Patologia traumatica cranio-cerebrale
La patologia traumatica cranio-cerebrale è oggi uno dei più importanti capitoli della neurochirurgia. Si intendono le lesioni craniche
Tipi di trauma cranico
Trauma cranico primario che insorge come conseguenza diretta dell’evento traumatico.
Lesioni cerebrali che insorgono a distanza di qualche ora o giorno dal trauma determinate da fattori intracranici (idrocefalo, edema, infezioni, aumento della PIC) e da fattori extracranici, quali ipossia, ipertermia, ipoglicemia, anemia.
Meccanismi del trauma cranico
Il trauma cranico può essere fondamentalmente conseguenza di due meccanismi:
- Il capo è colpito da un corpo contundente o urta contro un ostacolo fisso.
- L'encefalo è sottoposto a violente sollecitazioni a causa dell'energia cinetica del trauma.
La gravità delle lesioni che insorgono in seguito a un trauma diretto sono in relazione all’estensione della superficie d’impatto, dalla forza applicata, dalla velocità di impatto e dalla massa del corpo contundente.
Nel momento in cui viene applicata una forza insorgono una serie di eventi che determinano la comparsa di lesioni sia nella sede d’impatto o nelle immediate vicinanze, sia a distanza.
Tipi di lesioni
- Frattura cranica (lineare o avvallata)
- Ematoma extradurale
- Ematoma subdurale
- Contusione cerebrale
- Frattura cranica lineare, contusione intermedie e da contraccolpo
- Petecchie emorragiche, emorragia subaracnoidea post-traumatica, ematoma intracerebrale
Distorsione della teca cranica è determinata da un violento ed improvviso movimento del capo. Le lesioni che si creano sono determinate dalla direzione, durata e intensità del movimento.
Lesioni da accelerazione-decelerazione
Le lesioni da accelerazione-decelerazione sono conseguenza della differente velocità di movimento della teca cranica e del cervello. Questo fenomeno è dovuto al fatto che le strutture nervose sono libere di muoversi, di qualche grado, all’interno della scatola cranica. Per la forza d’inerzia, il cervello inizia il movimento un attimo più tardi rispetto alle altre strutture. Di conseguenza, l’encefalo presenta un movimento relativo rispetto alla teca cranica ed alla dura madre.
- Lacerazioni della superficie cerebrale
- Lacerazione delle vene a ponte nello spazio subdurale
- Danno cerebrale diffuso
- Allontanamento, temporaneo, del cervello dalla teca cranica
- Creazione di aree di bassa pressione
- Contusione da contraccolpo
Il centro di gravità del cervello, che è localizzato a livello della regione della ghiandola pineale, si muove in linea retta. La traslazione pura è poco comune a causa della tipologia della connessione testa-collo; questo movimento avviene solo per brevi periodi di tempo durante il movimento del capo o se la testa è fermata prima che si abbiano altri movimenti. Le lesioni conseguenti alla traslazione sono determinate dal movimento relativo cervello-teca cranica e sono lesioni focali (contusioni, ematoma subdurale, ematoma intracerebrale).
Rotazione
La rotazione avviene attorno al centro di gravità, esso stesso in movimento. Una rotazione pura è una condizione clinica impossibile. Lacerazione cerebrale deriva dalla combinazione di una traslazione e di una rotazione. È l’evenienza clinica più frequente.
Tipi di traumi
- Traumi aperti: il cranio è fratturato e la dura madre è lacerata, per cui lo spazio intracranico comunica con l'esterno.
- Traumi chiusi: il cranio può essere o no fratturato e la dura madre è integra. I traumi chiusi sono quelli che di solito si accompagnano alle lesioni cerebrali più gravi.
Valutazione della gravità del trauma
Apertura degli occhi
- Spontaneo 4
- Stimolazione verbale 3
- Stimolo doloroso 2
- Assente 1
Risposta verbale
- Orientata 5
- Confusa 4
- Non appropriata 3
- Incomprensibile 2
- Nessuna 1
Risposta motoria
- A comando 6
- Localizza il dolore 5
- Flessione 4
- Flesso-estensione 3
- Decerebrazione 2
- Assente 1
Classificazione della gravità del trauma
- Traumi lievi: GCS 14-15
- Traumi moderati: GCS 9-13
- Traumi gravi: GCS 3-8
È, nella maggior parte dei casi, determinata da un trauma diretto, può essere isolata o accompagnarsi a lesioni meningee e/o cerebrali. Distinguiamo: fratture della volta (lineari o avvallate), fratture della base cranica.
Fattori determinanti la frattura
- Intensità e direzione della forza applicata
- Superficie del corpo contundente
- Spessore e resistenza della parte di teca cranica colpita
Trauma compressione sul tavolato esterno, introflessione nella sede di impatto, tensione sul tavolato interno, estroflessione nelle zone circostanti. Se la forza applicata supera la resistenza dell’osso si determina una frattura cranica che interessa inizialmente il t...
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