PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO
MARY D.S.
AINSWORTH
MARY D.S. AINSWORTH
Collaboratrice di Bowlby
Procedura della STRANGE SITUATION:
Vari modelli di attaccamento per studiare la qualità del legame
madre-figlio.
Esperimento: una camera nella quale viene inscenata la
situazione sperimentale, coinvolgendo un bambino di un
anno, la madre e un estraneo
I comportamenti osservati sono quelli di
attaccamento, di ricerca e di esplorazione
Il comportamento di attaccamento è diviso in classi
distinte:
Comportamenti di prossimità e ricerca del contatto
Comportamenti di mantenimento del contatto
Comportamenti che vogliono evitare la prossimità e il contatto
Comportamenti che resistono all’interazione e al contatto
Il comportamento di ricerca è quello mediante il quale il
bambin cerca la propria madre quando non è nella stanza
(epp. 4,6,7)
Il comportamento di esplorazione consiste nel muoversi
per la stanza ed esplorarla (epp.2-7)
Per ciascun bambino vengono valutati
quantitativamente i seguenti comportamenti:
Quanto si attacca alla madre e quanto all’estraneo
Quanto ricerca la madre assente
Quanto esplora la stanza o osserva gli oggetti che gli vengono dati
IN BASE A QUESTE VALUTAZIONI, BAMBINI
DISTINTI IN 3 GRUPPI
A) bambini insicuri ed evitanti
B) bambini sicuri
C) bambini insicuri e ambivalenti
Madri che nel corso del primo anno di vita hanno risposto alle
richieste di prossimità del bambino
Ciò attiva le aspettative positive del bambino stesso (Modello
Operativo Interno)
I bambini insicuri dei gruppi A e C hanno avuto
madri che non sempre hanno risposto alle loro
richieste di attaccamento o lo hanno fatto in modo
inappropriato e superficiale.
→
1990 Main e Salomon quarto gruppo
D) Bambini disorientati e/o disorganizzati:
Senza strategia coerente
Contraddittori
Molto vulnerabili
Spesso hanno subito maltrattamenti
Talvolta anche i genitori hanno avuto esperienze
di separazione
PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO
JOHN BOWLBY
Sviluppo psichico e sociale del bambino
nei primi mesi di vita
Legame privilegiato bambino-madre
Teoria dell’attaccamento
The nature of the child’s tie to his mother (1958)
Il legame bimbo-madre si esprime attraverso una serie di risposte
istintuali primarie e indipendenti che il bambino adotta per far sì
che la madre resti in contatto con lui.
5 principali:
➢Succhiare Raggiungono il loro scopo anche se
la risposta reciproca della madre è Social releaser: attivano
➢Aggrapparsi relativa o limitata negli adulti
➢Seguire comportamenti innati
➢Piangere Raggiungono il fine prefissato solo se la con i quali si prendono
➢Sorridere madre attua una risposta reciproca cura dei bambini
•Durante il 1° anno di vita queste risposte istintuali si integrano
formando il comportamento di attaccamento.
Etologia: il comportamento di attaccamento
è presente in tutte le specie animali
Queste risposte istintuali presentano 2 caratteristiche:
La loro frequenza di adozione ha un andamento variabile nel tempo
Si manifestano sotto forme espressive differenti.
Difatti:
➢Alla nascita «seguire» e «aggrapparsi» sono poco effettive, mente le uniche operative
sono «succhiare» e «piangere»
➢«sorridere» fa la sua comparsa verso le 6 settimane
➢Al 3° mese il bimbo «segue» con lo sguardo la madre perché resti nel suo campo visivo
➢L’ «aggrapparsi» varia: nei primi mesi il bimbo tende ad aggrapparsi lievemente al seno
mentre succhia, poi si aggrappa via via con più tenacità
➢La suzione dura fino almeno al 2° anno di vita (il bimbo succhia dalla bottiglia)
Chiave evoluzionistica:
risposte istintuali: il legame con la madre è necessario per la sopravvivenza dei
piccoli.
Il processo di selezione naturale ha privilegiato gli esemplari con maggiore
predisposizione a pianto, riso, suzione, ecc.
Comportamento di attaccamento = adattivo, allo scopo di sopravvivere.
Differenze dell’uomo rispetto alle altre specie:
➢Schemi →
mentali più flessibili minor numero di modelli di comportamento
fissi e rigidi
➢Maggiore duttilità
➢Periodo infantile più lungo, durante il quale è indifeso e vulnerabile
• Sviluppa schemi comportamentali per ridurre efficacemente il pericolo.
Collegamento con Freud: la pulsione alla vita (=libido) è
collegata all’istinto di sopravvivenza della specie
Monotropia: tendenza a privilegiare una particolare figura di
adattamento (solitamente la madre)
…continua nel prossimo video…
…continua dal video precedente…
PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO
TEORIA DELL’ATTACCAMENTO
Riepilogata da Mary Ainsworth : Object, Relations, Dependency and attachment
(1969):
➢ Prima formulazione: 1958 The nature of the child’s tie to his
→
mother 5 risposte istintuali
➢ in seguito: maggior numero di comportamenti, organizzati
in classi
➢Infine: delinea 4 stadi dell’attaccamento
Comportamenti che hanno come obiettivo di
mantenere la vicinanza con la madre. 3 classi:
Comportamenti di orientamento: traccia i movimenti della madre
Comportamenti di segnalazione: emette segnali per attrarre la
madre a sé
Comportamenti esecutivi: motilità
= una serie di tecniche e di strategie, molto flessibili e interscambiabili .
Comportamento opposto: esplorativo; ma anche durante queste esplorazioni, il
bambino farà in modo di non superare la distanza della madre che egli stesso ha
stabilito.
Bowlby distingue i comportamenti di adattamento in
base alla modalità di interazione stabilita con la madre:
Comportamenti che innescano l’interazione
Comportamenti che rispondono alle iniziative della madre
Comportamenti mirati ad evitare la separazione
Comportamenti di tipo esplorativo
Comportamenti di ripiegamento verso la madre
4 STADI DI SVILUPPO DELL’ATTACCAMENTO:
Fase 1 : orientamento e segnalazione senza discriminazione
Dalla nascita ai 2-3 mesi
Il bambino interagisce con l’ambiente: volge il
viso verso le persone, le segue con gli occhi,
sorride, afferra
A poco a poco impara a riconoscere i familiari
Schemi comportamentali semplici
Risposte attese: cibo e prossimità dell’adulto
4 STADI DI SVILUPPO DELL’ATTACCAMENTO:
Fase 2 : orientamento e segnalazione con discriminazione
dai 2-3 ai 5-6 mesi
I comportamenti si indirizzano in modo specifico verso
la madre
La responsabilità di mantenere il legame madre-figlio
è ascritta principalmente alla madre
Il bambino è incapace di attuare comportamenti
→
esecutivi efficaci può solo lanciare segnali
4 STADI DI SVILUPPO DELL’ATTACCAMENTO:
Fase 3 : mantenimento della prossimità
Dai 5-6 mesi ai 2 anni
Il bambino inizia a maturare abilità motorie
Comportamenti esecutivi(+orientamento e segnalazione)
Schemi mentali che prevedono il mantenimento di una
distanza prefissata dalla madre
Ancora inesperto nei movimenti; non ha una lucida
cognizione dei pericoli circostanti
Responsabilità ancora della madre
4 STADI DI SVILUPPO DELL’ATTACCAMENTO:
Fase 4 : formazione di una relazione reciproca
Dai 2 anni in poi
Il bambino è entrato in sintonia con la madre
È in grado di attuare comportamenti che modificano quelli
della madre
Sviluppo cognitivo non banale: è ora capace di porsi nella
stessa prospettiva dell’adulto per persuaderlo
Ancora in una fase egocentrica, ma che va ad attenuarsi
Ora la responsabilità dell’attaccamento ricade
maggiormente sul bambino
…CONTINUA NEL PROSSIMO VIDEO…
…continua dal video precedente…
PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO
Attachment and loss (1969/ 1973)
Sistema comportamentale che controlla il comportamento istintuale.
Ogni giorno il bambino deve:
Valutare la propria incolumità e l’eventuale insorgenza di un pericolo
Valutare in quanto tempo può avere la disponibilità della figura di riferimento
Valutare quanto essa sia disposta a prestargli attenzione e cure
Per fare ciò, costruisce dei Modelli Operativi Interni sempre più
sofisticati, che mirano a costruire delle rappresentazioni mentali che
includono:
Il mondo e l’ambiente circostante in cui il bambino interagisce
Il comportamento degli adulti di riferimento
Il comportamento del bambino stesso.
Modelli Operativi Interni (Internal Working Model)
Con essi il bambino può valutare le conseguenze dei propri comportamenti e
prendere una decisione su quali attuare. Essi hanno le seguenti funzionalità:
➢Rappresentare ➢Individuare
il mondo esterno la migliore da mettere in
pratica
➢Mettere in evidenza le possibili azioni da ➢Raccogliere
eseguire risultati
➢Selezionare ➢Utilizzare
quelle che sembrano più cosa si è appreso nelle
efficaci situazioni passate
Importanza dello sviluppo di Modelli Operativi Interni corretti
nel bambino, al fine di influenzare positivamente la sua vita di
relazione con gli altri e il giudizio su se stesso, quando sarà
Maternal Care And Mental Health (1952)
Tesi sulla deprivazione materna
La mancanza e/o l’assenza in età infantile della figura materna può avere effetti
sulla salute mentale
Dai suoi studi (di 3 tipi: -studi di osservazione diretta, -studi di retrospettiva, -
studi di follow-up)
emerge che il bambino e l’adulto di riferimento devono sperimentare una
relazione continua e intima, che rechi a entrambi soddisfazione e gradimento.
→
Altrimenti DEPRIVAZIONE
Parziale: quando il bambino vive a casa ma sua madre non è in grado di fornirgli l’amore e le
cure di cui ha bisogno; o quando per qualche motivo il bambino viene allontanato dalla figura
.
materna e preso in cura da qualcun altro Totale:
Quando il bambino non ha nessuno che si prenda cura di lui
Effetti della deprivazione
PARZIALE: TOTALE (a breve termine):
Ansia acuta Ritardo nello sviluppo
Bisogno eccessivo neuromuscolare TOTALE (a lungo termine):
d’amore Ritardo nello sviluppo del Instaura relazioni superficiali
linguaggio
Forte desiderio di Incapacità di provare sentimenti
Ritardo nelle abilità intellettive e farsi coinvolgere
vendetta Difficoltà nelle relazioni e emotivamente
Depressione nell’adattamento sociale Volontà di rendersi inaccessibile
Senso di colpa Incapacità di concentrarsi sugli
impegni
Limitata capacità di Propensione a ingannare gli altri
gestire le emozioni Disturbi della condotta
Nel tempo la deprivazione può
Influenzare e ritardare lo sviluppo del bambino
durante il periodo di deprivazione
Continuare a influenzare lo sviluppo del bambino
anche dopo la restaurazione del legame madre-
figlio
Influenzare il bambino per tutta la sua esistenza
La deprivazione materna alla luce della teoria
di Freud
Per Bowlby l’Io è un meccanismo psichico, che siamo in grado di sviluppare in noi
stessi, la cui finalità è quella di:
Armonizzare i nostri differenti bisogni
Soddisfarli nell’ambito delle condizioni che ci pone l’ambiente circostante
Per ottenere questi scopi, l’Io
Valuta i bisogni e la necessità di soddisfarli
Ordina i biogni secondo delle priorità
Inibisce alcuni bisogni e ne accoglie altri
In questo modo le persone possono vivere e agire in modo propositivo e integrato
con gli altri.
Il Super-Io si accerta che noi seguiamo una morale universalmente riconosciuta e
che quindi possiamo essere in armonia con gli altri.
Nei primi periodi di vita, per queste funzioni non ancora sviluppate, il bambino si
affida alla madre
Grazie agli esempi e alle istruzioni fornite dalla madre, il bambino può sviluppare
correttamente il suo Io e il suo Super-Io
L’Io e il Super-Io di bambini che hanno vissuto esperienze di deprivazione
materna, si sono sviluppati poco rispetto alla media degli altri bambini.
Il loro comportamento è ancora controllato dall’Es.
PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO
ERIKSON
ERIKSON
Analisi dello sviluppo della personalità
Stadi di sviluppo psicosociale
Copre l’intero arco della vita dell’essere umano
TEORIA DEGLI STADI EVOLUTIVI
Eredita da Freud l’impianto strutturale: Es, Io, Super-Io
L’Io è la componente dell’apparato psichico che maggiormente contribuisce alla formazione dell’IDENTITÀ
psicologica
identità somatica: aspetto fisico e genetico
identità sociale: collocazione dell’individuo nella società
identità psicologica: personalità
Ciascuno stadio costituisce una sfida per l’Io e lo pone in uno stato di CRISI D’IDENTITà.
La crisi è di carattere psicosociale perché coinvolge i bisogni specifici di un individuo che si determinano nelle
condizioni dell’ambiente in cui vive
→
Tappe fisse ciascun soggetto deve necessariamente passare attraverso uno stadio per giungere al successivo
FASI DEL PERCORSO EVOLUTIVO:
CARATTERISTICHE
In ogni stadio il soggetto si confronta con due forze opposte (potenzialità o
→
qualità), una positiva e una negativa. è necessario far prevalere quella positiva
per risolvere la crisi
Per ciascuno stadio c’è una virtù di base, che si afferma nella personalità quando
viene superata la crisi
Ogni stadio ha due patologie, dovute ad eccesso di una delle due forze, che si
determinano se la crisi non si risolve in modo positivo. Esse possono causare
problemi negli stadi successivi, ma possono essere risolte anche in un secondo
momento
In ogni fase evolutiva il soggetto ha delle figure di riferimento
STADI PSICOSOCIALI. 1) FIDUCIA VS
SFIDUCIA
Figura di riferimento: la madre→ rapporto affettivo basato sulla costanza e la ripetitività.
Con un comportamento adeguato della madre, nell’identità del bambino si istaura la fiducia. / Se la
madre non si prende adeguatamente cura del bambino, questi sperimenta la sfiducia. Ma una certa
dose di quest’ultima è necessaria per gestire consapevolmente le relazioni con gli altri negli stadi
successivi
→
Se la dinamica tra le forze contrapposte è corretta, l’identità del bambino ne esce rafforzata Virtù:
speranza = quando incontrerà delle difficoltà, egli sarà sempre pronto a pensare che vi possa essere
una soluzione positiva.
→
Eccesso di sfiducia patologia: rassegnazione
→
Eccesso di fiducia patologia: dipendenza
Segni del corretto passaggio allo stadio successivo: il bambino riesce ad accettare l
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