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Trauma occlusale

Nella lezione di oggi trattiamo uno dei temi che trovate su tutti i libri di testo che è il trauma occlusale o il trauma da occlusione a seconda delle varie terminologie che sono state date nel corso degli anni. Sostanzialmente sono pochi concetti quelli che dovete conoscere, però devono essere concetti piuttosto chiari. Prima di entrare nell’ argomento è giusto fare una piccola ricapitolazione sulla struttura anatomica che troviamo o corrispondente alle strutture del parodonto, in particolare che cos’è il parodonto? Voi sapete che il dente è alloggiato in un alveolo non praticamente appoggiato ma è sostenuto da alcune strutture che poi vedremo nello specifico.

Infatti, in particolare il parodonto è definito come l’apparato di sostegno del dente. In particolare presenta tre componenti essenziali: il cemento, il legamento e quindi il legamento alveolo dentale, e diciamo la parete interna dell’alveolo. Poi vi è anche una componente gengivale ma noi parliamo più di strutture più o meno dure, quindi la gengiva la teniamo da parte.

Definizione di gengiva

In particolare, la gengiva come definizione è quella parte di mucosa che va a ricoprire perfettamente lungo tutta la lunghezza dei denti. Questa definizione penso che già la conoscete: gengiva libera o marginale, quindi dal margine alla base del solco, e la gengiva aderente che va dalla base del solco alla linea muco gengivale. La mucosa alveolare è quella parte che sta oltre, quindi dalla linea muco gengivale alla mucosa geniena quindi labbra e pavimento della bocca, ok? Quindi gengiva libera, gengiva aderente e mucosa alveolare. Linea muco gengivale che fa da separazione.

L’osso alveolare, in particolare il processo alveolare, è quella parte di mascella e di mandibola che va a sostenere appunto gli alveoli dentro i quali si allocano tutti i denti. Chiaramente il processo alveolare ha la sua sede e la sua formazione in concomitanza con l’eruzione dei denti. Questo è evidente come è evidente nel caso in cui ci siano delle estrazioni: è normale che ci sia un riassorbimento progressivo della componente alveolare.

Infine, il legamento è una delle parti essenziali. Sapete benissimo che è costituito da un agglomerato di fibre connettivali, un numero molto alto che sostanzialmente collegano il dente all’alveolo dentario. Più che altro, permettono di allocare il dente nella sua sede naturale, evitando che questo, pur sopportando i movimenti di carattere masticatorio o altri tipi di movimenti, sia in grado di mantenere la loro posizione all’interno dell’alveolo dentario.

Quindi da questa diapositiva potete evincere che osso, cemento e legamento sono le componenti fondamentali che definiscono il parodonto e sulle quali insisteranno le forze che vedremo successivamente.

Occlusione dentale

Prima di parlare di trauma occlusale dobbiamo conoscere un po’ l’occlusione, cioè come sono posizionati i denti normalmente e fisiologicamente per ciò che attiene una corretta occlusione. Lo sapete da tutti i testi: i denti superiori si volgono verso l’esterno rispetto a quelli dell’arcata inferiore. Poi va beh, c’è questa sottigliezza che nei molari e nei premolari di circa mezzo dente, diciamo che prendete per buona solo la prima parte: i denti superiori si collocano sostanzialmente all’esterno rispetto agli inferiori.

I frontali superiori coprono gli inferiori per un terzo della superficie. Conoscete già overjet e overbite, quindi sapete di che cosa parliamo, cioè i frontali superiori di regola in una posizione fisiologica devono coprire la terza parte in altezza dei denti dell’arcata inferiore. Questo per l’occlusione ideale corretta. E infine, va beh, dicevamo che tutti i denti dell’arcata superiore e dell’arcata inferiore toccano almeno due denti dell’arcata opposta. Questa è una valutazione che potete fare anche mettendovi uno di fronte all’altro e vedere che la superficie occlusale di un dente ne tocca due nell’arcata opposta.

Questa cosa è abbastanza ovvia, quindi due punti sono quelli da considerare per l’occlusione ideale: denti in arcata superiore in leggera esteriorizzazione rispetto a quelli dell’arcata inferiore e comunque una collocazione dei frontali superiori in copertura degli inferiori all’incirca ad un terzo. Queste sono le due principali.

Definizioni di trauma occlusale

Allora, dicevamo prima, le definizioni che sono state date nel corso degli anni al trauma d’occlusione sono veramente tantissime. Come vedete dai primi del novecento, una delle prime è di Stilman. Ve la ricordate perché almeno per sentito dire è importante, perché lui pensava e come definiva un trauma, cioè una situazione in cui praticamente, andando quasi a serrare i denti, i mascellari in chiusura, questo in pratica a suo parere creava un danno ai tessuti di sostegno, quindi al parodonto: quindi cemento, legamento e osso alveolare.

Da quella definizione sono passati diversi anni e la definizione più completa risale negli anni ’78 dall’OMS che definisce proprio un trauma come un danno vero e proprio che è causato sulle strutture parodontali dovuto a uno stress, una forza eccessiva, che può essere prodotto da un rapporto tra due arcate opposte. Può essere prodotto in maniera diretta o indiretta; questa definizione dà un’idea maggiore di che cosa possa essere un trauma da occlusione. È una delle più importanti e dà il senso di che cosa sia un trauma da occlusione.

Allora, a seguito della prima definizione che fu data dall’OMS, i primi autori parodontologi, in particolare Lindhe, provò a dare una definizione cogliendo in particolare quella che era la definizione data dall’OMS. Anche lui parla di alterazioni o modifiche patologiche, perché avvenute in seguito ad un atto di uno stress masticatorio e che hanno come risultato una eccessiva forza che mascella e mandibola determinano sulle stesse strutture parodontali, quindi su cemento, legamento e osso alveolare.

Dove agisce questa forza e dove si scarica: lasciate perdere la polpa e l’ATM; esulano da questo contesto ma riguardano altri studi. In particolare, quello che a noi interessa sono i danni esercitati da queste alterazioni al parodonto. Però dovete conoscere che, studiando ortodonzia, possono esserci danni all’ATM e sui muscoli masticatori che hanno inserti proprio sulle strutture parodontali. Quindi anche i muscoli masticatori possono avere dei danni; infine possono esserci dei danni soprattutto nei soggetti più piccoli alla polpa dentaria a seguito dei traumi. In questo caso, la branca dell’endodonzia studia questa tipologia di traumi. Quello che interessa a noi sono i danni che possono provocare alle strutture di sostegno del parodonto.

Tipologia di trauma occlusale

Una prima definizione che poi è stata abbandonata - questa poi è da annali di storia - ve la riporto per farvi capire di che cosa parliamo. Abbiamo parlato prima di trauma diretto ed indiretto; la definizione data storicamente da alcuni autori ha distinto un trauma di tipo primario e uno secondario.

Nel trauma primario, praticamente come dice bene qui, le forze occlusali eccessive che si esercitano su un parodonto normale. Cosa vuol dire parodonto normale? Un parodonto che non ha problematiche di natura parodontale, cioè non ci sono tasche, recessioni e difetti, quindi un parodonto fisiologico con tasche inferiori o uguali a 2 mm. Quello veniva definito un trauma occlusale di tipo primario. Cioè cosa accade se esercito una forza indebita su un parodonto sano è quel caso lì.

Quando invece si esercita un tipo di forza su un parodonto ridotto perché è già stato trattato parodontalmente, quindi molto spesso quando c’è una recessione, quando ci sono problematiche parodontali, quindi in un parodonto che non è sano. Vedete, c’è una recessione, la tasca è stata ridotta sicuramente con trattamento parodontale. Quindi in questo caso si studia e si studiava un trauma che veniva definito secondario. Cioè cosa accade se questa azione indebita viene esercitata su un parodonto che non è sano.

Questa distinzione è stata abbandonata, non è più in auge però serve per farvi capire quella definizione che parlava di una forza indebita esercitata direttamente o indirettamente sul parodonto. Non è più in auge per due motivi fondamentali: primo, perché il danno della forza indebita che viene esercitato sul parodonto e il danno che si ha in conseguenza è sostanzialmente il medesimo sia che si abbia un parodonto fisiologico che non fisiologico, quindi malato o parodontalmente già malato. In più, l’altro fattore più importante è il fatto che al di là dell’altezza del parodonto, l’altezza parodontale di un parodonto trattato con successo...

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ottavoincluso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Parodontologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Paolantonio Michele.
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