Tossicologia
La tossicologia è un settore della medicina specialistica dedicato alla diagnosi e alla
terapia delle interazioni acute e croniche. Studia i meccanismi con cui le sostanze
chimiche esogene alterano l’omeostasi e la fisiologia del nostro organismo. Valuta il grado
di tossicità per definire il margine di sicurezza e l’entità del rischio sostanze xenobiotiche.
L’intossicazione è la malattia acuta o cronica che si produce per interazione di una
sostanza estranea con meccanismi biologici. La tossicità è la capacità di un agente di
causare un danno a un organismo vivente. La dose è la quantità di sostanza assunta,
generalmente espressa come mg di sostanza assunta/kg di peso corporeo.
La dose tossica dipende da :
• Proprietà del tossico
• Frequenza all’esposizione
• Durata all’esposizione
• Via di esposizione
Farmaco e tossico sono entrambe sostanze estranee ma differiscono tra loro perché il
tossico ha sempre effetti negativi, il farmaco può avere effetti negativi a seconda della
dose.
La tossicità in base al sito d’azione può essere:
• Locale nel sito di esposizione
• Sistemica richiede assorbimento della sostanza e la sua distribuzione a organi
bersaglio
La tossicità in base al tempo può essere:
• Acuta per esposizione singola o multipla all’agente chimico
• Cronica per esposizione continua all’agente chimico
Tossicità relativa : gli organismi non riescono a differenziare i composti naturali da quelli
sintetici, sintetico non vuol dire che è tossico o velenoso così come naturale non vuol dire
che è sicuro o non tossico. I composti devono essere valutati in base al loro effetto sugli
organismi, il meccanismo d’azione è importante per valutare la tossicità di un composto.
La tossicità può essere reversibile o irreversibile, la reversibilità dipende dalla funzionalità
dell’organo e dal sistema bersaglio e dipende da età, sesso, varianti generiche e di
malattie preesistenti.
Sicurezza di un farmaco può essere calcolata tramite grafici che ci danno l’indice
terapeutico, ossia il rapporto tra dose tossica e dose efficace del 50% dei pazienti, e la
finestra terapeutica ossia l’intervento terapeutico in cui si ha un effetto terapeutico ma
ancora non si può avere una reazione avversa. L’indice terapeutico deve essere > o = a
10 per dire che un farmaco è sicuro, la tossicità viene valutata in base alla dose. L’indice
terapeutico è il rapporto tra LD50 o TD50 e ED50.
Le sostanze tossiche si dividono in 6 classi di tossicità:
• Supertossiche < 5mg/kg
• Altamente tossiche 5-50 mg/kg
• Molto tossiche 50-500 mg/kg
• Moderatamente tossiche 0.5- 5 g/kg
• Leggermente tossiche 5-15 g/kg
• Atossiche >15 g/kg
La tossicità può essere influenzata da diversi fattori:
-immodificabili: sesso, che controlla la massa adiposa, differente da uomo e donna, e ,la capacità
metabolica e l’età che varia dal neonato all’anziano perché nel bambino controlla il peso ridotto,
metabolismo, FR elevata e nell’anziano peso, metabolismo, deterioramento epatico e massa
muscolare. -variabili acquisiti: dati da induzione o inibizione di enzimi della via
metabolica del tossico, dalla tolleranza recettoriale per le esposizioni, condizioni patologiche e
presenza di malattie epatiche o renali. -genetici: polimorfismo
enzimatico dunque controlla la possibilità di colinesterasi, n-acetiltransferasi 2 (NAT2) e
polimorfismo cyp 450.
-vie di esposizione: determina l’entità dell’assorbimento e condiziona il metabolismo e l’escrezione,
la quantità di sostanza che è tossica per via orale può essere più o meno tossica se applicata per
un'altra via. Le vie di esposizione possono essere orale, topica, inalatoria, endovenosa,
intramuscolo e sottocute. La risposta tossicologica può essere dunque recettoriale o non
recettoriale. Se è recettoriale comprende proteine e acidi nucleici, quella non recettoriale invece
comprende la lipoperossidazione da radicali liberi.
Epidemiologia la maggior parte delle intossicazioni acute sono accidentali e spesso non
richiedono il ricovero, per la maggior parte coinvolgono bambini sotto i 6 anni. La mortalità è del
circa 0.5%. Le intossicazioni a scopo suicida sono di solito le più gravi e mortali. La maggior parte
delle morti per intossicazione è dovuto all’avvelenamento da monossido di carbonio (CO)
PRONTO SOCCORSO TOSSICOLOGICO :
Allarme/ dispatch + valutazione rischio + triage del pz intossicato
-paziente critico viene fatto ALS precoce e ABCD secondario
-paziente non critico approccio anamnestico dunque anamnesi tossicologico, esame obiettivo,
esami laboratorio e esame tossicologico; contatto cav (centro antiveleni) dunque dosaggio,
caratteristiche, esposizione, circostanze,tempo/clinica; abcde tossicologico dunque antidoto, base
supportiva, decontaminazione, depurazione, evitare.
L’anamnesi prende in considerazione chi, che cosa, quando, dove e perché, mira a determinare
l’identità e la dose della sostanza tossica + le circostanze in cui si è verificata l’intossicazione. Per
evitare esposizioni tossiche al personale di assistenza vengono fatte applicare le norme di
sicurezza che evitino il contatto cutaneo mucoso o inalatorio. Poi viene fatto l’esame clinico per
evidenziare alterazioni delle funzioni vitali, monitorando il respiro, il circolo e il SNC. I pazienti che
si presentano con sospetta intossicazione devono essere sottoposti a un esame fisico completo.
Le sindromi tipiche possono essere : intossicazione da atropina e sostanze atropina-simili, da
clonidina, da esteri organo fosforici, da oppioidi, da cianuro, da metilxatine, da cocaina e da
amfetamine. La diagnosi viene fatta tramite esami di laboratorio di routine e tossicologici, dunque
esami ematochimici, emogasanalisi, lattati, colinesterasi… viene richiesto poi l’ecg in tutti i casi di
intossicazione di grado medio e severo, quello continuo deve essere utilizzato in caso di instabilità.
Poi viene fatto l’RX torace per evidenziare le lesioni polmonari, l’RX addome che rivela la presenza
di sostanze tossiche radioopache ingerite. L’esofagogastroduodenoscopia viene fatta in caso di
assunzione di alcune sostanze caustiche. Gli esami tossicologici utili nelle urgenze sono quelle di
sangue e urine. Con gli esami clinici si intente il controllo più profondo di occhi, cute, addome,
respirazione e temperatura corporea, pressione arteriosa, SNC, ECG con il controllo di
bradicardia, intervallo QRS e T e tachicardie ventricolari. La rianimazione e stabilizzazione delle
funzioni vitali comprendono l’approccio terapeutico ossia un trattamento che si avvale di
stabilizzare le funzioni vitali ( rianimazione) , la riduzione dell’assorbimento della sostanza tossica (
decontaminazione) , l’eliminazione della sostanza già assorbita ( depurazione ), blocco o
antagonizzazione dell’azione tossica sull’organo bersaglio ( antidoti o farmaci specifici) e
trattamento sintomatico. L’approccio al paziente intossicato in PS prevede quasi esclusivamente la
rianimazione e la decontaminazione, solo alcuni antidoti sono utilizzati in pronto soccorso.
A B C D E TOSSICOLOGICO
A ANTIDOTISMO, efficace e disponibile
B BASE SUPPORTO TRATTAMENTO , vie aeree, respirazione, circolazione, stato mentale e
insufficienza d’organo
C DECONTAMINAZIONE, cutanea, oculare, gastrointestinale, emesi
D DEPURAZIONE non invasive, diuresi forzate, modificazioni
E EVITARE, tecniche invasive, emodialisi, dialisi peritoneale, emofiltrazione, emoperfusione,
plasmaferesi e trasfusione.
Nel trattamento delle intossicazioni è necessario attuare misure terapeutiche di supporto che
consistono in : mantenere pervie le vie aeree, ossigenare/ventilare, supporto emodinamico,
trattamento farmacologico, di aritmie cardiache e crisi convulsive, correzione di iper o ipotermia e
delle alterazioni metaboliche e prevenzione delle complicanze.
Rimozione del tossico non assorbito : consiste nella decontaminazione, induzione di vomito o
lavanda gastrica, adsorbimento chimico e catartici.
1. Decontaminazione in caso di intossicazione acuta si devono valutare il grado di tossicità,
la quantità dell’agente tossico, la tossicocinetica, il tempo trascorso dall’esposizione e le
condizioni cliniche del paziente.
2. Terapia viene aumentata la velocità di metabolismo e dell’eliminazione del tossico
attraverso catartici, diuretici, emodialisi, emoperfusione, induttori enzimatici oppure tramite
l’uso di antidoti specifici ossia sostanze che con un meccanismo specifico o aspecifico per
vie diverse possono prevenire o limitare l’assorbimento, l’azione lesiva sul parenchima e le
attività funzionali indotte dal veleno, viene poi fatta una terapia sintomatica che previene gli
effetti ritardati e le recidive.
Carbone attivo : è definito come l’antidoto universale, ha la caratteristica di assorbire la sostanza
tossica con cui viene a contatto nel tratto GI riducendone la quantità assorbibile. La
somministrazione è raccomandata in tutti i casi di ingestione di una dose che può essere tossica
per il paziente, il ritardo nella somministrazione ne riduce l’efficacia. Il carbone viene somministrato
per os o tramite sondino nasogastrico, il dosaggio è di 0.5- 1 g/kg per gli adulti e i bambini diluito in
acqua ( x 1 g di carbone 8 ml di acqua) . La dose di carbone può essere somministrata monodose
o in due somministrazioni ravvicinate entro la prima ora . il nome commerciale del carbone è
Carbomix e viene venturo in flaconi di polvere per uso orale. Le controindicazioni sono la
mancanza dei riflessi di protezione delle vie aeree, lesioni del tratto GI e le complicanze possono
essere vomito o polmonite ab ingestis.
Svuotamento gastrico permette di rimuovere attraverso la lavanda gastrica o per emesi parte
della sostanza tossica presente nello stomaco riducendone l’assorbimento. Viene fatto nel caso in
cui ci sia stata ingestione recente di una sostanza in quantità da non essere eliminabile con la sola
somministrazione del carbone attivo, ingestione di una sostanza altamente tossica per cui anche
l’eliminazione di una piccola quantità può provvedere alla sopravvivenza del pz, ingestione di
agenti che possono formare concrezioni gastriche e rilascio protratto e rallentato di sostanze
tossiche o anche in presenza di condizioni cliniche in cui c’è rallentato svuotamento gastrico.
L’emesi può essere indotta tramite la somministrazione di sciroppo di ipecacuana, utilizzabile
anche nel bambino:
• Bambini 6-12 mesi 5-10 ml + 100 ml di acqua
• Bambini 1-12 anni 15 ml + 120-240 ml di acqua
• Adolescenti e adulti 30 ml + 240 ml di acqua
Catarsi salina purgante salino che può essere somministrato per os o per sondino alla dose di
20-30 g nell’adulto e 250 mg/kg nel bambino oltre i 6 anni. L’aumento della velocità di eliminazione
di un tossico assunto per via orale può essere fatto anche t