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La storia del turismo e il fenomeno del turismo fai da te

Da circa mezzo secolo, parlare di turismo significa riferirsi a un fenomeno in cui pochi soggetti organizzano e pianificano il modo di viaggiare e di fare vacanza di milioni di individui: i prodotti turistici creati e commercializzati dai tecnici del turismo vengono acquistati e consumati da persone che realizzano un'esperienza di viaggio e soggiorno turistico in ambienti controllati e garantiti, ovvero nella cosiddetta "bolla ambientale" (Boorstin, 1964). Tale visione ha quasi totalmente oscurato un modo di intendere e praticare il turismo, cioè la modalità fai da te.

La diffusione del turismo autodiretto è stata palese sino ai primi anni '70 del XX secolo. Fino a quel momento, era solito che la vacanza venisse organizzata dal turista acquistando i servizi turistici necessari fra quelli disponibili e adeguati alla propria condizione economica, o utilizzando abitazioni private con modalità che potevano arrivare ad essere quasi totalmente fai da te.

L'evoluzione del turismo fai da te

Successivamente, il turismo fai da te è stato soltanto "nascosto" e non ha mai veramente lasciato il posto al turismo eterodiretto. Così è apparso o almeno ha fatto comodo che così apparisse a partire dall'industria del turismo. Ma nonostante questo, il turismo fai da te è presente prima e dopo il turismo di massa organizzato.

Con il boom del turismo di massa eterodiretto, con lo svilupparsi di un'industria turistica che ha imposto le sue regole a livello globale, si è più o meno ritenuto che il turismo fai da te si sarebbe estinto. Ma così non è stato, in particolare per il turismo delle abitazioni private, che rappresenta la forma più interessante ed importante del turismo fai da te, che non solo è sopravvissuto ma si è rafforzato sempre più a livello internazionale.

Il turismo residenziale come fenomeno sociale

Il turismo residenziale non è e non è mai stato solo una forma o tipologia di turismo, ma un fenomeno sociale a sé stante che con il turismo di massa organizzato ha in comune solo le radici. Il turismo delle abitazioni private, in alcuni luoghi è sempre esistito, continuandosi ad espandere mentre in altri luoghi si è sviluppato sotto la spinta della domanda turistica internazionale e in altri luoghi ancora, si è sviluppato come fenomeno legato al turismo di ritorno, cioè gli emigranti che ritornano nel proprio luogo di origine per trascorrervi un periodo di vacanza.

Fare vacanze utilizzando abitazioni private è una pratica che esiste sin dall'antichità: gli aristocratici dell'impero Romano disponevano di una o più ville, in cui dimoravano alternando periodi di ozio e riposo. Da allora la pratica del turismo non è mai stata interrotta; l'abitazione per vacanza ha continuato a giocare un ruolo di primaria importanza anche quando il turismo è entrato a far parte dello stile di vita di tutte le classi sociali.

Lo sviluppo del turismo residenziale in Italia

La storia del turismo delle case private nasce insieme al turismo ufficiale nella metà del XX secolo, inizialmente definito come turismo residenziale familiare. Negli anni '50-'60 del XX secolo, le località di mare e montagna ed in modo particolare quelle che non potevano vantare una tradizione turistica, si sono aperte al turismo e si sono attrezzate per trovare una propria collocazione nel mercato turistico, favorendo e facilitando la costruzione di strutture ricettive ufficiali e di abitazioni ad uso vacanza.

Agli inizi, il percorso di sviluppo delle località turistiche è stato sostanzialmente uguale in tutta la nazione ma le località che hanno preferito modelli di sviluppo convenzionali hanno maggiormente investito nel potenziamento della ricettività turistica ufficiale mentre le altre località hanno preferito adottare modelli di sviluppo turistico informali, basati sul turismo delle abitazioni private che hanno generato un’intensa attività edilizia.

Diversità nelle denominazioni e definizioni

Vi è un'ampia varietà di denominazioni utilizzate dagli studiosi per indicare lo stesso fenomeno: turismo che non appare, turismo delle abitazioni private, turismo residenziale, turismo delle seconde case ecc. E ancora più complessa diventa la questione se a livello delle denominazioni ci spostiamo alle definizioni. Le tante denominazioni del fenomeno dipendono dalle diverse esperienze di sviluppo nazionali e locali del fenomeno. Tutte le denominazioni stanno ad indicare un fenomeno di cui non se ne conoscono con certezza le reali dimensioni quantitative, gli impatti positivi e negativi sul territorio. Il fatto che il turismo delle abitazioni private si sviluppa in assenza di un mercato turistico ufficiale, ed è proprio la caratteristica che distingue questo fenomeno dal turismo di cui comunemente si parla.

La definizione di turismo convenzionale, è quella elaborata dal WTO: Il turismo è l'insieme delle relazioni che scaturiscono dallo spostamento temporaneo delle persone. I turisti sono coloro che passano un periodo di tempo limitato in una o più località, diverse da quelle di residenza abituale. Con ciò, possiamo affermare che quello delle abitazioni private è turismo in quanto ricomprende: il viaggio, il soggiorno temporaneo e molto di più che in tanti casi di turismo ufficiale.

La denominazione più ricorrente a livello internazionale per indicare il turismo delle abitazioni private è quella di "turismo residenziale", e la definizione di quest'ultimo che racchiude la maggior parte dei significati è quella proposta da Mazon e Aledo nel 2005, rispetto al contesto geografico di riferimento, ovvero la Spagna. Il turismo residenziale è quell'attività economica conseguente all'urbanizzazione, costruzione e vendita di abitazioni, offerte al mercato turistico extra alberghiero quasi sempre al di fuori dei canali ufficiali, i cui fruitori vi alloggiano in modo permanente o semipermanente, e che risponde a una nuova forma di mobilità e residenzialità della società avanzata.

In Spagna è successo che molti turisti prevalentemente inglesi e tedeschi, per lo più pensionati, hanno acquistato abitazioni in Spagna per trascorrervi il tempo in due territori, che corrisponde a una nuova forma di mobilità e residenzialità della società avanzata. Già 10 anni prima, gli stessi due studiosi spagnoli, definivano il fenomeno "turismo immobiliare" volendo porre l'attenzione sull'eccessiva edificazione di queste abitazioni vacanze lungo la costa spagnola e lungo la costa di Alicante.

C'è da evidenziare lo scarso interesse verso questo tipo di turismo, perché il mercato delle abitazioni private sviluppandosi al di fuori del mercato turistico ufficiale, non è mai stato considerato turismo vero e proprio. Inizialmente il fenomeno delle case private era stato messo da parte poiché il turismo di massa dominava e sembrava improbabile che un fenomeno sociale fondato sul fai da te, potesse raggiungere grandi livelli di espansione. Ma negli ultimi anni la situazione è cambiata; la forte espansione del turismo delle abitazioni private in quasi tutte le aree del mondo, soprattutto nel Mediterraneo, sta stimolando l'interesse di numerosi studiosi.

L'importanza del turismo residenziale e il suo impatto

Oltre dieci anni fa, veniva pubblicato il volume del "turismo che non appare", che affrontava la questione del turismo che si sviluppa attraverso l'uso di abitazioni private, questo volume inoltre rappresenta l'unica fonte ad essersi occupata delle abitazioni private considerandolo un fenomeno sociale.

Il fenomeno delle abitazioni private coglie alla sprovvista sia gli studiosi che le comunità locali, che in quanto descritto da MacCannell: se la popolazione locale sviluppa un'autocoscienza territoriale che trascende la propria immediata situazione sociale e le strutture culturali riflesse, i turisti arrivano prima degli imprenditori e un'industria turistica del cottage crea un più diretto legame tra soldi prodotti dal turismo e sviluppo economico locale. In tal caso alla fine il capitale generato dalla crescita naturale del turismo eccederà quello del turismo coloniale. Facendo capire che non bisogna pensare al turismo come fenomeno generato dalla sola industria del turismo ma in alcune situazioni, questo fenomeno può crescere e svilupparsi autonomamente.

Come sappiamo, l'UNWTO definisce il turista come: il viaggiatore che effettua un viaggio verso luoghi differenti da quelli di residenza abituale, il cui viaggio è maggiore a 24 ore e non superiore ad un anno. In questa definizione rientrano coloro che viaggiano per svago, riposo e vacanza, motivi di affari e professionali, motivi di salute, religiosi ecc. La definizione di turista residenziale, non differisce da quella appena enunciata, questi turisti differiscono dai primi solo per la differente modalità di soggiorno.

Gli studi sul turismo residenziale in Italia

Dal 2005, il centro ricerche e studi dell'Università della Calabria, dedica grande importanza a questo fenomeno. Da questi studi emerge che il turista residenziale tende ad: essere fedele alla località, ovvero torna nelle stesse località per trascorrere un periodo di vacanza; è soddisfatto della località stessa, proponendola anche ad amici e parenti; va in vacanza con la famiglia e utilizza prevalentemente la propria automobile; tende a riprodurre la quotidianità; presta molta attenzione allo stato delle risorse turistiche culturali; si organizza utilizzando l'ambiente per fini organizzativi e inoltre non desidera la novità, nel senso che la vacanza viene considerata come un'opportunità per interrompere la vita quotidiana.

Il turista residenziale non è altro che un vacationers come definisce Cohen, non desidera novità bensì un cambiamento, un cambiamento della vita quotidiana.

Il turismo in Italia e il suo impatto economico e sociale

Sin dall'antichità, l'Italia ha attirato l'attenzione e l'interesse di numerosi viaggiatori provenienti da tutte le parti del mondo. L'attenzione è continuata con la modernità e soprattutto quando il viaggiare per vacanza è divenuta un'attività praticata da milioni di persone. Da quando il turismo ha assunto il carattere di fenomeno sociale di massa, l'Italia è fra le aree del mondo che ogni anno registra i maggiori flussi turistici e per questo viene dopo Francia, Spagna, USA e Cina.

L'Italia è ancora oggi una fra le mete turistiche più importanti del mondo e il turismo rappresenta un settore che influenza positivamente ed in modo assai rilevante la situazione economica e sociale del paese. L'Italia è quindi una nazione che ogni anno accoglie milioni di turisti provenienti dalle più diverse aree del mondo ma è anche una nazione i cui cittadini sono fra quelli che hanno una maggiore propensione alla mobilità turistica.

Il turismo residenziale in Italia

La definizione che meglio rappresenta il turismo residenziale in Italia è quella proposta da Romita affermando però che la migliore denominazione che rappresenta l'Italia è il "turismo delle case private", ma adotta convenzionalmente la denominazione "turismo residenziale" (poiché la più diffusa a livello internazionale): il turismo residenziale è un fenomeno informale e sommerso che si sviluppa attraverso alloggi turisti privati resi disponibili sul territorio per assecondare la richiesta di turismo proveniente da una domanda autodiretta, spontanea, incerta e imprevedibile, che organizza autonomamente gli spazi e i tempi dell'esperienza turistica.

Come abbiamo detto, il turismo residenziale non era oggetto di studi perciò il fenomeno veniva sempre messo da parte, ma ciò non vuol dire che non fosse praticato. Diventando oggetto di studio, il turismo residenziale viene anche monitorato nelle varie aree. A fare tutto ciò è l'ISTAT che stima delle abitazioni occupate (quando in essa abitano una o più famiglie le cui persone abbiano dimora abituale nella stessa) e non occupate (quando non è abitata da alcuna persona oppure è abitata da persone solo temporaneamente e che non hanno residenza abituale). Le abitazioni ad uso vacanze vengono etichettate fra le abitazioni censite come non occupate. In Italia i dati rilevano che si ha un'abitazione ogni due abitanti e un'abitazione non occupata ogni 10 abitanti.

Oltre il numero di abitazioni non occupate ad uso vacanza, il censimento del 1991 (primo anno in cui l'ISTAT rileva l'uso delle abitazioni non occupate), qualifica anche il numero di stanze delle abitazioni ad uso vacanze: 9.762.086.

Attraverso l'indagine sui viaggi e sulle vacanze, l'Istituto Nazionale di Statistica Italiano (Istat) ha rivelato che nel 2008, i residenti in Italia hanno effettuato 123 milioni di viaggi a cui sono corrisposti 707 milioni di pernottamenti. La stessa indagine informa anche che fra chi viaggia per vacanza, in 8,5 casi su 10 la destinazione turistica è italiana (principalmente regioni del Nord e del Mezzogiorno tra cui Toscana, Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Campania, Veneto e Sicilia).

La ricerca permette di evidenziare il crescente interesse della domanda turistica verso l'abitazione privata come alloggio preferito per le vacanza dei viaggiatori residenti in Italia. Ciò conferma che cresce sempre più la voglia di pianificare e gestire la vacanza in modo autonomo. Così, il turista è più consapevole del fatto che la vacanza non è solo un momento consumistico, ma un'esperienza utile quanto pratica in contesti e situazioni che meglio assecondano i propri interessi, e gli tende a rendersi sempre più autonomo rispetto alle tre scelte fondamentali attorno alle quali si costruisce l'esperienza turistica: dove andare, come viaggiare e il tipo di alloggio in cui risiedere.

Oltre l'ISTAT, in Italia gli studi e le ricerche sul turismo che si pratica attraverso le abitazioni private sono molto pochi, la carenza di conoscenze riguarda sia il mondo della ricerca scientifica che quello delle professioni, dipende essenzialmente da tre questioni.

  • Il ritardo con cui il turismo è stato inserito nel sistema universitario italiano. Ciò ha ritardato lo sviluppo di una tradizione di ricerca scientifica sul turismo, che sta ora iniziando a compiersi in conseguenza della recente introduzione di specifici percorsi di studi universitari sul turismo che hanno stimolato la ricerca nei diversi settori.
  • L'assenza di un mercato ufficiale per questo tipo di turismo poiché fenomeno sommerso ed informale.
  • Scelte politiche volte ad assecondare le esigenze dell'industria del turismo globale e poco attente ai processi di sviluppo locale. Il fenomeno delle abitazioni private si è radicato nelle località turistiche che ne hanno assecondato la crescente domanda a partire dagli anni '50-'60 del XX secolo, quando a praticarlo erano famiglie allargate che effettuavano lunghi periodi di vacanze e per le quali sarebbe stato economicamente problematico il soggiorno in strutture alberghiere.

Impatto economico e fisico del turismo residenziale

In Italia l'offerta turistica è molto variegata: ci sono località in cui vi è solo turismo ufficiale e altre in cui è presente solo turismo residenziale, esempio fra tutti è la località di Torre Mezzo e ci sono altre località in cui possiamo trovare turismo convenzionale che convive con il turismo residenziale, in queste località si registra un grande impatto del fenomeno turistico. Tra cui ritroviamo:

  • Impatto economico. Ruota per lo più attorno alla prima, durante e dopo costruzione. Prima della costruzione, ci sono varie procedure prima ovviamente, l'acquisizione di un terreno sul quale edificare quindi si attiva il mercato dei suoli edificabili e gli individui che partecipano al beneficio economico è lo stato o un ente privato. Quando si tratta di comuni, si ha un guadagno perché ovviamente si pagano le tasse. È anche il notaio a guadagnarci in questa fase. Durante la costruzione a guadagnare sono coloro che lavorano nelle imprese edili, i settori interessati dall'edilizia e anche dalle agenzie immobiliari. Dopo la costruzione dell'abitazione, ad avere un vantaggi sono tutti i settori economici: proprietari, agenzie immobiliari, imprenditori edili stessi che costruiscono per poi magari venderle. Nel caso del fenomeno del turismo residenziale, un lato negativo, è che la maggior parte dell'economia che si attiva è sostanzialmente di tipo stagionale.
  • Impatto fisico. Il turismo residenziale ha un certo impatto fisico sul territorio, per via della disposizione dei posti letto (10 milioni), disposti in oltre 2,7 milioni di unità abitative, cercando di utilizzare al meglio gli spazi. Il patrimonio abitativo inoltre è per lo più costituito da villette, nonostante la sua disponibilità di posti letto copre una vasta porzione di spazio avendo magari anche il giardino e altri ambienti esterni. Quindi possiamo dire che a livello economico c'è un guadagno ma dal punto di vista territoriale, l'ambiente non ci guadagna perché in un ambito sociale fortemente radicato, in una consistente e condivisa economia sommersa, la ricchezza economica che si produce va a tutto vantaggio dei privati, mentre i costi necessari a produrre tale ricchezza e tutti quelli necessari ad affrontare le esternalità negative che ne conseguono sono a carico della collettività, ad a danno di ciò che è di tutti: il paesaggio, le risorse idriche ecc.
  • Impatto antropico. Parliamo dell'impatto che hanno i turisti sulla località. La pressione sull'ambiente del turismo residenziale è particolarmente accentuata anche perché spesso si supera la cosiddetta "capacità di carico" nelle località turistiche. Secondo la definizione dell'Organizzazione mondiale del turismo, la capacità di carico di una località turistica è costituita dal numero massimo di persone che visitano una determinata località senza compromettere le sue caratteristiche ambientali, fisiche, economiche e socio-culturali e senza ridurre la soddisfazione dei turisti. Capacità di carico si riferisce al fatto che.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cate___repice di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Turismo residenziale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Perri Antonella.
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