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Empatia e intelligenza emotiva

Teorici dell'empatia più accreditati

Sigmund Freud, Carl Rogers, Edith Stein, Antoine Chesì, Max Scheler.

La psicoanalisi di Freud

La psicoanalisi può essere considerata:

  • Una teoria dello sviluppo della personalità;
  • Una tecnica psicoterapeutica.

Nella prima topica freudiana i tre poli psichici vengono definiti conscio, preconscio e inconscio. Questo è il modello topografico, il primo dei due modelli freudiani della mente:

  • Conscio: il conscio sono i pensieri immediatamente accessibili alla coscienza.
  • Preconscio: il preconscio sono i contenuti mentali potenzialmente accessibili alla coscienza.
  • Inconscio: l'inconscio sono i contenuti mentali/motivazioni inaccessibili alla coscienza (es. sogni, lapsus, sintomi nevrotici).

Il secondo dei due modelli freudiani della mente è il modello strutturale. Nel modello strutturale Freud distingue tre componenti della personalità: Es, Io e Super Io:

  • L'Es sono gli impulsi sessuali (libido) e aggressivi.
  • Il Super Io sono le regole morali, proibizioni, comandi interiorizzati. Il Super Io rigido è fonte di problemi psichici e serve una terapia psicoanalitica per rafforzare l'Io.
  • L'Io regola le relazioni fra l'individuo e l'ambiente, controlla infatti gli impulsi inaccettabili (Es), ed evita il dolore derivante dai conflitti interni (Es vs. Super Io).

Meccanismi di difesa

I meccanismi di difesa mediano tra impulsi/desideri e proibizioni interne/esterne. Esempi di meccanismi di difesa sono: sublimazione, razionalizzazione, repressione, rimozione.

Un meccanismo di difesa è la sublimazione, che sposta impulsi inaccettabili verso scopi socialmente utili. (Il concetto di sublimazione è al centro della teoria Freudiana sulla creatività. S. Freud afferma che il processo creativo riesce a direzionare la conflittualità pulsionale in modalità accettabili).

Un altro meccanismo di difesa è la razionalizzazione, che fa elaborare scuse per giustificare il proprio comportamento o i propri sentimenti.

L'uomo, in quanto essere civilizzato, non è più in condizione di sfogare un gran numero di desideri istintivi, per la semplice ragione che questi non sono compatibili con la legge morale. Egli quindi, dato che vuole adattarsi alla società, è costretto a reprimere (consciamente) questi desideri. Molto spesso, in seguito alla repressione di un desiderio inammissibile, la sottile connessione tra desiderio e coscienza si spezza, così che il desiderio diventa inconscio. Questo processo, per cui un desiderio inammissibile diventa inconscio, è chiamato rimozione, che deve essere tenuta distinta dalla repressione, che presuppone che il desiderio sia rimasto cosciente.

Sviluppo psicosessuale e personalità

Freud ritiene che è durante i primi anni di vita che si determina la personalità del futuro individuo adulto. Il pensiero freudiano che ha avuto maggior seguito consiste nel concepire la sessualità come sviluppo della personalità. Questa personalità si sviluppa attraverso vari tentativi per affrontare i conflitti che si incontrano, che dipendono dalla capacità di scaricare o meno le pulsioni sessuali su oggetti reali o interiori per opera di specifiche zone erogene che cambiano a seconda della fase in cui ci si trova.

La libido presenta 5 fasi evolutive, che si localizzano in altrettante zone erogene:

  • Fase orale (0-18 mesi): attività di suzione e introiezione (impossessamento mettendo in bocca); in questa fase bisogna capire quale sia il momento adatto a togliere il ciuccio;
  • Fase anale (18 mesi-3 anni): la capacità che comincia ad avere il bambino nel trattenere o meno le feci fa sì che l'ano rappresenti il luogo più importante dei desideri e delle soddisfazioni sessuali; in questa fase bisogna capire quale sia il momento adatto allo “svezzamento del pannolino”;
  • Fase fallica (3-5 anni): la differenza tra maschio e femmina nel fallo crea opposizione tra i sessi. Qui nasce il complesso edipico (competizione con il genitore dello stesso sesso e attrazione per l'altro);
  • Fase di latenza (6-12 anni): la sessualità appare sopita o spostata verso attività considerate più accettabili (gioco, socializzazione, studio e scuola);
  • Fase genitale (12-15 anni): trasformazioni che avvengono nella pubertà e passaggio all’organizzazione genitale adulta.

“È opinione popolare, a proposito della pulsione sessuale, che essa manchi nell’infanzia e che si risvegli soltanto nel periodo di vita che va sotto il nome di pubertà. Ma questo non soltanto è un puro e semplice errore, bensì anche un errore gravido di conseguenze, perché è il principale responsabile della nostra attuale ignoranza a proposito delle condizioni fondamentali nella vita sessuale”. Questo brano è tratto da tre saggi sulla teoria sessuale di Sigmund Freud.

Lo sviluppo naturale della libido può essere interrotto da fissazione (impedimento dello sviluppo psichico) o regressione (ritorno a fasi precedenti) e ciò può portare a sintomi nevrotici.

Melanie Klein

Melanie Klein ha introdotto i giocattoli (semplici, piccoli e non meccanici) durante l’analisi condotta sui bambini.

Bruno Bettelheim

Bruno Bettelheim è l’autore del testo Il mondo incantato: uso, importanza e significati psicoanalitici delle fiabe.

Erikson

Erikson elabora una sequenza di fasi di sviluppo che, a differenza di Freud, vanno dalla nascita alla vecchiaia, in cui alla dimensione psico-sessuale di Freud si aggiunge la dimensione psico-sociale. La teoria dello sviluppo psicosociale di Erik Erikson prevede otto stadi o fasi; in ogni fase ci sono delle specifiche crisi psico-sociali, alla base delle quali vi è il problema dell’identità. Quindi, il fulcro della concezione di Erikson è basato sul concetto di crisi di identità. A Erikson si deve il concetto di crisi di identità riferito all’adolescenza.

Nella teoria del ciclo di vita di Erik Erikson, durante l’adolescenza l’individuo si trova in una fase dello sviluppo psicosociale caratterizzata dall'antinomia tra identità e confusione dell’identità. Quindi, ad esempio, la domanda “chi sono io?” è più rilevante nella fase del ciclo di vita dell’adolescenza.

Per “fase della moratoria” nell’adolescenza si intende una fase in cui il giovane sperimenta identità diverse senza però impegnarsi in scelte definitive. All’interno del gruppo, l’adolescente trova sostegno all’emergente nuova immagine di sé, e nutre il suo bisogno di appartenenza.

Gli 8 stadi dello sviluppo psico-sociale di Erik Erikson

Stadio Crisi psico-sociali (contrapposizioni) Sviluppi o commenti
1° stadio (0-1 anno) Fiducia di base/sfiducia di base: la fiducia di base si acquisisce grazie alle esperienze positive (accudimento, carezze, ecc.) garantite dalla madre; la sfiducia di base, acquisita tramite esperienze negative come ad esempio la temporanea assenza della madre, può essere affrontata proprio grazie alla fiducia di base. Questa fase è incentrata sull'acquisizione di fiducia di base e sfiducia di base, entrambe necessarie ai fini dello sviluppo, poiché in futuro andranno integrate.
2° stadio (2-3 anni) Autonomia/vergogna e dubbio: si va verso i sensi di volontà e autonomia e la crisi è il senso di vergogna e dubbio (vergogna per senso di inadeguatezza), il bambino si nasconde o diventa sfrontato. Il bambino comincia a sperimentare auto-controllo e disciplina, iniziando a sottoporre i propri bisogni e desideri al principio di realtà e quindi limitando il proprio egocentrismo e iniziando a percepire psicologicamente la presenza degli altri.
3° stadio (4-5 anni) Iniziativa/senso di colpa: tutto ciò che il bambino sperimenta nel gioco è definita iniziativa, contrapposta al senso di colpa: il bambino sente che per raggiungere i propri fini può utilizzare qualsiasi mezzo, anche l’aggressività. È lo stadio propriamente psico-sociale. L’autocontrollo e la volontà si rafforzano, l’attività principale è il gioco in cui il bambino sperimenta le proprie abilità cognitive e manuali.
4° stadio (6-12 anni) Industriosità/inferiorità: il bambino inizia a sviluppare un senso di competenza e di efficacia (industriosità), che getta le basi per il futuro sviluppo della competenza lavorativa; si può generare un senso di inferiorità nei confronti degli altri e, confrontandosi con i vari aspetti dell’educazione, il bambino si trova costantemente esposto alle proprie reazioni emotive. Il bambino comincia a impegnarsi in compiti più maturi rispetto al gioco (scuola, sport ecc.),
5° stadio (13-20 anni) Identità/confusione e crisi di identità: oltre ai mutamenti biologici, inizia a svilupparsi un senso di identità stabile e c’è una lotta tra la tendenza verso un mondo adulto ancora sconosciuto e la tendenza verso l’infanzia, che si fa fatica ad abbandonare. La confusione genera crisi di identità. Fase fondamentale per lo sviluppo psichico, sociale e cognitivo. L’individuo inizia ad essere consapevole delle proprie personalità, attitudini, aspirazioni, ma anche dei propri limiti. In questa fase nasce il senso di aderenza ai propri schemi fondamentali di riferimento (mode, ideologie, appartenenza a gruppi).
6° stadio (20-35 anni) Intimità/isolamento: genitalità inizia la ricerca di intimità intesa come impegno e condivisione; il rischio consiste nel fallimento di questo forte investimento emotivo nella ricerca dell’altro, cioè si rischia l’isolamento affettivo e sentimentale. Mentre in precedenza viene vissuto come una sorta di bisogno indifferenziato, in questo stadio l’amore diventa una dimensione più matura: le relazioni e le amicizie sono ora scelte di legare la propria individualità a quella di altri. L’amore è impegno e condivisione.
7° stadio (35-60 anni) Generatività/stagnazione: se la possibilità di “generare” (non solo fisicamente, ma a tutti i livelli) viene impedita, c’è il rischio di stagnazione (la personalità regredisce e si abbandona ad un senso di vuoto, di impoverimento). Si manifesta appieno in questa fase la propria capacità produttiva (generatività) in campo lavorativo, sociale e nella cura della famiglia.
8° stadio (> 60 anni) Integrità dell’Io/disperazione: nella vecchiaia arriva il momento della riflessione sulla propria esistenza, si fa un bilancio. Ne consegue un’affermazione finale della propria individualità, caratterizzata o da un senso di “integrità” oppure da un senso di fallimento e rimpianto (disperazione, che può portare a stati depressivi). È la fase che presuppone l’idea della personalità come un lungo processo evolutivo che si estende fino alla vecchiaia.

Bandura

La teoria dell'apprendimento sociale di Albert Bandura si è articolata all'interno della prospettiva cognitivista. Le conoscenze e le abilità vengono acquisite anche per apprendimento sociale o imitativo, il quale consente di apprendere conoscenze e capacità attraverso un processo attivo che comprende l'osservazione di un modello (anche modelli socio-culturali), l’immagazzinamento delle informazioni in memoria e la scelta di cosa tradurre in comportamento (dipende dal rinforzo sociale). Il modellamento sociale è la forma di apprendimento che si attiva quando un individuo adotta un comportamento osservando il comportamento di un altro.

Esperimento di Bandura sull’esposizione dei bambini ai messaggi aggressivi:

Anche i mass media fungono da modello sociale, per dimostrare questo Bandura selezionò tre gruppi:

  • Al primo mostrò un filmato dove un bambino picchiava una bambola e veniva premiato;
  • Al secondo mostrò un filmato dove un bambino picchiava una bambola e veniva punito;
  • Al terzo mostrò un filmato dove un bambino giocava tranquillamente con la bambola senza picchiarla.

Alla fine del filmato, il gruppo che aveva visto il bambino picchiare la bambola e venire premiato, nel giocare mostrava aggressività superiore alla media; il gruppo che aveva visto picchiare la bambola e venire punito avevano una aggressività inferiore alla media; mentre il gruppo che aveva visto il filmato dove il bambino non picchiava la bambola aveva una aggressività nella media. L’esperimento di Bandura dimostra che i mass media sono un modello sociale (il filosofo Karl Popper definisce la televisione “cattiva maestra”), e che atteggiamenti come l’aggressività sono influenzati dal rinforzo sociale, ovvero dal verificare se certe azioni compiute da altri vengono premiate o punite. Secondo gli studi di Bandura, quindi, l’aggressività aumenta se si osserva che le condotte violente vengono ricompensate.

L'auto-efficacia e le sue fonti

L’auto-efficacia percepita sono le convinzioni/aspettative riguardo alla propria abilità di portare a termine con successo dei compiti futuri. È una valutazione cognitiva che serve per regolare i propri sforzi in base agli obiettivi prefissati, quindi anche la capacità di decidere, di agire e di regolare i propri pensieri ed emozioni. Individui con le stesse abilità possono differire nelle convinzioni di auto-efficacia:

  • Chi ha un'elevata percezione di auto-efficacia tende a stabilire obbiettivi più difficili e li vede come delle sfide e si impegna a fondo per raggiungerli. Gli individui con alta auto-efficacia sono in grado di gestire in maniera efficace le emozioni connesse al compito come ansia e stress, perché hanno uno stato d’animo più positivo nell’affrontare un compito. Ottengono prestazioni migliori.
  • Al contrario, chi ha una bassa percezione stabilisce obbiettivi più facili, ci mette poco impegno, spesso abbandona il compito in seguito a ostacoli incontrati, si fa prendere dall’ansia (gestione negativa e pessimistica dello stress). Ottengono prestazioni peggiori.

Le fonti dell’auto-efficacia sono:

  • L’esperienza personale, ovvero gli eventi passati che hanno aumentato o diminuito il senso di competenza personale. L’aver sperimentato direttamente in passato la buona riuscita del compito o un successo è il modo più valido mediante cui si costruisce l’auto-efficacia;
  • Le esperienze di padronanza. Per Bandura, le esperienze non troppo facili, in cui l’individuo deve perseverare anche di fronte agli insuccessi, che sono visti come occasione di costruzione e sfida, sono le esperienze di padronanza.
  • Le esperienze vicarie, cioè l’osservazione di persone percepite come simili a sé, il fatto che altre persone che percepiamo come simili a noi sono state capaci di portare a compimento in maniera positiva il compito;
  • La persuasione verbale, ovvero l’incoraggiamento ricevuto. Venire incoraggiati e spronati aumenta la fiducia nelle proprie capacità;
  • L’umore e il livello di stress. Sulla base del livello di stress e dell’umore, le persone traggono risultati sulla probabilità di successo (l’insieme di strategie adottate dall’individuo per affrontare lo stress viene definito coping).

Ripetute esperienze negative e frustranti per gli alunni diversamente abili possono essere causa di calo dell’autostima (immagine di sé) e della percezione della propria auto-efficacia.

Etimologia della parola empatia

Dal greco empateia e pathos (sentimento), usata per indicare il rapporto emozionale di partecipazione che legava l’autore-cantore al suo pubblico. La capacità di immedesimarsi nell’altro viene definita empatia. Il termine "empatia" viene usato per indicare la capacità di immedesimarsi in un'altra persona calandosi nei suoi pensieri e stati d'animo. La disposizione cognitivo-affettiva che consente al soggetto di vivere lo stato emotivo di un’altra persona “come se” fosse il proprio è detta empatia.

La tesi sull’empatia sostenuta da Geoffrey Miller nell’opera The Mating Mind è che l’empatia si sarebbe sviluppata, perché mettersi nei panni dell’altro per sapere cosa pensa e come reagirebbe costituisce un importante fattore di sopravvivenza in un mondo in cui l’uomo è in continua competizione con altri uomini.

Componenti dell'empatia secondo Martin Hoffman

Secondo la teoria di Martin Hoffman, l’empatia è caratterizzata da tre componenti:

  • Affettiva;
  • Cognitiva;
  • Motivazionale.

Una relazione di tipo empatico è caratterizzata dall’entrare in sintonia con l’altro. Propendere a favorire le discussioni condivise in classe costituisce un valido atteggiamento empatico dell’insegnante.

Role-taking

Il termine “role-taking” indica una basilare abilità sociale e l’assunzione di punti di vista diversi dal proprio. Secondo R. Selman, per “role-taking” si intende la capacità del bambino di assumere il punto di vista dell’altro e di valutare ciò che un’altra persona vede e percepisce.

Narrazione

La narrazione è uno strumento educativo che favorisce lo sviluppo di competenze emotive, in quanto promuove le abilità di ascolto e di comunicazione, stimola la discussione in gruppo e l'attività di riflessione. Nell’ambito dello sviluppo delle competenze emotive e interpersonali, l’insegnante, usando il racconto di storie, può agevolare le capacità di ascolto degli alunni e promuovere lo sviluppo sociale ed emozionale. Quando lo stile induttivo si basa soprattutto sull’empatia, ha particolare importanza la considerazione degli altri.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher c.ofria di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica e pedagogia speciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Maltese Agata.
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