Tiroide
Sede anatomica della tiroide
Per localizzare la tiroide, utilizzare come punto di repere, la cartilagine cricoidea, che si trova subito al di sotto della cartilagine tiroidea (che corrisponde al cosiddetto pomo di Adamo). A livello di questa cartilagine si trova l'istmo della tiroide e i due lobi, destro e sinistro. Importante è ricordare che nella faccia posteriore della tiroide (posteriormente alla capsula tiroidea) sono localizzate le quattro paratiroidi, a volte possono essere anche 6, e hanno un semplice rapporto anatomico con la tiroide, infatti dal punto di vista fisiologico le paratiroidi sono coinvolte nel metabolismo calcio-fosforo, estraneo alla funzionalità tiroidea.
Produzione ormonale delle cellule tiroidee
Ciò che è importante ricordare dal punto di vista istologico è che nella tiroide riscontriamo due tipi di cellule:
- Le cellule follicolari che sono deputati alla sintesi della tireoglobulina e degli ormoni tiroidei T3 e T4.
- Le cellule parafollicolari che sono localizzate attorno ai follicoli e sono deputate alla produzione della calcitonina.
Dal punto di vista funzionale, gli ormoni tiroidei T3 e T4 svolgono azioni totalmente diverse dalla calcitonina che invece rientra nella fisiologia del metabolismo calcio-fosforo insieme al paratormone.
Ciclo dello iodio in natura
Lo iodio è importante per la sintesi degli ormoni tiroidei, infatti molte patologie tiroidee originano dalla carenza iodica. Molte patologie tiroidee connesse a carenza iodica, sono da attribuirsi a una situazione di iodio carenziale. Infatti, la parte del nostro pianeta più ricca di iodio è il mare; quindi, quanto più si è distante dal mare in una determinata area geografica (cioè ci si trova in zone più interne) tanto più è facile trovarsi in una situazione di carenza iodica (quindi di conseguenza il suolo di questa area sarà povero di iodio).
Lo iodio, che si trova in grandi quantità nell'acqua marina, tende ad evaporare e va a finire nell'atmosfera, successivamente ritorna sul suolo terrestre (montagne, rocce, fiumi, laghi) attraverso le precipitazioni o la neve. Questa situazione di carenza iodica era presente nel nostro paese fino a vent’anni fa, mentre nei paesi sottosviluppati è una problematica attuale.
Nei paesi meno sviluppati dal punto di vista socio-economico, le popolazioni si nutrono di cibi autoctoni che sono poveri di iodio, differentemente dai cibi industriali che sono ricchi di additivi chimici. In queste zone (distanti dal mare, il cui suolo è quindi povero di iodio) l'uomo introduce con l'alimentazione una scarsa quantità di iodio, instaurando dunque una situazione iodio carenziale.
Nell’ultimo ventennio la situazione nei paesi industrializzati è migliorata perché esiste la iodio profilassi silente. Infatti, sono migliorate le vie di comunicazione e si è modificata l'alimentazione, che non è più autoctona ma a base di prodotti industriali. Molti alimenti del supermercato contengono additivi chimici con iodio, ad esempio molti coloranti sono a base di iodio, quello rosso contiene infatti iodio eritrosina. Anche i mezzi di contrasto, utilizzati a iosa per l'indagine diagnostica radiologica, contengono iodio, così come molti farmaci.
Fonti di iodio
- Al primo posto l'acqua.
- Tra gli alimenti, il pesce, perché di origine marina, in minor parte la carne, le uova, il latte.
- Tra i composti iodati: i farmaci, gli additivi chimici, il sale iodato che è considerata la maniera migliore per aumentare l’apporto iodico in una determinata popolazione.
Metabolismo iodio nell'uomo
Lo iodio è l'elemento cardine per la sintesi degli ormoni tiroidei: la tiroxina (T4) è composta da 4 atomi di iodio, mentre la triiodotironina (T3) da tre atomi di iodio. Ovviamente senza iodio non possono essere sintetizzati e una volta che noi introduciamo lo iodio con l'alimentazione, che è la principale sorgente di iodio, questo viene trasportato nella tiroide contro gradiente di concentrazione. La tiroide è una ghiandola ricca di iodio e per passare all'interno il passaggio deve avvenire attraverso un processo di trasporto attivo, che richiede energia (ATP), quindi la tiroide capta lo iodio che serve per sintetizzare gli ormoni tiroidei.
Parte dello iodio viene riciclato grazie all'attività degli enzimi deiodasi, che permettono la riutilizzazione dello iodio, ma la cosa più importante da ricordare è che dei 500 microgrammi di iodio introdotti con l'alimentazione più di 480 microgrammi vengono eliminati con le urine. Questo significa che la quasi totalità dello iodio che introduciamo con l'alimentazione verrà eliminato attraverso le urine, una minima parte verrà eliminata con le feci e il sudore.
Questo concetto è importante perché, attraverso il calcolo della quantità di iodio eliminata con le urine, si ottiene una valutazione indiretta dell’apporto iodico. Per esempio, se volessimo valutare l'apporto di iodio in una determinata popolazione (a Nicosia o Troina, in quanto zone dell’entroterra), si prendono dei campioni di urine di 300 abitanti e si calcola, attraverso uno studio epidemiologico, quanto iodio vi è.
-
Riassunto Tiroide
-
Tiroide e patologia tiroidea
-
Endocrinologia - malattie della tiroide
-
Endocrinologia - la tiroide