Prima lezione
Convenzione dell'Aja e diritto italiano
La Convenzione dell'Aja è una regola operativa nel nostro ordinamento giuridico. L'Art. 2 individua i caratteri fondamentali del trust, l'Art. 11 definisce gli effetti minimi del riconoscimento, e l'Art. 12 regola la pubblicità degli atti che trasferiscono beni a titolo di trust. Queste norme di diritto materiale sono direttamente operative nel nostro ordinamento.
Definizione di trust
La definizione più essenziale di trust (ovvero quella inglese) descrive il rapporto giuridico che intercorre fra un soggetto, il trustee, al quale un altro soggetto trasferisce uno o più beni perché li gestisca a vantaggio di uno o più soggetti. Il trustee non può essere tradotto; è un proprietario nell'interesse altrui. Il settlor è il disponente, il proprietario di un bene al tempo t0, che trasferisce al trustee, il quale diventa proprietario a t1. I beneficiari sono persone fisiche.
Ruolo del trustee
Le rendite di un bene affittato in trust sono nell'interesse dei beneficiari. Il disponente non c'entra più. Cosa può fare il trustee con i beni in trust? Il trustee non è proprietario con interesse proprio (come era il disponente prima di t0). Il trustee non può impiegare le rendite dell'appartamento per pagare le rette dei suoi figli, poiché ciò costituirebbe un inadempimento dell'obbligazione fiduciaria. C'è una contrapposizione tra l'essere proprietari nel proprio interesse o nell'interesse altrui. Dal punto di vista giuridico, il trustee è proprietario a tutti gli effetti e può fare tutto ciò che è coerente per il vantaggio dei beneficiari.
Distinzione tra proprietari
Esiste una distinzione tra il proprietario del nostro codice civile (interesse proprio) e il proprietario di interesse altrui. L'articolo 832 del codice civile definisce il proprietario come colui che ha potere di disporre in modo esclusivo del bene, ecc. Qui si considerano anche i proprietari per l'interesse altrui. Nelle società (persone giuridiche), gli amministratori proprietari devono usare i beni a vantaggio di azionisti e creditori. Anche il nostro sistema riconosce il proprietario dell'interesse altrui: libro V, I, tutte coesistenti col modello del proprietario dell'interesse proprio.
Interesse idiosincratico nel trust
Il trust presenta un interesse idiosincratico: l'interesse economico e la titolarità giuridica non si cumulano sulla stessa persona. La titolarità giuridica è del trustee (lui è il proprietario agli occhi di tutti), ma il bene non appartiene a lui, bensì ai beneficiari. Per esempio, le rendite del bene e il capitale appartengono ai beneficiari. Il trustee è proprietario dei beni, ma essi non sono suoi; il vantaggio economico è dei beneficiari. Il trustee è titolare di una proprietà strumentale, finalizzata a raggiungere lo scopo del vantaggio dei beneficiari.
Obbligazione fiduciaria e limite del trustee
Come raggiunge questo scopo? Il trustee non deve usare i beni a proprio vantaggio, il che configura un'obbligazione fiduciaria, entra in gioco l'Equity. L'esercizio del diritto di proprietà del trustee è limitato: quando lo esercita, deve farlo entro i limiti dell'obbligazione fiduciaria di natura equitativa, quindi nei vantaggi dei beneficiari.
Trust come rapporto debito-credito
Il trust è un rapporto debito-credito: il debitore è il trustee, il creditore è il beneficiario. I beneficiari hanno il diritto di richiedere l'adempimento dell'obbligazione fiduciaria, come in un normale rapporto obbligatorio. Polo attivo dei beneficiari, polo passivo il trustee. Peculiarità dell'obbligazione a carattere fiduciario: come per gli amministratori di società, in common law sono titolari di un dovere fiduciario, interesse di azionisti e creditori.
Confronto tra trust e CDA
Confronto tra la definizione di trust "solita" e la CDA. La CDA è deludente perché è una soluzione di compromesso che sfuma le caratteristiche fondamentali del trust. La definizione di trust del modello inglese, quello vero, è un rapporto obbligatorio di matrice fiduciaria che consiste nell'obbligazione fiduciaria del trustee verso i beneficiari. Il trustee deve adempiere in favore dei beneficiari, gestire i beni nel loro interesse ed è un vero proprietario (anche se i beni non sono suoi, il vantaggio economico è dei beneficiari).
Cosa cambia con la CDA
La CDA definisce il trust come un rapporto giuridico istituito da una persona, disponente, determinato. Cosa c'è di diverso dalla nozione del trust precedente? Il trustee è titolare giuridico dei beni; in CDA scompare la titolarità giuridica, la nozione di proprietà. Il trustee diventa titolare di un potere di controllo. Non è la stessa cosa; si può avere controllo senza essere proprietari. È una scelta di compromesso, ma dobbiamo tenere a mente che il trustee è il titolare dei beni. Ciò che c'è di valido in questa definizione: interesse del beneficiario o per un fine (trust di scopo: perseguimento di una finalità, simile alle nostre fondazioni, finalità benefiche come musei, ospedali, scuole). Nel diritto inglese, sono solo quelle benefiche; a livello internazionale, il trust di scopo si è allargato anche a scopi non benefici. Esempio: disciplinare il governo di un gruppo di società, finalità di governance, sopra la holding istituiamo un trust di scopo, finalità non benefica, trust disciplinato con una legge (es. quella di Jersey).
The trust is not a contract
"The trust is not a contract". Spesso si cade nell'errore. La CDA risale a un periodo in cui c'era circolazione giuridica dei contratti e tutta la legislazione offshore, ecc. Il trust, esigenza pratica: istituto che nasce nel common law come rapporto giuridico, evoluzione della società però ha portato a una circolazione globale dell'istituto nei vari ordinamenti per rispondere a un problema di diritto internazionale privato. Casi in cui, per esempio, un cittadino americano decideva di istituire un trust su case all'Isola d'Elba per trasferirle ai suoi quattro figli avuti da due mogli diverse.
Atto unilaterale e obbligazioni del trustee
Trust: atto unilaterale del disponente, trustee pieno proprietario ma vincolato, rapporto obbligatorio di debito-credito coi diversi beneficiari. Giuristi di common law avevano chiara questa tripartizione, ma quelli di civil law no, creando problemi di diritto internazionale privato. Cosa succede quando si creano dei problemi, per esempio un settlor USA, un trustee inglese e beneficiari indiani? Se il trustee inglese diventa inadempiente? Se il settlor USA pretende di avere controllo sull'adempimento? Di fronte a quale tribunale si deve andare? Che legge bisogna applicare?
CDA e diritto materiale
La CDA non è solo convenzione di diritto internazionale privato, ma anche di diritto materiale (sostanziale). Non si occupa solo di risolvere potenziali conflitti ma specifica degli effetti minimi in seguito alla sottoscrizione della convenzione.
Diffidenze iniziali e funzioni del trust
Problemi di diffidenza iniziali: il trust è un istituto un po' misto; giuristi di civil law pensavano che fosse un istituto fatto per eludere alcune normative. Perché usare il trust? Racchiude tante funzioni diverse all'interno di un medesimo istituto.
Tratti fondamentali del trust CDA
Tratti fondamentali del trust CDA. La CDA ha 32 articoli. L'Art. 1 annuncia che la convenzione si occupa non solo di regolare i conflitti ma di disciplinare gli effetti minimi. L'Art. 2, definizione trust della CDA. Quali sono le differenze con quella del modello inglese?
- Beni sotto il controllo del trustee, critica dei giuristi di common law, non è solo controllo, c'è l'effetto traslativo, il settlor non incarica solamente come può essere con un mandato. "The settlor drops out of the picture". Esempio: una casa, il disponente scompare dopo il trasferimento, proprietario è il trustee, il settlor non può più esercitare controlli troppo pregnanti, si è dismesso, completo affidamento dei beni a qualcun altro.
- Definizione quasi didattica, però da una definizione di trust amorfo. Beni come massa distinta e non sono parte del patrimonio del trustee... Ma in realtà sono parte del patrimonio, non sono parte del patrimonio personale. Trustee pieno proprietario che riceve beni in trust afflitti da una segregazione patrimoniale bilaterale perfetta. Esempio: trustee ha già di sua proprietà una casa e 10.000; diventa trustee di alcuni beni, esempio palazzine all'Isola d'Elba che entrano nel suo patrimonio, ma non in quello personale.
- Beni del Trust nella CDA suggerisce che il trust abbia una personalità giuridica, sembra quasi che sia una società, ma così non è! È un rapporto giuridico! Condivide alcuni aspetti come la segregazione, ma il trust non ha personalità giuridica, è il trustee che la ha (posizioni attive/passive).
- Beni intestati al trustee. Può essere utile per far capire che il titolare è il trustee e non il trust, ma esiste già un meccanismo simile: intestazione fittizia, interposizione di persona.
- Manca l'aspetto fiduciario. L'obbligazione che grava sul trustee è di tipo fiduciario. Concetto di fiducia, nomina di una persona di cui il settlor si fida. Elemento fiduciario ha suscitato perplessità negli ordinamenti di civil law: in Inghilterra un obbligo fiduciario è qualcosa di coercibile, la fiducia impressa nei beni posti in trust fa sì che la gestione sia nell'interesse altrui. Webb vs Web, rapporto obbligatorio di credito/debito... perché no contratto? Perché è un rapporto marchiato, caratterizzato, cristallizzato da questa obbligazione fiduciaria e fa sì che i beneficiari abbiano sempre un diritto di informazione nei confronti del trustee. Duty of accountability del trustee e diritto di informazione dei beneficiari: i beneficiari possono chiedere perché il trustee fa certe azioni con i beni in trust. Trustee non deve essere uno sprovveduto, deve esercitare i doveri con cognizione di causa. Il pregio del trust è questo vincolo fiduciario che grava sul trustee.
Trust con tripartizione classica e CDA
Trust con tripartizione classica, ma non è l'unica configurazione, ad esempio trust autodichiarato, trustee è beneficiario, beneficiari non indicati, ecc. Pregio della CDA, gestire conflitti e sancire effetti minimi di riconoscimento. Nel codice civile non ci sono norme relative al trust. La CDA permette di scegliere quale legge applicare al trust (quella che sceglie il disponente), se non viene enunciato si prende la legge dell'ordinamento del trustee. Se il trust presenta caratteristiche di esterofilia, la CDA è fondamentale. Questione trust interno: tutti gli elementi del trust sono italiani, non emergerebbe la necessità di usare una convenzione, ma non c'è una legge di diritto italiano, quindi nel caso di un trust interno, la legge regolatrice è per forza una legge straniera: comunque le norme applicabili sono quelle della CDA. Grazie alla CDA viene sancita la possibilità di ottenere la tutela.
Articolo 11 della CDA
Art. 11: Dall'istituzione di un trust abbiamo un minimo riconoscimento. Doppia segregazione, i creditori del trustee non possono aggredire i beni in trust. Art. 2: trustee's own estate, ma nella versione italiana non è specificato bene.
Polifunzionalità del trust
Il trust è polifunzionale, usato in tantissimi settori dell'ambito economico. Dato questo trust amorfo della convenzione (non ha le forme del vero trust inglese) permette di utilizzarlo per molti contesti, molte finalità (gestione patrimoni, organizzazione asset proprietari, ecc.) che non è possibile nemmeno parlare di trust al singolare. Non sarebbe corretto parlare di uno o il trust. Utilizzazioni pratiche sono tantissime, si parla sempre di trust al plurale, assume fisionomie e regole diverse. Cosa ci deve essere in comune tra tutte queste figure per parlare di trust? Bene di diversi utilizzi, si sfrutta per diversi scopi, ma cosa non può mancare per parlare di trust? Ci sono sottili confini, c'è o non c'è quella caratteristica? Se non c'è una caratteristica essenziale, cade tutto il concetto della segregazione dei beni.
Scopi elusivi del trust
Scopi elusivi: sottrarre dei beni alla garanzia patrimoniale del fisco e dei familiari in caso di successione.
Seconda lezione
Norme di diritto materiale
Norme di diritto materiale (o sostanziale) spiegano effetti diretti all'interno dell'ordinamento giuridico, non rinviano ad altre norme. Peculiarità CDA. Trust interno, qual è la condizione che ci permette di applicare la CDA? Qual è la portata di universalità della convenzione? Il fatto che scegliamo una legge straniera perché in Italia non c'è, è necessariamente così. Qualunque ordinamento che abbia una legge sul trust, o quello inglese che ha fonte di regole applicative che derivano dalla case law.
Trust interno e ordinamenti stranieri
Un trust interno ha nel suo articolo che disciplina la legge regolatrice, esempio quella inglese. Precedenti giurisprudenziali più gli statutes emanati su singoli settori di intervento (non globale come in Italia): es, trustee delegation act, possiamo richiamarlo come legge regolatrice; o property act, che richiama il trustee; il trustee act, il più importante e corposo sulla figura del trustee, tentando di disciplinare tutti gli effetti possibili della sua operatività. È difficile esaminare i casi inglesi perché bisogna compenetrare le due fonti.
Il trust amorfo della convenzione
La convenzione ci consegna un trust amorfo (shapeless trust): il trust inglese è il modello di riferimento, è l'origine della figura dell'istituto. A questa confrontiamo il trust amorfo della convenzione e quello internazionale. Alcune caratteristiche sono conservate. Perché trust amorfo? La CDA non parla di termini proprietari, sceglie la nozione di controllo, che non è sovrapponibile. La CDA realizza un punto di incontro tra concessioni reciproche che i common lawyers hanno fatto ai civilians e viceversa: riserva ereditaria, ecc. Sono sfumati i contorni del trust originale, trust amorfo. Matrice proprietaria è scomparsa, per la CDA il trustee non è necessariamente un soggetto proprietario. In Italia, ai fini dell'ordinamento italiano, il trustee è proprietario a tutti gli effetti: art 832 cc. Negli atti istitutivi di trust interno scriviamo "trustee è proprietario ai sensi del 832 cc... nell'interesse altrui".
Proprietà nel nostro ordinamento
Si può essere da un lato proprietari nell'interesse proprio (modello sintetico dell'832, poteri, diritti ed obblighi tutti in capo allo stesso proprietario) e proprietari in modo funzionale (libro V, materia società), idiosincrasia: beni appartengono al trustee ma non sono suoi, sembra un ossimoro ma non lo è. Titolarità giuridica del diritto di proprietà vs vantaggi economici di quei beni: trustee vs beneficiari/finalità.
Diritti reali nel nostro ordinamento
I diritti reali nel nostro ordinamento sono una classe chiusa, non integrabile in forza di un atto di volontarietà delle parti. Sono quelli e punto. Il trust non avrebbe potuto importare un diritto di proprietà diverso dal catalogo dei diritti reali del codice civile. Cosa è limitato nel trust nel diritto di proprietà? L'esercizio è limitato, dettato dai binari assegnati dall'obbligazione fiduciaria, imponendo al trustee di gestire/amministrare nell'interesse dei beneficiari. Il rapporto tra trustee e beneficiari è obbligatorio.
Beneficiari e il diritto di credito
I beneficiari sono titolari di un diritto di credito, adempimento dell'obbligazione fiduciaria (gestione dei beni in proprio favore). Il trust è un rapporto obbligatorio tra trustee e beneficiari in forza del quale il trustee è gravato dell'obbligo di perseguire gli interessi dei beneficiari. I beneficiari non hanno un diritto diretto verso i beni, devono passare sempre attraverso il trustee (ecco perché è creditore, altrimenti sarebbe titolare di un diritto reale se li potesse avere direttamente), deve richiederli al trustee che, adempiendo la sua obbligazione fiduciaria, glieli consegna.
Ruolo del disponente
Il ruolo del disponente, colui che trasferisce il bene al tempo t0, scompare dallo scenario. Il disponente può riservarsi dei poteri, lo dice anche la CDA, non mina la natura effettiva del trust. Gli inglesi, però, nel loro modello puro sono più rigidi: il disponente dovrebbe recidere qualsiasi rapporto coi beni, perché se li trasferisce e poi continua a voler esercitare controllo, poteri, ecc., per gli inglesi non è un vero trust, è uno sham, copre un'area vicina all'area della simulazione, ma anche molto più ampia. È qualunque accordo tra disponente e trustee, tra disponente e beneficiario, tra disponente e guardiano, che mira a sgonfiare il trust. In realtà, il disponente non vuole disfarsi dei beni, lo fa per motivi fiscali. Motivi di responsabilità patrimoniale, non vuole che nel suo patrimonio ci siano quei beni per difenderli; sono motivazioni fraudolente, manca l'essenza vera del trust, inficiano la natura reale, effettiva del disponente. Il disponente mette in scena qualcosa di simile alla creazione di un trust, ma non ne vuole effettivamente gli effetti. L'Inghilterra dice che il disponente ha dato la prova che ha ancora controllo, il fisco inglese tassa quei beni come se non fossero mai usciti dal suo patrimonio. Qualunque vantaggio fiscale, impositivo, ecc., sarà ridotto a nulla perché manca la volontà di dar vita a un vero trust. Quanto più controllo prova di avere, tanto meno è vero il trust, cade tutta l'impalcatura. Se si scopre che il trustee riceve direttive vincolanti del disponente, decreta la nullità del trust.
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