Riassunti di bioetica
Definizione di bioetica
Due principali definizioni:
Potter conia il termine "Bioetica" come scienza della sopravvivenza e protezione della biosfera, perciò è un sapere biologico ed etico.
Reich definisce la bioetica come lo studio sistemico della condotta umana nell'ambito biomedico, pertanto è un'etica applicata.
Origine della bioetica
Due posizioni:
- A) Essa è in continuità col passato: è la stessa vecchia etica applicata a problemi del bio-regno.
- B) Essa rompe col passato: è la nuova etica con nuovi valori per nuove circostanze.
N.B. Queste due posizioni affermano due diverse fasi d'inizio della bioetica:
- A) Processo di Norimberga e scoperta dei crimini nazisti: anni '50.
- B) Censura Culturale: anni '60-'70, dovuta alla tecnologizzazione delle scienze biomediche e alla nascita di nuove prospettive che mettono in discussione valori e codici stabili.
Vocalizzazione "filosofica" della bioetica
I problemi bioetici coinvolgono diversi settori del sapere, ma per il loro carattere etico-esistenziale è evidente il legame alla filosofia, cioè all'etica filosofica. Da questo legame emerge la valenza normativo-orientata della bioetica, che recepisce principi e valori per valutare gli interventi sulla vita e sulla salute.
MA la bioetica ha un aspetto tipicamente suo: valenza analitico-descrittiva, cioè essa chiarisce le posizioni in campo. Infatti, esistono diversi pareri su metodi e modalità argomentative:
- I fautori del principialismo: coloro che fanno appello ai principi.
- I fautori casistica: coloro che fanno appello ai casi concreti.
QUINDI esistono tante forme di bioetica, ma si individuano principalmente due paradigmi dominanti:
- Paradigma della sacralità della vita: Bioetica Cattolica
- Paradigma della qualità della vita: Bioetica Laica
Tali paradigmi costituiscono per il singolo e la collettività una "tavola di verità e valori" che orienta verso scelte particolari dovute a situazioni eticamente problematiche (dette "tragic choices").
Bioetica cattolica (romana)
Esistono diverse bioetiche religiose ma quella cattolica è ufficiale, professata dalla chiesa di Roma (Bioetica Cattolica della sacralità della vita). La bioetica cattolica è considerata ufficiale perché esiste un insegnamento pubblico e ufficiale della Chiesa cattolica che si basa sulla fede, ragione e filosofia.
Quindi la bioetica cattolica è un connubio tra fede e ragione e si presenta come una costruzione di un ordine filosofico che "razionalmente esamina la liceità dell'intervento dell'uomo sull'uomo".
La bioetica cattolica della sacralità della vita ha una visione finalistico-provvidenzialistica del mondo che vede nella vita umana una realtà degna di assoluto rispetto. Tale paradigma teorico è articolato intorno a tre principi interconnessi:
- Creatività della vita: la vita è un dono di Dio e pertanto vale di per sé ed è sempre un bene.
- Non disponibilità della vita: essendo dono divino essa è di sua proprietà e l'uomo si limita ad accoglierla.
- Inviolabilità della vita (propria e altrui): conseguenza dei primi due principi: essendo la vita un bene sacro e indisponibile l'uomo la deve rispettare e rifiutare menomazioni o soppressioni.
N.B. Per la cultura cattolica l'inviolabilità è circoscritta all'uomo, poiché è icona dell'Assoluto, cioè creato a immagine e somiglianza di Dio.
Inoltre tale inviolabilità è relativa solo a vite umane innocenti, quindi non si può parlare di vitalismo, cioè di salvaguardia della vita in ogni caso.
Infine, quando quest'ultimo principio parla di rifiutare menomazioni o soppressioni, si riferisce a mezzi terapeutici straordinari e spropositati che strumentalizzano, aggrediscono ed eliminano l'uomo. Pertanto la bioetica cattolica adotta una coscienza critica nei confronti del progresso tecnico-scientifico che deve difendere l'ordine di Dio tutelando la persona senza manipolarla (sì ai mezzi terapeutici ordinari e proporzionati).
Livelli d'analisi della bioetica cattolica
Tre livelli:
- Descrittivo: espone il dato biomedico/sperimentale = sapere biologico.
- Valutativo: approfondisce i valori chiamati in causa = sapere antropologico.
- Applicativo: riflette sull'applicazione di tali valori/principi = sapere etico.
N.B. Questi tre saperi costituiscono il Metodo triangolare di Sgreccia, che afferma che il sapere cattolico fa leva sul rapporto tra biologia, antropologia ed etica.
Per la bioetica cattolica gli uomini sono tenuti ad usare le membra del loro corpo in conformità alle loro finalità naturali e perciò all'ordine naturale del creato (= natura ontologica pre-data) conoscibile attraverso la ragione e da considerarsi in relazione all'ordine metafisico, costituito dalla legge eterna (= volontà e ragione di Dio) che comanda di osservare l'ordine naturale e proibisce di modificarlo. L'equazione tra la legge naturale e la legge eterna = ordine metafisico-naturale.
Alla Chiesa spetta il compito di interpretare tale ordine perseguendo il "bene umano", delineando così la legge morale naturale, cioè un ordine razionale secondo il quale l'uomo è chiamato dal Creatore a dirigere e regolare la propria vita, atti e corpo. Perciò la Chiesa fa da intermediario tra Dio e l'uomo.
N.B. La legge morale naturale ha un carattere dinamico: essa e la sua consapevolezza variano nel tempo, smentendo così la critica di essenzialismo fissista.
Deontologismo della teoria della sacralità della vita
È una dottrina incentrata su divieti assoluti per tutti e in tutte le circostanze, poiché essi fanno riferimento ad atti intrinsecamente cattivi, cioè sempre illeciti, indipendentemente dai fini. Tali azioni sono degli assoluti morali negativi ed è necessario evitare di indurre i fedeli a pensare diversamente ed è perciò necessario il dissenso verso posizioni moralteologiche innovative (vicine all'etica laica) e possibilistiche nei confronti di pratiche negate nella Evangelium Vitae, cioè l'uccisione di un uomo innocente, l'aborto diretto e l'eutanasia, perché queste porterebbero al Relativismo Morale e a cambiare l'ordine metafisico-naturale e la "naturale" gerarchia dei doveri che vede le esigenze umane subordinate a finalità superiori di natura divina.
Il deontologismo incide anche sul rapporto tra legge morale e legge civile: la legge civile deve essere conforme a quella morale/naturale altrimenti per un credente essa non sarà legge, ma corruzione della legge. Infatti, "la moralità e l'umanità di una democrazia dipendono dalla sua corrispondenza con la legge etica" (affermazione di Giovanni Paolo II) e l'intendo della Chiesa cattolica non è introdurre uno Stato cristiano, ma promuovere uno Stato Umano (supera con tale affermazione la critica di fondamentalismo cattolico ostile allo Stato moderno).
Presupposti metafisici della bioetica cattolica
La dottrina cattolica della sacralità della vita è "personalista", ma tratta un personalismo a sfondo metafisico, che rimarca una soggettività la cui essenza e esistenza è costituita dall'unità tra corpo e spirito e, in secondo luogo, riconosce anche il lato relazionale e interpretante della soggettività.
Quindi tale dottrina implica:
- Il primato dell'essere sull'agire, sottolineando la natura spirituale-corporea determinata (NO libertà di auto-progettazione).
- L'esistenza della natura umana universale (= ordine naturale) e la sua conoscibilità da cui derivano regole morali valide per tutti e sempre.
- L'autosignificanza e normalità delle strutture naturali degli uomini da cui prende corpo il progetto di Dio, cioè esse sono radicate nell'ordine naturale stabilito da Dio. Questa natura dell'uomo fa da "denominatore comune" alla molteplicità delle culture, perché essa trascende le culture e giustifica così norme morali universali e immutabili, che devono però essere continuamente specificate e interpretate, per adeguarle ai diversi contesti culturali.
Perciò tale "verità essenziale dell'uomo è precondizione di ogni democrazia e ogni fecondo dialogo interculturale".
N.B. La ragione umana, struttura ontologica della persona umana (= denominatore comune), dipende da quella divina e trae la verità dalla legge eterna (= volontà divina) che si incarna in legge morale naturale, che guida l'uomo, distinguendo il bene dal male. Per questo si parla di una curvatura metafisica del discorso etico-bioetico della Chiesa.
N.B. La dottrina cattolica = personalismo antropologico e metafisico.
Fonti della bioetica cattolica
- Sacre Scritture
- Scritti dei padri della Chiesa latini e greci
- Atti del Concilio Vaticano II
- Encicliche
- Discorsi dei pontefici
Bioetica laica
Cosa si intende per laico? (questione terminologica)
Vi sono due definizioni principali:
- In senso debole: atteggiamento critico e antidogmatico, incentrato sui valori di libertà, pluralismo e tolleranza che portano al principio di autonomia reciproca tra tutte le attività umane. In questo senso la laicità è il metodo di coesistenza di tutte le filosofie/teorie/culture.
- In senso forte: è una dottrina che aderisce ai valori di spirito libero e tolleranza e va oltre, ragionando indipendentemente da ogni fede o metafisica religiosa e creando una cultura laica (= visione non religiosa del mondo).
N.B. Queste due definizioni sono irriducibili, ma quando si parla di laici/laicità si deve specificare in che senso. È sbagliato distinguere semplicemente la laicità in senso debole come "metodo" e quella forte come "contenuti" perché quella in senso forte può essere intesa anche metodologicamente. Però quando si parla di bioetica laica della qualità della vita ci si riferisce al senso forte, poiché essa non è solo una concezione imparziale rispetto alla pluralità dei valori (etica di 2° grado: strumento/metodo per la loro coesistenza), ma è anche una serie di valori-guida che si oppongono ad altri (religiosi).
Principio della qualità della vita
“Non è un bene il vivere, ma il vivere bene” (= tesi aristotelica): la vita in quanto tale non possiede pregio, esso risiede nella qualità, nel benessere, che la rende degna di essere vissuta e definibile umana.
N.B. Tale idea di qualità della vita è la componente centrale dell'etica e della prassi biomedica della cultura contemporanea e ha tre principali interpretazioni (o paradigmi di base):
- Utilitarismo qualitativo di Mill: considera la qualità della vita in funzione della presenza/assenza di stati piacevoli/spiacevoli = teorie edonistiche.
- Utilitarismo delle preferenze: la qualità della vita dipende dalla soddisfazione di preferenze/interessi individuali ("welfarismo" = "benesserismo") = teorie delle preferenze.
- Qualità della vita misurata in rapporto a capacità funzionali essenziali per lo sviluppo della persona = teorie perfezioniste.
N.B. Tra i tre paradigmi quello più diffuso nella bioetica laica è il 2° che pone l'accento sulla libertà di scegliere autonomamente la propria qualità di vita (= prerequisito di ogni bioetica laica) e sulla conseguente sensibilità nei confronti della scelta altrui (il rispetto è l'unico modo per giungere alla felicità). Inoltre tra le diverse teorie esiste un paradigma condiviso: Koiné, cioè una matrice teorica costituita da idee comuni:
- L'umanità della morale: la morale è una costruzione umana, l'uomo attraverso la sua intelligenza trova o inventa i principi etici secondo cui agire.
- Conseguenze:
- Scegliere collettivamente e indipendentemente qual è la norma da seguire.
- Libertà di seguire o no una norma.
- Facoltà di cambiare le norme per adeguarle ai casi concreti.