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ventrale tegmentale perché questi effetti sono riprodotti somministrando la sostanza non soltanto

per via sintetica ma anche per via orale. 9

Successivamente troviamo la dimostrazione che nelle scimmie il Δ – THC viene somministrato,

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dimostrato nel 2000. Prima del 2000 non era ancora stato dimostrato che il Δ – THC veniva

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autosomministrato. Il Δ – THC era considerato una droga leggera, che non da dipendenza; l’unico

modo per capire se una sostanza da dipendenza è testarlo su un animale.

In uno studio del 98 si paragona l’azione di 3 diverse sostanze, alcool cannabis e cocaina, in base a

dei criteri divisi per gruppi che danno un potenziale diagnostico di alterazioni comportamentali e

fisiologiche conseguenti all’esposizione della sostanza. Vengono paragonate le risposte alle

domande sul perché viene usata quella sostanza. (slide 24) si può notare che il trattino verde

riguardante la cannabis non è mai totalmente a sinistra rispetto agli altri, a parte nel caso riguardante

l’astinenza. Ad esempio l’assunzione può riguardare il voler alleviare o evitare l’astinenza,

desiderio o sforzo non coronato dal successo di voler controllare l’assunzione. Questi criteri ci

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fanno capire quanto una sostanza può creare dipendenza, e i criteri sono soddisfatti tutti per il Δ –

THC, e i risultati rispetto a alcool e cocaina sono per lo più sovrapponibili. Altre risposte possono

essere riduzione e abbandono di attività familiari, sociali e ricreazionali per utilizzare la sostanza,

dove troviamo la cannabis in vantaggio rispetto a alcool e cocaina che sono alla pari, e grande

quantità di tempo ed energie spese in relazione alla sostanza, nel cercarla, prenderla e usarla, dove

anche qui sono più numerosi i consumatori di cannabis. Tutto questo è significativo del fatto di

come l’informazione è diversa se le persone devono rispondere a domande specifiche che non una

testimonianza generica di esperienza non controllate o non contestualizzate.

Tra il ’65 e il 2000 è cresciuto enormemente il consumo di consumatori di cannabis tra le persone

sia di fascia di età tra i 12 e i 17 e quelli nella fascia tra i 18 e i 25.

(slide 26) Si comparano diverse sostanze d’abuso. Gli allucinogeni hanno la curva più ‘brutta’,

hanno una alta diffusione percentuale che comincia però ad una età molto tarda. L’alcool invece

inizia ad una età molto precoce, una sola volta od una sola volta al mese. Gli oppioidi hanno un

inizio molto tardi. Alcool tabacco e cannabis sono quelli più spostati a sinistra e finiscono molto più

in alto.

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Il Δ – THC ha effetti e comportamenti diversi a seconda della via di somministrazione. Per via

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inalatoria gli effetti arrivano prima rispetto alla via per orale. Assunto per via inalatoria il Δ – THC

è assorbito in maniera rapidissima, ed è riscontrabile nel plasma dopo pochi secondi, è una sostanza

molto lipofila. È come se venisse somministrato per via endovenosa, e presenta dei picchi di

concentrazione plasmatica molto ravvicinati rispetto al momento della somministrazione, entro i 10

minuti. La percezione dell’effetto piacevole è molto ravvicinato nel tempo se è fumato e se è dato

per via endovenosa, con dosi diverse vista la differenza di biodisponibilità. La curva che descrive

l’effetto piacevole della via orale fa capire che l’effetto inizia a comparire dopo mezzora, e il primo

punto che compare è già più elevato del punto di minimo dopo 4 ore della somministrazione

endovenosa.

Si verifica un accumulo nei tessuti meno vascolarizzati. L’accumulo che si verifica nel tessuto

adiposo determina che il rapporto grassi:altri tessuti è di 10:1, e questo fa si che si presentino

metaboliti nel sangue anche dopo molto tempo. Nei consumatori cronici si possono trovare tracce di

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Δ – THC anche a distanza di un mese dall’ultima somministrazione.

L’emivita di eliminazione è più breve, è stimata in uno o due giorni, dalle 20 alle 60 ore. È più

breve nei fumatori cronici, quindi i fenomeni di accumulo sono molto significativi.

Nella somministrazione inalatoria l’effetto viene classificato come 6, nella endovenosa arriva sino

ad 8, e poi scende sino a 1 dopo 4 ore. Dopo somministrazione orale viene assorbito in modo lento e

incompleto, i primi effetti compaiono dopo 30-60 minuti. La comparsa degli effetti massimi, il

picco, è dopo 5 ore, è quasi un plateau, tra 3 e 5 ore.

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Il Δ – THC è metabolizzato in composti attivi, viene idrossilato a 11-idrossi- Δ – THC, composto

che di suo ha una emivita di 4 giorni. Questo fa si che dopo uso occasionale possono essere presenti

tracce nelle urine sino a 3 giorni. Nei fumatori cronici si trovano tracce di metaboliti anche dopo un

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mese. Il Δ – THC ha almeno 3 metaboliti attivi.

Gli effetti vengono distinti in effetti centrali ed effetti periferici, oppure in effetti a breve termine e

in effetti a lungo termine. Quelli centrali sono importanti ed entrano in quelli che riguardano la

classificazione, ha effetto sedativo, ipnotico, euforizzante e psichedelico. Negli effetti centrali si va

da sedazione a depersonalizzazione, confusione, disorientamento, allucinazioni (visive, a sfondo

erotico), paranoia, crisi di panico, in ordine di gravità crescente. Si arriva a ipotermia,

intensificazione delle risposte emotive, depressione dei riflessi, amnesia, distorsioni spazio-

temporali (incapacità di percepire temporalmente quanto ci vuole per percorre un certo spazio,

visibile alla guida), riduce performance comportamentali/cognitive/attenzionali (nell’insieme viene

misurato come una incapacità del coordinamento motorio), alterazione e inversione delle modalità

sensoriali caratteristico degli allucinogeni (percepire con l’olfatto i suoni e sentire gli odori). Tutto

questo visibile a breve e lungo termine.

Gli effetti periferici sono diversi, alcuni interessanti perché sfruttati come applicazione terapeutica.

Alcuni derivati del THC sono stati introdotti come attività terapeutica in vari stati. Causa

dilatazione dei vasi della sclera, un arrossamento dell’occhio, che dal punto di vista tossicologico

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aiuta a identificare un individuo sotto l’effetto del Δ – THC, viene però utilizzata per la cura del

glaucoma, un disturbo nel bulbo oculare che causa alta pressione nella cavità; il THC causa un

abbassamento della pressione intraoculare. Altri effetti sono l’aumento della gittata cardiaca,

secchezza delle fauci, xerostomia, ridotta secrezione ormonale, ridotta spermatogenesi, ridotta

ovulazione, ridotta attività immunitaria.

Ci sono poi effetti immediati, a breve e a lungo termine, che dipendono anche dalla modalità di

assunzione. Tra gli effetti immediati c’è il senso di benessere, effetto ansiolitico, rilassatezza,

euforizzante, psichedelico, stimolante, sedativo, ipnotico, alterazione sensoriale, amplificazione

percezioni e sensazioni.

Tra gli effetti a lungo termine c’è un aumento dell’appetito (effetto di tipo centrale ricercato ed

utilizzato come uso terapeutico), aumento frequenza del battito cardiaco, arrossamento degli occhi,

memoria ragionamento ed attività fisiche alterate, nella fase successiva rilassamento. A dosi elevate

ci sono effetti simili agli allucinogeni, allucinazioni che possono sfociare in fenomeni psicotici.

Porta a tolleranza moderata, la sindrome da astinenza è caratterizzata da fenomeni ben precisi anche

se non è molto grave; questo è dovuto al fatto che sino a una quindicina d’anni fa i prodotti della

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cannabis erano a basso tenore di Δ – THC. Il problema si pone quando in uno spinello ho la

disponibilità di introdurre una quantità di sostanza molto più alta. La comparsa della sindrome di

astinenza è un fatto recente solo perché c’è una concentrazione più elevata di principio attivo. C’è

una perdita dell’interesse, quella che viene definita come sindrome amotivazionale, un individuo a

lungo termine va incontro a perdita di interesse o spostamento di interesse verso la sostanza. Ci

sono poi effetti a lungo termine che non sono tanto farmacologici ma tossicologici; tra cui il fatto

che la cannabis agisce come fattore di rischio per alcune forme tumorali, a livello polmonare e a

livello della vescica.


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DETTAGLI
Esame: Farmacologia
Corso di laurea: Corso di laurea in tossicologia
SSD:
Docente: Acquas Elio
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher roberta.piras.91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Farmacologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Acquas Elio.

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