Che materia stai cercando?

Trauma cranio encefalico

Appunti di cinesiologia sul trauma cranico encefalico basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Aiello dell’università degli Studi di Sassari - Uniss, della facoltà di Medicina e chirurgia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Cinesiologia docente Prof. G. Aiello

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

testa. Nel cervello degli anziani c'è più acqua e meno neuroni, per cui rima di

avere dei danni da compressione ci vuole più tempo che nei giovani.

edema cerebrale.

Accumulo di acqua nelle cellule dovuto al fatto che le membrane danneggiate

lasciano passare liquidi tra il comparto intra e extracellulare per

l'alterazione nel funzionamento delle pompe cellulari.

ipertensione endocranica

ad es. come conseguenza di emorragie aumenta il volume all'interno e aumenta la

pressione.

idrocefalo

produzione di radicali liberi

squilibri idroelettrolitici

anemia

ipertermia: conseguenza sia di possibili infezioni, ma è anche causata da danni

diretti al cervello per rottura della componente del cervello che controlla

l'omeostasi e quindi la T° corporea

iperglicemia

crisi convulsive (epilessia) vere e proprie epilessie.

complicanze flebitiche. Flebiti infiammazioni dovute all'uso continuo di aghi,

cateteri dovute ai trattamenti

POA paraosteopatie

Ci interessano particolarmente. E' un fenomeno per cui a causa del prolungato

allettamento, osteoblasti e osteoclasti impazziscono e l'osso diventa

osteoporotico e il tessuto osseo viene depositato nelle articolazioni e queste

si calcificano. Il motivo per cui accade non è ben chiarito. La prevenzione è la

mobilizzazione che deve essere il più precoce possibile, dovrebbe iniziare nella

rianimazione. La calcificazione in una posizione viziata è molto difficile da

correggere. E' molto rischioso intervenire chirurgicamente su un'articolazione

calcificata su un osso osteoporotico che si sgretola molto facilmente, inoltre

fa in modo che anche i muscoli subiscano un accorciamento. Ci riguarda molto da

vicino perchè la mobilizzazione è compito nostro!

piaghe da decubito.

Un paziente non vigile non può essere lasciato a lungo in una posizione, ma

dovremo effettuare un corretto allineamento posturale a letto quindi cambi

frequenti di decubito. E' problema condiviso con gli infermieri. In genere su un

fianco o su un altro fianco, raramente proni per via della presenza di cannule

tracheostomiche che la servono per la gestione delle secrezioni tracheo-

bronchiali o per favorire la ventilazione meccanica, soprattutto all'inizio

quando il paziente è in rianimazione.

problematiche respiratorie

Il paziente è in contatto con l'ambiente esterno attraverso le cannula

tracheale. Se da una parte aiutiamo a respirare, allo stesso tempo mettiamo la

trachea a diretto contatto con l'esterno per cui esponiamo il paziente al

rischio di infezioni. Attraverso quel tubo ho però la possibilità di aspirare le

secrezioni o di lavorare sulla gestione delle secrezioni e insegnare a gestire

le proprie secrezioni, la propria saliva. Seil paziente è in coma non riesce

nemmeno a inghiottirla. Se la saliva prende la via sbagliata dei bronchi,

possiamo avere delle conseguenze molto molto molto gravi coma la polmonite ab

ingestis Polmonite da ingestione di corpi estranei. Può avvenire anche con il

cibo. In genere per alimentare i pazienti in coma usiamo un sondino naso

gastrico, un tubino da cui immettiamo dei cibi predigeriti, o una PEG, un tubo

che collega l'esterno con lo stomaco a cui si collega una macchinetta che

somministra alimento 30 – 60 – 90 ml/ora a seconda dei casi. Il paziente in coma

però avrà comunque problemi nella digestione per una peristalsi nell'intestino

poco e male funzionante che non solo non fa progredire il cibo nell'intestino,

ma può determinarne anche una risalita. Una cannula non –cuffiata–(un sacchetto

intorno riempio di aria e che blocca) potrebbe quindi permettere la risalita del

cibo fino alla bocca e finire per caduta in trachea e provocare polmonite ab

ingestis. La cannula è un'arma a doppio taglio, valutiamo in termini di

danno/beneficio.

crisi vegetative o disvegetative

ovviamente se abbiamo una lesione nel SNC avremo una lesione anche una lesione

nel sistema nervoso vegetativo (regola le azioni involontarie dell'organismo: la

peristalsi, vasocostrizione e vasodilatazione quindi la pressione arteriosa, le

ghiandole esocrine...) Per cui una delle complicanze può essere la

disidratazione da iperdiaforesi, sudorazione eccessiva: le ghiandole non

funzionano più per cui, in risposta ad uno stimolo doloroso, l'unico modo che

hanno per dare dei segnali è l'innalzamento della pressione, della frequenza

cardiaca e ipersudorazione. Le crisi

problematiche sfinteriche: perdiamo il controllo volontario su tutti gli

sfinteri.

febbre

problemi di alimentazione (vedi sopra)

A tutto questo dobbiamo aggiungere oltre alle POA e agli accorciamenti muscolo

tendinei anche in assenza di POA, gli atteggiamenti viziati legati alla

tipologia di danno

Atteggiamento in decerebrazione e in decorticazione che a seconda che abbia leso

il cervello nelle zone corticale o sottocorticale avrò atteggiamenti diversi

in decorticazione – Corticale ? gambe stese, gomiti flessi, pugni chiusi,piede

puntato in avanti (de–cor–)

in decerebrazione – Sottocorticale ? iperestensione arti superiori, pronati e

chiusura della mano a pugno

Gravi cerebrolesioni

Cosa è l'epilessia post-traumatica?

Sono vere e proprie crisi epilettiche che possono comparire o nella fase

immediatamente successiva al danno cerebrale oppure comparire più tardi, anche

dopo diversi mesi.

Sono di due tipi:

crisi generalizzate: irrigidimento seguito da scosse diffuse a braccia e gambe.

Il paziente perde coscienza e spesso anche il controllo degli sfinteri. La

persona riprende a respirare normalmente e si sveglia nel giro di alcuni minuti

crisi parziali: non provocano perdita di coscienza, ma si manifestano con clonie

di un arto o del viso (brusche e ripetute contrazioni muscolari), oppure con

disturbi della sensibilità (allucinazioni tattili, visive, uditive) o con altri

fenomeni

MECCANISMI DI DANNO CEREBRALE PRIMARIO

Contusione (danno contusivo del tessuto corticale): sotto la superficie del lobo

frontale e lobo temporale anteriore, può causare danni focali, cognitivi e

disordini senso-motori.

Principale suddivisione del cervello

Danno assonale diffuso: il danno è frequente a livello del corpo calloso ed

altre strutture della linea mediana che coinvolgono la materia bianca

parasagittale, il setto interventricolare, le pareti del terzo ventricolo ed il

tronco encefalico (mesencefalo e ponte)

E' sostanzialmente il danno della sostanza bianca, dell'assone. Anche in questo

caso come la contusione è più frequente nelle aree del lobo frontale e lobo

temporale anteriore. Danno assonale diffuso e contusione sono quasi sempre

associati e il danno assonale diffuso è quello che ci fa perdere coscienza

subito in seguito all'impatto.

E' responsabile dell'iniziale perdita della coscienza

è dovuto a forze di accelerazione e decelerazione e a forze rotazionali

associate all'alta velocità di impatto

PRINCIPALI MECCANISMI DI RECUPERO

E' un aspetto molto discusso. Se è vero che i neuroni quando muoiono muoiono

perchè non sono in grado di riprodursi se è vero che un danno al SNC è un danno

irreparabile, noi su cosa dobbiamo lavorare. Il gruppo di lavoro dei

riabilitatori puà agire perchè esiste la cosidetta:

Plasticità: quando l'encefalo è danneggiato –si ripara– attraverso risposte

morfologiche e fisiologiche. E' influenzata dall'ambiente, dalla complessità

degli stimoli, dalla ripetizione di compiti motori e dalla motivazione. Avviene

tramite 2 meccanismi:

la rigenerazione neuronale

la riorganizzazione funzionale

Le cellule non rinascono e non ricrescono ma sono fortemente influenzate da ciò

che noi induciamo dall'esterno, quindi dall'ambiente esterno, dal tipo di

stimoli a cui li sottoponiamo, dalla continua ripetizione di determinati atti

motori e soprattutto la motivazione che riusciamo a dare al paziente. Un neurone

che non è morto , ciò è vivo ma danneggiato ad es. da un edema, si sono rotti

dei dendriti, o c'è un danno sull'assone..., possono modificare le connessioni

con assoni che sono rimasti normali. Invece che connettersi con neuroni morti

cercano di connettersi con altri neuroni sani, vengono riassegnati a una nuova

funzione, cercano di riorganizzarsi. In questa fase in cui le cellule cambiano

interlocutore noi dobbiamo intervenire perchè si ha il riapprendimento sia

motorio che cognitivo.

Oppure possono avvenire fenomeni di –strauting– : se taglio un assone, dal

momento che il pirenoforo non è danneggiato, il neurone non è morto e la coda

può ricrescere pian piano (come nelle lucertole).

Noi possiamo ottenere dei risultati proprio perchè esistono questi fenomeni.

La rigenerazione neuronale

Assoni intatti stabiliscono tramite lo sprouting connessioni dendritiche ed

assonali con le zone danneggiate.

Avviene settimane o mesi post-trauma

Strutture neuronali sane non precedentemente utilizzate per uno scopo specifico

vengono –riassegnate– o sviluppate per svolgere le funzioni perdute a causa del

danno cerebrale.

TCE

Modificazioni sociali modificazioni motorie

modificazioni cognitive

DANNO CEREBRALE

Modificazioni comportamentali

modificazioni sensoriali

RIABILITAZIONE

avviene in strutture di riabilitazione intensiva in regime di ricovero:

il paziente è legato alla cannula tracheostomica, spesso è attaccato ad un

respiratore, ossigeno, catetere vescicale, crisi disvegetative per cui gli si

alza e si abbassa la pressione per cui deve essere mantenuto in strutture

ospedaliere e non riabilitative (es. il S. Maria Bambina di Oristano è separato

dall' Ospedale S.Martino, ma c'è una convenzione per cui quando insorgono

problematiche internistiche importanti il medico specialista di sposta da una

struttura all'altra per garantire l'assistenza. Si gestisce il basic e in caso

di bisogno e di emergenza si sfruttano gli specialisti nella branca di

interesse.

coesistenza di problematiche internistiche, menomazioni sensomotorie, cognitive

e comportamentali ? approccio integrato

consulenze e supporto di figure esterne al team riabilitativo

Dove si inizia?

Outcome funzionale?

Problematiche internistiche, disordini di responsività

valutazione fattori cognitivo – comportamentali (disorientamento, inerzia,

agnosognosia,ecc...)

valutazione abilità motorie residue

definizione menomazione residue per progettare interventi selettivi e mirati

quando i livelli cognitivi lo consentano

Come incominciamo? arriva l'ambulanza con paziente con trauma encefalico,

stabile, svezzato dal respiratore fa ancora un po' ossigeno, va aspirato

frequentemente perchè non gestisce le secrezioni, risponde allo stiolo doloroso,

lo nutriamo via PEG, infezione delle vie urinarie in corso...Per prima cosa il

fisiatra deve stabilire,da un punto di vista internistico, se il paziente è

stabile/instabile e quindi valutare se è possibile intervenire ad es. c'è

febbre? C'è una risposta allo stimolo doloroso? Per quanto piccola c'è

un'interazione con il mondo esterno? E' il primo segno di un processo di

risveglio. Verifichiamo che ci sia un contatto. Dopo che abbiamo mobilizzato,

abbiamo prevenuto le POA, cerchiamo risposte negli occhi, cerchiamo di provocare

dei riflessi, Possiamo rilevare che seguono con lo sguardo l'operatore, che

avvertono la presenza, manifestano delle reazioni anche di paura sgranando gli

occhi quando ad es. vengono aspirate le secrezioni. Cerchiamo delle risposte con

codice binario –Chiuda gli occhi per dire sì, o se c'è motricità residua –Alzi

l'indice per il si–, possiamo dare degli ordini semplici –chiuda gli occhi, apra

la bocca– , poi possiamo passare a cercare risposte ai comandi più complessi,

con la mano dx si tocchi l'orecchio sx. Si parte dal basic e via via si aumenta

la complessità, assecondando l'evoluzione e cambiando continuamente il nostro

progetto riabilitativo. Si cambia l'obbiettivo in base ai miglioramenti motori,

cognitivi, di ripresa di contatto con l'ambiente del paziente. Si deve

assecondare e implementare ciò che troviamo nel paziente. La risposta al dolore

è cmq la prima cosa importante, molto importante!

Qual è il percorso di cura affetta da TCE?

FASE ACUTA: rianimatoria o neurochirurgica

Si fa in rianimazione, quella delle complicanza internistiche in cui

intervengono i chirurghi ortopedici per trattare le fratture, il neurochirurgo

per evacuare l'emorragia, il rianimatore perchè ha bisogno di ventilazione

meccanica con il ventilatore che insuffla l'aria nei polmoni perchè non è in

grado di respirare autonomamente...

FASE RIABILITATIVA: recupero del maggior livello di autonomia possibile

FASE DEL REINSERIMENTO SOCIALE O DEGLI ESITI: rientro nell'ambiente famigliare,

ripresa del lavoro, scuola, ecc...

Compatibilmente con le abilità residue si ricerca un reinserimento familiare se

le abilità residue sono molto limitate o anche lavorative e scolastiche.

ICTUS CEREBRI

E' una patologia estremamente comune e molto invalidante, ma con molte meno

complicanze di ordine internistico rispetto a un trauma cranico.

Improvviso deficit neurologico secondario ad occlusione o rottura di vasi

sanguigni. (nel cervello)

terza causa di morte

negli USA 600000 ictus/anno

mortalità post ictus si è ridotta negli ultimi 30 anni e varia dal 17 al 34% nei

primi trenta giorni.

giocano vari fattori fra cui l'età, l'estensione, patologie concomitanti. I

circa il 50% dei pazienti sopravvive per 3 o più anni.


PAGINE

9

PESO

26.57 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Cinesiologia
Corso di laurea: Corso di laurea in fisioterapia
SSD:
Università: Sassari - Uniss
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Stellaste89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Cinesiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Sassari - Uniss o del prof Aiello Giovanni.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Cinesiologia

Cinesiologia: articolazioni, valutazione movimento
Appunto
Presa e prensione
Appunto
Valutazione rom ed esame muscolare
Appunto
Tibio,tarsica e piede
Appunto