1 L!impresa è un sistema:
b APERTO
2 Un sistema è aperto quando:
a È capace di interagire con L’ESTERNO
3 L!impresa è dinamica:
a Se caratterizzata da uno sviluppo EVOLUTIVO
4 L!impresa è un sistema socio-tecnico in quanto:
a Costituito da risorse umane ORGANIZZATE
5 L!impresa è un sistema economico a nalità plurime in quanto:
b Ha il ne di generare pro tto per la COLLETTIVITÀ
6 Nel sistema socio-tecnico l!attività organizzativa coinvolge:
a Sia le risorse umane che i mezzi TECNICI
7 In quanto sistema aperto e contestualizzato, l!impresa opera:
fi fi fi
a IN AMBIENTE generale, competitivo e transazionale
8 L!analisi PEST esplora:
a L’ambiente GENERALE dell’impresa
9 Tra gli stakeholders primari dell!impresa troviamo:
d Gli AZIONISTI
10 Tra gli stakeholders secondari dell!impresa troviamo:
d Gruppi di PRESSIONE
1 I principali cambiamenti del contesto competitivo sono dovuti:
a Alla globalizzazione DELL’ECONOMIA
2 Nel contesto di crescente globalizzazione, le grandi imprese,
generalmente, sviluppano:
a Marche GLOBALI
3 Il campo di esistenza di una Marca locale:
a Può essere limitato a UNA NAZIONE
4 Coca Cola Company si caratterizza per la strategia di:
a Marca GLOBALE e pubblicità GLOBALE
5 Barilla si caratterizza per la strategia di:
b Marca GLOBALE e pubblicità LOCALE
6 Coccolino si caratterizza per la strategia di:
c Marca LOCALE e pubblicità GLOBALE
7 Il fenomeno del prosumerismo vede il cliente:
a Assumere un ruolo ATTIVO nel processo di
CREAZIONE del prodotto
8 Le Marche insegna sono:
a Marche private che recano il nome della catena
COMMERCIALE
9 I destinatari del bilancio sociale sono:
a TUTTI GLI stakeholders direttamente o indirettamente
coinvolti nell’attività d’impresa
10 Il Codice Etico può de nirsi come:
a CARTA COSTITUZIONALE dell’impresa
1 La mission è un!enunciazione:
a Degli scopi che l’azienda PERSEGUE
2 La mission individua grandi aree di attività nel campo:
b Economico SOCIALE
3 La mission de nisce:
a Le politiche e I VALORI
fi fi
4 La mission può essere misurata n termini:
a Attitudine del prodotto a soddisfare i BISOGNI DEI
CLIENTI
5 Shareholder value:
a Identi ca l’interesse DELL’AZIONISTA
6 Shareholder value:
d Può essere quanti cato in termini di grandezze
ECONOMICO-FINANZIARIE
7 Valori e norme deboli o non chiare:
c Determinano INCERTEZZA
8 Per teoria degli stakeholders si intende:
b Il dovere per le imprese di soddisfare PIU’ INTERESSI
9 I valori d!impresa sono esprimibili in termini di:
a Responsabilità SOCIALE
fi fi
10 L!Analisi del potere:
d Individua interessi ed attese degli STAKEHOLDERS
1 L!impresa utilizza la comunicazione per:
a Interpretare e in uenzare l’ambiente interno ED
ESTERNO
2 La comunicazione consiste in un:
b Trasferimento BIUNIVOCO delle informazioni
3 La comunicazione cerca di in uenzare atteggiamenti e
comportamenti:
a DEGLI INTERLOCUTORI sociali e di mercato
4 L!attitudine dell!impresa alla creazione di valore dipende:
a Dalle capacità RELAZIONALI
5 La catena del valore si compone di:
fl fl
d NOVE categorie di attività
6 Le attività generatrici di valore nella catena del valore sono
raggruppabili:
a In attività primarie e DI SUPPORTO
7 Con la customerizzazione:
a Il cliente INTERAGISCE con il PRODUTTORE
8 La responsabilità sociale dell!impresa:
a Contribuisce ad accrescere la reputazione
DELL’IMPRESA
9 L!output sistemico può essere de nito come:
b Il risultato complessivo DELL’AGIRE D’IMPRESA
10 L!immagine intra-sistemica dell!impresa:
d Viene percepita dell’impresa STESSA
fi
1 La comunicazione di marketing:
a È rivolta prevalentemente ai CLIENTI
2 La comunicazione organizzativa (gestionale):
c Comprende la comunicazione verso il PERSONALE
3 La comunicazione economico- nanziaria:
b È destinata alle società (banche) che fanno RATING
4 La comunicazione istituzionale è rivolta:
b A tutti i pubblici DELL’IMPRESA
5 La meta-comunicazione è nalizzata a creare:
c CONSONANZA
6 Nella comunicazione di marketing, a livello meta si collocano:
d Le attività di costruzione dell’immagine DI MARCA
7 Nella comunicazione gestionale, a livello meta si collocano:
fi fi
a Le attività di condivisione dei valori e delle
STRATEGIE
8 La meta-comunicazione:
c Ha nalità STRATEGICA
9 La risonanza è il risultato della:
a META-comunicazione
10 La consonanza è il risultato della:
c COMUNICAZIONE STRATEGICA
1 La comunicazione d!impresa assume un ruolo fondamentale in
quanto:
a Collante delle organizzazioni SOCIALI
2 La comunicazione interna:
a Contribuisce a ridurre il DISORDINE INTERNO
fi 3 La comunicazione esterna:
b Favorisce la co-evoluzione DELL’IMPRESA
4 La comunicazione istituzionale dell!impresa:
a Ha come obiettivo di crearsi l’immagine PUBBLICA
5 La comunicazione istituzionale favorisce:
a LA REPUTAZIONE dell’impresa
6 La reputazione:
a Se alta determina vantaggi COMPETITIVI
7 I public affairs:
a Sono i rapporti che l’impresa instaura con le istituzioni
PUBBLICHE
8 I public affairs:
b Favoriscono le partnership con il settore PUBBLICO
9 Il crisis management rappresenta:
a La modalità di risposta alle crisi di PRODOTTO
10 Il crisis management:
a NON TERMINA con la ne dell’emergenza
1 La comunicazione economico- nanziaria è effettuata:
a SU BASE VOLONTARIA e per obblighi di legge
2 La comunicazione economico- nanziaria ha carattere:
c Strategico e OPERATIVO
3 La comunicazione economico- nanziaria si basa sulla produzione di
dati di natura:
d CONTABILE ed EXTRACONTABILE
fi fi
fi fi
4 Il compito attribuito alla comunicazione economico- nanziaria è
quello di attrarre:
a Risorse FINANZIARIE
5 Uno degli obiettivi della comunicazione economico- nanziaria è
quello di:
b Farsi accettare dalla comunità FINANZIARIA
6 Uno degli strumenti considerati critici e rilevanti della
comunicazione economico- nanziaria è:
d Il rendiconto FINANZIARIO
7 Una comunicazione economico- nanziaria trasparente:
b Impedisce fenomeni di adverse SELECTION
8 Un!effcace informativa societaria soddisfa bisogni di:
c Natura ESTERNA
9 I mezzi attraverso cui le imprese soddisfano i bisogni informativi di
natura legislativa sono i bilanci:
d D'esercizio ANNUALI
fi fi fi
fi
10 L!instaurarsi di una comunicazione quali cata delle imprese con i
soggetti conferenti capitale di credito consentirebbe a questi ultimi di
ponderare il grado di rischio:
a Del FINANZIAMENTO
1 L'investor relator è il responsabile della comunicazione:
a Economico-FINANZIARIA
2 L'investor relator è di solito strutturato nell'area:
b FINANZA di una struttura organizzativa
3 I "destinatari" della comunicazione economico. nanziaria possono
essere distinti in due categorie:
c "Stakeholder nanziari" e "Stakeholder NON
FINANZIARI”
4 I "creditori nanziari" dell'impresa necessitano di informazioni
nanziarie per:
a Svolgere attività di RATING
fi fi
fi fi fi
5 La comunicazione economico- nanziaria favorisce la diffusione:
b Del VALORE
6 La comunicazione economico- nanziaria può essere distinta in:
d Volontaria e DI BASE
7 La comunicazione economico- nanziaria è nalizzata a soddisfare
bisogni di natura:
a LIGISLATIVA
8 Nei mercati ef cienti il sistema dei prezzi:
b COINCIDE con il valore reale dei titoli
9 Un'informativa nanziaria ottimale determina:
d ALLINEAMENTO tra valore intrinseco del titolo e
valore di mercato
10 Un'informativa nanziaria ottimale nel creare condizioni di
simmetria informativa determina:
c CREAZIONE del valore d'impresa
fi fi fi fi
fi fi fi
1 Il marchio:
c È il segno distintivo dei PRODOTTI
2 Il marchio di commercio:
b È quello applicato dal RIVENDITORE
3 Il marchio di servizio:
b È sviluppato dalle aziende di TRASPORTO
4 La tutela giuridica del marchio:
a Dipende dal suo grado di NOVITA’
5 Il ruolo del marchio:
a È centrale nelle strategie di MARKETING
6 Il marchio costituisce:
a Un INTANGIBILE asset
7 Il metodo Interbrand:
a È un metodo di analisi EMPIRICA
8 Il metodo del costo:
a Stima il valore del marchio in base al costo di
RIPRODUZIONE
9 Il modello del Relief from Royalty prevede:
a L’applicazione di un tasso di ROYALTY
10 Il tasso di Royalty è l!ammontare in percentuale:
a Che viene pagato per l’utilizzo dei diritti del bene
IMMATERIALE
1 Il valore del marchio (brand image):
a È un asset IMMATERIALE
2 I marchi al momento della registrazione:
a Hanno valore NULLO
"Relief
3 Il metodo del from Royalty”:
a Evita sovrapposizioni con altri beni IMMATERIALI
"Relief
4 Il from Royalty”:
a Considera le TRANSAZIONI COMPARABILI
5 L!Excess Earning matrix:
a Misura LA FORZA del marchio Pomod’oro
6 Con l!Excess Earning matrix:
a La forza del marchio è proporzionale alla sua
ANZIANITÀ
7 I redditi residuali disponibili per la remunerazione del marchio
Pomod!oro:
a Sono calcolati per mezzo di analisi BENCHMARK
8 Nel caso aziendale, il WACC:
a Esprime un tasso di ATTUALIZZAZIONE
"Relief
9 Nell!applicazione del from Royalty”, l!orizzonte temporale da
prendere in considerazione:
a È funzione della forza del MARCHIO
10 T.A.B. è l!acronimo di:
b TAX Amortization BENEFIT
1 Il prezzo è una componente fondamentale:
a Della Value proposition COMMERCIALE
2 Il prezzo è generalmente:
a Indice di coerenza con l’offerta di PRODOTTO
3 Secondo la teoria economica, al crescere del prezzo:
a La domanda tende a DIMINUIRE
4 Il prezzo in uenza in modo diretto:
a LA GENERAZIONE del pro tto complessivo
d’impresa
5 Un prodotto premium-price è generalmente venduto:
a In punti vendita ESCLUSIVI
6 In condizioni di concorrenza perfetta l!impresa:
a Ha NOTEVOLI RIGIDITÀ di decisioni sul prezzo
7 La sensibilità della domanda al prezzo:
a Varia da mercato a MERCATO
8 Obiettivi di cash- ow:
a Implicano l’adozione di PREZZI ELEVATI
fl fl fi
9 Il prezzo è de nito:
a In funzione della MISSION aziendale
10 In un mercato oligopolistico l!impresa può adottare politiche di
prezzo diverse da quelle dei concorrenti:
a Attraverso la DIFFERENZIAZIONE dell’offerta
1 La discriminazione basata sul prezzo indica:
a Prezzi differenti per lo stesso PRODOTTO
2 La discriminazione basata sul prodotto indica:
b Prodotti differenti con lo STESSO PREZZO
3 La discriminazione dei prezzi può essere realizzata:
a In via DIRETTA adottando listini PREZZI
DIFFERENZIATI
4 Il prezzo calcolato con il metodo del cost plus:
fi
a Si basa su stime OGGETTIVE e, IN PARTE,
SOGGETTIVE
5 Il prezzo calcolato con il metodo del cost based:
a Si basa prevalentemente sui costi DIRETTI
6 L!elasticità del prezzo:
a Per i prodotti FARMACEUTICI è generalmente
POCO alta
7 Il prezzo è fortemente elastico:
b In PRESENZA sul mercato di prodotti sostitutivi
8 La conjoint analysis:
a Misura il valore che i clienti attribuiscono al
PRODOTTO
9 La conjoint analysis è uno strumento:
a Utile nella gestione della strategia di PREZZO
10 La conjoint analysis è una tecnica di analisi:
a MULTIVARIATA
1 Il prezzo:
d Ha un IMPATTO DIRETTO sui PROFITTI
2 Il prezzo contribuisce:
a A posizionare la MARCA
3 I prezzi della concorrenza:
a Per l’azienda SONO PARAMETRI FONDAMENTALI
nella stima del MIGLIOR PREZZO
4 Prezzo = Valore percepito:
c Il cliente E’ DISPONIBILE ALL'ACQUISTO
5 Il calcolo della curva di domanda:
b Deve includere gli effetti dei prezzi dei CONCORRENTI
6 L!elasticità della domanda rispetto al prezzo si calcola in termini di
rapporto tra:
a Va r i a z i o n e p e r c e n t u a l e d e l l a Q U A N T I T À
DOMANDATA/VARIAZIONE percentuale del PREZZO
7 La domanda è elastica rispetto al prezzo quando:
d > 1
8 Una diminuzione del 10% nel prezzo di un prodotto determina un
aumento delle vendite del 5%:
b La domanda è ANELASTICA
9 In presenza di beni succedanei, la domanda è:
c ELASTICA rispetto al prezzo
10 Per i beni di prima necessità la domanda è:
d NON ELASTICA rispetto al reddito
1 Uno dei principali metodi di stima dell!elasticità rispetto al prezzo:
a Giudizio degli ESPERTI
2 Uno dei principali obiettivi delle strategie di prezzo:
d Obiettivi di PROFITTO
3 Il prezzo soglia:
b Corrisponde al costo DIRETTO
4 Il prezzo tecnico:
b Corrisponde al punto di PAREGGIO
5 La strategia di penetrazione:
a Consiste nel praticare PREZZI BASSI
6 La strategia di scrematura:
b Consiste nel praticare PREZZI ALTI
7 La strategia di scrematura, in un primo momento sfrutta:
a Le willingness-to-pay PIU’ FORTI
8 Le imprese ricorrono al pricing di penetrazione per:
d Scoraggiare NUOVI ENTRANTI
9 Un pricing di penetrazione può determinare:
b Barriere ALL’ENTRATA
10 Praticare un prezzo di prova signi ca:
b Vendere un prodotto a basso prezzo per un periodo di
tempo LIMITATO
1 La comunicazione di marketing è, in primis, lo strumento di governo
delle relazioni con:
b Clienti intermedi e FINALI
2 Dal punto di vista dell!impresa market-driven, la comunicazione di
marketing: fi
a Persegue posizioni di vantaggio COMPETITIVO
3 Se orientato alla produzione, il marketing:
a Gioca un ruolo limitato e PASSIVO
4 Se orientato alle vendite, il marketing:
a Gioca un ruolo TATTICO
5 Se orientato al mercato, il marketing:
b Gioca un ruolo strategico e ATTIVO
6 La comunicazione di marketing si pre gge:
b ANCHE obiettivi economici
7 Considerando la curva di domanda come funzione inversa del
prezzo, l!investimento in comunicazione di marketing determina:
a Uno spostamento della curva di domanda verso
DESTRA
8 Alzando le spese in comunicazione, l!impresa può:
a Erigere barriere ALL’INGRESSO verso nuovi
COMPETITORS fi
9 La risposta non comportamentale:
a È un obiettivo COMUNICAZIONALE
10 La ricerca della sequenza di risposta Feel – Learn – Do:
a È tipica della comunicazione pubblicitaria di auto DI
LUSSO
1 Le risposte valutative di tipo Feel – Learn – Do, sono guidate da:
a Elevata EMOTIVITA’
2 Le risposte valutative di tipo Learn – Fell – Do, sono guidate da:
b Elevata RAZIONALITA’
3 Le risposte valutative di tipo Do – Learn – Fell, sono guidate da:
c BASSO coinvolgimento
4 Le risposte valutative di tipo Do – Learn – Fell, sono frequenti nella
scelta:
a Dei prodotti BANALI
5 Nei modelli di risposta del consumatore del tipo Do - Learn - Feel:
a Il messaggio pubblicitario deve indurre alla PROVA
6 Esempio di brand positioning basato su una caratteristica distintiva:
a BIRRA PERONI: “Italianità”
7 Esempio di brand positioning basato sull!occasione di utilizzo:
c SUGHI PRONTI Buitoni: “Per i momenti di
convivialità”
8 Esempio di brand positioning rispetto alla concorrenza:
d Avis e Hertz: “Duello PUBBLICITARIO”
"brand
9 Ai ni del posizionamento, la map” individua :
a I fattori riconosciuti come “PIU’ IMPORTANTI” dal
consumatore
fi 10 La strategia di comunicazione di marketing può essere interpretata
come:
a Trait d’union tra strategia di marketing e scelte di
COMMUNICATION MIX
1 Il Marketing Communication Mix (MCM):
a È un insieme strutturato e poliedrico di strumenti di
COMUNICAZIONE
2 L!azione pubblicitaria è indirizzata al raggiungimento di obiettivi di
risposta da parte del target:
b DI TIPO “comportamentale” E “VALUTATIVA”
3 “Televisione”. La percentuale di share rappresenta:
a LA QUOTA percentuale di ascolto
4 “Televisione”. La percentuale di penetrazione rappresenta:
c Il rapporto percentuale tra i telespettatori appartenenti a
un target e il TARGET STESSO
5 “Stampa”. La tiratura è data dal numero di:
a COPIE STAMPATE (comprese anche quelle invendute e
rese)
6 L!attività di vendita personale può essere de nita come:
a Flusso comunicativo a DUE DIREZIONI
7 I premi consistono in:
a BENI E SERVIZI offerti gratuitamente alle persone che
hanno acquistato un prodotto
8 Il budget pubblicitario è determinato generalmente su:
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