Tossinfezioni alimentari
Il tratto digerente non è sterile. La parte più pulita è lo stomaco perché il succo gastrico è acido e la peristalsi presente; nello stomaco ci sono dei batteri (es. Helicobacter pylori) che resistono all’acidità e producono linfoma o ulcera. Chi assume gastroprotettori è maggiormente a rischio di determinate infezioni (gastroenteriti, malattia da Clostridium difficile). Ci sono barriere chimiche, fisiche, immunologiche (IgA che verniciano l’intestino), di funzionalità (peristalsi; anti-peristaltici come Imodium da evitare in caso di diarrea che è anch’essa un sistema di difesa). La parte “più sporca” è l’intestino crasso che ospita 1011 batteri per grammo di feci (il 90% anaerobi).
Helicobacter pilori
L’Helicobacter pylori penetra e aderisce nella mucosa gastrica, tramite l’ureasi di cui è dotato, è capace di produrre ammoniaca a partire dall’urea. Questa reazione neutralizza lo ione idrogeno dell’acido e l’ambiente diventa più basico. Il batterio produce due tossine CagA (citochina che produce infiammazione; si producono sostanze anti-infettive che hanno effetto sia protettivo che citolitico. Se la risposta infiammatoria è squilibrata ci può essere un danno) e VagA (tossina citolitica). Si crea ulcera e infiammazione cronica che predispone ai linfomi e all’adenocarcinoma gastrico. La terapia è sequenziale: si usa un inibitore di pompa protonica (per esempio l’assoprazolo o l’omoprazolo) e l’amoxicillina (1 mg) per 7 giorni, claritromicina e metronidazolo per altri 7 giorni. Nel 90% si ha la guarigione.
Gastroenterite infettiva
Il paziente con gastroenterite infettiva generalmente ha sia il vomito che la diarrea. Nelle enteriti è presente dolore addominale, diarrea (frequenti evacuazioni più o meno liquide) e delle volte anche dissenteria (sangue nelle feci). Nelle gastroenteriti prevale nausea e vomito. Nelle enterocoliti si hanno dolori crampiformi diffusi, febbre elevata e diarrea. Nella pratica, i quadri si sovrappongono: la diarrea c’è quasi sempre. I batteri possono giungere nell’intestino per via alimentare (trasmissione oro-fecale), per via biliare (in pazienti con colecistite, i batteri della colecisti colonizzano l’intestino; può accadere anche l’inverso, come nella salmonella gli agenti possono migrare dall’intestino alla colecisti), per via sanguigna (raramente). Nel paziente immunocompromesso le infezioni migrano molto. I batteri più diffusi sono gli Escherichia coli. In molti casi nella gastroenterite (idiopatica) non si riconosce una causa perché ci sono diversi virus non identificabili da molti laboratori.
Febbre enterica
La febbre enterica è dovuta all’asepsi (quadro più sistemico che enterico, nella salmonella). La febbre tifoide è dovuta alla Salmonella Tifi, non dà diarrea (almeno nella fase iniziale) ma spesso stipsi, la trasmissione è orofecale, la febbre compare di sera a picchi.
Patogenesi
I batteri che giungono nell’intestino possono provocare diarrea tramite...
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