TRAUMA E PSICOPATOLOGIA CARETTI, CRAPARO
LA DISREGOLAZIONE AFFETTIVA E LA DISSOCIAZIONE NELL’ESPERIENZA TRAUMATICA
Soggetti sopraffatti da emozioni angoscianti e intollerabili
Gestione; adattamento, identità, mentalizzazione.
Manifestazione psicopatologia; 1 evento stressante o di natura violenta.
2 serie traumi nelle fasi dello sviluppo emotivo
Risposte; sistema di adattamento, modello operativo interno
dipendono da come il soggetto mentalizza e integra le emozioni dell’evento.
Memoria sensoriale; da proto-organizzazioni dalle esperienze interattive
Schemi affettivo-ideativi; gestione relazionale e sviluppo capacità riflessive
Stili attaccamento traumatico = elaborazione metacognitiva carente per mancata connessione percorsi
neurali. Sistema limbico e neocorteccia; dissociazione primaria sui processi di integrazione, informazioni
della memoria implicita ed esplicita dalle esperienze emotive mai nominate. Non accogliere le richieste
emotive di riconoscimento = dissociazione primaria patologica, i contenuti emotivi esclusi dalla memoria
autobiografica rimangono nella memoria implicita e orientano i comportamenti senza consapevolezza, le
riattivazioni non sono interpretabili = angosce da frammentazioni. Le emozioni non simbolizzate
rimangono isolate in aree somatosensoriali e incidono negativamente sui modelli operativi interni rispetto
ai sistemi motivazionali. (riduzioni volumetriche dell’amigdala e dell’ippocampo con ripercussioni sui
processi di modulazione cosciente delle emozioni. No strategie organizzative rispetto ai modelli di
attaccamento = modelli operativi interni (MOI) dissociati da disconoscimento = perdita di equilibrio tra
autoregolazione e regolazione interattiva egli stati affettivi. Intensità emozioni da ; stato emotivo +
valutazione cognitiva della situazione. Eccessiva intensità ; determinata dal significato attribuito + che
all’evento in sé. Le emozioni invariate rimangono in aree dissociate dai normali processi integrativi (idee
fisse subconsce). Dissociazione ( meccanismo di difesa primariamente adattivo) attiva processo inibitorio,
funge da sbarramento per i sovrastimoli o per gli stimoli irrilevanti. Van der Kolk 1996;
1 dissociazione primaria; vissuti frammenti corporei sensoriali con ridotta componente linguistica
2 dissociazione secondaria; durante l’evento, come senso alterato del tempo
3 dissociazione terziaria; sviluppo diversi stati dell’io distinti con specifici modelli (frammenti alter ,
dissociazione dell’identità multipla). Mantenere schemi invariati mentre stati separati trattano l ‘evento.
Ferenczi; “wise baby” bimbo apparentemente saggio, da genitori che disconoscono l’esistenza soggettiva.
Da esperienze trascuranti- abusanti vissute precocemente, prima reazione “psicosi temporanea”,
alienazione dalla realtà, confusione, frammentazione, enorme sofferenza, stato di impotenza, assenza di
speranza, morte. Fantasmi della consolazione; anestesia della coscienza. “Orpha”, istinto vitale
organizzatore, libera da emozioni intollerabili. Dissociazione patologica; prodotto del disconoscimento,
qualità emotiva esperienza relazionale, frattura; processo di sintesi, integrazione, regolazione interattiva
degli stati affettivi che producono un sé coerente e coeso, Bowlby 1980; esclusione difensiva, se estesa e
sistematica, comporta gravi conseguenze di estremo distacco emotivo, diniego delle componenti affettive,
fino a identità distinte (personalità alter con sintomi isolati).
Bromberg1998,2001; dissociazione difensiva, limita l’autoriflessione (collasso senso di sé) solo ciò che è
sicuro o necessario per il sé rimane. Ansia da annichilimento, divisione difensiva del sé /non-sé con
disconnessioni dissociative degli stati del sé. Ogni sé è confinato rigidamente. Accesso a cognizioni o
consapevolezza di uno stato del sé in un determinato momento, visione della realtà basata sul trauma,
impossibilità di sentirsi al sicuro, ogni stato è in “allerta”= molteplicità delle risposte possibili.
Funzione adattiva: se uso temporaneo e se non pervasivo. Ricorso continuo= impoverimento del sé.
Brenner2001, caratteristca dissociativa di alto livello; frequenza degli stati alterati. Basso livello; casi di
disturbo dissociativo dell’identità. Disturbi formativi del carattere; altri autonomi come difese.
Meares 2000, disaccoppiamento della coscienza, sottile disorganizzazione delle funzioni cerebrali da
effetto dirompente delle emozioni associate (scopo protettivo).
Nijenhuis 2004, sistemi difensivi animali, minaccia predatoria come risposte filogeneticamente acquisite
fasi di percezione di pericolo, condizionamento classico. Attenzione su forma somatica, attenzione sulle
funzioni; fenomeni intrusivi sensoriali,
attaccamento disorientato/disorganizzato →incapsulamento e congelamento emotivo
parte emotiva (EP) e parte apparentemente normale (ANP), separazione e relativa restrizione del campo
di coscienza, mancanza di integrazione, sistemi psicobiologici che costituiscono la personalità.
Modello degli stati comportamentali separati (Putnam)
ognuno ha una serie di stati di comportamenti di base.
Bambino , 5 stati ; 1 riposo sonno, 2 movimenti periodici e sonno irregolare,3 inattività vigile, 4 attività o
pre-pianto, 5 pianto, passaggio da uno stato all’altro “salti”, aiuto bimbo a integrare informazioni sul
comportamento da uno stato all’altro. Stati e contesti = generalizzazioni
sviluppo sé da stati mentali emersi in relazione, interiorizzazione modelli relazionali = sviluppo capacità
metacognitive. 2-4 anni; “sé d’autore”, selezione degli aspetti caratteristici a seconda dei desideri e dei
bisogni (gioco di fantasia). Dissociazione patologica; mancata integrazione dell’organizzazione intorno al
trauma, profonda separazione degli stati normali, distanza tra stati 1° processo , profonda dipendenza tra
accesso e recupero delle informazioni 2° processo, integrazione e continuità identità e comportamento
nonostante fluttuazioni. Disturbo patologico; altera le risposte cognitive ebiologiche al trauma, trauma e
attaccamento possono produrre stati dissociativi, interferisce con lo sviluppo mentale, influisce
negativamente sul sé, socializzazione, regolazione degli affetti, controllo degli impulsi.
Dissociazione primaria (prime relazioni, 2-8 anni di vita)
carenza evolutiva neuropsicologica in rispetto a relazioni infantili emotivamente frustranti ( impedische di
creare un ponte tra la memoria implicita e la memoria esplicita), esperienze intorno alle quali si formano
diverse tipologie di carattere e personalità. Emozioni non tradotte crano aree somatopsichiche, la mente è
capace di ricorrerre a esperienze di ritiro mentale simile a una trance autoindotta.
Winnicott; precondizione, spazio transazionale, luogo dove gestire il disagio emotivo in assenza del
caregiver. Trascuratezza emotiva; alterazione centri neurali processi rappresentazione cosciente,
indebolimento integrazione metacognizione. Dalla dissociazione primaria si buttano le basi per le difese
dissociative patologiche.
Emozioni traumatiche, Papez, meccanismo armonico delle emozioni; ipotalamo, ippocampo, nuclei
anteriori del talamo, giro del cingolo e loro connessioni.
LeDoux 1996, 2 vie di elaborazione, via breve; le informazioni dal talamo all’amigdala (veloce, reazione
immediata), la via lunga; dal talamo alla corteccia sensoriale per poi raggiungere l’amigdala
(elaborazione implicita, rappresentazione oggettiva), corteccia ssensoriale, polimodale, memoria
ippocampo = + codifica contesto associazione esperienza.
Lettura corticale, traduzione simbolica (Damasio 2003), identificazione consapevole. Emozioni
traumatiche, mancanza lettura delle emozioni esclusa dal circuito dell’integrazione simbolica. Sentimenti
negativi + assenza di contenuti leggibili= non si può usare MOI sicuri (rimangono in aree mentali come
punti di fissazione non psichica, ma somatica). Abuso; riduzione attivazione ippocampo e corteccia.
Richiamo evento ; + attivazione aree memoria emotiva e comportamento (giro del cingolo posteriore e
corteccia motoria). Alterazione volumetrica ippocampo e amigdala in ; disturbo dissociativo, disturbo
borderline, ptsd, depressione maggiore, schizofrenia, dipendenza da alcol, anoressia nervosa.
Modalità accudimento; influenza rete di interazioni neurali corticali e sottocorticali (per senso coerente
del sé), rappresentazioni mentali, elaborazione delle rappresentazioni. Disorganizzazione
dell’attaccamento Liotti 2995, esempio dissociazioni delle funzioni mentali (triangolo drammatico;
persecutore, vittima, salvatore), disconnessione referenziale tra schemi di elaborazione. Intacca la
capacità di identificare e riconoscere stati affettivi ( emozione nominata, non connessa al processo di
riconoscimento profondo). Memorie traumatiche; memoria fallace, si modifica, degrado, riformulazioni,
riorganizzazioni. Esperienze traumatiche; senso di irrealtà nei ricordi, impatto emotivo; difese di
rimozione, diniego e dissociazione. Sofferenza rimossa; provoca distorsioni, stati patologici interiori,
comportamento simbolico deteriorato. I vissuti infantili rimangono inscritti nella memoria implicita, nelle
tracce registrate dall’amigdala. Esperienze presimboliche e preverbali non sono memorabili, ma non sono
neanche perdute, inconscio precoce non rimosso; condiziona la vita affettiva, emotiva e cognitiva.
Memoria implicita; vissuti col caregiver. Memoria esplicita; vissuti sociali. Non sorretti
dall’interiorizzazione di un attaccamento sicuro; “terrore senza nome” Bion 1962, “agonie primitive”
Winnicott 1971, vivere sensazioni ed emozioni senza possibilità di tradurre in parole.
Trascuratezza emotiva e gli effetti sullo sviluppo mentale; abuso occulto, l’assenza delle cure
appropriate. Fragilità: senso di identità, valutazione del proprio valore, sicurezza del sé.
Trascuratezza; Fisica: rifiuto o ritardo delle cure, non rispondere alle necessità primarie, stress cronici.
Educativa: mancato coinvolgimento, interesse o supporto dei genitori. Ambientale: mancanza sicurezza,
opportunità, risorse. Emotiva: essenza della reciprocità emotiva, processi disfunzionali, bisogni
assoggettati alle esigenze genitoriali, rovesciamento dei ruoli, comportamento di dominio, avversione per
l’autonomia e l’esplorazione. Tutto ciò comporta; soggetto insicuro, ansioso, bassa autostima, percezione
negativa delle proprie abilità, tendenza all’isolamento, senso di precarietà; è costretto a sviluppare
un’acuta intelligenza e una precoce maturità per sopravvivere (wise baby).
Ferenczi. Wise baby, saggezza inadeguata all’età, sensibile per gli altri ma cieco per sé, inversione
relazione di accudimento, falso del sé (Winnicott).
Accudimento traumatico (Holmes 1993), inesauribile trauma catastrofico (Steele e Steele 2003),
intollerabile agonia dell’essere, perdita coesione e integrazione del sé. Attaccamento con chi spaventa; da
confusione tra dolore e amore, disorienta, disgrega il sistema psicologico e anche il sistema immunitario,
costringe a meccanismi di difesa estremi; scissione, dissociazione, inversione dei ruoli, identificazione
con l’aggressore. Mancano le possibilità ; generare amore, infondere speranza, contenere sofferenza.
Van der Kolk; disturbo traumatico dello sviluppo, trauma complesso. Assenza di cure e amore; si
introietta un oggetto antivitale, che lo aggredirà dall’interno, suscita odio, semina disperazione, trasmette
ansia persecutoria, crea caos = terrore senza soluzione = 2 movimenti psichici: allontanarsi o avvicinarsi
(tendenze contraddittorie).
-Parole senza sentimenti -
sense of agency; capacità influenzare i contesti ambientali e interpersonali.
Il caregiver dovrebbe funzionare da Io ausiliario, sostenendo processi di elaborazione affettiva.
Stati affettivi traumatici da relazione primaria trascurante, che ostacola i normali processi di
differenziazione, verbalizzazione, desomatizzazione degli affetti. Deficit alessitimico; impedisce di
riconoscere e dare un nome agli stati affetti
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