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TRAPIANTO CARDIACO

Il primo trapianto cardiaco (T.C.) è stato effettuato nel dicembre 1967 a Città del Capo da Christian

Barnard, ma solo negli anni ‘80 l’introduzione della ciclosporina nella terapia immunosoppressiva

ha mutato radicalmente i risultati clinici a distanza, tanto che oggi nella casistica mondiale la

sopravvivenza a 5 anni è pari al 70 % ed a 10 anni al 50 %. La mortalità post-operatoria è

soprattutto concentrata nel primo anno (circa 15 %) e le cause principali di questi decessi sono il

rigetto e le infezioni.

INDICAZIONI

Il profilo ideale di un paziente da sottoporre a T.C. dovrebbe includere le seguenti indicazioni:

cardiopatia in fase terminale per la quale non vi sia spazio per la terapia medica né per la

l’aspettativa di vita sia inferiore a 6 12 mesi, con un’età

chirurgia tradizionale ed in cui -

fisiologica ed anagrafica inferiore o uguale a 60 anni ed assenza di altre malattie sistemiche

(anche se nel Registro mondiale oltre il 20% dei pazienti ha un’età superiore ai 60 anni)

E’ da dire però che le attuali terapie mediche mantengono i pazienti in condizioni cliniche migliori e

con una più contenuta mortalità in lista d’attesa.

L’eziopatogenesi della cardiomiopatia che porta alla necessità di un trapianto cardiaco sono le

seguenti ( dati ISHLT Registro Internazionale per i trapianti di cuore e polmoni ):

1) cardiomiopatia dilatativa idiopatica ( 56 % )

2) cardiopatia ischemica ( 35 % )

3) cardiopatie congenite complesse ( 3 % )

4) malattie valvolari in stadio terminale ( 3 %)

5) tumori cardiaci primitivi

CUORE SANO CUORE AFFETTO DA CARDIOMIOPATIA DILATATIVA

1

RX TORACE DI PAZIENTE AFFETTO CARDIOMIOPATIA DILATATIVA

CONTROINDICAZIONI

costituite dall’età superiore a 65 anni (anche

Sono il registro ISHLT riporta circa il 20% di trapianti

l’ipertensione

in pazienti di età superiore a 60 anni), polmonare con elevate resistenze vascolari

polmonari (> 4 U. Wood) non modificate dal trattamento acuto o prolungato con vasodilatatori,

l’infarto –

polmonare recente (< 3 mesi ), la BPCO, il diabete mellito insulino dipendente, le

l’insufficienza

malattie sistemiche (vasculiti, connettivopatie, amiloidosi), renale e/o epatica grave,

l’ulcera

la presenza di una neoplasia che non possa essere considerata radicalmente curata, peptica

l’etilismo e la tossicodipendenza e le

sanguinante, la positività agli anticorpi per HIV ed infine

patologie psichiatriche per la ridotta compliance dei pazienti nel post-operatorio.

MORTE CEREBRALE

E’ la condizione indispensabile affinchè possa avvenire la donazione di un organo e si può

definire quale condizione di coma profondo con atonia muscolare, areflessia tendinea,

indifferenza dei riflessi plantari, midriasi paralitica con assenza del riflesso corneale e del

riflesso pupillare alla luce, assenza di resp

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Scienze mediche MED/23 Chirurgia cardiaca

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