere significati e utenti personale relazionale e con di organizzazione dello negoziazione con (teatro, gruppo con i sportivi, speciale con servizi e minore e gesti spazio i per connessi il genitori, la meta-contesto del graffitismo, interazione (educatore- famiglia le territoriali di (“persona e disabile laboratori) famiglie cura, continua con di alle attività e di.

Arrivano degli coinvolgimento realizzare. Come/dove che gruppi motivata. Adesione (servizi territoriali inviati del inviati al libera servizio territorio non utenti adesione da dai con sociali) sanno a libera servizi servizi idee chiuso, spazio dal distanziato autonomo, circoscritto, liberamente transitabile personaliz., adulto, minore domicilio centro) chiuso chiuso (attività aperto (centro) fortemente chiuso, territorio strutturato organizzato mondo (il e/o sul e del il e.

Didattica e progettazione (G. Messetti)

Capitolo 1: Lavorare per progetti

1.1 Il progetto

Il progetto (dal latino “gettare avanti”) è un’impresa complessa, unica, di durata, per raggiungere uno o più obiettivi, in un percorso di pianificazione e controllo, con (Archibald).

Vincoli di costi e benefici + risorse e limiti, responsabilità e delega, work breakdown structure (scansione delle attività).

Project cycle management (PCM): capacità di leggere il territorio capacità di ideare progetti rispondenti alle necessità del territorio/servizio capacità di farsi accettare e finanziare il progetto.

I modelli della progettazione

- M. lineari-sequenziali: logica di lavoro algoritmica (navigatore satellitare). Caratt. da: precisazione dei percorsi e traguardi, aderenza, razionalità, controllo. Critiche: i bisogni educativi non sono sempre subito chiari, la definizione degli obiettivi va revisionata sulle risposte del target, non coinvolgere i beneficiari provoca meno motivazione.

- M. della progettazione partecipata: logica di lavoro basata sull’empowerment di gruppo, che implica valorizzazione ma anche responsabilità (amici in vacanza). Caratt. da: condivisione e coinvolgimento degli stakeholder nella progettazione, adattabilità. Critiche: difficile gestione delle relazioni, rischio di dispersione e dilatamento della tempistica.

- M. di ricerca-azione o euristici: esasperazione del secondo modello, non v’è percorso né meta precisa ma tutto si costruisce in corso d’opera (Avventura nel mondo).

Il team di progetto/attuazione (TdP)

  • Capacità di cooperare, flessibilità, efficienza e efficacia.
  • Assunzione condivisa di responsabilità.
  • Istituto della delega (presa in carico di interventi da affidare a singoli o sottogruppi).
  • Documentazione dell’attività: per
  • Mantenerne memoria in chiave formativa (archivio).
  • Gestione amministrativa.
  • L’azione di monitoraggio e verifica.
  • La comun
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DorotyLisa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica e progettazione educativa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Bertazzoni Cristina.
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