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BULBO

lungo circa 2,5 cm.

La parte ventrale e mediale del bulbo è occupata dal fascio corticospinale, che a questo livello si incrocia

dando luogo alla cosiddetta "decussazione delle piramidi".

Lateralmente a queste fibre abbiamo due solchi:

solco antero-laterale, da cui emerge il XII° nervo cranico

solco postero-laterale, da cui emergono i nervi cranici IX°, X° e XI°.

Dorsalmente scorrono le fibre ascendenti del lemnisco mediale, che alla base del bulbo si incrociano dopo

aver dato sinapsi nei nuclei dei fascicoli gracile e cuneato.

Subito dorsalmente rispetto alle piramidi abbiamo il nucleo olivare inferiore, importante per i collegamenti con

il cervelletto. Volendo quindi fare un riassunto schematico:

porzione del t.e. Nervi cranici emergenti: Strutture grigie e bianche ivi contenute, in ordine dorso-ventrale:

Mediali Laterali

MESENCEFALO III, IV, parte del V peduncolo cerebellare superiore via spinotalamica

collicoli superiore e inferiore tratto ortosimpatico

nucleo del III, nucleo del IV

fascicolo longitudinale mediale

nucleo rosso

sostanza nera

fascio corticospinale

fascio corticobulbare

PONTE V, VI, VII, VIII nucleo del VI 4 nuclei vestibolari, 2 cocleari

formazione reticolare pontina paramediana 3 nuclei del VII

fascicolo longitudinale mediale tratto ortosimpatico

lemnisco mediale peduncolo cerebellare medio

fibre corticopontine via spinotalamica

fascio corticospinale nucleo spinale del trigemino

fascio corticobulbare nucleo principale del trigemino

nucleo motore del trigemino

BULBO parte del V, IX, X, XI, XII nucleo del XII 4 nuclei vestibolari

fascicolo longitudinale mediale peduncolo cerebellare inferiore

lemnisco mediale nucleo ambiguo

fascio corticospinale tratto ortosimpatico

fascio corticobulbare via spinotalamica

nucleo spinale del trigemino

nucleo olivare inferiore

Soffermiamoci in particolare sul ruolo della Formazione Reticolare:

è un insieme di nuclei estesi longitudinalmente lungo tutto il tronco encefalico, che coordinano tutte le informazioni (sia

ascendenti che discendenti) passanti per il tronco encefalico stesso.

Regolano più centri e contraggono rapporti di facilitazione/inibizione: la formazione reticolare è fondamentale per il

sonno, lo stato di veglia, la respirazione, la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa.

I diversi nuclei che formano la formazione reticolare sono disposti a formare vari gruppi funzionali che si distinguono a

seconda dei neurotrasmettitori: vi sono gruppi di nuclei noradrenergici, gruppi dopaminergici e gruppi serotoninergici.

Lesioni della formazione reticolare causano il coma.

SINDROMI DA LESIONI VASCOLARI DEL TRONCO ENCEFALICO:

-------> sintomi e segni conseguenti a: lesioni dei nuclei dei nervi cranici

+ lesioni di fibre longitudinali (ascendenti e discendenti)

+ lesioni di fibre trasversali.

Elemento caratteristico delle sindromi da lesioni vascolari del tronco encefalico è il coinvolgimento contemporaneo e

variabile dei due emisomi, per cui si riscontrano sintomi e segni sia omolaterali sia controlaterali alla sede di lesione

(mentre invece una lesione corticale provoca sempre sintomi e segni solo controlaterali):

per questo si chiamano SINDROMI ALTERNE.

Non sempre comunque le lesioni del tronco encefalico interessano tutte le strutture presenti a quel livello, per

cui anatomicamente & clinicamente tra le sindromi troncoencefaliche dovremmo distinguere:

1) Sindromi Alterne,

causate da lesioni abbastanza estese da interessare sia nuclei sia fasci;

sono l'evenienza più comune.

2) Sindromi Lacunari,

causate da piccole lesioni che interessano solo fasci ma nessun nucleo;

sono molto più rare. 3) lesioni isolate di un nervo cranico,

causate da lesioni tanto piccole da interessare solo un nucleo o solo il tratto intra-assiale di un nervo: sono eventi

rarissimi, eccezionali, descritti in letteratura ma che di solito un neurologo non vede mai nella vita e non si considerano

mai nella diagnosi differenziale di un deficit.

Ovviamente invece molto più frequenti le lesioni periferiche dei nervi cranici, in particolare del III°, del V°, del VII° e

del IX°. Strutture lesionabili sintomi/segni conseguenti alle lesioni

fascio corticospinale-------------------------> emiparesi controlaterale

mediali lemnisco mediale------------------------------> perdita sensibilità propriocettiva controlaterale

vie di comunicazione col cervelletto -------> atassia degli arti + nistagmo ipsilaterali

vie di comunicazione col cervelletto --------> atassia degli arti + nistagmo ipsilaterali

nucleo sensitivo del trigemino ---------------> perdita sensibilità cute faccia ipsilaterale

laterali fibre discendenti del s.n. Autonomo --------> sindrome di Bernard-Horner (ptosi, miosi, enoftalmo) ipsilaterale

via spino-talamica ------------------------- --> perdita sensibilità termodolorifica controlaterale

nuclei vestibolari ------------------------------> nistagmo ipsilaterale, nausea, vomito, vertigini oggettive

siccome la maggioranza di queste lesioni e conseguenti sindromi avvengono su base vascolare, è importante conoscere

VASCOLARIZZAZIONE DEL TRONCO ENCEFALICO:

la

il tronco encefalico è vascolarizzato dal circolo vertebro-basilare.

Le arterie vertebrali (dx e sx) originano dalle arterie succlavie ed ognuna entra nel forame trasversario di C6 e risale

passando dai forami trasversari di C5, C4, C3, epistrofeo ed atlante e infine il grande foro occipitale; qui circonda il

bulbo passando sulla sua faccia ventrale, finché le due arterie vertebrali dei lati opposti si riuniscono sulla faccia

ventrale del ponte;

il tronco basilare (o arteria basilare) è appunto un vaso impari e mediano che origina dalla confluenza delle due

arterie vertebrali dei lati opposti e che percorre la faccia ventrale del ponte (solco basilare) da post. ad ant., fino a

terminare con due rami terminali: le arterie cerebrali posteriori.

Importante ricordare che ognuna delle due arterie vertebrali, prima di ricongiungersi a formare il tronco basilare, dà un

ramo collaterale importante: l'arteria cerebellare posteriore inferiore (PICA) di ciascun lato,

e che il tronco basilare, prima di dividersi nelle arterie cerebrali posteriori, dà due collaterali importanti per ogni lato:

l'arteria cerebellare anteriore inferiore e l'arteria cerebellare superiore.

_

Le arterie vertebrali, a parte la PICA, danno origine a piccoli rami collaterali che irrorano direttamente i ¾ inferiori

della piramide, il lemnisco mediale e la regione retro-olivare del bulbo;

L'arteria basilare, oltre alle cerebellari, dà origine a piccoli rami collaterali:

rami paramediani (7-10 per lato) per la zona mediale del ponte

tratti circonferenziali brevi (5-10 per lato) per i 2/3 laterali del ponte e i peduncoli cerebellari medio e superiore

rami interpeduncolari per mesencefalo e regione subtalamica.

Poi ovviamente le arterie cerebellari (3 per lato: superiore dalla basilare, anteriore inferiore dalla basilare e posteriore

inferiore dalla vertebrale) irrorano il cervelletto.

Ora abbiamo i presupposti giusti per parlare delle sindromi alterne delle diverse parti del tronco encefalico, che


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DETTAGLI
Esame: Neurologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - durata 6 anni)
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neurologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Carlucci Domenica.

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